Quali sono gli obblighi della Direttiva NIS2?

Con la prima NIS e ora con la direttiva NIS2, l’UE si propone di implementare un sistema che a livello continentale sia in grado di garantire elevati standard di sicurezza informatica, con misure unificate per monitorare e gestire al meglio tutti i sistemi digitali, instaurando anche un vero e proprio network europeo dedicato alla cybersecurity che prevede e incoraggia la trasparenza e la cooperazione tra i diversi stati membri dell’Unione.

Non solo, infatti, vengono previste policy condivise e best practice adottabili suggerite, ma le diverse nazioni sono inoltre tenute a segnalazioni e condivisioni di informazioni su eventuali incidenti informatici o attacchi, per poter dare vita a risposte tempestive e coordinate su tutto il territorio europeo a qualsiasi minaccia alla cybersecurity.

A chi si rivolge la Direttiva NIS2?

La Direttiva NIS2 si rivolge a tutte le aziende e i fornitori di servizi che sono parte del sistema nazionale, con una distinzione in tre fasce di interesse, dalle quali vengono generalmente escluse le piccole e le micro imprese:

NIS2: come e su cosa adeguarsi?

La Direttiva NIS2 comprende molteplici punti specifici su regolamentazioni e obblighi, che si basano su:

Questo elenco, naturalmente, offre solo una panoramica generale. Per un’analisi approfondita vi rimandiamo nuovamente all’articolo di Smart Flow. È evidente, però, che la Direttiva NIS2 non si limita a migliorare l’approccio alla sicurezza informatica, ma punta a stabilire un nuovo standard europeo, più uniforme e conforme, per affrontare le sfide della cybersicurezza in modo coordinato su tutto il territorio dell’Unione Europea.

Un futuro informatico più coeso e responsabile

È arrivato il momento per tutte le aziende italiane di adottare un approccio responsabile verso un sistema digitale più sicuro, coeso e affidabile. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. E tu?

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Che significa Privacy by Design? Qual è la sua funzione?

Il GDPR stabilisce l’obbligo legale per tutti i Paesi UE di incorporare la protezione dei dati personali nella progettazione, nelle operazioni ICT, nelle infrastrutture tecniche di servizio e nelle pratiche di business.

Oggi per le aziende dover gestire i dati personali dei propri utenti, prevenendo a monte i rischi legati alla loro raccolta e conservazione, è diventata dunque una necessità imprescindibile dell’adozione del principio della Privacy by Design secondo il quale:

“Tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche costituiti dal trattamento, sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all’atto del trattamento stesso il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate, quali la pseudonimizzazione, volte ad attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati, quali la minimizzazione, e a integrare nel trattamento le necessarie garanzie al fine di soddisfare i requisiti del presente regolamento e tutelare i diritti degli interessati” (Art. 25 co. 1,  GDPR). 

Il trattamento e la gestione dei dati: una questione di trasparenza

Il trattamento e la gestione dei dati devono essere sempre “formalizzati”, ovvero chiari e trasparenti per l’utente. Perciò diventa essenziale che i gestori assicurino sempre e in modo automatico la protezione dei dati personali in tutti i sistemi IT di propria competenza o nelle attività di business, senza alcuna necessità di azioni da parte dei titolari. 

Deve essere garantita la sicurezza durante l’intero ciclo di vita delle informazioni: tutti i dati raccolti devono essere conservati, aggiornati e distrutti, qualora non più necessari, secondo i principi previsti dal GDPR. Nell’ambito di una struttura societaria, inoltre, è obbligatorio garantire agli azionisti che le pratiche di business, così come le tecnologie a supporto, operino secondo gli obiettivi di trasparenza e siano soggette a verifiche indipendenti. 

L’interesse dell’utente sempre al centro della PbD

All’interno di questo modello i concetti di privacy e sicurezza hanno entrambi la stessa importanza. Un approccio vincente in materia di privacy e trattamento dati personali è sicuramente quello utente-centrico: gli interessi individuali supportati da procedimenti di protezione dati e un’informativa semplice e chiara sono ingredienti essenziali per trasmettere al proprio pubblico un sentore di fiducia e sicurezza e agire nel rispetto della regolamentazione europea.

Le fasi di assessment, costruzione e mantenimento della PbD aziendale

Il principio della Privacy by Design richiede alcuni importanti passaggi per poter essere attuato efficacemente e raggiungere i risultati sperati. Le fasi principali consistono in: 

  1. valutazione PbD su sistemi, app, servizi;
  2. rilevazione GAP;
  3. copertura GAP rilevati; 
  4.  audit periodico per l’aggiornamento e il mantenimento della PbD.

Chi sono i destinatari principali della norma?

Il GDPR si rivolge a tutte le aziende che a qualunque titolo, raccolgono, gestiscono o trattano dati personali. In questo senso quindi ogni azienda è soggetta al regolamento, ma alcune  categorie devono prestare maggiore attenzione agli adempimenti, in particolare: 

In conclusione

La compliance Privacy e il rispetto delle normative europee è al centro del nostro modo di operare. Per questo motivo Synesthesia collabora con Smart Flow, società torinese che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR. 

Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.