Ti presentiamo Barter

Barter è una piattaforma B2B di scambio che consente ai negozi retail di fare rete tra loro e di rifornire il magazzino in cambio di merce che altrimenti andrebbe svenduta. Nata nel 2020 da un’idea di Daniele Ghigo (Ideatore & CEO di Barter Srl e Sportification Lab Srl), la start-up torinese è cresciuta molto in pochissimo tempo: a soli due anni dalla sua nascita Barter attualmente conta circa 35 negozi aderenti nel settore dell’abbigliamento e delle calzature sportive (in Piemonte, Liguria e Lombardia). 

L’app offre vantaggi notevoli per i negozi, tra i quali:

Premi e riconoscimenti 

Barter ha da poco terminato il secondo round di investimenti. Questa operazione consentirà ben presto all’azienda di trovare risorse utili per il proprio percorso di crescita e di aprirsi anche ad altri settori, quali cosmesi e profumeria. 

Le prospettive sono molto positive: a oggi le aziende coinvolte fanno parte dell’area nord-ovest dell’Italia. Prossima tappa? Il resto dell’Italia e poi l’Europa, dove il sistema distributivo dei grandi brand è già da tempo centralizzato. 

A premiare gli sforzi fatti finora, lo scorso 28 giugno 2022 a Roma, è arrivato anche un importante riconoscimento nazionale per l’innovazione promosso dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). 

Il supporto supporto strategico di Synesthesia 

Synesthesia crede nell’open innovation e nella collaborazione sinergica con le altra aziende. 
Come sostiene il suo Presidente Francesco Ronchi:

“Supportiamo le start-up attraverso specifici programmi di sviluppo e advisory che includono la condivisione di processi, idee e servizi, finalizzati all’accelerazione della crescita attraverso un supporto concreto sui fronti tecnologici, organizzativi e commerciali. Entrare a far parte di questo innovativo progetto imprenditoriale si inserisce in una serie di attività legate al settore della “retail tech”, sul quale Synesthesia lavora e investe da tempo. 

Ridurre gli sprechi in modo “intelligente” ottimizzando la gestione dei magazzini attraverso il digitale è possibile: l’idea di Barter ci piace proprio perché incarna anche un modello virtuoso, etico e sostenibile di fare azienda. Favorire il dialogo e la collaborazione (anche a distanza) tra i retailer in ambito gestionale si riflette poi in modo positivo sul modo di pianificare delle aziende e conseguentemente anche sull’esperienza d’acquisto finale offerta al cliente”.

Come racconta Daniele Ghigo (ideatore e CEO di Barter Srl):

“Avere il sostegno di Synesthesia per noi è stato molto importante per comprendere le dinamiche e i processi di sviluppo del nostro progetto. Confrontarsi in maniera cadenzata con un mentor dedicato pronto a metterci di fronte a scenari anche scomodi e di difficile analisi ci ha permesso di esser più pronti a decisioni strategiche all’interno di un mercato in continuo cambiamento come quello del mondo Retail e della sua distribuzione dall’inizio della pandemia a oggi. L’esperienza e la professionalità messa in campo da Synesthesia ci ha reso più consapevoli, più forti, più dinamici e anche più squadra”.

Come dice Felice Di Luca (Business Development and Chief Quality Officer in Synesthesia):

“Abbiamo conosciuto Barter nel 2020. Si sono rivolti a Synesthesia perché cercavano un partner per lo sviluppo della loro app mobile. Quando gli abbiamo presentato il nostro servizio di supporto per l’accelerazione delle startup, hanno aderito con entusiasmo iniziando subito il percorso. Siamo diventati un loro partner strategico con l’obiettivo di supportare la definizione della strategia e cadenzare il ritmo dell’execution. Siamo entrati in stretto contatto con il team. Insieme a loro abbiamo vissuto i successi, i dubbi, i momenti di sconforto e quelli di incontenibile gioia. È sempre meraviglioso essere vicini alla crescita di una startup”.

Synesthesia è al fianco di chi vuole migliorare il mondo con il digitale

Il nostro obiettivo futuro è molto ambizioso e il nostro impegno è concreto. Continueremo a sostenere tutte quelle idee brillanti e innovative che vogliono migliorare la vita e l’esperienza di tutti attraverso il digitale. La nostra esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che tutto questo è possibile. Basta solo crescere nel modo giusto. Basta crederci. Basta farlo insieme a noi.

Alcune note aziende e start-up italiane, come Onyon, Wibo, Miacar (exit nel 2021), WeTaxi, CityAround, Bitmonds, Regusto, LastMinuteSottoCasa, Ponyzero (oggi FoodPony), Midori Energy, Morerecognition, lo hanno già fatto. 

Come creare una nuova impresa con Synesthesia

Synesthesia fornisce servizi di mentorship, formazione, condivisione di spazi di lavoro e assistenza per il reperimento delle necessarie risorse tecniche e logistiche.

Con la tua idea di business e la nostra esperienza nel realizzare soluzioni per le start-up basate su opportunità di mercato, non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungere insieme. Creiamo nuove occasioni di business insieme, unendo le idee e le risorse e cercando nuovi modi di fare impresa con una predilezione per il social impact.

Siamo pionieri nel campo imprenditoriale dell’innovazione: esploriamo il mercato, ci focalizziamo sulle aree che possono garantire i risultati migliori, individuiamo i punti deboli del percorso verso l’innovazione e andiamo alla ricerca di buone idee per rafforzarli.

Synesthesia è il tuo partner ideale per realizzare il prossimo grande passo: noi ti forniamo procedure consolidate di crescita, il know-how e la tecnologia necessari per lanciare la tua idea di start-up innovativa.

Contattaci per saperne di più.

Il 29 luglio 2021 è stato annunciato Quickload powered by OGR, un programma di accelerazione e sviluppo di startup in ambito gaming. Il programma, nato dall’unione di realtà torinesi e internazionali, ha come obiettivo quello di aiutare un gruppo di startup nella realizzazione dei loro progetti. Per supportare concretamente le idee più creative, Microsoft stanzierà con il programma ID@Xbox un finanziamento di 100.000 euro. 

Cos’è Quickload? 

Il 2021 è l’anno del debutto di Quickload, il primo programma Made in Italy per l’accelerazione 4.0 promosso da OGR Torino, 34BigThings e Microsoft, rivolto a startup provenienti da tutta Europa. Il programma, in partenza il 6 dicembre 2021, durerà 6 mesi e terminerà il 27 maggio 2022. 

Una commissione internazionale di esperti avrà il compito di selezionare i migliori team e nel mese di novembre annunceranno i nomi dei partecipanti in un evento dedicato. Le startup vincitrici dovranno accettare il contratto e trasferirsi a Torino per poter iniziare il percorso formativo, che prevede lo svolgimento delle attività sia in presenza alle Ogr, sia online. Tra gli investor partner sono presenti anche Digital Magics, dpixel e Sellalab. 

Marco Mazzaglia tra i mentori di Quickload powered by OGR

Ogni team sarà affiancato da un mentore che avrà il compito di aiutarli nella realizzazione del progetto, fornendo loro l’opportunità di stabilire un contatto diretto con investitori e partnership. Per ricoprire il ruolo di mentore, sono stati selezioni grandi nomi nazionali e internazionali: tra questi ci sarà anche il Prof. Marco Mazzaglia, esperto di gaming che aiuterà il team a inserirsi nel contesto di video game industry, secondo un programma personalizzato in base alla startup che gli verrà assegnata. 

Il fiore all’occhiello dell’evento è sicuramente la partecipazione ID@xbox, la sezione di Microsoft dedicata alla pubblicazione dei titoli indipendenti, che ha garantito un investimento iniziale di €100.000. La partecipazione diretta di un manufacturer come Microsoft alza l’asticella, perché sostiene e accompagna gli studi dei team, affinché vengano prodotti titoli di qualità che qualifichino ulteriormente il successo della console.

Alla fine dei 6 mesi si terrà l’evento finale, nel quale sarà decretato il team vincitore del finanziamento messo in palio da Microsoft. Inoltre, le migliori startup potranno essere selezionate per accedere al programma globale Microsoft for Startups, oltre che avere l’opportunità di proseguire il proprio percorso per ulteriori 6 mesi presso OGR Tech, l’hub dedicato all’innovazione. L’avvio del programma Quickload powered by OGR Torino, contribuisce a posizionare Torino come una città focalizzata sull’innovazione e il digitale, a supporto dei migliori talenti internazionali in settori trasversali e ad alto grado di sviluppo. 

Siamo molto orgogliosi di questa nuova impresa di Marco. Negli anni ha sempre rappresentato in modo eccellente in Italia e all’estero quello che noi chiamiamo “spirito synesthesico”. La capacità di mettere passione, competenze ed empatia in tutto quello che facciamo. 

Synesthesia si occupa anche di formazione con la sua Academy

Synesthesia Academy è una “scuola” specializzata nell’erogazione di corsi in ambito digitale. L’offerta formativa mette a disposizione delle aziende, della formazione terziaria professionalizzante, delle agenzie formative e delle scuole, un ricco catalogo di corsi frutto delle competenze acquisite nel corso di anni di esperienza. I corsi prevedono l’introduzione di metodologie didattiche innovative e hanno l’obiettivo di accrescere le competenze di studenti e collaboratori. Scopri i nostri corsi.

Che cos’è TheLab?

“Oggi TheLab è un’azienda specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di app. Siamo partiti con un’idea, validata e finanziata nella Silicon Valley. Poi abbiamo creato un team molto agile con competenze specifiche. Dall’esperienza come start-up abbiamo tratto gli insegnamenti che cerchiamo di condividere con le altre aziende con cui lavoriamo. Facciamo da mentor a chi ha le idee giuste ma ancora poca esperienza”.

Qual è la sfida più grande nel produrre app ?

“Dipende a chi lo chiedi! L’elemento di sviluppo comporta necessariamente aggiornamento quotidiano e una gestione “agile” del team che ci permette di collaborare “seamlessly” con altri dev team, in particolare con i gruppi di lavoro di Synesthesia.

Ma abbiamo imparato che senza tenere conto del marketing non si va da nessuna parte. Non solo bisogna sapere commercializzare l’app in mercati e su piattaforme con un pubblico differente, ma soprattutto integrare i criteri del digital marketing già dal design del prodotto. Questo vuol dire pensare a una UX che valorizzi e aumenti le conversioni, e soprattutto conoscere nel dettaglio e sfruttare al massimo strumenti come sonde e analytics. Grazie al minuzioso lavoro di marketing, oggi abbiamo app come Facestar e Facebrity nella top 10 di molti paesi in ambito entertainment”.

Pensi che aziende più grandi e strutturate possano adottare questa attitudine?

“Dovrebbero e in parte qualcuno sta già cambiando approccio. Ma i tempi di trasformazione per una realtà molto grande sono lunghi. Il nostro vantaggio è che ci siamo “pensati” già per questo flusso di lavoro. Anche nel periodo più recente, con tutti i problemi legati all’emergenza Covid-19, riusciamo a lavorare su molti progetti con un team ridotto ma molto affiatato, che non si spaventa se il progetto cambia direzione. Il momento di pivot è la norma per le start-up, mentre in ambito corporate non è visto di buon occhio”.

Parliamo di progetti conto terzi. Cosa cercano i clienti in TheLab ?

“Competenze specifiche e tempi rapidi di sviluppo. Non posso entrare nei dettagli, ma stiamo lavorando con un provider ad un’app per la gestione della fatturazione elettronica. Poi ci sono dei progetti legati al food, in cui ci viene chiesto di gestire (sempre con un’app) prenotazioni e community. Sicuramente adattabilità e processi ben rodati. Su questo non possiamo che essere contenti di lavorare su DevOps (sulla piattaforma Microsoft Azure). Forse la cosa che manca di più (in giro) sono le figure di analisti funzionali e tester. Noi abbiamo investito molto in questo comparto”.

Ora affiancate anche giovani imprenditori e start-up come mentor. Su quali progetti state lavorando?

“Registro ci sta dando grandi soddisfazioni. L’app (la cui idea e sviluppo iniziale è merito di un ex liceale, ora ingegnere) permette di gestire il registro elettronico e la propria vita scolastica a migliaia di studenti. L’app, compatibile con la maggior parte dei registri ufficiali, è già alla 2.0 per iOS e in sviluppo per Android.

Stiamo anche per lanciare un’app social, ma non dico altro altrimenti i soci mi sgridano… Non vediamo l’ora che sia l’autunno. Ci aspettano molte novità!”

Grazie per il vostro tempo e in bocca al lupo per tutto.


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Ciao Massimiliano, ci racconti com’è nata l’idea di Wetaxi?

“L’idea di Wetaxi nasce circa tre anni fa da me Luca e Ignazio. All’epoca lavoravamo al Politecnico di Torino e volevamo costruire un servizio rivolto ai giovani, che fosse trasparente ed economico per potersi muovere in sicurezza”. 

Cosa offre Wetaxi?

“Quando abbiamo incominciato a lavorare al progetto Wetaxi era il periodo in cui Uber stava chiudendo in Italia e volevamo offrire qualcosa di diverso ai nostri utenti. Volevamo offrire una piattaforma tecnologica che fosse davvero collaborativa. Quindi, abbiamo pensato di mettere al centro tanti nostri utenti e ai tassisti a cui offrire dei vantaggi. Riusciamo a garantire a tutti i nostri utenti dei vantaggi esclusivi e delle garanzie”.

Quali sono i punti di forza di della vostra applicazione?

“I punti di forza di Wetaxi sono: la collaborazione, la trasparenza e la condivisione. Noi piaciamo a tutti (ai nostri utenti e ai nostri tassisti). Con Wetaxi sai subito quanto spendi, inserisci l’origine e la destinazione e noi ti diciamo il prezzo. Questo prezzo è la tariffa massima che pagherai. Potresti pagare di meno se il tassametro indica di meno, ma non puoi pagare di più. Quindi se abbiamo indicato un prezzo troppo basso, sarai garantito comunque da questo prezzo. Siamo stati il primo servizio di taxi in Europa a offrire la possibilità di condividere il taxi in tempo reale. Questa cosa permette ai giovani di viaggiare in modo conveniente”.

Ti va di raccontarci gli sviluppi recenti?

“Wetaxi è sicuramente all’inizio. Siamo partiti due anni fa da Torino per poi arrivare in altre 21 città, come Milano, Roma e Napoli. Ora ci tocca continuare questa crescita, migliorare il nostro servizio e magari guardare anche all’estero”.

Quali sono le difficoltà incontrate finora?

“Le difficoltà che si incontrano sono moltissime. Si fa tanta fatica tutti i giorni, ma forse in fondo è anche questo quello che diverte. Ci muoviamo in un mercato molto competitivo: a Torino, per esempio, oltre a Wetaxi ci sono ancora Uber Taxi e Free Now (ex My Taxi è parte del gruppo Mercedes e BMW). Quindi c’è una competizione molto forte e con grandi capacità finanziarie. Il nostro modello è molto diverso. Noi non consumiamo così tante risorse finanziarie e abbiamo un modello molto più collaborativo. Si fa tanta fatica a raccontare il nostro modello e a coinvolgere altri partner. Però devo dire che più che le fatiche che abbiamo fatto mi piace ricordare le soddisfazioni che ci stiamo togliendo”.

Qual è stato l’apporto di Synesthesia?

“Synesthesia è stata una figura chiave nello sviluppo del nostro progetto. Ci ha accompagnato da quando eravamo quattro persone nel nostro ufficio. Noi siamo una start-up, per noi è fondamentale portare competenze e risorse a bordo della nostra azienda. Synesthesia ci ha permesso di gestire tutto quello che non riuscivamo a fare da soli. Da sempre abbiamo avuto supporto dal lato mobile e lato front-end, quindi lato web. Abbiamo sempre avuto supporto in termini di competenze (ad alto livello), esperienza, simpatia e voglia di lavorare insieme”. 

Quale futuro attende Wetaxi?

“Negli ultimi sei mesi abbiamo chiuso due importanti aumenti di capitale che oggi ci fa guardare al futuro con tanta voglia di fare. Quando si pensa a una piattaforma come la nostra, solitamente si pensa che il problema che dobbiamo affrontare sia quello di creare solo un’applicazione per permettere agli utenti di chiamare un taxi. In realtà quello che facciamo è molto di più. Ogni giorno ci interroghiamo non solo su come chiamare un taxi ai nostri utenti, ma come aiutare gli utenti a risolvere i loro problemi, ovvero come muoversi in città. Il problema diventa ogni giorno più complicato perché oltre a risolvere il problema di muoverci in maniera sicura, economica e veloce dobbiamo sempre più rispondere alla sostenibilità ambientale. Quindi vedo un futuro sempre più green, vedo una voglia di andare oltre il confine e di farlo in una maniera ambientalmente sostenibile”

Grazie Max per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!


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