Il libro di Synesthesia

In Synesthesia siamo convinti che il futuro passi attraverso la condivisione di storie e di idee di donne e uomini che nel corso della storia hanno creduto con coraggio e determinazione – spesso anche passando attraverso fallimenti – nel progresso scientifico, tecnologico e sociale. Innovare significa dare vita a un cambiamento rispetto a uno stato di cose esistente per favorire la nascita di una condizione migliore, riconosciuta socialmente da tutti. 

In occasione dei nostri primi 10 anni di vita abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta del futuro e abbiamo deciso di raccontarlo in un libro in compagnia di Max Casacci, Guido Saracco, Arturo Brachetti, Mauro Berruto, Alessandro Barbero, Alyssa Carson, Horacio Pagani, Walter Rolfo, Paola Allamano, Pietro Leo, Sara De Simoni, Chet Haase, Bibop G. Gresta, Liz Corbin, Natasha Skult, Emilio Casalini, Riccardo Recalchi e Francesco Ronchi. Amici e personalità che ci hanno accompagnato lungo un percorso durato 10 mesi. 

Da questo confronto “illuminante” hanno preso forma le interviste pubblicate a partire dal 21 marzo del 2021, la data del nostro compleanno, sul web, sui podcast, sui social media e, infine, nel libro “10 anni di futuro. Interviste dalla Luna”.

Partendo dalla video interviste, abbiamo infatti creato una raccolta di testimonianze e visioni sui 10 temi cari al mondo dell’innovazione e non solo.

Conoscenza fa rima con solidarietà

Da sempre siamo impegnati in prima linea nella realizzazione di progetti, iniziative e soluzioni digitali utili a tutti. Ci sentiamo coinvolti quando pensiamo a chi fa tanto per gli altri, è nel nostro DNA: far bene il nostro mestiere e provare a cambiare in meglio le cose che ci circondano. 

Da oggi il libro è ufficialmente in vendita su Amazon. Potrete acquistarlo e supportare così due importanti progetti umanitari. L’intero ricavato delle vendite di questo libro sarà, infatti, devoluto alla Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (F.O.R.M.A. Onlus Torino) e al progetto umanitario a supporto delle giovani atlete afghane profughe in Italia (iniziativa promossa da Mauro Berruto).

In conclusione

Che cosa ci aspetta quindi nei prossimi dieci anni? Non ti resta che scoprirlo ripercorrendo tutte le tappe di questo straordinario viaggio “alle origini del futuro”, un percorso ricco di storie e testimonianze da raccontare, di emozioni da vivere e di geniali intuizioni alle quali ispirarsi. 

Puoi acquistare “10 anni di futuro. Interviste dalla Luna” qui.


Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.

Le feste natalizie sono alle porte e la fine di questo 2021 si avvicina. Un anno importante per noi, un anno di crescita e di grandi traguardi.

Negli ultimi anni Synesthesia è cresciuta molto e la nostra offerta si è ampliata. Oggi rappresentiamo un modello di crescita nel campo del digitale: ci occupiamo di marketing, di digital transformation, di eventi e formazione, di progetti innovativi. Durante la crisi siamo riusciti a non fermarci e lanciare nuove iniziative, anche nel periodo del lockdown più duro, in cui le distanze sono aumentate e lo smartworking ci ha allontanato.

La tecnologia, che è il nostro “mondo”, ci ha aiutato comunque a stare insieme e nonostante le difficoltà non abbiamo mai smesso di tenere fede ai nostri principi. Siamo rimasti vicini a tutti i nostri collaboratori con azioni concrete di supporto e senza mai ricorrere agli ammortizzatori sociali. Abbiamo maturato anche una fusione con un’altra azienda poco prima di “chiudere” gli uffici e passare per qualche mese in full-smartworking. Accogliere nuove persone senza mai averle incontrate prima è stata una sfida complessa da gestire. La pandemia ha finito per accelerare l’adozione del digitale, rilanciando con decisione settori come l’e-commerce e rafforzando la domanda in tutti gli ambiti.

Possiamo tranquillamente dire che il 2021 per noi è stato anche un anno di conferme: per la quarta volta consecutiva siamo tra le aziende “Leader della Crescita” de Il Sole 24 Ore. Infine, ma non meno importante, stiamo rilanciando la nostra academy e i corsi per giovani talenti in ambito STEM. Come ormai ben sapete, quest’anno abbiamo festeggiato i nostri 10 anni di vita. Per nostra natura guardiamo all’innovazione e al progresso. Abbiamo quindi deciso di festeggiare questa ricorrenza così importante guardando al futuro, scrutando le sue infinite possibilità in compagnia di illustri personalità in campi come creatività, digital transformation, cultura, AI, gaming, per un totale di 10 temi: 10 parole chiave.

Queste parole non raccontano solo una storia aziendale, rappresentano uno specchio in cui riflettersi per tracciare un bilancio, ma soprattutto per guardare con slancio alle prossime sfide. Sono i valori e gli ambiti in cui ci sentiamo più forti e in grado di pensare al futuro, per noi e per chi ci accompagna in questo percorso. Abbiamo raccontato visioni diverse cercando di individuare elementi stimolanti, curiosi, di ispirazione. Da questo confronto hanno preso forma le interviste pubblicate nell’arco di dieci mesi (a partire dal 21 marzo del 2021, la data del nostro compleanno) sul web, podcast, social media e, infine, sul libro “10 anni di futuro. Interviste dalla Luna”. Questo libro rappresenta un segno del nostro impegno concreto, un regalo di compleanno per tutti, non solo per noi.

Max Casacci, Guido Saracco, Arturo Brachetti, Mauro Berruto, Alessandro Barbero, Alyssa Carson, Horacio Pagani, Walter Rolfo, Paola Allamano, Pietro Leo, Sara De Simoni, Chet Haase, “Bibop” Gabriele Gresta, Liz Corbin, Natasha Skult, Emilio Casalini: questi sono i nomi illustri che hanno sposato la nostra causa con entusiasmo. Confrontarci con loro è stato per noi illuminante: crediamo fermamente che il futuro passi proprio attraverso le visioni di persone come queste, e che non possa prescindere dal progresso scientifico, tecnologico e sociale.  

Il ricavato delle vendite di questo libro sarà devoluto interamente alla Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e al progetto umanitario a supporto delle giovani atlete afghane profughe in Italia (grazie in gran parte a Mauro Berruto). Ci sentiamo coinvolti quando pensiamo a chi fa tanto per gli altri, è un po’ nel nostro DNA: far bene il nostro mestiere e provare a cambiare in meglio le cose che ci circondano.

Il libro sarà in vendita nel mese di gennaio, vi comunicheremo la data di lancio a breve.

Tanti auguri  “synesthetici” di buon Natale e di un felice 2022 da tutto il team di Synesthesia!

L’Horacio Pagani di 13 anni, che creava modelli con materiali di fortuna, cosa direbbe all’Horacio Pagani di oggi? Sarebbe orgoglioso del modo in cui ha rispettato e seguito quel sogno? 

“Diciamo che è un percorso che sto continuando ancora oggi. Ho sempre lavorato con la stessa energia, serietà, entusiasmo e passione. Credo che tutto stia andando avanti com’è nato 50 anni fa. Non ci sono grandi differenze, se non quella di avere adesso una compagnia che richiede una responsabilità molto superiore rispetto a quando ero da solo ed ero un ragazzino. Il concetto è sempre quello”.  

Per essere liberi bisogna avere radici. Quanta Argentina c’è stata e c’è ancora oggi nei progetti e nei modelli che crea? 

“L’Argentina mi ha dato tante cose, ho vissuto molti meno anni in Argentina che in Italia. Ho 65 anni e sono arrivato qui a 27, perciò c’è tanto di Italia nella mia vita. I miei figli sono italiani, la mia famiglia l’ho formata in Italia. Sicuramente più che l’Argentina, è l’educazione che ho ricevuto dalla mia famiglia, dai miei genitori, dai miei nonni a darmi le basi per poter camminare e andare avanti”.  

La sua storia è un esempio di quanto valga investire sulle proprie passioni. Talento, ingegno e creatività, in quale misura queste tre componenti diventano fondamentali nel perseguire un progetto?

“Partiamo dalla passione. In qualsiasi area è la passione che dà l’energia a tutto. Più passione hai più energia hai per andare avanti a prescindere da quello che fai. Le persone che hanno fatto delle cose e che storicamente sono ricordate anche in diverse discipline, sono persone che hanno soprattutto passione e sanno trasmettere questa passione agli altri cioè sanno coinvolgere gli altri. 

Quali sono gli ingredienti per fare delle cose nella vita in qualsiasi settore? La disciplina. Essere rigorosi, essere molto costanti, avere un enorme dose di pazienza e amare il proprio lavoro.

Il nostro lavoro ci dà la possibilità di progredire, di far crescere i nostri figli e dare un contributo alla società. Non importa quello che fai, l’importante è che lo fai bene, con impegno e con serietà. Poi se devo dire quanto talento e quanto sudore, 10% talento e 90% sudore”. 

Maggiore è il sogno, più grande è dunque la sua forza inclusiva. Il suo sogno è stato in grado di ispirare non solo intere generazioni di designer, ma anche tutti coloro che rincorrono ogni giorno le proprie aspirazioni. Che effetto le fa questa cosa?

“Io quello che ho fatto, l’ho fatto perchè era la mia passione. Non l’ho fatto per diventare famoso, ma perché amo il lavoro, amo le macchine, amo le cose che faccio. Mi è sempre piaciuto interagire, lavorare in team e nel lavorare in team devi avere rispetto per gli altri, devi stimolarli, devi avere una certa capacità di leadership. Se questo oggi può essere utile a qualcuno, meglio. Diciamo che io non sono mai stato uno studente brillante, non ero il migliore della classe. Ho fatto fatica persino a disegnare, a imparare a disegnare. Vengo dall’Argentina, dalla Pampa, un posto in cui non c’era una cultura automobilistica del design. Non era né Modena, né Torino, né Detroit o Stoccarda. Se può essere utile agli altri che una persona, piccola, senza nemmeno tanta forza o energia fisica, senza nemmeno essere stato bravo a livello scolastico è riuscito a fare questo, vuol dire che per chi nasce in un mondo come quello di oggi dove le informazioni, le conoscenze, le opportunità sono di molto superiori rispetto alle mie, sicuramente ha mille volte più possibilità di quelle che ho avuto io”. 

Da pioniere nell’utilizzo di materiali compositi su vetture di serie, cosa significa per lei il termine “innovazione”? È solo un processo tecnico o diventa un modo per evolversi come persona e professionista?

“Credo che la curiosità quotidiana sia la cosa che ti permette di imparare. Nella misura in cui tu hai curiosità, osservi le cose, hai voglia di studiare e vuoi aumentare le tue conoscenze. 

La vita in fondo è un esperimento, un percorso, un viaggio sperimentale dove puoi trovare delle cose che non ti aspettavi nel bene e nel male. In questo percorso devi sperimentare. Quello che ho fatto e quello che facciamo con tutti i miei colleghi è portare avanti delle attività che sono sperimentali, di ricerca. Poi lo devi sempre fare con passione. Se ti accompagna lei tu sei sereno”.

Quindi l’innovazione è una necessità?

“L’Innovazione vuol dire progresso in ogni area.

Se l’uomo è arrivato alla Luna e vuole arrivare a Marte si deve dare da fare per capire come far arrivare queste navicelle fino a Marte. Per fare quello ci vuole innovazione. Se vogliamo migliorare il pianeta dobbiamo metterci a lavorare, studiare, aumentare le conoscenze per poi vedere come trovare i mezzi per salvare questo pianeta, un tema molto caldo oggi”.

Come vede le nuove generazioni nel futuro? Ci saranno più donne in questo lavoro?

“Allora, verso le nuove generazioni sono molto ottimista. Se pensiamo che la Pagani ha un’età media di 31-32 anni, è una azienda molto giovane. Temo che però in generale oggi la gente sia molto distratta, pensa troppo all’informazione. Si alza la mattina e vuole o leggere il giornale o guardare la TV. Hanno bisogno quotidianamente di informazioni e invece l’informazione dovrebbe essere rimpiazzata dalla conoscenza e dallo studio. 

Credo nei giovani assolutamente, però ci deve essere anche una consapevolezza di sviluppare di più il senso del dovere che non quello del dovuto. Per quanto riguarda le donne, io credo fortemente nelle donne, nutro un grande rispetto e credo che oggi abbiano più energia rispetto agli uomini. I ragazzi giovani sono bravi, ma sono estremamente fragili. La donna ha più coraggio, più energia. Questo è quello che vedo nella media. Qui ci sono stati momenti in cui le donne occupavano posti nell’ufficio commerciale, nella produzione, nel personale. Credo molto nel lavoro delle donne. 

Prendiamo per esempio la tecnologia dei materiali compositi. Da noi ci sono tante donne che si occupano anche della lavorazione del carbonio con estrema precisione. Riescono a fare qualcosa che prima era solo appannaggio degli uomini Realizzano cioè anche un telaio di un’auto, ovvero un lavoro che in passato veniva svolto esclusivamente da uomini perché comportava saldare, piegare una lamiera, ecc. Oggi, invece, da noi, le donne fanno anche il telaio e la carrozzeria di una vettura”.

Quali consigli darebbe  a un giovane designer che vuole diventare l’Horacio Pagani del futuro?

“Io non ho mai lavorato per diventare Enzo Ferrari o Ferruccio Lamborghini.

Ognuno deve seguire un suo percorso. Se poi hai dei punti di riferimento e ispirazione importanti – come per me sono stati Pininfarina, Gandini, Bertone, Giugiaro, Enzo Ferrari, ma anche Einstein e Leonardo Da Vinci – penso che sia naturale e anche molto bello perchè è comunque un premio. Ognuno, però, deve diventare se stesso. 

Quello che suggerisco è di imparare a disegnare bene con le mani e poi studiare per quanto possibile la storia di Leonardo e la sua filosofia, perché studiando Leonardo puoi davvero imparare come seguire la tua carriera, che tu sia un architetto, un ingegnere, un designer, un ricercatore. Leonardo ti dà più o meno la risposta a tutto. Era un tipo molto semplice, una persona molto molto positiva e creativa. Era un genio perché era umile, perché sapeva parlare con le altre persone. Si metteva alla prova continuamente, era una persona che soffriva anche molto, una persona con una marcata sensibilità. Lui è stato probabilmente, credo, il primo che ha detto che arte e scienza sono due discipline che possono camminare mano nella mano”. 

Come vede il futuro del design e dell’automotive  nei prossimi 10 anni?

“Tutti i costruttori di automobili, noi compresi, lavoriamo molto per cercare di fare in modo che le macchine siano più pulite per la salvaguardia dell’ambiente. 

In ogni modo bisogna lavorare tutti insieme per cercare prima di tutto di trovare il modo di produrre energia elettrica con delle fonti che non siano inquinanti come il petrolio e come il carbone. 

Ci vorrebbe gente con conoscenze tecniche e scientifiche per dare un supporto a chi deve prendere delle decisioni. Non deve essere una questione demagogica. Deve essere una questione veramente oggettiva, altrimenti rischiamo di farci del male. Credo che la macchina elettrica sia molto importante per il trasporto all’interno delle città perché la concentrazione demografica è molto alta. All’interno della città non ti serve una macchina con mille cavalli, nemmeno con 350 o 500 cavalli. Ti serve una macchina che faccia i 50 o i 60 km all’ora, a due posti perché la maggior parte della gente si sposta con poche persone e poi bisogna abituarsi a usare le bicicletta e a camminare. Io abito a 3 km di distanza da qui e vengo a lavorare o a piedi o in bicicletta perchè il mezzo di trasporto più è semplice più è economico. Quando sono a Milano mi muovo in bicicletta o a piedi perchè è il mezzo di trasporto più comodo. Bisogna cominciare a prendere delle abitudini che siano più sagge”. 

Questo richiede un cambio culturale?

“Einstein diceva che i giornali vanno letti alla rovescia e io sono d’accordo con Einstein”. 

Grazie!

Non hai tempo di vedere o di leggere? Nessun problema, c’è la versione podcast dell’intervista a Horacio Pagani!

Ascolta “People and inclusion / Horacio Pagani [giugno 2021]” su Spreaker.