A cura di i Daniele Biolatti (team marketing Synesthesia)
Si trovano online molte risorse sul tema “marketing nel 2020”. Sono quasi tutti articoli previsionali, scritti a fine 2019 tenendo presente i trend in atto in quel periodo. Ma in questo primo semestre 2020 lo scenario è cambiato in modo profondo e irreversibile. La pandemia di COVID-19 ha stravolto obiettivi, priorità e piani di persone e aziende in tutto il mondo.
Proviamo quindi ad aggiornare le previsioni precedenti.
Ecco 4 tematiche chiave del marketing nel 2020 “post COVID-19”:
- local strategy redesign
- shut-in economy
- omnichannel customer experience
- human relations
Proviamo ad approfondire, vedendone alcune declinazioni pratiche. Iniziamo dai primi due ambiti. Nella seconda parte di questo articolo disponibile tra qualche giorno approfondiremo gli altri due punti.
1. Marketing nel 2020: “Local strategy redesign”
Il lockdown e il distanziamento sociale hanno portato alla “riscoperta” del valore della prossimità. Nei quartieri, ma ancor più nel paesi di provincia, le piccole attività commerciali si sono attrezzate in una relazione di supporto sinergico con la popolazione, offrendo modalità alternative di prenotazione e consegna a domicilio della merce. Chi aveva a disposizione un e-commerce – soprattutto se di cibo e beni di prima necessità – è possibile che abbia visto incrementi importanti di fatturato. Ma soprattutto si è evidenziata la nascita di servizi più o meno spontanei di prenotazione e consegna della merce attraverso telefono, whatsapp, email e così via. Questo aspetto “in nuce” deve ora maturare verso una digitalizzazione progressiva dei servizi, che sarà il fulcro indispensabile per la sopravvivenza di molte attività commerciali in questa fase. Questo porta con sé alcuni aspetti operativi sul digital marketing.
Proviamo a vederne alcuni:
- Local SEO Per agevolare il reperimento dei propri contatti e la findability dei propri servizi e prodotti diventa fondamentale avere una corretta gestione della propria scheda Google My Business, e più in generale dei propri dati online. Non è “solo” questione di inserire i dati correttamente, ma proprio di gestire in modo efficace ed efficiente la local SEO, che ha le sue logiche specifiche, e va inserita correttamente nella digital presence globale di un’azienda.
- Business Social Identity Il 20 maggio 2020 Facebook ha presentato “Facebook Shops”, la sua idea di “identità centralizzata” per le piccole e medie attività commerciali. In estrema sintesi, attraverso un solo pannello sarà possibile gestire la propria “scheda negozio”, e da lì gestire la propria presenza su Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. Il servizio non è ancora disponibile, ma lo sarà presto ed è importante farsi trovare pronti per la corretta gestione.
- Local Storytelling Curare la propria immagine e i propri contenuti trasmettendo genuinità e valore diventa un aspetto imprescindibile per la comunicazione. Una possibilità è per esempio quella di utilizzare blog e social network come strumento narrativo della propria identità, della propria storia, del proprio legame con la comunità e il territorio. D’altro canto uno dei settori più provati in assoluto dal COVID-19 è stato ovviamente quello del turismo. É necessaria una ripartenza dell’intero comparto, ma a oggi non sono chiari tempi e modalità. Quello che è chiaro è che si sta ripartendo dalla conoscenza del proprio territorio, e pubblica amministrazione, enti e aziende di settore stanno puntando molto su questo aspetto. Piattaforme e aggregatori per lo sviluppo e la promozione del turismo locale e dei tour sostenibili – magari da fruire a piedi o in bicicletta – stanno ricevendo interesse a vari livelli e si rileva un costante incremento di domanda sia in termini di sviluppo software che di content strategy.
- Affiliation, Aggregation, Cooperation Sopravvivere da soli è molto complesso. L’aggregazione attraverso associazionismo, affiliazione, marketplace per prossimità territoriale o per complementarietà di prodotto permettono di “unire le forze”, ottimizzando i costi e migliorando l’efficienza delle iniziative. Questo può essere fatto a vari livelli, agevolando la conoscenze tra le realtà, l’interscambio dei dati, la creazione e l’utilizzo di piattaforme di marketplace b2b e b2c. L’orientamento in generale sembra essere quello di creare “ecosistemi” e (digital)community tematiche.
2. Marketing 2020: “Shut-in economy”
Letteralmente “economia chiusa”, è un termine che ha iniziato a diffondersi in questi ultimi mesi. In sostanza identifica l’esplosione dei servizi “on demand”, dove il prodotto (o il servizio) giunge direttamente al destinatario finale (tipicamente a casa, ma potrebbe anche essere in ufficio o in altro luogo dove nasce la richiesta). Questo ha portato e sta portando cambiamenti probabilmente irreversibili a livello sociale, con impatti fortissimi sull’offerta di marketing e servizi.
Tra questi:
- Big Data, machine learning, artificial intelligence La distribuzione dei beni sul territorio implica veicoli, mobilità, logistica, necessità costante di efficientamento. Questo è solo uno degli ambiti in cui il “trittico” formato dalla gestione di grandi quantità di dati, dalla possibilità per gli algoritmi di autoapprendimento di processi migliorativi e dall’esistenza di sistemi in grado di effettuare scelte autonome in contesti complessi può fare la differenza. Sono necessari investimenti importanti, e in questo senso sono soprattutto le grandi aziende a muovere i primi passi: questo è un processo che ha subito un’accelerazione importante in queste ultime settimane. Sentiremo sempre più parlare di Data Studio, Tableau, Big Query, TensorFlow, Caffe2, Theano, Keras e non solo.
- Digital Training Design Buona parte della formazione passa ora da canali digitali, ma aspetti di comunicazione, relazione e trasmissione del “saper essere” e del “saper fare” variano, impattate da limiti e peculiarità del media. Competenze di marketing di prodotto e di service design permettono di realizzare opportunità di apprendimento collaborativo efficaci ed efficienti, che sfruttano appieno le potenzialità offerte dall’e-learning.
- Infotainment La necessità di ricevere rapidamente notizie aggiornamenti ha subito un’ulteriore accelerazione. Al contempo, la presentazione dei contenuti necessita ora più che mai di essere ingaggiante e coinvolgente. L’unione quindi di “informazione” e “intrattenimento” si sostanzia in maggior interesse per temi come gamification, serious game, applied game ma anche più in generale la creazione di infografiche, visual e data storytelling e video interattivi, oltre a sostenere la crescita di YouTuber, creator, influencer e micro influencer.
- Mobile Game Parallelamente ai mercati della formazione e dell’informazione cresce la domanda dell’intrattenimento digitale basato su game e videogame. AppAnnie a marzo 2020 riporta un incremento del 35% dei download dei mobile game rispetto a due mesi prima. Il trend era già in atto, ma l’accelerazione è fortissima. Si stanno diffondendo nuove piattaforme di gioco in streaming e/o basate su subscription che permettono agli utenti di provare sempre più rapidamente nuovi giochi (Apple Arcade, Google Stadia, Xbox Game Pass, ecc.). Al contempo le piattaforme per condividere sessioni di gioco o seguire i propri eGamer preferiti riscuotono un successo crescente. Amazon Twitch, Microsoft Mixer, YouTube Gaming Live e Facebook Gaming sono la dimostrazione che i “big” hanno già iniziato una battaglia che vale milioni di dollari. Anche l’hardware è in “fibrillazione”: da un lato piattaforme per la realtà virtuale (Oculus Quest di Facebook è andato Out of Stock a più riprese, negli ultimi mesi), dall’altra console sempre più potenti (è stata da poco presentata la Sony PlayStation 5, prevista per la fine di questo 2020). Il videogame diventa sempre di più veicolo di budget pubblicitari stellari, e al tempo stesso “ambiente ideale” per product placement e brand awareness.
Vi aspettiamo per la conclusione di questa analisi sulle tendenze del marketing 2020 post COVID-19, con la seconda parte che pubblicheremo a breve.
Parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
6) I webinar rappresentano una grande occasione per provare nuovi relatori e nuovi argomenti
Visto l’elevato volume di webinar che abbiamo programmato e la vasta gamma di partecipanti che si sono uniti ai nostri webinar (aree geografiche diverse, varie professioni e livelli di esperienza) abbiamo deciso di cogliere questa opportunità per proporre alcuni nuovi oratori e argomenti insieme a contenuti e relatori già consolidati e sponsorizzati. Questo ha reso possibile conoscere alcuni nuovi speaker che prima non conoscevamo da proporre per un eventuale futuro evento dal vivo. Abbiamo poi raccolto molti consigli dai partecipanti post-evento attraverso moduli di feedback semplici, brevi e mirati per ottenere una fotografia “istantanea” dell’esperienza.
7) I relatori hanno bisogno di incentivi per partecipare ai webinar
Dobbiamo essere sinceri fino in fondo, abbiamo pensato che sarebbe stato davvero facile confermare gli speaker per il nostro programma di webinar, ma invece è stato molto più complicato del previsto.
Ciò che abbiamo capito è che, anche se chiediamo un minore coinvolgimento ai protagonisti in termini di tempo e di viaggio, è sempre necessario facilitare il più possibile il loro compiti. Abbiamo lavorato per creare un onboarding per fornire loro tutti gli strumenti necessari per affrontare al meglio l’esperienza. Una cosa che è stata molto apprezzata dai nostri oratori è stata la registrazione e la pubblicazione del loro webinar su YouTube in un arco di tempo relativamente veloce.
8) Al pubblico on line piace quando comunichi con loro
Durante uno dei nostri webinar è capitato a un certo punto che l’audio non funzionasse per il relatore. In diretta abbiamo spiegato al pubblico sia a voce sia con messaggi di testo quello che stava capitando e come stavamo cercando di risolvere il problema tecnico. La risposta è stata molto positiva: i partecipanti hanno scritto i loro suggerimenti su come risolvere il problema con simpatiche battute. Non è stato perso nessuno spettatore durante il periodo di attesa, nemmeno uno. In base alla nostra esperienza possiamo affermare che la comunicazione più semplice, anche riguardo alla risoluzione di un problema, è sempre premiante.
9) Il coinvolgimento dei partecipanti non deve essere complicato
Questo argomento è stato in parte già affrontato nel punto precedente.Nel caso dei webinar di droidcon – dove gli eventi comprendevano più relatori e presentazioni, una mostra digitale ed elementi di networking – le aspettative per il coinvolgimento del pubblico sono più alte rispetto ad altri format.
I webinar generalmente sono presentazioni singole con aspettative piuttosto basse per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico. Come già accennato in precedenza, abbiamo lavorato molto per migliorare l’usabilità e l’interazione per i relatori e i partecipanti. I nostri saluti e i testi utilizzati sulla barra dei messaggi hanno suscitato grande coinvolgimento e interazione. Tutto questo è fondamentale per il webinar? Ovviamente no. È un extra che crea un’esperienza personalizzata per i partecipanti? Assolutamente sì.
10) Stessa metodologia organizzativa sia per i webinar sia per gli eventi dal vivo
La qualità dell’esperienza dei nostri eventi è sempre stata fondamentale per noi. Da sempre siamo alla ricerca di miglioramenti che coinvolgano in modo positivo i relatori, gli sponsor, i partner e i partecipanti. La stessa ricerca ha accompagnato anche i nostri webinar. Abbiamo lavorato per migliorare tutte le parti del processo organizzativo: pianificazione, comunicazione, grafica, contenuti e altro ancora. I risultati? La percentuale di iscritti ai webinar è in costante aumento. Tra i tanti feedback ricevuti abbiamo registrato testimonianze molto interessati
“I webinar di Droidcon Italia hanno dato a Bluetooth SIG la possibilità di condividere i recenti ed entusiasmanti progressi della tecnologia Bluetooth con gli sviluppatori Android in un momento in cui non era possibile riunirsi di persona. Il nostro pubblico dei webinar è stato davvero coinvolto e l’intera esperienza è stata eccellente!”
In conclusione…
In base alla nostra esperienza i webinar offrono un ottimo modo per rimanere in contatto con una comunità Android e conoscere nuovi relatori e contenuti. Naturalmente ci sono differenze nel processo di organizzazione tra gli eventi dal vivo e quelli in digitale, ma ci sono anche parallelismi tra la sede e la piattaforma, le prove e il “green studio”, ecc. Durante questi mesi abbiamo scoperto che l’essere aperti alla sperimentazione di nuovi strumenti e piattaforme ha contribuito a migliorare i nostri webinar e che continuare a concentrarsi sui dettagli ha portato a un’esperienza di alta qualità per tutti i soggetti coinvolti.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Per creare un’app per Android non servono molti strumenti: basta un PC e Android Studio. Ci sono però migliaia di tool che possono facilitare o velocizzare lo sviluppo. Marco Porcaro (Android Team Lead in Synesthesia) ci svelerà 5 tool utili per sviluppatori Android, alcuni conosciutissimi, altri un po’ meno.
- Postmanè una piattaforma per lo sviluppo di API. L’applicazione gratuita per macOS, Windows e Linux permette di effettuare chiamate di rete, organizzarle in collection e molto altro. È uno strumento indispensabile in fase di sviluppo (di qualsiasi piattaforma, non solo Android), per provare in modo rapido l’interazione con le API, creare server mock, effettuare test automatici o monitorare le API. Le collection si possono condividere con un team o esportare in semplici file json.
Puoi trovare questo tool qui.
- Lockito è un’app per Android che serve a simulare una posizione fittizia del GPS a livello di sistema operativo. È uno strumento utilissimo quando si sviluppano app che contengono mappe o che devono reagire a spostamenti di posizione dell’utente (es. geofence). L’app, una volta installata, deve essere impostata come “app di posizione fittizia” all’interno delle opzioni sviluppatore del telefono. Una volta configurata si possono impostare itinerari da seguire, regolando la velocità di movimento.
Puoi scaricare l’app dal Play Store
3. Scrcpy è un’app per macOS, Windows o Linux che permette di controllare un telefono Android dal PC. Il telefono può essere collegato via USB o wireless su rete locale. Alla semplice condivisione dello schermo del telefono (utile soprattutto in smartworking) aggiunge la possibilità di controllarlo da remoto utilizzando mouse e tastiera, come se fosse un emulatore con i superpoteri
Puoi trovarlo qui.
4. Stetho è una libreria per Android sviluppata da Facebook che permette di ispezionare il database dell’app che si sta sviluppando. Una volta aggiunta la libreria all’app e inizializzata via codice, sarà possibile visualizzare il database utilizzando il browser Chrome da PC. Si possono vedere sia i database SQL (lo schema e i dati) sia le shared preference.
Puoi trovarlo qui.
- Accessibility Scanner è un’app per Android sviluppata da Google che fornisce suggerimenti per rendere più accessibile la propria app. Una volta scaricata e forniti i permessi necessari, lo scanner effettua uno screenshot dell’app che si sta sviluppando, scansiona la UI e mostra suggerimenti per renderla più fruibile, andando a evidenziare per esempio elementi di UI troppo piccoli e difficilmente cliccabili o testi poco contrastati difficilmente leggibili da utenti difetti visivi.
Puoi scaricare l’app dal Play Store.
Il centro di ricerca di Synesthesia sviluppa applicazioni e servizi innovativi per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Che cos’è TheLab?
“Oggi TheLab è un’azienda specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di app. Siamo partiti con un’idea, validata e finanziata nella Silicon Valley. Poi abbiamo creato un team molto agile con competenze specifiche. Dall’esperienza come start-up abbiamo tratto gli insegnamenti che cerchiamo di condividere con le altre aziende con cui lavoriamo. Facciamo da mentor a chi ha le idee giuste ma ancora poca esperienza”.
Qual è la sfida più grande nel produrre app ?
“Dipende a chi lo chiedi! L’elemento di sviluppo comporta necessariamente aggiornamento quotidiano e una gestione “agile” del team che ci permette di collaborare “seamlessly” con altri dev team, in particolare con i gruppi di lavoro di Synesthesia.

Ma abbiamo imparato che senza tenere conto del marketing non si va da nessuna parte. Non solo bisogna sapere commercializzare l’app in mercati e su piattaforme con un pubblico differente, ma soprattutto integrare i criteri del digital marketing già dal design del prodotto. Questo vuol dire pensare a una UX che valorizzi e aumenti le conversioni, e soprattutto conoscere nel dettaglio e sfruttare al massimo strumenti come sonde e analytics. Grazie al minuzioso lavoro di marketing, oggi abbiamo app come Facestar e Facebrity nella top 10 di molti paesi in ambito entertainment”.
Pensi che aziende più grandi e strutturate possano adottare questa attitudine?
“Dovrebbero e in parte qualcuno sta già cambiando approccio. Ma i tempi di trasformazione per una realtà molto grande sono lunghi. Il nostro vantaggio è che ci siamo “pensati” già per questo flusso di lavoro. Anche nel periodo più recente, con tutti i problemi legati all’emergenza Covid-19, riusciamo a lavorare su molti progetti con un team ridotto ma molto affiatato, che non si spaventa se il progetto cambia direzione. Il momento di pivot è la norma per le start-up, mentre in ambito corporate non è visto di buon occhio”.
Parliamo di progetti conto terzi. Cosa cercano i clienti in TheLab ?
“Competenze specifiche e tempi rapidi di sviluppo. Non posso entrare nei dettagli, ma stiamo lavorando con un provider ad un’app per la gestione della fatturazione elettronica. Poi ci sono dei progetti legati al food, in cui ci viene chiesto di gestire (sempre con un’app) prenotazioni e community. Sicuramente adattabilità e processi ben rodati. Su questo non possiamo che essere contenti di lavorare su DevOps (sulla piattaforma Microsoft Azure). Forse la cosa che manca di più (in giro) sono le figure di analisti funzionali e tester. Noi abbiamo investito molto in questo comparto”.
Ora affiancate anche giovani imprenditori e start-up come mentor. Su quali progetti state lavorando?
“Registro ci sta dando grandi soddisfazioni. L’app (la cui idea e sviluppo iniziale è merito di un ex liceale, ora ingegnere) permette di gestire il registro elettronico e la propria vita scolastica a migliaia di studenti. L’app, compatibile con la maggior parte dei registri ufficiali, è già alla 2.0 per iOS e in sviluppo per Android.
Stiamo anche per lanciare un’app social, ma non dico altro altrimenti i soci mi sgridano… Non vediamo l’ora che sia l’autunno. Ci aspettano molte novità!”
Grazie per il vostro tempo e in bocca al lupo per tutto.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Ciao Massimiliano, ci racconti com’è nata l’idea di Wetaxi?
“L’idea di Wetaxi nasce circa tre anni fa da me Luca e Ignazio. All’epoca lavoravamo al Politecnico di Torino e volevamo costruire un servizio rivolto ai giovani, che fosse trasparente ed economico per potersi muovere in sicurezza”.
Cosa offre Wetaxi?
“Quando abbiamo incominciato a lavorare al progetto Wetaxi era il periodo in cui Uber stava chiudendo in Italia e volevamo offrire qualcosa di diverso ai nostri utenti. Volevamo offrire una piattaforma tecnologica che fosse davvero collaborativa. Quindi, abbiamo pensato di mettere al centro tanti nostri utenti e ai tassisti a cui offrire dei vantaggi. Riusciamo a garantire a tutti i nostri utenti dei vantaggi esclusivi e delle garanzie”.
Quali sono i punti di forza di della vostra applicazione?
“I punti di forza di Wetaxi sono: la collaborazione, la trasparenza e la condivisione. Noi piaciamo a tutti (ai nostri utenti e ai nostri tassisti). Con Wetaxi sai subito quanto spendi, inserisci l’origine e la destinazione e noi ti diciamo il prezzo. Questo prezzo è la tariffa massima che pagherai. Potresti pagare di meno se il tassametro indica di meno, ma non puoi pagare di più. Quindi se abbiamo indicato un prezzo troppo basso, sarai garantito comunque da questo prezzo. Siamo stati il primo servizio di taxi in Europa a offrire la possibilità di condividere il taxi in tempo reale. Questa cosa permette ai giovani di viaggiare in modo conveniente”.
Ti va di raccontarci gli sviluppi recenti?
“Wetaxi è sicuramente all’inizio. Siamo partiti due anni fa da Torino per poi arrivare in altre 21 città, come Milano, Roma e Napoli. Ora ci tocca continuare questa crescita, migliorare il nostro servizio e magari guardare anche all’estero”.
Quali sono le difficoltà incontrate finora?
“Le difficoltà che si incontrano sono moltissime. Si fa tanta fatica tutti i giorni, ma forse in fondo è anche questo quello che diverte. Ci muoviamo in un mercato molto competitivo: a Torino, per esempio, oltre a Wetaxi ci sono ancora Uber Taxi e Free Now (ex My Taxi è parte del gruppo Mercedes e BMW). Quindi c’è una competizione molto forte e con grandi capacità finanziarie. Il nostro modello è molto diverso. Noi non consumiamo così tante risorse finanziarie e abbiamo un modello molto più collaborativo. Si fa tanta fatica a raccontare il nostro modello e a coinvolgere altri partner. Però devo dire che più che le fatiche che abbiamo fatto mi piace ricordare le soddisfazioni che ci stiamo togliendo”.
Qual è stato l’apporto di Synesthesia?
“Synesthesia è stata una figura chiave nello sviluppo del nostro progetto. Ci ha accompagnato da quando eravamo quattro persone nel nostro ufficio. Noi siamo una start-up, per noi è fondamentale portare competenze e risorse a bordo della nostra azienda. Synesthesia ci ha permesso di gestire tutto quello che non riuscivamo a fare da soli. Da sempre abbiamo avuto supporto dal lato mobile e lato front-end, quindi lato web. Abbiamo sempre avuto supporto in termini di competenze (ad alto livello), esperienza, simpatia e voglia di lavorare insieme”.
Quale futuro attende Wetaxi?
“Negli ultimi sei mesi abbiamo chiuso due importanti aumenti di capitale che oggi ci fa guardare al futuro con tanta voglia di fare. Quando si pensa a una piattaforma come la nostra, solitamente si pensa che il problema che dobbiamo affrontare sia quello di creare solo un’applicazione per permettere agli utenti di chiamare un taxi. In realtà quello che facciamo è molto di più. Ogni giorno ci interroghiamo non solo su come chiamare un taxi ai nostri utenti, ma come aiutare gli utenti a risolvere i loro problemi, ovvero come muoversi in città. Il problema diventa ogni giorno più complicato perché oltre a risolvere il problema di muoverci in maniera sicura, economica e veloce dobbiamo sempre più rispondere alla sostenibilità ambientale. Quindi vedo un futuro sempre più green, vedo una voglia di andare oltre il confine e di farlo in una maniera ambientalmente sostenibile”
Grazie Max per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Ogni giorno riceviamo telefonate ed e-mail da parte di persone che hanno idee per una app e sono alla ricerca di una quotazione su quanto costerebbe realizzarla. In Synesthesia, cerchiamo di essere il più disponibili possibile, ma a volte dare una quotazione può essere davvero difficile. Chiedere “quanto costa una app?” (o un sito, o una skill per Alexa, ecc.) è un po’ come chiedere “quanto costa un’automobile?”: dipende! 😃 Ecco perché è importante per voi raccogliere la maggior quantità possibile di informazioni sulla vostra idea e, idealmente, avere un documento di specifica su cui basarsi.
Molte persone hanno una idea di base, ma preferiscono parlare con uno sviluppatore o un designer per sfruttarne le conoscenze specialistiche nel settore, in modo da raffinare l’idea iniziale. Questo va benissimo: molte agenzie come la nostra propongono una tariffa giornaliera o a pacchetto per questo tipo di consulenza, per cui vale la pena di spendere un po’ di tempo per assicurarsi che la vostra idea di app sia valida e valga la pena di intraprendere i passi successivi di sviluppo.
Se siete invece già sicuri della vostra idea e state cercando di ingaggiare qualcuno per realizzarla per voi, un documento di specifiche probabilmente è quello che vi serve. Un documento di questo tipo può non essere semplice da mettere insieme, perciò vediamo nel seguito alcune delle cose più importanti che abbiamo bisogno di sapere prima di poter stilare un preventivo. Se in questa fase volete proteggere la vostra idea, una buona soluzione è quella di far siglare ai soggetti a cui ne parlerete un Accordo di non divulgazione (o NDA). Potete trovare vari modelli online o chiedere la consulenza di un legale.
Obiettivi & Background
Sapere esattamente quello che la vostra applicazione dovrà fare è importante. Serve a risolvere un problema pratico? È un gioco che promuove un brand? Si tratta di una operazione di marketing? Fa parte di un quadro più ampio? L’elenco dei vostri obiettivi relativi al progetto ci aiuteranno a capire la vostra applicazione, ma permetteranno anche di consolidare la vostra idea e le relative funzionalità.
Se avete realizzato una ricerca di mercato per il progetto, ci sarà sicuramente utile per meglio comprendere i vostri obiettivi.
Target
A chi è destinata? Sembra ovvio, ma conoscere il target della vostra applicazione permette di prendere molte decisioni, e saperlo ci permette di comprendere l’esperienza utente dovrà essere realizzata. Per esempio se è l’app è destinata a bambini la grafica sarà necessariamente diversa e i pulsanti saranno più grandi e colorati, una app destinata al settore aziendale potrà avere una UX (la User Experience) più standard e dall’aspetto professionale.
Sistemi operativi e dispositivi
Oggi il mondo degli smartphone è dominato da due grandi player: Apple a Google. Probabilmente se il vostro pubblico è generico, vorrete che la vostra applicazione sia disponibile sia su iOS che Android, a meno che non si tratti ad esempio di una app aziendale B2B, per esempio dedicata alla forza vendita. Quanto al formato, sarà per smartphone, anche tablet o entrambi? Qui la scelta può dipendere dal contesto principale di utilizzo.
Quella dei sistemi operativi (OS) su cui si desidera che l’applicazione sia disponibile è una delle scelte che incide maggiormente sui costi, quindi è qualcosa su cui riflettere attentamente. Un buon punto di partenza sono le statistiche di utilizzo dei vari sistemi operativi. Il che ci porta al prossimo punto.
Nativa o ibrida?
Creare una app per iOS e Android è come scrivere la stessa lettera due volte, ma una in francese e una in cinese. Può essere lo stesso contenuto, ma servono competenze completamente differenti. Ogni sistema operativo ha un linguaggio di sviluppo diverso e questo, in caso di sviluppo nativo, può portare a raddoppiare il costo della vostra applicazione. Lo sviluppo ibrido o l’utilizzo di framework può aiutare a ridurre i costi, ma è importante conoscere i pro ed i contro di questa scelta. Alcune aziende richiedono una specifica modalità di sviluppo, ma se non siete sicuri, possiamo consigliarvi volentieri ed indirizzarvi verso la scelta migliore per il vostro progetto. (Volete saperne di più sullo sviluppo ibrido o nativo? Leggete il nostro post sull’argomento)
Timeline
Esiste una deadline per il progetto? State lavorando con dei partner che hanno delle scadenze? La pubblicazione è legata ad un evento inderogabile? Cercate di fornire tutte le informazioni possibili sui vincoli temporali da rispettare, se è possibile con il breakdown delle singole scadenze. Tenete in mente che nello sviluppo e nella progettazione giocano molti fattori, e che il lavoro deve essere comunque pianificato tra le attività dell’agenzia. Infine, esistono dei tempi “tecnici”, come quelle di approvazione da parte di Apple, di cui tenere conto.
Funzionalità
È il punto cruciale. Se è possibile, scrivete quella che sarà la descrizione che apparirà sull’App Store quando l’applicazione sarà pubblicata. Questo dovrebbe aiutarvi a descrivere ciò che fa la vostra applicazione in modo chiaro e conciso.
Se non siete designer specializzati, è meglio lasciare il lavoro di definizione dell’interfaccia utente e la UX Design alla vostra mobile agency preferita. Tuttavia finché l’applicazione non sarà definita in modo dettagliato sarà difficile ottenere un preventivo preciso. Spesso la definizione di tutte le specifiche, le schermate e le interazioni dell’utente è la prima fase dell’attività di sviluppo. Anche questa attività può essere oggetto di una consulenza specifica, finalizzata a produrre un completo studio della UX/UI di una applicazione, che qualunque sviluppatore sarà in grado di utilizzare per portare a termine la realizzazione della app.
In ogni caso, se l’applicazione non è particolarmente complessa e se non ci sono troppe variabili non conosciute, un buon documento di specifiche è più che sufficiente per avere una quotazione di massima della vostra app.
In genere, una buona applicazione è una app che fa una (singola) cosa semplice, e la fa davvero bene. Ma il modo in cui lo fa è una caratteristica propria della app. Per esempio se lo scopo della vostra applicazione è quello di “segnalare i buchi nell’asfalto quando li si incontra per strada” l’applicazione potrebbe avere le seguenti caratteristiche:
- aggiungere automaticamente posizione dell’utente nella sua segnalazione;
- possibilità di scattare una fotografia e allegarla alla segnalazione;
- funzione per inviare automaticamente il report, caricarlo su un server, condividerlo.
Pensate a quelle che possono essere le funzionalità aggiuntive, indicando se sono essenziali o se sono dei “nice to have” che sarebbe bello avere, in quanto alcune funzionalità possono fare una grande differenza sul costo finale.
Esempi di caratteristiche che possono influenzare notevolmente il costo sono:
- Notifiche Push. Servirà inviarle?
- Geolocalizzazione – serve sapere la posizione dell’utente o mostrargli dove andare?
- Integrazione Social – E’ prevista condivisione su Facebook, Twitter, ecc?
- Deve essere gestito il Login? La registrazione?
- È presente un profilo utente?
- Modello di business: L’app è a pagamento? Ci saranno acquisti in-app?
- Gli utenti potranno inserire commenti o recensioni nella app?
- È previsto un collegamento a siti web? (Il vostro sito, youtube, ecc.) da cui reperire informazioni?
- Le informazioni presentate provengono da un database esterno o interno alla app? *
* Le app che attingono da informazioni memorizzate in un database esterno sono le più comuni, ma le logiche di trasferimento dei dati possono essere molteplici. Si pensi ad esempio a un catalogo prodotti o un’applicazione di notizie. Se la vostra app dovrà interfacciarsi con un database esterno, lo sviluppatore dovrà sapere se questo DB esiste già o è qualcosa da creare appositamente. Sarà necessario sapere la modalità di interfacciamento, come è realizzato, se vi è un server web esistente e se le API (Application Programming Interface) sono documentate. Più informazioni vengono fornite, meglio è.
Graphic Design
La maggior parte delle agenzie dispongono internamente di designer grafici che conoscono a fondo la progettazione per mobile. Di solito è meglio affidarsi a loro per accelerare i tempi di progettazione e anche perché loro conoscono le tendenze ed i design che funzionano meglio. Se preferite affidarvi ai vostri creativi, assicuratevi che conoscano le specifiche su come si progetta per mobile. Saremo felici di fornirvi consulenza in tal senso. In ogni caso i grafici avranno bisogno di specifiche su cui lavorare. Font, colori, loghi, linee guida dell’immagine aziendale, sono tutti materiali utili, se disponibili, su cui basare il design.
Piano di manutenzione
Questo può essere discusso e concordato con gli sviluppatori prescelti, ma è bene esplicitarlo: le applicazioni hanno bisogno di manutenzione: ad esempio nuove versioni dei sistemi operativi o nuovi modelli di smartphone possono creare dei problemi, ed il backend può richiedere interventi periodici. È quindi importante pensare ad un piano di manutenzione e aggiornamento.
Informazioni extra
È utile fornire un foglio aggiuntivo con i dati dell’azienda e i dati di tutte le persone coinvolte nel progetto, che includa indirizzi e-mail, i numeri di telefono, i ruoli operativi e le responsabilità. E’ importante che ci sia un unico referente per le comunicazioni e le decisioni importanti.
Conclusioni
il documento di specifiche, non solo aiuterà a comprendere ciò che la vostra applicazione è o potrebbe diventare, sarà anche un ottimo biglietto da visita nei confronti dello sviluppatore che non potrà che apprezzare la vostra professionalità e commitment nel progetto.
Il documento di specifiche non dovrà necessariamente essere qualcosa di “scolpito nella pietra”, probabilmente sarà rivisto prima dell’inizio dello sviluppo. Se è ben scritto si tratta comunque di un valido punto di riferimento in cui raccogliere le decisioni ed i desiderata, indispensabile alla efficace riuscita del progetto.
Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, e non vediamo l’ora di ricevere i documenti di specifiche delle vostre fantastiche app. Contattateci subito e iniziamo!
Il presente documento è stato realizzato da Synesthesia srl ed è rilasciato secondo la licenza Creative Commons BY/NC/SA 3.0 reperibile all’indirizzo:
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/
Se avete dubbi, domande, segnalazioni sul presente documento, potete contattarci qui: https://new.synesthesia.it/contatti
ultima modifica: luglio 2020
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