Il 9 dicembre 2020 è stata inaugurata a Torino Green Pea, la nuova iniziativa imprenditoriale ideata dal fondatore di EATALY, Oscar Farinetti.
Dopo l’esperienza di successo nel mondo del cibo, con il modello EATALY, Green Pea è un format che punta agli altri mercati: i beni che costituiscono la parte più corposa delle attività a consumo dell’essere umano, come l’energia, il movimento, il fashion, la casa e il tempo libero.
L’iniziativa imprenditoriale prende avvio da Torino perché a detta dello stesso Oscar Farinetti: “Da Torino prendono vita tutte le cose innovative che hanno poi avuto successo in Italia e nel mondo”.
Green Pea nasce con l’obiettivo di dimostrare che è possibile, da subito, acquistare prodotti e servizi di grande qualità e bellezza, costruiti in armonia con la Natura e funzionali a una forma di utilizzo davvero responsabile e sostenibile. Green Pea trasforma il rispetto per l’ambiente in qualcosa che è anche bello. Non è solo una questione etica, ma anche un nuovo modo di percepire la qualità del prodotto, la bellezza e un mood positivo e responsabile in linea con gli stili di vita moderni.
Un’iniziativa imprenditoriale che, come EATALY, vuole portare l’eccellenza italiana nel mondo rappresentata da aziende leader nel loro settore e votate al rispetto della Natura in un ciclo di produzione e vendita equilibrato per costruire un futuro più bello, rispettoso e con un occhio allo spirito imprenditoriale italiano.
Le aziende all’avvio saranno per la quasi totalità italiane, con l’impegno e auspicio di coinvolgere anche compagnie straniere a patto che siano originali e in linea con i principi del manifesto di Green Pea. Il concetto di filiera raccontato da Green Pea costituisce una parte importante di tutto il progetto.
In questa iniziativa, sin da subito, è stata coinvolta Synesthesia. L’obiettivo: creare un’app mobile innovativa in grado di accompagnare in modo digitale il consumatore dentro la nuova esperienza di Green Pea, con elementi di semplicità e usabilità unici. Un touchpoint considerato da subito come uno dei punti di maggior rilievo del progetto di comunicazione della nuova iniziativa e del suo digital environment.
Synesthesia entra a far parte del progetto anche per il suo comportamento green. Adottiamo da sempre politiche aziendali di rispetto per l’ambiente, utilizziamo energia da fonti 100% rinnovabili, favoriamo l’economia circolare e l’inclusione sotto diversi punti di vista, non ultima la lotta al gender gap.
La app che è stata pubblicata già all’avvio del progetto per gli store mobile di Apple e Google è in ottica omnicanale un elemento del progetto stesso, una guida, un assistente, un “diario di viaggio” che tiene traccia della vita del consumatore nei vari “mondi” rappresentati da Green Pea, con un particolare riferimento all’ultimo livello denominato Otium dedicato al relax e al tempo libero. La app mobile è un punto di connessione tra la fisicità del punto vendita e la community che sarà creata intorno al nuovo brand del “pisello verde”. Una community che sarà protagonista di questa rivoluzione e che potrà partecipare alla vita del brand e alle tante iniziative che saranno messe a disposizione per gli iscritti in collaborazione con altri partner autorevoli, come A-World e Short Édition.
L’utente può creare il suo Profilo Green e migliorare i suoi comportamenti sostenibili giorno per giorno, diventando parte della community. Attraverso giochi di vario tipo potrà quindi guadagnare Green Pea Points. Grazie alla selezione quotidiana di news e mini storie l’utente potrà, inoltre, informarsi e rimanere in contatto con il brand e con il resto della community.
Synesthesia ha messo a disposizione del progetto un team mobile di eccellenza e dedicato, con oltre una decina di anni di esperienza nel campo dello sviluppo di applicazioni mobile innovative.
L’app Green Pea è realizzata integrando la tecnologia di A-World. La startup innovativa Italiana scelta dalle Nazioni Unite per la promozione dei Sustainable Development Goals tramite la campagna ACTNOW e ha sviluppato l’omonima app che premia le persone per i loro comportamenti sostenibili.
In questo modo, i clienti possono usufruire di contenuti sulla sostenibilità, imparare a misurare il miglioramento del proprio stile di vita, ottenere riconoscimenti grazie alle proprie azioni Green e ai propri acquisti. Ogni azione è premiata con punti, badge e livelli, che si traducono in sconti e accessi a servizi dedicati.
L’app è poi Integrata con Short Édition: distributori automatici di mini storie, in italiano e in inglese. Un meccanismo tecnologico e poetico con cui scoprire narrazioni sui pensieri dei grandi filosofi greci, testi originali sul tema Green curati dalla Scuola Holden, pensieri dei GP Members e dei GP Partners. Attraverso l’app Green Pea tutti i GP Members potranno inviare i propri scritti, che diventeranno parte di questo progetto narrativo condiviso e saranno distribuiti ai visitatori.
Nella app dal lancio trovano spazio: il manifesto di Green Pea, la presentazione dei partner, l’interazione con A-World e molte altre funzionalità che via via cresceranno per arrivare nel giro di poco tempo a definire il touch point mobile completo del mondo Green Pea.
Dalle parole del fondatore e Presidente di Synesthesia Francesco Ronchi: “Siamo onorati di far parte di questa esperienza, innovativa e autorevole sia per la nostra città sia per il mondo imprenditoriale internazionale. Noi veniamo dal mondo della tecnologie e dell’innovazione e abbiam sempre fondato la nostra azione sul rispetto, sulla sostenibilità e sulla qualità della vita, partendo dai nostri team di lavoro fino ad arrivare al rapporto con il territorio e con i nostri clienti e partner. Comunichiamo i nostri valori anche con iniziative che vanno oltre il nostro core business. Adottiamo energie green, favoriamo lo smart working e l’utilizzo di sistemi green anche per la realizzazione dei nostri eventi di divulgazione”.
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Wolfgang, nel 2003 nasce Droplet. Ti va di raccontarci la sua storia?
“Droplet nasce a seguito di quella che era stata la grande disillusione di Internet. Tra il 1996 e il 2000 c’era stato il boom delle Internet Company e molte aziende erano entrate in borsa promettendo grandi fatturati. Tutto questo non era successo e nessuno più credeva nel web. In quel periodo avevamo trent’anni e avevamo subito capito che pubblicare un contenuto e vederlo immediatamente disponibile a decine di miglia di distanza era un fenomeno dal quale non si sarebbe più tornati indietro. L’altra cosa di cui ci siamo accorti in quel periodo è che la moda italiana non era ben rappresentata all’estero: in America, per esempio, i prodotti di moda italiana dei grandi marchi erano presenti soltanto nelle grandi città e se volevi comprare una borsa made in Italy dovevi prendere l’aereo. Ci siamo accorti ancora che c’era un bel differenziale di prezzo tra il prodotto italiano e quello americano. Abbiamo fatto due più due e abbiamo fondato Droplet, una gocciolina nel mare del web, e creato il nostro primo sito di e-commerce, Styledrops.com. Da allora ci siamo messi a vendere su internet accessori di moda italiana con più di 75.000 clienti ricorrenti e abbiamo spedito in 140 nazioni nel mondo. Una decina di anni fa è poi capitata un’altra cosa importante; a un certo punto produttori, rivenditori, terze parti, agenzie di trading si sono messi tutti a vendere prodotti online e noi abbiamo capito che avevamo l’opportunità di rivolgerci ad altre aziende fornendo servizi di e-commerce a 360°”.
Se non avessi creato Droplet?
“Questa è una domanda molto difficile perché vuol dire riflettere su una possibilità del passato. Io in realtà non ho iniziato a fare questo lavoro, non ho iniziato a fare e-commerce, non ho iniziato a occuparmi di internet, anche perché per tutte queste cose il mio mestiere non esisteva. Con il web è stato amore a prima vista. Se non avessi creato Droplet penso che avrei comunque creato Droplet o un’azienda che si sarebbe occupata di web e di e-commerce perché entrambe sono passioni forti per me”.
Quali sono i punti di forza di Droplet?
“Droplet ha una caratteristica particolare rispetto ad altre aziende che fanno lo stesso mestiere: ha fatto e-commerce in prima persona. Quindi noi portiamo sulle nostre spalle un’esperienza di ormai 17 anni di e-commerce e capiamo perfettamente quali sono le cose necessarie per vendere online. Un errore che vedo fare spesso è considerare il proprio sito come punto di arrivo. Il sito è il punto di partenza. Vi sono tutte una serie di attività come il social media management, il digital marketing, come la costante cura del catalogo per offrire al cliente un servizio migliore, di marketplace, di assistenza clienti. Noi ci siamo sempre occupati di spedizioni internazionali e conosciamo bene tutte le problematiche dei dazi. Rispetto ad altre aziende il nostro punto di forza è quello di riuscire a instaurare un dialogo con i nostri clienti supportandoli nel loro percorso di e-commerce con le attività che sono per loro importanti”.
Quale tipo di metodologia utilizzate nello svolgimento dei progetti?
“Nello svolgimento dei progetti cerchiamo di utilizzare perlopiù metodologie AGILE, cioè con sviluppi di prodotto costante e incrementale: ogni 15 giorni cerchiamo di far vedere al cliente un pezzo nuovo di progetto. Oppure cerchiamo di utilizzare metodologie DevOps, quindi con la possibilità di avere costantemente nuove funzionalità in produzione. Questo perché riteniamo sia meglio avere un feedback immediato del cliente. Ancora meglio riteniamo se si può avere il feedback degli utenti invece che avere cicli di lavorazione molto lunghi di 5-6 mesi o peggio un anno per cui non si sa mai se il prodotto realizzato avrà successo oppure no”.
Negli ultimi due anni avete lavorato insieme a Synesthesia su diversi progetti in ambito e-commerce. Quanto è stato importante lavorare con Synesthesia? Qual è stato il suo apporto?
“Synesthesia è un’azienda che ci piace moltissimo per una serie di motivi. Cercherò di elencarne alcuni, ma non penso siano esaustivi. Il primo è che pensa costantemente all’innovazione e al futuro ed è in grado di cogliere per i propri clienti e partner quelli che sono gli spunti tecnologici più importanti, cioè quelli che sono in grado di creare business. Il secondo motivo è rappresentato dalla sua capacità di fare network con altre aziende. Il campo digital è vastissimo e con molte specializzazioni. Per le piccole e medie aziende non è facile avere tutte le competenze digitali al suo interno. Synesthesia è riuscita a fare network con altre aziende e partner, per cui c’è sempre uno scambio prolifico e utile di competenze e di aggiornamenti di tecnologie. Per noi è importante fare squadra con Synesthesia su progetti che per noi sarebbero troppo impegnativi. Un po’ come una sorella maggiore riesce a coinvolgerci su progetti che hanno importanza anche internazionale. Con Synesthesia abbiamo creato team di sviluppatori Magento con 5-6 programmatori che hanno lavorato in ambito AGILE su progetti a livello corporate, cosa che difficilmente Droplet avrebbe potuto fare da sola”.
Quali sono gli scenari futuri che attendono Droplet?
“Gli sviluppi futuri che attendono Droplet sono connessi con l’evoluzione dell’e-commerce. Ormai da 5 anni si parla di due tendenze: il multi-channel e l’omnichannel. Il multi-channel è la possibilità di sviluppare canali di vendita diversi. Le aziende popolano i canali di Facebook, e-commerce e il negozio fisico in modo indipendente. Invece, l’omnichannel rappresenta una tendenza molto più pervasiva perché le aziende provano a costruire quello che viene definito una customer journey unica, per cui io posso vedere un prodotto su Facebook, andarlo a provare in negozio e acquistarlo sul sito dell’azienda. Questo approccio fino a qualche tempo fa veniva stigmatizzato. Negli ultimi anni in Cina sono stati creati dei negozi in cui vai provi il prodotto e lo ordini sullo smartphone. Altri esperimenti nel mondo dell’e-commerce vanno in questa direzione. Vi sarà sempre più integrazione tra il mondo fisico e quello online. I filosofi parlano di mondo “on life”. L’altra grande tendenza è l’e-commerce guidato dai dati, il cosiddetto “data-driven”: avere a disposizione i dati serve a migliorare il digital marketing da un lato e dall’altro a strutturare dei percorsi all’interno del mio e-commerce per determinate tipologie di utenti. Posso quindi creare dei cluster di utenti ordinati per tipologia. Si tratta di settori molto impegnativi che coinvolgono l’intelligenza artificiale e settori avanzati a livello tecnologico.
L’ottica è sempre quella di dare ai clienti di Droplet un’esperienza full-service il più possibile completa. Per questo è importante per noi appoggiarci ad aziende come Synesthesia che possono fare da guida verso nuovi scenari e nuove tecnologie”.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Nel corso di questa iniziativa abbiamo scoperto che fornire un’esperienza unica per tutti i partecipanti è rilevante sia per gli eventi digitali sia per eventi dal vivo.
1) È utile sperimentare diverse piattaforme e strumenti per vedere che cosa funziona meglio per l’utente
Quando organizziamo eventi dal vivo, facciamo ricerche, visitiamo e valutiamo un numero di luoghi diversi. Allo stesso modo, per i nostri webinar abbiamo testato diverse piattaforme per capire che cosa funzionasse meglio per noi. Abbiamo organizzato webinar utilizzando sia Google Meet sia Cisco WebEx ed eseguito test interni utilizzando Crowd Cast.
È importante determinare quali sono i tuoi criteri per valutare correttamente una piattaforma piuttosto che un’altra. Essi potrebbero includere:
- facilità di accesso – quanto è facile per i partecipanti partecipare al webinar;
- controlli dell’organizzatore: quali funzionalità sono disponibili per l’organizzatore e i partecipanti, per esempio. silenziare, terminare la chiamata;
- velocità / latenza e la qualità della connessione;
- display: quale vista hanno i partecipanti e quale vista vuoi che abbiano.
Dopo un paio di webinar abbiamo scelto di utilizzare Sli.do anche per le domande e le risposte del webinar. Sli.do mantiene le risposte in un “pacchetto” insieme alla domanda, mentre, per esempio, utilizzando solo la barra della chat può essere difficile seguire il thread delle risposte.
2) Le prove sono fondamentali per il successo dell’evento del giorno
Ogni singola prova che abbiamo fatto ha evidenziato un diverso “problema” che altrimenti non avremmo scoperto fino a quando non saremmo stati in diretta. Le prove sono importanti per far emergere eventuali idiosincrasie. Ecco alcuni dei diversi problemi che abbiamo affrontato durante le prove:
- connessione audio non funzionante,
- qualità della connessione diversa a seconda del browser scelto,
- i tasti di una tastiera erano troppo rumorosi per la parte di codifica live del webinar.
Per fornire un’esperienza professionale al relatore e ai partecipanti è ovviamente fondamentale risolvere questo tipo di problemi prima del webinar.
Tutte le nostre prove sono state una buona occasione per conoscere i nostri oratori, colmando la mancanza di poter andare a cena con loro prima dell’evento o poter realizzare una riunione comunque in presenza.
3) L’orario programmato per il webinar incide sulla quantità e sul profilo dei partecipanti
La scelta dell’orario è importante per rendere accessibile l’evento in ogni area geografica del mondo. Abbiamo scelto di alternare i nostri webinar in due orari diversi, 11:00 CET (ora dell’Europa centrale) e 15:00 CET. La slot delle 11:00 si svolge nel pomeriggio / nel tardo pomeriggio in Asia, e la slot delle 15:00 è al la mattina negli Stati Uniti.
Abbiamo anche considerato che esiste un vantaggio nell’avere due orari diversi per accogliere partecipanti con giorni lavorativi, orari e impegni diversi.
4) Le informazioni e i collegamenti sono importanti
La nostra comunicazione pre-evento continua a evolversi mentre cerchiamo di fornire informazioni più chiare possibili. Ovviamente siamo consapevoli che i nostri partecipanti partecipano attraverso una varietà di dispositivi e browser diversi, che l’inglese non è la loro lingua principale, che potrebbero non aver salvato informazioni, collegamenti o richieste di calendario precedenti, e che, in effetti, potrebbero avere completamente dimenticato che si sono registrati per il webinar.
Quindi, tenendo presente tutto questo, stiamo cercando di rendere le nostre e-mail e i post social pre-evento il più possibile immediati, utilizzando un solo click per l’ingaggio. In alcuni casi abbiamo riscontrato che alcuni partecipanti arrivano ai nostri webinar con anticipo. Per questo motivo abbiamo deciso tenere la piattaforma “attiva” anche un’ora prima dell’evento.
5) Utilizzare gli appuntamenti in calendario
Questa funzionalità è stata introdotta nel nostro quarto webinar. All’inizio eravamo preoccupati di sovraccaricare i nostri partecipanti con collegamenti, notifiche e messaggi e abbiamo deciso quindi di inviare gli appuntamenti sul calendario. In questo modo i partecipanti sono in grado di scegliere di accettare o rifiutare in modo semplice. I risultati, per noi, sono stati davvero buoni. Ovviamente una volta che un partecipante accetta una richiesta di calendario, ha l’appuntamento segnato nel suo diario e riceve anche le notifiche del prossimo appuntamento. È difficile collegare questa azione a risultati esatti, ma possiamo affermare che dal momento in cui abbiamo adottato questa tecnica si è registrato un notevole picco nella percentuale di iscritti che hanno partecipato al webinar.
Speriamo che questi primi 5 consigli siano stati utili.
Nella seconda parte elencheremo anche gli altri cinque e trarremo qualche conclusione. A presto.