L’evento
Durante le giornate del 20 e il 21 maggio presso il comune di Agliè (TO) 8 relatori provenienti da diversi settori saranno guidati in un viaggio speciale all’insegna della sostenibilità, caratterizzato dalla condivisione di racconti e interessanti esperienze. Le conclusioni del convegno saranno affidate a Gianluca Pellegrini (direttore di Quattroruote). Non è un caso che questa manifestazione si svolga proprio durante la terza domenica di maggio, considerata da sempre la “Fiera di Primavera”.
Come racconta il Sindaco di Agliè Marco Succio:
“Abbiamo lavorato duramente per creare l’ormai consolidato accordo intercomunale Tre Terre Canavesane con l’organizzazione del Festival della Reciprocità, nel quale trova spazio la fiera #MiMuovo. […] Il nome #MiMuovo è stato scelto per porre l’accento sulle “azioni” che stiamo compiendo nel percorso verso la sostenibilità, e contemporaneamente concentrare l’attenzione su una delle sue sfaccettature di maggior impatto quotidiano: la mobilità”.
Il programma
L’evento si apre con il convegno #MiMuovo Stories, che si terrà sabato 20 maggio alle 17,00 presso il Salone F. Paglia durante il quale qualificati relatori, coordinati da Patrizia Paglia (Past President Confindustria Canavese e CEO Iltar-Italbox), racconteranno interessanti storie ed esperienze legate al tema della mobilità sostenibile: pedali, due ruote, quattro ruote, aria, storia, energia, paesaggio, natura, innovazione.
Apertura lavori:
Le parole chiave per la mobilità sostenibile – Patrizia Paglia
Racconti:
PEDALI – Elisa Gallo – Presidente Bike Pride Fiab Torino
DUE RUOTE – Diego Alfani – Founder Moto Lignea
QUATTRO RUOTE – Enrico Pisino – CEO Competence Manufacturing Industry 4.0. (CIM4.0)
ARIA – Paolo Pari – Sky Gate
ENERGIA – Luca dal Fabbro – Presidente Iren
STORIA – Alberto Marazzato – Presidente Marazzato Group
AMBIENTE – Linda Bovo – 3Bee srl
FUTURO – Emilio Cascio – Rete E-mobility
Conclusioni:
Gian Luca Pellegrini – Direttore Quattroruote
Appuntamento a #Mimuovo2024:
Sara Pezzetti – SCK Group
Un programma davvero ricco quello in agenda, che affronta un tema che coinvolge diversi settori e ambiti dell’innovazione e della tecnologia. Come spiega Patrizia Paglia:
“La mobilità sostenibile è uno dei grandi temi del nostro presente e del nostro futuro intorno al quale dovranno essere costruite competenze ed esperienze: rappresenterà una significativa opportunità per lavori innovativi, per nuove forme di industria e nuovi modi di vivere e muoversi. In #MI MUOVO STORIES declineremo le parole della Mobilità sostenibile ascoltando i racconti di chi vive la mobilità green direttamente o ne è in qualche modo protagonista”.
Al termine della prima giornata, ci sarà un aperitivo organizzato dalla rete di commercianti alladiesi. ll giorno seguente, domenica 21 maggio, in Piazza Castello e lungo i portici e le vie del centro storico di Agliè, si terrà la manifestazione fieristica, dove si potrà entrare in un percorso immersivo, che partendo dalla storia dei mezzi di trasporto (i cavalli, le biciclette antiche, motociclette ed auto d’epoca, i primi mezzi di soccorso ed i mezzi di lavoro come camion, i trattori e le prime mietitrebbia), arriverà alle più moderne tecnologie applicate al trasporto con mezzi elettrici e non solo.
Saranno, inoltre, presenti numerose realtà commerciali legate alla sostenibilità, senza dimenticare anche la valorizzazione dei prodotti tipici e artigianali in un’area specifica a essi dedicata.
Come racconta Loredana Dolce (Consigliere Delegato al Commercio e alle Attività Produttive):
“Al termine della fiera di maggio dello scorso anno ho proposto al Sindaco ed al Consiglio un radicale cambio di paradigma, da questo è nata #mimuovo. Abbiamo lavorato per realizzare una giornata dove tutti i visitatori potessero trovare qualcosa di interessante, curioso, divertente ed allo stesso tempo vivessero quella atmosfera di “fiera” che negli anni si è persa. Abbiamo realizzato una giornata che in questo momento conta oltre 86 espositori nelle diverse categorie, ma sono destinati a salire per le tante richieste che ancora stanno pervenendo”.
Tutti gli espositori saranno divisi per zone e all’ingresso del paese sarà possibile inquadrare il QR Code, presente anche sulla locandina, per visualizzare una mappa che indica esattamente tutto quello che è possibile trovare nelle singole aree (mezzi storici, mezzi elettrici e muscolari, prodotti a km zero e biologici, artigiani, hobbisti, area mercatale tradizionale, e le aree tematiche sulla sostenibilità ed esperienze di gioco per bambini e ragazzi).
Degna di nota sarà la presenza di Maurizio Pallante, vincitore del Premio Atlante per il suo libro “L’Imbroglio dello sviluppo sostenibile”.
Durante la giornata di sabato sarà possibile seguire il convegno anche in live streaming attraverso la pagina Facebook del Comune di Agliè.
FuturMakers partecipa a #MiMuovo
Non mancheranno i momenti di formazione tecnologica anche per bambini e bambine con FuturMakers, la scuola di tecnologia per ragazze e ragazzi dai 7 ai 18 anni che avranno la possibilità di vivere un’esperienza di gioco divertente e innovativa: si imparerà a guidare dei piccoli “ozobot” alimentati a energia solare e sarà possibile programmare un vero e proprio videogioco con il coding.
Synesthesia sostiene #MiMuovo
Synesthesia è vicina a iniziative virtuose come quella organizzata dal comune di Agliè. Ridurre l’impatto negativo dell’uomo sull’ambiente attraverso l’adozione di nuove tecnologie sostenibili è possibile e necessario. Noi ci crediamo fermamente. Per queste ragioni abbiamo deciso di sostenere #MiMuovo, la prima fiera canavesana dedicata al tema della mobilità sostenibile. Ti aspettiamo il 20-21 maggio 2023 ad Agliè per partecipare a questa bellissima iniziativa!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Privacy & Marketing, due mondi che si scontrano? Criticità, visioni e futuro

Martedì, 9 maggio (a partire dalle 14:30) saremo ospiti al Toolbox Coworking con un talk dal titolo “Privacy & Marketing, due mondi che si scontrano?“.
Durante l’evento Maurizio Bulgarini (Founder & Managing Partner di Smart Flow) e Francesco Ronchi (Presidente e Fondatore di Synesthesia) affronteranno il tema fortemente dibattuto dei dark pattern in modo coinvolgente. Non mancheranno, infatti, scambi di vedute e domande scomode con l’obiettivo di trovare un punto di incontro tra il mondo legal e quello del marketing. Durante il talk, inoltre, ampio spazio sarà riservato ai dark pattern più comuni che saranno analizzati nelle loro criticità.
Marketing e AI per microimprese e realtà emergenti

Oggi la presentazione me la fa l’AI. Obiettivo raggiunto? Sei mai stato annoiato da una presentazione troppo tecnica? O, al contrario, hai mai assistito a una presentazione talmente emozionante da farti dimenticare i dettagli tecnici? In questo talk, l’ingegnere Scotta si fa aiutare dall’AI e sfida il creativo Panoz in una gara di presentazioni che mette a confronto l’efficacia di due approcci differenti. Chi sarà il vincitore? Lo decidi tu, scoprendo i segreti per una presentazione memorabile.
Panoz sarà presente la mattina del 10 maggio (dalle ore 9:30) da Toolbox Coworking.
IN-PACT: Per un patto di convivenza felice fra le nuove tecnologie e l’essere umano

È possibile ipotizzare un ruolo delle tecnologie nel sostenere e promuovere i processi di autoregolazione e di autorealizzazione delle persone? È possibile pensare a tecnologie che difendano la democrazia, il rispetto dei diritti umani e la sostenibilità ambientale? Di questo e molto altro parleranno Simone Severini (AWS), Elena Maran (Modulos.ai) e Claudia Chiavarino (IUSTO) con la moderazione di Andrea Basso (Synesthesia).
Ti aspettiamo venerdì 12 maggio (dalle ore 17:30 alle ore 19:30) presso Copernico (Corso Valdocco, 12 Torino). Ingresso libero su prenotazione.
- Organizzatore: IUSTO – Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo.
- Media partner Synesthesia.
FuturMakers: i Laboratori di coding e intelligenza artificiale

FuturMakers propone un open day per bambine/i, ragazze/i e le loro famiglie per sperimentare il coding con Scratch e la robotica educativa. I laboratori previsti sabato 13 e domenica 14 maggio da Combo sono:
- Coding con Scratch e intelligenza artificiale – si imparerà che cosa è la programmazione a blocchi attraverso un programma di intelligenza artificiale.
- Robot e intelligenza artificiale – lab per apprendere competenze di programmazione, logica e di intelligenza artificiale leggendo i codici di comando distinguendo linee e colori. Sarà una bella occasione per conoscere i principi base del coding e della robotica e spiegare ai/alle bambini/e come avvengono le interazioni tra i sensori del robot e il mondo esterno.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
La sesta edizione di Swift Heroes è alle porte. Che cosa dobbiamo aspettarci?
“Siamo già arrivati alla sesta? Mi sembra incredibile. Sicuramente torniamo in presenza, come l’anno scorso. Tutto questo è molto bello. Ci aspettiamo il solito Swift Heroes: un sacco di gente, tanti speaker di livello e contenuti interessantissimi. SwiftUI la farà da padrone quest’anno. Poi ci saranno un sacco di mie domande scomode agli speaker dopo i loro interventi, ovviamente! Tanto cibo, momenti di svago e poi la community con gli sviluppatori Swift”.
Durante queste due giornate i talk previsti toccheranno argomenti che sono oggetto di forte interesse per la community degli sviluppatori iOS. Dal palco del MAUTO si alterneranno prestigiosi speaker internazionali. Stefano, quali sono secondo te gli speech dell’edizione 2023 da non perdere assolutamente?
“Quest’anno accogliamo una serie di nuovi speaker interessanti: Soroush Khanlou, per esempio, Marin Todorov, che per la prima volta viene da noi, Adam Bell di Netflix e tanti altri. Poi, dal mio punto di vista, mi fa piacere sapere che ci sono due grandi ritorni: Shai Mishali, che ormai è diventato quasi un membro del nostro team, e Krzysztof Zablocki.
Faranno due talk, uno di seguito all’altro, sulla Decomposable Architecture che è un argomento che sta iniziando ad andare molto in voga nel nostro ambito. Shai farà la prima parte, più introduttiva sull’argomento, mentre Krzysztof farà una sorta di approfondimento su come lui lo ha utilizzato in progetti di larga scala. Personalmente, sono i talk che aspetto di più di ascoltare”.
Tra gli speech da seguire ci sarà anche il tuo “A TALE OF SKELETONS AND BONES” (il 5 maggio, ore 11:30). Sappiamo che parlerai dell’“approccio di Synesthesia” su diversi progetti open source. Puoi svelarci già qualcosa?
“Si tratta di un talk che volevo preparare già da qualche anno e che riguarda un tool che abbiamo sviluppato in Synesthesia per semplificarci la vita nei progetti. Noi sostanzialmente sviluppiamo applicazioni per tanti clienti diversi e cerchiamo di impostare tutte le applicazioni che sviluppiamo partendo dalla stessa base, quella che noi di solito chiamiamo “lo scheletro” dell’applicazione. Queste applicazioni vengono poi espanse a seconda delle funzionalità che sono richieste con delle feature. Ipoteticamente possiamo pensare che queste feature siano molto simili a delle ossa, da qui il titolo del talk, una storia di scheletri e ossa, cioè come questo tool Murray ci ha aiutato a diventare più veloci all’interno dei nostri progetti, meglio e in maniera più efficiente”.
E questo tool è open source?
“È open source, su GitHub sul nostro account di Synesthesia in versione 3.0 ed è disponibile per chiunque lo voglia utilizzare. Cercherò di spiegarvi meglio a cosa serve e come si usa”.
Le occasioni in cui un’intera community si raduna nello stesso posto per parlare di Swift non sono tantissime. I partecipanti potranno toccare con mano soluzioni adottate da grandi professionisti, approfondendo i casi di successo di grandi aziende e imparando ad applicare soluzioni Apple all’interno delle loro realtà. Quanto è importante secondo te un evento come Swift Heroes per uno sviluppatore?
“Secondo me è fondamentale. Io ti posso raccontare quella che è stata la mia esperienza da quando ho cominciato ad andare a delle conferenze dal vivo, anche prima che esistesse Swift Heroes.
In quelle occasioni ho capito che condividere, conoscere nuove persone, parlare e scambiarsi idee su quella che è la nostra quotidianità e il lavoro di tutti i giorni è veramente troppo importante e ha un valore inestimabile.
Durante queste conferenze, inoltre, ho conosciuto persone che sono diventate nel tempo o dei miei carissimi amici o nostri dipendenti, perché qualcuno è poi anche venuto a lavorare con noi. È un’occasione, quindi, da non perdere. D’altronde essendo due giorni le occasioni crescono in maniera esponenziale.
Poi i talk che proponiamo sono importanti tanto quanto le pause caffè. A volte, si impara di più da una pausa caffè con la persona giusta che da un talk in sala. Quello che consiglio sempre di fare alle conferenze è di non sottovalutare mai le pause caffè. Poi siamo in Italia, e si sa, la pausa caffè è d’obbligo”.
Quindi è consigliato a chi cerca delle informazioni, ma anche a chi cerca lavoro o cerca nuovi stimoli?
“Sicuramente sì. Normalmente in questo tipo di eventi sono presenti molte aziende che cercano sviluppatori. Anche noi di Synesthesia saremo presenti lì con il nostro stand in cerca di nuove persone da portare nel nostro team. Vi aspettiamo numerosi!”
Hai messo insieme delle cose fondamentali per uno sviluppatore, per un progettista. Grazie Stefano e in bocca al lupo!
“Grazie a te, ci vediamo a Swift Heroes!”
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Federico, ci racconti qualcosa di voi? Quando nasce la vostra idea imprenditoriale? Da dove siete partiti?
“Piacere nostro! Dunque, la nostra idea imprenditoriale nasce circa vent’anni fa. Da una laurea in linguistica applicata e tanta voglia di fare qualcosa di innovativo in un settore un po’ “ingessato”. Dopo qualche anno come traduttore freelance in linguaggi tecnici e adattamento/traduzione audio-video per sottotitolazione e doppiaggio in voice-over, mi sono specializzato nel settore brevettuale.
Da questa esperienza, nel 2003, nasce la società che otto anni più tardi diventerà InnovaLang, e da traduttore/revisore mi ritrovo ad affrontare tutti gli step e i ruoli di un’agenzia di traduzioni, dal project management al marketing e alla comunicazione, dalla selezione del personale all’ottenimento delle certificazioni di qualità, dal controllo di gestione all’amministrazione in senso ampio”.
Ci racconti quali sono i servizi che offre oggi InnovaLang?
“Nata come “semplice” agenzia di traduzioni, InnovaLang si è sviluppata fino a diventare una LSP (Language Service Provider) a 360°, in grado di risolvere qualsiasi problema comunicativo di un’azienda da/verso l’estero con un approccio consulenziale, caratterizzato da un’analisi approfondita del cliente e dall’individuazione di criticità, opportunità e soluzioni.
Grazie alla diffusione capillare nel mondo dei nostri professionisti e traduttori, attentamente selezionati, oggi siamo in grado di offrire servizi di traduzione, copywriting e supporto a politiche SEO in tutte le lingue e in tutti i settori: dall’ambito brevettuale a quello tecnico-scientifico, dal settore legale e finanziario al mondo web e marketing, dalle esigenze del mondo ho.re.ca. alla localizzazione di software, fino all’interpretariato e ai corsi di lingue online.
Offriamo, inoltre, soluzioni tecnologiche come Kliir (applicazione di interpretariato ‘al volo’ via smartphone) e Patren (Patent Translation Engine, motore di traduzione automatica brevettuale). Tra l’altro racconteremo il 9 maggio ai Torino Digital Days 2023 questa nostra esperienza con un talk intitolato: “AI per le traduzioni“.
Tutte le traduzioni devono superare un approfondito controllo di qualità: ogni testo viene trattato da un professionista madrelingua nella lingua di destinazione, integralmente revisionato da un revisore esperto nell’ambito di interesse e gestito scrupolosamente dai nostri project manager dalla ricezione alla consegna”.
Si parla spesso nel mondo del marketing di unique value proposition, ovvero di come una azienda si distingue dai competitor. Qual è la vostra? Come fate la differenza?
“La nostra UVP consiste nell’approccio artigianale associato a processi industriali. Provo a spiegarla meglio… Alcuni nostri concorrenti sono rimasti ancorati a un modello datato, in cui l’apporto umano non viene potenziato dalla tecnologia; altri competitor invece hanno tralasciato la componente umana per automatizzare tutto, perdendo di vista il valore al servizio della persona, che per noi è alla base di tutto.
Laddove la cosiddetta “Language industry”, in una dinamica di approcci dal “Person oriented” al “Process oriented”, tende a sbilanciarsi fortemente su uno o l’altro estremo, InnovaLang cerca il punto di equilibrio trovando soluzioni personalizzate sulle reali esigenze, applicando poi strumenti e processi allo stato dell’arte”.
Come descrivereste il vostro “progetto perfetto”?
“Quello in cui riusciamo a superare le aspettative del cliente. Questo accade per l’attenzione e la cura nei dettagli, per la competitività e la capacità di pensare e proporre soluzioni fuori dagli schemi, per la puntualità e la trasparenza nelle consegne”.
Esistono dei nuovi ambiti che vorreste esplorare nel medio e nel breve periodo?
“Nel medio periodo vorremmo continuare a contribuire al progresso dell’intelligenza artificiale, nel campo che ci interessa direttamente, vale a dire quello della traduzione automatica tramite IA e reti neurali con elevata capacità di contestualizzazione. Il linguaggio è sempre stato un paradigma dell’evoluzione computazionale. Lo stesso team di Alan Turing era dedicato a decriptare messaggi in codice, come se fosse una lingua aliena e sconosciuta; e ne faceva parte anche un linguista.
Nel breve periodo, invece, stiamo sviluppando il business in Sardegna, direttamente dalla nostra sede di Cagliari, una zona che ha forti potenzialità sia a livello inbound (turismo, enogastronomia, cultura) che a livello export (tecnologia e servizi). Se poi posso, vorrei anche menzionare un sogno nel cassetto a lungo termine… La creazione di un Museo della Traduzione, coinvolgente e concettuale, strutturato in ambienti come storia, strumenti, professionalità, ambiti, innovazione”.
Avete qualche aneddoto divertente da raccontarci su InnovaLang?
“Lavorando in ambito brevettuale, ci è capitato spesso di entrare in accesi dibattiti terminologici e formali con i patent attorney, tipicamente ingegneri estremamente ferrati nel loro campo ma talvolta poco inclini alla logica del linguaggio… Ricordo un divertente scambio, all’inizio della mia carriera in questo settore, sulla sinonimia perfetta che corre nella coppia “tra/fra” in italiano, resa efficacemente in inglese con il solo “between”: in quel caso non sono riuscito a far comprendere la validità di entrambi i traducenti italiani, e mi sono arreso all’evidenza che per qualche insondabile motivo molti ingegneri preferiscono ‘tra’. Il lungo contraddittorio che mi ha portato ad arrendermi, l’ho trovato molto divertente e formativo sull’approccio da usare (utilizzare, per l’ingegnere medio) con i tecnici. E, sulla scorta di simili esperienze, ho imparato a parlare in ‘ingegnerese’ a tal punto che molti mandatari brevettuali sono da anni convinti che io sia un loro collega!”
Cosa vi aspettate dalla partnership con Synesthesia?
“Synesthesia è per noi l’ecosistema ideale per sviluppare collaborazioni e idee: un ambiente amichevole, multidisciplinare e innovativo, aperto e inclusivo, appassionato alla tecnologia ma attento all’etica e all’ambiente, che ha fatto della sinergia il suo driver principale. Una volta che sappiamo di poter partire da questo, può succedere di tutto!”
Sappiamo che l’intelligenza artificiale vi interessa molto, qual è la vostra posizione rispetto al tema e come vedete il futuro rispetto a questo tipo di innovazione?
“Il tema dell’IA è decisamente affascinante, e i progressi sul natural language processing e sulla traduzione automatica sono al centro del suo sviluppo. Ci teniamo costantemente aggiornati su queste tecnologie, il che ci porta a conoscerle e quindi ad approcciarle con spirito critico. Rischio di dire una banalità, ma credo che questa, come ogni altra innovazione, ha valore se e finché è al servizio dell’umanità e dell’ambiente. Qui il punto è che l’intelligenza artificiale tende a eguagliare, per poi superare, la capacità di ragionamento, astrazione e flessibilità del cervello umano: quindi le sue potenzialità, nel bene e nel male, sono enormi”.
Grazie Federico, e benvenuti in Synesthesia Ecosystem.
Synesthesia Ecosystem è il nostro sistema di partnership, dove collaboriamo in maniera sinergica con aziende in continua crescita e con le migliori competenze in ambito tech e marketing. Grazie a questo ecosistema, i nostri clienti hanno la possibilità di accedere a un’offerta molto ricca di prodotti e servizi di eccellenza.
Per saperne di più su Synesthesia Ecosystem clicca qui!
Synesthesia e Smart Flow ai Torino Digital Days 2023: il talk
Martedì, 9 maggio (a partire dalle 14:30) saremo ospiti ai Torino Digital Days 2023 con un talk dal titolo “Privacy & Marketing, due mondi che si scontrano?“.
Durante l’evento Maurizio Bulgarini (Founder & Managing Partner di Smart Flow) e Francesco Ronchi (Presidente e Fondatore di Synesthesia) affronteranno il tema fortemente dibattuto dei dark pattern in modo coinvolgente. Non mancheranno, infatti, scambi di vedute e domande scomode con l’obiettivo di trovare un punto di incontro tra il mondo legal e quello del marketing. Durante il talk, inoltre, ampio spazio sarà riservato ai dark pattern più comuni che saranno analizzati nelle loro criticità.
I dark pattern: un tema molto dibattuto
Negli ultimi anni, i dark pattern sono diventati un argomento di fondamentale importanza per il mondo del marketing digitale (e non solo). Di solito questa tipologia di interfaccia viene accuratamente studiata per indurre gli utenti – durante la navigazione di un sito web o l’utilizzo di un’applicazione mobile – a compiere azioni per loro svantaggiose o indesiderate (per esempio, spendere di più oppure fornire informazioni personali in modo inconsapevole).
Nonostante l’uso di dark pattern venga, nella maggior parte dei casi, associato a pratiche poco trasparenti, al confine della legalità, molti marketer vedono in questo strumento digitale grandi potenzialità per aumentare la conversione e migliorare l’esperienza dell’utente.
Obiettivi
All’interno di questo scenario avere la piena consapevolezza dell’utilizzo dei dark pattern offre grandi vantaggi e diventa fondamentale per i professionisti del marketing poiché consentirà loro di essere in grado di scegliere la giusta strada per raggiungere gli obiettivi desiderati senza danneggiare la reputazione del brand.
Informazioni utili
A chi si rivolge
CEO e imprenditori, Marketing Manager, Responsabili Compliance / DPO, UI / UX designer, professionisti in ambito legale.
Quando e dove:
Martedì, 9 maggio 2023, a partire dalle ore 14:30, presso Toolbox (Via Agostino da Montefeltro, 2, Torino).
Un settore in continua espansione. Come aumentare il tuo business con una piattaforma e-commerce
Nella maggior parte dei casi per crescere e competere in modo efficace in un settore estremamente concorrenziale come quello dell’e-commerce è indispensabile trovare la giusta piattaforma alla quale affidarsi. Lo scopo principale di una piattaforma di e-commerce è quello di semplificare la gestione di un negozio online, nonché le promozioni e le operazioni commerciali quotidiane. In questo articolo esamineremo le piattaforme e-commerce più utilizzate, cercando di capire che cosa le rende così performanti e competitive. Scegliere bene a quale piattaforma affidarsi può fare la differenza per il tuo business.
Shopify, la piattaforma e-commerce più “user-friendly” del web
Fondata nel 2006, Shopify è una delle piattaforme di e-commerce più popolari e apprezzate. Le motivazioni sono molteplici e riguardano diversi aspetti, quali:
- La Facilità d’uso. Shopify è noto per la sua interfaccia user-friendly, estremamente semplice e intuitiva (soprattutto per via della facilità di creazione di webstore attraverso il sistema drag-and-drop).
- La vasta gamma di template consente di personalizzare il look e le funzionalità del negozio online per adattarlo al meglio alle tue esigenze di business e al tuo brand.
- Per quanto riguarda l’affidabilità, Shopify garantisce che tutti i negozi online
siano sicuri gestendo l’hosting e tutte le misure necessarie per tutelare la gestione, consentendo a tutti i proprietari di concentrarsi esclusivamente sulle vendite.
- Scalabilità. Shopify è perfetto sia per i negozi online di piccole dimensioni sia per quelli di grandi dimensioni. La piattaforma si adatta perfettamente alle esigenze del tuo business, consentendo di gestire facilmente un numero di prodotti sempre maggiore.
- Assistenza: Shopify offre un supporto sempre attivo costituito da numerosi esperti sviluppatori che offrirono un’assistenza personalizzata e continua.
BigCommerce, la piattaforma più amata dai grandi rivenditori del web
BigCommerce è un’altra piattaforma e-commerce all-inclusive progettata per offrire tutto ciò che ti serve per gestire un webshop di successo. BigCommerce è molto utile per i grossisti B2B e i grandi rivenditori del web. Fattori come il suo uptime e la sua sicurezza non hanno rivali. Per quanto riguarda le sue caratteristiche distintive possiamo certamente affermare che si tratta di una soluzione dotata:
- delle migliori funzionalità native, integrate direttamente nella piattaforma;
- di strumenti utili per l’ottimizzazione dei motori di ricerca, le conversioni e la gestione delle scorte;
- di un’assistenza disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7;
- una sua personalizzazione grafica che offre maggiore libertà nel design rispetto a Shopify;
- tantissime opzioni di pagamento.
WooCommerce, la scelta “naturale” per chi usa WordPress
Oggi, data la grandissima diffusione di WordPress, il suo plug-in gratuito e open-source WooCommerce rappresenta una scelta quasi “naturale” per tutte quelle aziende che operano già sulla piattaforma. La semplicità d’installazione e configurazione, la funzionalità e le centinaia di estensioni, sono solamente alcune delle ragioni che rendono questa soluzione la scelta ideale per la creazione di negozi online. I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo plug-in sono tantissimi. Per esempio, si tratta di una soluzione che offre:
- la perfetta integrazione con WordPress consente di sfruttare al meglio tutte le sue numerose funzionalità insieme alle specifiche funzionalità dedicate al commercio online;
- una grande flessibilità e personalizzazione nel design del tuo negozio online (puoi scegliere una vastissima gamma di temi e utilizzare plug-in aggiuntivi per estendere le funzionalità del tuo negozio);
- opzioni di pagamento e spedizione affidabili e adatte a qualunque esigenza; WooCommerce supporta una grande varietà di gateway di pagamento e offre molte opzioni di spedizione per soddisfare le esigenze di tutti i tuoi clienti (è possibile impostare diverse opzioni di spedizione, inclusi calcoli basati sulla zona geografica o sul peso dei prodotti).
- Scalabilità. Woocommerce si adatta facilmente a qualunque dimensione del tuo business.
- Una grande comunità di supporto. Woocommerce gode di una community di utenti e sviluppatori che sono sempre disposti ad aiutarti per ottenere il massimo dal tuo negozio WooCommerce.
- Aggiornamenti regolari e sicurezza. WooCommerce è costantemente aggiornato per garantire la compatibilità con le ultime versioni di WordPress e per fornire patch di sicurezza sempre più efficaci per proteggere il tuo negozio e i dati dei tuoi clienti.
PrestaShop, la piattaforma che punta molto sull’accessibilità
L’ultima piattaforma e-commerce che esamineremo oggi è tra le migliori piattaforme open-source freemium in circolazione. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in contatto i rivenditori con gli specialisti dell’e-commerce di tutto il mondo. Nonostante sia gratuito, PrestaShop propone anche componenti aggiuntivi e plugin premium (richiede, per esempio, un pacchetto web-hosting per gestire il negozio). Ecco alcune delle sue principali caratteristiche e funzionalità.
- Accessibilità. Ha un’interfaccia utente estremamente facile e intuitiva (è accessibile anche per gli utenti che hanno poca esperienza);
- Personalizzazione, i template di design responsivi tra cui scegliere sono tantissimi e consentono di personalizzare il design del negozio, aggiungere funzionalità e modificare l’aspetto grafico a seconda delle esigenze del brand;
- Catalogo prodotti, è possibile gestire un catalogo di prodotti completi, includendo informazioni dettagliate, varianti di prodotti, immagini e molto altro ancora. È possibile, inoltre, organizzare i prodotti in categorie e sottocategorie per una navigazione facile e accessibile a tutti.
- La gestione dell’inventario è certamente uno dei punti di forza: PrestaShop consente di gestire l’inventario dei prodotti in modo estremamente efficiente. È possibile impostare avvisi per la disponibilità dei prodotti, monitorare le scorte, gestire le varianti e le combinazioni dei prodotti, tenere traccia delle vendite e delle quantità disponibili.
- Funzionalità multilingue e multi-valuta: è possibile creare diverse lingue e accettare pagamenti in valute diverse per raggiungere un pubblico sempre più grande.
- Analisi e reportistica: un’altra caratteristica rilevante della piattaforma PrestaShop riguarda la fase di monitoraggio delle vendite, del traffico del sito e delle performance dei prodotti. È possibile, infatti, ottenere dati e statistiche costantemente aggiornati e utili per prendere decisioni informate e migliorare le prestazioni del tuo negozio.
Quale piattaforma scegliere? Alcune considerazioni
Le piattaforme di cui ci siamo occupati in questo post, ovviamente, rappresentano solamente una piccola parte delle soluzioni che sono presenti sul mercato. Come abbiamo visto in precedenza si tratta di una scelta che incide tantissimo sul business dell’azienda (per esempio, ciò che funziona per un venditore potrebbe non essere adatto a un altro).
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutarti nella decisione di quale piattaforma scegliere per soddisfare ogni tua specifica esigenze e supportare la tua crescita. Si prende cura delle tue idee e della tua attività online: dalla pianificazione costi e ricavi fino alla fase di creazione e gestione di contenuti per le vetrine online. Offre piani dettagliati di lancio sul marketplace che consentono la creazione di una vetrina negozio visibile da milioni di potenziali clienti in tutto il mondo.
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Cross selling: inserisci raccomandazioni per prodotti correlati
Iniziamo mettendo in evidenza una tecnica di cross selling estremamente efficace: fornire ai tuoi clienti suggerimenti su prodotti correlati mentre aggiungono articoli al carrello.
Questa azione applicata al tuo sito di e-commerce permette di aumentare la visibilità di prodotti di nicchia: se, per esempio, un cliente aggiunge una macchina del caffè al suo carrello, puoi aumentare ulteriormente i tuoi profitti mettendo in risalto tra i suggerimenti gli accessori per la pulizia, le cialde da inserire e molto altro.
Questo è soltanto uno dei tanti esempi di cross selling e upselling su questa particolare strategia. Anche se in modo molto semplificato, questo esempio mette perfettamente in evidenza come puoi utilizzare questa tecnica per il tuo brand di e-commerce.
Upselling: metti in mostra prodotti simili in una fascia di prezzo più elevata
Quando parliamo di cross selling e upselling occorre fare chiarezza, in quanto le due definizioni possono generare confusione specialmente a chi ancora non conosce bene il mondo dell’e-commerce. Va perciò chiarito che le strategie di up selling sono utilizzate per trasferire l’attenzione del cliente da un prodotto a un altro più costoso, mentre le strategie di cross selling spingono il cliente, già convinto del suo acquisto, a comprare anche altri prodotti contestuali alla sua scelta.
Non si tratta di una raccomandazione per un prodotto supplementare, una tecnica pensata per incoraggiare il cliente a comprare ulteriori articoli. Con la strategia che stiamo analizzando, stai invece essenzialmente dicendo al tuo cliente: “Perché non compri piuttosto questo prodotto alternativo, di qualità superiore e a un prezzo più alto?”. Ognuno di questi tre ingredienti è essenziale quando si utilizza questa strategia.
Dopotutto, i tuoi clienti non andranno a spendere più denaro per un prodotto che non offre un valore superiore. Dovranno quindi essere sicuri al 100% che l’alternativa suggerita valga un investimento maggiore.
Evidenzia la disponibilità limitata delle offerte speciali e le “ultime occasioni”
Nel settore delle vendite, il principio della scarsità e dell’esclusività spinge spesso un potenziale cliente ad aggiungere un prodotto al carrello e acquistarlo per non perdersi l’offerta. Introdurre, quindi, elementi che fanno riferimento alla scarsa disponibilità nel tuo sito di e-commerce (per esempio “ultimi pezzi disponibili”, “pochi posti rimasti”) mettendoli bene in evidenza può essere una valida strategia per aumentare i tuoi profitti su alcune categorie di prodotti.
Esistono due modi principali per implementare queste strategie di cross selling e upselling al tuo e-commerce. Il primo metodo: puoi mettere in vetrina un’offerta a tempo limitato, sotto forma di uno sconto, che vale per un periodo di tempo predefinito. Questo può essere di 24 o 48 ore, o qualunque intervallo di tempo tu ritenga appropriato per l’oggetto in questione. Il secondo metodo: puoi evidenziare che lo stock disponibile di uno specifico prodotto a quel prezzo è limitato. Questo comunica al cliente che, se non agisce in fretta, l’oggetto che sta pensando di comprare non sarà più disponibile a quel prezzo.
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Conversa, risponde alle domande, scrive poesie, sa trovare gli errori di programmazione e inventa nuovi videogiochi: la piattaforma che sta suscitando enorme scalpore tra gli utenti del web, ChatGPT, è da un po’ di settimane disponibile a chiunque voglia anche solo provare per gioco le sue incredibili e molteplici funzionalità.
Sul suo impiego, sui risvolti pratici ed etici si stanno, ogni giorno, interrogando esperti di intelligenza artificiale, i media e gli utenti di tutto il mondo: basti pensare che l’hashtag #ChatGPT ha ormai ampiamente superato le 2 milioni di conversazioni su Twitter e che dopo solo 5 giorni dal suo lancio, oltre 1 milione di persone si sono registrate per testare il software.
Il fenomeno ChatGPT non ha coinvolto solo i singoli utenti, ma anche molte aziende e organizzazioni che, a livello worldwide, si stanno cimentando con questo software per capire come e se usarlo all’interno dei loro processi editoriali e produttivi.
Ma che cos’è, dunque, ChatGPT? Quali sono i suoi limiti? E quali, invece, le opportunità che oggi l’Intelligenza Artificiale generativa può portare sul mercato? Scopriamolo insieme.
Cos’è ChatGPT?
L’acronimo GPT sta per Generative Pre-trained Transformer. In breve, la piattaforma intelligente ideata da OpenAI risponde a delle domande ed esegue dei compiti, anche di tipo creativo: è in grado di ri-elaborare una quantità enorme di testi, come conversazioni e parole che vengono utilizzate nel linguaggio comune, per fornire all’utente una risposta in linguaggio naturale, estremamente precisa e completa.
La tecnologia NLP (Natural Language Processing) che è alla base dell’elaborazione consente, infatti, alla piattaforma di comprendere i modelli e le sfumature del linguaggio umano, consentendole di rispondere in maniera coerente e pertinente al comando fornito.
Questo chatbot è quindi capace di generare testi, poesie, codice software e, perché no, anche intere conversazioni nel giro di pochi secondi, il tutto grazie a una semplice richiesta (chiamata “prompt”) formulata dall’utente via web o mobile.
Dietro ChatGPT troviamo l’organizzazione no-profit OpenAI, che si è occupata di sviluppare questo chatbot avendo come missione principale quella di “garantire che l’intelligenza artificiale avvantaggi tutta l’umanità”.
A partire dal 30 novembre 2022, milioni di persone hanno avuto accesso libero e incondizionato alla piattaforma. Visto il tema in hype ci sono stati diversi episodi di blocco del sistema e di out of service dovuti alla grande richiesta lato utente.
Lo stesso Elon Musk (ideatore e finanziatore di OpenAI) ha contribuito a diffondere la notizia, elogiando la “bravura” di ChatGPT in alcuni suoi tweet (qui il CEO di Tesla tira in ballo l’argomento citando direttamente la piattaforma, mentre assistiamo un paio di giorni dopo ad alcuni suoi test del software).
La generative AI: prima e dopo
ChatGPT non è la sola piattaforma di questo tipo all’interno del panorama delle intelligenze artificiali, ma è la prima disponibile agli utenti finali in maniera gratuita (previo ottenimento dei dati personali) e risulta di facile utilizzo: è sufficiente interagire con un semplice form, esattamente come quello a cui siamo abituati nelle chat o nei sistemi di instant messaging.
La piattaforma di Open AI rientra in un ecosistema molto più grande a cui appartengono tutte quelle che sono definite Intelligenze Artificiali Generative, applicazioni specifiche dell’AI che consentono la generazione di contenuti a partire da semplici comandi. Rientrano in questa categoria anche le piattaforme che non generano solo testo, ma anche audio, immagini e molto altro. Piattaforme come MidJourney, DALL-E, Stable diffusion sono capaci di creare delle vere e proprie opere d’arte, anche da zero. Il loro sistema di corrispondenza tra testo e immagine e il grado di realismo con cui vengono generate è davvero impressionante.
Questo tipo di applicazioni ovviamente non sono una novità per gli addetti ai lavori: Gartner nel suo prospetto annuale sulle tecnologie emergenti (Gartner Hype Cycle of Emerging Technologies) riportava il settore delle Intelligenze Artificiali Generative (Generative AI) già in tendenza nel 2020.

Per chi non lo sapesse, il modello Hype Cycle di Gartner è una metodologia che serve per rappresentare graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie: la curva indica quale tipo di tecnologia vale la pena adottare e la tempistica in cui occorre considerarla riportando le informazioni su due variabili, il tempo sull’asse x e le aspettative di utilizzo sull’asse y. Osservare le curve di hype nelle prime fasi dello sviluppo di una determinata tecnologia è molto importante, perché ci permette di capire a quale punto della curva ci troviamo e come identificare le tendenze e le tecnologie emergenti nel settore. Come possiamo vedere nell’immagine, la Generative AI era riportata all’inizio della sua curva di hype, con la previsione che avrebbe raggiunto il suo “Plateau of Productivity” (Altopiano della Produttività) tra i 2 e i 5 anni. Secondo Gartner, la Generative AI è una
«tecnologia dirompente in grado di generare artefatti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo, garantendo risultati innovativi privi di quei pregiudizi tipici dell’esperienza umana e dei suoi processi di pensiero».
Chat GPT, il nuovo Google?
Il lancio di questo servizio alla portata di tutti produce senz’altro nuovo valore: ChatGPT si nutre dei dati personali e dei meccanismi di feedback degli utenti che si iscrivono al servizio e delle loro risposte, il che rafforza ulteriormente l’algoritmo, avendo modo di capire dai suoi errori e migliorare.
Questo snowball effect è lo stesso meccanismo con cui l’algoritmo di Google migliora le sue ricerche: all’aumentare dei dati in input, aumenta la qualità delle risposte. Ma perché accontentarsi di una semplice serie di risultati, quando la macchina può automaticamente elaborarli e anche in modo complesso? L’affermazione di un chatbot che fornisce una risposta non solo completa, ma anche già pronta per essere impiegata potrebbe, nel breve, mettere in difficoltà il noto motore di ricerca: a parità di servizio, quello che offre ChatGPT necessita di uno sforzo cognitivo di gran lunga minore.
C’è ancora molto da fare ma i grandi player si stanno già muovendo. Microsoft, per esempio, ha in mente di implementare il servizio all’interno dei suoi software, con la possibilità di inserire direttamente il testo prodotto artificialmente nei propri documenti e presentazioni.
Si tratta di una tecnologia ancora in gran parte da esplorare e da comprendere fino in fondo, ma il successo ottenuto con le sue prime sperimentazioni concrete ci porta ad avere fiducia sui suoi sviluppi: la sfida è comprendere come la macchina possa lavorare al nostro servizio e non al nostro posto.
Ed è soprattutto fondamentale capire quali sono i limiti del sistema. Diventerà sempre più intelligente? Sarà in grado di essere propositivo? Ci saranno limiti dovuti alla presenza di troppi contributi artificiali e un impoverimento di quelli generati da fonte umana? Che tipo di addestramento viene praticato e da chi? È possibile che qualcuno educhi queste piattaforme in modo distorto, producendo un rischio per l’opinione pubblica e per l’utente finale? Tante domande stimolanti, ma poche risposte disponibili e concordi al momento.
È importante, dunque, essere consapevoli di quello che ChatGPT ci fornisce e sfruttare le sue risposte in modo responsabile ed etico: i testi che la macchina produce non sono ancora del tutto accurati e i dati che gli vengono forniti possono contenere distorsioni che si riflettono nei risultati. Il controllo e il feedback, inoltre, non sono supervisionati, ma sono lasciati completamente al vaglio degli utenti finali del servizio.
Il rischio e le truffe sono sempre dietro l’angolo: la società di cyber security WithSecure ha scoperto che tramite l’intelligenza artificiale di ChatGPT si possono generare testi convincenti per email di phishing, falsi articoli di news, e altri contenuti potenzialmente utilizzabili per scopi malevoli.
Sebbene l’Intelligenza Artificiale Generativa sembri oggi compiere tanti passi in avanti a livello di innovazione e velocità dei processi, occorre, tuttavia, considerare anche quali diritti mettiamo a rischio per permettere alla macchina di migliorarsi e di progredire.
Opere, video, audio e testi possono, infatti, essere plagiati: la macchina non genera contenuti completamente da zero, ma riformula e riutilizza materiali già presenti sul web. Ecco che ciò che viene generato da una macchina può violare il diritto di copyright di migliaia di autori, che vedranno le loro opere utilizzate senza consenso. Ci sono già diversi artisti come Sarah Andersen e Karla Ortiz, ma anche agenzie come Getty Images, che in questi giorni hanno sporto denuncia nei confronti di piattaforme come Midjourney per violazione dei diritti di copyright.
La giurisprudenza, a volte, fatica a stare al passo con i tempi della tecnologia. Come si evince da queste riflessioni, il rischio di violazioni in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale permane. Non ci resta, quindi, che attendere nuovi sviluppi giudiziari sulle vicende che abbiamo visto.
Come è utilizzato oggi ChatGPT?
Gli utilizzi di ChatGPT e, più in generale, delle AI Generative, sono davvero molteplici: è difficile trovare un ambito in cui l’Intelligenza Artificiale non possa avere un ruolo. Questo è il motivo principale per il quale questa tecnologia desta anche la preoccupazione di molti professionisti.
Qui vediamo raccolti alcuni dei possibili utilizzi che, in questo periodo, sono stati proposti e che sono diventati oggetto di discussione (soprattutto sui social media) a livello globale.
- ChatGPT nella scuola. Gli studenti si sono resi conto di quanto questa tecnologia possa facilitarli nella stesura e nella realizzazione di semplici testi in poco tempo. Il fenomeno ha subito suscitato qualche timore tra i docenti perché non è sempre possibile individuare se il testo scritto è stato direttamente prodotto dallo studente o da una macchina. Negli Stati Uniti, la piattaforma è stata temporaneamente messa al bando citando “impatti negativi sull’apprendimento degli studenti e preoccupazioni riguardanti la sicurezza e l’accuratezza dei contenuti”. Recentemente, in Italia, il Ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara si è espresso a riguardo, dicendosi invece propositivo rispetto all’utilizzo di intelligenze artificiali generative come supporto all’apprendimento scolastico.
- ChatGPT nella programmazione. Da una richiesta testuale è possibile ottenere linee di codice e query SQL nel giro di pochi minuti, ma anche assistere alla scrittura della documentazione tecnica da accompagnare al rilascio di un software. Curioso è l’esperimento di Adriano Marconetto (storico co-fondatore di Vitaminic) che ha raccontato recentemente sui social media come Chat GPT sia riuscita a mettere insieme un intero software partendo da comandi testuali.
- ChatGPT nel marketing. Grazie all’inserimento di specifici comandi da parte dell’utente, si possono creare rapidamente testi per email commerciali, newsletter e testi per i social media, che comunichino le informazioni che ci servono. Sono tante le aziende che stanno testando il programma in questo senso, qui ci sono un paio di esempi.
Ci sono alternative a ChatGPT?
Sulla scia di ChatGPT le piattaforme già presenti sul mercato stanno implementando un sistema di intelligenza artificiale per la generazione di contenuti a partire da comandi testuali, simili alla piattaforma di OpenAI per l’interfaccia adottata: tra queste troviamo LaMDA (Language Model for Dialog Applications), il sistema sviluppato da Google che riesce a fornire una risposta inerente al contesto, coerente e naturale rispetto al linguaggio scelto dall’utente, utilizzando i dati che il motore già possiede e aggiungendo un’ulteriore livello di sicurezza agli output ottenuti. Ma sembra che sia imminente anche una risposta più corposa, che al momento nei laboratori di Alphabet ha il nome in codice di “Alfa” o anche di Apprentice Bard (il “bardo apprendista”).
Anche Microsoft si sta muovendo nel mondo AI già da diverso tempo con il suo DialoGPT, chatbot presente dal 2019 e addestrato per gestire più conversazioni a distanza di tempo. Il suo database di addestramento si basa su 147 milioni di conversazioni multi-turno prese da conversazioni avvenute su Reddit nel periodo dal 2005 al 2017.
Sul fronte evolutivo di OpenAI, nonostante non sia ancora stato annunciato il lancio ufficiale, sono molte le voci che parlano della versione potenziata, ChatGPT-4, disponibile per la fine del 2023. Questa nuova versione utilizzerebbe trilioni di parametri e terabyte di dati, aumentando di 3 ordini di grandezza la “potenza” di elaborazione e risposta della piattaforma rispetto a quella attuale di ChatGPT-3, il modello ora in uso, e fornendo prestazioni di gran lunga superiori in termini di qualità della generazione dei contenuti. Il team di OpenAI sta lavorando per migliorare ulteriormente la piattaforma, ma sono ancora poche le informazioni che abbiamo a disposizione.
Concludiamo dicendo che…
Sappiamo che questi sistemi non si limitano (e non si limiteranno) al testo o alle immagini. Se ChatGPT è capace di elaborare il comando dell’utente e produrre testi, parallelamente altri strumenti sono capaci di produrre immagini, infografiche, codice, illustrazioni, video, audio, voci di persone in maniera incredibile, realistica e in alcuni casi già utile per la messa in produzione in vari contesti.
L’elemento comune ai generatori di testo e di immagini è però la loro facilità di utilizzo. Essi, inoltre, imparano continuamente dai feedback che ricevono dagli utenti che li utilizzano, creando così un ciclo virtuoso di informazioni e di dati in costante evoluzione e miglioramento. Dobbiamo ancora vedere molte evoluzioni di questi sistemi e considerare che i motori di ricerca testuali (o per immagini) come Google sono in uso ormai da parecchi anni e che l’utente finale li conosce bene e si fida. Sa che possono sbagliare, ma sa anche come districarsi in mezzo a mille informazioni e siti web perché con l’esperienza ha imparato a farlo.
Occorre, quindi, fare esperienza anche con software come ChatGPT: siamo a un processo embrionale di integrazione delle Intelligenze Artificiali Generative nella quotidianità e sono ancora relativamente poche le persone a utilizzare questi strumenti. I risultati che stiamo ottenendo dall’utilizzo massivo di ChatGPT porteranno sicuramente a sviluppi infinitamente maggiori e molto più veloci rispetto alla ricerca condotta finora. C’è ancora molto da fare, questo sì, ma quello che possiamo vedere già oggi è sicuramente entusiasmante e apre scenari che torneremo presto a esplorare e raccontare.
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TEDxTorino 2023: un incondizionato amore per l’essere umano
Fin dalla storia dell’uomo, nel cinema, nell’arte, nella musica, nella scienza e nella letteratura “l’amore incondizionato per l’essere umano” ha rappresentato il principio universale al quale ispirarsi. Da sempre è stato così.
È proprio all’Amore con la A maiuscola, l’amore per l’umanità nelle sue infinite declinazioni che guarda l’edizione 2023 del TEDxTorino. Un momento di reciproca ispirazione e condivisione in risposta al difficile periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da conflitti e antagonismi.
L’evento si terrà il prossimo 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino e vedrà la partecipazione di personalità note in diversi ambiti, come: Simone Arcagni (professore all’Università di Palermo e consulente scientifico), Marcello Ascani (youtuber e imprenditore di Flatmates Agency), Irene Bongiovanni (presidente Nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport), Luca Bortolato (fotografo), Guido Catalano (poeta e scrittore), Manuel Cernigliaro (videomaker), Grazia Concilio (professore associato di Progettazione Urbana del Politecnico di Milano), Maryam Karini (ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano), Alessandro Messina (manager ed economista), Giulia Musso (responsabile fundraising della Fondazione Paideia Onlus), Emanuele Ottoni (impiegato nel settore delle vendite e scrittore), Marco Savini (fondatore e CEO di BigRock), Devi Vettori (presidente e co-fondatrice dell’Associazione Legàmi Adottivi e formatrice), Gabriele Vitacolonna (psicologo e consulente HR) e Serena Mancini (formatrice). Presenterà Giulia Piscina (conduttrice televisiva).
Synesthesia è partner del TEDxTorino 2023
Da gennaio 2022, Synesthesia è diventata una Società Benefit. Un passaggio che attesta l’impegno svolto finora nell’ambito del no-profit, del terzo settore e del sostegno alle politiche locali e internazionali legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Una tappa significativa che comporta, quindi, grandi responsabilità e la consapevolezza di essere un’azienda che guarda a un futuro più connesso, all’inclusività, alla formazione delle nuove generazioni e al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.
Per tutte queste ragioni siamo felici di annunciare la nostra partnership per l’edizione 2023 del TEDxTorino. Il tema di quest’anno ci piace molto e costituisce una bellissima occasione di confronto e condivisione per tutte/i. Ti aspettiamo allora il 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino. Ci saremo anche noi!
Per avere maggiori informazioni sull’evento, clicca qui.
Se hai domande o feedback scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Anna Vaccarelli originaria di Taranto, si è laureata all’Università di Pisa in Ingegneria Elettronica. Oggi è dirigente tecnologo dell’Istituto di informatica e telematica del CNR (Cnr-Iit) di Pisa e responsabile delle relazioni esterne di Registro .it. È stata premiata dall’Italian computer society presso il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) come “miglior informatica d’Italia”.
Intervista a cura di Francesco Ronchi (Presidente e Fondatore di Synesthesia)
Anna, alla fine degli anni ‘80, lei si è laureata in Ingegneria Elettronica all’Università di Pisa, un fatto non ordinario per una donna in quegli anni. Da cosa nasce questa scelta di studi prima e professionale poi?
“Sono sempre stata portata per le materie tecniche e scientifiche. Ho fatto il liceo scientifico, mi piacevano la matematica, la fisica ma anche il disegno. Per un periodo, infatti, ho avuto anche un’idea di dedicarmi all’architettura. Poi sono nate le facoltà di ingegneria elettronica. A Bari non c’era ancora questa facoltà e quindi mi sono dovuta trasferire.
Seguendo la mia passione per tutte queste materie, pensai che la facoltà di ingegneria elettronica potesse essere un buon compromesso, dal momento che mi piaceva la matematica, ma mi interessava molto anche la parte più applicativa di questa disciplina.
Quando mi sono iscritta, ricordo che i primi giorni di lezione eravamo 300 matricole suddivise in due corsi. C’erano quattro ragazze per ogni corso. Abbiamo resistito al destino avverso.
Ricordo in particolare il professore di analisi del nostro corso che ci invitò subito a cambiare facoltà, suggerendoci di iscriverci a quella per assistenti sociali, che faceva lezione nelle aule a fianco. Ci disse: “Il cervello delle donne è diverso da quello degli uomini e quindi non ce la potete fare”.
Nonostante questo ci siamo laureate in 7 su 8, in tempi mediamente più brevi rispetto a quelli dei colleghi maschi e abbiamo fatto la nostra strada in questa professione.
A completamento di questo aneddoto del primo giorno di lezione, ricordo che dopo che mi sono laureata ho lavorato per alcuni anni all’università e ho di nuovo incontrato questo professore.
Lui mi riconobbe e mi disse: “ buongiorno signorina, cosa ci fa qui?” E io gli risposi: – contrariamente alle sue aspettative io ci lavoro qui. Grazie e arrivederci –
Mi sono tolta il sassolino dalla scarpa. Alla fine questo giudizio negativo non ha impedito nè a me nè ad altre mie colleghe di proseguire nella nostra carriera.
I numeri delle iscrizioni femminili a ingegneria elettronica per fortuna sono aumentati nel tempo. Ancora oggi continuano a esserci indirizzi meno frequentati dalle donne come ingegneria meccanica o aeronautica. Noi eravamo 4 studentesse, a civile erano 12, a meccanica in 2 e ad aeronautica 1. Sono percentuali che rendono bene l’idea.
La situazione è andata poi negli anni migliorando. Secondo alcuni docenti, soprattutto nella facoltà di informatica, c’è stato un momento di aumento delle presenze femminili intorno agli anni ‘80-’90. Oggi pare ci sia di nuovo un calo. È un tema, dunque, su cui bisognerebbe interrogarsi e riflettere”.
Per quale motivo, secondo lei, alcuni settori professionali, come per esempio quello della tecnologia e del digitale, sono ancora “occupati” principalmente da uomini? Quali sono le difficoltà che riscontrano le donne oggi per entrare in questo mondo?
“Ci sono molti fattori. Uno degli strumenti principali che viene citato sempre è la formazione per le ragazze: bisogna convincerle che sono brave e possono fare tutto come i maschi, che non si devono far intimorire, che devono comunque essere convinte di poter riuscire in un settore a cui sono interessate.
Tuttavia, bisognerebbe lavorare sui ragazzi. Occorre cambiare la loro mentalità. Se i ragazzi si abituassero fin da bambini a considerare le proprie compagne di scuola alla pari sotto tutti i punti di vista e sospendessero una serie di atteggiamenti “maschilisti” ereditati dalla famiglia o dalla società, questo consentirebbe di fare davvero un grande balzo in avanti.
Non dovremmo solo lavorare sulle ragazze per convincerle che sono brave, ma dovremmo invece partire dal presupposto che questo è un dato certo. L’investimento sui ragazzi, invece, ci consentirebbe di avere un domani uomini che non hanno più comportamenti “maschilisti”, frutto di abitudini, retaggi e pregiudizi, negli ambienti di lavoro.
Io sono stata per anni contraria alle quote rosa. Mi rendo conto però che in certe circostanze è l’unico modo per imporre la presenza femminile in alcuni contesti in modo che ci sia l’apporto di un punto di vista diverso. Purtroppo le quote rosa servono per lavorare in questi ambienti e fare in modo che possano essere le donne ad avere poteri decisionali. Comincerebbe a esserci un approccio diverso.
Rispetto al fatto che le donne possono essere più o meno valorizzate, devo dire che anche questo è un concetto “da prendere con le pinze” perché non tutti gli ambienti sono uguali. Faccio parte da alcuni anni della community Women for Security, un gruppo di professioniste della cybersecurity con vari ruoli, da quelli tecnici a quelli di marketing, alla comunicazione, ecc. Abbiamo fatto una survey per cercare di capire qual è la situazione delle donne nei vari ambienti di lavoro relativamente alla cybersecurity. Da questa ricerca, a cui hanno risposto circa 200 donne, non è emerso in modo evidente che le lavoratrici siano discriminate o poco valorizzate nell’ambiente di lavoro. Ci aspettavamo, in effetti, numeri più alti. Quelle che lamentano di essere trascurate sono una minoranza. Probabilmente, quindi, non tutti gli ambienti sono uguali.
Nel CNR non c’è una discriminazione tra uomini e donne perchè sono concorsi pubblici con accesso per titoli. A livello di entrata dei ricercatori la quantità di uomini e donne è simile. Il numero delle donne è un po’ superiore negli indirizzi umanistici e quello degli uomini negli indirizzi più tecnici, ma parliamo comunque di cifre intorno al 50%.
La situazione cambia molto se si sale di livello. Via via che si arriva ai ruoli apicali, ai C-level, la quantità di donne diminuisce e tende a sparire. Nel CNR abbiamo circa un centinaio di istituti, credo che ci siano circa 3 o 4 direttrici, tutti gli altri sono uomini. La portabandiera di questa “sfida” è il nostro presidente Maria Chiara Carrozza, prima presidente donna del CNR che sta dimostrando di voler cambiare proprio alcune situazioni con riferimento a questo tema”.
Anna, dal 2010 lei coordina e promuove attività di diffusione della cultura di internet nelle scuole. A livello scolastico e formativo come si pone l’Italia nei confronti del gender gap in ambito STEM? Come si colloca l’attività di sensibilizzazione rispetto a questo tema?
“Ci sono delle iniziative che sono più che altro fuori dall’ambiente scolastico. Per esempio iniziative di diverse università ed enti formativi. Quello che manca, però, a queste attività è il fatto che restino fuori dal sistema scolastico nazionale. Noi, da 10 anni, organizziamo diversi laboratori nelle scuole con strumenti diversi e contenuti diversi, dalle primarie alle secondarie di secondo grado. Utilizziamo strumenti ludico-didattici per le primarie mentre alle superiori forniamo veri e propri mini corsi di cybersecurity. Abbiamo scelto di fare questa esperienza attraverso le scuole, inserendoci così nei percorsi didattici previsti.
Nelle scuole entriamo con le ore di cittadinanza digitale. Oggi tutti gli insegnanti si trovano di fronte alla necessità di fornire agli studenti 33 ore di educazione civica, di cui 4 di educazione digitale. Noi proponiamo un percorso per coprire queste 4 ore e così otteniamo lo scopo di riuscire a parlare di questi temi con i ragazzi. Questo vale per tutti i livelli di educazione.
Nelle scuole superiori c’è anche lo strumento del PCTO che ci consente di entrare nella programmazione didattica. Nelle scuole è più facile intercettare i ragazzi.
L’altro problema per svolgere questa attività nelle scuole, oltre a potenziare queste ore di cittadinanza digitale, è che spesso i docenti non sono in grado di seguire questi temi. Non hanno una preparazione adeguata e approfondita e alla prima domanda che fanno gli studenti (che 90 su 100 ne sanno più di loro) non sanno come rispondere e si sentono messi in discussione nel loro ruolo di insegnanti ed educatori.
Questo comporta due cose:
La prima è che per ovviare a questo inconveniente noi abbiamo messo a disposizione dei docenti, attraverso il portale “presente digitale”, dei corsi di formazione: sono corsi online gratuiti che danno diritto ai crediti MIUR e che trattano temi come coding, cyber security, ecc.
La seconda riguarda gli adulti in generale che dovrebbero avere un atteggiamento diverso nei confronti dei ragazzi quando si parla di questi temi. Occorre partire dal fatto che per tante cose loro ne sanno di più. Quindi non ci dovremmo vergognarci di dire: – mi spieghi come si fa questo? – . Qual è il nostro vantaggio? L’esperienza che possiamo dare. Perché i ragazzi sono smart però a loro manca l’esperienza per capire le situazioni in cui si trovano e per affrontare le difficoltà che si possono presentare nella navigazione in rete. Se l’adulto, quindi, viene guidato dal ragazzo nella navigazione, si può accorgere prima del ragazzo se c’è un problema o un contenuto non consono.
Può mettere a disposizione la sua esperienza e il suo ruolo di educatore senza che questo venga messo in discussione. Si tratta di un insegnamento reciproco senza che nessuno venga sminuito nel proprio ruolo”.
E i ragazzi come accolgono queste attività? Sono interessati?
“Noi vediamo che effettivamente i livelli di competenza tra i ragazzi sono molto migliorati. Le ragazze in particolare migliorano maggiormente ma occorre anche specificare che c’è una loro percezione di non essere così brave con la tecnologia come i loro coetanei maschi. Partono quindi all’inizio dandoti delle risposte in cui loro si sentono meno capaci. I maschi generalmente si sentono più sicuri.
Perciò alla fine del percorso le ragazze acquistano, in proporzione, più consapevolezza dei maschi. Il loro miglioramento è maggiore rispetto a quello dei maschi. Non solo perché hanno imparato di più, ma anche perché si sentono più sicure nel dare alcune risposte rispetto a quanto non lo fossero prima di cominciare.
Il bilancio è dunque positivo sia dal punto di vista della soddisfazione e dell’interesse per i ragazzi, sia da un punto di vista oggettivo come notiamo dalla somministrazione dei questionari”.
Anna, lei ha ricevuto recentemente dallo CNEL il premio come migliore informatica d’Italia. Che cosa rappresenta per lei questo riconoscimento?
“Non me lo aspettavo, non avevo mai pensato di ottenere un simile riconoscimento. Ho cercato di capire le motivazioni che stavano alla base del premio e l’ho preso come un premio alla carriera. L’insieme dei contributi che posso aver dato evidentemente ha spinto la giuria a darmi questo riconoscimento.
Questo evento ha avuto molti risvolti positivi, non solo dal punto di vista della soddisfazione personale, ma mi ha consentito anche di svolgere il ruolo di “mentore” nei confronti di altre donne e ragazze con le mie stesse inclinazioni professionali.
Mi sembra un aspetto molto positivo per portare avanti questi argomenti di cui abbiamo parlato finora”.
Per concludere cosa consiglierebbe oggi a una ragazza che decide di iniziare un percorso di studi in ambito STEM?
“Consiglierei di andare sempre avanti e non farsi scoraggiare. Prima di tutto occorre decidere di intraprendere questo percorso senza pregiudizi, senza preoccuparsi di quello che gli altri le possono dire. Le direi di seguire sempre la propria strada se è ciò che le piace fare.
Vorrei poi sottolineare che seguire un percorso di studi di tipo tecnico-scientifico offre molte più possibilità di lavoro rispetto ad altri percorsi. Potrebbe essere anche questo “un peso da mettere sulla bilancia in un momento di scelta tra una facoltà più umanistica o più tecnica. Una formazione più tecnica garantisce maggiori possibilità di lavoro, di carriera nel settore dell’ICT e della cyber security dove la domanda è infinitamente più alta dell’offerta: al mondo si parla di 3 milioni di posizioni da coprire e solo in Italia sono oltre 100.000. È un problema molto sentito nel mondo dell’informatica. Rinnoviamo, quindi, l’invito a tutte le ragazze e ragazzi appassionati di questo mondo a seguire questo tipo di carriera”.
Continuate a seguirci per scoprire le prossime storie di donne che stanno cambiando il mondo. Noi continueremo a raccontarvi le loro visioni perché crediamo che un mondo STEM più inclusivo e senza differenza di genere sia possibile.