È un compleanno speciale per Swift Heroes che quest’anno soffia le sue prime 5 candeline. Quale è il segreto per non perdere mai lo spirito di entusiasmo che da sempre accompagna la realizzazione di questo evento?

“Lo spirito di entusiasmo è lo stesso che noi sviluppatori mettiamo nel nostro lavoro quotidiano e con Swift Heroes abbiamo l’opportunità di condividerlo con l’intera community. Diciamo che viene tutto molto naturale. Noi sviluppatori coinvolti nell’organizzazione siamo molto motivati e l’intero team eventi (Advento.live) è decisamente sul pezzo!”

L’edizione di quest’anno torna in presenza con un format “ibrido”. Sei emozionato?

“Sono emozionato e curioso. Finora abbiamo realizzato due edizioni completamente in presenza e due edizioni full-digital: “sincronizzare” il tutto è una grossa sfida, ma sono sicuro che andrà alla grande! Sarà bello per gli speaker tornare a parlare di fronte a una platea. Lo abbiamo appena sperimentato con Flutter Heroes ed è stato proprio speciale”.

Per l’edizione 2022, quali sono gli speech imperdibili per la community di developer?

“Shai Mishali aprirà la conferenza con un talk su Swift Concurrency, credo sarà uno dei più attesi e apprezzati. Personalmente sono un grande fan di XcodeGen e sono curioso di sentire Firas Safa a riguardo. Menzione speciale per il talk del “nostro” Davide Repetto sui property wrappers… Oltre ovviamente a tutto il resto della lineup”.

Da tempo Swift Heroes, attira l’attenzione di numerosi sponsor del settore tecnologico. Puoi svelare quali saranno quelli di quest’anno? C’è qualche riconferma?

“La conferma del successo di Swift Heroes arriva anche dai partner di spicco che supportano l’evento. Main Sponsor per il secondo anno consecutivo Telepass che conferma il sostegno alla kermesse accompagnato da altri sponsor come Subito, Bitrise, Empatica e Synesthesia”. 

Quali vantaggi sono previsti per chi decide di sostenere Swift Heroes?

“Presentare la propria azienda o il proprio prodotto, distribuire gadget (vanno sempre a ruba!) e in generale farsi conoscere dal pubblico degli sviluppatori. Oltre al classico recruiting, molte aziende avranno l’opportunità di fare employer branding e quindi aumentare la propria reputazione di azienda digital nel mondo del lavoro. Si tratta di una scelta che ha sicuramente importanti ripercussioni in termini di attrazione per i giovani developer”.

Perchè un developer dovrebbe partecipare a Swift Heroes?

“Perché non sono molte le occasioni in cui un’intera community si raduna nello stesso posto per parlare di Swift. Vorrei ricordare che Swift Heroes è l’unica conferenza iOS e MacOS in Italia. È estremamente importante (e molto divertente) confrontarsi con altri sviluppatori e creare una rete di contatti. È sempre utile conoscere qualcuno a cui chiedere consigli in caso di difficoltà. I talk, inoltre, toccano argomenti non scontati e c’è davvero tanto da imparare”.

Grazie Stefano. In bocca al lupo!


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AWE Sport e Synesthesia sono felici di supportare il CUS Torino per la realizzazione dell’edizione 2022 di Just The Woman I Am, l’evento che dal 2014 raccoglie i fondi per la ricerca universitaria sul cancro e promuove la prevenzione in Italia.

AWE SPORT e Synesthesia credono nei valori dello sport, della ricerca, della condivisione e dell’inclusione. Per queste ragioni hanno deciso di ampliare l’offerta legata agli eventi sportivi rendendo accessibile ai fan e ai sostenitori di Just The Woman I Am i contenuti e le emozioni della corsa/camminata a sostegno della ricerca universitaria sul cancro attraverso N-SŌ Live. 

N-SŌ Live è una piattaforma digitale, sostenibile e personalizzabile, dedicata agli organizzatori di eventi e ai rights holders. Le diverse funzionalità presenti al suo interno garantiscono agli utenti una user experience e una user interface semplice, efficace e inclusiva: dalla prenotazione dell’evento fino alla conclusione dell’esperienza. Spinta anche dalla pandemia Covid-19, che ha accelerato la digitalizzazione di molti aspetti legati alla nostre vite, la app N-SŌ Live nasce per rendere più semplice la gestione e l’organizzazione del tempo libero, per offrire le emozioni del mondo degli eventi e delle grandi manifestazioni all’interno di una digital experience innovativa, disegnata sulle esigenze dell’utente.

Sviluppata da Synesthesia in react native (il backend in .net), l’interattività della piattaforma è stata studiata per:

L’app N-SŌ Live disponibile su App Store (iOS) e Google Play Store (Android), consentirà per tutta la durata dell’evento la realizzazione di collegamenti live dall’Italia e dal mondo. L’applicazione offrirà funzioni e soluzioni di live streaming, condivisione di contenuti esclusivi, azioni di gamification finalizzate a espandere l’esperienza degli appassionati sportivi oltre i limiti dello spazio e del tempo e da condividere con tutti gli amici.

Una timeline consentirà all’utente di visualizzare i contenuti giornalieri dell’evento e salvare quelli di maggiore interesse nell’agenda in modo da personalizzare l’esperienza attraverso video on demand, foto, streaming, podcast audio e pdf. Grazie al reminder presente all’interno dell’app sarà possibile fruire dei contenuti inseriti in agenda per non perdere neanche un minuto dell’evento al quale si parteciperà. 

L’agenda è cross evento: l’utente può seguire più eventi contemporaneamente all’interno di N-SŌ Live e passare da uno all’altro in modo rapido e intuitivo. L’app, infatti, consente di visualizzare velocemente gli eventi presenti in quel momento sulla piattaforma e collegarsi ai contenuti preferiti appena vengono pubblicati. 

A completamento dell’esperienza nell’app saranno, inoltre, presenti elementi di gamification: all’interno dell’evento specifico l’utente sarà chiamato a compiere azioni e a partecipare a challenge giornaliere che gli consentiranno di acquisire punti esperienza per far crescere il proprio personaggio e collezionare i KŌI, la moneta virtuale da utilizzare per accedere ai contenuti più esclusivi.

Non resta quindi che trasformare il proprio smartphone in un prezioso strumento a favore della ricerca. Per il lancio di N-SŌ LIVE abbiamo organizzato, inoltre, una piccola challenge: più numerosi, infatti, saranno i download e le interazioni provenienti dalla piattaforma N-SŌ LIVE, più elevato sarà il sostegno economico che sarà devoluto dall’azienda per la causa benefica di JTWIA. 

L’app è ora disponibile su:

Entra nella challenge e scarica N-SŌ Live cliccando su questi link o scansionando il QR code!

NSO_LIVE

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Il libro di Synesthesia

In Synesthesia siamo convinti che il futuro passi attraverso la condivisione di storie e di idee di donne e uomini che nel corso della storia hanno creduto con coraggio e determinazione – spesso anche passando attraverso fallimenti – nel progresso scientifico, tecnologico e sociale. Innovare significa dare vita a un cambiamento rispetto a uno stato di cose esistente per favorire la nascita di una condizione migliore, riconosciuta socialmente da tutti. 

In occasione dei nostri primi 10 anni di vita abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta del futuro e abbiamo deciso di raccontarlo in un libro in compagnia di Max Casacci, Guido Saracco, Arturo Brachetti, Mauro Berruto, Alessandro Barbero, Alyssa Carson, Horacio Pagani, Walter Rolfo, Paola Allamano, Pietro Leo, Sara De Simoni, Chet Haase, Bibop G. Gresta, Liz Corbin, Natasha Skult, Emilio Casalini, Riccardo Recalchi e Francesco Ronchi. Amici e personalità che ci hanno accompagnato lungo un percorso durato 10 mesi. 

Da questo confronto “illuminante” hanno preso forma le interviste pubblicate a partire dal 21 marzo del 2021, la data del nostro compleanno, sul web, sui podcast, sui social media e, infine, nel libro “10 anni di futuro. Interviste dalla Luna”.

Partendo dalla video interviste, abbiamo infatti creato una raccolta di testimonianze e visioni sui 10 temi cari al mondo dell’innovazione e non solo.

Conoscenza fa rima con solidarietà

Da sempre siamo impegnati in prima linea nella realizzazione di progetti, iniziative e soluzioni digitali utili a tutti. Ci sentiamo coinvolti quando pensiamo a chi fa tanto per gli altri, è nel nostro DNA: far bene il nostro mestiere e provare a cambiare in meglio le cose che ci circondano. 

Da oggi il libro è ufficialmente in vendita su Amazon. Potrete acquistarlo e supportare così due importanti progetti umanitari. L’intero ricavato delle vendite di questo libro sarà, infatti, devoluto alla Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (F.O.R.M.A. Onlus Torino) e al progetto umanitario a supporto delle giovani atlete afghane profughe in Italia (iniziativa promossa da Mauro Berruto).

In conclusione

Che cosa ci aspetta quindi nei prossimi dieci anni? Non ti resta che scoprirlo ripercorrendo tutte le tappe di questo straordinario viaggio “alle origini del futuro”, un percorso ricco di storie e testimonianze da raccontare, di emozioni da vivere e di geniali intuizioni alle quali ispirarsi. 

Puoi acquistare “10 anni di futuro. Interviste dalla Luna” qui.


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Movimento, dinamicità e divertimento: se dovessimo descrivere cosa rappresenti lo sport useremmo senz’altro questi termini. Per natura mutevole e mai uguale, non esiste un momento dello sport uguale a un altro; né nelle azioni né nelle emozioni di chi lo vive da spettatore. 

Una consapevolezza che AWE Sport, gruppo internazionale operante nella sport industry, e Synesthesia hanno compreso e trasformato in opportunità. Dalla partnership nasce infatti N-SŌ Live, una piattaforma digitale, sostenibile e personalizzabile, dedicata agli organizzatori di eventi e ai rights holders.

Figlia di un progresso che viaggia ad un ritmo sempre più veloce,  spinto anche dalla pandemia che ha accelerato la digitalizzazione di molti aspetti legati alla nostre vite,  N-SŌ Live nasce per rendere più semplice la gestione e l’organizzazione del nostro tempo libero, per offrire le emozioni del mondo degli eventi e delle grandi manifestazioni all’interno di una digital experience innovativa, disegnata intorno alle esigenze dell’utente.

L’applicazione offre diverse funzioni e soluzioni dedicate al live streaming e alla gamification, finalizzate a espandere l’esperienza degli appassionati sportivi oltre i limiti dello spazio e del tempo. L’obiettivo, quindi, è quello di fornire alle sport property (organizzatori degli eventi sportivi e a coloro che ne detengono i diritti) uno strumento digitale innovativo e coinvolgente che consenta di rendere più ricca e interattiva l’esperienza dell’utente prima, durante e dopo l’evento. 

L’obiettivo della piattaforma è quello di digitalizzare il coinvolgimento dei fan e la live experience, durante e dopo l’evento. I vantaggi sono molteplici sia per l’utente, che può fruire degli eventi comodamente da casa e organizzare la propria agenda in base alle preferenze, sia per gli organizzatori di eventi. 

Una timeline consente all’utente di salvare gli eventi più interessanti nell’agenda in modo da personalizzare l’esperienza con contenuti dedicati (video on demand, foto, streaming, podcast audio, pdf). Grazie al reminder presente all’interno dell’app è, inoltre, possibile fruire in live streaming dei singoli appuntamenti. L’agenda è cross evento: l’utente può seguire più eventi all’interno di N-SŌ Live e passare da uno all’altro in modo rapido e intuitivo. L’app, infatti, consente di visualizzare velocemente quali sono gli eventi che in quel momento vengono lanciati. 

Gli organizzatori degli eventi possono personalizzare in base alle proprie esigenze le singoli pagine, con gli sponsor (con un’area a loro dedicata), il palinsesto che consente di gestire le prenotazione per gli eventi live e tutte le informazioni necessarie. Se da un lato l’utente attraverso l’app riceve conferma di partecipazione, dall’altro lato l’organizzatore ottiene una lista di prenotazioni per l’evento. 

Nell’app sono presenti elementi di gamification personalizzati: all’interno dell’evento specifico l’utente è chiamato a compiere azioni e a partecipare a challenge giornaliere che gli consentono di acquisire punti esperienza (KŌI, la moneta virtuale da spendere durante gli eventi futuri) in modo da aumentare la sua interazione e il coinvolgimento.

Come afferma Beniamino Savio, CEO & Co-Founder di Awe Sport:

“è ormai evidente la necessità dei tifosi di partecipare all’evento non solo attraverso la presenza fisica o i media tradizionali, ma anche con il proprio device. D’altra parte non tutti gli eventi, i team o le venue sportive possono dotarsi di una piattaforma digitale proprietaria. N-SO Live è la nostra risposta: mettendo a sistema il nostro know how con quello di Synesthesia siamo riusciti ad abbattere i costi e a creare uno strumento davvero accessibile, mantenendo alto il livello tecnologico e la qualità dell’experience. Parliamo anche di sostenibilità: sono convinto che N-SO possa diventare una linea di ricavo e non di costo per i rights holders che ne sfrutteranno appieno le potenzialità”. 

Più inclusività e più accessibilità nel mondo dello sport: AWE SPORT e Synesthesia credono nei valori della condivisione e dell’inclusione. Per queste ragioni hanno deciso di ampliare l’offerta legata agli eventi sportivi rendendo accessibile ai fan di tutto il mondo i contenuti e le emozioni dello sport. Le diverse funzionalità presenti al suo interno garantiscono, infatti, agli utenti una user experience semplice, efficace e inclusiva: dalla prenotazione dell’evento fino alla conclusione dell’esperienza. 

“La partnership con AWE Sports e la nascita di N-SŌ Live rappresentano per Synesthesia un’opportunità di coniugare  e trasformare skills tecniche e passione per lo sport in un prodotto innovativo, seguendo un cammino di trasformazione digitale e tecnologica che da 10 anni contraddistingue l’azienda. N-SŌ è la chiara manifestazione della volontà della nostra realtà di innovare senza perdere lo spirito base del settore: il divertimento e il coinvolgimento di tutti!”, afferma Riccardo Recalchi, CEO di Synesthesia. 

Sviluppata da Synesthesia in react native (il backend in .net), l’interattività della piattaforma è stata studiata per:

Utilizzata per la prima volta nel novembre 2021 in occasione delle Nitto ATP Finals, l’app è stata scaricata finora da oltre 2mila persone e ha trasmesso 8.700 minuti di streaming e immagini. Grande coinvolgimento ha suscitato anche sui social media con un’ampia copertura non solo dai profili istituzionali. L’hashtag #torinosomuch ha dato origine a 5.500 interazioni raggiungendo oltre 228mila persone, con più di 5mila like, dati che sono ancora in crescita.

Un ulteriore riconoscimento dei risultati finora ottenuti da N-SŌ arriva dalla recente scelta da parte dell’organizzazione dell’evento nazionale di JUST THE WOMAN I AM che utilizzerà l’app durante la prossima edizione (marzo 2022). Una partnership che conferma la vicinanza di N-SŌ Live ai valori dello sport, della ricerca e della prevenzione. La notizia sarà ufficializzata durante la Conferenza stampa di apertura dell’evento del 13 gennaio organizzata dal CUS Torino.


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Parallelamente all’agenda di quest’anno, il 12 novembre (alle ore 10:30) Huawei presenterà in “HUAWEI Ads”, il nuovo programma di incentivi dedicato al mercato europeo, che fornirà supporto agli inserzionisti, agli sviluppatori e alle agenzie nel raggiungere un’utenza globale di traffico mobile qualificato.

In compagnia di Alessandro Schintu (Head of HUAWEI Mobile Services), Stefano Nkazi (Marketing Manager of HUAWEI Technologies), Arianna Ursano (Senior Operations Specialist at HUAWEI Mobile Italia) andremo alla scoperta delle nuove opportunità per i professionisti che lavorano nel marketing, nell’editoria e nel mondo della pubblicità.

La presentazione è gratuita, informa i tuoi colleghi e partecipa all’evento. Ti aspettiamo!

https://www.youtube.com/watch?v=DXpLl5uaR2s

A seguito dell’esperienza positiva dello scorso anno, Huawei ha deciso di rinnovare il proprio ruolo di main sponsor di droidcon Italy, partecipando attivamente all’evento attraverso la round table “Meet the developer relations team at Huawei” e il keynote di apertura del secondo giorno “Journey around HMS 6.0 passing  by 3D models”. Per saperne di più sull’agenda clicca qui.


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L’evento: tante conferme e un’interessante sorpresa: molte cose previste e qualche sorpresa interessante

Se ne parlava ormai da settimane: per l’evento del 14 settembre erano attesi quattro nuovi iPhone 13 e la settima generazione di Apple Watch, ma Apple ha spiazzato tutti i pronostici della vigilia presentando anche l’iPad di ultima generazione e iPad Mini 6.  Più prodotti di quanti ne fossero attesi, dunque. Un vero effetto a sorpresa per tutti gli appassionati del mondo Apple che hanno seguito con attenzione l’evento in streaming. 

Semplicità del design, forme più arrotondate e sottili, processori più performanti, fotocamere con standard elevatissimi, attenzione ai dettagli. Scopriamo insieme la nuova linea dei prodotti Apple per il mondo mobile. 

Le quattro versioni dell’iPhone 13

Il dispositivo più atteso dell’evento è stato certamente l’iPhone 13. La presentazione del nuovo smartphone ha confermato tutte le indiscrezioni che nei giorni precedenti erano circolate. Come è accaduto per versioni precedenti, anche la nuova generazione di iPhone prevede 4 configurazioni: oltre a quella tradizionale (con schermo da 6,1″), troviamo una versione Mini (da 5,7″), un iPhone 13 Pro (con batteria maggiorata del 20% e una Gpu 5-core aggiuntiva) e un Pro Max che, oltre a essere più potente, unisce lo schermo da 6,7″. Il nuovo dispositivo porta con sé ulteriori miglioramenti anche per quanto riguarda le fotocamere, con standard innalzato fino a 12 megapixel e sensori da f/1,6 (grandangolare e f/2,4) che consentono di catturare più luce. Per quanto riguarda il design, il nuovo iPhone 13 è molto simile a quello del 2020, con il notch (una parte dello schermo che ospita la fotocamera frontale e Face ID) più piccolo del 20%.

“L’iPhone più “pro” di sempre

“Questo è l’iPhone più ‘pro’ di sempre”, con queste parole Tim Cook ha presentato le due versioni di punta di iPhone, il 13 e il 13 Pro Max. 

Le evoluzioni introdotte sono tante. I nuovi modelli hanno un sistema di camere molto più evoluto e presentano una batteria che ha una durata maggiore. Le tre fotocamere posteriori (un teleobiettivo, una ultra-grandangolare e una grandangolare) sono state ottimizzate per il funzionamento con iOS 15 e sono basate sul nuovo processore ISP del chip A15 Bionic. Anche per quanto riguarda questo modello è presente una tecnologia di stabilizzazione evoluta delle immagini, mentre per quanto riguarda lo scatto notturno la funzionalità è stata estesa su tutte le lenti. Tra le tante novità presenti nel nuovo modello, degna di nota sono i miglioramenti per quanto riguarda la fotografia macro: il nuovo sensore ultra-angolare può scattare foto con distanza focale ravvicinata. 

In arrivo ci sono anche gli stili fotografici, che consentono agli utenti di portare su ogni immagine le proprie preferenze, applicando così alle diverse parti della foto le stesse regolazioni. L’altra importante novità si chiama ProRes, cioè un codec video professionale che offre una maggiore fedeltà cromatica con una compressione minore. 

Novità anche per quanto riguarda il display che è un Super Retina XDR con tecnologia ProMotion: per la prima volta su iPhone questa tecnologia permette un aggiornamento dello schermo dai 10Hz fino ai 120Hz per immagini e scroll sempre più fluidi nel rispetto della batteria. 

Tutti i prodotti saranno disponibili dal 24. I colori sono quattro: grafite, oro, argento e Azzurro Sierra. In Italia l’iPhone 13 Pro ha un prezzo di partenza di 1.189 euro mentre il prezzo dell’iPhone 13 Pro Max parte da 1.289 euro.

Non solo iPhone 13

Oltre ai quattro modelli di iPhone hanno fatto la loro apparizione a sorpresa anche il nuovo iPad e l’iPad Mini 6 che non erano pronosticati nelle anticipazioni della vigilia.

Il nuovo iPad

Il nuovo iPad di nona generazione è quello più economico. Ha un chip A13 Bionic con Neural Engine e stando alle previsioni sarebbe più veloce del 20% rispetto alla sua versione precedente. Miglioramenti in vista sono previsti anche per quanto riguarda l’apparato fotografico (sia posteriore che anteriore) grazie a una fotografia ultra-grandangolare da 12 megapixel. Grazie a questi miglioramenti sarà possibile usufruire della funzionalità Center Stage (già presente su iPad Pro). Questa funzione durante le videochiamate consente di mantenere sempre chi sta parlando (che sia una persona o un gruppo) al centro dell’inquadratura. Il nuovo iPad ha un display True Tone da 10,2” di tipo Retina e arriverà con il nuovo sistema operativo iPad OS 15. Sarà disponibile dal 24 settembre nelle versioni grigio siderale e argento. Gli iPad supporteranno anche la Apple pencil.

Prezzo di partenza 389 euro (nella versione wi-fi), mentre il modello da 64 giga con connettività cellulare ha un costo di 529 euro.

L’iPad Mini 6

Non solo l’iPad tradizionale, ma anche la nuova generazione di pratici iPad Mini, forse la vera notivtà di questo evento La nuova versione sarà ben dieci volte più veloce del suo predecessore e avrà una batteria molto più performante. Il suo display Liquid Retina da 8,3” è in grado di garantire una luminosità da 500 nits e il design sarà molto simile a quello dell’iPhone (con bordi molto sottili e angoli smussati). 

Gli iPad Mini manterranno l’amato TouchID incastonato nel tasto sul lato superiore per il riconoscimento biometrico sul tasto di accensione (come per l’iPad Air). La sua fotocamera posteriore è da 12 megapixel con apertura f/1,8, tecnologia Focus Pixels, smart hdr, video 4k e true tone flash. Sono disponibili ben 4 colori (rosa, galassia, viola, grigio siderale). IPad Mini è un device tutto nuovo che si va a inserire in modo più deciso tra iPad e iPhone come device di riferimento soprattutto per i professionisti, che vedono comparire finalmente anche l’abilitazione per la Apple pencil di II generazione. 

Il prezzo di partenza in Italia è di 559 euro (per quanto riguarda il modello Wi-fi) e 729 euro (per quello con connettività cellulare). Entrambi i modelli saranno disponibili dal 24 settembre.

Apple Watch 7

Come già avevano annunciato i rumors, il design dei nuovi Apple Watch Series 7 non è stato rivoluzionato. Tutte le novità più significative riguardano il display (di tipo retina), in grado di contenere il 50% di testo in più rispetto alla passata generazione. La cornice più sottile arriva fino a 1,7 mm per massimizzare l’area dedicata allo schermo. I pulsanti virtuali sono più grandi e il display offre il 70% in più di luminosità in always-on. 

La batteria dura 18 ore e carica il 30% più velocemente tramite usb type-c. Durante la cerimonia di presentazione sono state citate le versioni Hermes e Nike. Al momento non vi sono informazioni sulla disponibilità e sui prezzi in Italia. Quello che sappiamo, però, è che negli Stati Uniti i prezzi partono da 399 dollari.

Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.

Immagini fonte: Apple.

[Guarda la versione completa dell’intervista – 27 min]

Chet, Chief Developer Advocate per Google, com’è cambiato il tuo ruolo negli ultimi anni?

“Raduno un po’ le idee di questi quasi vent’anni di esperienza. Ho iniziato a parlare di tecnologia quando lavoravo per la precedente azienda, la Sun Microsystem. Ricordo che a un certo punto ho pensato “Hey questo è un lavoro davvero divertente: programmare con la tecnologia e poi parlare con gli sviluppatori su come funziona la tecnologia stessa”. Certamente ho visto un’evoluzione in questo settore. Non solo nell’ambito delle piattaforme su cui ho lavorato e nella tecnologia in sé, ma anche nel settore della “developer advocacy” e in generale dei software. Penso che il più grande cambiamento consista nel fatto che le sfide stanno diventando sempre più grandi e complicate. C’è molta più tecnologia in tutto, ci sono più piattaforme, ci sono più tipi di tecnologie. Quando ho iniziato il mio percorso professionale, il mobile o gli smartphone non esistevano. Si poteva forse intravedere la nascita di qualcosa, ma certamente non tutte le funzionalità che abbiamo oggi.

Una cosa, però, non è cambiata: credo fermamente che i developer advocate non siano solo persone che salgono sul palco o scrivono un articolo o parlano di questi argomenti. Questo è un plus, un piccolo dettaglio in più della professione. Il nostro vero lavoro consiste nell’essere ingegneri, nel comprendere a fondo le dinamiche di funzionamento della piattaforma che presenterai poi agli sviluppatori. Scrivi un codice, lo studi a fondo e poi esci e vai dalle persone per spiegare come funziona, cosa la piattaforma può fornire in risposta alle varie necessità.

Aggiungerei comunque che ci sono stati importanti cambiamenti nell’ultimo anno a causa di questa terribile situazione in cui ci troviamo tuttora. Per i developer advocate parte del lavoro consiste proprio nel viaggiare, incontrare gli sviluppatori di tutto il mondo a eventi come “droidcon Italy” e scoprire quali sono i temi “più caldi”, aiutando tutti a comprenderli meglio. Sono lati della professione che implicano, appunto, viaggiare, incontrare persone ed entrambi questi aspetti sono stati bloccati in modo pesante da ormai più di un anno. Tutto questo implica che siamo stati costretti a privilegiare nuovi incontri online come stiamo facendo anche adesso. È stato un cambiamento interessante: sempre più contenuti video, sempre più coinvolgimento online, conferenze online. Dall’altro lato, però, penso penso che non abbiamo ancora scoperto come raggiungere lo stesso livello di coinvolgimento che si ottiene negli eventi “di persona”. Abbiamo ancora un po’ di lavoro da fare”.

Sono pienamente d’accordo con te riguardo la situazione globale, ci sono stati molti cambiamenti nel settore della tecnologia. A parte il lavoro da remoto, in quale misura, secondo te, tutti questi cambiamenti hanno influito sul ruolo di uno sviluppatore?

“Le cose stanno diventando più diversificate, non necessariamente più complesse, ma ci sono più opportunità, più tecnologie, più strumenti da usare, più linguaggi, più approcci, più piattaforme sulle quali programmare. Per alcuni aspetti sta a noi comprendere molte di queste nuove possibilità per poter prendere decisioni su quale sia la cosa migliore da fare. Se torniamo indietro a venti o trenta anni fa, a quel tempo potevi concentrarti solo su una materia, studiarla a fondo, diventarne un esperto. Ecco io credo che questo oggi non rappresenti più un reale vantaggio perché quella cosa che hai studiato può cambiare come ogni aspetto della tecnologia che muta in modo incredibilmente veloce.

Tutto questo può spaventare un po’, ma francamente lo vedo come un vantaggio, dal momento che agli ingegneri piace giocare con le novità. Il fatto che ci siano sempre giochi nuovi nel settore ingegneristico è molto divertente. 

Occorre avere il giusto approccio mentale per dire “io ho davvero bisogno di uscire e imparare come funzionano queste novità”, “di giocarci” un po’ e capire come possono essere integrate con il lavoro di sviluppatore”. 

Come ci hai ricordato il mercato si è evoluto, diventando più ampio e complesso. Leggendo tra le righe, però, mi sembra di capire che è anche più interessante, vero? Qual è stato il tuo dispositivo o applicazione preferiti, su cui hai lavorato? Quali sono stati, secondo te, i veri highlight della tua professione? 

“Il mio dispositivo preferito è stato il “Nexus One” e ci sono un paio di ragioni per cui dico questo: la prima è che è stato il mio primo smartphone. Non ero mai stato nel mondo degli smartphone fino a quando mi sono unito al “team Android” a metà del 2010. Mi sono unito al team e ho iniziato a giocare un po’ con i vari device, ne ho avuto alcuni tra cui appunto il Nexus One: un dispositivo molto carino, che stava bene tra le mani, aveva tutte queste incredibili funzionalità ed era molto veloce per quei tempi. Poi lo schermo era enorme, una cosa che sembra ridicola rispetto ai dispositivi di adesso. Mi ricordo la gioia e l’entusiasmo per quei device. Certo adoro il mio Pixel 4 che uso tutti i giorni, è un device fantastico, ma non ha quel velo di nostalgia che i miei primi Nexus avevano.

Per quanto riguarda le app, direi che la mia preferita è Calendar. Io tendo a essere un po’ sbadato, per anni e anni ci sono state riunioni a cui avrei dovuto partecipare e che puntualmente mi perdevo. Le scrivevo sul calendario o su un pezzo di carta (quando usavamo ancora la pergamena e la piuma), ne segnavo altre sul mio pc, ma questo non implicava necessariamente che io avessi sott’occhio gli appuntamenti al momento giusto. Mi perdevo costantemente i meeting perché non ricevevo un promemoria dell’evento. Lo smartphone oggi può connettere tutte queste informazioni della nostra vita cosicché qualcuno può creare un evento per me nel suo calendario, mandarlo a un server e il server spedisce nuovamente indietro l’informazione al mio telefono che mi notifica l’impegno”.

L’esempio della tecnologia che risolve i problemi è davvero molto importante. È così che la tecnologia fa la differenza. In quest’ottica che cosa significa per te “think mobile”?

“Torno all’esempio di Calendar, ma ce ne sono molti altri, quando connettiamo servizi, informazioni e device nella nostra vita. È tutto intorno a noi e possiamo avere le informazioni necessarie ovunque ci troviamo. Tornando a qualche tempo fa, per il mio lavoro come developer advocate, viaggiare costituiva la parte principale della mia professione. Dovevo radunare tutti i dettagli utili insieme: sapere quale fosse il mio volo, quale fosse la mia corrispondenza, dove sarei atterrato, dove si trovasse l’aeroporto, l’hotel, come spostarmi da un posto a un altro, quali fossero i mezzi pubblici disponibili, dove fosse la mia destinazione, chi fossero le persone che dovevo incontrare, ecc. Mettere insieme tutto questo era davvero molto stressante. Oggi vai all’aeroporto, sali sull’aereo, sbarchi, prendi il tuo smartphone e hai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Ci sono le informazioni sull’hotel, puoi visualizzare la mappa, capire dove ti trovi e come spostarti con i mezzi pubblici. Hai le email con le indicazioni sulla meta e le persone che devi incontrare. Puoi connetterti con chiunque per avere ulteriori informazioni. Oggi questi dati non sono più in tanti posti differenti, ma sono custoditi ovunque, “galleggiano” magicamente nel cloud e puoi scaricarli sul tuo dispositivo quando vuoi. 

La mia vita è molto meno sotto stress, sapendo che posso sempre avere tutte le informazioni che mi servono sul mio smartphone o su un qualunque dispositivo connesso alla rete”. 

Mi ricordo quando viaggiavo con una mappa stampata sulla carta, camminavo per le strade, parlavo con le persone in una lingua che non conoscevo. È così diverso dalla realtà che tu hai appena descritto. Pensi che la realtà di adesso, racchiusa nel palmo della mano sia in qualche modo migliore?

“Ci sono un paio di approcci diversi. Mi piace l’immagine idilliaca che hai descritto. Ho vissuto la stessa esperienza quando viaggiavo per il mondo, ma farei una distinzione tra un viaggio di lavoro, dove hai degli appuntamenti da rispettare ed è importante che tu sia puntuale ed efficiente e un viaggio “di piacere”, in cui è bello atterrare in un luogo, guardarti intorno e parlare con le altre persone. L’esempio che facevo prima, quindi, era riferito più all’aspetto lavorativo“.

Parlando di mobile, quali sono le più grandi opportunità del settore al momento?

“Penso di poter rispondere a questa domanda solo per quanto riguarda la mia esperienza personale e conoscenza del settore perché io ho sempre pensato al software. Ci sono, tuttavia, anche altre opportunità nell’hardware e in tutto il settore del mobile. Per me tutto riguarda il software perché penso che fornisca infinite possibilità.

Tutto è possibile con il software che programmi. Hai solo bisogno di un’idea e del tempo per scrivere il codice che possa realizzarla.

È straordinaria la quantità di cose che possiamo realizzare. Una volta che hai a disposizione gli elementi di connessione, i dati e i servizi, li colleghi insieme e così hai un enorme potenziale di crescita0. Abbiamo solo bisogno di tempo per scrivere un codice e poi possiamo fare di tutto. Quindi non vedo l’ora che ci siano innovazioni sempre più sorprendenti. Non so quali saranno. Ma saranno fantastiche“.

Un altro tema che mi interessa molto sono i comportamenti umani legati al mobile. Secondo te c’è qualcosa che dovrebbe essere cambiato o migliorato nel comportamento o nell’uso dei dispositivi?

“Mi auguro che non saremo più tutti così “incollati” agli schermi dei nostri telefoni. È un po’ spiacevole passeggiare vicino a una fila di persone quando vedi tutti fare la stessa cosa. In tempi più felici di solito prendevo il bus per andare a lavoro e c’erano con me altre trenta persone che aspettavano di salire e tutte, compreso me, fissavano il telefono. Potevi leggere le ultime notizie, dare uno sguardo a Twitter o qualsiasi altro social. Mi auguro, però, che cambieremo questo comportamento, che interagiremo di più fra noi e spenderemo più tempo “fuori” dai nostri schermi“.

Parlando ancora di questo argomento, secondo te, ci sono delle particolari opportunità o cambiamenti che debbano essere fatti a favore delle minoranze, come chi ha handicap visivi, uditivi o semplicemente è più avanti nell’età?

“Certamente. Credo che si siano fatti molti passi avanti e ce ne sono ancora molti da fare. C’è un’attenzione costante da parte dei fornitori delle piattaforme e da parte delle stesse applicazioni che sono sviluppate con l’obiettivo di fornire strumenti abilitanti per questo tipo di audience. Mia mamma, per esempio, attualmente è ipovedente, la sua vista peggiora a causa dell’età avanzata e per questi motivi lei apprezza molto le funzionalità che evidenziano le icone, su cui io ho lavorato per anni e che consentono di ingrandire ogni singola parte dello schermo. 

Prima potevi ingrandire il testo ma questo non implicava necessariamente che anche i comandi fossero più grandi o le icone sullo schermo, con cui hai bisogno di interagire. Ma adesso che puoi ingrandire l’area interattiva di ogni applicazione è molto più facile per lei utilizzare il dispositivo come facciamo tutti. Allo stesso tempo ci sono anche funzionalità che leggono i testi: puoi cliccare sulle icone e una voce le legge per te. Non siamo ancora arrivati “al traguardo” comunque. Ci sono numerosi team di persone che lavorano in questi ambiti in Google e in molte altre compagnie perché è molto importante non solo per le persone che sono là fuori oggi, ma per tutta la popolazione che costantemente invecchia”.

Abbiamo già parlato dello scenario dell’ultimo anno, della pandemia e di come essa abbia dato una forte spinta alla presenza del mobile nella quotidianità. Tutto questo ha contribuito anche a creare una forte disparità: se non avevi il giusto dispositivo non potevi lavorare o studiare da casa. Quali sono stati, dal tuo punto di vista, i cambiamenti più rilevanti nel mobile?

“Credo che questo contesto abbia, in gran parte, enfatizzato l’importanza della interconnessione e di avere a disposizione tutti i dispositivi necessari. È bello che i device negli ultimi anni siano diventati sempre più accessibili a livello di prezzo. Agli inizi gli smartphone erano prodotti riservati a un’élite che poteva permetterseli. Oggi invece ci sono questi dispositivi che sono molto più economici e comunque molto potenti nonostante ci siano ancora grandi disparità di mezzi, anche in termini di capacità di utilizzare questi device.

Non puoi fare i compiti su uno smartphone, ma hai bisogno di un PC che però molti non si possono permettere. Ci sono sistemi scolastici che non hanno tutte le infrastrutture di cui avrebbero bisogno.  All’improvviso tutti i bambini sono rimasti a casa, a seguire le lezioni scolastiche dalle proprie abitazioni e dovevano, dunque, avere tutti gli strumenti per ricevere le informazioni dalla scuola, dagli insegnanti, per seguire le lezioni, per fare i compiti e consegnarli. 

Penso che la pandemia abbia accelerato molte competenze e abbia contribuito a potenziare molte funzionalità nel mobile per aiutare le persone, ma penso anche che abbia contribuito a causare molte disparità con le persone che questi mezzi non li avevano o con le scuole che non avevano le infrastrutture per far fronte a tutto adeguatamente. 

Credo che molte persone abbiano sofferto per questo: per non essere in grado di imparare abbastanza e per non poter lavorare perché non avevano questi strumenti. Una volta usciti da questa situazione, sarà interessante vedere dove saranno i “gap” e come potremo prepararci meglio ad affrontare le circostanze avverse“. 

Ci ha aperto gli occhi questa pandemia. Una questione molto banale, ma che si collega con tutto quello di cui abbiamo parlato finora. Tutto ciò non esisterebbe senza i telefoni ricaricabili. In futuro, potrà diventare più semplice ricaricare i telefonini? 

“Spero proprio di sì. Credo che ci stiamo arrivando. Alcuni anni fa, non mi ricordo quale device fosse della linea Nexus, c’era un sistema di ricarica wireless. Il mondo non era ancora pronto per questo, per il compromesso tra la dimensione di cui hai bisogno per un device e la dimensione necessaria per una batteria grande, per lo schermo e per tutti gli accessori. I caricabatterie erano molto costosi, non c’erano molti dispositivi. E oggi i device di fascia alta o almeno i livelli medio-alti hanno questo sistema di ricarica wireless che è molto più comodo. La possibilità che ho di camminare per casa e posizionare questa ricarica ovunque è molto più facile. 

Mi ricordo i vecchi tempi con il cavo USB, lo collegavi e poi ti accorgevi che non era il verso giusto allora lo staccavi e lo collegavi di nuovo e ti rendevi conto che in realtà era di nuovo sbagliato e guardavi il dispositivo e poi il cavo. Ci volevano sempre almeno tre tentativi. E poi dovevi essere abbastanza vicino al cavo e alla presa di corrente, ricordarti di prenderlo quando viaggiavi. Almeno una volta è successo a tutti che al momento dell’atterraggio ti accorgevi che non avevi il cavo USB e andavi a comprarne un’altro. Credo che la situazione migliorerà con i caricabatterie wireless”.

La parola “compromesso” sintetizza bene molti concetti di cui abbiamo parlato. E il compromesso sembra essere la chiave quando ci sono delle novità e dobbiamo capire cosa perdiamo o sacrifichiamo. I prossimi dieci anni come saranno? Cosa accadrà?

“Per intuito penso che saremo tutti ancora seduti nelle nostre case aspettando che questa pandemia finisca perché sembra che questo ultimo anno sia già durato secoli. Mi auguro che potremo uscire da tutto questo nei prossimi mesi e tornare a un certo senso di normalità, qualsiasi cosa essa sia, ma è molto difficile prevedere il futuro della tecnologia. Se fossi vissuto a metà degli anni ‘90 probabilmente avrei fatto difficoltà a prevedere la nascita degli smartphone o fino a dove potessero arrivare, così come l’avvento dei dati mobili insieme a tutte le capacità delle CPU. Qual è il prossimo passo? Dove può andare il mobile a partire da qui?

Oggi i dispositivi connessi non sono più solo gli smartphone. Abbiamo preso la potenza dei computer desktop di dieci o quindici anni fa e l’abbiamo messa nelle tue tasche. Oggi puoi anche avere tutto questo sul polso o in una forma più grande come un tablet“.

Grazie mille Chet e arrivederci alla prossima intervista!

Non hai tempo di vedere o di leggere? Nessun problema, c’è la versione podcast dell’intervista a Chet Haase!

Ascolta “Mobile / Chet Haase [settembre 2021]” su Spreaker.

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Turismo digitale e la figura dell’influencer-turista

Per comprendere il rapporto che c’è tra il mondo del turismo e quello degli influencer occorre, innanzitutto, fare un passo indietro e analizzare il fenomeno legato alla digitalizzazione di questo settore. Quando si parla di turismo digitale solitamente si fa riferimento all’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici per pianificare, gestire il proprio viaggio “in modo intelligente”. Oggi la digitalizzazione del settore turistico sembra essere diventata l’unica via per la ripresa dopo la pandemia. Inizialmente, però, molte furono le perplessità legate a questo fenomeno. Ci si interrogava sul ruolo che avrebbe potuto acquisire all’interno dello scenario economico italiano e, solo con il tempo, si è capito che turismo digitale e trasformazione digitale andavano di pari passo.

In un’epoca in cui internet e i social media rappresentano la fonte principale d’informazione, non deve stupire, dunque, la stretta relazione che si sta delineando sempre di più tra il turismo digitale e la professione dell’influencer. Oggi, infatti, per reperire informazioni di qualsiasi genere su viaggi, città artistiche e mete paradisiache, il “turista digitale” si basa molto spesso sulle opinioni di amici, familiari, ma anche sconosciuti. È qui che entra in gioco la figura dell’influencer-turista. Grazie alla visibilità e notorietà di cui gode, è in grado di raggiungere un grande numero di persone, diventando veicolo di informazioni e consigli utili per chi viaggia. 

L’opinione pubblica si divide: pro o contro l’influencer-turista?

Il piano che prevedeva di utilizzare gli influencer per rilanciare il turismo ha già visto numerosi protagonisti. Dalle visite alla Cappella Sistina e alla Galleria degli Uffizi di Chiara Ferragni, alla promozione di una mostra a Bologna dello youtuber Luis Sal. Dal video promozionale sull’Emilia Romagna affidato alla voce narrante di Stefano Accorsi, alla campagna promozionale del Museo Archeologico di Napoli con la partecipazione del gruppo satirico The Jackal. Tanti sono gli esempi di questo nuovo fenomeno già messi in campo, quanto numerose le opinioni discordanti. 

All’interno di questo dibattito, c’è chi sostiene che questa strategia di marketing rappresenti il modo più semplice e immediato per far conoscere l’arte e le bellezze del nostro paese ai più giovani e chi, invece, considera queste “figure” poco idonee.  

L’estate scorsa, per esempio, ha fatto molto discutere il caso di Chiara Ferragni. Tante sono state le critiche che sono arrivate da diversi studiosi e appassionati in materia, che hanno definito l’accostamento della Venere del Botticelli alla Ferragni come una scelta impropria, paragonando il canale social degli Uffizi a quello di una marca di costumi. La questione resta tuttora molto aperta e dibattuta.

Il caso “Ferragni-Uffizi”: un indiscutibile successo di comunicazione e marketing 

Che si facciano gli shooting di moda all’interno dei musei non rappresenta certo una novità. Occorre, tuttavia, precisare che Chiara Ferragni non è stata appositamente chiamata dalle Gallerie degli Uffizi per risollevare la popolarità del museo, ma si trovava lì per lavoro. Come ha dichiarato il direttore Eike Schmidt, si è trattata di un’operazione molto vantaggiosa per il museo, che non ha comportato alcuna spesa.

Nei giorni successivi ai post della Ferragni, gli ingressi alle Gallerie degli Uffizi hanno fatto segnare un +27% di visitatori (con un +3600 ingressi under 25 nel weekend successivo ai post). L’eco mediatico generato ha ottenuto milioni di apprezzamenti in tutto il mondo, posizionando per molti giorni gli Uffizi tra i trend topic su Twitter, Instagram e nelle ricerche Google.

Turismo digitale senza confini. Cosa ci attende nel futuro?

Il fatto che il turismo sia stato uno dei settori più colpiti a livello mondiale dall’attuale pandemia è indiscutibile. Nel 2019, l’Italia aveva raggiunto il quinto posto nella classifica dei Paesi più visitati al mondo, con 94 milioni di turisti stranieri: cifra che nel 2020 ha registrato un -55% di presenze. Tuttavia, la recente riapertura delle frontiere e i primi flussi di turisti, fanno ben sperare: secondo l’Enit (Agenzia Italiana per il Turismo), nel 2022 non solo si tornerà ai livelli pre-Covid, ma si registrerà un’ulteriore crescita di due punti percentuale. 

Per questo motivo il digitale, che ha già cominciato a rivoluzionare il settore turistico, diventerà essenziale per concretizzare queste stime. L’utilizzo delle tecnologie è sempre più diffuso e i dati parlano chiaro: il 22% dei turisti italiani usa strumenti digitali, come i tour virtuali, per scegliere l’alloggio o la località di destinazione prima della prenotazione. Inoltre, la percentuale dei turisti che, rientrati dal viaggio, comprano on-line un prodotto legato alla località visitata è passata dal 4% nel 2015 al 12% nel 2019. Infine, il 30% dei turisti, una volta terminata la loro esperienza, decidono di raccontarla online, lasciando delle recensioni sui luoghi da loro visitati. 

Se già all’inizio del 2020 l’innovazione tecnologica nel turismo si riteneva fondamentale per la sua crescita, oggi, con l’esigenza di rilanciare un settore pesantemente danneggiato, lo è ancora di più. Come abbiamo visto, si tratta di una tendenza in costante aumento che porta con sé infinite opportunità di crescita. In tal senso il turismo digitale e la figura dell’influencer-turista possono fare la differenza.

I nostri servizi di marketing e social media trasformano idee brillanti ma complesse in soluzioni digitali semplici, rapide e innovative, che proponiamo e progettiamo insieme al cliente per aiutare la sua azienda in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.

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La tecnologia del QR Code nel Green Pass

Oggi, grazie all’impiego dei QR Code (Quick Response Code), abbiamo assistito a una notevole riduzione delle occasioni di contatto. Questi codici a barre a risposta rapida fanno ricorso alla tecnologia di AR per dare accesso a una quantità maggiore di informazioni attivate digitalmente a seguito della scansione con un apposito software (oggi integrato nella fotocamera di quasi tutti i dispositivi mobile). 

Di fatto, i QR Code condensano una quantità più o meno grande di informazioni in un simbolo, caratterizzato da tre quadrati disposti negli angoli, che funzionano da punti di riferimento per il software di decodifica (che può così raddrizzare l’immagine e leggerne bit con un sistema per cui il bianco è 0, il nero è 1). Nel caso del QR Code presente nel Green Pass è stato inserito un elemento ulteriore: una procedura specifica per evitare contraffazioni. 

L’applicazione che scansiona e “legge” il codice del Green Pass è rilasciata dal Ministero della Salute e utilizza la chiave pubblica del sigillo di firma per verificare la provenienza e l’integrità del dato. Il codice sorgente delle applicazioni usate per la lettura dei dati è open source e disponibile su Github. 

Il QR Code presente nel Green Pass contiene le informazioni relative ai dati identificativi del soggetto (nome, cognome, data di nascita), il numero di dosi di vaccino ricevute, la tipologia e la data della vaccinazione. Pertanto, non vi sono ulteriori informazioni relative allo stato di salute o altri dati sensibili che entrerebbero in conflitto con la tutela europea dei dati personali.

“VerificaC19”: l’app per controllare il Green Pass

Dal 6 agosto sarà obbligatorio l’uso del Green Pass dai 12 anni in su per andare al ristorante, nei bar al chiuso, nei cinema, nelle palestre, per andare allo stadio e in molti altri luoghi aperti al pubblico. Solo coloro che erogano i servizi potranno verificare la validità della certificazione grazie all’applicazione “VerificaC19”, sviluppata dal Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero per l’Innovazione Tecnologica.

L’app, utilizzabile anche in modalità offline, è conforme alla versione europea (diminuisce il numero di dati visualizzabili dall’operatore, per minimizzare le informazioni trattate). È possibile scaricare gratuitamente VerificaC19 sia dal Playstore di Google per dispositivi Android dalla versione 8, sia dall’AppStore di Apple con iOS versione 12.1 o superiore. Per avere maggiori informazioni sull’app è possibile consultare il seguente link del Governo.

Verso una maggiore tutela dei dati personali

L’utilizzo dei QR Code in numerosi ambiti della nostra quotidianità suggerisce come la tecnologia spesso fornisca gli strumenti più idonei e utili per affrontare le sfide quotidiane, anche in situazioni imprevedibili di emergenza sanitaria come quella dettata dall’attuale pandemia. Come abbiamo visto, i dati coinvolti durante l’attività di riconoscimento del Green Pass, in pieno accordo con la tutela europea dei dati personali, non riguarderanno i dati sensibili e non ci sarà alcun rischio per la nostra privacy.

Come avere il Green Pass sul tuo smartphone: ecco alcuni consigli pratici

In futuro, dunque, sarà sempre più utile avere a portata di smartphone il QR code del Green Pass. Esistono diverse soluzioni. Noi ve ne segnaliamo due: una per i dispositivi Apple e una per quelli Android. Su iPhone è possibile salvare il Green Pass digitale nel Wallet insieme a tanti altri documenti fondamentali per le attività quotidiane come carte di credito, bancomat, biglietti dei treni e molto altro. È, inoltre, possibile mostrare il Green Pass anche dal Wallet dell’Apple Watch senza neanche la necessità di utilizzare lo smartphone. 

Per il “mondo” Android, una soluzione può essere l’app Stocard (disponibile anche per Apple) alla quale è possibile aggiungere il Green Pass. 

Bastano poche semplici “mosse”: 

In questo modo si potrà avere sempre a disposizione la documentazione necessaria senza bisogno di documenti cartacei o di una connessione a internet stabile. Un piccolo cambiamento che entrerà a far parte della nostra quotidianità per migliorare la sicurezza di tutti.

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Il keynote di apertura della Apple WWDC 2021: iOS 15 e tutte le novità all’insegna della “condivisione”

Giugno per Apple è il mese degli annunci. Che cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo dal mondo Apple? A causa della pandemia anche quest’anno la settimana della Worldwide developer conference 2021 si svolgerà in streaming globale dall’Apple Park di Cupertino, California. Fino a venerdì 11 giugno si susseguiranno incontri, seminari, approfondimenti e lezioni dedicate agli sviluppatori. Il keynote di apertura del 7 giugno si è aperto con una presentazione video di Tim Cook sul palco dello Steve Jobs Theater. L’amministratore delegato di Apple è stato accolto da una platea di developer impersonificati da avatar colorati. A seguire, Craig Federighi (il Vice Presidente del reparto software di Apple) ha introdotto il tanto atteso iOS 15. Vediamo insieme quali sono state le novità introdotte.

FaceTime sarà una piattaforma ancora più evoluta

Le novità sono tantissime, a partire da quelle previste per FaceTime, l’applicazione Apple che consente di chiamare o videochiamare attraverso la videocamera frontale dello smartphone. Stando alle anticipazioni FaceTime diventerà una piattaforma di comunicazione a tutto tondo, ancora più evoluta, che punterà alla condivisione dei contenuti. Notevoli miglioramenti sono stati fatti per il video e l’audio, come l’isolamento della voce per ridurre al minimo i rumori ambientali grazie al machine learning. Sarà, inoltre, possibile condividere un link della chiamata di gruppo (come accade con Zoom e Teams) per far partecipare anche altri utenti alla video-call. Non sarà necessario utilizzare un iPhone o un iPad per partecipare, la videochiamata potrà essere effettuata anche da Android e da Windows e manterrà la crittografia end-to-end. Ma le novità per FaceTime non finiscono qui perché grazie alla funzione “ShareTime” sarà possibile addirittura condividere film o ascoltare musica, in perfetta sincronizzazione, tra due o più persone. 

“Focus Mode”, “Live text” e le nuove mappe

Molta curiosità ha suscitato tra gli sviluppatori anche l’aggiornamento che consente di dividere letteralmente l’iPhone in due, tra lavoro e vita privata: grazie alla funzionalità “Focus Mode” sarà possibile infatti decidere che tipo di notifiche mantenere attive e quali disabilitare nei diversi momenti della giornata. Saranno gli utenti noi ad avere il pieno controllo del nostro iPhone scegliendo le app che potranno rimanere attive e le persone con le quali vogliamo ancora continuare a comunicare.

Altra novità degna di nota introdotta è il “Live text”: grazie all’intelligenza artificiale, sarà possibile selezionare il testo che compare dentro una foto e copiarlo, oppure fare un tap (per esempio nel caso di un numero di telefono, per far partire subito la chiamata). 

Per quanto riguarda le nuove mappe, invece, la grafica tridimensionale, estremamente dettagliata e rifinita, è cambiata moltissimo: compaiono semafori, corsie ciclabili e strisce pedonali. I nuovi aggiornamenti prevedono interazioni con i servizi pubblici. Per esempio l’Apple Watch sarà in grado di dire quando è il momento di scendere da un autobus.

“iPad OS 15: come cambiano gli iPad

L’evoluzione intrapresa da Apple coinvolge (finalmente) anche gli iPad. Il nuovo sistema operativo per i tablet di iOS si chiamerà iPad OS 15 e cambierà non poco il nostro modo di interagire con i tablet di casa Apple Tale cambiamento avvicinerà sempre di più il dispositivo a un ambiente desktop, mantenendo ovviamente le  specifiche distintive date dall’’interfaccia touch. Questa segna un cambio di passo molto importante pensato per sfruttare al meglio la potenza offerta dai nuovi device con chip M1. Per migliorare la user experience dell’utente sono state potenziate, infatti, le capacità di multitasking attraverso una significativa semplificazione della gestione di più applicazioni allo stesso tempo (per esempio è possibile passare da un’app all’altra col gesture intelligenti e intuitive). Notevoli miglioramenti sono stati fatti anche per quanto riguarda l’app Note: sarà possibile iniziare a prendere appunti su iPad iniziando a “scrivere” direttamente con l’Apple Pencil sullo schermo, senza lanciare l’applicazione.

Novità anche per iCloud: la “Digital Legacy”

Per quanto riguarda il servizio di archiviazione online di Apple, iCloud, sarà possibile recuperare in caso di emergenza i propri dati anche grazie a un elenco di contatti fidati scelti precedentemente dall’utente. La funzionalità “Digital Legacy” consentirà di accedere a un account iCloud anche dopo che l’utente è venuto a mancare, così da non perdere i dati, foto e altro. 

WatchOS 8. Monitoraggio salute e domotica: le novità

Il nuovo sistema operativo WatchOs 8 consentirà agli utenti di prestare maggiore attenzione al proprio stato di salute attraverso un monitoraggio attento e costante: le nuove funzionalità integrate nell’app “Sonno”, per esempio, consentiranno di tenere sotto controllo anche la respirazione.

Infine, grazie all’arrivo di “Home”, sarà più semplice gestire in modo sempre più “smart” la propria abitazione. Per esempio sarà possibile rispondere al campanello smart direttamente da Apple Watch e si potranno visualizzare i video di sorveglianza su Apple Tv. Tali miglioramenti fanno parte di un’integrazione ancora più stretta tra l’hub centrale e gli apparati domotici e la possibilità per Siri di arrivare anche su dispositivi di terze parti. E questa è una novità estremamente significativa.

macOS Monterey: il nuovo sistema operativo per Mac

Il nuovo sistema operativo per Mac si chiamerà macOS Monterey. È stato progettato ad hoc per gli ultimi mac con processore M1, ma funziona perfettamente anche sugli altri. Le sue caratteristiche principali sono quelle legate all’interazione con altri device Apple. Grazie alla Universal Control, infatti, il cursore del mouse è in grado di passare in automatico da iPad a Mac quando si sta lavorando su entrambi i dispositivi e l’utilizzo della tastiera passa da un dispositivo all’altro a seconda della posizione del cursore del mouse. 

E la privacy? 

L’interazione di più  sistemi e la maggiore condivisione di spazi e contenuti tra gli utenti pone molte riflessioni sulla privacy. A tal proposito Apple ha precisato che nessun dato sarà memorizzato dall’azienda. Già con iOS 14.5 gli utenti erano in grado di controllare la gestione dei loro dati grazie all’App Tracking Transparency. Le novità introdotte con iOS 15 apporteranno notevoli miglioramenti: sarà possibile, infatti, nascondere l’indirizzo IP e accedere a un nuovo report settimanale che fornirà a tutti gli utenti un resoconto in sull’esposizione dei loro dati verso app e sviluppatori. Sono state, inoltre, aggiornate anche molte policy legate alla pubblicazione delle app: ci sarà l’obbligo per tutte le applicazioni che permettono di effettuare una registrazione di un account di prevederne sempre la cancellazione. Anche senon è stato reso noto con esattezza quando entrerà in vigore questo aggiornamento, occorre sapere che tale modifica varrà anche per le app già pubblicate.

“Integrazione”, “condivisione” e tutela della privacy: la nuova linea della Apple

La linea intrapresa da Apple sembra essere, dunque, quella dell’“integrazione” e della “condivisione” che punta ad andar oltre le differenze delle singole piattaforme, applicazioni, device e sistemi. Si tratta di una vera e propria “apertura” per molti aspetti rivoluzionaria di iOS. Che questa linea votata all’integrazione e alla condivisione sia il frutto di quello che abbiamo vissuto non è dato saperlo. Ciò che possiamo però affermare con certezza è che condividere è meglio, farlo in modo evoluto e sicuro lo è ancora più. Apple con iOS15 sembra essere nella giusta direzione. Le premesse sono piuttosto interessanti e per gli amanti del brand, finalmente appaiono come un sostanzioso passo in avanti.


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