[Riproponiamo il post del blog pubblicato da EcommerceGuru.it il 3 novembre 2023]
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Che cos’è il composable commerce?
Il composable commerce è un approccio tecnologico nuovo, un’architettura che va oltre i limiti delle piattaforme tradizionali introducendo un metodo del tutto innovativo. Questo approccio consente alle aziende più ambiziose di selezionare e integrare le migliori soluzioni commerciali – definite anche stack tecnologici – presenti sul mercato, per soddisfare le esigenze del proprio business e dei propri clienti. Il “composable commerce” permette alle aziende di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di sfruttare le ultime tecnologie, per creare un ecosistema di componenti modulari che, combinati tra loro, aiutano a realizzare soluzioni personalizzabili e scalabili.
Quali sono le caratteristiche dell’architettura componibile?
Oggi sono molti gli elementi a cui è necessario far riferimento durante l’implementazione di soluzioni e-commerce innovative. Un sistema commerciale, affinché venga considerato componibile, deve possedere tre caratteristiche fondamentali:
- sfruttare la potenza del SaaS cloud-native, per ottenere una scalabilità performante a costi ridotti;
- basarsi su componenti plug and play indipendenti e intercambiabili in grado di soddisfare le esigenze dell’azienda e degli utenti per migliorare la customer experience;
- avere la libertà di utilizzare la tecnologia e il linguaggio di programmazione ritenuto più opportuno.
Quali sono i principali vantaggi?
Dall’innovativo approccio tecnologico headless e composable derivano evidenti punti di forza che rendono la soluzione sempre più efficace e utile agli e-commerce, per raggiungere gli obiettivi di business legati al mondo delle vendite online. Ecco alcuni dei principali vantaggi del composable commerce:
- scalabilità, è possibile espandere il brand in nuovi mercati o provare modelli di business con facilità, ottimizzando l’implementazione di progetti complessi;
- agilità, consente di modificare la singola componente, evitando di modificare l’intera piattaforma, questo permette di semplificare la manutenzione dei sistemi;
- riduzione dei costi, una “soluzione componibile” abbassa i costi d’investimento commerciale perché permette di selezionare le componenti più idonee alle esigenze del cliente.
Synesthesia e-commerce applica questo metodo
“Abbiamo adottato l’approccio composable come filosofia chiave di lavoro per offrire un valore eccezionale ai nostri clienti. Riteniamo che questa tipologia di approccio sia una risposta efficace alle sfide in continua evoluzione del mondo e-commerce, in cui la flessibilità, l’agilità e la personalizzazione sono essenziali. I vantaggi che ne derivano sono molteplici per tutti i nostri clienti.
L’approccio composable ci fornisce la possibilità di collaborare con i clienti in modo più stretto ed efficace: siamo in grado di personalizzare la soluzione più adatta in base alle loro esigenze specifiche e di far fronte alle richieste sempre più mutevoli dei mercati, adattando l’infrastruttura tecnologica, le applicazioni e i servizi in modo agile, senza dover scendere a compromessi dovuti a vincoli tecnologici.
Insieme ai nostri clienti, infine, creiamo solide partnership basate sulla trasparenza e sulla comprensione approfondita delle loro operazioni, consentendo loro di ottenere un valore reale dalle nostre soluzioni IT che si adattano alle loro sfide future”. (Ileano Testa, Director Commerce Division in Synesthesia)
Synesthesia è partner EcommerceDay. Scopri gli ultimi trend e-commerce con Ileano Testa il 18 Ottobre EcommerceDay 2023 e incontra migliaia di professionisti internazionali. A Lingotto Fiere – Torino, il 18 e il 19 Ottobre. Contattaci per avere maggiori informazioni.
Vai alla sezione dedicata alla divisione
Come è nata HeyGen?
Nel novembre del 2020 a Los Angeles Joshua Xu e Wayne Liang fondano Movio, che in poco tempo diventerà HeyGen, una piattaforma di video digitali che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare video professionali con avatar estremamente realistici. Con questa piattaforma si può trasformare uno script in un video parlato, utilizzando oltre 300 voci e diverse lingue, scegliendo uno dei 100 avatar AI, proposti dalla piattaforma, che si differenziano per età, etnia e pose.
Come possiamo utilizzare HeyGen?
Utilizzare HeyGen per la generazione di video significa avere una piattaforma molto completa, con molte funzionalità. Grazie al suo utilizzo possiamo generare:
- Video per la formazione, in cui gli avatar diventano “insegnanti”, molto utile anche per i corsi online, trasformando testi in video coinvolgenti.
- Contenuti per social media, con video ad hoc per qualunque prodotto o servizio per aumentare la visibilità di un brand.
- Pubblicità, annunci dinamici per catturare l’attenzione del cliente.
- Video di presentazione che si potranno associare a delle diapositive e che renderanno le presentazioni molto più dinamiche e accattivanti.
A chi è rivolta questa piattaforma?
HeyGen potenzialmente è uno strumento molto interessante per molte aziende e organizzazioni. Per le startup, in fase di crescita, per pubblicizzare prodotti e servizi o anche solamente per comunicare l’identità del brand, la storia dietro l’azienda, con costi nettamente più bassi di una produzione tradizionale.
Per le aziende già avviate ha le potenzialità per diventare uno strumento molto semplice e economicamente conveniente per rafforzare la propria immagine e popolarità. I content creator potranno tramite la piattaforma creare molti più contenuti, in diverse lingue, con molta più facilità e rapidità; mentre gli educatori potranno creare video solo partendo dallo script delle loro lezioni, senza dover registrare in prima persona ogni lezione.
In sostanza HeyGen risulta essere uno strumento rivoluzionario, con un’interfaccia molto semplice e intuitiva, facile da usare, anche per chi non ha competenze nel settore, sia di tipo informatico sia di montaggio audio-video.
Ma quali sono le funzioni principali?
Le principali funzionalità sono:
- Text to Speech
- AI Avatars
- Custom Avatars
- Generative Outfit
- Voice Cloning
- TalkingPhoto
- Templates
- Zapier Integration
- ScriptGen AI
Andiamo a scoprirle nel dettaglio.
TEXT TO SPEECH
Questa funzionalità serve per trasformare un testo scritto in parole, scegliendo la voce che si vuole (tra più di 300 varianti) e la lingua. È anche garantita la possibilità di aggiungere momenti di pausa, regolare l’accento e l’intonazione, per generare un video realistico..
AI AVATARS
Per la creazione del nostro video possiamo scegliere ovviamente chi sarà a recitare il nostro copione; la piattaforma fornisce più di 100 avatar di diversa etnia ed età;si possono, inoltre, scegliere gli avatar in base alle pose che hanno, per dare maggior realismo al video.
CUSTOM AVATARS
Con HeyGen possiamo creare il nostro avatar: con un fondale verde e una telecamera, basterà riprendersi mentre si recita il discorso, farlo esaminare dalla piattaforma e, una volta che questa darà l’approvazione, il nostro avatar appena creato potrà essere usato per la generazione di qualunque video, con qualunque testo o in qualunque lingua.
GENERATIVE OUTFIT
Ogni avatar dovrà ovviamente avere l’outfit adatto in base al video da generare, per questo la piattaforma ci fornisce diverse categorie di abbigliamento, da quelle formali a quelle informali, o se queste non ci convincono, ci dà la possibilità di generare un abbigliamento specifico, descrivendo quale tipologia di vestiti si desiderano. Non sempre questi sembreranno effettivamente realistici, ma in ogni caso questa feature risulta molto interessante.
VOICE CLONING
Nel momento in cui abbiamo generato un video con il nostro avatar, il discorso potrà essere cambiato e tradotto in tutte le lingue disponibili nella piattaforma (al momento: Inglese, Tedesco, Polacco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Hindi).
TALKING PHOTO
HeyGen ci dà anche la possibilità di far “parlare” una foto, creando i movimenti della bocca e del viso in generale: è quindi capace di prendere una foto statica e renderla un video dinamico e animato.
TEMPLATES
Sono disponibili più di 300 template, alcuni anche animati e c’è sempre la possibilità di creare il proprio, personalizzato in base allo scopo per il quale è stato pensato.
ZAPIER INTEGRATION
HeyGen, grazie all’integrazione con Zapier (piattaforma che permette di automatizzare il lavoro grazie all’integrazione di altre app), dà la possibilità all’utente di collegare alla piattaforma oltre 5000 app, come, per esempio, software per la gestione di progetti, o social media, per creare continuità nel lavoro.
CRIPTGEN AI
Con HeyGen possiamo anche chiedere direttamente alla piattaforma di creare uno script per i nostri video, in base all’argomento, la funzione del video, la lingua e altre informazioni.
Ci sono alternative a HeyGen?
Oggi i contenuti video sono fondamentali per le aziende: oltre l’80% del traffico online risulta essere traffico video, oggi la tipologia di contenuto preferito dalla maggior parte degli utenti. L’AI in questo settore è fondamentale per le imprese, ma la produzione tradizionale di video risulta essere ancora molto costosa. Al contrario la creazione di video con i generatori AI è sempre più accessibile e conveniente.
Sono state create tante piattaforme, negli ultimi anni, che offrono questa tipologia di servizi, tra le quali, per esempio, Pictory che consente di creare video di alta qualità, in base allo script scelto, di modificare quelli già creati, se necessario, e di creare video condivisibili (molto utile quindi per aziende con più persone che lavorano a uno stesso progetto).
Un’altra piattaforma molto interessante è Synthesys basata sulla tecnologia Synthesys Text-to-Video, per trasformare gli script in presentazioni multimediali dinamiche. Con essa possiamo, inoltre, generare video da uno script scegliendo il nostro avatar e la nostra lingua. Esistono altre piattaforme che possono essere utilizzate per scopi simili, con diversi livelli di velocità, semplicità ed efficacia. Tra queste: Deepbrain Ai, InVideo, VEED, Colossyan e Elai.io.
Scenari futuri: come cambia il nostro modo di comunicare con l’avvento di HeyGen
HeyGen ha registrato una rapida ascesa in soli nove mesi sul mercato (dopo il suo lancio), con un tasso di crescita mensile del 50%. Ci troviamo davanti a una grande innovazione per il mondo tecnologico che potrebbe impattare in diversi ambiti:
- Il lavoro di interpreti e dei traduttori.
- Il mondo degli Influencer, che potrebbero vedere queste tecnologie come un modo per creare un numero molto più alto di contenuti, e quindi come uno strumento importante, oppure come una minaccia.
- Le fake news, perché diventerà molto più semplice creare video e contenuti completamente falsi. Sarà quindi molto facile produrre del materiale per mettere in atto truffe o per raccontare il falso.
In sostanza sicuramente è una tecnologia che porterà a dei cambiamenti con sé, sia positivi che negativi, sarà il quanto e il come verrà effettivamente usata (come sempre) a fare la differenza.
Synesthesia utilizza le migliori tecnologie all’avanguardia per migliorare il tuo business e procurarti un rilevante vantaggio competitivo. Contattaci per scoprire cosa possiamo fare per te!
Synesthesia è partner di BigCommerce
Synesthesia entra a far parte del portale degli esperti certificati di BigCommerce, la piattaforma dedicata al servizio e-commerce che mette a disposizione di imprenditori (e non solo) l’esperienza professionale di partner riconosciuti come massimi esponenti del settore. Con il nostro supporto, e quello di molte altre aziende selezionate e disponibili sul sito, verrà offerto un servizio di consulenza a 360°, che permetterà al cliente di ottenere grandi obiettivi di business nel mondo delle vendite online come: la personalizzazione completa del proprio progetto, l’aumento delle vendite dei beni e/o servizi a disposizione.
Questa partnership con BigCommerce porterà sicuramente interessanti sviluppi in termini di vantaggi competitivi per tutti i nostri clienti. Come afferma Ileano Testa (Direttore Divisione E-Commerce di Synesthesia):
“Nella nostra costante ricerca di soluzioni innovative per supportare le esigenze dei nostri clienti nell’ambito del commercio elettronico, siamo entusiasti di annunciare la nostra partnership ufficiale con BigCommerce. Questa collaborazione rappresenta per noi un passo significativo nel nostro impegno a fornire servizi di qualità superiore e a offrire ai nostri clienti opportunità di crescita senza precedenti”.
Che cos’è BigCommerce?
BigCommerce è un servizio software SaaS (Software as a service), dedicato alla realizzazione di e-commerce, leader del mercato, utile a imprenditori e startupper per avviare o far crescere la propria azienda, tramite la vendita dei propri beni e/o servizi su piattaforme online.
Come ogni soluzione SaaS, consente ai clienti di gestire in autonomia il proprio e-commerce, dalla vendita di prodotti all’elaborazione degli ordini. La piattaforma offre, inoltre, strumenti di marketing integrati adatti alle differenti esigenza dei clienti, da strategie SEO (Search Engine Optimization) allo sviluppo di strumenti per ampliare e integrare la vendita dei propri prodotti attraverso canali come Amazon, eBay o Facebook e, dunque, raggiungere un pubblico più ampio. La soluzione BigCommerce è basata sul pagamento di un contributo mensile o annuale che permette la realizzazione completa e personalizzata del progetto e-commerce, garantendo al cliente la massima professionalità e competenza da parte degli esperti coinvolti.
Quali sono i vantaggi della piattaforma?
Essere parte di BigCommerce può offrire molti benefici, come numerosissime sono le recensioni scritte da clienti che hanno già utilizzato il servizio. Tra i vantaggi che possono aiutare le aziende a creare un progetto e-commerce particolarmente efficiente e di successo, abbiamo la facilità d’uso nella creazione di un’interfaccia intuitiva e user-friendly, per una gestione semplice e autonomia della piattaforma di vendita online.
Un altro beneficio, inoltre, riguarda la scalabilità: la piattaforma si adatta alle differenti esigenze dei clienti, in particolar modo offre la possibilità di espandere il proprio negozio online man mano che cresce il volume delle vendite.
Uno dei servizi più vantaggiosi, inoltre, è sicuramente la consulenza con esperti del settore, pronti a offrire strategie efficienti per la creazione di un progetto e-commerce che rispecchi totalmente gli ideali e i valori del cliente, includendo una forte personalizzazione del negozio online da parte del cliente. I partner gestiranno tutte le complessità e gli ostacoli che potrebbero verificarsi durante il percorso di creazione, per fornire un’infrastruttura sicura e performante, in grado di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.
Che cosa significa questa partnership per Synesthesia?
Siamo felici di far parte di BigCommerce. Grazie a questa partnership possiamo accedere a una serie di privilegi, quali:
- accesso privilegiato alle risorse di BigCommerce: siamo costantemente aggiornati sulle ultime tendenze, strategie di e-commerce di successo e strumenti all’avanguardia che possiamo mettere a disposizione per far crescere il business.
- Supporto tecnico specializzato e formazione personalizzata: siamo in grado di risolvere rapidamente sfide specifiche e di garantire che il negozio online sia sempre allineato con le migliori best practices del settore.
- Integrazioni avanzate e personalizzazioni su misura: la nostra partnership con BigCommerce ci consente di offrire integrazioni avanzate e personalizzazioni che si adattano perfettamente alle esigenze uniche del business del cliente. Questo si traduce in un’esperienza di acquisto online più fluida e in opportunità di vendita potenziate.
- Aggiornamenti in anticipo e innovazioni continue: grazie all’accesso anticipato alle nuove funzionalità e agli aggiornamenti della piattaforma, possiamo garantire che il negozio online sia sempre all’avanguardia. I nostri clienti saranno tra i primi a beneficiare delle ultime innovazioni del settore.
“La nostra partnership ufficiale con BigCommerce è un segno tangibile del nostro impegno a fornire ai nostri clienti il massimo valore nel commercio elettronico. Siamo entusiasti di mettere a disposizione dei nostri clienti queste risorse, competenze e supporto, e ci impegniamo a far crescere il vostro business online insieme a voi. Se avete domande o desiderate ulteriori dettagli sulla nostra partnership, non esitate a contattarci. Siamo qui per aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi e a costruire insieme un futuro di successo online”. (Ileano Testa, Direttore Divisione E-Commerce di Synesthesia)
Visita il nostro profilo su BigCommerce qui e scopri come raggiungere i tuoi obiettivi di vendita attraverso i nostri servizi di consulenza e gestione di strategie e-commerce.
Come cambia l’approccio degli utenti allo shopping online
Oggi tutti sanno che cos’è un e-commerce. La maggior parte delle persone che hanno accesso a una connessione, hanno avuto, almeno per una volta, un’esperienza di shopping online. Si tratta di un fenomeno fortemente diffuso e in costante crescita, basti pensare che oggi le numerose piattaforme presenti in rete rappresentano una delle forze più rilevanti e redditizie dell’economia globale.
Lo shopping online è in continua evoluzione poiché l’approccio degli acquirenti cambia soprattutto grazie alla nascita di nuove e innovative tecnologie. Si evolve, dunque, il significato del termine “e-commerce” e conseguentemente anche le strategie possibili per migliorare le performance.
L’e-commerce oggi: benefici e caratteristiche
Solitamente quando parliamo di e-commerce facciamo riferimento all’insieme di
tutte le transazioni commerciali che avvengono in rete, legate alla compravendita di prodotti e/o servizi di varia natura.
È importante, tuttavia, riconoscere il cambiamento degli utenti rispetto allo shopping online, per comprendere le nuove strategie da applicare e le ultime tendenze, per sviluppare performance sempre più efficienti.
I vantaggi che ne derivano sono tanti. Proviamo ad analizzarne qualcuno:
- l’accesso e la disponibilità 24 ore su 24 alla piattaforma, senza limiti di orario, è perfetta per abbattere i notevoli costi di investimento.
- L’essere senza confini comporta vantaggi a entrambi gli attori in gioco. Le aziende possono raggiungere clienti con più facilità e riescono ad arrivare comodamente anche nei luoghi più remoti del mondo.
- La sicurezza delle transazioni, è sicuramente uno degli aspetti più controversi per gli utenti, a causa delle insicurezze e dei timori nel condividere online i propri dati sensibili tra cui il numero della propria carta di credito. Grazie alla direttiva europea PSD 2 , viene aumentata la tutela della sicurezza dei consumatori, per generare maggiore fiducia nei confronti delle nuove tecnologie. Esistono, inoltre, due protocolli di sicurezza: SET (Secure Electronic Transaction) e SSL (Secure Socket Layer), che consentono di rendere sicure tutte le transazioni con carta di credito su Internet. Il primo protocollo è stato sviluppato da Visa e Mastercard e consente a un algoritmo di nascondere il numero della carta di credito dell’utente durante le transazioni, assicurando così ai clienti di effettuare pagamenti elettronici criptati. Il protocollo SSL, invece, prevede che la metodologia di invio e ricezione di dati sia estremamente sicura, tramite l’utilizzo di una chiave che cripta i dati trasmessi, affinché non vengano intercettati.
Quali sono i trend e-commerce 2023 in Italia?
Per raggiungere gli obiettivi di vendita prefissati, è importante rimanere costantemente aggiornati sui trend più popolari. Per queste ragioni è fondamentale affidarsi ad agenzie competenti, che si occupino di servizi di marketing professionali e farsi accompagnare durante tutto il percorso di crescita.
Secondo il Rapporto Ecommerce in Italia nel 2023 pubblicato da Casaleggio Associati, l’e-commerce continua la sua crescita, con un incremento del fatturato del 19% durante l’anno 2022. Ambiti come quello del tempo libero, del turismo, dell’alimentare, dell’elettronica, della moda e, infine, della salute e bellezza hanno subito un notevole crescita rispetto all’anno 2021: si conta un + 5.5% per l’alimentare, un + 7% per l’elettronica e un + 15,66% per il “mondo” moda. Per l’anno 2023, invece, si stima un incremento del fatturato del +17,26% rispetto all’anno precedente.
Tra i settori maggiormente in crescita troviamo:
- l’Interior design con un forte interesse da parte dei consumatori in accessori per le abitazioni private, oggetti di comfort ed elementi d’arredamento (+ 18%).
- Alimentare e moda, due settori in forte crescita in Italia che spesso collaborano in sinergia (+ 20%).
- Tecnologia, il mondo dell’elettronica è un trend sempre in crescita e la domanda è in forte aumento, non solo nell’ambito B2C ma (soprattutto) nel B2B con la richiesta di soluzioni legate all’IoT (internet of things) (+12%).
- Sostenibilità, una priorità per i consumatori più attenti che cercano di rendere ogni nuova esperienza d’acquisto ad “impatto zero”, consultando le politiche delle aziende e dimostrando maggior interesse verso metodi di spedizione ecologiche e innovazioni verdi.
Le forme di e-commerce nel 2023
Non tutti gli e-commerce sono uguali. Esistono diverse tipologie di e-commerce, che possono cambiare in base alle modalità di vendita e ai clienti a cui si riferisco. Tra queste troviamo le seguenti modalità:
- Business to Business (B2B), in questo modello l’azienda vende il proprio prodotto o servizio a un’altra azienda. Solitamente si tratta di transazioni che hanno cicli di vita più lunghi. Di recente, molte aziende hanno modificato il proprio catalogo di prodotti con vetrine e-commerce.
- Business to Consumer (B2C), la vendita qui è rivolta direttamente al cliente. Il modello è molto più comune e il processo di vendita è nettamente più breve rispetto al precedente. Le tipologie di e-commerce B2C utilizzano app mobile o la pubblicità nativa per vendere direttamente ai propri clienti.
- Consumer to Business (C2B), questa tipologia consente ai consumatori la vendita di beni o servizi alle aziende, per esempio candidandosi per un lavoro. È un approccio che permette ai consumatori di stabilire il prezzo del loro bene o servizio.
- Consumer to Consumer (C2C), è un’attività chiamata marketplace online, l’intenzione è quella di creare una rete tra i consumatori per favorire lo scambio di beni e servizi.
Secondo sempre lo stesso report esaminato precedentemente, il 2023 sarà, dunque, un anno di importanti conferme soprattutto per le forme di e-commerce più conosciute:
- Mobile Commerce. Abbreviato con il termine mCommerce, indica la vendita di prodotti e servizi attraverso i dispositivi mobile (come smartphone, tablet o smart watch). La nuova modalità innovativa è in crescita, tanto da competere fortemente con i metodi tradizionali.
- Social Commerce. Con l’aumento massimo di utenti sui social media, trova conferma il social commerce, ovvero la possibilità di acquistare o vendere prodotti e servizi tramite social.
- Live Commerce. È una delle opportunità più innovative del settore. Nato in Cina durante il periodo del lockdown, questa forma di e-commerce offre la possibilità di fare “shopping in live” tramite le live streaming dei profili social. Spesso l’attività termina con l’instaurazione di una relazione stabile con il consumatore e l’iscrizione alla newsletter dell’azienda.
Nuovi modelli di business dell’e-commerce: dropshipping, omnichannel e realtà aumentata (AR)
Tra i nuovi modelli di business più innovativi e di tendenza, abbiamo il dropshipping, il cui significato letterale è “scaricare la consegna”.
Si tratta di una modalità di vendita online innovativa nella quale non è necessario avere uno stock di prodotti in magazzino. La strategia prevede che l’azienda venda un prodotto di cui non è (ancora) in possesso, la cui spedizione all’acquirente dipende dal fornitore del bene stesso.
L’interazione avviene tra le seguenti figure:
- il cliente interessato al bene;
- il fornitore del bene o servizio che diversamente non riuscirebbe ad avere una forte presenza sul mercato;
- l’azienda che, tramite una buona strategia di marketing, vende prodotti per conto di terzi.
Il dropshipping è una soluzione vincente per tutti i soggetti che interagiscono in questo scambio: il cliente riesce a trovare facilmente il prodotto che cercava, il fornitore entra nel mercato e il venditore ottiene profitto a costi e rischi nettamente inferiori rispetto alla tradizionale vendita al dettaglio.
La seconda modalità è sicuramente una delle più innovative: l’omnichannel, un approccio multicanale alle vendite. Secondo le statistiche oltre il 70% delle aziende considera l’omnicanalità un trend in forte crescita. È un concetto molto ampio che si concentra attorno alla sfera della customer experience, ovvero l’esperienza complessiva che vivono i consumatori durante tutta la loro interazione con l’azienda.
Il modello omnichannel non è altro che un approccio di vendita multicanale, una gestione sinergica di tutti i punti di contatto e canali di interconnessione tra l’azienda e il cliente, tale approccio è utile per ottimizzare e rendere indimenticabile l’esperienza d’acquisto del consumatore, aumentando così quello che viene definito il “tasso di conversione”, ovvero aumentare le interazioni per generare più vendite. Adottare una strategia omnicanale significa essere raggiungibile ovunque, senza “interrompere” l’esperienza dell’utente.
La realtà aumentata (AR), infine, continua a essere considerata una delle tendenze in maggiore aumento. Con tale opzione, i clienti hanno la possibilità di interagire virtualmente con una realtà arricchita, creata grazie all’utilizzo di tecnologie innovative.
La realtà aumentata permette di vivere esperienze sensoriali uniche, aumentando il grado di coinvolgimento del cliente, permettendogli di vedere da vicino il prodotto e, dunque, di ridurre l’abbandono dei prodotti nel carrello o fare richieste di reso.
Questa esperienza è in grado di migliorare notevolmente la fidelizzazione del cliente, rafforzando l’identità del brand e aumentando il grado di fiducia verso l’azienda.
Quali sono le migliori piattaforme e-commerce?
Nella maggior parte dei casi, per crescere e competere in modo efficace in un settore estremamente concorrenziale come quello dell’e-commerce è indispensabile trovare la piattaforma più adatta alla quale affidarsi. Per scegliere la giusta soluzione per il tuo e-commerce è necessario fare una serie di considerazioni in merito agli obiettivi da raggiungere, al budget a disposizione, al potenziamento del brand e alla tipologia di prodotto che si desidera mettere in vendita.
Si distinguono due principali piattaforme software:
- Software as a service (SAAS). È una soluzione già pronta all’uso, ma necessita di un pagamento (solitamente mensile). Le aziende hanno la possibilità di avere delle piattaforme perfettamente funzionanti permettendo così di garantire stabilità e di risparmiare tempo utile. Allo stesso tempo, tuttavia, vi sono anche dei punti deboli, come per esempio la mancata possibilità di personalizzazione e il suo costo di utilizzo.
- Open Source. La soluzione tecnologica offre plugin che permettono di essere utilizzati per aggiungere delle funzionalità o estendere il proprio sito web. Una piattaforma open source presenta molti vantaggi come la riduzione dei costi iniziali e la libertà dell’azienda di non dipendere da software tradizionali. Anche in questo caso non mancano alcuni punti deboli: per esempio, la manutenzione costante dell’infrastruttura, potrebbe aumentare il budget iniziale.
A seguito delle considerazioni fatte finora, possiamo affermare che stimare, quindi, i costi della piattaforma del proprio business potrebbe essere una strategia vincente. È importante tenere in considerazione i costi della struttura del progetto (il sito), la manutenzione da parte di terzi e i costi delle varie estensioni necessarie.
Per sapere quali sono le piattaforme da tenere d’occhio, clicca qui.
Quali sono gli errori da evitare
Per pubblicizzare un sito e-commerce, è necessario utilizzare delle tecniche di marketing e strategia con l’obiettivo far conoscere il proprio business e i propri prodotti. Sarà pertanto opportuno, essere al corrente degli errori da evitare per ridurre al minimo il tasso di abbandono del carrello e offrire un’esperienza soddisfacente agli utenti. Tra quelli più comuni troviamo:
- la mancata conoscenza del pubblico di destinazione, è necessario studiare e approfondire il proprio target attraverso strumenti di profilazione online, come Google Analytics per il traffico di persone e Google Ads per i click sul sito.
- Un altro degli errori più frequenti è la mancata strategia per raggiungere una corretta Brand Identity: per evitare ciò è necessario sviluppare una buona campagna di social media marketing. Per rafforzare l’identità del brand è doveroso creare un logo identificativo, utilizzare un ToV (Tone of Voice) che rispecchi l’azienda, avere un PED (Piano editoriale digitale) per rispettare al meglio i tempi di pubblicazione.
- Trascurare le recensioni dei consumatori è, infine, un altro elemento da non sottovalutare. Le opinioni dei clienti sono necessarie per migliorare la user experience e garantire un’adeguata customer care.
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutarti nella decisione di quale piattaforma scegliere per soddisfare ogni tua specifica esigenze e supportare la tua crescita. Si prende cura delle tue idee e della tua attività online: dalla pianificazione costi e ricavi fino alla fase di creazione e gestione di contenuti per le vetrine online. Offre piani dettagliati di lancio sul marketplace che consentono la creazione di una vetrina negozio visibile da milioni di potenziali clienti in tutto il mondo.Incrementa le tue vendite online attraverso le piattaforme di e-commerce. Contattaci per avere maggiori informazioni!
Synesthesia e Smart Flow ai Torino Digital Days 2023: il talk
Martedì, 9 maggio (a partire dalle 14:30) saremo ospiti ai Torino Digital Days 2023 con un talk dal titolo “Privacy & Marketing, due mondi che si scontrano?“.
Durante l’evento Maurizio Bulgarini (Founder & Managing Partner di Smart Flow) e Francesco Ronchi (Presidente e Fondatore di Synesthesia) affronteranno il tema fortemente dibattuto dei dark pattern in modo coinvolgente. Non mancheranno, infatti, scambi di vedute e domande scomode con l’obiettivo di trovare un punto di incontro tra il mondo legal e quello del marketing. Durante il talk, inoltre, ampio spazio sarà riservato ai dark pattern più comuni che saranno analizzati nelle loro criticità.
I dark pattern: un tema molto dibattuto
Negli ultimi anni, i dark pattern sono diventati un argomento di fondamentale importanza per il mondo del marketing digitale (e non solo). Di solito questa tipologia di interfaccia viene accuratamente studiata per indurre gli utenti – durante la navigazione di un sito web o l’utilizzo di un’applicazione mobile – a compiere azioni per loro svantaggiose o indesiderate (per esempio, spendere di più oppure fornire informazioni personali in modo inconsapevole).
Nonostante l’uso di dark pattern venga, nella maggior parte dei casi, associato a pratiche poco trasparenti, al confine della legalità, molti marketer vedono in questo strumento digitale grandi potenzialità per aumentare la conversione e migliorare l’esperienza dell’utente.
Obiettivi
All’interno di questo scenario avere la piena consapevolezza dell’utilizzo dei dark pattern offre grandi vantaggi e diventa fondamentale per i professionisti del marketing poiché consentirà loro di essere in grado di scegliere la giusta strada per raggiungere gli obiettivi desiderati senza danneggiare la reputazione del brand.
Informazioni utili
A chi si rivolge
CEO e imprenditori, Marketing Manager, Responsabili Compliance / DPO, UI / UX designer, professionisti in ambito legale.
Quando e dove:
Martedì, 9 maggio 2023, a partire dalle ore 14:30, presso Toolbox (Via Agostino da Montefeltro, 2, Torino).
Un settore in continua espansione. Come aumentare il tuo business con una piattaforma e-commerce
Nella maggior parte dei casi per crescere e competere in modo efficace in un settore estremamente concorrenziale come quello dell’e-commerce è indispensabile trovare la giusta piattaforma alla quale affidarsi. Lo scopo principale di una piattaforma di e-commerce è quello di semplificare la gestione di un negozio online, nonché le promozioni e le operazioni commerciali quotidiane. In questo articolo esamineremo le piattaforme e-commerce più utilizzate, cercando di capire che cosa le rende così performanti e competitive. Scegliere bene a quale piattaforma affidarsi può fare la differenza per il tuo business.
Shopify, la piattaforma e-commerce più “user-friendly” del web
Fondata nel 2006, Shopify è una delle piattaforme di e-commerce più popolari e apprezzate. Le motivazioni sono molteplici e riguardano diversi aspetti, quali:
- La Facilità d’uso. Shopify è noto per la sua interfaccia user-friendly, estremamente semplice e intuitiva (soprattutto per via della facilità di creazione di webstore attraverso il sistema drag-and-drop).
- La vasta gamma di template consente di personalizzare il look e le funzionalità del negozio online per adattarlo al meglio alle tue esigenze di business e al tuo brand.
- Per quanto riguarda l’affidabilità, Shopify garantisce che tutti i negozi online
siano sicuri gestendo l’hosting e tutte le misure necessarie per tutelare la gestione, consentendo a tutti i proprietari di concentrarsi esclusivamente sulle vendite.
- Scalabilità. Shopify è perfetto sia per i negozi online di piccole dimensioni sia per quelli di grandi dimensioni. La piattaforma si adatta perfettamente alle esigenze del tuo business, consentendo di gestire facilmente un numero di prodotti sempre maggiore.
- Assistenza: Shopify offre un supporto sempre attivo costituito da numerosi esperti sviluppatori che offrirono un’assistenza personalizzata e continua.
BigCommerce, la piattaforma più amata dai grandi rivenditori del web
BigCommerce è un’altra piattaforma e-commerce all-inclusive progettata per offrire tutto ciò che ti serve per gestire un webshop di successo. BigCommerce è molto utile per i grossisti B2B e i grandi rivenditori del web. Fattori come il suo uptime e la sua sicurezza non hanno rivali. Per quanto riguarda le sue caratteristiche distintive possiamo certamente affermare che si tratta di una soluzione dotata:
- delle migliori funzionalità native, integrate direttamente nella piattaforma;
- di strumenti utili per l’ottimizzazione dei motori di ricerca, le conversioni e la gestione delle scorte;
- di un’assistenza disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7;
- una sua personalizzazione grafica che offre maggiore libertà nel design rispetto a Shopify;
- tantissime opzioni di pagamento.
WooCommerce, la scelta “naturale” per chi usa WordPress
Oggi, data la grandissima diffusione di WordPress, il suo plug-in gratuito e open-source WooCommerce rappresenta una scelta quasi “naturale” per tutte quelle aziende che operano già sulla piattaforma. La semplicità d’installazione e configurazione, la funzionalità e le centinaia di estensioni, sono solamente alcune delle ragioni che rendono questa soluzione la scelta ideale per la creazione di negozi online. I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo plug-in sono tantissimi. Per esempio, si tratta di una soluzione che offre:
- la perfetta integrazione con WordPress consente di sfruttare al meglio tutte le sue numerose funzionalità insieme alle specifiche funzionalità dedicate al commercio online;
- una grande flessibilità e personalizzazione nel design del tuo negozio online (puoi scegliere una vastissima gamma di temi e utilizzare plug-in aggiuntivi per estendere le funzionalità del tuo negozio);
- opzioni di pagamento e spedizione affidabili e adatte a qualunque esigenza; WooCommerce supporta una grande varietà di gateway di pagamento e offre molte opzioni di spedizione per soddisfare le esigenze di tutti i tuoi clienti (è possibile impostare diverse opzioni di spedizione, inclusi calcoli basati sulla zona geografica o sul peso dei prodotti).
- Scalabilità. Woocommerce si adatta facilmente a qualunque dimensione del tuo business.
- Una grande comunità di supporto. Woocommerce gode di una community di utenti e sviluppatori che sono sempre disposti ad aiutarti per ottenere il massimo dal tuo negozio WooCommerce.
- Aggiornamenti regolari e sicurezza. WooCommerce è costantemente aggiornato per garantire la compatibilità con le ultime versioni di WordPress e per fornire patch di sicurezza sempre più efficaci per proteggere il tuo negozio e i dati dei tuoi clienti.
PrestaShop, la piattaforma che punta molto sull’accessibilità
L’ultima piattaforma e-commerce che esamineremo oggi è tra le migliori piattaforme open-source freemium in circolazione. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in contatto i rivenditori con gli specialisti dell’e-commerce di tutto il mondo. Nonostante sia gratuito, PrestaShop propone anche componenti aggiuntivi e plugin premium (richiede, per esempio, un pacchetto web-hosting per gestire il negozio). Ecco alcune delle sue principali caratteristiche e funzionalità.
- Accessibilità. Ha un’interfaccia utente estremamente facile e intuitiva (è accessibile anche per gli utenti che hanno poca esperienza);
- Personalizzazione, i template di design responsivi tra cui scegliere sono tantissimi e consentono di personalizzare il design del negozio, aggiungere funzionalità e modificare l’aspetto grafico a seconda delle esigenze del brand;
- Catalogo prodotti, è possibile gestire un catalogo di prodotti completi, includendo informazioni dettagliate, varianti di prodotti, immagini e molto altro ancora. È possibile, inoltre, organizzare i prodotti in categorie e sottocategorie per una navigazione facile e accessibile a tutti.
- La gestione dell’inventario è certamente uno dei punti di forza: PrestaShop consente di gestire l’inventario dei prodotti in modo estremamente efficiente. È possibile impostare avvisi per la disponibilità dei prodotti, monitorare le scorte, gestire le varianti e le combinazioni dei prodotti, tenere traccia delle vendite e delle quantità disponibili.
- Funzionalità multilingue e multi-valuta: è possibile creare diverse lingue e accettare pagamenti in valute diverse per raggiungere un pubblico sempre più grande.
- Analisi e reportistica: un’altra caratteristica rilevante della piattaforma PrestaShop riguarda la fase di monitoraggio delle vendite, del traffico del sito e delle performance dei prodotti. È possibile, infatti, ottenere dati e statistiche costantemente aggiornati e utili per prendere decisioni informate e migliorare le prestazioni del tuo negozio.
Quale piattaforma scegliere? Alcune considerazioni
Le piattaforme di cui ci siamo occupati in questo post, ovviamente, rappresentano solamente una piccola parte delle soluzioni che sono presenti sul mercato. Come abbiamo visto in precedenza si tratta di una scelta che incide tantissimo sul business dell’azienda (per esempio, ciò che funziona per un venditore potrebbe non essere adatto a un altro).
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutarti nella decisione di quale piattaforma scegliere per soddisfare ogni tua specifica esigenze e supportare la tua crescita. Si prende cura delle tue idee e della tua attività online: dalla pianificazione costi e ricavi fino alla fase di creazione e gestione di contenuti per le vetrine online. Offre piani dettagliati di lancio sul marketplace che consentono la creazione di una vetrina negozio visibile da milioni di potenziali clienti in tutto il mondo.
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Cross selling: inserisci raccomandazioni per prodotti correlati
Iniziamo mettendo in evidenza una tecnica di cross selling estremamente efficace: fornire ai tuoi clienti suggerimenti su prodotti correlati mentre aggiungono articoli al carrello.
Questa azione applicata al tuo sito di e-commerce permette di aumentare la visibilità di prodotti di nicchia: se, per esempio, un cliente aggiunge una macchina del caffè al suo carrello, puoi aumentare ulteriormente i tuoi profitti mettendo in risalto tra i suggerimenti gli accessori per la pulizia, le cialde da inserire e molto altro.
Questo è soltanto uno dei tanti esempi di cross selling e upselling su questa particolare strategia. Anche se in modo molto semplificato, questo esempio mette perfettamente in evidenza come puoi utilizzare questa tecnica per il tuo brand di e-commerce.
Upselling: metti in mostra prodotti simili in una fascia di prezzo più elevata
Quando parliamo di cross selling e upselling occorre fare chiarezza, in quanto le due definizioni possono generare confusione specialmente a chi ancora non conosce bene il mondo dell’e-commerce. Va perciò chiarito che le strategie di up selling sono utilizzate per trasferire l’attenzione del cliente da un prodotto a un altro più costoso, mentre le strategie di cross selling spingono il cliente, già convinto del suo acquisto, a comprare anche altri prodotti contestuali alla sua scelta.
Non si tratta di una raccomandazione per un prodotto supplementare, una tecnica pensata per incoraggiare il cliente a comprare ulteriori articoli. Con la strategia che stiamo analizzando, stai invece essenzialmente dicendo al tuo cliente: “Perché non compri piuttosto questo prodotto alternativo, di qualità superiore e a un prezzo più alto?”. Ognuno di questi tre ingredienti è essenziale quando si utilizza questa strategia.
Dopotutto, i tuoi clienti non andranno a spendere più denaro per un prodotto che non offre un valore superiore. Dovranno quindi essere sicuri al 100% che l’alternativa suggerita valga un investimento maggiore.
Evidenzia la disponibilità limitata delle offerte speciali e le “ultime occasioni”
Nel settore delle vendite, il principio della scarsità e dell’esclusività spinge spesso un potenziale cliente ad aggiungere un prodotto al carrello e acquistarlo per non perdersi l’offerta. Introdurre, quindi, elementi che fanno riferimento alla scarsa disponibilità nel tuo sito di e-commerce (per esempio “ultimi pezzi disponibili”, “pochi posti rimasti”) mettendoli bene in evidenza può essere una valida strategia per aumentare i tuoi profitti su alcune categorie di prodotti.
Esistono due modi principali per implementare queste strategie di cross selling e upselling al tuo e-commerce. Il primo metodo: puoi mettere in vetrina un’offerta a tempo limitato, sotto forma di uno sconto, che vale per un periodo di tempo predefinito. Questo può essere di 24 o 48 ore, o qualunque intervallo di tempo tu ritenga appropriato per l’oggetto in questione. Il secondo metodo: puoi evidenziare che lo stock disponibile di uno specifico prodotto a quel prezzo è limitato. Questo comunica al cliente che, se non agisce in fretta, l’oggetto che sta pensando di comprare non sarà più disponibile a quel prezzo.
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Conversa, risponde alle domande, scrive poesie, sa trovare gli errori di programmazione e inventa nuovi videogiochi: la piattaforma che sta suscitando enorme scalpore tra gli utenti del web, ChatGPT, è da un po’ di settimane disponibile a chiunque voglia anche solo provare per gioco le sue incredibili e molteplici funzionalità.
Sul suo impiego, sui risvolti pratici ed etici si stanno, ogni giorno, interrogando esperti di intelligenza artificiale, i media e gli utenti di tutto il mondo: basti pensare che l’hashtag #ChatGPT ha ormai ampiamente superato le 2 milioni di conversazioni su Twitter e che dopo solo 5 giorni dal suo lancio, oltre 1 milione di persone si sono registrate per testare il software.
Il fenomeno ChatGPT non ha coinvolto solo i singoli utenti, ma anche molte aziende e organizzazioni che, a livello worldwide, si stanno cimentando con questo software per capire come e se usarlo all’interno dei loro processi editoriali e produttivi.
Ma che cos’è, dunque, ChatGPT? Quali sono i suoi limiti? E quali, invece, le opportunità che oggi l’Intelligenza Artificiale generativa può portare sul mercato? Scopriamolo insieme.
Cos’è ChatGPT?
L’acronimo GPT sta per Generative Pre-trained Transformer. In breve, la piattaforma intelligente ideata da OpenAI risponde a delle domande ed esegue dei compiti, anche di tipo creativo: è in grado di ri-elaborare una quantità enorme di testi, come conversazioni e parole che vengono utilizzate nel linguaggio comune, per fornire all’utente una risposta in linguaggio naturale, estremamente precisa e completa.
La tecnologia NLP (Natural Language Processing) che è alla base dell’elaborazione consente, infatti, alla piattaforma di comprendere i modelli e le sfumature del linguaggio umano, consentendole di rispondere in maniera coerente e pertinente al comando fornito.
Questo chatbot è quindi capace di generare testi, poesie, codice software e, perché no, anche intere conversazioni nel giro di pochi secondi, il tutto grazie a una semplice richiesta (chiamata “prompt”) formulata dall’utente via web o mobile.
Dietro ChatGPT troviamo l’organizzazione no-profit OpenAI, che si è occupata di sviluppare questo chatbot avendo come missione principale quella di “garantire che l’intelligenza artificiale avvantaggi tutta l’umanità”.
A partire dal 30 novembre 2022, milioni di persone hanno avuto accesso libero e incondizionato alla piattaforma. Visto il tema in hype ci sono stati diversi episodi di blocco del sistema e di out of service dovuti alla grande richiesta lato utente.
Lo stesso Elon Musk (ideatore e finanziatore di OpenAI) ha contribuito a diffondere la notizia, elogiando la “bravura” di ChatGPT in alcuni suoi tweet (qui il CEO di Tesla tira in ballo l’argomento citando direttamente la piattaforma, mentre assistiamo un paio di giorni dopo ad alcuni suoi test del software).
La generative AI: prima e dopo
ChatGPT non è la sola piattaforma di questo tipo all’interno del panorama delle intelligenze artificiali, ma è la prima disponibile agli utenti finali in maniera gratuita (previo ottenimento dei dati personali) e risulta di facile utilizzo: è sufficiente interagire con un semplice form, esattamente come quello a cui siamo abituati nelle chat o nei sistemi di instant messaging.
La piattaforma di Open AI rientra in un ecosistema molto più grande a cui appartengono tutte quelle che sono definite Intelligenze Artificiali Generative, applicazioni specifiche dell’AI che consentono la generazione di contenuti a partire da semplici comandi. Rientrano in questa categoria anche le piattaforme che non generano solo testo, ma anche audio, immagini e molto altro. Piattaforme come MidJourney, DALL-E, Stable diffusion sono capaci di creare delle vere e proprie opere d’arte, anche da zero. Il loro sistema di corrispondenza tra testo e immagine e il grado di realismo con cui vengono generate è davvero impressionante.
Questo tipo di applicazioni ovviamente non sono una novità per gli addetti ai lavori: Gartner nel suo prospetto annuale sulle tecnologie emergenti (Gartner Hype Cycle of Emerging Technologies) riportava il settore delle Intelligenze Artificiali Generative (Generative AI) già in tendenza nel 2020.

Per chi non lo sapesse, il modello Hype Cycle di Gartner è una metodologia che serve per rappresentare graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie: la curva indica quale tipo di tecnologia vale la pena adottare e la tempistica in cui occorre considerarla riportando le informazioni su due variabili, il tempo sull’asse x e le aspettative di utilizzo sull’asse y. Osservare le curve di hype nelle prime fasi dello sviluppo di una determinata tecnologia è molto importante, perché ci permette di capire a quale punto della curva ci troviamo e come identificare le tendenze e le tecnologie emergenti nel settore. Come possiamo vedere nell’immagine, la Generative AI era riportata all’inizio della sua curva di hype, con la previsione che avrebbe raggiunto il suo “Plateau of Productivity” (Altopiano della Produttività) tra i 2 e i 5 anni. Secondo Gartner, la Generative AI è una
«tecnologia dirompente in grado di generare artefatti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo, garantendo risultati innovativi privi di quei pregiudizi tipici dell’esperienza umana e dei suoi processi di pensiero».
Chat GPT, il nuovo Google?
Il lancio di questo servizio alla portata di tutti produce senz’altro nuovo valore: ChatGPT si nutre dei dati personali e dei meccanismi di feedback degli utenti che si iscrivono al servizio e delle loro risposte, il che rafforza ulteriormente l’algoritmo, avendo modo di capire dai suoi errori e migliorare.
Questo snowball effect è lo stesso meccanismo con cui l’algoritmo di Google migliora le sue ricerche: all’aumentare dei dati in input, aumenta la qualità delle risposte. Ma perché accontentarsi di una semplice serie di risultati, quando la macchina può automaticamente elaborarli e anche in modo complesso? L’affermazione di un chatbot che fornisce una risposta non solo completa, ma anche già pronta per essere impiegata potrebbe, nel breve, mettere in difficoltà il noto motore di ricerca: a parità di servizio, quello che offre ChatGPT necessita di uno sforzo cognitivo di gran lunga minore.
C’è ancora molto da fare ma i grandi player si stanno già muovendo. Microsoft, per esempio, ha in mente di implementare il servizio all’interno dei suoi software, con la possibilità di inserire direttamente il testo prodotto artificialmente nei propri documenti e presentazioni.
Si tratta di una tecnologia ancora in gran parte da esplorare e da comprendere fino in fondo, ma il successo ottenuto con le sue prime sperimentazioni concrete ci porta ad avere fiducia sui suoi sviluppi: la sfida è comprendere come la macchina possa lavorare al nostro servizio e non al nostro posto.
Ed è soprattutto fondamentale capire quali sono i limiti del sistema. Diventerà sempre più intelligente? Sarà in grado di essere propositivo? Ci saranno limiti dovuti alla presenza di troppi contributi artificiali e un impoverimento di quelli generati da fonte umana? Che tipo di addestramento viene praticato e da chi? È possibile che qualcuno educhi queste piattaforme in modo distorto, producendo un rischio per l’opinione pubblica e per l’utente finale? Tante domande stimolanti, ma poche risposte disponibili e concordi al momento.
È importante, dunque, essere consapevoli di quello che ChatGPT ci fornisce e sfruttare le sue risposte in modo responsabile ed etico: i testi che la macchina produce non sono ancora del tutto accurati e i dati che gli vengono forniti possono contenere distorsioni che si riflettono nei risultati. Il controllo e il feedback, inoltre, non sono supervisionati, ma sono lasciati completamente al vaglio degli utenti finali del servizio.
Il rischio e le truffe sono sempre dietro l’angolo: la società di cyber security WithSecure ha scoperto che tramite l’intelligenza artificiale di ChatGPT si possono generare testi convincenti per email di phishing, falsi articoli di news, e altri contenuti potenzialmente utilizzabili per scopi malevoli.
Sebbene l’Intelligenza Artificiale Generativa sembri oggi compiere tanti passi in avanti a livello di innovazione e velocità dei processi, occorre, tuttavia, considerare anche quali diritti mettiamo a rischio per permettere alla macchina di migliorarsi e di progredire.
Opere, video, audio e testi possono, infatti, essere plagiati: la macchina non genera contenuti completamente da zero, ma riformula e riutilizza materiali già presenti sul web. Ecco che ciò che viene generato da una macchina può violare il diritto di copyright di migliaia di autori, che vedranno le loro opere utilizzate senza consenso. Ci sono già diversi artisti come Sarah Andersen e Karla Ortiz, ma anche agenzie come Getty Images, che in questi giorni hanno sporto denuncia nei confronti di piattaforme come Midjourney per violazione dei diritti di copyright.
La giurisprudenza, a volte, fatica a stare al passo con i tempi della tecnologia. Come si evince da queste riflessioni, il rischio di violazioni in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale permane. Non ci resta, quindi, che attendere nuovi sviluppi giudiziari sulle vicende che abbiamo visto.
Come è utilizzato oggi ChatGPT?
Gli utilizzi di ChatGPT e, più in generale, delle AI Generative, sono davvero molteplici: è difficile trovare un ambito in cui l’Intelligenza Artificiale non possa avere un ruolo. Questo è il motivo principale per il quale questa tecnologia desta anche la preoccupazione di molti professionisti.
Qui vediamo raccolti alcuni dei possibili utilizzi che, in questo periodo, sono stati proposti e che sono diventati oggetto di discussione (soprattutto sui social media) a livello globale.
- ChatGPT nella scuola. Gli studenti si sono resi conto di quanto questa tecnologia possa facilitarli nella stesura e nella realizzazione di semplici testi in poco tempo. Il fenomeno ha subito suscitato qualche timore tra i docenti perché non è sempre possibile individuare se il testo scritto è stato direttamente prodotto dallo studente o da una macchina. Negli Stati Uniti, la piattaforma è stata temporaneamente messa al bando citando “impatti negativi sull’apprendimento degli studenti e preoccupazioni riguardanti la sicurezza e l’accuratezza dei contenuti”. Recentemente, in Italia, il Ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara si è espresso a riguardo, dicendosi invece propositivo rispetto all’utilizzo di intelligenze artificiali generative come supporto all’apprendimento scolastico.
- ChatGPT nella programmazione. Da una richiesta testuale è possibile ottenere linee di codice e query SQL nel giro di pochi minuti, ma anche assistere alla scrittura della documentazione tecnica da accompagnare al rilascio di un software. Curioso è l’esperimento di Adriano Marconetto (storico co-fondatore di Vitaminic) che ha raccontato recentemente sui social media come Chat GPT sia riuscita a mettere insieme un intero software partendo da comandi testuali.
- ChatGPT nel marketing. Grazie all’inserimento di specifici comandi da parte dell’utente, si possono creare rapidamente testi per email commerciali, newsletter e testi per i social media, che comunichino le informazioni che ci servono. Sono tante le aziende che stanno testando il programma in questo senso, qui ci sono un paio di esempi.
Ci sono alternative a ChatGPT?
Sulla scia di ChatGPT le piattaforme già presenti sul mercato stanno implementando un sistema di intelligenza artificiale per la generazione di contenuti a partire da comandi testuali, simili alla piattaforma di OpenAI per l’interfaccia adottata: tra queste troviamo LaMDA (Language Model for Dialog Applications), il sistema sviluppato da Google che riesce a fornire una risposta inerente al contesto, coerente e naturale rispetto al linguaggio scelto dall’utente, utilizzando i dati che il motore già possiede e aggiungendo un’ulteriore livello di sicurezza agli output ottenuti. Ma sembra che sia imminente anche una risposta più corposa, che al momento nei laboratori di Alphabet ha il nome in codice di “Alfa” o anche di Apprentice Bard (il “bardo apprendista”).
Anche Microsoft si sta muovendo nel mondo AI già da diverso tempo con il suo DialoGPT, chatbot presente dal 2019 e addestrato per gestire più conversazioni a distanza di tempo. Il suo database di addestramento si basa su 147 milioni di conversazioni multi-turno prese da conversazioni avvenute su Reddit nel periodo dal 2005 al 2017.
Sul fronte evolutivo di OpenAI, nonostante non sia ancora stato annunciato il lancio ufficiale, sono molte le voci che parlano della versione potenziata, ChatGPT-4, disponibile per la fine del 2023. Questa nuova versione utilizzerebbe trilioni di parametri e terabyte di dati, aumentando di 3 ordini di grandezza la “potenza” di elaborazione e risposta della piattaforma rispetto a quella attuale di ChatGPT-3, il modello ora in uso, e fornendo prestazioni di gran lunga superiori in termini di qualità della generazione dei contenuti. Il team di OpenAI sta lavorando per migliorare ulteriormente la piattaforma, ma sono ancora poche le informazioni che abbiamo a disposizione.
Concludiamo dicendo che…
Sappiamo che questi sistemi non si limitano (e non si limiteranno) al testo o alle immagini. Se ChatGPT è capace di elaborare il comando dell’utente e produrre testi, parallelamente altri strumenti sono capaci di produrre immagini, infografiche, codice, illustrazioni, video, audio, voci di persone in maniera incredibile, realistica e in alcuni casi già utile per la messa in produzione in vari contesti.
L’elemento comune ai generatori di testo e di immagini è però la loro facilità di utilizzo. Essi, inoltre, imparano continuamente dai feedback che ricevono dagli utenti che li utilizzano, creando così un ciclo virtuoso di informazioni e di dati in costante evoluzione e miglioramento. Dobbiamo ancora vedere molte evoluzioni di questi sistemi e considerare che i motori di ricerca testuali (o per immagini) come Google sono in uso ormai da parecchi anni e che l’utente finale li conosce bene e si fida. Sa che possono sbagliare, ma sa anche come districarsi in mezzo a mille informazioni e siti web perché con l’esperienza ha imparato a farlo.
Occorre, quindi, fare esperienza anche con software come ChatGPT: siamo a un processo embrionale di integrazione delle Intelligenze Artificiali Generative nella quotidianità e sono ancora relativamente poche le persone a utilizzare questi strumenti. I risultati che stiamo ottenendo dall’utilizzo massivo di ChatGPT porteranno sicuramente a sviluppi infinitamente maggiori e molto più veloci rispetto alla ricerca condotta finora. C’è ancora molto da fare, questo sì, ma quello che possiamo vedere già oggi è sicuramente entusiasmante e apre scenari che torneremo presto a esplorare e raccontare.
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Già nel 1999 Zygmunt Bauman scriveva ne “La società dell’incertezza” che l’attuale ordine sociale, così come è concepito, ci induce a vivere inevitabilmente in uno stato di disordine globale, dove non c’è posto per la stabilità. Pandemie globali, instabilità geopolitica, disordini culturali: per le organizzazioni cercare di dare un senso a tutto questo probabilmente non è mai stato così difficile. Si tratta di una condizione di disorientamento generale che porta con sé un senso diffuso di difficoltà a comprendere il futuro e conseguentemente a prendere le “giuste” decisioni.
L’acronimo VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) – introdotto e adottato per la prima volta dal US Army War Collage di Carlisle in Pennsylvania, per descrivere il mondo complesso e incerto all’interno del quale ci trovammo a vivere dopo la Guerra Fredda – sembra descrivere correttamente la situazione di cambiamento che stiamo vivendo. Ma che cosa significa esattamente VUCA?
Il significato di VUCA
L’acronimo racchiude in sé quattro concetti emblematici:
- Volatilità (Volatility), indica la rapidità dei cambiamenti non previsti in un determinato contesto socio-economico. Si tratta del parametro più difficile da prevedere per un’azienda (per esempio, le fluttuazioni dei prezzi del gas o del petrolio dovute a crisi geopolitiche improvvise).
- Incertezza (Uncertainty), esprime lo stato di incapacità di comprendere un cambiamento in atto. Maggiore sarà l’indice di incertezza nella comprensione di quello che sta accadendo, maggiore sarà la difficoltà di previsione e quindi di decisione.
- Complessità (Complexity), fa riferimento ai contesti dove è presente una grande interconnessione di fattori, dove vi è, di conseguenza, una crescente difficoltà nel valutare tutte le relazioni reciproche, le variabili e i rischi possibili.
- Ambiguità (Ambiguity), accade quando mancano informazioni complete su un determinato fenomeno. Maggiori sono le ambiguità, maggiore sarà la difficoltà a giungere a conclusioni certe.
Crescere nell’era del VUCA
Secondo Philip Kotler e John A. Caslione la maggior parte dei leader politici ed economici hanno realizzato che l’ambiente VUCA è una condizione permanente e non un fenomeno transitorio. In queste circostanze è necessario monitorare rapidamente i cambi di rotta nelle varie aree di business e spingere l’innovazione, ad esempio attraverso azioni di marketing e di data analytics.
Per le aziende affrontare l’era del VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) significa far fronte a una situazione di business molto complessa che porta a una interazione sociale sempre più limitata. Sono cambiati i modelli di comportamento della società e di conseguenza anche le esigenze quotidiane e i bisogni. I consumatori di oggi, per esempio, sono fortemente dipendenti dai modelli di acquisto online.
Nei casi di grande volatilità e incertezza il modo più efficace per le organizzazioni di reagire è quello di investire sui dati. Maggiori saranno, infatti, i dati a disposizione e migliori modelli statistici si otterranno per fare previsioni sulle cause e sulla durata di un determinato evento non previsto. La corretta interpretazione delle informazioni aiuterà, inoltre, a leggere meglio la complessità dello scenario e a indirizzare la scelta dell’organizzazione verso la soluzione più efficace.
Già nel 2017 la OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sosteneva che l’innovazione delle organizzazioni nella società digitale è strettamente legata a settori come cloud computing, augmented reality, big data, machine learning. Lo sviluppo di processi di decision making efficaci richiede dunque inevitabilmente il processamento dei Big Data e il fatto che si tenga in considerazione il cambiamento dei consumatori e degli stakeholders dovuto all’estensione della mole di informazioni disponibili.
Quando la risposta arriva dal digitale: una sfida (continua) per le PMI?
Il mondo del marketing e quello dell’industria digitale non sono esenti dalla condizione dettata dal contesto VUCA, il modo in cui si promuove e comunica cambia costantemente e deve continuare a evolvere. Le tecnologie e le soluzioni che possono adattarsi e funzionare in una realtà VUCA richiedono nuove competenze, innovazione e l’impiego di framework agili.
Per una PMI gestire questo tipo di complessità non è affatto semplice. Non è facile trovare la giusta soluzione per il business affrontando questo fenomeno con il giusto approccio perché nella maggior parte dei casi non si ha il tempo necessario per farlo oppure manca la giusta serenità. Secondo Marco Cavingioli, un ribaltamento di prospettiva è possibile riformulando l’acronimo VUCA con le nuove “parole antidoto”: Vision / Visione, Understanding / Comprensione, Clarity / Chiarezza, Agility / Agilità.
Cavingioli nel suo post del blog “La PMI Italiana in un mondo “never so much VUCA” e la saggezza della delega” propone di ricorrere alla cosiddetta “saggezza della delega”: delegare a terzi (anche in outsourcing) i temi non core business dell’azienda è senz’altro una soluzione efficace che semplifica tutti quei processi che rallentano la sua crescita. Tutto questo aiuta certamente ad avere una vision migliore e a trasformare una buona idea idea di business in un’idea vincente:
“In rete puoi trovare riflessioni, contributi e bibliografia per farti una cultura e cercare di utilizzarla per affrontare e risolvere questa complessità, alla ricerca della “tua semplicità”, alla ricerca della “semplicità della tua azienda”.
Oggi in molti contesti socio-economici del mondo la crescita è guidata dalle micro, piccole e medio imprese (MSME) e dalle strategie di marketing digitale applicate. In Indonesia, per esempio, funziona così dal 2017. L’estrema flessibilità delle organizzazioni e l’atteggiamento di apertura nei confronti delle nuove strategie di marketing digitale hanno reso possibile e rapidissimo il processo di crescita e adattamento ai cambiamenti sociali che si stavano verificando. La concorrenza nata da questi fenomeni ha stimolato, di conseguenza, le PMI indonesiane a investire sulla formazione, sull’acquisizione di nuove competenze in ambito tecnologico e informatico e sull’utilizzo di nuovi canali per promuovere i propri prodotti. I risultati sono stati sorprendenti: l’Ufficio Centrale di Statistica ha dimostrato che l’empowerment delle MSME ha contribuito a trainare l’economia nazionalefino a raggiungere un aumento strabiliante e inatteso del 60% del Prodotto Interno Lordo (PIL).
Questo importante impulso economico deriva certamente da una capacità di adattamento e quindi da una risposta efficace data tempestivamente al cambiamento che si stava verificando. Quello appena citato, ovviamente, è solo un esempio che però ci fa ben sperare. Le possibilità di crescita sono pressoché infinite. Grazie al digitale tutto questo è possibile.
In conclusione
Come abbiamo visto finora, ogni aspetto della nostra realtà è investito dal fenomeno VUCA. Tutte le organizzazioni ne sono profondamente influenzate (anche le più piccole). Oggi l’utente medio è sempre più connesso e più informato. Se vogliamo ancora offrire ai nostri clienti e partner prodotti/servizi innovativi e originali occorre, dunque, cambiare mentalità, strategia di leadership e promuovere una cultura Agile.
Synesthesia elabora soluzioni di marketing, data analytics, indagini di mercato personalizzate sulla base delle necessità del cliente, con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale.
Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia)
Ciao Fabrizio, presentati. Di cosa ti occupi in Synesthesia?
“Ciao a tutti, sono Fabrizio e sono in Synesthesia dal 2016. Mi occupo di sales e marketing”.
Quando valuti una persona che vuole entrare nel tuo team, qual è la prima cosa che prendi in considerazione?
“Valutare una persona che vuole entrare nel mio team è un’attività molto impegnativa, che richiede un grande senso di responsabilità. Io valuto tre cose: prima di tutto c’è un aspetto di profondità tecnico-professionale, perché il lavoro che svolgiamo richiede competenze che sono codificate in percorsi di studio o altre esperienze lavorative pregresse; poi faccio un’analisi della persona a livello empatico, che per me è molto importante, perchè penso che questo sia effettivamente un fattore distintivo di successo: dal momento che viviamo in un mondo che evolve alla velocità della luce (e il lavoro che svolgiamo noi, in particolare, va a una velocità ancora maggiore) è essenziale avere il giusto “imprinting” culturale.
Infine, il terzo punto è la capacità di ascolto. Noi siamo chiamati a dare risposte complesse a problemi che sono espressi in maniera semplice ma possono essere davvero molto articolati. Una delle cose principali, quindi, è la capacità di ascoltare e ovviamente di comprendere quello che i nostri clienti e le persone con cui ci relazioniamo ci dicono ogni giorno. Questo penso sia il punto differenziante. La capacità professionale è la base, ma senza la capacità di ascolto, una capacità empatica e un contesto culturale, l’efficacia è davvero molto bassa. Per me, quindi, questi aspetti sono importantissimi”.
Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi anni, sia per i contenuti, sia per come le tecnologie hanno influenzato le nostre vite. Cosa è cambiato in bene, secondo te, e cosa invece non ti piace e cambieresti?
“È davvero cambiato moltissimo. Io ho 52 anni e quindi ho vissuto altre “ere” del mondo del lavoro e la rivoluzione digitale ha creato una discontinuità schumpeteriana: una distruzione creativa e un cambiamento epocale.
Questo cambiamento ha portato moltissimi benefici in termini di efficacia ed efficienza, ha portato anche più libertà, un migliore accesso all’informazione e penso che questa sia una cosa estremamente positiva, che garantisce emancipazione e la possibilità di formarsi una propria idea.
Credo, però, che chi conosce la tecnologia e domina questi meccanismi di comunicazione che sono ubiqui (io dico sempre che oggi ci sono più persone nel mondo che hanno in mano uno smartphone rispetto a quelle che hanno accesso all’acqua potabile) ha portato a una distorsione del sistema perché chi sa utilizzare questi meccanismi a volte li usa contro l’interesse collettivo. Ci sono moltissimi esempi in merito e teorie come la “bolla di filtraggio”, la bubble theory. Questo rappresenta una grande minaccia.
Penso che ci sia una risposta, però. La cultura e quindi la capacità delle persone di conoscere il mezzo tecnologico e di utilizzarlo in modo consapevole. L’altra via potrebbe essere la regolamentazione e avere, dunque, qualcuno che ci aiuti a gestire questi mezzi anche se, su questo punto, non sono convintissimo e occorre capire chi sono i regolatori.
Un po’ di anarchia ha fatto bene allo sviluppo della tecnologia e alla diffusione dell’informazione. Ci sono tante opportunità che sono difficilmente manovrabili e penso che questa sia anche una delle missioni che abbiamo noi come azienda: utilizzare consapevolmente la tecnologia e far sì che diventi uno strumento per i nostri clienti. Progetti come FuturMakers io ritengo siano davvero formidabili, perchè quando sento parlare di utilizzo consapevole della tecnologia nei ragazzi, oltre a tutto quello che ho appena detto, vedo anche la limitazione ad alcune minacce che effettivamente il mondo digitale e il mondo di internet presentano ai più giovani”.
C’è una frase preferita o una citazione a cui sei affezionato e che ti guida nel tuo agire quotidiano?
“Ultimamente ne ho fatta mia una che è attribuita a John Lennon ma come sempre quando si parla di citazioni, non so se sia vero. Tuttavia a me piace molto, ed è:
“la vita è quello che ti succede mentre decidi cosa fare”.
Credo che fotografi l’atteggiamento giusto: la costruttività, l’intraprendenza e anche il senso del dovere che ognuno di noi può avere nel fare il suo percorso umano e professionale”.
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