TEDxTorino 2023: un incondizionato amore per l’essere umano

Fin dalla storia dell’uomo, nel cinema, nell’arte, nella musica, nella scienza e nella letteratura “l’amore incondizionato per l’essere umano” ha rappresentato il principio universale al quale ispirarsi. Da sempre è stato così.

È proprio all’Amore con la A maiuscola, l’amore per l’umanità nelle sue infinite declinazioni che guarda l’edizione 2023 del TEDxTorino. Un momento di reciproca ispirazione e condivisione in risposta al difficile periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da conflitti e antagonismi.

L’evento si terrà il prossimo 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino e vedrà la partecipazione di personalità note in diversi ambiti, come: Simone Arcagni (professore all’Università di Palermo e consulente scientifico), Marcello Ascani (youtuber e imprenditore di Flatmates Agency), Irene Bongiovanni (presidente Nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport), Luca Bortolato (fotografo), Guido Catalano (poeta e scrittore), Manuel Cernigliaro (videomaker), Grazia Concilio (professore associato di Progettazione Urbana del Politecnico di Milano), Maryam Karini (ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano), Alessandro Messina (manager ed economista), Giulia Musso (responsabile fundraising della Fondazione Paideia Onlus), Emanuele Ottoni (impiegato nel settore delle vendite e scrittore), Marco Savini (fondatore e CEO di BigRock), Devi Vettori (presidente e co-fondatrice dell’Associazione Legàmi Adottivi e formatrice), Gabriele Vitacolonna (psicologo e consulente HR) e Serena Mancini (formatrice). Presenterà Giulia Piscina (conduttrice televisiva).

Synesthesia è partner del TEDxTorino 2023

Da gennaio 2022, Synesthesia è diventata una Società Benefit. Un passaggio che attesta l’impegno svolto finora nell’ambito del no-profit, del terzo settore e del sostegno alle politiche locali e internazionali legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Una tappa significativa che comporta, quindi, grandi responsabilità e la consapevolezza di essere un’azienda che guarda a un futuro più connesso, all’inclusività, alla formazione delle nuove generazioni e al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. 

Per tutte queste ragioni siamo felici di annunciare la nostra partnership per l’edizione 2023 del TEDxTorino. Il tema di quest’anno ci piace molto e costituisce una bellissima occasione di confronto e condivisione per tutte/i. Ti aspettiamo allora il 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino. Ci saremo anche noi! 

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Il 16 marzo 2022  l’Ente Nazione di Normazione UNI ha pubblicato un documento tecnico UNI/PdR 125:2022 rivolto alle aziende per aderire all’agenda ONU 2030 e conformarsi ai requisiti posti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sulle pari opportunità e sulla riduzione delle differenze di genere. Questo documento fornisce le linee guida alle imprese di tutte le dimensioni per ottenere una certificazione da parte di enti terzi. 

La conferma di un impegno per Synesthesia 

Lo scorso 19 dicembre abbiamo ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022, una tappa significativa per la nostra organizzazione. Come racconta Francesco Ronchi (Presidente e fondatore di Synesthesia):

“Si tratta un importante riconoscimento che testimonia il lavoro fatto finora sui temi  cari a Synesthesia: l’equità di genere e la sostenibilità sociale. Questa certificazione è una tappa di  un percorso avviato da anni, caratterizzato da una politica aziendale volta a supportare l’empowerment femminile e a promuovere un ambiente di lavoro in cui le persone possono esprimersi pienamente. Qui tutti sono coinvolti attivamente all’interno di questo processo di crescita e di consapevolezza. Tra le tante iniziative che quest’anno abbiamo adottato, vorrei segnalare l’introduzione di un linguaggio neutro sotto il “profilo di genere” che, in termini generali, propone in diverse forme l’uso di un linguaggio non sessista, inclusivo e rispettoso, evitando forme che possano essere interpretate come di parte, discriminatorie o degradanti. Continuiamo a crederci e a impegnarci nel dare il nostro contributo per un mondo più inclusivo e senza discriminazioni di genere”. 

Come precisa Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia):

“Da sempre ci impegniamo nel portare avanti una cultura aziendale virtuosa, tesa a valorizzare e incentivare le performance delle donne nel mondo digitale. Vogliamo essere un esempio per altre aziende anche nel campo dell’uguaglianza di genere. La nostra corporate gender equality è un asset strategico vincente non solo per il business aziendale, ma anche per il consolidamento della nostra identità”. 

L’iter di certificazione UNI/PdR 125:2022

Oggi intervenire sull’uguaglianza dei diritti a tutti i livelli di partecipazione è diventato importantissimo non solo per le aziende come Synesthesia, ma per la crescita economica e sociale dell’intero Paese. A stabilirlo è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tutto l’iter di certificazione è stato condotto grazie all’assistenza del nostro partner Smart Flow che, con competenza e professionalità, ha affiancato e supportato il board aziendale di Synesthesia durante tutti i passaggi operativi della fase di certificazione. 

Testimonianze di Smart Flow (Alessandra Falzoni):

“In Smart Flow crediamo nei progetti virtuosi: sostenere e supportare il Gender Equality è parte della nostra mission. Siamo lieti di aver accompagnato Synesthesia verso il perseguimento di un obiettivo importante, un investimento in termini di cultura organizzativa per eliminare i bias di genere e per creare un ambiente più inclusivo che rispetti e valorizzi la diversità”.

L’audit è stato condotto dalla società SQS, l’Associazione Svizzera per la certificazione dei sistemi di qualità e di management, uno dei primi in Europa e in Italia. Come sostiene Alberto Rencurosi (Membro di direzione allargata presso SQS ITALIA):

“Synesthesia in questi anni è stata molto lungimirante. SQS è stata contattata per mettere la ciliegina sulla torta a un ottimo lavoro svolto finora. Durante l’iter di certificazione e verifica del sistema di gestione relativo alla parità di genere in azienda, sono emersi diversi punti di forza:  un piano di budget e sviluppo HR completo e ben organizzato, l’alta professionalità delle risorse intervistate, un piano di comunicazione interna ed esterna ben strutturato riportante, in termini di informazione, parità di genere e “diversity & inclusion”. Molta attenzione è stata riservata anche alle tematiche sociali sul territorio. Tutte le attività e le azioni che Synesthesia ha dimostrato di aver messo in atto sono il frutto di un percorso virtuoso che ha visto l’azienda raggiungere negli ultimi anni traguardi importanti come, per esempio, diventare una Società Benefit e ottenere  la certificazione Ecovadis”.

Di questa fase ci ha parlato anche il nostro Chief Quality Officer Felice di Luca:

“Avere dei valori aziendali significa anche essere in grado di trasmetterli nelle azioni quotidiane. Aver intrapreso il percorso di certificazione sulla parità di genere ci ha dato la possibilità di riflettere sullo stato del nostro sistema di gestione per rendere ancora più efficiente il nostro agire aziendale secondo i valori dell’inclusione e della parità”. 

Il divario di genere in Italia: alcuni dati

Oggi il divario di genere in Italia condiziona fortemente i percorsi di studi e lavorativi. Secondo gli ultimi dati ISTAT del 2022 la quota di lauree STEM tra le laureate è la metà di quella tra i laureati. Nel 2021, inoltre, il 24% dei giovani adulti (25-34enni) ha una laurea nelle aree disciplinari STEM. La quota sale al 33,7% tra gli uomini (un laureato su tre) e scende al 17,6% tra le donne (una laureata su sei), evidenziando un importante divario di genere. 

Per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, secondo l’Indagine di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei Laureati, 2022 nonostante gli elevati livelli occupazionali dei laureati STEM si confermano le diverse opportunità offerte a donne e uomini, che si traducono in un differenziale di genere pari a 9,3 punti percentuali a favore della componente maschile. Tale differenziale è addirittura superiore a quanto osservato sul complesso dei laureati di secondo livello (8,3 punti). Questi dati rappresentano una visione parziale di uno scenario molto più grande che ci fa capire quanto ancora c’è da fare.

La parità di genere in Synesthesia

In Italia il mondo STEM (e non solo) ha un grande bisogno delle competenze di tutti, senza alcuna distinzione di genere. Riconoscere il fondamentale contributo delle donne rappresenta per Synesthesia un impegno concreto che porta avanti da anni con determinazione. Dal 2011 a oggi la percentuale di presenza femminile in azienda è cresciuta notevolmente. Attualmente il 33% dei nostri dipendenti è di sesso femminile – +30% in due anni – un dato importante se paragonato alla media italiana (14%) e a quella europea (16,7%), da rilevazione ISTAT del 2018. Se in Europa (fonte Eurostat, 2021), inoltre,  il divario retributivo di genere varia dal 3% al 20%, mentre in Synesthesia non esiste alcuna disparità salariale.

L’impegno di Synesthesia per l’inclusione di genere in ambito tecnologico è costante e si rivolge anche verso i più piccoli. Da anni, infatti, anche tramite il supporto alle attività dell’associazione non-profit SYX, traccia percorsi formativi di avvicinamento al mondo digitale dedicati a bambine e ragazze organizzando Girls Tech.

“Non c’è innovazione senza riconoscimento di pari diritti e opportunità”

La crescita di Synesthesia si fonda sui sogni e sulle ambizioni di tutte/i le/i sue/oi dipendenti e collaboratori e ha obiettivi che sono perfettamente in linea con quelli dell’Agenda 2030 (obiettivo 5 e 10 in questo caso). La sua storia e il raggiungimento di questo importante traguardo lo dimostrano.

 
“Synesthesia continuerà a impegnarsi quotidianamente per valorizzare tutte le performance e le aspirazioni individuali e a promuovere la parità di genere in ogni sua manifestazione in azienda (e non solo) semplicemente perché non c’è innovazione senza il riconoscimento di pari diritti e opportunità”. (Valentina Pelazza, HR manager in Synesthesia)


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Nei giorni scorsi Synesthesia ha rinnovato il contratto di partnership con la Bertram Derthona Basket per la stagione 2022-2023. Alla firma erano presenti Ferencz Bartocci (Amministratore delegato di Bertram Yachts Derthona Basket) e Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia). 

Il sogno della Derthona è quello di affermarsi nella massima serie del Basket italiano. Lo scorso anno è stato straordinario. I leoni bianconeri hanno regalato a migliaia di tifosi risultati unici e momenti di sport entusiasmanti. Abbiamo deciso di rinnovare il nostro sostegno perché condividiamo con la Derthona i valori dello sport e la passione per il basket. Ci piacciono le sfide e i traguardi raggiunti con dedizione e il lavoro di squadra. Siamo molto ambiziosi e ogni giorno creiamo nuove soluzioni per innovare e superare nuovi limiti. Abbiamo lo stesso obiettivo: continuare a vincere!” (Riccardo Recalchi).

Derthona Basket


Derthona Basket è la squadra di pallacanestro della città di Tortona (AL) che milita in Serie A.  Lo scorso anno (durante la prima annata in serie A1), la squadra tortonese è arrivata a competere la Final Eight per la Supercoppa Italiana, riuscendo a passare la semifinale contro la Virtus Bologna.

Quando è stato il tempo delle ferrovie, sono state realizzate le ferrovie. Ci è voluta un po’ di creatività per inventare la ferrovia, ma la creatività è un elemento che non manca nella mente umana. La creatività da sola però non può creare nulla. È sempre necessario il contributo di altre persone che pongono le basi e il substrato per una successiva invenzione.

Un tempismo fortunato

Parliamo così di un tempismo fortunato. Se otteniamo il brevetto per l’invenzione della radio non significa che da soli abbiamo inventato la radio. Significa piuttosto che abbiamo avuto la fortuna di essere vissuti quando tutte le tecnologie alla base della nostra invenzione erano già state inventate e che abbiamo “battuto sul tempo” tutti gli altri presentando per primi l’invenzione all’ufficio brevetti.

La storia di Google e Microsoft

La teoria del tempismo fortunato dell’innovazione spiega molti successi e fallimenti dei fondatori di “mitologiche” aziende tecnologiche. Spiega, per esempio, come Google ha potuto creare un fantastico motore di ricerca e allo stesso tempo lanciare una serie di prodotti fallimentari, come G +, Google Video o Stadia. Le storie di successo di Google (la sua piattaforma mobile, la sua suite collaborativa di prodotti per ufficio, la sua tecnologia di gestione dei server, la sua piattaforma video, ecc.) sono tutte frutto di acquisizioni.

Oltre al motore di ricerca, Google ha avuto solo altri due successi “in-house”: il grande clone di Hotmail (Gmail) e Google Foto (utilizzato da più di un miliardo di persone ma solo con Android, un sistema operativo acquistato da altri).

Google non ha inventato la sua strada per il successo, ha “comprato” questa strada.

Questo è uno scenario ben noto. Ricordate Microsoft? Quando Homer Simpson fondò una società tecnologica nel 1998, Bill Gates “lo comprò”. Il processo culminò con i sicari di Gates che distrussero la fabbrica di Homer.

Anche Microsoft ha comprato la sua strada per il successo. La società non solo ha acquisito innumerevoli rivali, ma ha anche sfruttato il suo accesso ai mercati dei capitali per acquistare prodotti sottocosto in modo da impedire ad altre aziende di offrire prodotti concorrenti. Microsoft ha sfruttato il suo dominio – i sistemi operativi – per ottenere il predominio in altri ambiti come le suite di produttività e i browser.

Microsoft ha distrutto Netscape con queste tattiche, ma non ha cercato di usarle contro Google. Come mai? Cosa è successo? Un’umiliante e terribilmente costosa causa antitrust durata sette anni che ha quasi portato la società allo scioglimento. L’esperienza è stata molto pesante per Microsoft, mentre Google segnava una vittoria dopo una vittoria.

Ironicamente Microsoft doveva la propria esistenza a un altro monopolista. Dal 1970 al 1982 IBM è stato trascinato nella più costosa e lunga azione antitrust della storia americana, una situazione di stallo così estenuante che è stata soprannominata “antitrust del Vietnam.” Ogni anno, per 12 anni consecutivi, le spese legali di IBM hanno superato i costi dell’intera divisione antitrust del Dipartimento di giustizia degli USA (DoJ). IBM alla fine ha trionfato, ma ha imparato una lezione importante: non fare impazzire il Dipartimento.

Una delle cose che ha davvero fatto arrabbiare le istituzioni competenti? Unire gli hardware ai sistemi operativi. Ecco perché, quando IBM era pronta a lanciare il suo PC ha trovato una società esterna per sviluppare il sistema operativo. Quella società era MicroSoft e il sistema operativo era DOS.

La vera storia dell’innovazione

Le aziende dominanti sul mercato sostengono di mantenere la loro posizione attraverso “l’innovazione”. Le più grandi aziende tecnologiche del mondo hanno ridotto i loro reparti di ricerca e sviluppo nel corso degli anni, sostituendoli con fusioni, acquisizioni, contratti esclusivi e altri “trucchi”.

Il mito del fondatore della tecnologia come genio visionario copre una storia molto meno poetica: i fondatori in campo tecnologico hanno avuto fortuna una volta (o, in pochissimi casi, due volte) e poi hanno usato il loro accesso ai mercati dei capitali per impedire ad altre persone di avere fortuna nello stesso modo.

Non sono super geni che giocano a scacchi; sono persone ordinarie non più adatte di voi o di me a essere responsabili del destino tecnologico di milioni o miliardi di persone.

Il mondo ha avuto un importante ricordo di questo fatto quando il Delaware’s Court of Chancery ha rilasciato i messaggi di testo ed e-mail  di Elon Musk relativi alla sua caotica offerta di acquistare Twitter. È uno sguardo veritiero su cosa c’è dietro ai personaggi pubblici accuratamente costruiti di alcuni dei giocatori più ricchi e potenti della tecnologia.

Si scopre che quando questi ragazzi – quasi tutti i ragazzi – parlano tra loro, quando nessun altro ascolta, fanno quello che tutti noi facciamo: bluffano, inventano cose, invertono la rotta e fingono di non averlo fatto.

Charlie Warzel dell’Atlantic, scrivendo sulla questione, cita un “ex dirigente dei social media” che dice: “Tutti sembrano fottutamente stupidi”, e continua dicendo, “È davvero così che si fanno affari? Non c’è un vero pensiero strategico o analitico.  È solo emotivo e fatto senza alcuna preoccupazione reale per le conseguenze.” E ha ragione. I compagni di Musk gli dicono casualmente somme sbalorditive da pagare per l’acquisto: $250,000,000 da Mark Andreesen, un miliardo da Larry Ellison (che aggiunge, “… o qualunque cosa tu voglia”) e Musk risponde dicendo che introdurrà i retweet a pagamento con Dogecoin senza rendersi conto che “la blockchain su Twitter è impossibile.”

Warzel riassume così: “Il desiderio di emergere di Musk e la sua pigrizia nel fare affari rivelano qualcosa di più profondo su questo ecosistema di investimento e sul suo funzionamento. Guardando questi testi, sembra molto più facile capire il recente investimento di 350 milioni di dollari di Andreessen Horowitz nella nuova start-up immobiliare del fondatore di WeWork, Adam Neumann, o l’ammissione di Bankman-Fried che la maggior parte degli investimenti venture-capitalist non sono “l’esempio di mercati efficienti”.

Sei ricco? Allora sei intelligente

Il corollario di “se sei così intelligente, perché non sei ricco?” è “sei ricco, quindi devi essere intelligente.” Dopo tutto il fatto che questi sciocchi abbiano così tanti soldi deve significare che non sono poi così stupidi.

Se il modello di come funziona il business è che le persone brillanti fanno cose incredibili e si arricchiscono, allora essere ricchi significa che sei una persona brillante che fa cose incredibili. Ma se il successo è la combinazione di fortuna, tempismo e una volontà spietata di utilizzare i mercati dei capitali per impedire ai rivali di raggiungere i loro clienti, allora il denaro diventa una conseguenza di un genio sociopatico e non di un creativo.

Insieme per innovare il mondo digitale

Come abbiamo visto in questo articolo le storie di successo, le invenzioni che hanno cambiato le nostre vite sono il frutto della collaborazione tra uomini, della perfetta combinazione di intuizioni brillanti con le giuste tempistiche. Per secoli è stato così. 

In Synesthesia sosteniamo tutte quelle idee che puntano all’innovazione. Ogni giorno creiamo nuove soluzioni digitali di successo e occasioni di business grazie alla collaborazione sinergica con altre realtà. La nostra esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che tutto questo è possibile. Non ci sono limiti a quello che si può costruire insieme.


(Tratto da medium.com a cura di Cory Doctorow, tradotto da Synesthesia, in data 14 novembre 2022.Copyright © https://doctorow.medium.com/the-true-genius-of-tech-leaders-46d6e3439989 · all rights reserved).

Per il quinto anno consecutivo il Sole 24 Ore e Statista ci hanno identificato come una tra le realtà italiane che hanno registrato il più alto tasso di crescita nell’ultimo triennio (tra il 2018 e il 2021 +36,20%). Si tratta di un risultato che conferma il nostro impegno quotidiano nel cercare sempre nuove opportunità di innovazione e sviluppo.

Come dichiara il nostro CEO Riccardo Recalchi:

“Crescere per noi significa puntare sull’innovazione e sull’eccellenza digitale. Voglio dedicare questo risultato a tutto il team di Synesthesia che ogni giorno, con passione, sviluppa soluzioni e servizi tecnologici e di marketing di altissima qualità per i nostri clienti. Le nuove sfide che ci attendono ci spingono a migliorarci sempre di più. Avere una grande squadra e un’organizzazione interna così consolidata negli anni ci consente di affrontare il futuro con ottimismo”.

Scopri il ranking completo dei “campioni della crescita” sul sito ilsole24ore.com.

“Leader della Crescita 2023”: la classifica delle aziende italiane cresciute di più

Leader della Crescita è la lista delle 500 aziende italiane che hanno ottenuto la maggiore crescita di fatturato tra il 2018 e il 2021 realizzata dal Sole 24 Ore e Statista. Nella classifica è possibile trovare non solo le grosse star, ma tutte quelle aziende capaci di competere a livello europeo. I dati sono stati certificati da un membro del comitato esecutivo dell’azienda e controllati da Statista. La classifica, basata su un tasso di crescita media annuale nel triennio (Cagr), è stata vagliata e discussa da Statista e dal Sole 24 Ore.


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La necessità di misurare il ruolo delle relazioni industriali nell’affrontare la parità di genere

Durante il workshop sono stati esposti i risultati di un’analisi comparativa sul ruolo delle parti sociali nell’affrontare la parità di genere nell’UE. L’indagine è stata svolta con l’obiettivo di illustrare l’utilità “integrativa” delle relazioni industriali e del dialogo sociale nel processo di equità di genere. 

I risultati della ricerca presentati durante il workshop hanno evidenziato che c’è ancora molto da fare. Soprattutto in Italia, dove la disuguaglianza di genere è diventata un problema molto serio, che si riflette ad ampio spettro: solamente nel 2021, i tassi di occupazione femminile si sono ridotti del 4% mentre i salari sono diminuiti del 8.1% (ASviS 2020). 

Il workshop

Le tematiche affrontate durante il workshop sono state poi analizzate dai cinque gruppi con diversi approcci. Tutti i gruppi di lavoro unanimemente hanno identificato nel gender care gap la dimensione più importante e urgente da affrontare per assicurare la parità di genere nel luogo lavorativo. La segmentazione occupazionale, il divario occupazionale di genere e il divario retributivo rappresentano conseguenze o aree di intervento trasversali. 

Come sottolinea Maria Cristina De Martino (HR Team presso Synesthesia):

 “Partecipare a questo workshop ci ha aiutato a comprendere meglio quanto le politiche aziendali interne siano allineate o meno agli standard europei più recenti e quanto lavoro ci sia ancora da fare. Il confronto con realtà operanti in settori diversi da Synesthesia ha dimostrato che ci sono ancora tante criticità comuni a tutti da affrontare e che il dialogo è centrale per superarle”.

Quali sono gli ostacoli da superare?

Tra gli ostacoli più importanti per la riduzione dei gap esistenti e delle disuguaglianze lavorative, l’aspetto predominante risulta essere un approccio culturale sbagliato che relega la responsabilità di cura alle sole donne e normalizza le molestie di vario genere. 

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Che cosa fare? Quale strategia adottare?

La strategia messa in piedi tende a individuare cinque aree principali: lavoro, reddito, competenze, tempo e potere. Tra gli strumenti che possono contribuire all’uguaglianza di genere, la contrattazione nazionale è in grado di svolgere certamente un ruolo importantissimo in materia di riconoscimento del welfare aziendale. Lo Stato può e deve incentivare un potenziale cambiamento culturale, ma i fattori decisivi rimangono l’educazione e la formazione: risulta quindi fondamentale come investimento per il futuro in termini di inclusione educare i bambini e le bambine ai valori come l’equità di genere. 

La posizione di Synesthesia 

L’educazione e la formazione sono due fattori fondamentali che definiscono la vision e la politica di Synesthesia. Come sostiene Veronica Leone (Administration & HR Coordination in Synesthesia):

 

“Da anni Synesthesia si prende cura del benessere dei propri dipendenti promuovendo una politica che punta alla parità di genere. Riconoscere il fondamentale contributo delle donne nella nostra azienda (il 33% dei nostri dipendenti è di sesso femminile) e nella società rappresenta un impegno che continuiamo a portare avanti ogni giorno attraverso azioni concrete in ambito formativo e divulgativo. 

Dal 2019 con la no-profit SYX abbiamo dato vita a GirlsTech, l’iniziativa tutta al femminile che promuove la sensibilizzazione rispetto alla disparità di genere nel mondo dell’innovazione e della tecnologia. L’idea è nata dopo aver constatato il fatto che sempre meno bambine venivano iscritte dai genitori ai nostri corsi di tecnologia a causa di pregiudizi culturali secondo i quali “la tecnologia è una disciplina per soli maschi”.

Fortunatamente l’iniziativa è stata accolta con entusiasmo e partecipazione da parte di un pubblico in costante crescita. Il nostro obiettivo? Contribuire a costruire un futuro più equo, superando i pregiudizi culturali che ostacolano l’accesso delle donne alle discipline STEM attraverso iniziative, corsi di formazione tecnologica per bambine e ragazze. Un mondo tecnologicamente più evoluto è possibile solo se abbiamo tutti gli stessi diritti”. 

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In conclusione

Siamo convinti che ogni singolo successo in termini di uguaglanza di genere in ambiente lavorativo sia possibile solamente grazie al lavoro di squadra, a intuizioni condivise anche con altre organizzazioni e a un riconoscimento sociale. Progetti come quello di “Virage” ci fanno capire quanto sia fondamentale il dialogo sociale e che non siamo soli ad andare verso questa direzione.

Già nel 1999 Zygmunt Bauman scriveva ne “La società dell’incertezza” che l’attuale ordine sociale, così come è concepito, ci induce a vivere inevitabilmente in uno stato di disordine globale, dove non c’è posto per la stabilità. Pandemie globali, instabilità geopolitica, disordini culturali: per le organizzazioni cercare di dare un senso a tutto questo probabilmente non è mai stato così difficile. Si tratta di una condizione di disorientamento generale che porta con sé un senso diffuso di difficoltà a comprendere il futuro e conseguentemente a prendere le “giuste” decisioni.

L’acronimo VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) – introdotto e adottato per la prima volta dal US Army War Collage di Carlisle in Pennsylvania, per descrivere il mondo complesso e incerto all’interno del quale ci trovammo a vivere dopo la Guerra Fredda – sembra descrivere correttamente la situazione di cambiamento che stiamo vivendo. Ma che cosa significa esattamente VUCA?

Il significato di VUCA

L’acronimo racchiude in sé quattro concetti emblematici:

  1. Volatilità (Volatility), indica la rapidità dei cambiamenti non previsti in un determinato contesto socio-economico. Si tratta del parametro più difficile da prevedere per un’azienda (per esempio, le fluttuazioni dei prezzi del gas o del petrolio dovute a crisi geopolitiche improvvise).
  2. Incertezza (Uncertainty), esprime lo stato di incapacità di comprendere un cambiamento in atto. Maggiore sarà l’indice di incertezza nella comprensione di quello che sta accadendo, maggiore sarà la difficoltà di previsione e quindi di decisione.
  1. Complessità (Complexity), fa riferimento ai contesti dove è presente una grande interconnessione di fattori, dove vi è, di conseguenza, una crescente difficoltà nel valutare tutte le relazioni reciproche, le variabili e i rischi possibili.
  2. Ambiguità (Ambiguity), accade quando mancano informazioni complete su un determinato fenomeno. Maggiori sono le ambiguità, maggiore sarà la difficoltà a giungere a conclusioni certe.

Crescere nell’era del VUCA

Secondo Philip Kotler e John A. Caslione la maggior parte dei leader politici ed economici hanno realizzato che l’ambiente VUCA è una condizione permanente e non un fenomeno transitorio. In queste circostanze è necessario monitorare rapidamente i cambi di rotta nelle varie aree di business e spingere l’innovazione, ad esempio attraverso azioni di marketing e di data analytics.

Per le aziende affrontare l’era del VUCA  (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) significa far fronte a una situazione di business molto complessa che porta a una interazione sociale sempre più limitata. Sono cambiati i modelli di comportamento della società e di conseguenza anche le esigenze quotidiane e i bisogni. I consumatori di oggi, per esempio, sono fortemente dipendenti dai modelli di acquisto online.

Nei casi di grande volatilità e incertezza il modo più efficace per le organizzazioni di reagire è quello di investire sui dati. Maggiori saranno, infatti, i dati a disposizione e migliori modelli statistici si otterranno per fare previsioni sulle cause e sulla durata di un determinato evento non previsto. La corretta interpretazione delle informazioni aiuterà, inoltre, a leggere meglio la complessità dello scenario e a indirizzare la scelta dell’organizzazione verso la soluzione più efficace.

Già nel 2017 la OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sosteneva che l’innovazione delle organizzazioni nella società digitale è strettamente legata a settori come cloud computing, augmented reality, big data, machine learning. Lo sviluppo di processi di decision making efficaci richiede dunque inevitabilmente il processamento dei Big Data e il fatto che si tenga in considerazione il cambiamento dei consumatori e degli stakeholders dovuto all’estensione della mole di informazioni disponibili.

Quando la risposta arriva dal digitale: una sfida (continua) per le PMI?

Il mondo del marketing e quello dell’industria digitale non sono esenti dalla condizione dettata dal contesto VUCA, il modo in cui si promuove e comunica cambia costantemente e deve continuare a evolvere. Le tecnologie e le soluzioni che possono adattarsi e funzionare in una realtà VUCA richiedono nuove competenze, innovazione e l’impiego di framework agili.

Per una PMI gestire questo tipo di complessità non è affatto semplice. Non è facile trovare la giusta soluzione per il business affrontando questo fenomeno con il giusto approccio perché nella maggior parte dei casi non si ha il tempo necessario per farlo oppure manca la giusta serenità. Secondo Marco Cavingioli, un ribaltamento di prospettiva è possibile riformulando l’acronimo VUCA con le nuove “parole antidoto”: Vision / Visione, Understanding / Comprensione, Clarity / Chiarezza, Agility / Agilità.

 Cavingioli nel suo post del blog “La PMI Italiana in un mondo “never so much VUCA” e la saggezza della delega” propone di ricorrere alla cosiddetta “saggezza della delega”: delegare a terzi (anche in outsourcing) i temi non core business dell’azienda è senz’altro una soluzione efficace che semplifica tutti quei processi che rallentano la sua crescita. Tutto questo aiuta certamente ad avere una vision migliore e a trasformare una buona idea idea di business in un’idea vincente:

“In rete puoi trovare riflessioni, contributi e bibliografia per farti una cultura e cercare di utilizzarla per affrontare e risolvere questa complessità, alla ricerca della “tua semplicità”, alla ricerca della “semplicità della tua azienda”.

Oggi in molti contesti socio-economici del mondo la crescita è guidata dalle micro, piccole e medio imprese (MSME) e dalle strategie di marketing digitale applicate. In Indonesia, per esempio, funziona così dal 2017. L’estrema flessibilità delle organizzazioni e l’atteggiamento di apertura nei confronti delle nuove strategie di marketing digitale hanno reso possibile e rapidissimo il processo di crescita e adattamento ai cambiamenti sociali che si stavano verificando. La concorrenza nata da questi fenomeni ha stimolato, di conseguenza, le PMI indonesiane a investire sulla formazione, sull’acquisizione di nuove competenze in ambito tecnologico e informatico e sull’utilizzo di nuovi canali per promuovere i propri prodotti. I risultati sono stati sorprendenti: l’Ufficio Centrale di Statistica ha dimostrato che l’empowerment delle MSME ha contribuito a trainare l’economia nazionalefino a raggiungere un aumento strabiliante e inatteso del 60% del Prodotto Interno Lordo (PIL). 

Questo importante impulso economico deriva certamente da una capacità di adattamento e quindi da una risposta efficace data tempestivamente al cambiamento che si stava verificando. Quello appena citato, ovviamente, è solo un esempio che però ci fa ben sperare. Le possibilità di crescita sono pressoché infinite. Grazie al digitale tutto questo è possibile. 

In conclusione

Come abbiamo visto finora, ogni aspetto della nostra realtà è investito dal fenomeno VUCA. Tutte le organizzazioni ne sono profondamente influenzate (anche le più piccole). Oggi l’utente medio è sempre più connesso e più informato. Se vogliamo ancora offrire ai nostri clienti e partner prodotti/servizi innovativi e originali occorre, dunque, cambiare mentalità, strategia di leadership e promuovere una cultura Agile. 


Synesthesia elabora soluzioni di marketing, data analytics, indagini di mercato personalizzate sulla base delle necessità del cliente, con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale. 

Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.

Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia)

Ciao Fabrizio, presentati. Di cosa ti occupi in Synesthesia? 

“Ciao a tutti, sono Fabrizio e sono in Synesthesia dal 2016. Mi occupo di sales e marketing”.

Quando valuti una persona che vuole entrare nel tuo team, qual è la prima cosa che prendi in considerazione?

“Valutare una persona che vuole entrare nel mio team è un’attività molto impegnativa, che richiede un grande senso di responsabilità. Io valuto tre cose: prima di tutto c’è un aspetto di profondità tecnico-professionale, perché il lavoro che svolgiamo richiede competenze che sono codificate in percorsi di studio o altre esperienze lavorative pregresse; poi faccio un’analisi della persona a livello empatico, che per me è molto importante, perchè penso che questo sia effettivamente un fattore distintivo di successo: dal momento che viviamo in un mondo che evolve alla velocità della luce (e il lavoro che svolgiamo noi, in particolare, va a una velocità ancora maggiore) è essenziale avere il giusto “imprinting” culturale.

Infine, il terzo punto è la capacità di ascolto. Noi siamo chiamati a dare risposte complesse a problemi che sono espressi in maniera semplice ma possono essere davvero molto articolati. Una delle cose principali, quindi, è la capacità di ascoltare e ovviamente di comprendere quello che i nostri clienti e le persone con cui ci relazioniamo ci dicono ogni giorno. Questo penso sia il punto differenziante. La capacità professionale è la base, ma senza la capacità di ascolto, una capacità empatica e un contesto culturale, l’efficacia è davvero molto bassa. Per me, quindi, questi aspetti sono importantissimi”.

Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi anni, sia per i contenuti, sia per come le tecnologie hanno influenzato le nostre vite. Cosa è cambiato in bene, secondo te, e cosa invece non ti piace e cambieresti?

“È davvero cambiato moltissimo. Io ho 52 anni e quindi ho vissuto altre “ere” del mondo del lavoro e la rivoluzione digitale ha creato una discontinuità schumpeteriana: una distruzione creativa e un cambiamento epocale.

Questo cambiamento ha portato moltissimi benefici in termini di efficacia ed efficienza, ha portato anche più libertà, un migliore accesso all’informazione e penso che questa sia una cosa estremamente positiva, che garantisce emancipazione e la possibilità di formarsi una propria idea.

Credo, però, che chi conosce la tecnologia e domina questi meccanismi di comunicazione che sono ubiqui (io dico sempre che oggi ci sono più persone nel mondo che hanno in mano uno smartphone rispetto a quelle che hanno accesso all’acqua potabile) ha portato a una distorsione del sistema perché chi sa utilizzare questi meccanismi a volte li usa contro l’interesse collettivo. Ci sono moltissimi esempi in merito e teorie come la “bolla di filtraggio”, la bubble theory. Questo rappresenta una grande minaccia.

Penso che ci sia una risposta, però. La cultura e quindi la capacità delle persone di conoscere il mezzo tecnologico e di utilizzarlo in modo consapevole. L’altra via potrebbe essere la regolamentazione e avere, dunque, qualcuno che ci aiuti a gestire questi mezzi anche se, su questo punto, non sono convintissimo e occorre capire chi sono i regolatori. 

Un po’ di anarchia ha fatto bene allo sviluppo della tecnologia e alla diffusione dell’informazione. Ci sono tante opportunità che sono difficilmente manovrabili e penso che questa sia anche una delle missioni che abbiamo noi come azienda: utilizzare consapevolmente la tecnologia e far sì che diventi uno strumento per i nostri clienti. Progetti come FuturMakers io ritengo siano davvero formidabili, perchè quando sento parlare di utilizzo consapevole della tecnologia nei ragazzi, oltre a tutto quello che ho appena detto, vedo anche la limitazione ad alcune minacce che effettivamente il mondo digitale e il mondo di internet presentano ai più giovani”. 

C’è una frase preferita o una citazione a cui sei affezionato e che ti guida nel tuo agire quotidiano?

“Ultimamente ne ho fatta mia una che è attribuita a John Lennon ma come sempre quando si parla di citazioni, non so se sia vero. Tuttavia a me piace molto, ed è:

“la vita è quello che ti succede mentre decidi cosa fare”. 

Credo che fotografi l’atteggiamento giusto: la costruttività, l’intraprendenza e anche il senso del dovere che ognuno di noi può avere nel fare il suo percorso umano e professionale”.


Synesthesia elabora soluzioni di brand strategy, digital marketing e social media customizzate sulla base delle necessità del cliente con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale. Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti. 

Stone Italiana ha una grande tradizione nel settore della superfici in quarzo e marmo ricomposto. Come è cambiata la sua storia nel corso degli anni?

“Stone Italiana è nata nel 1979. È stata un po’ la pioniera nel mondo delle superfici composite: prima il marmo, poi il quarzo ricomposto e ora una nuova materia che andremo a presentare. Sono molto orgogliosa di questa storia che stiamo portando avanti in famiglia. Stone Italiana è nata con una visione diversa perché, ovviamente, i tempi erano altri. Questo tipo di impianto era nato per imitare qualcosa di più prezioso: doveva essere un’azienda che facesse un materiale industriale composito, che imitasse il granito.

La nostra identità si è evoluta perché abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo che avesse un’identità propria. Questa è un po’ l’evoluzione e il DNA che ci portiamo dietro da allora, cioè quello di continuare ad essere diversi e innovativi. Quindi, non è più stata un’imitazione, ma abbiamo cercato di fare cose diverse, abbiamo dato all’architettura e al mondo del design nuove opportunità con nuovi materiali che prima non esistevano sul mercato”.  

Synesthesia e Stone Italiana hanno molte cose in comune. Entrambe le aziende puntano sull’innovazione, sull’eccellenza e sulla crescita sostenibile. In quale misura questa visione può contribuire al successo del brand?

“Senza dubbio ci siamo trovate in sintonia già dal primo incontro. Quando ci siamo conosciute abbiamo iniziato a esplorare i mondi delle due società e abbiamo trovato molti punti in comune. Sicuramente l’innovazione, la ricerca e soprattutto la visione verso un futuro più sostenibile. Synesthesia ci sta dando un grande supporto per il lancio di un nuovo materiale sostenibile che si chiama Cosmolite®. Oggi come allora (nel ‘79), così come quando abbiamo lanciato il marmo ricomposto, ci troviamo di fronte a un materiale che non esiste sul mercato. Siamo i primi al mondo a realizzarlo.

Synesthesia ha una filosofia simile alla nostra: conosce il valore di questo prodotto e lo sa comunicare nel migliore dei modi. Questo è un fattore che ci può aiutare tantissimo”. 

Synesthesia è stata scelta per riposizionare il brand di Stone Italiana ribadendo la sua vocazione green e sostenibile. Finora sono stati raggiunti obiettivi molto importanti per Stone Italiana, che ci rendono orgogliosi. Ora ce ne aspettano altri, come per esempio il lancio di CosmoliteⓇ. Qual è la tua opinione su quello che è stato fatto finora? Che cosa ti aspetti da questa collaborazione nei prossimi anni?

“Ho trovato in Synesthesia il partner ideale. È come se avessi un aiuto interno. Non è un fornitore. Riusciamo a confrontarci e a trovare le soluzioni. Riuscite a darmi delle idee. Tante volte ho avuto degli spunti importanti anche da voi. È come lavorare in famiglia, è uno scambio di idee e di opinioni.

Siamo partiti da un progetto importante, che era il riposizionamento del marchio. Synesthesia ha, quindi, portato una ventata di freschezza per quanto riguarda il nuovo design e la grafica. Si trattava di un obiettivo basilare, ma non scontato. È stato fatto un lavoro preciso e attento, anche perché il mio timore all’inizio era cercare di capire che cosa lasciare e cosa trovare di nuovo. Le esigenze dell’azienda sono state interpretate perfettamente. Da lì siamo poi partiti con il sito e con i social. Quello che facciamo è portare avanti in maniera perfetta un lavoro a quattro mani. In futuro, quindi, mi aspetto molto più di quello che finora abbiamo già ottenuto”.  

Siamo pronti!


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Short Bio

Sono Giulia Bruno e lavoro nel team marketing di Synesthesia dal 2016. Amo pianificare e dar vita a strategie creative per i clienti che seguo. Sono costantemente aggiornata sul mondo digitale e mi piace sperimentare nuove forme di comunicazione con il mio team. Credo nella forza del gruppo, nel lavoro di squadra e nel confronto quotidiano con i colleghi.


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