A cura di: Gabriele Dotta (Project Manager e Scrum Master presso Synesthesia)
Tipologia di app: che differenza c’è tra app native e ibride
Che cosa sono le app native?
Le app native sono sviluppate specificamente per una piattaforma mobile, come iOS o Android, utilizzando i linguaggi di programmazione e gli strumenti forniti dai rispettivi ecosistemi (Swift o Objective-C per iOS, Kotlin o Java per Android). Queste app sono progettate per sfruttare al massimo le funzionalità del sistema operativo, garantendo prestazioni ottimali e una user experience fluida.
Che cosa sono le app ibride?
Le app ibride, invece, sono sviluppate utilizzando framework come React Native o Flutter. React Native utilizza JavaScript e permette di scrivere codice che può essere eseguito sia su iOS sia su Android, mentre Flutter utilizza il linguaggio Dart e offre un’alta performance grazie al suo motore di rendering nativo. Le app ibride offrono il vantaggio di essere multi-piattaforma, e questo riduce i tempi e i costi di sviluppo.
Quando utilizzare le app native e quando le app ibride
App native
- Prestazioni elevate. Le app native sono ideali per applicazioni che richiedono elevate prestazioni e un accesso diretto alle funzionalità hardware del dispositivo, come giochi, app di realtà aumentata e virtuale, e applicazioni che gestiscono grandi quantità di dati in tempo reale.
- Esperienza utente superiore. Se l’esperienza utente è una priorità, le app native sono la scelta migliore grazie alla loro capacità di integrarsi perfettamente con l’interfaccia del sistema operativo.
- Sicurezza avanzata. Le app native offrono un livello di sicurezza più elevato, essendo in grado di sfruttare tutte le funzionalità di sicurezza del sistema operativo.
- Dipendenza da librerie e SDK. Le app native sono preferibili in tutti quei progetti in cui è necessario dipendere da molte librerie e SDK disponibili solo per le piattaforme native iOS e Android.
- Integrazione con funzionalità avanzate. Le app native sono preferibili in tutti i progetti in cui è necessaria una integrazione più stretta con le funzionalità avanzate di Android e iOS, come NFC, Bluetooth, gestione e configurazione del Wi-Fi, ecc.
App ibride
- Riduzione dei costi. Le app ibride sono ideali quando si dispone di un budget limitato e si desidera raggiungere più piattaforme con un singolo codice base.
- Rapidità di sviluppo. Per progetti che richiedono una rapida immissione sul mercato, le app ibride possono essere sviluppate più velocemente rispetto alle app native.
- Manutenzione semplificata. Con un unico codice base, la manutenzione e gli aggiornamenti sono più semplici e meno costosi. Tuttavia, questo non vale nei casi in cui si debbano gestire molti wrapper per le funzionalità di sistema e librerie o SDK disponibili solo per i framework nativi iOS e Android. In tali situazioni, la gestione della codebase può diventare complessa e richiedere sforzi significativi.
Sviluppo app native: il metodo Synesthesia
In Synesthesia, abbiamo sviluppato un approccio unico per la creazione di app native che ci permette di velocizzare notevolmente lo sviluppo tramite l’uso di semilavorati, chiamati “Skeleton”. Questi skeleton rappresentano una base solida e ottimizzata da cui partire per ogni nuova app, garantendo tempi di sviluppo ridotti e una qualità elevata.
Architetture sempre aggiornate
Manteniamo le nostre skeleton sempre aggiornate, seguendo le ultime linee guida di sviluppo e gli standard del settore. Questo ci consente di integrare rapidamente le novità tecnologiche e di sicurezza, assicurando che le app siano sempre all’avanguardia.
Quality Assurance continuativa
La qualità è un pilastro fondamentale del metodo Synesthesia. Particolare attenzione è rivolta ai test automatici, come gli integration test, che garantiscono che ogni componente dell’app funzioni correttamente e in armonia con le altre.
La Quality Assurance nelle app native
La quality assurance (QA) è un processo continuativo che assicura che l’app rispetti gli standard di qualità prefissati. Nel caso delle app native sviluppate dal team di Synesthesia l’approccio adottato riduce notevolmente il rischio di bug e problemi di performance, garantendo un’esperienza utente eccellente.
Esempi di app native: case studies di successo
Synesthesia ha collaborato con numerosi clienti per sviluppare app native di successo. Ecco alcuni esempi:
- App Mobile Twinkly. Sviluppo di un’app per la gestione delle luci LED “intelligenti” Twinkly, che permette agli utenti di creare e controllare spettacolari giochi di luce tramite il proprio smartphone.
- App PlanetWatch. Creazione di un’app per il monitoraggio della qualità dell’aria, che utilizza sensori hardware per raccogliere dati ambientali in tempo reale e fornisce agli utenti informazioni dettagliate sulla qualità dell’aria nelle loro vicinanze.
A chi rivolgersi per sviluppare un’app
Quando si tratta di sviluppare un’app mobile, scegliere il partner giusto è cruciale per il successo del progetto. Synesthesia offre una combinazione unica di competenze tecniche, consulenza strategica e una reputazione internazionale che la distingue nel settore. Scopriamo insieme perché collaborare con Synesthesia può fare la differenza!
Perché scegliere Synesthesia per il tuo progetto di sviluppo app
Value proposition: i vantaggi di lavorare con Synesthesia
Esperienza e competenza. Con anni di esperienza nello sviluppo di app native e ibride, Synesthesia ha una profonda conoscenza delle tecnologie più avanzate e delle migliori pratiche del settore. Questo permette di offrire soluzioni su misura che soddisfano le esigenze specifiche di ogni cliente.
Qualità e affidabilità. La metodologia di sviluppo, basata sull’uso di “Skeleton” aggiornati, garantisce tempi di sviluppo ridotti senza compromettere la qualità. Ogni app che viene sviluppata passa attraverso rigorosi processi di quality assurance, inclusi test automatici e integration test, per assicurare che funzioni perfettamente fin dal primo giorno.
Innovazione continua. Synesthesia mantiene le proprie architetture sempre aggiornate, integrando rapidamente le ultime novità tecnologiche e di sicurezza. Questo permette di offrire ai clienti prodotti all’avanguardia che rispondono alle esigenze del mercato in continua evoluzione.
Tech Leader: consulenza strategica e scelte tecnologiche corrette
Uno dei principali vantaggi di lavorare con Synesthesia è l’interazione costante che è possibile avere con i tech leader, professionisti con una vasta esperienza nel settore che offrono supporto consulenziale e strategico. Si tratta di esperti che aiutano i clienti a fare le scelte tecnologiche più appropriate per i loro progetti, garantendo che ogni decisione sia basata su una solida comprensione delle tecnologie disponibili e delle esigenze del business.
Tale consulenza evita di scegliere soluzioni obsolete o inefficaci. Questo garantisce che le app siano non solo funzionali, ma anche future-proof.
Reputazione internazionale: un network di eccellenza
Synesthesia è riconosciuta a livello internazionale per la sua eccellenza nello sviluppo di app. Non è un caso che l’azienda organizzi droidcon Italy dal 2014 e il Swift Heroes dal 2018. Questi eventi sono testimonianza dell’impegno verso la comunità degli sviluppatori e la reputazione elevata nel settore.
droidcon Italy e Swift Heroes consentono a Synesthesia di rimanere al passo con le ultime novità e tendenze del settore, creando un network solido con la community di sviluppatori e professionisti. Questo network offre un accesso privilegiato a conoscenze e risorse che è possibile mettere a disposizione dei clienti. La partecipazione attiva di Synesthesia e il ruolo di leadership in eventi internazionali hanno decretato nel corso degli anni il riconoscimento della comunità degli sviluppatori nel tempo e nella capacità di attrarre i migliori talenti del settore.
Trasformiamo le sfide in opportunità di business grazie al lavoro di team esperti che si dedicano alla creazione di applicazioni mobile e desktop all’avanguardia. Esplora i nostri case study e scopri come abbiamo aiutato aziende come la tua a raggiungere i propri obiettivi!
Il panorama digitale non ha mai smesso di ripensare e ricalibrare i suoi prodotti nell’ottica di ottimizzare i servizi mobile, l’ecommerce e in generale l’esperienza digital. I dati rilevati dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy dicono che a oggi il 56% dei mobile surfer usa lo smartphone per gli acquisti, e Synesthesia, che si occupa di ideare, sviluppare e migliorare soluzioni digital e mobile, già 9 mesi fa pianificava di investire ulteriormente sul capitale umano per implementare e rafforzare competenza e posizionamento in questo settore.
“Durante il recente lockdown alcuni nostri clienti ecommerce hanno visto in meno di tre mesi un incremento tale del fatturato da ripagare interamente i precedenti sforzi economici, con elevatissimi tassi di ritorno di investimento sulle campagne advertising. Pur trattandosi di una situazione eccezionale, rimane comunque il segno di un’accelerazione sul digital forte e irreversibile, che intendiamo presidiare con un’offerta strutturata e competenze sempre maggiori“, afferma Riccardo Recalchi, CEO di Synesthesia.
Oggi la fusione con TheLab, agency focalizzata sulla progettazione di App in grado di raggiungere un pubblico globale, nasce quindi dal reciproco desiderio da parte degli imprenditori coinvolti nell’operazione, di creare un soggetto forte e autorevole che si inserisca di diritto tra i migliori player dell’ecosistema tecnologico italiano.
La vocazione a innovare e a fare team parte da lontano: quattro amici torinesi che si conoscono da oltre 20 anni con esperienze imprenditoriali diverse, ma sempre nel mondo del digitale e che sognano prima o poi di unire le forze. Oggi quel momento è arrivato: sono finalmente riusciti a creare una squadra di oltre 100 persone che conta traguardi significativi come gli eventi droidcon e Swift Heroes e ambiziosi progetti con clienti come Eataly, Green Pea e Reale Mutua.
Durante il lockdown e l’emergenza sanitaria, il team di Synesthesia ha continuato a lavorare alacremente in smart working. La produttività ha visto un incremento del 20% e il fatturato del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Nell’arco di poco tempo Synesthesia si è trovata a presidiare brand e aree sempre più ampie che spaziano dal food al retail, dagli eventi digitali all’academy B2B e B2C, passando dallo sport fino al terzo settore. L’azienda torinese ha, inoltre, lavorato alla creazione di un ecosistema di PMI e start-up su soluzioni verticali, legate al mobile, ai social media, all’ecommerce e ai marketplace come Amazon e AliExpress.

L’apporto di nuovi talenti nella factory sulla progettazione dei software rende l’approccio di Synesthesia più “agile” e, allo stesso tempo, molto articolato nei confronti del mercato. Le attività gestite da TheLab variano infatti dal digital marketing strategy (quasi 2 milioni di euro gestiti in campagne di social marketing) alla user acquisition, conversion e monetization di app (più di 28 milioni di download nel mondo e oltre 750 mila MAU, utenti unici mensili) e alle collaborazioni con oltre 15 startup.
L’idea della fusione è in cantiere da fine 2019 e l’emergenza Covid-19 ha solo rallentato l’iter burocratico, i team si sono gradualmente integrati già durante la quarantena, lavorando in remoto ma costantemente connessi con gli strumenti digitali e smart, mettendo sinergicamente a disposizione le proprie competenze al servizio della crescente richiesta affrontata dalla società.

Per il futuro Synesthesia punta alla crescita territoriale in Italia e all’internazionalizzazione, all’acquisizione di nuove competenze verticali sempre più incisive e improntate all’evoluzione dell’offerta, che passa inevitabilmente attraverso le start-up e l’open innovation.
(Nella foto in alto: Francesco Scrufari, Simone Offredo e Felice Di Luca, nuovi partner e manager di Synesthesia)
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Dopo aver parlato di local strategy redesign e shut-in economy parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
La nostra analisi contempla anche esempi pratici che possono servire ad approfondire il tema.
1. Marketing nel 2020: “Omnichannel customer experience”
Si tende erroneamente a pensare che in generale la pandemia di COVID-19 abbia spinto il settore digital a scapito del “mondo analogico”. In realtà questa è una lettura e un’interpretazione superficiale. Basti pensare che alcuni grandi dell’economia “full-digital” hanno in realtà subito pesanti danni. Brian Chesky, co-fondatore e CEO del colosso digitale AirBnb a inizio maggio ha dovuto suo malgrado mandare un’accorata mail in cui comunicava un taglio di circa 1.900 persone, corrispondenti a un quarto della forza lavoro. In generale i servizi basati sulla sharing economy in tema di mobilità e ospitalità sono stati tutti fortemente impattati. Ciò che invece ha funzionato – e sta funzionando – è lo switch, il progressivo spostamento a un mondo omnicanale, che vede al centro l’essere umano e il customer journey, con una valorizzazione specifica ma non esclusiva dei touchpoint digitali. In “presidio dei servizi” questo si traduce per esempio in:
Analytics & business intelligence
Anche le PMI devono prendere consapevolezza dell’importanza dei dati e delle scelte “data-driven”. In un mondo omnicanale è fondamentale misurare ciò che succede con un approccio “olistico” che ha come obiettivo quello di riportare tutte le metriche – digitali e non – sul terreno comune delle informazioni realmente utili allo sviluppo del business.
IoT – Internet of Things
L’esperienza di fruizione di un servizio sarà sempre più fluida, con limiti sfumati tra l’esperienza fisica e quella online. Si parla oramai di “onlife”, come crasi tra “online” e “life”. Traghettatore di questa esperienza sarà anche la componente IoT o “internet delle cose”. Gli oggetti connessi, siano essi domestici, nel mondo retail o a livello di smart cities sono anch’essi un aspetto fondamentale della trasformazione in essere.
Digital Payments
In un “contesto liquido”, a cavallo tra mondo fisico e mondo digitale, i sistemi di pagamento più versatili sono quelli che possono fare la differenza. Servizi come Satispay, che abilitano modalità di pagamento rapide in servizi digitali come e-commerce, e al contempo permettono pagamenti in-store senza necessità di contatto fisico rappresentano un trend in crescita. E non dimentichiamo che è arrivato anche Whatsapp Pay. Per ora è attivo solo in Brasile, ma certamente l’intenzione è quello di diffonderlo in tempi rapidi in più Paesi possibile, anche per “agganciarlo” al già citato Facebook Shops.
CRM e marketing automation
In questo scenario la capacità delle aziende di gestire efficacemente la relazione con i clienti, tenendo conto del percorso che lead, prospect e customer fanno attraverso i vari touchpoint, diventa anch’essa centrale per minimizzare il tasso di abbandono e massimizzare Lifetime value. E’ in aumento l’utilizzo di piattaforme integrate di CRM sia per la gestione del database aziendale che come “core” per attività di marketing automation e servizi di customer care. Comprendere le logiche di funzionamento e le potenzialità di prodotti come HubSpot o Zoho CRM, ma anche di Infobip, Integromat, Mautic e tanti altri diventa progressivamente un must.
2. Marketing 2020: “Human relations”
Questi mesi hanno rappresentato per molte persone quasi una riscoperta del concetto di “qualità della vita”, scandita da ritmi meno frenetici e un work life balance – l’equilibrio tra i tempi di vita e i tempi di lavoro – più gestibile, a vantaggio di produttività professionale, stabilità degli affetti e crescita personale. Parallelamente smart working e distanziamento sociale hanno però fatto sentire a molti la mancanza del “contatto umano” e del concetto di relazione umana più “diretta”. Cosa si porta dietro tutto questo, in termini anche di trend, necessità e opportunità per il marketing e la comunicazione?
Internal Marketing & Communication
Non solo le persone, ma anche le aziende hanno (ri)scoperto che un maggior grado di libertà e autonomia per i proprio collaboratori è funzionale a un miglior equilibrio di tempi di vita e tempi di lavoro, e questo se ben gestito non comporta impatti negativi sulla produttività. In alcuni casi, rappresenta un boost, nonché un valore in termini di employer branding, oltre a permettere potenzialmente anche un risparmio in termini di costi fissi sulle sedi operative. Ma occorre investire sull’identità di gruppo, sul senso di appartenenza, sull’empowerment costante. Quindi se da un lato si rileva maggior disponibilità a smartworking – anche “fuori dall’emergenza” – dall’altra emerge la necessità di progetti di comunicazione interna: da house organ a internal newsletter, da online team building a spazi digitali per agevolare la creatività e proattività interna.
Meeting online
Secondo AppAnnie a marzo 2020 si è registrata un’impennata nel download delle applicazioni per le videoconferenze, con un +90% rispetto alla media settimanale del 2019. A tutt’oggi buona parte dei meeting tra team interni, con fornitori e con clienti avviene online, e probabilmente una parte significativa di meeting resterà sotto questa forma. Questo vuol dire possibilità di creare nuovi format di comunicazione e presentazione online, pensati e studiati appositamente per essere fruiti digitalmente dai partecipanti. Ma anche un crescente interesse per i plugin e i tool di online collaboration e relative integrazioni tra loro, e gli altri tool aziendali preesistenti.
Virtual Reality
Abbiamo già citato il Sold Out di Oculus Quest, il visore di Facebook. Che ha ricevuto oltretutto alcuni aggiornamenti molto interessanti, primo tra tutti la possibilità d’ora in poi di supportare applicazioni “hands-free”, che riconoscono cioè le mani dell’utilizzatore senza che questi debba usare i controller. Sempre in “casa Facebook” in questi mesi si sono visti gli avatar, probabilmente uno step importante per iniziare ad abituare gli utenti a una propria “digitalizzazione”, in vista di Facebook Horizon, che promette essere un “mondo 3d” di tutto rispetto. Mentre lo attendiamo però è già disponibile Mozilla Hubs, uno spazio virtuale navigabile totalmente in browsing dove interagire con altre persone (sempre sotto forma di avatar digitali). All’interno di questi ambienti immersivi si svilupperanno sempre di più le relazioni umane, e per garantire esperienze d’uso gratificanti sarà necessario sviluppare contenuti digitali e strategie comunicative ad hoc.
Hybrid Events
Per chi come noi si occupa di digital e di mobile, il primo grande shock mondiale per quanto riguarda l’impatto del COVID-19 sui grandi eventi mondiali è stata la cancellazione del Mobile World Congress di Barcellona, che era in programma a partire dal 24 febbraio ed è stato annullato a soli 10 giorni dall’inizio. MWC di Barcellona, giusto per dare un’idea della dimensione, l’anno scorso aveva visto quasi 110.00 partecipanti per un indotto economico di circa mezzo miliardo di euro. Dopo quella cancellazione, ci siamo rapidamente abituati alla totale eliminazione di qualunque forma di evento, sia esso fieristico, sportivo, musicale o di altro tipo. E anche su questo probabilmente non torneremo più a “come eravamo”, ma sarà necessaria un’evoluzione importante.
Da questo punto di vista, si sta sperimentando moltissimo, e l’orientamento generale è di organizzare eventi “ibridi”, che includono cioè una parte in presenza e una parte online, così da prendere gli aspetti positivi di entrambe le modalità. Questo permette di ottimizzare spazi, tempi e obiettivi in funzione dei vincoli di sicurezza necessaria e budget disponibili.
Questi sono solo i punti principali di come si sta orientando il Marketing nel 2020, passato il picco dell’emergenza primaverile dovuta alla pandemia. Ci sono moltissimi spazi di innovazione da presidiare e progettualità da proporre e realizzare per accelerare la trasformazione in atto.
In Synesthesia per ciascuno dei punti sopra descritti abbiamo già case histories di progetti sviluppati o che stiamo realizzando proprio in queste settimane. Contattaci per saperne di più, e per ragionare assieme su come supportarvi nel raggiungimento dei vostri obiettivi.
A cura di i Daniele Biolatti (team marketing Synesthesia)
Si trovano online molte risorse sul tema “marketing nel 2020”. Sono quasi tutti articoli previsionali, scritti a fine 2019 tenendo presente i trend in atto in quel periodo. Ma in questo primo semestre 2020 lo scenario è cambiato in modo profondo e irreversibile. La pandemia di COVID-19 ha stravolto obiettivi, priorità e piani di persone e aziende in tutto il mondo.
Proviamo quindi ad aggiornare le previsioni precedenti.
Ecco 4 tematiche chiave del marketing nel 2020 “post COVID-19”:
- local strategy redesign
- shut-in economy
- omnichannel customer experience
- human relations
Proviamo ad approfondire, vedendone alcune declinazioni pratiche. Iniziamo dai primi due ambiti. Nella seconda parte di questo articolo disponibile tra qualche giorno approfondiremo gli altri due punti.
1. Marketing nel 2020: “Local strategy redesign”
Il lockdown e il distanziamento sociale hanno portato alla “riscoperta” del valore della prossimità. Nei quartieri, ma ancor più nel paesi di provincia, le piccole attività commerciali si sono attrezzate in una relazione di supporto sinergico con la popolazione, offrendo modalità alternative di prenotazione e consegna a domicilio della merce. Chi aveva a disposizione un e-commerce – soprattutto se di cibo e beni di prima necessità – è possibile che abbia visto incrementi importanti di fatturato. Ma soprattutto si è evidenziata la nascita di servizi più o meno spontanei di prenotazione e consegna della merce attraverso telefono, whatsapp, email e così via. Questo aspetto “in nuce” deve ora maturare verso una digitalizzazione progressiva dei servizi, che sarà il fulcro indispensabile per la sopravvivenza di molte attività commerciali in questa fase. Questo porta con sé alcuni aspetti operativi sul digital marketing.
Proviamo a vederne alcuni:
- Local SEO Per agevolare il reperimento dei propri contatti e la findability dei propri servizi e prodotti diventa fondamentale avere una corretta gestione della propria scheda Google My Business, e più in generale dei propri dati online. Non è “solo” questione di inserire i dati correttamente, ma proprio di gestire in modo efficace ed efficiente la local SEO, che ha le sue logiche specifiche, e va inserita correttamente nella digital presence globale di un’azienda.
- Business Social Identity Il 20 maggio 2020 Facebook ha presentato “Facebook Shops”, la sua idea di “identità centralizzata” per le piccole e medie attività commerciali. In estrema sintesi, attraverso un solo pannello sarà possibile gestire la propria “scheda negozio”, e da lì gestire la propria presenza su Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. Il servizio non è ancora disponibile, ma lo sarà presto ed è importante farsi trovare pronti per la corretta gestione.
- Local Storytelling Curare la propria immagine e i propri contenuti trasmettendo genuinità e valore diventa un aspetto imprescindibile per la comunicazione. Una possibilità è per esempio quella di utilizzare blog e social network come strumento narrativo della propria identità, della propria storia, del proprio legame con la comunità e il territorio. D’altro canto uno dei settori più provati in assoluto dal COVID-19 è stato ovviamente quello del turismo. É necessaria una ripartenza dell’intero comparto, ma a oggi non sono chiari tempi e modalità. Quello che è chiaro è che si sta ripartendo dalla conoscenza del proprio territorio, e pubblica amministrazione, enti e aziende di settore stanno puntando molto su questo aspetto. Piattaforme e aggregatori per lo sviluppo e la promozione del turismo locale e dei tour sostenibili – magari da fruire a piedi o in bicicletta – stanno ricevendo interesse a vari livelli e si rileva un costante incremento di domanda sia in termini di sviluppo software che di content strategy.
- Affiliation, Aggregation, Cooperation Sopravvivere da soli è molto complesso. L’aggregazione attraverso associazionismo, affiliazione, marketplace per prossimità territoriale o per complementarietà di prodotto permettono di “unire le forze”, ottimizzando i costi e migliorando l’efficienza delle iniziative. Questo può essere fatto a vari livelli, agevolando la conoscenze tra le realtà, l’interscambio dei dati, la creazione e l’utilizzo di piattaforme di marketplace b2b e b2c. L’orientamento in generale sembra essere quello di creare “ecosistemi” e (digital)community tematiche.
2. Marketing 2020: “Shut-in economy”
Letteralmente “economia chiusa”, è un termine che ha iniziato a diffondersi in questi ultimi mesi. In sostanza identifica l’esplosione dei servizi “on demand”, dove il prodotto (o il servizio) giunge direttamente al destinatario finale (tipicamente a casa, ma potrebbe anche essere in ufficio o in altro luogo dove nasce la richiesta). Questo ha portato e sta portando cambiamenti probabilmente irreversibili a livello sociale, con impatti fortissimi sull’offerta di marketing e servizi.
Tra questi:
- Big Data, machine learning, artificial intelligence La distribuzione dei beni sul territorio implica veicoli, mobilità, logistica, necessità costante di efficientamento. Questo è solo uno degli ambiti in cui il “trittico” formato dalla gestione di grandi quantità di dati, dalla possibilità per gli algoritmi di autoapprendimento di processi migliorativi e dall’esistenza di sistemi in grado di effettuare scelte autonome in contesti complessi può fare la differenza. Sono necessari investimenti importanti, e in questo senso sono soprattutto le grandi aziende a muovere i primi passi: questo è un processo che ha subito un’accelerazione importante in queste ultime settimane. Sentiremo sempre più parlare di Data Studio, Tableau, Big Query, TensorFlow, Caffe2, Theano, Keras e non solo.
- Digital Training Design Buona parte della formazione passa ora da canali digitali, ma aspetti di comunicazione, relazione e trasmissione del “saper essere” e del “saper fare” variano, impattate da limiti e peculiarità del media. Competenze di marketing di prodotto e di service design permettono di realizzare opportunità di apprendimento collaborativo efficaci ed efficienti, che sfruttano appieno le potenzialità offerte dall’e-learning.
- Infotainment La necessità di ricevere rapidamente notizie aggiornamenti ha subito un’ulteriore accelerazione. Al contempo, la presentazione dei contenuti necessita ora più che mai di essere ingaggiante e coinvolgente. L’unione quindi di “informazione” e “intrattenimento” si sostanzia in maggior interesse per temi come gamification, serious game, applied game ma anche più in generale la creazione di infografiche, visual e data storytelling e video interattivi, oltre a sostenere la crescita di YouTuber, creator, influencer e micro influencer.
- Mobile Game Parallelamente ai mercati della formazione e dell’informazione cresce la domanda dell’intrattenimento digitale basato su game e videogame. AppAnnie a marzo 2020 riporta un incremento del 35% dei download dei mobile game rispetto a due mesi prima. Il trend era già in atto, ma l’accelerazione è fortissima. Si stanno diffondendo nuove piattaforme di gioco in streaming e/o basate su subscription che permettono agli utenti di provare sempre più rapidamente nuovi giochi (Apple Arcade, Google Stadia, Xbox Game Pass, ecc.). Al contempo le piattaforme per condividere sessioni di gioco o seguire i propri eGamer preferiti riscuotono un successo crescente. Amazon Twitch, Microsoft Mixer, YouTube Gaming Live e Facebook Gaming sono la dimostrazione che i “big” hanno già iniziato una battaglia che vale milioni di dollari. Anche l’hardware è in “fibrillazione”: da un lato piattaforme per la realtà virtuale (Oculus Quest di Facebook è andato Out of Stock a più riprese, negli ultimi mesi), dall’altra console sempre più potenti (è stata da poco presentata la Sony PlayStation 5, prevista per la fine di questo 2020). Il videogame diventa sempre di più veicolo di budget pubblicitari stellari, e al tempo stesso “ambiente ideale” per product placement e brand awareness.
Vi aspettiamo per la conclusione di questa analisi sulle tendenze del marketing 2020 post COVID-19, con la seconda parte che pubblicheremo a breve.
Parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
6) I webinar rappresentano una grande occasione per provare nuovi relatori e nuovi argomenti
Visto l’elevato volume di webinar che abbiamo programmato e la vasta gamma di partecipanti che si sono uniti ai nostri webinar (aree geografiche diverse, varie professioni e livelli di esperienza) abbiamo deciso di cogliere questa opportunità per proporre alcuni nuovi oratori e argomenti insieme a contenuti e relatori già consolidati e sponsorizzati. Questo ha reso possibile conoscere alcuni nuovi speaker che prima non conoscevamo da proporre per un eventuale futuro evento dal vivo. Abbiamo poi raccolto molti consigli dai partecipanti post-evento attraverso moduli di feedback semplici, brevi e mirati per ottenere una fotografia “istantanea” dell’esperienza.
7) I relatori hanno bisogno di incentivi per partecipare ai webinar
Dobbiamo essere sinceri fino in fondo, abbiamo pensato che sarebbe stato davvero facile confermare gli speaker per il nostro programma di webinar, ma invece è stato molto più complicato del previsto.
Ciò che abbiamo capito è che, anche se chiediamo un minore coinvolgimento ai protagonisti in termini di tempo e di viaggio, è sempre necessario facilitare il più possibile il loro compiti. Abbiamo lavorato per creare un onboarding per fornire loro tutti gli strumenti necessari per affrontare al meglio l’esperienza. Una cosa che è stata molto apprezzata dai nostri oratori è stata la registrazione e la pubblicazione del loro webinar su YouTube in un arco di tempo relativamente veloce.
8) Al pubblico on line piace quando comunichi con loro
Durante uno dei nostri webinar è capitato a un certo punto che l’audio non funzionasse per il relatore. In diretta abbiamo spiegato al pubblico sia a voce sia con messaggi di testo quello che stava capitando e come stavamo cercando di risolvere il problema tecnico. La risposta è stata molto positiva: i partecipanti hanno scritto i loro suggerimenti su come risolvere il problema con simpatiche battute. Non è stato perso nessuno spettatore durante il periodo di attesa, nemmeno uno. In base alla nostra esperienza possiamo affermare che la comunicazione più semplice, anche riguardo alla risoluzione di un problema, è sempre premiante.
9) Il coinvolgimento dei partecipanti non deve essere complicato
Questo argomento è stato in parte già affrontato nel punto precedente.Nel caso dei webinar di droidcon – dove gli eventi comprendevano più relatori e presentazioni, una mostra digitale ed elementi di networking – le aspettative per il coinvolgimento del pubblico sono più alte rispetto ad altri format.
I webinar generalmente sono presentazioni singole con aspettative piuttosto basse per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico. Come già accennato in precedenza, abbiamo lavorato molto per migliorare l’usabilità e l’interazione per i relatori e i partecipanti. I nostri saluti e i testi utilizzati sulla barra dei messaggi hanno suscitato grande coinvolgimento e interazione. Tutto questo è fondamentale per il webinar? Ovviamente no. È un extra che crea un’esperienza personalizzata per i partecipanti? Assolutamente sì.
10) Stessa metodologia organizzativa sia per i webinar sia per gli eventi dal vivo
La qualità dell’esperienza dei nostri eventi è sempre stata fondamentale per noi. Da sempre siamo alla ricerca di miglioramenti che coinvolgano in modo positivo i relatori, gli sponsor, i partner e i partecipanti. La stessa ricerca ha accompagnato anche i nostri webinar. Abbiamo lavorato per migliorare tutte le parti del processo organizzativo: pianificazione, comunicazione, grafica, contenuti e altro ancora. I risultati? La percentuale di iscritti ai webinar è in costante aumento. Tra i tanti feedback ricevuti abbiamo registrato testimonianze molto interessati
“I webinar di Droidcon Italia hanno dato a Bluetooth SIG la possibilità di condividere i recenti ed entusiasmanti progressi della tecnologia Bluetooth con gli sviluppatori Android in un momento in cui non era possibile riunirsi di persona. Il nostro pubblico dei webinar è stato davvero coinvolto e l’intera esperienza è stata eccellente!”
In conclusione…
In base alla nostra esperienza i webinar offrono un ottimo modo per rimanere in contatto con una comunità Android e conoscere nuovi relatori e contenuti. Naturalmente ci sono differenze nel processo di organizzazione tra gli eventi dal vivo e quelli in digitale, ma ci sono anche parallelismi tra la sede e la piattaforma, le prove e il “green studio”, ecc. Durante questi mesi abbiamo scoperto che l’essere aperti alla sperimentazione di nuovi strumenti e piattaforme ha contribuito a migliorare i nostri webinar e che continuare a concentrarsi sui dettagli ha portato a un’esperienza di alta qualità per tutti i soggetti coinvolti.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.