Maurizio, Marcopolo è una realtà molto particolare nel panorama della comunicazione torinese e non solo. Un’attività consolidata che è attiva da molti anni e che è riuscita a rimanere sempre a un altissimo livello, crescendo e adattandosi alle esigenze che il mercato richiede. Qual è il vostro metodo? Che tipo di strategia avete attuato per ottenere questo tipo di posizionamento?
Io sono un imprenditore di prima generazione, ma di tardiva vocazione. Prima di “mettermi in proprio” ho lavorato quasi quindici anni in una multinazionale leader mondiale nella meccanica di precisione, SKF, che in quegli anni si era da poco fusa con la RIV di Villar Perosa. Essermi formato in un simile contesto, che già allora riteneva innovazione e cultura d’impresa fondamentali per la crescita, ha sicuramente influenzato anche il modo in cui ho indirizzato la crescita e lo sviluppo di Marcopolo.
Oggi i pilastri su cui si poggia la nostra Agenzia sono due, che possono apparentemente sembrare in antitesi l’uno con l’altro, ma che in realtà ci mantengono in equilibrio: la continuità e l’innovazione.
La prima è fondamentale in un mercato in continua evoluzione ma sempre alla ricerca di certezze come quello del business to business; la seconda, sia che significhi stare al passo con le innovazioni dei nostri clienti, sia che implichi l’essere noi a stimolare loro a utilizzare strategie e strumenti innovativi per promuovere se stessi e i propri prodotti, è cruciale per restare contemporanei e “sul pezzo”.
Ecco la nostra strategia: empatia, formazione continua, un team che è un mix ben bilanciato di professionisti giovani e curiosi e figure cruciali di esperienza. Inoltre, la scelta di abbracciare il metodo del Design Thinking nello sviluppo dei nostri progetti, che portiamo avanti da qualche tempo e che stiamo cercando di rendere sempre più consistente, contribuisce a posizionarci in modo ancora più netto.
Il mondo del digitale con le mille rivoluzioni che lo contraddistinguono ha cambiato il modo di lavorare delle agenzie, ma soprattutto la relazione con i partner e i clienti. Come si è mossa Marcopolo in questo senso? Come ha davvero cambiato il vostro modo di stare sul mercato e di lavorare?
In effetti in trent’anni di vita di agenzia ne abbiamo viste forse anche più di mille di rivoluzioni digitali; basti pensare che quando iniziammo, nel 1993 mandavamo una newsletter via fax che si chiamava MEMEX, dal nome del primo tentativo di realizzare una macchina per ipertesti ed utilizzavamo le BBS (Bulletin Board System) per scambiarci file con i colleghi! Una cosa però è rimasta la stessa in mezzo a tutti questi cambiamenti: la nostra curiosità.
Il desiderio di approfondire ogni novità, provare a comprenderla e gestirla, ci ha permesso di gestire in modo consapevole il cambiamento. Prendiamo per esempio quanto sta accadendo con l’AI: noi siamo interessatissimi all’argomento, ma non ce ne lasciamo soverchiare e cerchiamo di ricordarci che, fondamentalmente, si tratta “semplicemente” di un meraviglioso nuovo strumento, utile a realizzare i progetti che definiamo insieme ai nostri clienti.
Il creare un rapporto di fiducia con loro, l’essere riconosciuti come consulenti affidabili e competenti è ciò che conta di più. Per questo abbiamo scelto di formarci in ambito Design Thinking e co-progettazione e di lavorare sempre più in sinergia con loro, tenendo in alta considerazione i loro bisogni reali. Poi, per cercare di sfruttare al massimo tutto il potenziale del digitale, ci formiamo continuamente e ci facciamo supportare da professionisti verticali, alcuni dei quali sono entrati nella nostra Factory, che ci possono aiutare a individuare e gestire al meglio i tool più adatti al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, integrando le nostre competenze interne.

Ogni agenzia dice che è bravissima a fare tutto. Forse questa non è la filosofia giusta. Ma l’approccio commerciale spesso richiede anche questo tipo di “comunicazione”. Marcopolo nel tempo si è invece contraddistinta per la ricerca di ambiti di innovazione ed eccellenza. Questo approccio è premiante? Quali sono secondo te le caratteristiche che vi permettono di fare davvero la differenza?
Noi non siamo specializzati in un’attività, ma in un settore. È quello il nostro segreto.Nel 2025 andrà in pensione un dipendente di Marcopolo che ha lavorato con noi dal 1994, Alberto.
Dal 1998 il suo ruolo è quello di Project Manager. Ci tengo a sottolinearlo perché il fatto che Marcopolo si sia dotata di una figura “ponte” come quella del PM già in quegli anni, dominati dalla “sacra trimurti” account+art+copy, è indicativa dell’importanza che per noi ha sempre rivestito il costruire una relazione più approfondita per il cliente. Una relazione che ha come perno un responsabile di progetto (il PM appunto) e che si basa su una profonda comprensione del prodotto, essenziale per chi come noi lavora per il settore del business to business.
Content management rigoroso + collaborazione continua con il cliente + creatività. Ecco cosa ci permette di fare davvero la differenza.
Maurizio sappiamo che per te la componente umana e di relazione è fondamentale. Anche l’idea di creare il Circolo del Design da zero va in questa direzione. Nella tua attività professionale, negli anni, a cosa ha preferito dare priorità?
In realtà, oltre all’entrare in relazione con l’altro, è l’atto del costruire insieme che su di me esercita un fascino irresistibile! Condividere un progetto, collaborare per realizzarlo, impegnarsi in prima persona per il raggiungimento di obiettivi collettivi. Questi elementi sono alla base del mio modo di vivere e di agire fin dall’infanzia; basti pensare che, da bambino, con mia sorella avevamo costituito un’associazione a cui avevamo associato i vari elettrodomestici della casa!
Per questa ragione è per me difficile scindere fra vita privata e attività professionale, quando si parla di questi concetti. E, allo stesso modo, è impossibile stabilire priorità. Il contributo che ho sempre cercato di dare in questo senso, nella comunità cristiana prima e nella politica poi, si è semplicemente in questa fase di vita convogliato nell’ambito del terzo settore e dei corpi intermedi imprenditoriali.
Venendo al Circolo è importante sottolineare che, di certo, non ho mai fatto nulla da solo: il Circolo ha più di cinquecento soci, un un consiglio direttivo composto da quattro persone e una Direttrice con un team di sei professionisti a disposizione!
Io ho semplicemente dato la spinta iniziale, sull’onda di un entusiasmo che è frutto più di un mio personale (e inevitabile) modus vivendi che di un razionale modus operandi imprenditoriale.
Veniamo al rapporto con Synesthesia. Come è nata questa collaborazione e cosa ti aspetti dal futuro? Ci sono ambiti in cui pensi che possa nascere qualcosa di particolarmente interessante e stimolante per entrambe le strutture?
Il rapporto con Synesthesia è nato conoscendo Francesco Ronchi a una cena. Sapete com’è fatto Francesco: il giorno dopo nella mail già avevo la proposta di partecipare a una gara per una occasione che si era verificata con un cliente in Emilia-Romagna! La gara finì in nulla dal punto di vista commerciale, ma segnò l’inizio di un rapporto che si è mantenuto negli anni. Da allora sia Synesthesia che Marcopolo sono cresciute e si sono andate definendo sempre meglio, per posizionamento e approccio. Ci siamo sempre guardati con reciproca stima e credo che sia stato proprio questo a spingerci ad avviare questa partnership.
Desideriamo contribuire apportando la nostra profonda conoscenza di un settore di mercato il cui desiderio di raccontarsi e comunicare è potenzialmente in enorme espansione. Insieme alla vostra specializzazione verticale sui tools digitali credo potremo fare grandi cose e io non vedo l’ora di iniziare.
Grazie Maurizio!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Stone Italiana ha una grande tradizione nel settore della superfici in quarzo e marmo ricomposto. Come è cambiata la sua storia nel corso degli anni?
“Stone Italiana è nata nel 1979. È stata un po’ la pioniera nel mondo delle superfici composite: prima il marmo, poi il quarzo ricomposto e ora una nuova materia che andremo a presentare. Sono molto orgogliosa di questa storia che stiamo portando avanti in famiglia. Stone Italiana è nata con una visione diversa perché, ovviamente, i tempi erano altri. Questo tipo di impianto era nato per imitare qualcosa di più prezioso: doveva essere un’azienda che facesse un materiale industriale composito, che imitasse il granito.
La nostra identità si è evoluta perché abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo che avesse un’identità propria. Questa è un po’ l’evoluzione e il DNA che ci portiamo dietro da allora, cioè quello di continuare ad essere diversi e innovativi. Quindi, non è più stata un’imitazione, ma abbiamo cercato di fare cose diverse, abbiamo dato all’architettura e al mondo del design nuove opportunità con nuovi materiali che prima non esistevano sul mercato”.
Synesthesia e Stone Italiana hanno molte cose in comune. Entrambe le aziende puntano sull’innovazione, sull’eccellenza e sulla crescita sostenibile. In quale misura questa visione può contribuire al successo del brand?
“Senza dubbio ci siamo trovate in sintonia già dal primo incontro. Quando ci siamo conosciute abbiamo iniziato a esplorare i mondi delle due società e abbiamo trovato molti punti in comune. Sicuramente l’innovazione, la ricerca e soprattutto la visione verso un futuro più sostenibile. Synesthesia ci sta dando un grande supporto per il lancio di un nuovo materiale sostenibile che si chiama Cosmolite®. Oggi come allora (nel ‘79), così come quando abbiamo lanciato il marmo ricomposto, ci troviamo di fronte a un materiale che non esiste sul mercato. Siamo i primi al mondo a realizzarlo.
Synesthesia ha una filosofia simile alla nostra: conosce il valore di questo prodotto e lo sa comunicare nel migliore dei modi. Questo è un fattore che ci può aiutare tantissimo”.
Synesthesia è stata scelta per riposizionare il brand di Stone Italiana ribadendo la sua vocazione green e sostenibile. Finora sono stati raggiunti obiettivi molto importanti per Stone Italiana, che ci rendono orgogliosi. Ora ce ne aspettano altri, come per esempio il lancio di CosmoliteⓇ. Qual è la tua opinione su quello che è stato fatto finora? Che cosa ti aspetti da questa collaborazione nei prossimi anni?
“Ho trovato in Synesthesia il partner ideale. È come se avessi un aiuto interno. Non è un fornitore. Riusciamo a confrontarci e a trovare le soluzioni. Riuscite a darmi delle idee. Tante volte ho avuto degli spunti importanti anche da voi. È come lavorare in famiglia, è uno scambio di idee e di opinioni.
Siamo partiti da un progetto importante, che era il riposizionamento del marchio. Synesthesia ha, quindi, portato una ventata di freschezza per quanto riguarda il nuovo design e la grafica. Si trattava di un obiettivo basilare, ma non scontato. È stato fatto un lavoro preciso e attento, anche perché il mio timore all’inizio era cercare di capire che cosa lasciare e cosa trovare di nuovo. Le esigenze dell’azienda sono state interpretate perfettamente. Da lì siamo poi partiti con il sito e con i social. Quello che facciamo è portare avanti in maniera perfetta un lavoro a quattro mani. In futuro, quindi, mi aspetto molto più di quello che finora abbiamo già ottenuto”.
Siamo pronti!
Synesthesia elabora soluzioni di brand strategy, digital marketing e social media customizzate sulla base delle necessità del cliente con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale. Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.
Perché comunicare sui social media? I numeri parlano chiaro…
I social network rappresentano certamente il luogo principale per raggiungere il nostro target di riferimento. Secondo il Digital 2022 Global Overview Report – il report annuale nato dalla collaborazione tra We Are Social e Hootsuite – quest’anno gli utilizzatori di social media sono cresciuti rispetto all’anno precedente di oltre il 10%, raggiungendo i 4,62 miliardi di persone, circa il 58,4% della popolazione mondiale, oltre il 71% di quella italiana e il 93,4% degli utenti Internet.
Se, invece, proviamo a guardare al tempo medio speso durante una giornata, scopriremo che ai primi posti troviamo la Nigeria e le Filippine con oltre 4 ore al giorno, mentre l’Italia si attesta a 1 ora e 47 minuti.
Per quanto riguarda le piattaforme dove si passa maggior tempo, il Digital 2022 Global Overview Report anche quest’anno conferma che YouTube resta la piattaforma dove si passa maggior tempo (circa 24 ore al mese), seguito da Facebook e TikTok (con 19,6 ore ciascuno). Se, invece, proviamo a guardare i dati relativi alla pubblicità noteremo che sui social media viene speso il 33,1% del budget dedicato all’advertising (dato del tutto simile a quello dell’anno passato).
Come migliorare la brand awareness con i social media?
Utilizzare i social media in modo strategico per ottenere maggiore visibilità nei confronti di un nuovo pubblico rappresenta un ottimo punto di partenza per incrementare la notorietà del tuo brand. Facebook, Instagram, Twitter, TikTok e gli altri canali sono popolati da milioni di utenti potenzialmente interessati ai tuoi prodotti o servizi che non hanno mai sentito parlare del tuo brand. Le opportunità sono tantissime. Un’accurata gestione di una pagina social aziendale su una piattaforma social è in grado di far conoscere agli altri che cosa fai, che cosa distingue il tuo brand dai tuoi competitor e far sì, quindi, che la tua community social si faccia portavoce dei suoi valori.
Come gestire la reputazione del tuo brand? Il dialogo costante con gli utenti
Esistono molti modi per entrare in contatto con il tuo target. Anche in questo caso la strategia fa la differenza: è possibile costruire o mostrare (nel caso l’identità del brand sia già consolidata) la personalità della tua azienda delineando un determinato tono di voce (TOV) coerente con il target, con i valori e con gli obiettivi di mercato dell’azienda. La gestione efficace di questi elementi ti consentirà di dialogare costantemente con gli utenti della tua community captando con tempismo i loro interessi, le loro esigenze e le loro reazioni. I vantaggi sono tantissimi. Uno su tutti: la possibilità di dialogare e interagire con il brand contribuisce notevolmente al rafforzamento della fidelizzazione.
Incremento del traffico del sito web
L’aumento del traffico sul proprio sito web rappresenta certamente uno degli obiettivi più comuni e importanti da raggiungere per tutte quelle aziende che vogliono attirare più clienti. I social media rappresentano certamente una delle fonti principali in vista di tale incremento. La condivisione dei link sui social che rimandano alle pagine del sito ha delle importanti ripercussioni anche in termini di posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca Google (SEO). L’interazione del pubblico e gli stessi link contribuiscono, infatti, a migliorare il ranking nei motori di ricerca perché segnalano la validità e la coerenza dei contenuti.
Ma in che modo i social network sono in grado di generare traffico verso un sito?
- Innanzitutto, offrendo agli utenti contenuti utili e pertinenti con il loro interesse.
- Diventando per loro una fonte autorevole di informazione.
- Facendo sondaggi, domande, che volte a creare interazione con il pubblico.
- Creando collaborazioni con gli influencer.
- Attraverso post sponsorizzati.
I social media come strumento di analisi dei competitor
Le pagine social delle aziende mostrano ai più attenti molte informazioni che riguardano i nostri competitor e il target. Tali informazioni sono preziosissime per individuare e per predisporre strategie mirate per il brand, il posizionamento e le vendite.
Come generare lead attraverso i social media
I Social Media rappresentano anche il veicolo principale per portare verso i nostri prodotti o servizi persone interessate alla nostra offerta (potenziali clienti). La migliore piattaforma social per fare lead generation è quella dove è più facile trovare il tuo pubblico. È possibile, infatti, entrare in contatto con il tuo pubblico e ottenere una vastissima quantità di informazioni grazie a un ottimo lavoro di targeting svolto a monte. Le azioni di comunicazione per fare lead generation attraverso i social media sono tante.
Uno dei modi più comunemente impiegati è sicuramente l’utilizzo di un contest che sia strettamente connesso ai servizi o ai prodotti che offre la tua azienda. Se i premi in palio saranno interessanti per i partecipanti, questa scelta consentirà alla tua azienda di generare un contatto con il tuo target.
Un altro modo per generare lead è quello di trovare un “lead magnet” che sia in grado di attirare i tuoi lead, un valido motivo (un tutorial, una guida, un pdf, un e-book, webinar) per cui il tuo target potenziale trovi giusto rilasciare i propri dati.
Ma quale social media è più efficace per generare lead? Facebook – con quasi 2,5 miliardi di utente al mese – è considerato il miglior social network per fare lead generation. Non è solamente una questione di numeri, al suo interno vi sono alcune determinate funzionalità che rendono più semplice questa operazione. Grazie a Facebook Lead Ads è possibile raccogliere le informazioni degli utenti profilati all’interno della piattaforma social. Dovrai creare un Lead Ads Form che serve per specificare quali dati intendi raccogliere (generalità, professione, città, interessi ecc.). È possibile, inoltre, inserire anche domande a risposta multipla e aperta. Anche Instagram ha le sue Lead Ads, ma le modalità di utilizzo sono differenti: i campi di utilizzo sono standardizzati. Per personalizzarli dovrai compilare manualmente il modulo di inserzione. Per quanto riguarda il marketing B2B, Linkedin sembra essere quello più efficace: stando a quello che sostiene l’account ufficiale di LinkedIn Marketing Solutions è in grado di generare un volume doppio di lead rispetto agli altri social.
In conclusione
Finora abbiamo visto come i social, se supportati da una social media strategy adeguata, rappresentino una risorsa imprescindibile per le aziende, uno strumento eccellente per raccogliere dati, migliorare la reputazione del brand, informarsi sui servizi e prodotti offerti, ottimizzare i contenuti e farsi conoscere da potenziali clienti. Molte opportunità, tuttavia, restano ancora inesplorate. Oggi non sembrano esserci ragioni per cui un’azienda non debba investire nel social media marketing. Contribuire al successo di un brand attraverso una comunicazione social è possibile, basta farlo nel modo giusto attraverso un impiego “strategico” dei canali di comunicazione. Affidati a Synesthesia!
I nostri servizi di marketing e social media trasformano idee brillanti ma complesse in soluzioni digitali semplici, rapide e innovative, che proponiamo e progettiamo insieme al cliente per aiutare la sua azienda in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.
Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo contenti di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia).
Un acquisto sorprendente?
Elon Musk compra un cospicuo pacchetto azionario di Twitter e il titolo del social vola subito in borsa. In molti hanno giudicato questa operazione come sorprendente e inattesa. Proprio il mese scorso – tramite un sondaggio lanciato sul proprio profilo Twitter – il fondatore di Tesla manifestava il suo disaccordo con la policy adottata dallo stesso social dichiarando apertamente di aver preso in considerazione la creazione di un nuovo social network, completamente indipendente.
“Dato che Twitter è di fatto una piazza pubblica, non rispettare i principi della libertà di parola fondamentalmente mina la democrazia. Cosa bisognerebbe fare? È necessaria una nuova piattaforma?”
Che cosa cambia?
Elon Musk non ha mai fatto mistero di preferire Twitter ad altri social network. La sua influenza con celebri tweet passati alla storia ha inciso in passato non poco sugli indici di borsa e sull’andamento delle cryptovalute e questo non lo ha messo al riparo da critiche anche piuttosto marcate. Il suo ruolo nel mercato è davvero troppo rilevante per poter usare i social in modo “disinvolto”.
L’acquisto di Twitter rappresenta certamente un’operazione finanziaria destinata a lasciare il segno. Elon Musk ha acquistato il 3 aprile scorso circa 73,5 milioni di azioni. Il titolo è balzato di oltre il 23,05 %, toccando i 49,1 dollari per azione. Con le quotazioni di Aprile 2022 Twitter vale in borsa circa 31 miliardi di dollari. Con l’acquisto del 9,2% delle quote di Twitter il fondatore di Tesla supera così il fondo Vanguard (detentore dell’8,7%) e lo stesso fondatore di Twitter Jack Dorsey, diventando a tutti gli effetti il primo azionista della piattaforma.
E ora, che cosa dobbiamo aspettarci? L’ingresso di Musk comporterà cambiamenti significativi? Ci saranno conseguenze anche per gli altri social?
Il fondatore di Tesla ha immediatamente chiesto agli utenti di esprimersi sull’inserimento della funzione di correzione dei tweet, con un sondaggio a cui hanno già risposto poco meno di 4,5 milioni di utenti. “Volete un pulsante di modifica?”, ha chiesto Musk nel suo tweet, offrendo agli utenti la risposta “yse” (cioè “yes”, sì, ma scritto male) o “on”, mettendo martedì 5 aprile come tempo massimo per rispondere.

La possibilità di poter modificare un post su Twitter rappresenta una svolta epocale per il noto social network e per tutto il mondo dei social in generale (anche se nella versione a pagamento attiva solo in US, Canada, Australia e Nuova Zelanda) questa cosa è “parzialmente” possibile. Una possibilità di cambiamento che può avere importanti ripercussioni sociali.
Questa nuova operazione finanziaria apre scenari interessanti anche dal punto di vista politico. Non sono, infatti, mancate, le richieste dei sostenitori di Donald Trump intenzionati a far tornare l’ex presidente su Twitter, sospeso dal 9 gennaio 2021 a seguito degli avvenimenti di Capitol Hill.
Che sia davvero questo il prossimo passo di Twitter? Non ci resta che aspettare le prossime mosse a sorpresa di Musk.
La prima iniziativa è stata quella del CEO Parag Agrawal di Twitter che ha prontamente invitato Elon Musk nel board di Twitter.

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Autore: Luca Greco (Redazione di synblog).
Le modifiche di Tik Tok
Con i suoi 689 milioni di utenti attivi, di cui 5,4 milioni solo in Italia, Tik Tok è il settimo social network più popolare al mondo. Attualmente è più utilizzato nel sud-est asiatico, ma la sua popolarità è in aumento anche in occidente. Dopo neanche 4 anni dal lancio iniziale, ha superato la quota di due miliardi di download, registrando nel primo quadrimestre del 2020 la cifra di 350 milioni di download in tutto il mondo. Ma la piattaforma dai numeri stratosferici ha di recente attuato alcune modifiche che interesseranno i suoi utenti:
“Potremmo raccogliere identificatori biometrici e informazioni biometriche, come definito dalle leggi statunitensi, come impronte facciali e impronte vocali, dai contenuti utente. Laddove richiesto dalla legge, chiederemo all’utente tutte le autorizzazioni necessarie prima di tale raccolta”.
Con questa breve nota il celebre social network cinese ha annunciato la modifica alla propria informativa sulla privacy.
Un cambiamento non indifferente che interesserà direttamente la vita e la privacy di tutti gli utenti (per ora) di nazionalità statunitense. La raccolta di dati biometrici da parte di Tik Tok consiste nell’attività eseguita dal social di identificare oggetti e scenari, l’esistenza e la posizione all’interno di un’immagine di caratteristiche del corpo e del viso e il testo delle parole pronunciate. In realtà non è l’unico social che elabora i dati degli utenti in questo modo, ma ne esistono già altri che utilizzano la stessa strategia per ottimizzare gli annunci pubblicitari. Tik Tok, inoltre,sembrerebbe voler soltanto migliorare le proprie funzionalità, per questo la nuova privacy policy avverte che la raccolta di immagini e audio sarà utile per abilitare “effetti video speciali per la moderazione dei contenuti, per la classificazione demografica, per i contenuti e i consigli sugli annunci e per altre operazioni non di identificazione personale“.
La “questione” della privacy
L’annuncio da parte dell’app sulla raccolta dei dati biometrici, per quanto vaga, ha già suscitato numerose preoccupazioni. Tik Tok, infatti, non ha specificato lo scopo di questa raccolta, né tantomeno le modalità con cui chiederà il consenso per il trattamento dei dati. Ha soltanto svelato che inizierà con i dati degli utenti statunitensi e non è sicuramente un caso, considerando che in pochi Stati sono presenti delle leggi che tutelano la privacy biometrica. Per questo motivo, laddove non esista una legislazione specifica, molte persone potrebbero non essere avvisate sulla raccolta dei dati. Sembrerebbe però non essere questa l’intenzione di Tik Tok, che assicura di essere sempre molto attenta alla privacy del suo pubblico. La piattaforma che per tutta la durata dell’Amministrazione Trump era stata considerata come una minaccia per la sicurezza nazionale, ora sta cercando di riconquistare la fiducia degli utenti statunitensi. Per questo motivo ha più volte dichiarato di archiviare le loro informazioni in data center degli US e di Singapore, assicurando di non averli mai condivisi con il governo cinese.
Il futuro di Tik Tok
Tik Tok raccoglie già moltissime informazioni dal profilo dei suoi utenti, come i contenuti da loro creati, i cookie, le app e i file presenti sul loro smartphone, la posizione del dispositivo utilizzato e addirittura lo stato della batteria e i ritmi di battitura. Per cui, a cosa serviranno i dati biometrici?
Per il momento restano i dubbi e le polemiche di molti utenti di Tik Tok. Nei prossimi mesi scopriremo se l’app avrà fatto una scelta sbagliata, spaventando e facendo “scappare” dalla piattaforma tutti quelle persone preoccupate per la loro privacy, o se gli utenti saranno riusciti a digerire questa novità mantenendo attiva la loro presenza sull’app.
Synesthesia collabora con Smart Flow, digital experience company italiana che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR.
I nostri servizi di marketing e social media trasformano idee brillanti ma complesse in soluzioni digitali semplici, rapide e innovative, che proponiamo e progettiamo insieme al cliente per aiutare la sua azienda in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.
Scopri le nostre strategie all’interno di questa pagina dedicata.
Lo scenario attuale
La crescita del mercato delle app mobile negli ultimi tempi è stata costante e molto rilevante: i download di nuove applicazioni sono aumentati progressivamente, di anno in anno, del 7% per un totale di 281 miliardi di nuovi utenti. La condivisione di contenuti attraverso dispositivi mobili Android ha raggiunto la soglia di 3.5 trilioni di ore. Una cifra impressionante, quasi impossibile da pensare, che riflette senza dubbio la presenza costante e imprescindibile nella vita delle persone degli smartphone con le loro app e funzionalità: dai social network, per scopi di intrattenimento e relazionali, alla domotica per la gestione della casa, passando per tutte le applicazioni di proprietà delle singole aziende, più o meno grandi, operanti nel mercato e che hanno semplificato molto la vita degli utenti.
App Annie ha calcolato che il tempo trascorso in media giornalmente sugli smartphone supera dell’8% quello trascorso davanti alla televisione (4h contro 3.7h). Un dato che ha subito un ulteriore aumento nel secondo trimestre del 2020, in corrispondenza della diffusione a livello mondiale della pandemia da Covid-19: gli utenti nel mondo hanno trascorso sui dispositivi mobili circa 4 ore e 10 minuti al giorno.
Nel panorama che si è fin qui delineato possiamo affermare che il mercato del mobile è senz’altro un mercato dinamico e in grande crescita. E un mercato in crescita è un mercato che attrae fondi, creando un circolo virtuoso di innovazione ed espansione. I capitali investiti in società attive nel settore mobile hanno raggiunto quota 73 miliardi nel 2020, registrando un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2020 gli investimenti nella tecnologia mobile sono più che duplicati rispetto ai cinque anni precedenti. Lo scenario si preannuncia ricco di opportunità per il futuro.
Le app mobile di social networking
Il fatto che le app mobile di social networking oggi giochino un ruolo centrale nel mettere in comunicazione le persone in tutto il mondo è fuori discussione. Dalla condivisione di foto con Instagram, alla condivisione di pareri e idee su Facebook, passando per i balletti su Tik Tok e i video su YouTube, la diffusione di contenuti di ogni tipo è una tendenza in continua crescita ed espansione. I ripetuti lockdown, le distanze sociali, il divieto assoluto di viaggiare sono tutti elementi che hanno indotto gli utenti di tutto il mondo e di ogni età ha rifugiarsi sempre di più nei social network per superare i confini fisici della realtà e vivere “senza condizionamenti”, con normalità (o quasi).
Uno dei dati più interessanti dell’ultimo periodo, a supporto di queste tesi, riguarda la crescita impressionante di Tik Tok: 325% all’anno. L’app cinese, nata nel 2015, con l’intento di permettere agli utenti la condivisione di brevi video musicali (il nome originario della piattaforma era Musical.ly) prevede di raggiungere quota 1.2 miliardi di utenti nel 2021. Nell’anno appena concluso il social medium cinese è stato quello su cui gli utenti, di età compresa principalmente tra i 16 e i 24 anni (che rappresentano il 41% del pubblico totale dell’app) hanno trascorso più tempo, con una media di 21.5 ore al mese (contro le 17.7 della seconda app più utilizzata: Facebook).
Mobile Commerce: tra social commerce e live shopping
La possibilità di fare la spesa, comprare un nuovo paio di scarpe o ordinare una pizza dal proprio smartphone, semplicemente aprendo un’app, ha rivoluzionato il mondo del commercio di ogni settore, offline e online.
Adobe Digital Insights ha rilevato che nel periodo tra il 1 novembre e il 9 dicembre 2020 gli utenti negli USA hanno fatto acquisti da mobile per un totale 53.3 miliardi di dollari.
La possibilità di fare acquisti anche attraverso le app di social network come Instagram (che ha una nuova sezione shopping dedicata), dando, inoltre, la possibilità agli utenti di confrontarsi reciprocamente e con gli stessi produttori (il cosiddetto “Social Commerce”), ha condotto a un incremento notevole: nel 2019 i download dell’app avevano raggiunto quota 414 milioni; con l’introduzione della sezione shopping, nel 2020 gli stessi sono arrivati a 495 milioni. Secondo una ricerca condotta da Technavio, il mercato globale di social commerce è destinato a registrare una crescita complessiva di 2.05 triliardi di dollari nel quadriennio 2020-2024: un’opportunità, quindi, da non perdere assolutamente.
Il live shopping è un’altra declinazione in rapida ascesa del mobile commerce. Con l’impossibilità totale o parziale di recarsi fisicamente nei negozi, sempre più aziende e rivenditori si sono attivati per garantire alla propria clientela un’esperienza online completa. L’obiettivo del live shopping, come sottolinea il termine stesso, è quello di ricreare sugli smartphone degli utenti l’esperienza live vissuta in negozio. Esistono alcune app ad hoc per realizzare queste esperienze: NTWRK, per esempio, diffusa negli USA, che nel 2020 ha vissuto una crescita di utenza dell’85% rispetto all’anno precedente.
Sempre di più il commercio mobile andrà in questa direzione: esperienze immersive e senza soluzione di continuità tra il mondo fisico e quello virtuale. Le aziende che meglio riusciranno a realizzare questo obiettivo otterranno maggiore successo e apprezzamento presso il pubblico.
In conclusione…
Per qualsiasi realtà imprenditoriale che intenda oggi fare il suo ingresso nel mercato, considerare la rilevanza delle app mobile e, più in generale, degli smartphone è una necessità imprescindibile. La vita delle persone è sempre più legata e dipendente da questo canale di comunicazione e non solo. Il mobile è il presente e il futuro. Del commercio e di tutti.
Dal 2011 Synesthesia sviluppa applicazioni e servizi mobile di grande qualità. Per raggiungere i risultati migliori in questo campo facciamo ricorso ai nostri team di sviluppatori dedicati al mondo iOS e al mondo Android. Oggi il mercato mobile richiede impegno e cura nella realizzazione di ogni singolo prodotto. Non è ammessa l’improvvisazione.
Grazie, poi, alla collaborazione con Mela siamo in grado di fornire ai nostri clienti una gamma completa di soluzioni per competere con successo nel mercato globale: da strategie mirate in ambito marketplace a piani strategici di lancio efficaci, il tutto alla luce di un’esperienza pluriennale nel mondo delle app.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.