Davide, nel 2019 hai fondato TOSWIM, la community per tutti gli appassionati del nuoto. Com’è nata questa idea?
“L’idea è nata in maniera abbastanza casuale. Devo dire che, come ex nuotatore agonistico della nazionale giovanile di nuoto, ho sempre continuato a nuotare, soprattutto in estate.
Ogni volta che andavo a nuotare in un bel posto ho sempre pensato che sarebbe stato utile trovare un’app che mi consentisse di inserire la mia posizione e indicare il tragitto fatto per condividere questa esperienza con qualcun altro appassionato di nuoto come me.
Ho deciso allora di parlarne con i miei soci della Rari Nantes Torino, (anche loro tutti ex nuotatori e adesso dirigenti sportivi). Da quel momento sono nate poi una serie di connessioni, idee e sogni da realizzare che ci hanno portato a fondare TOSWIM. Volevamo dare vita a una società, un “libero pensatoio” per creare una community di nuoto e un ecosistema dedicato ai nuotatori e a tutti quelli che vogliono avvicinarsi al mondo del nuoto”.
Che cosa offre TOSwim?
“L’essenza di TOSWIM è quella di permettere a tutti di adottare come stile di vita il nuoto. Può sembrare un obiettivo troppo alto, ma alla fine va incontro ai bisogni di tante persone.
Il nuoto è concepito come uno sport individuale dall’esterno, ma non lo è. Il nuoto è uno sport praticato nei laghi, nel mare, nelle piscine e normalmente si fa da soli, ma la presenza fisica di qualcuno a fianco ti consente di vivere meglio l’esperienza.
Il nuoto poi è uno sport difficile da approcciare. Normalmente si inizia a praticarlo da bambini perché obbligati dai genitori. È come una piramide: abbiamo una base molto ampia che con l’avanzare dell’età si restringe sempre di più. I bambini, crescendo, cominciano ad amare altri sport più coinvolgenti come il calcio, il basket o la pallavolo. Pochi sono quelli che rimangono, anche se quei pochi sono un numero importante a livello mondiale: stiamo parlando di 10 milioni di persone che fanno attività agonistica nel mondo del nuoto.
Il nostro obiettivo, dunque, è di permettere a tutti di avvicinarsi al nuoto con meno titubanze. È uno sport che si pratica nudi e quindi va a toccare tutta una serie di paure intrinseche a noi stessi, come la vergogna del proprio corpo oppure come quella di confrontarsi con altre persone.
TOSWIM vuole essere un mezzo che consente a tutti di rompere queste paure e avvicinarsi serenamente a uno degli sport più salutari e belli del mondo”.
Può la tecnologia rendere più unita la community degli appassionati di questo sport? In che modo?
“Negli ultimi anni abbiamo visto come la tecnologia, e in modo particolare i social, possono dividere le persone e indurle a rinchiudersi in se stesse. Ma così come la tecnologia è riuscita a far implodere il sistema di comunicazione e il modo di stare insieme, così lo può fare esplodere, permettendo di nuovo alle persone di incontrarsi.
Questo vale soprattutto per lo sport. Le persone che hanno in comune domande, paure e passioni, possono conoscersi e iniziare un’attività insieme. Come può avvenire tutto questo nel nuoto? Io vado a nuotare da solo e se sono appassionato passo tre quarti d’ora in piscina. Ma vi assicuro, da ex nuotatore, che dopo 5 o 10 minuti ho già voglia di uscire perché a volte la motivazione non è così forte.
Se avessi, invece, qualcuno al mio fianco con cui condividere l’allenamento o una semplice nuotata, riuscirei a chiudere i tre quarti d’ora di nuoto felice e soddisfatto di me stesso.
Oppure, pensiamo a un genitore che deve scegliere dove portare i bambini a nuotare. Ci sono una serie di domande alle quali vorrà trovare una risposta: l’acqua sarà pulita? Gli istruttori saranno bravi?
Con TOSWIM è possibile condividere tutte le informazioni utili e mettere a disposizione le esperienze di altri genitori. In questo modo è possibile abbattere le barriere e consentire ai genitori di portare serenamente i propri figli a nuotare”.
Esistono esperienze simili (anche in altri sport) che hai usato come punto di riferimento per definire l’idea e avviare la startup?
“Quando abbiamo fondato TOSWIM avuto la possibilità di affrontare un percorso di accelerazione pre-seed con il Founder Institutedi Palo Altoche ci ha instillato un modo di pensare e affrontare tutte le difficoltà che una startup comporta. Questo ci ha permesso anche di guardarci intorno, di prendere spunto dall’esperienza di altre società e abbiamo analizzato quello che era successo anche in altri sport. Per esempio nel running un’applicazione come Strava ha permesso in pochi anni di creare una community di corridori e di farla crescere. In poco tempo sono passati da 200 milioni di runner nel mondo a 600 milioni. Ci siamo ispirati alle nuove app e startup che stanno nascendo nel mondo del padel o nel tennis. Questo ha migliorato la nostra offerta e ci ha aiutati a riflettere sui servizi che noi potevamo offrire ai nostri utenti e appassionati di nuoto”.
Perché avete scelto Synesthesia?
“La scelta dei partner con cui intraprendere il nostro percorso è stata abbastanza complessa. Hai le idee, stabilisci una strategia e una timeline, ma poi deve esserci qualcuno che lavora con te e che sia esperto nella creazione di soluzioni digitali e tecnologiche.
Devo dire che la scelta del partner è anche una scelta che ti porterai dietro per tutta la vita della startup. Possono esserci poi dei cambiamenti nel percorso però la prima fase di crescita, che non riguarda solo i primi mesi, ma dura diversi anni, è molto importante perché in essa crea una condivisione di obiettivi e di strategie. Anche qui abbiamo fatto “scouting” sul terreno. Ci siamo fatti consigliare da advisor che erano già all’interno di startup o di società che avevano già avuto i primi round di finanziamento o erano già sul mercato con un percorso positivo.
Ci siamo fatti consigliare anche dagli advisor di 3P e siamo arrivati a Synesthesia, sapendo che andavamo a scegliere un “cavallo di razza”. Abbiamo subito puntato a una società con un’esperienza più che decennale in questo settore e questo ci ha permesso anche di riflettere e migliorare la nostra offerta, la user experience e riflettere su problemi nuovi”.
Quale sarà l’apporto di Synesthesia? Che cosa ti aspetti?
“Da Synesthesia mi aspetto un rapporto diretto, franco e anche un “po’ crudele” nell’elaborare le soluzioni migliori e le tecnologie più adatte da inserire all’interno di TOSwim.
Attualmente TOSwim è un neonato che sta crescendo giorno dopo giorno. Stiamo cominciando a studiare diverse funzionalità, le leve di engagement e gamification che vogliamo inserire all’interno del progetto.
Sono aspetti che non conosciamo, quindi ci aspettiamo (e siamo sicuri che avverrà) da Synesthesia un efficace supporto per le scelte migliori da effettuare per TOSWIM”.
Grazie Davide per la tua disponibilità.
Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti, sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Le modifiche di Tik Tok
Con i suoi 689 milioni di utenti attivi, di cui 5,4 milioni solo in Italia, Tik Tok è il settimo social network più popolare al mondo. Attualmente è più utilizzato nel sud-est asiatico, ma la sua popolarità è in aumento anche in occidente. Dopo neanche 4 anni dal lancio iniziale, ha superato la quota di due miliardi di download, registrando nel primo quadrimestre del 2020 la cifra di 350 milioni di download in tutto il mondo. Ma la piattaforma dai numeri stratosferici ha di recente attuato alcune modifiche che interesseranno i suoi utenti:
“Potremmo raccogliere identificatori biometrici e informazioni biometriche, come definito dalle leggi statunitensi, come impronte facciali e impronte vocali, dai contenuti utente. Laddove richiesto dalla legge, chiederemo all’utente tutte le autorizzazioni necessarie prima di tale raccolta”.
Con questa breve nota il celebre social network cinese ha annunciato la modifica alla propria informativa sulla privacy.
Un cambiamento non indifferente che interesserà direttamente la vita e la privacy di tutti gli utenti (per ora) di nazionalità statunitense. La raccolta di dati biometrici da parte di Tik Tok consiste nell’attività eseguita dal social di identificare oggetti e scenari, l’esistenza e la posizione all’interno di un’immagine di caratteristiche del corpo e del viso e il testo delle parole pronunciate. In realtà non è l’unico social che elabora i dati degli utenti in questo modo, ma ne esistono già altri che utilizzano la stessa strategia per ottimizzare gli annunci pubblicitari. Tik Tok, inoltre,sembrerebbe voler soltanto migliorare le proprie funzionalità, per questo la nuova privacy policy avverte che la raccolta di immagini e audio sarà utile per abilitare “effetti video speciali per la moderazione dei contenuti, per la classificazione demografica, per i contenuti e i consigli sugli annunci e per altre operazioni non di identificazione personale“.
La “questione” della privacy
L’annuncio da parte dell’app sulla raccolta dei dati biometrici, per quanto vaga, ha già suscitato numerose preoccupazioni. Tik Tok, infatti, non ha specificato lo scopo di questa raccolta, né tantomeno le modalità con cui chiederà il consenso per il trattamento dei dati. Ha soltanto svelato che inizierà con i dati degli utenti statunitensi e non è sicuramente un caso, considerando che in pochi Stati sono presenti delle leggi che tutelano la privacy biometrica. Per questo motivo, laddove non esista una legislazione specifica, molte persone potrebbero non essere avvisate sulla raccolta dei dati. Sembrerebbe però non essere questa l’intenzione di Tik Tok, che assicura di essere sempre molto attenta alla privacy del suo pubblico. La piattaforma che per tutta la durata dell’Amministrazione Trump era stata considerata come una minaccia per la sicurezza nazionale, ora sta cercando di riconquistare la fiducia degli utenti statunitensi. Per questo motivo ha più volte dichiarato di archiviare le loro informazioni in data center degli US e di Singapore, assicurando di non averli mai condivisi con il governo cinese.
Il futuro di Tik Tok
Tik Tok raccoglie già moltissime informazioni dal profilo dei suoi utenti, come i contenuti da loro creati, i cookie, le app e i file presenti sul loro smartphone, la posizione del dispositivo utilizzato e addirittura lo stato della batteria e i ritmi di battitura. Per cui, a cosa serviranno i dati biometrici?
Per il momento restano i dubbi e le polemiche di molti utenti di Tik Tok. Nei prossimi mesi scopriremo se l’app avrà fatto una scelta sbagliata, spaventando e facendo “scappare” dalla piattaforma tutti quelle persone preoccupate per la loro privacy, o se gli utenti saranno riusciti a digerire questa novità mantenendo attiva la loro presenza sull’app.
Synesthesia collabora con Smart Flow, digital experience company italiana che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR.
I nostri servizi di marketing e social media trasformano idee brillanti ma complesse in soluzioni digitali semplici, rapide e innovative, che proponiamo e progettiamo insieme al cliente per aiutare la sua azienda in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.
Scopri le nostre strategie all’interno di questa pagina dedicata.
Synesthesia entra a far parte di ACT – The App Association, rappresentando il mercato italiano all’interno della rete di software house che interloquiscono con le istituzioni europee e i governi nazionali circa la regolamentazione del mercato digitale e delle nuove tecnologie.
La vocazione internazionale di Synesthesia è sempre andata di pari passo con la volontà di portare valore tecnologico e umano all’interno del proprio territorio, attraverso le proprie attività e iniziative.
In occasione della discussione sulla nuova normativa europea su P2B – Platform to business Regulation, ci siamo resi conto che non vi erano associazioni o reti di aziende capaci di rappresentare le esigenze, i bisogni degli attori che ogni giorno lavorano per sviluppare prodotti e servizi innovativi, sporcandosi le mani con la tecnologia.
Abbiamo così aderito all’Associazione per la tecnologia competitiva, ACT – The App Association, partecipando alla raccolta feedback tecnici sulla regolamentazione delle Piattaforme in relazione agli utilizzatori business.
Attraverso gli incontri organizzati da ACT, siamo riusciti a comunicare alcune importanti informazioni agli stakeholder istituzionali di primo piano, raccontando quali potrebbero essere le criticità e i rischi causati dal regolare un mercato che già oggi impiega diverse migliaia di persone, e su cui sono state consolidate competenze di alto profilo ed efficaci metodi produttivi, senza tenere conto dell’intrinseco funzionamento delle piattaforme web e dei casi di utilizzo da parte degli business users.
Che cos’è ACT – The App Association
La sigla ACT, sta a significare Association for Competitive Technology.
L’Associazione per la Tecnologia Competitiva, nota come ACT | L’App Association è un’associazione di categoria che rappresenta oltre 5.000 sviluppatori di software e società tecnologiche di piccole e medie dimensioni negli Stati Uniti e in Europa.
ACT – The App Association fu fondata negli USA nell’anno 1998. A stimolare l’istituzione di un’associazione capace di rappresentare gli sviluppatori di software indipendenti fu il caso giudiziario United States Versus Microsoft Corporation, di cui la sentenza è stata pronunciata nel 2001. Microsoft Corporation veniva accusata di operare pratiche sleali, in grado di danneggiare fortemente la concorrenza, esercitando di fatto un ruolo di monopolio.L’organizzazione è portavoce in sedi istituzionali dei problemi e criticità di sistema che riguardano il mondo dello sviluppo software.
L’Associazione lavora per promuovere i seguenti principi:
- Sostenere un ecosistema competitivo nel mercato mobile al fine di offrire agli sviluppatori di app le migliori opportunità;
- Sostenere e promuovere i diritti di proprietà intellettuale;
- Limitare il coinvolgimento dei governi circa lo sviluppo di tecnologie;
- Vigilare sulla neutralità effettiva dell’infrastruttura internet globale, mantenendo un equilibrio tra interessi privati e governativi.
L’Associazione oggi conta migliaia di membri tra sviluppatori e software house indipendenti da tutto il mondo, mantenendo un principale focus su USA e UE.
In America, fanno parte di ACT | The App Association importanti aziende di sviluppo come BadVR, Dogtown Media, Airstrip, SpeakEasy e molte altre.
I membri europei di ACT
ACT | The App Association da qualche anno ha iniziato a muovere dei passi importanti nell’ambito della rappresentanza istituzionale in Europa.
In meno di due anni, l’Associazione ha collezionato membri in vari stati dell’Unione Europea, costruendo una solida e ricca rete di software house in grado di offrire spunti tecnici ed esperienze dirette agli stakeholder istituzionali, al fine di coinvolgere attivamente, con gli attori di un’eventuale regolamentazione del mondo del software.
Oltre Synesthesia, unico partner italiano, fra i membri europei di ACT troviamo Wyres (Grenoble, France), Brightec (Brighton, UK), Egylis (Paris, France), LW (Bruxelles, Belgio), Innovify (Londra, UK), u2u Consult (Bruxelles, Belgio), Accedia (Sofia, Bulgaria) e Andaman (Boncelles, Belgium).
In Europa l’Associazione per la Tecnologia Competitiva sta interloquendo con le istituzioni europee e con i governi nazionali circa due tematiche fondamentali per il mondo dell’innovazione: la regolamentazione delle Piattaforme Online rispetto alle modalità di utilizzo dei Business Users; la regolamentazione di Standards e Brevetti.