Ogni nuovo anno ci offre l’opportunità di fare il punto sui cambiamenti che hanno rivoluzionato il panorama tecnologico e sociale. Le nuove tecnologie, in continua evoluzione, stanno trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo a una velocità impressionante. Un ritmo così travolgente che persino i professionisti del settore faticano a tenere il passo con le ultime tendenze e innovazioni.
In questo interessante articolo del MIT Technology Review sono state listate le nuove tecnologie più promettenti emerse nel 2024, pronte ad avere un impatto reale sul mondo.
Ne abbiamo scelte alcune tra le più rappresentative dei macro trend globali e aggiunte altre e che, secondo noi, possono rivoluzionare non solo il panorama tech, ma anche il modo in cui marketer e professionisti approcciano i servizi di consulenza per le aziende nei settori dell’intelligenza artificiale, dei social media e dello sviluppo, aprendo nuove opportunità strategiche e operative.
Disruptive technology: cosa si intende per idee o strumenti tecnologici dirompenti, la nostra selezione.
Doverosa premessa: il termine disruptive technology, o tecnologia dirompente, si riferisce a idee o strumenti innovativi che trasformano profondamente un settore o un mercato, spesso rendendo obsoleti i modelli in uso. Queste tecnologie introducono un cambiamento radicale, spostando il focus su nuovi approcci, processi o prodotti che riscrivono le regole del gioco. Un esempio classico è l’avvento dello smartphone (in particolare nel 2007 del primo iPhone), che ha rivoluzionato non solo la telefonia, ma anche interi settori come l’intrattenimento e il commercio. La chiave del successo di una disruptive technology risiede nella capacità di soddisfare esigenze emergenti o offrire soluzioni più accessibili, intuitive e performanti rispetto ai paradigmi consolidati.
Ecco la nostra personale selezione delle 5 tecnologie che hanno caratterizzato il 2024 e che, con buone probabilità, lasceranno un forte segno anche nel nuovo anno appena cominciato.
1. Bluesky vs X: la “morte” di X e il nuovo social

Elon Musk ha acquistato il sito ora noto come X nel 2022 e da allora praticamente nulla è più stato lo stesso. Ha licenziato la maggior parte dello staff (3.700 persone, tra cui dirigenti di alto livello) e ha rinunciato alla moderazione dei contenuti, spaventando sia gli inserzionisti sia gli utenti. [fonte Il Sole24Ore]
Decisioni che hanno avuto un impatto notevole, portando a un aumento della disinformazione e dei discorsi d’odio sulla piattaforma. Di conseguenza, molti utenti e inserzionisti hanno abbandonato il social network, contribuendo a una diminuzione degli utenti attivi mensili da 368 milioni nel 2022 a 335 milioni nel 2024. Ora, piattaforme di microblogging come Bluesky e Threads guadagnano terreno e hanno attirato anche gli utenti in fuga da X.
Secondo il Times, queste piattaforme offrono ambienti più moderati e controllati, attirando comunità alla ricerca di spazi più sicuri e regolamentati. Anche le aziende, in questo contesto, sono orientate a scegliere piattaforme più sicure e regolamentate per condurre attività di social media marketing, garantendo così una comunicazione più efficace e rispettosa delle esigenze del pubblico.
2. Robot Optimus di Tesla: l’AI incontra la robotica

Il Robot Optimus di Tesla rappresenta un ambizioso progetto di integrazione tra intelligenza artificiale e robotica. Presentato come una soluzione per automatizzare compiti ripetitivi e migliorare l’efficienza in diversi settori, Optimus è progettato per operare in ambienti complessi, grazie all’utilizzo della stessa AI avanzata impiegata nei veicoli autonomi Tesla. Dotato di capacità di apprendimento, riconoscimento visivo e interazione naturale, Optimus promette di rivoluzionare la logistica, la produzione e l’assistenza. Musk ha definito il progetto come una pietra miliare verso un futuro in cui l’AI e la robotica collaboreranno per risolvere problemi quotidiani, ridefinendo il concetto di automazione.
Tesla Optimus rappresenta quindi un progetto ambizioso, con specifiche tecniche che potrebbero consentire un’efficace integrazione in ambienti di lavoro e, forse, anche domestici. Tuttavia, resta da vedere se queste funzionalità saranno sviluppate al punto da permettere un utilizzo su vasta scala.
3. Apple Vision Pro: a quando il lancio anche in Italia?

Nel 2024 Apple ha lanciato il suo primo visore per realtà mista, disponibile inizialmente solo in alcuni mercati selezionati (USA, Cina, Hong Kong, Giappone, Singapore, Australia, Canada, Francia, Germania e UK) escludendo temporaneamente l’Italia.
Apple Vision Pro rappresenta il primo tentativo di Apple di combinare funzionalità di realtà aumentata e virtuale. L’ambizioso dispositivo si distingue per un sistema di controllo intuitivo, che sfrutta una combinazione di movimenti oculari, gestuali e comandi vocali per interagire con l’ambiente virtuale. Le reazioni al visore sono state però contrastanti: da un lato molti utenti hanno elogiato la qualità dell’hardware e l’avanzata tecnologia implementata; dall’altro sono emerse critiche riguardo alcuni aspetti pratici del suo utilizzo, come la funzionalità complessiva, la facilità d’uso dei controlli e il confort durante sessioni prolungate. E non meno importante, il prezzo proibitivo.
Dopo il cauto debutto l’azienda di Cupertino si prepara al momento della verità nei prossimi mesi: già a ottobre 2024 circolava voce nel mondo del tech che Apple avrebbe terminato la produzione del primo esemplare di Vision Pro, dato che le unità già confezionate sarebbero sufficienti a coprire l’eventuale fabbisogno del 2025.
Questo scenario ci insegna che l’industria tecnologica è a un punto di svolta: anche le aziende più potenti possono incontrare ostacoli e rallentamenti. Tuttavia, le prossime mosse di Tim Cook (come il lancio imminente di Apple Intelligence e gli sviluppi sul Vision Pro), meritano attenzione. Le tecnologie di Mixed Reality, infatti, offrono vantaggi significativi per le aziende, spaziando dalla prototipazione e formazione immersiva alla manutenzione a distanza, rappresentando opportunità strategiche, operative e creative di grande impatto. Wired parla di possibile lancio in Italia alla fine del 2025 già aggiornato alla versione con chip M5.
4. Large language models: cosa sono e come funzionano

I Large Language Models (LLM) sono algoritmi di deep learning capaci di riconoscere, generare, riassumere, tradurre e prevedere contenuti utilizzando grandi set di dati. La loro rilevanza attuale è stata amplificata con il rilascio di modelli come GPT, che ha dimostrato capacità avanzate, come creazione di contenuti, rispondere a domande, tradurre testi e persino analizzare tendenze linguistiche.
Per il marketing aziendale, i LLM rappresentano un’opportunità unica per migliorare l’efficienza e la personalizzazione. Possono generare idee di campagne pubblicitarie, creare spunti di contenuti per la SEO e analizzare feedback dei clienti in tempo reale, consentendo alle aziende di comprendere meglio il loro pubblico. Negli ultimi anni, i LLM hanno conosciuto una diffusione esplosiva, trasformandosi da strumenti sperimentali a componenti centrali in molteplici settori. La loro capacità di adattarsi a diversi contesti e di produrre risultati estremamente accurati li ha resi una delle tecnologie dirompenti più rilevanti del 2024.
Tuttavia, per sfruttare al massimo il potenziale di questi strumenti, è fondamentale affidarsi a consulenti esperti che ne padroneggiano la conoscenza e l’uso, così da declinarli in modo efficace sulle specifiche esigenze aziendali. Integrare i large language models nella propria strategia aziendale non solo consente di ottimizzare i processi, ma apre nuove possibilità per interazioni più coinvolgenti e mirate con i clienti.
Le attività di AI sono gestite in Synesthesia dalla unit dedicata Synesthesia AI.
5. Exascale computing: la continua crescita della potenza di calcolo dei super computer

Due delle tecnologie più rivoluzionarie emergenti sono i chiplet e l’exascale computing. Questi sviluppi non solo stanno ridefinendo l’architettura dei chip e le capacità di calcolo, ma stanno anche aprendo nuove frontiere nella ricerca scientifica, nella medicina, nell’intelligenza artificiale e oltre.
Un chiplet è un piccolo componente di un chip più grande, progettato per eseguire funzioni specifiche all’interno di un sistema complesso. A differenza dei chip monolitici tradizionali, che integrano tutte le funzionalità in un singolo pezzo di silicio, i chiplet suddividono queste funzionalità in moduli più piccoli e modulari. Questa architettura permette di assemblare processori avanzati utilizzando più chiplet, ciascuno ottimizzato per un compito specifico, migliorando così l’efficienza complessiva del sistema.
Perché li citiamo? La loro capacità di offrire modularità, efficienza produttiva, scalabilità e prestazioni ottimizzate li rende una tecnologia chiave per il futuro dell’informatica. I supercomputer exascale rappresentano la prossima generazione di computer ad alte prestazioni (HPC). Un supercomputer exascale è in grado di effettuare almeno un exaflop, ovvero un miliardo di miliardi (10^18) di operazioni in virgola mobile al secondo.
Queste nuove tecnologie rivoluzionarie consentono di affrontare problemi di una complessità senza precedenti, con applicazioni che spaziano dalla scienza alla sicurezza, fino all’assistenza sanitaria. Con l’introduzione di intelligenza artificiale e machine learning, l’exascale computing amplia le possibilità tecnologiche, ma richiede una profonda riflessione sull’approccio etico e sostenibile per affrontare sfide globali e ridefinire i limiti dell’innovazione.
Le attività di innovazione e di tecnologia sono gestite dalla nostra divisione Synesthesia Technologies. Scopri quali sono le competenze del team e che tipo di progetti abbiamo realizzato in questi anni.
Cos’è SearchGPT e come funziona?
SearchGPT è più di un motore di ricerca: è una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale che punta a fornire risposte dirette, sintetiche e pertinenti. A differenza dei motori tradizionali, come Google, che presentano una lista di link ordinati per ranking, SearchGPT offre risposte conversazionali, progettate per risolvere le domande degli utenti in modo preciso e immediato.
- Risposte personalizzate: SearchGPT analizza il contesto della query per offrire risposte dettagliate e specifiche.
- Citazioni delle fonti: Ogni risposta include link alle pagine web originali, garantendo trasparenza e verificabilità.
- Interazione dinamica: Gli utenti possono porre domande successive senza dover riformulare la query iniziale.Questa esperienza di ricerca più fluida ed efficace cambia radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con le informazioni online, offrendo opportunità uniche per i brand.
SearchGPT e Google: due approcci opposti
Google ha dominato la ricerca online grazie a un sistema che combina algoritmi di ranking complessi e un modello pubblicitario consolidato. SearchGPT propone un’alternativa radicalmente diversa, eliminando la necessità di navigare tra liste di link e fornendo risposte dirette e concise. Questo approccio rivoluziona il processo decisionale degli utenti, rendendo la ricerca più immediata e conversazionale.
Le principali differenze tra i due modelli includono:
Approccio ai risultati – Google si basa su SERP tradizionali, mentre SearchGPT fornisce risposte dirette, riducendo i passaggi intermedi.
Interazione – Google richiede nuove query per ogni approfondimento, mentre SearchGPT permette un dialogo continuo con l’utente.
Monetizzazione – Google integra annunci sponsorizzati nei risultati, mentre SearchGPT, almeno per ora, si concentra esclusivamente sull’informazione.
Queste differenze implicano un cambiamento significativo nelle strategie di ottimizzazione dei contenuti per i professionisti del marketing.
Come cambia la SEO con SearchGPT?
L’introduzione di SearchGPT richiede un ripensamento delle strategie SEO tradizionali. Con un focus sulla pertinenza semantica e sulla qualità delle risposte, i contenuti devono essere progettati per rispondere in modo diretto alle esigenze degli utenti.
1. Contenuti di alta qualità
SearchGPT premia i contenuti che risolvono problemi specifici o rispondono a domande frequenti. La chiave del successo è creare testi ricchi, aggiornati e completi, che possano essere interpretati e rielaborati facilmente dall’intelligenza artificiale.
2. Linguaggio naturale
Adottare uno stile colloquiale è fondamentale. I contenuti dovrebbero rispondere alle domande degli utenti con un tono accessibile e naturale. Per esempio, includere sezioni FAQ con domande come “Come funziona SearchGPT?” aiuta a migliorare la rilevanza dei contenuti.
3. Uso di dati strutturati
L’implementazione di dati strutturati, come JSON-LD, consente a SearchGPT di comprendere meglio il contenuto delle pagine. Schemi per articoli, recensioni e FAQ migliorano la visibilità, aumentando le probabilità di essere citati come fonte affidabile.
4. Monitoraggio delle prestazioni
Analizzare il traffico proveniente da SearchGPT è cruciale. Strumenti come Google Analytics e Bing Webmaster Tools possono fornire informazioni utili per ottimizzare ulteriormente i contenuti.
Opportunità per gli ecommerce grazie a SearchGPT
Per gli ecommerce manager, SearchGPT rappresenta una svolta importante. La centralità dei contenuti nella logica AI-driven offre una possibilità di emergere anche ai brand con budget limitati.
Focus sui contenuti strategici
Le descrizioni prodotto devono essere approfondite e rispondere direttamente ai dubbi degli acquirenti. Ad esempio, includere dettagli come “Come utilizzare questo prodotto?” o “Quali sono i benefici principali?” può aiutare a posizionarsi meglio.
Importanza delle recensioni
Le recensioni autentiche dei clienti sono un asset prezioso. Incentivare i clienti a lasciare feedback dettagliati non solo migliora la fiducia degli utenti, ma aiuta SearchGPT a selezionare il contenuto come rilevante per le sue risposte.
Ottimizzazione locale
Per i negozi fisici, essere presenti nelle mappe interattive di SearchGPT e nelle piattaforme di recensioni locali è fondamentale per migliorare la visibilità e attirare nuovi clienti.
Adattarsi alla SEO AI-Driven: il contenuto conta
Il futuro della SEO richiede un approccio più strategico e orientato all’utente. Con SearchGPT, la competizione non riguarda solo il posizionamento, ma anche la capacità di offrire contenuti completi e rilevanti. Le aziende devono investire in risorse per monitorare l’evoluzione del motore di ricerca e adattare le loro strategie di conseguenza.
Alcuni punti chiave per prepararsi al futuro:
- Sfruttare strumenti di analisi avanzati: Monitorare costantemente il rendimento dei contenuti e identificare opportunità di miglioramento.
- Collaborare con esperti: Le consulenze specialistiche possono aiutare a ottimizzare i contenuti per un ecosistema AI-driven.
- Creare contenuti evergreen: Materiali che restano rilevanti nel tempo offrono un vantaggio competitivo in un contesto di ricerca in continua evoluzione.
SearchGPT sarà il futuro della ricerca online?”
SearchGPT sta trasformando il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni, introducendo una ricerca più intuitiva e mirata. Per le aziende, questo significa opportunità uniche, ma anche la necessità di innovare. Prepararsi a questa rivoluzione è essenziale per restare competitivi.Se vuoi capire come ottimizzare la tua presenza online e sfruttare al meglio SearchGPT, Synesthesia è qui per aiutarti. Contattaci oggi per sviluppare una strategia vincente e orientata al futuro.
Grazie alla nostra esperienza in ambiti AI, SEO ed e-commerce, possiamo aiutarti a progettare contenuti ottimizzati, definire strategie di posizionamento avanzate e adattarti con successo al panorama AI-driven. Contattaci per scoprire come possiamo supportarti nel massimizzare le opportunità offerte da questa innovazione.
AI Act: quali sono gli adempimenti per le imprese?
L’AI Act introduce un insieme di regole che impongono azioni di compliance per chi utilizza tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Ogni impresa deve essere pronta a dimostrare di aver preso le misure necessarie per mitigare i rischi legati all’uso dell’AI, e la formazione è un passaggio essenziale.
Come sostiene Maurizio Bulgarini (Founder | Partner | DPO di Smart Flow):
“L’AI Act non si limita a regolamentare le tecnologie, ma suggerisce importanti soluzioni per mitigare il rischio delle imprese, come la formazione ai propri dipendenti per garantire l’uso corretto e sicuro. Senza un’adeguata preparazione, le aziende rischiano di non essere in regola, con conseguenze finanziarie pesanti”.
Formazione e compliance
Come è stato evidenziato nell’articolo di Smart Flow, la prima azione obbligatoria per le aziende è una valutazione del rischio. Questo significa che ogni impresa deve analizzare come l’AI viene utilizzata all’interno del proprio contesto aziendale, identificando i potenziali pericoli o criticità che potrebbero emergere. Facciamo un esempio pratico: un sistema di AI che si integra in analisi su assunzioni o prestiti bancari richiederà una valutazione molto più approfondita rispetto a un tool che aiuta in calcoli matematici. I responsabili aziendali dovranno, quindi, ricevere una formazione specifica e accurata sulla valutazione e la gestione dei rischi, degli obblighi e delle responsabilità relative all’uso dell’AI.
Formazione per definire ruoli e competenze
Diventa ancora più fondamentale che le aziende creino e implementino delle policy interne sull’uso dell’AI. Queste linee guida devono definire chiaramente ruoli e responsabilità: chi supervisiona l’uso dell’AI, chi è incaricato della sua manutenzione e chi ha la responsabilità di assicurare che venga utilizzata in conformità con la legge. Ma creare policy non basta, serve anche un piano di formazione strutturato. Solo con un’adeguata formazione, infatti, un’azienda può approcciarsi correttamente all’utilizzo smart delle tecnologie AI.
La formazione è la chiave di tutto
Come abbiamo visto, non basta adottare le tecnologie AI o assicurarsi di rispettare le normative, i dipendenti devono essere formati per utilizzarle in maniera corretta e conforme. Nell’articolo di Smart Flow risulta evidente come gli utenti debbano
“essere guidati nell’adozione delle nuove tecnologie, comprendendo non solo il loro funzionamento tecnico, ma anche le implicazioni etiche e legali”.
La formazione deve coprire diversi aspetti: dalla gestione dei dati sensibili, alle potenziali discriminazioni, fino alla trasparenza e alla responsabilità dell’uso dell’AI. Solo con un personale adeguatamente preparato le aziende potranno evitare rischi operativi e legali.
AI Act: multe salate per mancata compliance
Non conformarsi all’AI Act può comportare sanzioni significative: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Questo evidenzia l’importanza di adeguarsi tempestivamente. Se non sei sicuro che la tua azienda sia pronta, il team di Synesthesia può aiutarti. Grazie al nostro partner Smart Flow, offriamo un supporto completo per la compliance, assicurandoci che la tua azienda e il tuo team siano preparati ad affrontare le sfide future con consapevolezza e responsabilità.
Synesthesia è “Partner innovatore” dell’evento
Dopo la collaborazione pluriennale con TEDxTorino e TEDx Mirandola, anche TEDx Genova si aggiunge alla nostra storica partnership con TED, l’associazione no-profit californiana che ha dato il via al noto format internazionale. Come sostiene Francesco Ronchi, Presidente di Synesthesia:
“La storia di Synesthesia è da sempre legata a quella del TEDx e tramite la nostra nuova sede di Genova siamo molto felici di moltiplicare il nostro sostegno. Essere partner di TEDx Genova significa promuovere l’open innovation, la sostenibilità e il valore delle relazioni umane. È un impegno attivo nella valorizzazione di un territorio, come quello genovese, molto ricco di eccellenze”.
TEDxGenova: “Terraformare”
Il termine “terraformare” nasce nella letteratura fantascientifica di metà ‘900 ed evoca la trasformazione di pianeti inospitali in mondi abitabili. L’idea di colonizzare nuovi corpi celesti non era una novità per l’epoca, ma in breve tempo, sotto l’egida di un progresso tecnologico che sembrava senza fine, affascinò scrittori e scienziati, che ben presto teorizzarono vere e proprie terraformazioni della Luna e dei pianeti del sistema solare. Oggi, questo concetto ritorna nel dibattito pubblico e nelle conversazioni social, in risposta al crescente grado di invivibilità del nostro pianeta e alle sfide globali: cambiamento climatico, tensioni internazionali, intolleranza e urbanizzazione ostile. Cosa succederebbe se ci venisse data la possibilità di ricominciare da zero?
Non possiamo terraformare altri pianeti, ma possiamo trasformare il nostro mondo migliorando le nostre azioni. Questo è il cuore del tema di TEDx Genova 2024, l’unico pianeta che possiamo terraformare, l’unico corpo celeste che possiamo “rendere più abitabile”, l’unico spazio che possiamo “rendere più vivibile” è proprio il nostro. Come? Terraformando, innanzitutto, le nostre idee.
L’evento vedrà, come in altre occasioni, l’attività di analisi di Synesthesia Insight, nata dall’esperienza di Quaerys: gli speech di Tedx Genova saranno, infatti, studiati attraverso la lente di ingrandimento dell’analisi statistica del linguaggio con l’obiettivo di svelare la profondità dei contenuti della giornata, grazie all’utilizzo delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale e di data analysis.
Consulta programma completo dell’evento con gli speaker che condivideranno le proprie idee di valore nel famoso format delle TED Talks.
È un calendario ricco di eventi quello che caratterizza l’ultimo quadrimestre 2024 di Synesthesia. Tra i save the date da inserire in agenda spicca l’Italian Commerce Summit, il nuovo evento B2B altamente specialistico dedicato al tema dell’e-commerce, al suo debutto in Italia e di cui Synesthesia è ideatrice e Gold Partner con la sua divisione Commerce.
L’evento
Venerdì 25 ottobre, nell’esclusiva cornice polifunzionale di SuperstudioPiù a Milano, il Summit offrirà a un pubblico di senior e-commerce executives una giornata di networking di alto livello e una comprensione approfondita delle migliori tecnologie di nuova generazione nel settore, per integrare efficacemente questi strumenti nella propria strategia aziendale.
Come dichiara Ileano Testa, Director di Synesthesia Commerce:
“Siamo entusiasti di questa sponsorship, che ci dà la possibilità di riaffermare il valore del nostro approccio strategico al Go-to-Market. Mai come oggi è fondamentale il dialogo e lo scambio tra professionisti per garantire una conoscenza ampia e dettagliata delle migliori strategie, senza dimenticare il coinvolgimento di fornitori cruciali per il settore”.
La giornata si svolgerà tra momenti di condivisione delle innovazioni più importanti nel campo dell’e-commerce, con case study di relatori e aziende nazionali e internazionali, e di incontro tra professionisti, divisi tra 1 main stage, 3 pop-up stages, aree di networking e spazi per meeting one-to-one.
Speaker top-level
La lista degli speakers top-level – in continuo aggiornamento – vede a oggi rappresentanti di aziende prestigiose come: Zalando – London Stock Exchange Group – Glovo – Leroy Merlin – Samsung – Mediaworld – Fielmann – Wella.
Quali saranno i temi dell’Italian Commerce Summit?
Tra gli argomenti trattati, che approfondiranno con un taglio specialistico i trend più attuali di settore, non mancheranno approfondimenti su sostenibilità e e-commerce, integrazione dell’intelligenza artificiale e sicurezza, next generation personalisation e gestione avanzata dei dati. Si discuterà, inoltre, del miglioramento della user experience, delle sfide e delle soluzioni nel commercio B2B, delle smart supply chain, della psicologia comportamentale applicata all’e-commerce e delle strategie di fidelizzazione di nuova generazione.
Visita il sito per scoprire gli speakers, acquistare i biglietti o diventare sponsor dell’evento.
Cos’è il Digital Services Act (DSA)
Il DSA è una regolamentazione completa che mira a supervisionare gli intermediari online per proteggere i consumatori e garantire trasparenza.
Si applica a:
- servizi di intermediazione che offrono infrastrutture di rete (come i fornitori di accesso a internet e i registrar di nomi di dominio);
- servizi di hosting (come i servizi di cloud e web hosting);
- piattaforme online che collegano venditori e consumatori (come gli app store);
- alcune piattaforme online molto grandi e motori di ricerca (identificati qui).
Gli obblighi di conformità previsti dal DSA aumentano in base alla categoria di intermediario.
Secondo l’Articolo 30 del DSA, i fornitori di piattaforme online hanno l’obbligo di ottenere e divulgare determinate informazioni sugli operatori commerciali presenti sulle loro piattaforme che offrono prodotti o servizi ai consumatori nell’UE.

Nello specifico, le piattaforme online devono:
- Raccogliere informazioni di base sugli operatori commerciali presenti nei loro marketplace.
- Verificare l’accuratezza delle informazioni fornite dagli operatori commerciali.
- Divulgare ai consumatori i dettagli degli operatori commerciali che utilizzano i loro servizi per vendere beni/servizi.
L’Articolo 31 richiede, inoltre, che le piattaforme online progettino le loro interfacce in modo tale che questi operatori possano fornire nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi email. Dal momento che Apple, per esempio, è una piattaforma online coperta dal DSA, deve conformarsi a questi requisiti per tutti gli “operatori commerciali” che offrono app nel suo App Store (un obbligo analogo esiste per il Play Store Android di Google).
Chi si qualifica come “operatore commerciale” o “trader” secondo il DSA?
Il termine operatore commerciale secondo il DSA deriva dal diritto di protezione dei consumatori dell’UE, in particolare dalla Direttiva 2005/29/EC, che definisce un operatore commerciale come qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce per fini connessi alla propria attività commerciale, artigianale o professionale. Questo include anche coloro che agiscono per conto di un altro operatore commerciale. In generale, il concetto è progettato per distinguere gli individui che agiscono in capacità non commerciale dagli operatori commerciali che sono impegnati in attività commerciali e soggetti alle leggi sulle pratiche commerciali scorrette.
La Commissione Europea ha affrontato l’interpretazione di questo termine nelle sue linee guida sulla Direttiva, notando che deve essere effettuata una valutazione caso per caso per determinare se un individuo o un’organizzazione si qualifica come operatore commerciale. A tal fine, le linee guida fanno riferimento ai criteri forniti nella sentenza Kamenova.
In quel caso, un individuo aveva pubblicato otto annunci online per vari beni nuovi e usati. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il semplice intento di generare profitto o la pubblicazione di più annunci non classificano automaticamente una persona come operatore commerciale. Devono essere considerati vari criteri non esaustivi e non esclusivi:
- Mira al profitto – Il venditore cerca di ottenere un profitto? Questo include il ricevere un compenso per agire per conto di un altro operatore commerciale.
- Frequenza e volume delle transazioni – Quante transazioni effettua il venditore e con quale frequenza?
- Fatturato delle vendite – Qual è il fatturato totale delle vendite del venditore?
- Rivendita di prodotti – Il venditore acquista prodotti per rivenderli?
- Registrazione IVA – Il venditore è registrato per l’IVA?
- Attività di vendita organizzata – Le vendite sono condotte in modo organizzato?
- Status legale per attività commerciali – Il venditore ha uno status legale che gli consente di svolgere attività commerciali?
- Tipo e valore dei beni – I beni sono simili per tipo e valore e l’offerta è concentrata su pochi prodotti?
- Competenza tecnica – Il venditore possiede conoscenze tecniche sui prodotti che gli conferiscono un vantaggio rispetto ai consumatori?
- Regolarità dell’attività di rivendita – La rivendita dei beni è un’attività regolare e frequente per il venditore?
Implicazioni per gli sviluppatori di app in ambito DSA
Se dunque desideri pubblicare la tua app su uno store (Apple App Store o Android Google Play) e sei un operatore commerciale secondo la definizione del DSA, Apple e Google avranno bisogno di alcune informazioni da parte tua, come nome, indirizzo e dettagli di contatto. Essi verificheranno l’accuratezza di queste informazioni e successivamente divulgheranno i tuoi contatti ai consumatori per garantire trasparenza e conformità.

Ecco alcuni punti chiave da considerare per determinare se sei un operatore commerciale secondo il DSA:
- Intento commerciale – Se sviluppi app per generare reddito, sia attraverso vendite dirette che acquisti in-app, è probabile che tu abbia una finalità di lucro.
- Frequenza delle transazioni – Pubblicare e aggiornare app regolarmente indica un’attività commerciale organizzata.
- Tipo di prodotti – Sviluppare più app dello stesso tipo può indicare uno sforzo commerciale organizzato.
- Competenza tecnica – Le tue conoscenze specialistiche nello sviluppo di app ti pongono in una posizione diversa rispetto al pubblico generale.
- Registrazione IVA – Se sei registrato per l’IVA, ciò supporta la tua classificazione come operatore commerciale.
Tieni presente che il concetto di operatore commerciale è ampio: è molto probabile che una azienda o un individuo che sviluppa (per sé o per terzi) e/o pubblica una o più App sullo store, traendone direttamente o indirettamente profitto, si qualifichi come “trader” (operatore commerciale).
L’unica conseguenza di questo è l’obbligo di fornire ad Apple o Google le informazioni di contatto necessarie e di conformarti al DSA. L’obiettivo di questa trasparenza è avvantaggiare i consumatori e aiutare a mantenere la fiducia nel mercato digitale.
Auto-designarsi come operatore commerciale non comporta ulteriori obblighi sotto il DSA per lo sviluppatore di app (dato che il DSA regola gli intermediari), ma riconosce che l’app è soggetta e deve rispettare le leggi commerciali generali dell’UE.
Per ulteriori dettagli su come queste normative possano applicarsi specificamente alla tua situazione, contatta il team di Synesthesia, che potrà fornirti indicazioni dettagliate su come comportarti per valutare il tuo status di operatore commerciale, e su come adempiere alle operazioni necessarie sugli store.
Synesthesia è una digital experience company: la sua area Synesthesia Technologies realizza mobile app e soluzioni digitali complete.
Il digital marketing come fattore competitivo
Il digital marketing rappresenta oggi un fattore competitivo essenziale per le aziende, in grado di raggiungere e coinvolgere il pubblico in modo mirato ed efficace.
Ma quali sono esattamente i grandi vantaggi che il digital marketing offre alle aziende?
- Ampia copertura e Targetizzazione: possibilità di raggiungere un pubblico globale o locale specifico e profilato, in base agli obiettivi che l’azienda o l’organizzazione vuole perseguire.
- Più interazione e coinvolgimento: attraverso commenti ai post, recensioni online e chatbot, per esempio, si ottiene un dialogo bidirezionale tra pubblico e azienda.
- Misurabilità e analisi dei dati con piattaforme che permettono di monitorare e analizzare le performance del sito o delle campagne in tempo reale, di adattare rapidamente le strategie aziendali e ottimizzare i risultati.
- Costi contenuti e ROI facilmente monitorabile e quantificabile, rispetto alle campagne pubblicitarie tradizionali, con un miglior rapporto costo-beneficio.
- Competitività nel mercato digitale non solo per accrescere la visibilità online ma anche per monitorare la presenza digitale dei competitor.
Digital marketing: cos’è e quali attività comprende
Il digital marketing comprende strategie e tecniche per promuovere prodotti o servizi attraverso canali digitali, svolgendo un ruolo cruciale nel creare e mantenere la presenza online di un’azienda. Dalla gestione dei tracciamenti degli eventi sul sito, alla pubblicità online, dall’email marketing all’ottimizzazione per i motori di ricerca, ogni componente contribuisce a creare una strategia di marketing integrata ed efficace.
Esploriamo, ora, più nel dettaglio, alcune delle principali attività che compongono il digital marketing.
1. Google Tag Manager e Google Analytics
Perché è così importante tracciare ciò che accade sul sito? È fondamentale misurare il traffico, le fonti e le conversioni per capire se il budget investito sta dando risultati sperati. Tra i vari sistemi di tracciamento disponibili, oggi ci concentriamo sul sistema più noto e utilizzato, Google Marketing Platform e, in particolare, sugli strumenti come Google Tag Manager (GTM) e Google Analytics (GA4) progettati per un marketing più intelligente e per raggiungere risultati migliori. GTM consente di gestire facilmente e in modo centralizzato i tag di tracciamento sul proprio sito web, garantendo il rispetto della privacy degli utenti. Google Analytics, soprattutto nella sua ultima versione GA4, consente di raccogliere e analizzare i dati sul comportamento degli utenti, fornendo insight cruciali per migliorare notevolmente le strategie di comunicazione e vendita.
2. Google Ads: cos’è e come funziona
Il più famoso dei sistemi e delle linee guida è legato alla piattaforma di Google, rinomata per la sua capacità di fornire strumenti potenti e versatili per il marketing digitale. Google Ads è una piattaforma di pubblicità online che permette alle aziende di creare annunci pubblicitari per promuovere i propri prodotti o servizi sui risultati di ricerca di Google e su altri siti web partner. Attraverso un sistema di aste, le aziende possono fare offerte per le parole chiave più pertinenti al loro business e raggiungere un pubblico mirato. Gli annunci possono essere personalizzati per apparire a specifici segmenti di utenti, aumentando dunque la probabilità di conversione e migliorando il ritorno sull’investimento.
3. DEM (direct email marketing)
Il Direct Email Marketing (DEM) è una strategia di digital marketing che utilizza l’email per inviare messaggi promozionali direttamente ai clienti. Questa tecnica permette di raggiungere il pubblico con comunicazioni mirate, personalizzate e misurabili. Attraverso l’email marketing, le aziende possono mantenere un rapporto continuo con i clienti, promuovere nuovi prodotti o servizi, e fidelizzare la clientela esistente. L’email marketing è uno strumento potente per generare lead, aumentare le vendite e migliorare il customer engagement.
Secondo un recente studio riportato da Demand Sage nel 2024, le campagne di email marketing hanno un ROI decisamente vantaggioso, pari al 3600%. Questo implica che ogni euro investito genera un ritorno di 36 euro. Secondo sempre lo stesso studio l’80% dei marketer sceglierebbe di rinunciare ai social media invece che all’email come canale di comunicazione. È importante ricordare che oltre 4 miliardi di persone utilizzano l’email, con una previsione di crescita fino a 4,73 miliardi entro il 2026.
4. SEO: come migliorare l’indicizzazione di un sito
La Search Engine Optimization (SEO) è l’insieme di pratiche volte a migliorare la visibilità di una pagina web o un articolo nei risultati organici dei motori di ricerca. Un sito ben indicizzato ha maggiori possibilità di apparire in cima nei risultati di ricerca, aumentando di conseguenza le probabilità di essere trovato dagli utenti.
Ci sono molte tecniche SEO che possono essere utilizzate per ottimizzare un sito e attrarre un pubblico qualificato. Si tratta di buone pratiche che includono:
- una scelta accurata delle parole chiave (Keyword Research). In questa fase, utilizzare strumenti come Google Keyword Planner, Ahrefs o SEMrush può aiutare a scoprire le parole chiave più rilevanti e con un buon volume di ricerca ma bassa concorrenza.
- L’ottimizzazione dei contenuti (Content Optimization), che prevede per esempio l’integrazione strategica delle parole chiave principali nei titoli, descrizioni e tag delle pagine.
- Cura delle meta descrizioni e dei titoli. È importantissimo creare titoli e meta descrizioni accattivanti per migliorare il CTR nei risultati di ricerca.
- Organizzare il sito con URL chiare e una sitemap XML per facilitare l’indicizzazione.
- Ottimizzare le immagini, comprimendole e utilizzando nomi dei file che siano descrittivi e tag ALT pertinenti.
- Utilizzare link Interni tra le pagine del sito. Questa procedura aiuta i motori di ricerca a scoprire e indicizzare le nuove pagine.
- Acquisire backlink di qualità, collaborando con blogger influenti, inviando comunicati stampa o partecipando a forum online.
- Assicurare che il sito sia responsive e si carichi correttamente sui dispositivi mobile. Questo tipo di operazione è anche detta ottimizzazione mobile (Mobile Optimization). Per fare questo utilizza per esempio Google’s Mobile-Friendly Test per verificare che i pulsanti e contenuti siano leggibili e in grado di migliorare l’esperienza utente.
- Identificare e risolvere eventuali problemi di velocità sul sito. Un sito che carica velocemente riduce il tasso di abbandono e migliora il posizionamento nei risultati di ricerca. Esistono molti tool che fanno questo tipo di verifica. Noi vi segnaliamo: Screaming Frog SEO Spider, GTmetrix, PageSpeed Insights.
- Creare contenuti originali e utili per i tuoi utenti, aggiornandolo con regolarità per mantenerlo sempre attuale e rilevante per il pubblico.
Social media marketing: strategie social per accrescere un business
Il social media marketing comprende a sua volta una serie di strategie specifiche volte a raggiungere obiettivi di business ben definiti. Ma quali sono esattamente le principali attività incluse nel social media marketing?
- strategia di contenuti organici
- gestione delle campagne sponsorizzate
- influencer marketing
Ognuna di queste componenti gioca un ruolo cruciale nell’accrescere la visibilità e l’engagement di un brand, contribuendo significativamente al suo successo nel mercato digitale.
1. PED: piano editoriale social
Il piano editoriale social (PED) è uno strumento fondamentale per la corretta gestione
strategia dei contenuti sui social media che prevede una pianificazione dettagliata dei post organici, programmando quali contenuti (testuali e visuali) verranno pubblicati e quando. Tutti i contenuti dovranno essere specificamente adattati al canale di destinazione, considerando le peculiarità di ciascuna piattaforma e il pubblico di riferimento o target. Un PED ben strutturato porta grandi vantaggi: assicura coerenza e riconoscibilità, migliora l’engagement e la fidelizzazione.
2. Sponsorizzare sui social media: target, budget e contenuto
Per raggiungere un pubblico sempre più specifico è necessario adottare soluzioni alternative a quelle organiche, come le campagne a pagamento sui social media. Una simile strategia inizia sempre con l’identificazione del target giusto, analizzando parametri socio-demografici come età, interessi, sesso, comportamento e geolocalizzazione. Il budget deve essere allocato in modo strategico su determinati contenuti presenti nel piano editoriale, orientati al raggiungimento di obiettivi specifici. Il contenuto sponsorizzato deve essere accattivante e rilevante per il target, con messaggi chiari e call-to-action forti per massimizzare l’engagement e le conversioni.
3. Influencer marketing: uno strumento molto potente
Arriviamo, quindi, a una delle strategie di maggior impatto nel panorama del digital marketing: l’influencer marketing. Collaborare con influencer, figure che hanno molto seguito sui social media nei settori strategici, permette alle aziende di raggiungere un pubblico più ampio e soprattutto mirato. In definitiva, l’influencer marketing, quando ben pianificato, si può rivelare uno strumento potentissimo: è possibile promuovere prodotti o servizi attraverso contenuti autentici e coinvolgenti, dando maggiore visibilità e credibilità al brand.
Ricordiamoci, però, che esiste una forte differenza tra testimonial e influencer. I primi, sebbene popolari sui media mainstream o nello sport, non è sempre detto che abbiano una community di riferimento che li segue in modo costante sui social media, i secondi, invece, hanno come caratteristica peculiare quella di lavorare sulla reputation del brand e valorizzarla nel confronti del loro pubblico di riferimento.

4. Ma quali sono le piattaforme social con il più grande ritorno sull’investimento (ROI)?
I social media possono diventare un potente strumento di marketing con un ROI tangibile e misurabile, contribuendo al successo a lungo termine della tua azienda.
Secondo un recente sondaggio di Statista svolto tra i marketer di tutto il mondo, le piattaforme di social media con il più grande ritorno sull’investimento (ROI) sono:
- Facebook con il 29%
- Instagram con il 29%
- YouTube con il 26%
- TikTok 24%
- Linkedin 16%
- X 16%
- Snapchat 6%
- Pinterest 6%
- Twitch 5%
- Tumblr 2%
Digital marketing per aziende: soluzioni integrate per raggiungere grandi obiettivi
Come abbiamo visto, il digital marketing è un mondo complesso e ricco di sfaccettature che va ben oltre il social media marketing. All’interno di uno scenario sempre più competitivo, tutte le sue attività possono contribuire in modo significativo al successo di un’azienda. Il nostro team è in grado di offrire un approccio integrato con strategie sempre più personalizzate per raggiungere i tuoi obiettivi di business. Comunicare chi sei è essenziale per costruire e rafforzare la tua brand reputation, migliorare la lead generation, fidelizzare clienti e differenziarti dalla concorrenza.
Con Synesthesia, potrai gestire tutte le attività di digital marketing per favorire la crescita della tua azienda. Scopri di più sulla nostra offerta e scopri come le soluzioni innovative del nostro team di esperti in digital marketing possono aiutarti a realizzare i tuoi progetti!
Nell’era digitale, le applicazioni mobili sono diventate uno strumento essenziale per aziende e individui. Ma come si sviluppa un’app di successo che si distingue dalla concorrenza? In questa guida, esploreremo tutti i passaggi fondamentali per trasformare la tua idea in una soluzione vincente.
Cos’è un’app di successo?
Un’app di successo non è solo un’applicazione mobile che funziona bene tecnicamente, ma è anche un’app che:
- soddisfa le esigenze degli utenti;
- offre un’ottima user experience;
- raggiunge i suoi obiettivi di business.
Può trattarsi di un’app di social media, di shopping, di fitness o di qualsiasi altro settore, ma ciò che la rende di successo è la sua capacità di connettersi con il suo pubblico e di offrire valore.
Come si sviluppa un’app di successo?
1. Ricerca e pianificazione
Prima di iniziare lo sviluppo, è essenziale:
- condurre una ricerca approfondita sul mercato (si tratta di un processo fondamentale che consente di comprendere le dinamiche del settore, identificare le tendenze emergenti, valutare la concorrenza e determinare le opportunità di mercato);
- identificare il pubblico di riferimento, capire cioè i segmenti di mercato più promettenti e le loro caratteristiche in modo da personalizzare le strategie in base alle specifiche esigenze e preferenze del pubblico;
- definire chiaramente gli obiettivi dell’app.
2. Design e user experience
L’interfaccia e l’esperienza utente sono cruciali. Un design dovrà essere:
- intuitivo;
- accattivante;
- ben strutturato (quest’ultimo aspetto è in grado di fare la differenza tra il successo e il fallimento di un’app).
3. La scelta della tecnologia di sviluppo: web app, app nativa o app ibrida?
App nativa o app ibrida? Quando è meglio utilizzare una soluzione rispetto all’altra? Come abbiamo visto nel nostro precedente articolo, scegliere la tecnologia giusta per sviluppare un’app può fare la differenza perché non solo determina l’efficienza dello sviluppo e la qualità dell’app, ma influisce anche sulla sua scalabilità, manutenzione e capacità di soddisfare le aspettative degli utenti. Ecco una panoramica comparativa dei principali approcci tecnologici per lo sviluppo delle app:

4. Sviluppo e test
Durante questa fase, l’app viene effettivamente costruita e testata per assicurarsi che funzioni senza problemi su diverse piattaforme e dispositivi. Il testing approfondito è fondamentale per scovare bug e problemi di usabilità prima del lancio.
5. Lancio e promozione
Una volta sviluppata, è il momento di lanciare l’app e promuoverla attraverso vari canali, come:
- Social media;
- Pubblicità online;
- PR e media relations;
- Influencer marketing.
6. Feedback e ottimizzazione
Dopo il lancio, è importante capire come gli utenti interagiscono con l’app e rilasciare aggiornamenti regolari per migliorare funzionalità e performance. La raccolta dei dati e la loro conseguente analisi fornisce insight preziosi su come gli utenti interagiscono con l’app e quali aree necessitano miglioramenti.Questo processo continuo assicura che l’app soddisfi al meglio le esigenze degli utenti. Pertanto, dopo il suo lancio sarà importante:
- raccogliere feedback dagli utenti;
- monitorare le metriche di utilizzo;
- apportare le necessarie ottimizzazioni per migliorare costantemente l’app.
Quali sono gli obiettivi di un’app di successo?
1. Soddisfa un bisogno specifico
Che si tratti di social networking, shopping online o gestione delle finanze, un’app di successo risolve un problema o soddisfa un bisogno specifico degli utenti. È fondamentale identificare un “pain point” del proprio target e fornire una soluzione efficace.
2. Crea connessioni
Le migliori app creano una connessione emotiva con gli utenti, rendendoli più propensi a utilizzarle regolarmente. Pensa a come la tua app può entrare a far parte della vita quotidiana degli utenti, semplificarla e ovviamente migliorarla.
3. Genera ritorno dell’investimento (ROI)
Che si tratti di vendite dirette, pubblicità o altre fonti di reddito, un’app di successo ha un impatto positivo sul ROI. Per questo motivo, è fondamentale definire un modello di business sostenibile che possa garantire il successo a lungo termine.
Fattori chiave di successo per le app
Ma quali sono i fattori decisivi che determinano se un’app avrà successo oppure no? Ecco alcuni dati statistici che abbiamo raccolto dopo aver analizzato diverse fonti:
- Le app che risolvono un problema specifico degli utenti hanno il 72% di probabilità in più di essere utilizzate regolarmente. (Fonte: Apptentive)
- Una buona user experience può aumentare il tasso di conversione di un’app fino al 400%. (Fonte: Forrester);
- Le app con un caricamento più veloce di 1 secondo hanno il 7% di tasso di conversione in più. (Fonte: Aberdeen Group);
- L’80% degli utenti concorda che la personalizzazione dei contenuti aumenta la propensione all’acquisto in-app. (Fonte: Epsilon).
I dati che abbiamo appena visto sottolineano l’importanza di focalizzarsi su utilità, usabilità, prestazioni e personalizzazione nello sviluppo di un’app di successo.
Validazione dell’idea: il passo cruciale prima dello sviluppo
Prima di immergersi nel processo di sviluppo, è fondamentale validare l’idea dell’app. Questo passaggio può far risparmiare tempo, risorse e denaro, evitando di sviluppare un prodotto che potrebbe non essere accettato dal mercato.
La validazione dell’idea avviene attraverso:
- ricerche di mercato;
- sondaggi e interviste con potenziali utenti;
- analisi della concorrenza;
- test con gruppi ristretti di utenti (beta testing).
Questi feedback iniziali sono preziosi per capire se l’app risponde a un reale bisogno, se piace agli utenti e se ha potenziale di mercato. Incorporare la validazione dell’idea come parte integrante del processo di sviluppo assicura che l’app sia allineata alle esigenze e alle aspettative degli utenti, aumentando così le probabilità di successo una volta lanciata sul mercato.
Facciamo un esempio pratico? L’app “ricette vegetariane e vegane”
Immagina di voler sviluppare una app di ricette per chi segue una dieta vegetariana o vegana. Ecco come potresti applicare i principi visti finora:
1. Ricerca e pianificazione:
- analisi del mercato delle app di ricette, identificando un segmento specifico ancora poco servito (ricette veg);
- studio del target ovvero di chi segue una dieta veg, chi ama cucinare e scoprire nuove ricette;
- definizione degli obiettivi, come per esempio fornire ogni giorno nuove ricette testate e bilanciate dal punto di vista nutrizionale.
2. Design e UX:
- interfaccia pulita e accattivante, con foto di piatti appetitosi;
- user experience intuitiva, con ricerca per ingredienti, filtri per tipo di pasto, difficoltà, ecc.;
- possibilità di salvare le ricette preferite e creare liste della spesa.
3. Scelta della tecnologia:
Sviluppo di una app nativa per sfruttare al meglio le funzionalità dei dispositivi e garantire prestazioni ottimali.
4. Sviluppo e test:
- realizzazione dell’app, con particolare attenzione all’ottimizzazione delle prestazioni;
- test approfonditi per verificare il funzionamento su diversi dispositivi e risolvere eventuali problemi.
5. Lancio e promozione:
- lancio dell’app su App Store e Google Play;
- promozione su siti e blog di cucina vegetariana e vegana;
- collaborazione con influencer del mondo veg per far conoscere l’app.
6. Feedback e ottimizzazione:
- raccolta di feedback dagli utenti per capire punti di forza e aree di miglioramento;
- analisi delle metriche per ottimizzare l’esperienza utente e aumentare retention e engagement.
Seguendo questo approccio, l’app “Ricette Vegetariane e Vegane” potrà trovare il suo spazio sul mercato e diventare un punto di riferimento per la sua nicchia di utenti.
Quanto costa sviluppare un’app?
In un mondo digitalizzato, sviluppare un’app è cruciale per la crescita di qualsiasi business. I costi di sviluppo possono variare notevolmente e sono influenzati dalla complessità del progetto, dalle funzionalità richieste e dalla tecnologia utilizzata. Mediamente lo sviluppo di un’app può costare tra 20.000 € e 100.000 € o a cui sommare altri costi come quelli per la piattaforma backend, le integrazioni con altri sistemi, la comunicazione ed il marketing. Per queste ragioni è essenziale definire chiaramente il budget e le priorità del progetto per ottimizzare i costi.
A chi rivolgersi per sviluppare una app
Come abbiamo visto finora, sviluppare un’app di successo richiede ricerca, pianificazione, dedizione e un costante impegno per l’ottimizzazione. Ma con la giusta strategia e attenzione ai dettagli, è possibile creare un’app che si distingue e offre un vero valore agli utenti.
Sei pronto/a a trasformare la tua idea in un’app di successo?
Contatta Synesthesia, la digital experience company italiana specializzata nello sviluppo di app innovative. Il nostro team di esperti è pronto ad accompagnarti in ogni fase del processo di sviluppo, dalla concettualizzazione al lancio e oltre.
Compila il form qui sotto per ricevere una consulenza gratuita e scoprire come possiamo aiutarti a realizzare la tua visione. Il successo della tua app è a portata di mano!
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FAQ
Quanto tempo ci vuole per sviluppare un’app?
Anche i tempi di sviluppo variano in base alla complessità dell’app. In generale, si va dalle 8 settimane per un MVP (Minimum Viable Product) fino a 6 mesi o più per un’app completa e altamente personalizzata. Una buona pianificazione è fondamentale per rispettare le scadenze.
Meglio un’app nativa, ibrida o web app?
La scelta dipende dagli obiettivi specifici del progetto, dal budget a disposizione e dal tipo di esperienza utente che si vuole offrire. In generale, le app native offrono prestazioni e user experience superiori, ma potrebbero richiedere tempi e costi di sviluppo maggiori rispetto alle alternative ibride o web.
Come faccio a promuovere la mia app?
Per promuovere con successo un’app è necessario un mix di attività di marketing, tra cui: ottimizzazione per gli app store (ASO), pubblicità online, PR e media relations, influencer marketing, content marketing. È importante definire una strategia coerente e monitorare costantemente i risultati per ottimizzare le performance.
Come posso monetizzare la mia app?
Ci sono diversi modelli di monetizzazione per le app, tra cui: acquisti in-app, abbonamenti, pubblicità, sponsorizzazioni, modello freemium. La scelta dipende dal tipo di app, dal target di riferimento e dagli obiettivi di business. È importante trovare il giusto equilibrio tra user experience e generazione di entrate.
Come nasce l’idea del progetto FuturMakers B2B di Synesthesia?
“L’idea del progetto nasce dall’obiettivo di avvicinare i/le bambini/e e i/le ragazzi alle discipline STEM e alla tecnologia in modo innovativo e coinvolgente. Grazie al progetto FuturMakers B2B, Synesthesia ha organizzato workshop, laboratori e attività educative pensate appositamente con l’obiettivo di fornire tutte le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare le sfide del mondo digitale in modo completo e consapevole”.
Quali sono le caratteristiche distintive del progetto per avvicinare bambini e ragazzi alle materie STEM?
“Questo progetto si distingue per diverse caratteristiche che lo rendono unico nel campo della formazione STEM e dell’innovazione. L’iniziativa è pensata per essere accessibile e inclusiva, permettendo a tutti di partecipare e apprendere indipendentemente dal livello di competenza iniziale. Durante gli incontri, vengono promosse attività hands-on, laboratori interattivi e giochi educativi che favoriscono l’acquisizione di competenze tecniche e cognitive in modo divertente e coinvolgente.
Altra caratteristica importante è la presenza costante di esperti del settore STEM e di educatori qualificati, in grado di guidare e supportare i partecipanti lungo tutto il percorso di apprendimento, fornendo conoscenze approfondite e stimoli per lo sviluppo delle competenze.
Infine, si tratta di un progetto orientato al futuro, preparando i più giovani alle competenze richieste da un mondo del lavoro in continua evoluzione, promuovendo la collaborazione, la risoluzione dei problemi e il pensiero critico come abilità fondamentali per affrontare le sfide della società digitale e tecnologica in cui viviamo”.
In che modo il progetto vuole stimolare l’interesse dei bambini e dei ragazzi verso le materie STEM?
“I percorsi di formazione per bambini dai 7 ai 15 anni sono strutturati in modo da rispondere alle diverse fasce d’età e livelli di competenza, offrendo attività e laboratori adatti alle specifiche esigenze e interessi dei partecipanti.
Facciamo qualche esempio pratico: per i bambini delle scuole elementari sono previsti laboratori di programmazione con strumenti intuitivi e divertenti come Scratch, che permettono di apprendere i concetti di base della logica di programmazione in modo semplice e giocoso. Ci sono, poi, i laboratori di robotica educativa, dove è possibile costruire e programmare robot per affrontare sfide e problemi di varia complessità, sviluppando competenze pratiche e creative.
Per i/le ragazzi/e delle scuole medie e delle scuole superiori, invece, i percorsi di formazione si concentrano su tematiche più avanzate, come la programmazione di videogiochi utilizzando linguaggi di programmazione più complessi come Python, Java o strumenti di Intelligenza Artificiale. Attraverso corsi strutturati e progetti pratici, i ragazzi imparano a sviluppare giochi interattivi, acquisendo competenze tecniche e creative nel campo della programmazione e del game design”.
Come è stato accolto dalle aziende che hanno partecipato al progetto STEM per bambini/e e ragazzi/e?
“Le aziende all’avanguardia del territorio, non solo piemontese, hanno riconosciuto l’importanza di sostenere progetti come questo, che mirano a stimolare l’interesse delle nuove generazioni verso la tecnologia e le discipline STEM. Hanno tutte compreso che investire nelle competenze e nella formazione dei giovani è fondamentale per garantire la propria competitività e innovazione nel lungo termine.
Grazie alla sua natura innovativa e al suo focus sulla formazione tecnologica e scientifica, è stata offerta, infatti, l’opportunità di investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze digitali e tecnologiche. Il coinvolgimento dei figli dei propri dipendenti in attività formative di alto livello, ha contribuendo, dunque, a creare un legame più stretto e positivo con i propri collaboratori”.
Come Synesthesia intende misurare l’impatto e l’efficacia del progetto?
“Synesthesia, insieme ai responsabili del progetto FuturMakers, si interroga costantemente sull’impatto che porta questo progetto verso chi partecipa. Sicuramente una fetta importante per misurarne l’efficacia è la raccolta dei feedback dei partecipanti e delle loro famiglie per valutare la soddisfazione, l’interesse e il coinvolgimento nel programma, nonché raccogliere eventuali suggerimenti per migliorare l’esperienza formativa.
Stiamo, inoltre, pensando di provare a fare un tracciamento a lungo termine del progetto FuturMakers B2B, monitorando il percorso accademico e professionale dei partecipanti nel tempo per valutare come l’esperienza formativa abbia influenzato le loro scelte e opportunità future”.
Il servizio è utile per il welfare aziendale. Da questo punto di vista possono nascere anche possibili collaborazioni con altri player. É una cosa che avete provato ad attivare?
“Si, il progetto FuturMakers B2B sta crescendo e questo porta inevitabilmente la ricerca di altri player con cui fare rete e diffondere l’iniziativa. La collaborazione con altri attori del settore come organizzazioni non profit, istituti educativi, altre aziende e enti pubblici, è fondamentale per ampliare l’impatto e la portata del servizio offerto.
Un esempio di azione con una grande organizzazione è l’iniziativa portata avanti recentemente con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), con cui abbiamo avviato una preziosa collaborazione da due anni e che ha permesso ai figli dei loro dipendenti la partecipazione a laboratori, workshop e attività educative specializzate.
In sostanza, oggi, Synesthesia vuole offrire un servizio da inserire nelle attività di welfare aziendale proprie e delle aziende partner mostrando un impegno tangibile verso il benessere dei/delle dipendenti e delle loro famiglie e contribuendo nel contempo alla formazione dei ragazzi/e a un utilizzo del digitale maggiormente consapevole. Per questo è alla ricerca di partner come l’IIT per permettere di condividere risorse, competenze e conoscenze per migliorare l’esperienza dei partecipanti e raggiungere obiettivi comuni legati al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie che vogliono stare al passo con i tempi e la tecnologia”.
Quali sono i principali benefici per un’azienda o una organizzazione che decide di investire in progetti STEM per bambini e ragazzi?
“Le aziende possono dimostrare il loro impegno verso il mondo della formazione, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile partecipando al progetto organizzato da Synesthesia. Un’opportunità unica per valorizzare il proprio brand, promuovere l’uguaglianza di opportunità e investire nel talento e nella diversità. Le aziende che scelgono di adottare questa iniziativa dimostrano di credere in un progetto innovativo e vantaggioso in termini di welfare aziendale. Questo impegno concreto verso il benessere delle famiglie dei dipendenti contribuisce a migliorare il clima aziendale e a rafforzare la fiducia reciproca. Siamo convinti che investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze dei giovani attraverso il progetto FuturMakers B2B può essere un elemento differenziante nella strategia di employer branding dell’azienda”.
Le attività di FuturMakers B2B per le aziende
Vuoi saperne di più sulle nostre iniziative di welfare aziendale? Scopri tutte le attività che possiamo realizzare insieme. Non perdere l’occasione di investire nel futuro dei tuoi dipendenti e delle loro famiglie!
WMF 2024: quali sono le novità?
A Bologna Fiere si sono svolti tre giorni di talk e show dedicati all’innovazione, con la presentazione delle ultime novità su intelligenza artificiale, robotica e digitale e le loro applicazioni nei settori economico, sociale, politico e culturale. L’evento, che si è concluso sabato 15, ha offerto un’occasione unica per approfondire le potenzialità di queste tecnologie e il loro impatto sulla società.
Tra le novità di quest’anno non sono certamente passati inosservati i droni volanti, i cani robot e gli umanoidi intelligenti “alimentati” da ChatGPT, le immersioni virtuali dettagliate in siti archeologici, l’uomo volante con la tuta di Gravity che ha impressionato i partecipanti con un volo di alcuni minuti davanti al main stage.
Una sfida futuristica in fiera: il drone soccer
Tra le novità tecnologiche descritte, il drone soccer ha sicuramente catalizzato maggiore curiosità e interesse da parte del pubblico e della stampa in fiera. Questa soluzione sfrutta droni e tecnologia all’avanguardia, richiamando le celebri palline sfreccianti del Quidditch di Harry Potter. Già molto popolare in Corea, come affermato dagli atleti della nazionale asiatica, questo sport futuristico è approdato per la prima volta in Europa al WMF – We Make Future, durante l’ESports & Gaming Fest.
La giornata conclusiva della kermesse ha visto la premiazione del club coreano, che il giorno precedente aveva vinto la prima challenge internazionale di Drone Soccer. Nel primo torneo internazionale ospitato dal WMF a Bologna, si sono sfidati club provenienti da Corea del Sud (due squadre), Italia e Turchia in un’area di 260 metri quadrati. allestita appositamente I partecipanti hanno anche avuto la possibilità di testare il Drone Soccer in prima persona grazie all’area dedicata al gioco.
Robot umanoidi “intelligenti” con cui parlare
Rispetto alle precedenti edizioni, le novità più rilevanti per i robot umanoidi riguardano principalmente le interazioni che possiamo stabilire con loro, come se si dialogasse con un altro essere umano. Nel cervello dell’umanoide, infatti, troviamo l’intelligenza artificiale di ChatGPT, che permette una comunicazione fluida e naturale. Questa innovazione finalmente fa pensare a qualcosa di diverso, a un rapporto più profondo e maturo tra uomo e macchina che va al di là della mera funzionalità tecnica, aprendo la strada a collaborazioni più intuitive e sinergiche.
Le parole di Gellify, azienda leader nel settore della robotica con il suo iconico Pepper, confermano questa visione. Secondo l’azienda, personalizzare i sistemi di AI, come avviene con ChatGPT, offrirà servizi sempre più mirati e sicuri alle imprese, rivoluzionando il modo in cui lavoriamo e interagiamo con il mondo che ci circonda.
L’innovazione passa anche dalla formazione: gli stage AI, Social Media, ADV, E-commerce
Il WMF 2024 ha offerto un ricco programma con oltre 90 stage formativi, sia aperti al pubblico che riservati. Un’occasione unica per approfondire i temi chiave dell’innovazione, con un focus particolare sull’intelligenza artificiale. All’interno del programma, 4 open stage organizzati dal GovTech Summit si sono concentrati sui temi cruciali della regolamentazione dell’intelligenza artificiale e del digitale, oltre alle politiche di innovazione globale. Tra i relatori, spiccano figure di spicco come Lucilla Sioli (già Direttrice “Intelligenza Artificiale e Industria Digitale” alla Commissione Europea) e Chiara Daneo (Dipartimento per la trasformazione digitale del Consiglio dei Ministri).
Non sono poi mancati gli attesissimi stage di Social Media Strategies che hanno offerto utilissimi momenti di formazione in compagnia di speaker d’eccezione come Jenn Herman (Founder Jenn’s Trends) e Andrea Cecchetti (Digital Strategist di A.C. Marketing). Gli stage Advertising hanno poi svelato le migliori pratiche dell’advertising digitale, in compagnia di speaker come Pierpaolo Morgante (Sr. Client Director di Microsoft Advertising) e Nils Rooijmans (Google Ads Automater). Grande attesa c’è stata poi per gli stage E-commerce, sponsorizzati da Connecteed, dedicati alle principali strategie per ottimizzare le vendite online, con speaker di rilievo come Gianluca Maruzzella (CEO & Co-Founder di indigo.ai), Davide Casaleggio (CEO & Partner di Casaleggio Associati) e Francesco Chiappini (CEO @Ecommerce School). Molto interessanti sono stati, infine, gli stage Brand che hanno offerto nuove visioni sul mondo del branding nell’era digitale in compagnia di Nina Mollica (Brand Communication Supervisor di WWF Italia) e Alberto Collet (Head of Employer Branding Strategy di Beyond).
Startup Competition: la finale
Durante la manifestazione non è mancata la competizione. Sul palco principale del WMF abbiamo assistito con molto interesse alle finali della Startup Competition e della Global Impact Challenge che hanno visto alternarsi i rappresentanti delle 6 startup finaliste. Tra le 5.000 candidature è la startup estone BaseTracK a vincere il premio della giuria, mentre Intuos si aggiudica il premio del pubblico.
BaseTracK offre un sistema innovativo per il risparmio di carburante del 20% per i camion guidati da esseri umani e un servizio di autotrasporto automatizzato per tutte le condizioni atmosferiche. Intuos è una startup italiana che ha sviluppato una piattaforma software modulare per ottimizzare e semplificare i processi operativi dei proprietari di velivoli. La piattaforma offre insights sullo stato del volo e del motore, basati su dati raccolti e trasmessi in tempo reale da dispositivi IoT. Utilizzando algoritmi predittivi basati sull’intelligenza artificiale, Intuos affronta le sfide future legate al “Future of Life on Planet Earth”.
Temi sociali e approfondimenti sull’innovazione tra talk ispirazionali, dibattiti e workshop
Non sono poi mancati gli approfondimenti su temi sociali e di attualità. Sul main stage si è parlato anche di lotta alla criminalità organizzata attraverso le parole dei procuratori della Repubblica Nicola Gratteri e Giuseppe Lombardo, mentre gli interventi di Enrico Mentana, Milena Gabanelli e Floriana Bulfon hanno fornito una panoramica sul futuro dell’informazione e del giornalismo d’inchiesta. Alec Ross, esperto di politica tecnologica, e Simone Bianco, direttore di biologia computazionale ad Altos Labs, hanno parlato di innovazione e intelligenza artificiale. Sono stati poi organizzati workshop e panel dedicati alla parità di genere nel settore tecnologico e alle strategie per rendere l’innovazione più accessibile a tutti.
Synesthesia al WMF 2024: AI al servizio del retail
Quest’anno, Synesthesia ha partecipato alla manifestazione nello spazio di Fondazione Piemonte Innova per condividere le sue ultime novità e soluzioni nel campo del digital marketing e dell’intelligenza artificiale.
Tra le soluzioni presentate, vi sono state le innovazioni per ottimizzare i processi aziendali, sviluppare tecnologie avanzate e migliorare l’efficienza decisionale nel retail grazie all’intelligenza artificiale. Utilizzando AI e computer vision, Synesthesia e Grigua hanno rivoluzionato la GDO e il retail, supportando operazioni cruciali come la rilevazione rapida dei prodotti sugli scaffali, migliorando l’accuratezza e la velocità delle operazioni quotidiane. Le prove sul campo hanno dimostrato che la soluzione AI-based ha ridotto il tempo di rilevazione dei moduli di scaffalatura del 79%, aumentando l’efficienza e l’efficacia del monitoraggio nei punti vendita. Questa tecnologia non solo fornisce informazioni dettagliate, ma libera anche tempo prezioso per attività più remunerative.
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Il futuro non è poi così lontano al WMF 2024
Il WMF 2024 si è rivelato un evento ricco di spunti e di riflessione, confermandosi come un appuntamento di riferimento per tutti gli appassionati di innovazione e tecnologia. Le novità presentate hanno offerto un assaggio di un futuro in cui l’intelligenza artificiale e la robotica saranno sempre più integrate nella nostra vita, migliorando la nostra efficienza, la nostra collaborazione e il nostro benessere.
Synesthesia continuerà a recitare un ruolo chiave in questo panorama, portando avanti soluzioni tecnologiche all’avanguardia e contribuendo al progresso del settore con il suo impegno e tutte le sue competenze.
Sei pronto a rivoluzionare il tuo business con l’intelligenza artificiale?
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