Il whistleblowing è uno strumento aziendale fondamentale tramite il quale dipendenti, collaboratori o soggetti esterni a un’azienda o organizzazione possono segnalare illeciti. All’interno di una segnalazione troviamo, infatti, due principali agenti coinvolti: il segnalante o whistleblower (che tradotto letteralmente vuol dire “colui che suona il fischietto”) e il segnalato, quindi l’azienda o l’ente pubblico che ha potenzialmente compiuto un illecito nei confronti del segnalante.
Whistleblowing esterno e interno
In questo rapporto tra segnalante e segnalato, colui che segnala l’illecito agisce in maniera attiva: scoprendo quindi un illecito, una possibile frode, un pericolo o qualsiasi cosa che possa recare danno o serio rischio a sé stesso, a terzi o all’azienda stessa, il segnalante denuncia tali comportamenti e si espone così al rischio di ritorsioni e molestie a livello personale e professionale.
La Direttiva Europea sul whistleblowing (2019/1937), in vigore a partire dal 17 dicembre 2021, prevede l’adozione di nuovi standard di protezione a favore dei segnalanti. Il whistleblowing può essere effettuato da un dipendente dell’azienda o da una terza parte, come per esempio un fornitore o un cliente. È possibile effettuare una segnalazione tramite canali interni all’azienda, in questo caso si parla di whistleblowing “interno”, oppure tramite l’autorità giudiziaria, i media o le associazioni competenti, in questo caso si parla di whistleblowing “esterno”.
Come avviene la procedura di segnalazione?
Come riporta l’Art. 54-bis del D.Lgs del 30 marzo 2001, il dipendente o il soggetto esterno possono fare una segnalazione all’ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione) ed è possibile comunicare gli eventuali comportamenti ritorsivi qualora l’azienda lo abbia ostacolato nel processo. L’identità del segnalante non può essere rivelata fino alla chiusura della fase istruttoria o salvo esplicito consenso del segnalante.
L’ANAC, dal canto suo, adotta precise linee guida relative alle procedure per la presentazione e la gestione delle segnalazioni. Qualora l’illecito venisse accertato, l’autorità competente può applicare una sanzione amministrativa che va dai 5.000 ai 30.000 euro.
Quali sono i vantaggi per le aziende?
Avere un sistema di segnalazioni in azienda porta enormi vantaggi in termini di gestione delle problematiche e prevenzione delle frodi: secondo l’Association of Certified Fraud Examiners, il 42% dei casi di frode aziendale viene scoperto grazie alle segnalazioni dei whistleblower.
Sempre più aziende e pubbliche amministrazioni, quindi, sono tenute a dotarsi di un sistema di segnalazione interno: questo permette ai dipendenti dell’azienda di segnalare le irregolarità attraverso un percorso guidato in modo semplice e veloce.
Il whistleblowing in Italia
Il whistleblowing nella pubblica amministrazione italiana è già un obbligo da diversi anni. Si tratta di un sistema di segnalazione che è previsto in alcuni casi anche nel contesto privato. Tutte le aziende soggette al modello organizzativo n. 231 hanno, infatti, già messo in piedi iniziative di questo genere. Il recepimento della Direttiva europea favorisce la conseguente istituzione di canali di segnalazione interni rivolti a tutte le imprese del settore privato con almeno 50 lavoratori, indipendentemente dalla natura delle loro attività.
A prescindere dal numero dei dipendenti, si tratta di un adempimento che è obbligatorio per tutte quelle imprese che operano nel settore dei servizi finanziari esposti a rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e per tutte quelle società che operano in settori a rischio. Tutte le aziende del settore privato che rientrano entro queste categorie hanno tempo fino al 17 dicembre 2023 per istituire un canale di segnalazione interno.
Smartleaks: il sistema il sistema di whistleblowing sicuro
Recentemente Synesthesia e Smart Flow hanno presentato “Smartleaks”, un sistema di whistleblowing basato su GlobaLeaks per integrare nei siti web aziendali procedure anonime di segnalazione. Lo strumento risponde alla Direttiva Europea 2019/1937 e si rivolge a imprese del settore privato con almeno 50 dipendenti o operanti in settori a rischio. Smartleaks garantisce l’anonimato, la riservatezza e la protezione del segnalante, facilitando la denuncia di illeciti o comportamenti scorretti in azienda. Per saperne di più clicca qui.
Scopri il programma dei Torino Digital Days 2023
Giovedì 13 aprile (ore 18:30), in occasione dell’evento d’apertura dei Torino Digital Days, presso il TAG – Talent Garden di Torino, sarà svelato il programma dell’edizione 2023. Dal 9 al 14 maggio il capoluogo piemontese ospiterà workshop, talk, eventi, mostre, performance e hackathon. Una ricca agenda per riflettere sul mondo dell’innovazione digitale a 360 gradi.
Synesthesia partecipa all’evento di lancio dei Torino Digital Days 2023
Durante l’evento di apertura Massimo Salso (Creative supervisor di BTREES), Davide Mantovani (Platform Leader Web di Synesthesia) e Simone Tallarita (UI Designer di Hinto) si confronteranno su come l’AI può essere utilizzata per migliorare la personalizzazione delle esperienze utente e quali sono le competenze che gli sviluppatori, i designer e i marketers devono acquisire per lavorare con l’Intelligenza Artificiale. Modera il nostro Presidente Francesco Ronchi.
Informazioni utili
Quando e dove:
Giovedì 13 aprile 2023, dalle 18:30 alle 20:30, presso il TAG – Talent Garden 38 Via Giuseppe Giacosa 10125 Torino.
Agenda evento
- 18:20 – 18:40 Accrediti
- 18:40 – 19:00 Presentazione programma Torino Digital Days 2023
- 19:00 – 19:50 Tavola rotonda: AI Work Revolution
- 19:50 – 20:30 Networking
Ospiti
- Massimo Salso – Creative Supervisor di BTREES
- Davide Mantovani – Platform Leader Web di Synesthesia
- Simone Tallarita – UI Designer di Hinto
- Modera: Francesco Ronchi – CEO di Synesthesia
Evento realizzato in partnership con Talent Garden Fondazione Agnelli.
Fabiola qual è il tuo ruolo in Synesthesia?
“In Synesthesia ho il ruolo di QA Manager, mi occupo cioè della definizione di standard e processi utili a supportare la realizzazione di progetti qualitativamente superiori e maggiormente ottimizzati dal punto di vista delle procedure. Mi reputo una QA manager atipica. In passato ho sviluppato codice (per ben 18 anni). Poi, mi sono appassionata a tutto quello che riguarda la qualità del software e ho capito che senza una definizione di un processo e un controllo della qualità la vita del team e il prodotto non saranno mai eccellenti. La mia “missione” è, quindi, diffondere questo concetto. Le 4 parole chiave che meglio lo descrivono sono: processo, requisito, automatismo, testing”.
Che cosa fa esattamente un/a QA manager?
“Il QA manager è il punto di riferimento per tutto il team: dalla definizione del requisito al supporto del team di sviluppo, dalla gestione del team di QA alla validazione del prodotto finale. L’obiettivo? Consegnare un prodotto o un servizio di altissima qualità. Il lavoro di un QA manager prevede la definizione di politiche e procedure per il controllo della qualità, la supervisione dell’attuazione di tali politiche e l’identificazione delle aree in cui è possibile migliorare.
In particolare, tra le mie responsabilità c’è la definizione degli standard di qualità e dei processi di controllo qualità, la formazione del team, l’individuazione e l’eliminazione delle cause di eventuali problemi di qualità. Mi assicuro, inoltre, che il team sia in grado di rispettare le procedure e i processi. Per garantire che la qualità sia integrata in tutti gli aspetti del prodotto consegnato, sono sempre attiva nelle fasi di controllo e collaboro con tutto il team”.
A chi consiglieresti questo lavoro?
“A chi sviluppa da anni e vuole migliorare la gestione dei progetti e la qualità di vita del proprio team. Ma anche a chi ama l’ordine e fa caso ai dettagli. Lo consiglierei anche a coloro che preferiscono automatizzare perché è necessario comprendere che l’errore umano è statisticamente frequente”.
Ci parli del tuo team di lavoro? Qual è la vostra giornata tipo?
Il mio team di lavoro è composto per ora da quattro persone: Alessandro, Claudio, Emanuele e Davide. Il gruppo di lavoro prevede figure con differenti soft skills e con esperienze diverse. Questo per noi rappresenta un valore aggiunto perché consente a tutte/i di essere preparati su più fronti: dal testing manuale all’automation. Siamo tutte/i intercambiabili.
Ogni mattina, i componenti del team partecipano ai daily meeting per condividere il lavoro svolto, dopodiché si testano i progetti assegnati. Per ogni progetto su cui lavoriamo scriviamo un test-plan, che permette a ogni componente del team di sapere cosa deve testare. Questo approccio ci offre importanti vantaggi. Uno su tutti: diversi punti di vista sono in grado di riscontrare più bug rispetto a una persona sola che testa sempre la stessa feature”.
Scendiamo un po’ nel dettaglio. Quali sono i servizi che offre Synesthesia ai suoi clienti in materia di QA?
“Seguire processi di qualità e mantenere standard elevati nel tempo è molto importante per le aziende. Synesthesia è coinvolta direttamente in queste pratiche che permettono di garantire e migliorare la qualità dei suoi prodotti. Nel nostro approccio consulenziale e metodologico alla Quality Assurance, portiamo avanti le seguenti attività:
- Continuous integration (CI)
- Testing of separate modules / components
- Integration Testing
- System Testing
- Acceptance Testing
- Static Analysis of source code (es. Sonarqube)
- Static Application Security Testing
- Manual testing (es. Browserstack + real device)
- Azure devops Test-plans
- Internal report generation
In generale applichiamo un nostro metodo, che ha diversi processi e metodologie al suo interno”.
Puoi parlarci di questo metodo? Come si applica ai diversi progetti?
“Il metodo che utilizziamo è stato raffinato nel tempo e consiste nella definizione condivisa di standard e processi. I nostri QA fanno parte del team fin dall’inizio del progetto su cui si sta lavorando, per seguire al meglio ogni passaggio. Nel metodo Synesthesia contempliamo:
- Una forte attenzione per i dettagli, con un occhio molto attento alla qualità.
- Il rispetto dei fondamenti della qualità come, per esempio, saper scrivere un criterio di accettazione è importante al fine di definire la DoD (Definition of Done) del requisito. Partendo dal criterio di accettazione si riescono a scrivere i Test plan che sono un punto di riferimento per i tester.
- La simulazione dell’esperienza dell’utente e per farlo è necessario avere un occhio non tecnico, in grado di simulare l’esperienza dell’utente e offrire una visione esterna, riportando ogni tipo di anomalia e aprendo segnalazioni laddove esistano delle discrepanze rispetto alle aspettative.
- Il testing “fuori dagli schemi” con cui proviamo a fare azioni inusuali, che potrebbero generare errori o malfunzionamenti.
È importante focalizzarsi sui test “negativi” che di solito sono poco considerati. Questo accade quando un utente esegue un’azione sbagliata su un’applicazione come, per esempio, quando nei campi di testo non viene inserito nessun valore e viene premuto comunque “invia”, oppure quando si inseriscono valori non consentiti. Non seguire il normale flusso positivo, quindi, ma cercare di stressare l’applicazione digitale con utilizzi inusuali”.
Qual è il valore aggiunto per i clienti di Synesthesia?
“Grazie all’applicazione del nostro metodo è possibile mettere in comunicazione più persone, anche con esperienze diverse tra loro e tutte finalizzate (cliente) compreso alla realizzazione del miglior prodotto possibile. Questo iter garantisce una generazione continua di informazioni. Non è possibile assicurare un prodotto o un servizio privo di bug, ma possiamo certamente migliorare il risultato e i processi in gioco, in una fase continua e ininterrotta di cambiamenti e miglioramenti, imparando sia dai fallimenti sia dai successi”.
Quali sono i vantaggi più evidenti per il cliente?
“Sicuramente ottenere un prodotto o un servizio che non solo ha una maggior qualità dal punto di vista tecnico, ma che sia basato anche sui migliori standard di sviluppo presenti al momento. Questo garantisce al cliente un maggiore livello di scalabilità del software per accogliere nuove funzionalità. Grazie alla separazione dei moduli del software, inoltre, la sua manutenzione risulta essere meno onerosa perché permette di individuare e conseguente di risolvere facilmente eventuali problemi con estrema facilità. Tra i vantaggi vorrei, infine, aggiungere anche la corretta procedura di raccolta dei requisiti e la loro organizzazione che consente di descrivere il progetto in ogni sua parte tecnico-funzionale”.
Vuoi saperne di più su quello che facciamo? Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo felici di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
Cross selling: inserisci raccomandazioni per prodotti correlati
Iniziamo mettendo in evidenza una tecnica di cross selling estremamente efficace: fornire ai tuoi clienti suggerimenti su prodotti correlati mentre aggiungono articoli al carrello.
Questa azione applicata al tuo sito di e-commerce permette di aumentare la visibilità di prodotti di nicchia: se, per esempio, un cliente aggiunge una macchina del caffè al suo carrello, puoi aumentare ulteriormente i tuoi profitti mettendo in risalto tra i suggerimenti gli accessori per la pulizia, le cialde da inserire e molto altro.
Questo è soltanto uno dei tanti esempi di cross selling e upselling su questa particolare strategia. Anche se in modo molto semplificato, questo esempio mette perfettamente in evidenza come puoi utilizzare questa tecnica per il tuo brand di e-commerce.
Upselling: metti in mostra prodotti simili in una fascia di prezzo più elevata
Quando parliamo di cross selling e upselling occorre fare chiarezza, in quanto le due definizioni possono generare confusione specialmente a chi ancora non conosce bene il mondo dell’e-commerce. Va perciò chiarito che le strategie di up selling sono utilizzate per trasferire l’attenzione del cliente da un prodotto a un altro più costoso, mentre le strategie di cross selling spingono il cliente, già convinto del suo acquisto, a comprare anche altri prodotti contestuali alla sua scelta.
Non si tratta di una raccomandazione per un prodotto supplementare, una tecnica pensata per incoraggiare il cliente a comprare ulteriori articoli. Con la strategia che stiamo analizzando, stai invece essenzialmente dicendo al tuo cliente: “Perché non compri piuttosto questo prodotto alternativo, di qualità superiore e a un prezzo più alto?”. Ognuno di questi tre ingredienti è essenziale quando si utilizza questa strategia.
Dopotutto, i tuoi clienti non andranno a spendere più denaro per un prodotto che non offre un valore superiore. Dovranno quindi essere sicuri al 100% che l’alternativa suggerita valga un investimento maggiore.
Evidenzia la disponibilità limitata delle offerte speciali e le “ultime occasioni”
Nel settore delle vendite, il principio della scarsità e dell’esclusività spinge spesso un potenziale cliente ad aggiungere un prodotto al carrello e acquistarlo per non perdersi l’offerta. Introdurre, quindi, elementi che fanno riferimento alla scarsa disponibilità nel tuo sito di e-commerce (per esempio “ultimi pezzi disponibili”, “pochi posti rimasti”) mettendoli bene in evidenza può essere una valida strategia per aumentare i tuoi profitti su alcune categorie di prodotti.
Esistono due modi principali per implementare queste strategie di cross selling e upselling al tuo e-commerce. Il primo metodo: puoi mettere in vetrina un’offerta a tempo limitato, sotto forma di uno sconto, che vale per un periodo di tempo predefinito. Questo può essere di 24 o 48 ore, o qualunque intervallo di tempo tu ritenga appropriato per l’oggetto in questione. Il secondo metodo: puoi evidenziare che lo stock disponibile di uno specifico prodotto a quel prezzo è limitato. Questo comunica al cliente che, se non agisce in fretta, l’oggetto che sta pensando di comprare non sarà più disponibile a quel prezzo.
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Il programma internazionale dei Flutter Festival, la serie di eventi promossi da Google in diverse città del mondo per favorire il networking e lo scambio di competenze tra le diverse community di developer che gravitano intorno al famoso framework Flutter, ritorna per il secondo anno consecutivo in Italia. Il Flutter Festival si terrà tra febbraio e aprile 2023 e Flutter Heroes, è uno degli appuntamenti più attesi, tanto da essere una delle poche conferenze internazionali direttamente supportate da Flutter, che è anche il Main Sponsor dell’evento.
L’edizione di quest’anno si terrà a Torino, il 24 febbraio, presso il prestigioso Museo dell’ Automobile, in modalità ibrida (in presenza e on line). Sarà il primo evento della ricchissima agenda di appuntamenti tecnologici, che si susseguiranno da febbraio a novembre 2023, proposti da Synesthesia attraverso il team dedicato Synesthesia Events. Tra gli eventi organizzati sia in forma digitale sia in forma ibrida ricordiamo droidcon Italy, dedicata al mondo Android e Swift Heroes, dedicata ai developer per iOS.
Con “Flutter by Google” come main sponsor, l’ intenso programma di Flutter Heroes proporrà interventi in grado di coinvolgere i partecipanti da tutto il mondo attraverso esempi concreti e aggiornamenti del framework open-source a marchio Google. Grazie al contributo di noti speaker internazionali tra cui Teresa WU (VP of Software Engineering and GDE Flutter/ Dart, JP Morgan Chase), Marco Facco (Flutter Developer, NTT Data) e molti altri provenienti da tutti i continenti, saranno molti i temi affrontati. Dai trend del momento legati all’ architettura, al testing, al full stack development utilizzando Dart Frog, l’agenda di Flutter Heroes 2023 è pronta a condividere con i partecipanti tutte le novità sul framework open source che ha rappresentato uno spartiacque nella realizzazione di applicazioni.
Visto il successo della scorsa edizione, gli organizzatori hanno deciso di aumentare gli interventi e saranno quindi disponibili 2 serie di talk in parallelo, che troveranno spazio nelle sale all’interno di una location mozzafiato, il Museo dell’Automobile di Torino. Un successo e un richiamo internazionale confermato da un pubblico di partecipanti già iscritti raddoppiato rispetto all’edizione 2022, dalle 20 community partner della tech conference e dal numero di sponsor che hanno deciso di supportare la kermesse.
Oltre al supporto ufficiale di Flutter, la seconda edizione di Flutter Heroes sarà sostenuta infatti da importanti aziende, come NTT Data, Accenture, Zapp e Glassfy. Flutter Heroes si candida ad essere uno degli appuntamenti più importanti dal punto di vista tecnologico italiano e la scelta di Torino come città di riferimento non è casuale.
Il capoluogo piemontese è da sempre un luogo d’eccellenza dove le nuove tecnologie e le innovazioni prendono forma attirando l’attenzione di un pubblico molto ampio e interessati, anche di tipo internazionale.
“Nel mondo il numero dei developer che utilizzano Flutter è in continua crescita e sono ormai molte le piattaforme e le realtà che utilizzano questo linguaggio di programmazione così versatile. Synesthesia è molto attenta a questo trend ed è orgogliosa di riportare in Italia l’evento internazionale dedicato al mondo Flutter. Da anni organizziamo eventi internazionali per gli sviluppatori iOS e Android. Vogliamo mettere a disposizione tutte le migliori competenze organizzative e tecnologie per realizzare un evento che sia un’occasione unica per tutti i partecipanti di scambiarsi reciprocamente conoscenze e “segreti del mestiere”, afferma Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia).
Cosa è Flutter e perché è diventato così importante?
Arrivato alla prima versione stabile a fine 2018, Flutter si è collocato come una rivoluzione nei framework per realizzare app multipiattaforma, basandosi su un approccio differente dalle altre soluzioni. Mentre i competitor si basavano sull’utilizzo di un linguaggio unico per generare interfacce native (React Native, Xamarin) o web-based (Cordova, Ionic), Flutter ha puntato su un Engine grafico che permette di disegnare ogni singolo pixel a schermo indipendentemente dalla piattaforma sottostante. Un approccio più simile a quello di un game-engine rispetto alle soluzioni degli altri framework per sviluppo di app. Con un linguaggio di programmazione moderno (dart) e una curva di apprendimento non particolarmente ripida, Flutter è diventato una facile adozione da parte degli sviluppatori.
L’ottima documentazione, declinata in vari modi e scritta sia per neofiti sia per chi arriva da altre piattaforme e la community particolarmente attiva, ne ha decretato una crescita rapidissima. La scelta di scrivere UI in modo dichiarativo anziché imperativo è un altro punto di forza di Flutter, che rispecchia le tendenze degli ultimi anni visibili anche in ambito nativo (Jetpack Compose e Swift UI ad esempio).
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Conversa, risponde alle domande, scrive poesie, sa trovare gli errori di programmazione e inventa nuovi videogiochi: la piattaforma che sta suscitando enorme scalpore tra gli utenti del web, ChatGPT, è da un po’ di settimane disponibile a chiunque voglia anche solo provare per gioco le sue incredibili e molteplici funzionalità.
Sul suo impiego, sui risvolti pratici ed etici si stanno, ogni giorno, interrogando esperti di intelligenza artificiale, i media e gli utenti di tutto il mondo: basti pensare che l’hashtag #ChatGPT ha ormai ampiamente superato le 2 milioni di conversazioni su Twitter e che dopo solo 5 giorni dal suo lancio, oltre 1 milione di persone si sono registrate per testare il software.
Il fenomeno ChatGPT non ha coinvolto solo i singoli utenti, ma anche molte aziende e organizzazioni che, a livello worldwide, si stanno cimentando con questo software per capire come e se usarlo all’interno dei loro processi editoriali e produttivi.
Ma che cos’è, dunque, ChatGPT? Quali sono i suoi limiti? E quali, invece, le opportunità che oggi l’Intelligenza Artificiale generativa può portare sul mercato? Scopriamolo insieme.
Cos’è ChatGPT?
L’acronimo GPT sta per Generative Pre-trained Transformer. In breve, la piattaforma intelligente ideata da OpenAI risponde a delle domande ed esegue dei compiti, anche di tipo creativo: è in grado di ri-elaborare una quantità enorme di testi, come conversazioni e parole che vengono utilizzate nel linguaggio comune, per fornire all’utente una risposta in linguaggio naturale, estremamente precisa e completa.
La tecnologia NLP (Natural Language Processing) che è alla base dell’elaborazione consente, infatti, alla piattaforma di comprendere i modelli e le sfumature del linguaggio umano, consentendole di rispondere in maniera coerente e pertinente al comando fornito.
Questo chatbot è quindi capace di generare testi, poesie, codice software e, perché no, anche intere conversazioni nel giro di pochi secondi, il tutto grazie a una semplice richiesta (chiamata “prompt”) formulata dall’utente via web o mobile.
Dietro ChatGPT troviamo l’organizzazione no-profit OpenAI, che si è occupata di sviluppare questo chatbot avendo come missione principale quella di “garantire che l’intelligenza artificiale avvantaggi tutta l’umanità”.
A partire dal 30 novembre 2022, milioni di persone hanno avuto accesso libero e incondizionato alla piattaforma. Visto il tema in hype ci sono stati diversi episodi di blocco del sistema e di out of service dovuti alla grande richiesta lato utente.
Lo stesso Elon Musk (ideatore e finanziatore di OpenAI) ha contribuito a diffondere la notizia, elogiando la “bravura” di ChatGPT in alcuni suoi tweet (qui il CEO di Tesla tira in ballo l’argomento citando direttamente la piattaforma, mentre assistiamo un paio di giorni dopo ad alcuni suoi test del software).
La generative AI: prima e dopo
ChatGPT non è la sola piattaforma di questo tipo all’interno del panorama delle intelligenze artificiali, ma è la prima disponibile agli utenti finali in maniera gratuita (previo ottenimento dei dati personali) e risulta di facile utilizzo: è sufficiente interagire con un semplice form, esattamente come quello a cui siamo abituati nelle chat o nei sistemi di instant messaging.
La piattaforma di Open AI rientra in un ecosistema molto più grande a cui appartengono tutte quelle che sono definite Intelligenze Artificiali Generative, applicazioni specifiche dell’AI che consentono la generazione di contenuti a partire da semplici comandi. Rientrano in questa categoria anche le piattaforme che non generano solo testo, ma anche audio, immagini e molto altro. Piattaforme come MidJourney, DALL-E, Stable diffusion sono capaci di creare delle vere e proprie opere d’arte, anche da zero. Il loro sistema di corrispondenza tra testo e immagine e il grado di realismo con cui vengono generate è davvero impressionante.
Questo tipo di applicazioni ovviamente non sono una novità per gli addetti ai lavori: Gartner nel suo prospetto annuale sulle tecnologie emergenti (Gartner Hype Cycle of Emerging Technologies) riportava il settore delle Intelligenze Artificiali Generative (Generative AI) già in tendenza nel 2020.

Per chi non lo sapesse, il modello Hype Cycle di Gartner è una metodologia che serve per rappresentare graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie: la curva indica quale tipo di tecnologia vale la pena adottare e la tempistica in cui occorre considerarla riportando le informazioni su due variabili, il tempo sull’asse x e le aspettative di utilizzo sull’asse y. Osservare le curve di hype nelle prime fasi dello sviluppo di una determinata tecnologia è molto importante, perché ci permette di capire a quale punto della curva ci troviamo e come identificare le tendenze e le tecnologie emergenti nel settore. Come possiamo vedere nell’immagine, la Generative AI era riportata all’inizio della sua curva di hype, con la previsione che avrebbe raggiunto il suo “Plateau of Productivity” (Altopiano della Produttività) tra i 2 e i 5 anni. Secondo Gartner, la Generative AI è una
«tecnologia dirompente in grado di generare artefatti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo, garantendo risultati innovativi privi di quei pregiudizi tipici dell’esperienza umana e dei suoi processi di pensiero».
Chat GPT, il nuovo Google?
Il lancio di questo servizio alla portata di tutti produce senz’altro nuovo valore: ChatGPT si nutre dei dati personali e dei meccanismi di feedback degli utenti che si iscrivono al servizio e delle loro risposte, il che rafforza ulteriormente l’algoritmo, avendo modo di capire dai suoi errori e migliorare.
Questo snowball effect è lo stesso meccanismo con cui l’algoritmo di Google migliora le sue ricerche: all’aumentare dei dati in input, aumenta la qualità delle risposte. Ma perché accontentarsi di una semplice serie di risultati, quando la macchina può automaticamente elaborarli e anche in modo complesso? L’affermazione di un chatbot che fornisce una risposta non solo completa, ma anche già pronta per essere impiegata potrebbe, nel breve, mettere in difficoltà il noto motore di ricerca: a parità di servizio, quello che offre ChatGPT necessita di uno sforzo cognitivo di gran lunga minore.
C’è ancora molto da fare ma i grandi player si stanno già muovendo. Microsoft, per esempio, ha in mente di implementare il servizio all’interno dei suoi software, con la possibilità di inserire direttamente il testo prodotto artificialmente nei propri documenti e presentazioni.
Si tratta di una tecnologia ancora in gran parte da esplorare e da comprendere fino in fondo, ma il successo ottenuto con le sue prime sperimentazioni concrete ci porta ad avere fiducia sui suoi sviluppi: la sfida è comprendere come la macchina possa lavorare al nostro servizio e non al nostro posto.
Ed è soprattutto fondamentale capire quali sono i limiti del sistema. Diventerà sempre più intelligente? Sarà in grado di essere propositivo? Ci saranno limiti dovuti alla presenza di troppi contributi artificiali e un impoverimento di quelli generati da fonte umana? Che tipo di addestramento viene praticato e da chi? È possibile che qualcuno educhi queste piattaforme in modo distorto, producendo un rischio per l’opinione pubblica e per l’utente finale? Tante domande stimolanti, ma poche risposte disponibili e concordi al momento.
È importante, dunque, essere consapevoli di quello che ChatGPT ci fornisce e sfruttare le sue risposte in modo responsabile ed etico: i testi che la macchina produce non sono ancora del tutto accurati e i dati che gli vengono forniti possono contenere distorsioni che si riflettono nei risultati. Il controllo e il feedback, inoltre, non sono supervisionati, ma sono lasciati completamente al vaglio degli utenti finali del servizio.
Il rischio e le truffe sono sempre dietro l’angolo: la società di cyber security WithSecure ha scoperto che tramite l’intelligenza artificiale di ChatGPT si possono generare testi convincenti per email di phishing, falsi articoli di news, e altri contenuti potenzialmente utilizzabili per scopi malevoli.
Sebbene l’Intelligenza Artificiale Generativa sembri oggi compiere tanti passi in avanti a livello di innovazione e velocità dei processi, occorre, tuttavia, considerare anche quali diritti mettiamo a rischio per permettere alla macchina di migliorarsi e di progredire.
Opere, video, audio e testi possono, infatti, essere plagiati: la macchina non genera contenuti completamente da zero, ma riformula e riutilizza materiali già presenti sul web. Ecco che ciò che viene generato da una macchina può violare il diritto di copyright di migliaia di autori, che vedranno le loro opere utilizzate senza consenso. Ci sono già diversi artisti come Sarah Andersen e Karla Ortiz, ma anche agenzie come Getty Images, che in questi giorni hanno sporto denuncia nei confronti di piattaforme come Midjourney per violazione dei diritti di copyright.
La giurisprudenza, a volte, fatica a stare al passo con i tempi della tecnologia. Come si evince da queste riflessioni, il rischio di violazioni in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale permane. Non ci resta, quindi, che attendere nuovi sviluppi giudiziari sulle vicende che abbiamo visto.
Come è utilizzato oggi ChatGPT?
Gli utilizzi di ChatGPT e, più in generale, delle AI Generative, sono davvero molteplici: è difficile trovare un ambito in cui l’Intelligenza Artificiale non possa avere un ruolo. Questo è il motivo principale per il quale questa tecnologia desta anche la preoccupazione di molti professionisti.
Qui vediamo raccolti alcuni dei possibili utilizzi che, in questo periodo, sono stati proposti e che sono diventati oggetto di discussione (soprattutto sui social media) a livello globale.
- ChatGPT nella scuola. Gli studenti si sono resi conto di quanto questa tecnologia possa facilitarli nella stesura e nella realizzazione di semplici testi in poco tempo. Il fenomeno ha subito suscitato qualche timore tra i docenti perché non è sempre possibile individuare se il testo scritto è stato direttamente prodotto dallo studente o da una macchina. Negli Stati Uniti, la piattaforma è stata temporaneamente messa al bando citando “impatti negativi sull’apprendimento degli studenti e preoccupazioni riguardanti la sicurezza e l’accuratezza dei contenuti”. Recentemente, in Italia, il Ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara si è espresso a riguardo, dicendosi invece propositivo rispetto all’utilizzo di intelligenze artificiali generative come supporto all’apprendimento scolastico.
- ChatGPT nella programmazione. Da una richiesta testuale è possibile ottenere linee di codice e query SQL nel giro di pochi minuti, ma anche assistere alla scrittura della documentazione tecnica da accompagnare al rilascio di un software. Curioso è l’esperimento di Adriano Marconetto (storico co-fondatore di Vitaminic) che ha raccontato recentemente sui social media come Chat GPT sia riuscita a mettere insieme un intero software partendo da comandi testuali.
- ChatGPT nel marketing. Grazie all’inserimento di specifici comandi da parte dell’utente, si possono creare rapidamente testi per email commerciali, newsletter e testi per i social media, che comunichino le informazioni che ci servono. Sono tante le aziende che stanno testando il programma in questo senso, qui ci sono un paio di esempi.
Ci sono alternative a ChatGPT?
Sulla scia di ChatGPT le piattaforme già presenti sul mercato stanno implementando un sistema di intelligenza artificiale per la generazione di contenuti a partire da comandi testuali, simili alla piattaforma di OpenAI per l’interfaccia adottata: tra queste troviamo LaMDA (Language Model for Dialog Applications), il sistema sviluppato da Google che riesce a fornire una risposta inerente al contesto, coerente e naturale rispetto al linguaggio scelto dall’utente, utilizzando i dati che il motore già possiede e aggiungendo un’ulteriore livello di sicurezza agli output ottenuti. Ma sembra che sia imminente anche una risposta più corposa, che al momento nei laboratori di Alphabet ha il nome in codice di “Alfa” o anche di Apprentice Bard (il “bardo apprendista”).
Anche Microsoft si sta muovendo nel mondo AI già da diverso tempo con il suo DialoGPT, chatbot presente dal 2019 e addestrato per gestire più conversazioni a distanza di tempo. Il suo database di addestramento si basa su 147 milioni di conversazioni multi-turno prese da conversazioni avvenute su Reddit nel periodo dal 2005 al 2017.
Sul fronte evolutivo di OpenAI, nonostante non sia ancora stato annunciato il lancio ufficiale, sono molte le voci che parlano della versione potenziata, ChatGPT-4, disponibile per la fine del 2023. Questa nuova versione utilizzerebbe trilioni di parametri e terabyte di dati, aumentando di 3 ordini di grandezza la “potenza” di elaborazione e risposta della piattaforma rispetto a quella attuale di ChatGPT-3, il modello ora in uso, e fornendo prestazioni di gran lunga superiori in termini di qualità della generazione dei contenuti. Il team di OpenAI sta lavorando per migliorare ulteriormente la piattaforma, ma sono ancora poche le informazioni che abbiamo a disposizione.
Concludiamo dicendo che…
Sappiamo che questi sistemi non si limitano (e non si limiteranno) al testo o alle immagini. Se ChatGPT è capace di elaborare il comando dell’utente e produrre testi, parallelamente altri strumenti sono capaci di produrre immagini, infografiche, codice, illustrazioni, video, audio, voci di persone in maniera incredibile, realistica e in alcuni casi già utile per la messa in produzione in vari contesti.
L’elemento comune ai generatori di testo e di immagini è però la loro facilità di utilizzo. Essi, inoltre, imparano continuamente dai feedback che ricevono dagli utenti che li utilizzano, creando così un ciclo virtuoso di informazioni e di dati in costante evoluzione e miglioramento. Dobbiamo ancora vedere molte evoluzioni di questi sistemi e considerare che i motori di ricerca testuali (o per immagini) come Google sono in uso ormai da parecchi anni e che l’utente finale li conosce bene e si fida. Sa che possono sbagliare, ma sa anche come districarsi in mezzo a mille informazioni e siti web perché con l’esperienza ha imparato a farlo.
Occorre, quindi, fare esperienza anche con software come ChatGPT: siamo a un processo embrionale di integrazione delle Intelligenze Artificiali Generative nella quotidianità e sono ancora relativamente poche le persone a utilizzare questi strumenti. I risultati che stiamo ottenendo dall’utilizzo massivo di ChatGPT porteranno sicuramente a sviluppi infinitamente maggiori e molto più veloci rispetto alla ricerca condotta finora. C’è ancora molto da fare, questo sì, ma quello che possiamo vedere già oggi è sicuramente entusiasmante e apre scenari che torneremo presto a esplorare e raccontare.
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TEDxTorino 2023: un incondizionato amore per l’essere umano
Fin dalla storia dell’uomo, nel cinema, nell’arte, nella musica, nella scienza e nella letteratura “l’amore incondizionato per l’essere umano” ha rappresentato il principio universale al quale ispirarsi. Da sempre è stato così.
È proprio all’Amore con la A maiuscola, l’amore per l’umanità nelle sue infinite declinazioni che guarda l’edizione 2023 del TEDxTorino. Un momento di reciproca ispirazione e condivisione in risposta al difficile periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da conflitti e antagonismi.
L’evento si terrà il prossimo 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino e vedrà la partecipazione di personalità note in diversi ambiti, come: Simone Arcagni (professore all’Università di Palermo e consulente scientifico), Marcello Ascani (youtuber e imprenditore di Flatmates Agency), Irene Bongiovanni (presidente Nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport), Luca Bortolato (fotografo), Guido Catalano (poeta e scrittore), Manuel Cernigliaro (videomaker), Grazia Concilio (professore associato di Progettazione Urbana del Politecnico di Milano), Maryam Karini (ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano), Alessandro Messina (manager ed economista), Giulia Musso (responsabile fundraising della Fondazione Paideia Onlus), Emanuele Ottoni (impiegato nel settore delle vendite e scrittore), Marco Savini (fondatore e CEO di BigRock), Devi Vettori (presidente e co-fondatrice dell’Associazione Legàmi Adottivi e formatrice), Gabriele Vitacolonna (psicologo e consulente HR) e Serena Mancini (formatrice). Presenterà Giulia Piscina (conduttrice televisiva).
Synesthesia è partner del TEDxTorino 2023
Da gennaio 2022, Synesthesia è diventata una Società Benefit. Un passaggio che attesta l’impegno svolto finora nell’ambito del no-profit, del terzo settore e del sostegno alle politiche locali e internazionali legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Una tappa significativa che comporta, quindi, grandi responsabilità e la consapevolezza di essere un’azienda che guarda a un futuro più connesso, all’inclusività, alla formazione delle nuove generazioni e al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.
Per tutte queste ragioni siamo felici di annunciare la nostra partnership per l’edizione 2023 del TEDxTorino. Il tema di quest’anno ci piace molto e costituisce una bellissima occasione di confronto e condivisione per tutte/i. Ti aspettiamo allora il 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino. Ci saremo anche noi!
Per avere maggiori informazioni sull’evento, clicca qui.
Se hai domande o feedback scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Per il quinto anno consecutivo il Sole 24 Ore e Statista ci hanno identificato come una tra le realtà italiane che hanno registrato il più alto tasso di crescita nell’ultimo triennio (tra il 2018 e il 2021 +36,20%). Si tratta di un risultato che conferma il nostro impegno quotidiano nel cercare sempre nuove opportunità di innovazione e sviluppo.
Come dichiara il nostro CEO Riccardo Recalchi:
“Crescere per noi significa puntare sull’innovazione e sull’eccellenza digitale. Voglio dedicare questo risultato a tutto il team di Synesthesia che ogni giorno, con passione, sviluppa soluzioni e servizi tecnologici e di marketing di altissima qualità per i nostri clienti. Le nuove sfide che ci attendono ci spingono a migliorarci sempre di più. Avere una grande squadra e un’organizzazione interna così consolidata negli anni ci consente di affrontare il futuro con ottimismo”.
Scopri il ranking completo dei “campioni della crescita” sul sito ilsole24ore.com.
“Leader della Crescita 2023”: la classifica delle aziende italiane cresciute di più
Leader della Crescita è la lista delle 500 aziende italiane che hanno ottenuto la maggiore crescita di fatturato tra il 2018 e il 2021 realizzata dal Sole 24 Ore e Statista. Nella classifica è possibile trovare non solo le grosse star, ma tutte quelle aziende capaci di competere a livello europeo. I dati sono stati certificati da un membro del comitato esecutivo dell’azienda e controllati da Statista. La classifica, basata su un tasso di crescita media annuale nel triennio (Cagr), è stata vagliata e discussa da Statista e dal Sole 24 Ore.
Vuoi saperne di più su quello che facciamo? Visita la nostra area dedicata alle soluzioni Web, App, e-commerce.
Ciao Fabrizio, presentati. Di cosa ti occupi in Synesthesia?
“Ciao a tutti, sono Fabrizio e sono in Synesthesia dal 2016. Mi occupo di sales e marketing”.
Quando valuti una persona che vuole entrare nel tuo team, qual è la prima cosa che prendi in considerazione?
“Valutare una persona che vuole entrare nel mio team è un’attività molto impegnativa, che richiede un grande senso di responsabilità. Io valuto tre cose: prima di tutto c’è un aspetto di profondità tecnico-professionale, perché il lavoro che svolgiamo richiede competenze che sono codificate in percorsi di studio o altre esperienze lavorative pregresse; poi faccio un’analisi della persona a livello empatico, che per me è molto importante, perchè penso che questo sia effettivamente un fattore distintivo di successo: dal momento che viviamo in un mondo che evolve alla velocità della luce (e il lavoro che svolgiamo noi, in particolare, va a una velocità ancora maggiore) è essenziale avere il giusto “imprinting” culturale.
Infine, il terzo punto è la capacità di ascolto. Noi siamo chiamati a dare risposte complesse a problemi che sono espressi in maniera semplice ma possono essere davvero molto articolati. Una delle cose principali, quindi, è la capacità di ascoltare e ovviamente di comprendere quello che i nostri clienti e le persone con cui ci relazioniamo ci dicono ogni giorno. Questo penso sia il punto differenziante. La capacità professionale è la base, ma senza la capacità di ascolto, una capacità empatica e un contesto culturale, l’efficacia è davvero molto bassa. Per me, quindi, questi aspetti sono importantissimi”.
Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi anni, sia per i contenuti, sia per come le tecnologie hanno influenzato le nostre vite. Cosa è cambiato in bene, secondo te, e cosa invece non ti piace e cambieresti?
“È davvero cambiato moltissimo. Io ho 52 anni e quindi ho vissuto altre “ere” del mondo del lavoro e la rivoluzione digitale ha creato una discontinuità schumpeteriana: una distruzione creativa e un cambiamento epocale.
Questo cambiamento ha portato moltissimi benefici in termini di efficacia ed efficienza, ha portato anche più libertà, un migliore accesso all’informazione e penso che questa sia una cosa estremamente positiva, che garantisce emancipazione e la possibilità di formarsi una propria idea.
Credo, però, che chi conosce la tecnologia e domina questi meccanismi di comunicazione che sono ubiqui (io dico sempre che oggi ci sono più persone nel mondo che hanno in mano uno smartphone rispetto a quelle che hanno accesso all’acqua potabile) ha portato a una distorsione del sistema perché chi sa utilizzare questi meccanismi a volte li usa contro l’interesse collettivo. Ci sono moltissimi esempi in merito e teorie come la “bolla di filtraggio”, la bubble theory. Questo rappresenta una grande minaccia.
Penso che ci sia una risposta, però. La cultura e quindi la capacità delle persone di conoscere il mezzo tecnologico e di utilizzarlo in modo consapevole. L’altra via potrebbe essere la regolamentazione e avere, dunque, qualcuno che ci aiuti a gestire questi mezzi anche se, su questo punto, non sono convintissimo e occorre capire chi sono i regolatori.
Un po’ di anarchia ha fatto bene allo sviluppo della tecnologia e alla diffusione dell’informazione. Ci sono tante opportunità che sono difficilmente manovrabili e penso che questa sia anche una delle missioni che abbiamo noi come azienda: utilizzare consapevolmente la tecnologia e far sì che diventi uno strumento per i nostri clienti. Progetti come FuturMakers io ritengo siano davvero formidabili, perchè quando sento parlare di utilizzo consapevole della tecnologia nei ragazzi, oltre a tutto quello che ho appena detto, vedo anche la limitazione ad alcune minacce che effettivamente il mondo digitale e il mondo di internet presentano ai più giovani”.
C’è una frase preferita o una citazione a cui sei affezionato e che ti guida nel tuo agire quotidiano?
“Ultimamente ne ho fatta mia una che è attribuita a John Lennon ma come sempre quando si parla di citazioni, non so se sia vero. Tuttavia a me piace molto, ed è:
“la vita è quello che ti succede mentre decidi cosa fare”.
Credo che fotografi l’atteggiamento giusto: la costruttività, l’intraprendenza e anche il senso del dovere che ognuno di noi può avere nel fare il suo percorso umano e professionale”.
Synesthesia elabora soluzioni di brand strategy, digital marketing e social media customizzate sulla base delle necessità del cliente con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale. Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.
Ti presentiamo Barter
Barter è una piattaforma B2B di scambio che consente ai negozi retail di fare rete tra loro e di rifornire il magazzino in cambio di merce che altrimenti andrebbe svenduta. Nata nel 2020 da un’idea di Daniele Ghigo (Ideatore & CEO di Barter Srl e Sportification Lab Srl), la start-up torinese è cresciuta molto in pochissimo tempo: a soli due anni dalla sua nascita Barter attualmente conta circa 35 negozi aderenti nel settore dell’abbigliamento e delle calzature sportive (in Piemonte, Liguria e Lombardia).
L’app offre vantaggi notevoli per i negozi, tra i quali:
- mantenere magazzino bilanciato (senza “doppioni” o “buchi” di taglie), permettendo così di massimizzare le vendite e mantenere la fidelizzazione del cliente;
- evitare svendite e invenduti. Attraverso la piattaforma i prodotti vengono scambiati al prezzo di listino, permettendo di arrivare a fine campagna con magazzino minimo e poco invenduto;
- ridurre i riassortimenti di merce inutile e costosa (attraverso gli scambi sulla piattaforma ci si approvvigiona del necessario, evitando così riassortimenti di merce inutile solo per raggiungere il minimo d’ordine).
Premi e riconoscimenti
Barter ha da poco terminato il secondo round di investimenti. Questa operazione consentirà ben presto all’azienda di trovare risorse utili per il proprio percorso di crescita e di aprirsi anche ad altri settori, quali cosmesi e profumeria.
Le prospettive sono molto positive: a oggi le aziende coinvolte fanno parte dell’area nord-ovest dell’Italia. Prossima tappa? Il resto dell’Italia e poi l’Europa, dove il sistema distributivo dei grandi brand è già da tempo centralizzato.
A premiare gli sforzi fatti finora, lo scorso 28 giugno 2022 a Roma, è arrivato anche un importante riconoscimento nazionale per l’innovazione promosso dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Il supporto supporto strategico di Synesthesia
Synesthesia crede nell’open innovation e nella collaborazione sinergica con le altra aziende.
Come sostiene il suo Presidente Francesco Ronchi:
“Supportiamo le start-up attraverso specifici programmi di sviluppo e advisory che includono la condivisione di processi, idee e servizi, finalizzati all’accelerazione della crescita attraverso un supporto concreto sui fronti tecnologici, organizzativi e commerciali. Entrare a far parte di questo innovativo progetto imprenditoriale si inserisce in una serie di attività legate al settore della “retail tech”, sul quale Synesthesia lavora e investe da tempo.
Ridurre gli sprechi in modo “intelligente” ottimizzando la gestione dei magazzini attraverso il digitale è possibile: l’idea di Barter ci piace proprio perché incarna anche un modello virtuoso, etico e sostenibile di fare azienda. Favorire il dialogo e la collaborazione (anche a distanza) tra i retailer in ambito gestionale si riflette poi in modo positivo sul modo di pianificare delle aziende e conseguentemente anche sull’esperienza d’acquisto finale offerta al cliente”.
Come racconta Daniele Ghigo (ideatore e CEO di Barter Srl):
“Avere il sostegno di Synesthesia per noi è stato molto importante per comprendere le dinamiche e i processi di sviluppo del nostro progetto. Confrontarsi in maniera cadenzata con un mentor dedicato pronto a metterci di fronte a scenari anche scomodi e di difficile analisi ci ha permesso di esser più pronti a decisioni strategiche all’interno di un mercato in continuo cambiamento come quello del mondo Retail e della sua distribuzione dall’inizio della pandemia a oggi. L’esperienza e la professionalità messa in campo da Synesthesia ci ha reso più consapevoli, più forti, più dinamici e anche più squadra”.
Come dice Felice Di Luca (Business Development and Chief Quality Officer in Synesthesia):
“Abbiamo conosciuto Barter nel 2020. Si sono rivolti a Synesthesia perché cercavano un partner per lo sviluppo della loro app mobile. Quando gli abbiamo presentato il nostro servizio di supporto per l’accelerazione delle startup, hanno aderito con entusiasmo iniziando subito il percorso. Siamo diventati un loro partner strategico con l’obiettivo di supportare la definizione della strategia e cadenzare il ritmo dell’execution. Siamo entrati in stretto contatto con il team. Insieme a loro abbiamo vissuto i successi, i dubbi, i momenti di sconforto e quelli di incontenibile gioia. È sempre meraviglioso essere vicini alla crescita di una startup”.
Synesthesia è al fianco di chi vuole migliorare il mondo con il digitale
Il nostro obiettivo futuro è molto ambizioso e il nostro impegno è concreto. Continueremo a sostenere tutte quelle idee brillanti e innovative che vogliono migliorare la vita e l’esperienza di tutti attraverso il digitale. La nostra esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che tutto questo è possibile. Basta solo crescere nel modo giusto. Basta crederci. Basta farlo insieme a noi.
Alcune note aziende e start-up italiane, come Onyon, Wibo, Miacar (exit nel 2021), WeTaxi, CityAround, Bitmonds, Regusto, LastMinuteSottoCasa, Ponyzero (oggi FoodPony), Midori Energy, Morerecognition, lo hanno già fatto.
Come creare una nuova impresa con Synesthesia
Synesthesia fornisce servizi di mentorship, formazione, condivisione di spazi di lavoro e assistenza per il reperimento delle necessarie risorse tecniche e logistiche.
Con la tua idea di business e la nostra esperienza nel realizzare soluzioni per le start-up basate su opportunità di mercato, non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungere insieme. Creiamo nuove occasioni di business insieme, unendo le idee e le risorse e cercando nuovi modi di fare impresa con una predilezione per il social impact.
Siamo pionieri nel campo imprenditoriale dell’innovazione: esploriamo il mercato, ci focalizziamo sulle aree che possono garantire i risultati migliori, individuiamo i punti deboli del percorso verso l’innovazione e andiamo alla ricerca di buone idee per rafforzarli.
Synesthesia è il tuo partner ideale per realizzare il prossimo grande passo: noi ti forniamo procedure consolidate di crescita, il know-how e la tecnologia necessari per lanciare la tua idea di start-up innovativa.
Contattaci per saperne di più.