Le nuove emoji e il loro significato
Il nuovo aggiornamento di Apple introduce 118 nuove emoji, a dimostrazione di come questi simboli siano, a oggi, parte integrante del linguaggio e della comunicazione di tutti noi. Tra queste nuove emoji spiccano sei simboli e quattro rappresentazioni di famiglia, ma anche un’intera emoji dedicata alla rappresentazione di 100 persone posizionate di lato, con un’ampia varietà di generi, colori di pelle e persone raffigurate in sedia a rotelle, a supporto dei temi di inclusività portati avanti dall’azienda di Cupertino.
Verranno aggiunti, inoltre, simboli raffiguranti un lime, una fenice e il tipico “smile” che scuote la testa da destra a sinistra, o dall’alto verso il basso, per rappresentare la realtà delle emozioni umane. Per quanto riguarda l’inclusività, Apple introduce delle nuove emoji raffiguranti la famiglia, in cui però non è esplicitato il genere dei componenti.
Possibilità di scelta del browser nel proprio smartphone
Tra i tanti cambiamenti apportati nella versione 17.4 di iOS, troviamo una novità “storica”. Per la prima volta, infatti, durante il processo iniziale di configurazione sarà possibile scegliere il browser web predefinito. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere il proprio client web preferito, quindi non più solo Safari di default.
Nella versione beta, il sistema richiede di selezionare uno tra 12 browser più popolari, disponibili su App store in base alla propria località. In Italia saranno messi a disposizione: Aloha, Ecosia, Firefox, Brave, Onion Browser, Opera, Web@Work, Safari, DuckDuckGo, You.com, Edge e, infine, Chrome. Dopo che gli utenti avranno selezionato il proprio browser, iOS lo utilizzerà su tutte le app del sistema Apple.
Le altre novità di iOS 17.4
Oltre alle nuove emoji e alla possibilità di scegliere il proprio browser, il nuovo aggiornamento di Apple presenta ulteriori novità nella sua versione beta. Grazie a iOS 174, si potranno installare app da altri marketplace e non più solo dall’App Store predefinito. Un’altra novità è l’accesso al chip NFC dell’iPhone, con il quale le app delle banche potranno sfidare Apple Pay offrendo il proprio portafoglio digitale, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere sistemi alternativi di pagamento. Siri, invece, sarà in grado di leggere i messaggi in lingue diverse: una volta assegnata una lingua specifica all’assistente vocale, non ci sarà bisogno di cambiare la lingua predefinita del proprio smartphone per leggere messaggi scritti in una lingua diversa.
Riuscirà Apple a uniformare le funzionalità dei propri dispositivi al Digital Market Act entro il tempo necessario? Per scoprirlo e rimanere aggiornato/a sulle notizie provenienti dal mondo tech, segui il nostro Synblog o i nostri social media.
Amazon: il progetto “Q”
L’azienda di Jeff Bezos annuncia, tramite la sua piattaforma Amazon Web Services (AWS), l’introduzione di due modelli di linguaggio basati sull’intelligenza artificiale che si occuperanno di generazione di testi e di personalizzazione delle ricerche web degli utenti.
Il vice presidente della unit AWS, Swami Sivasubramanian, sottolinea l’importanza di questi modelli che saranno in grado di aiutare gli acquirenti a trovare prodotti più facilmente e ad alimentare alcuni elementi di Alexa, per rendere l’assistente personale ancora più intelligente e intuitivo, grazie al LLM (Large Language Model).
Le soluzioni che Amazon intende implementare permetteranno, grazie all’integrazione Action Controller, di favorire una comunicazione più diretta e naturale con l’assistente vocale, con l’obiettivo ambizioso di costruire una tecnologia in grado di operare quasi completamente al posto dell’utente per quanto riguarda, per esempio, le smart home e la domotica.
Durante la conferenza Aws re:Invent 2023 tenuta a Las Vegas il 28 novembre, Amazon ha, inoltre, svelato il progetto Q, il nuovo chatbot (come Chat GPT per OpenAI) dedicato interamente alle aziende che, tra le varie funzioni, sarà in grado di completare automaticamente i codici sorgente e si potrà connettere a più di 40 strumenti aziendali per una corretta condivisione di informazioni.
Il LLM di Amazon, chiamato Olympus, verrà, inoltre, addestrato con circa duemila miliardi di parametri da cui attingere, lanciando una vera e propria sfida ai rivali di OpenAI che, invece, ne utilizza “solo” mille miliardi.
Apple: il progetto “Ajax”
L’azienda di Cupertino, dopo esser stata proclamata “brand più influente al mondo” per l’undicesimo anno di fila da Interbrand, è fortemente impegnata anche sul campo dell’intelligenza artificiale.
Da quattro anni un team guidato da John Giannandrea (ex capo ricerca di Google) lavora con l’obiettivo di creare un AI che sia in grado di conversare ed eseguire comandi vocali complessi, per superare definitivamente lo storico assistente vocale Siri.
Tim Cook ha anticipato che il team di innovazione è impegnato nella realizzazione di un framework proprietario di nome “Ajax” che avrà all’interno un chatbot, anch’esso proprietario, denominato “Apple GPT” e che verrà addestrato con circa 200 miliardi di parametri utili alla costruzione della migliore AI conversazionale ma realizzata prima.Il motore neurale di questo ambizioso progetto sarà il chip A17 pro di Apple, che è stato lanciato da Apple a settembre 2023 con l’uscita del nuovo iPhone 15.
L’azienda, inoltre, intende implementare Xcode con l’intelligenza artificiale, così da poter assistere automaticamente gli sviluppatori app, da sempre punta di diamante del colosso di Cupertino.
Quali saranno i prossimi passi?
Il tema dell’intelligenza artificiale è il più discusso dell’ultimo anno, due giganti come Amazon e Apple non possono limitarsi a rincorrere le altre multinazionali arrivate (incredibilmente) prima e promettono quindi ingenti investimenti in questo settore.
Amazon ha deciso di investire 4 miliardi di dollari in una start-up chiamata Anthropic (fondata da ex dirigenti di OpenAI), Apple, invece, dichiara l’intento di investire un miliardo l’anno in progetto di AI.
La domanda: “Perché questo incredibile ritardo?” al momento non ha trovato alcuna risposta. Gli analisi e gli esperti del mondo Tech dicono che in fondo non ci si aspettava l’exploit della piccola ma dinamica OpenAI e l’interesse degli utenti attratti da un’ottima user experience, o che semplicemente i due colossi abbiano avuto meno personaggi talentuosi nei loro team di lavoro.
Per scoprire chi vincerà la nuova corsa all’oro dell’AI, non ci resta che attendere le novità che sicuramente saranno ancora un super trend topic per il 2024. Resta sintonizzato/a con il nostro Synblog per non perderti le informazioni più aggiornate e curiose dal mondo tech.
Gli indizi di Apple sull’evento
Ogni invito da parte di Apple nasconde sempre un velo di mistero, ma in questo caso il livello di curiosità è più alto del solito. Non vi è la certezza di quali novità ci attenderanno, ma sicuramente gli indizi seminati dall’azienda di Cupertino ci aiutano a chiarire meglio le nostre ipotesi.
Il primo indizio riguarda la scelta dell’orario dell’evento: il lunedì sera è una giornata inconsueta per il colosso americano, che solitamente tiene le sue conferenze durante la settimana (generalmente il martedì o il mercoledì). Non solo la scelta della giornata risulta atipica, anche l’orario notturno ricopre l’evento con un velo di mistero: sembrerebbe proprio che Apple abbia voluto sfruttare la festa di Halloween per creare suspance e regalare forti emozioni ai suoi seguaci, inoltre, secondo i rumors, sembrerebbe che l’azienda voglia evitare la concorrenza con altri eventi tecnologici, come il CES di Las Vegas.
Un altro grande spoiler arriva dal logo dell’azienda che, per l’occasione della “festa degli spiriti” , si anima : la famosa Mela morsicata, presente nell’invito all’evento, si trasforma nell’icona del famoso Finder presente sui Mac (che equivale all’Esplora File presente nei PC Windows).
Il nome dell’appuntamento, poi, non lascia dubbi: “spaventosamente veloce”, proprio come potrebbero essere i nuovi chip M3 dei nuovi Mac.
Qualche ipotesi sui prodotti in uscita
Secondo Mark Gurman di Bloomberg, noto redattore che si occupa di tutto ciò che riguarda il mondo Apple, saranno proprio i Mac i protagonisti principali di questo evento.
Una delle novità più attese dagli appassionati del mondo tecnologico, è sicuramente un aggiornamento dell’iMac 24 pollici, con l’introduzione del nuovo chip M3, più veloce e performante, che probabilmente potrebbe essere esteso anche a un nuovo modello di MacBook Pro, con un design rinnovato e una nuova tastiera Magic Keyboard. Tutti i prodotti dovrebbero essere disponibili, quindi, già entro novembre, giusto in tempo per le festività natalizie.
Il giornalista ha, inoltre, affermato che per la prima volta in cinque anni, quest’anno, si terrà la presentazione dei risultati finanziari autunnali il 2 novembre. Le tempistiche dell’evento coincidono con quelle del 2018, quando Apple rivelò i nuovi prodotti iPad e iMac il 30 ottobre, pochi giorni prima della presentazione dei risultati finanziari.
Sembrerebbe che l’evento di quest’anno abbia tempi molto simili, dunque, non ci resta che attendere grandi annunci.
Cosa ci aspetta per il futuro?
È quindi da escludere la possibilità che Apple annunci dei nuovi iPad nel corso del keynote: questi ultimi, secondo gli insider, non arriveranno prima del 2024. A questo punto, possiamo aspettarci che il prossimo evento di Cupertino (dopo quello di fine ottobre, ovviamente) si terrà a marzo 2024 e sarà concentrato proprio sui tablet, con la presentazione di device quali l’iPad Mini 7, l’iPad 11 e l’iPad Air di nuova generazione.
Nella corsa alla “prestazione migliore”, è possibile notare la presenza di due grandi aziende: Qualcomm e Nvidia, che fanno sperare nello sviluppo di dispositivi sempre più performanti ma, soprattutto, con costi inferiori.
Non ci resta che attendere la notte di Halloween per conoscere tutte le novità a Casa Apple.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Le ultime novità di MacOS 14 Sonoma
Dopo iOS 17 e iPadOS 17 per iPhone e iPad, la Apple ha rilasciato la nuova versione del sistema operativo per Mac: MacOS 14 “Sonoma”, compatibile con iMac 2019 e successivi; iMac Pro 2017; Mac Pro 2019 e successivi; Mac Studio 2022 e successivi; MacBook Air 2018 e successivi; Mac mini 2018 e successivi; MacBook Pro 2018 e successivi.
Apple propone una serie di miglioramenti rispetto alle edizioni precedenti, senza però stravolgere il suo famoso OS. Continua, infatti, a garantire a tutti gli appassionati della mela un’esperienza utente sempre più interattiva e organizzata all’interno del più ampio environment digitale made in Cupertino.
Con MacOS Sonoma, Apple rende le modalità di lavoro ibride e da remoto più coinvolgenti, implementando nuove funzionalità per l’app condivisione schermo e progettando videoconferenze con effetti più performanti grazie a due nuove modalità: sovrapposizione, che permette all’utente di rimanere nell’inquadratura anche quando condivide lo schermo e animazioni per rendere le conversazioni “animate” con effetti 3D, in realtà aumentata.
Tra le tante novità disponibili, poi, è necessario tener conto anche dei bellissimi salvaschermo e dei potenti widget che offrono opzioni sempre più personalizzabili tramite i quali gli utenti possono disporre gli strumenti direttamente sulla scrivania e interagire con loro, con un solo clic.
L’aggiornamento Microsoft – Windows 11 23H2
Per gli amanti di Microsoft, invece, debutta Windows 11, dove la parola d’ordine è intelligenza artificiale. Tra i vari aggiornamenti, quello più atteso era sicuramente l’assistente Copilot integrato in varie parti del sistema operativo, che avrebbe permesso di svolgere una serie di funzioni AI, come l’estrazione di testo dalle immagini utilizzando Strumento di Cattura e sfocare lo sfondo in Foto. Tuttavia, in Europa, la novità non risulta disponibile (almeno per ora), a causa della legge europea recentemente approvata, relativa alla tutela dei consumatori di beni digitali, la Digital Markets Act. L’Unione Europea, infatti, ha identificato 23 servizi proposti da Microsoft, tra cui Windows, come appartenenti alla lista dei “gatekeeper”. Copilot, però, arriverà presto, ha dichiarato l’azienda, promettendo di star lavorando per realizzare una versione della novità che sia più conforme alle recenti leggi europee.
Tra le tante novità, per i giocatori, è poi disponibile il controllo RGB integrato, interessante aggiornamento che consente di immaginare un futuro in cui tutti i software di gestione dell’illuminazione di periferiche (e componenti), siano assimilati in un’unica e semplice pagina di impostazioni. Grazie alla nuova versione è infine possibile aprire gli archivi compressi RAR, funzionalità rimossa con le prime versioni del nuovo sistema, ora nuovamente disponibile. Windows 11 è compatibile con tutti i dispositivi che eseguono versioni precedenti del sistema operativo, adottando il loro tipico approccio distributivo cauto e ragionato.
Sono state molteplici e differenti le proposte presentate da Apple e Microsoft che anticipano un futuro sempre più innovativo e all’avanguardia, mantenendo allo stesso tempo la loro identità distintiva. Non ci resta che attendere per scoprire che cosa ci riserveranno le due aziende leader nei prossimi aggiornamenti.
Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti, sviluppa applicazioni mobile e desktop all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre come all’interno di questa pagina dedicata.
Cosa significherà per Apple?
Thierry Breton, il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, ha incontrato lo scorso 26 settembre l’attuale CEO di Apple, Tim Cook, per discutere del Digital Market Act e per comunicargli gli effetti che la normativa avrà sulle big tech. Abbiamo già affrontato nell’articolo “Digital market act: la nuova frontiera della regolamentazione digitale” quello che comporta la nuova normativa europea , in ambito di dati e privacy, con notevoli ripercussioni per i grandi player della tecnologia mondiale.
Sono state, infatti, introdotte una serie di regolamentazioni e di limiti per le piattaforme che di fatto oggi controllano il mercato globale.
L’Unione Europea non si è fermata a questo, Thierry Breton ha infatti personalmente invitato Apple ad aprire ai concorrenti il suo “ecosistema” e in particolare l’App Store. Il commissario europeo ha affermato:
“Il prossimo compito di Apple e delle altre Big Tech, ai sensi del DMA, è quello di aprire le porte alle aziende concorrenti. Che si tratti di servizi come il portafoglio elettronico, i browser o gli app store. I consumatori che utilizzano un iPhone di Apple dovrebbero poter beneficiare di servizi competitivi da parte di più fornitori”.
L’azienda di Cupertino dovrà, inoltre, permettere la vendita dei propri prodotti non più solo nei propri store, ma anche in altri negozi digitali. E questo per Apple rappresenta la fine o quasi del suo business model, almeno per il mondo app. Il DMA risulta essere quindi una grande problematica per il colosso americano, che aveva già provato a opporsi all’inserimento di alcune piattaforme nella lista dei gatekeeper.
Apple ha cercato di ribadire come questa nuova apertura sia pericolosa, in quanto renderebbe molto più difficile mantenere la sicurezza e la privacy, soprattutto perché significherebbe per l ‘utente finale essere più esposto a possibili software malevoli. Fondamentalmente Apple dall’avvio delle attività mobile non ha mai considerato il sideloading, ovvero la possibilità di installare app da fonti diverse rispetto al proprio app store, in quanto potrebbe compromettere in modo significativo la sicurezza e la privacy dell’utente
Nonostante questo, Breton ha voluto precisare la posizione dell’Unione Europea e la fermezza con cui saranno compiuti i prossimi passi precisando però che l’azione normativa è volta a
“promuovere l’innovazione, senza compromettere la sicurezza e la privacy.”
Cosa significa per le aziende?
Questa decisione rappresenta un passo significativo nel promuovere una competizione equa e sostenere l’innovazione. Nel futuro quindi, salvo colpi di scena, i competitor avranno la possibilità di accedere e integrare i loro servizi nell’ecosistema Apple, offrendo una maggiore varietà di scelte agli utenti e migliorando complessivamente l’esperienza di utilizzo.
L’Unione Europea, con questa nuova politica, mira a favorire una sana concorrenza che porterà inevitabilmente a un aumento dell’innovazione e a un miglioramento dei prodotti e dei servizi offerti. Questa decisione evidenzia l’impegno dell’UE nel creare un mercato digitale equo e competitivo.
Siamo fiduciosi che questa apertura favorirà un ambiente più vibrante e dinamico nel settore tecnologico, con un beneficio sia per le aziende sia per i consumatori. Vi terremo aggiornati su ulteriori sviluppi in questo ambito.
Synesthesia utilizza le migliori tecnologie all’avanguardia per migliorare il tuo business e procurarti un rilevante vantaggio competitivo. Contattaci per scoprire cosa possiamo fare per te!
Il nuovo regolamento sui mercati digitali: che cosa sta succedendo in Europa?
Il 5 luglio 2022 è stato approvato dal Parlamento Europeo il nuovo regolamento sui mercati digitali e il regolamento sui servizi digitali, rispettivamente il Digital Markers act e il Digital Services Package, che andranno a sostituire l’approccio ex post delle regole antitrust, con l’obiettivo quindi di frenare il potere delle Big Tech.
Il Digital Markers Act è entrato in vigore a novembre 2022, e il 6 settembre scorso la Commissione Europea ha pubblicato una lista di gatekeeper, l’elenco di imprese che dovranno attuare nelle loro piattaforma la normativa, selezionate secondo parametri specifici e misurabili.
In queste settimane Microsoft e Apple hanno però tentato di opporsi alla decisione della Commissione Europea su due delle loro piattaforme: Bing per Microsoft e iMessage per Apple. Secondo i due colossi tecnologici queste piattaforme non supererebbero la soglia prevista per essere considerate gatekeeper.
La nuova legislazione imporrà la condivisione dei dati, il collegamento ai concorrenti e l’interoperabilità dei loro servizi con le app rivali, per questo motivo viene visto dai proprietari delle piattaforme come deleterio. Bing e iMessage, nonostante abbiano una quota di mercato sicuramente più piccola dei loro rivali, sono state considerata ugualmente dalla Commissione Europea come parte dei gatekeeper; i proprietari di queste, al contrario, sostengono che sottoporle a un maggiore “controllo legale” le metterebbe in una posizione di totale svantaggio nei confronti dei competitor.
Oggi la Commissione Europea non si è ancora espressa su queste due specifiche piattaforme e sulle lamentele mosse dai due Big Tech; la questione sembra infatti essere più complicata del previsto.
IMessage, infatti, installata di default quando si attiva un nuovo Iphone (o iPad), è potenzialmente nei dispositivi di milioni di utenti, ma non è sicuramente tra le applicazioni di maggior successo del mondo Apple. E anche Bing, nonostante abbia adottato con successo parte della tecnologia di Chat GPT, oggi, nel mercato dei motori di ricerca, rimane relegato a un modesto 3%.
Digital Market Act: come avviene la procedura per scegliere i gatekeeper e a quali normative dovranno sottostare?
L’Unione Europea ha utilizzato tre parametri specifici e misurabili per capire quali piattaforme dovevano essere al più presto regolamentate. Per prima cosa hanno considerato nella lista tutte le imprese con introiti annuali pari o superiori a 7,5 miliardi di euro negli ultimi 3 anni o con valore totale delle azioni di mercato di almeno 7,5 miliardi nell’ultimo anno e fornitura di servizi di piattaforma ad almeno tre Stati dell’UE.
Altri parametri presi in considerazione sono stati poi il numero delle registrazioni annue alle piattaforme, che dovevano essere minori di diecimila e il numero di utenti attivi in un mese, che invece non doveva superare i 45 milioni.
Nonostante i calcoli effettuati dalla Commissione Europea, le due società statunitensi si sono fortemente opposte, non ritenendo che le due piattaforme rientrassero nei parametri. In generale questa normativa sta cercando di regolamentare il più possibili quelle imprese che oggi detengono quasi tutto il “potere digitale”, nomi come Meta, Amazon o TikTok riassumono quasi tutte le piattaforme maggiormente utilizzate dalla maggior parte degli utenti mondiali Ogni giorno, secondo dopo secondo, i dati che raccolgono diventano sempre di più, con immense banche dati che potenzialmente possono essere lesive della privacy degli utenti.
Il Digital Market Act vuole impedire proprio questo, la profilazione troppo approfondita degli utenti: ogni impresa oggi sta tenendo segreti i propri dati, e gli algoritmi sviluppati per elaborarli. Rendere più trasparenti le tecniche utilizzate consentirebbe alle Big Tech di non competere più sulla quantità e la qualità dei dati che detengono, ma sulle effettive funzionalità delle loro piattaforme.
Quale sarà il futuro delle Big Tech e della nostra privacy?
Il commissario al mercato interno Thierry Breton ha espresso la propria opinione sull’argomento, affermando:
“Il nuovo quadro regolamentare aprirà le porte di Internet. Con la designazione di oggi stiamo finalmente rimettendo in discussione il potere economico delle più grandi aziende del settore, offrendo più scelta ai consumatori e creando nuove opportunità per le piccole società innovative (…) Era ora che l’Europa stabilisse in anticipo le regole del gioco, per garantire che i mercati digitali siano equi e aperti”.
Le criticità di questa azione europea sono tante: in primo luogo l’UE, che non ha mai considerato di mettere in campo incentivi per l’innovazione interna (non ci sono infatti oggi competitor europei) sembra utilizzare sul mercato solo una strategia basata sui divieti e le sanzioni.
Il tentativo in atto è utilizzare la forza del proprio mercato interno per imporre alle piattaforme non UE sempre più regole, minacciando la perdita dei milioni di utenti europei nel caso queste non siano accettate e rispettate. In questo modo però, non soltanto non si utilizzano fondi per iniziative interne, ma contemporaneamente si aiutano i Big Tech a mantenere il loro potere.
Ciò avviene perché con norme così stringenti, solo le imprese già grandi e ricche, possono tentare strategie di sopravvivenza sul mercato e adeguarsi alle indicazioni normative. Ma questo limita fortemente la possibilità di far crescere piattaforme nuove.
Non è, inoltre, da escludere la possibilità che le maggiori piattaforme diventino a pagamento per far fronte alle spese causate dalla reale applicazione delle norme e dalla limitazioni del business abituale (la raccolta dei dati a scopo pubblicitario).
Quali saranno le conseguenze per gli utenti finali? Ancora non possiamo saperlo. Certo che l’attenzione che gli organismi preposti dell’Unione Europea è sicuramente una buona notizia per tutti i consumatori. La “privacy al centro” di tutti i processi commerciali, siano essi online o offline, è un passo fondamentale per progettare un mercato più moderno e rispettoso, e sicuramente più “etico”.
Oggi, Synesthesia, così come molte aziende digitali, si impegna per attuare ogni tipo di normativa europea per garantire in ogni modo agli utenti la protezione della propria privacy, ma ciò presuppone che grandi imprese come le Big Tech siano le prime a farlo, considerata la loro importanza e il loro ruolo dominante, per creare nel web uno spazio sicuro e un mercato più rispettoso delle esigenze degli utenti.
Attraverso la nostra partnership con Smart Flow offriamo la possibilità ai nostri clienti di affidarci le loro piattaforme per renderle completamente conformi alle normative europee. Se vuoi sapere di più su questo argomento contattaci. Il nostro team di esperti saprà guidarti agevolmente in questo mondo in continua evoluzione.
L’iPhone 15, ma non solo
Ieri sera (ore 19:00 in Italia) in diretta streaming dallo Steve Jobs Theater a Cupertino si è tenuto l’attesissimo appuntamento annuale con il mondo Apple, durante il quale è stata lanciata la nuova linea di iPhone 15 – presentato in quattro diverse colorazioni (nera, grigio talpa, mulberry, blu pacifico ed evergreen) – e le nuove generazioni di Apple Watch 9 e Ultra 2.
Non solo una nuova gamma di colori disponibili a colpire il pubblico interessato, ma anche il display OLED super Retina XDR con Ceramic Shield per supportare la Dolby Vision. Non poteva, poi, passare inosservata anche la nuova e super performante fotocamera, con un sensore principale da 48 megapixel e una lunghezza focale da 26 mm, per garantire la massima qualità per fotografie e per video professionali.
Le novità non finiscono qui: con l’iPhone 15 diventa finalmente realtà il tanto atteso cambio di porta usb type-c, che porterà a importanti cambiamenti legati al mondo Earpods, questo consentirà di utilizzare lo stesso cavo di ricarica per più dispositivi, e quindi, di ridurre l’impatto dei rifiuti elettronici.
Le novità “green”: il piano Apple 2030
Il keynote andato in scena ieri sera potremmo considerarlo per certi aspetti “inconsueto” rispetto alle precedenti edizioni poiché pone al centro dell’attenzione un tema che ci riguarda tutti da vicino: quello della sostenibilità. Ad oggi non c’è, infatti, alcuna multinazionale di simili dimensioni che abbia affrontato questo argomento in modo così deciso.
Il piano Apple per il futuro è chiaro: diventare carbon neutral per tutta la sua filiera produttiva e ciclo di vita dei suoi prodotti entro il 2030.
L’ iPhone 15 Pro: come è fatto lo smartphone più leggero e resistente di sempre?

La scelta dei materiali è ciò che dona maggiore senso di unicità alla versione Pro del nuovo prodotto Apple: la sua scocca in titanio rende questo modello di iPhone il più leggero e resistente di sempre. Gli interni, invece sono stati realizzati in alluminio per dissipare meglio il calore generato dalla batteria.
Non è passata inosservata la scelta del nuovo chip A17 Bionic, grazie al quale l’iPhone 15, acquista una maggiore velocità rispetto ai suoi modelli precedenti. Per quanto riguarda le dimensioni del display, sono state mantenute quelle classiche: 6.1 pollici per il Pro e 6.7 pollici per la versione Pro Max. Da non sottovalutare, poi, il cambiamento della funzione (ormai storica) del tasto switch laterale, presente sin dal primo lancio del 2007 dei prodotti Apple, che diventa, da oggi, personalizzabile nella scelta delle possibili opzioni attivabili.
I prezzi dei nuovi Iphone 15, 15 Pro e Pro Max, sono aumentati rispetto a quelli del 2022, soprattutto in Italia, sia per motivi economici, che per motivi legati ad alcune delle nuove caratteristiche integrate, come, per esempio, la nuova porta d’ingresso usb type-c.
Apple Watch 9 e Ultra 2

Durante l’evento non poteva mancare la presentazione del tanto atteso Apple Watch 9, progettato con un design molto simile a quello già proposto nel 2022, ma con una differenza importante: il chip S9, grazie al quale è garantita la massima tenuta della batteria e prestazioni migliori durante l’utilizzo del dispositivo.
Non è passata inosservata, poi, l’integrazione della nuova funzionalità “doppio tap” che renderà ancora più semplice e intuitivo l’utilizzo dello smartwatch. Con questa innovativa modalità di controllo sarà possibile gestire l’Apple Watch senza dover toccare il display, infatti, basterà far sfiorare indice e pollice (della mano che indossa il wearable) insieme, per due volte consecutive, in modo tale da poter eseguire rapidamente una serie di funzionalità con il dispositivo.
Arriviamo, infine, alla versione più performante della serie di orologi Apple Watch. Descritto come lo smartwatch perfetto per ogni avventura, l’Ultra 2, grazie alle sue particolari caratteristiche (la cassa è realizzata in titanio aerospaziale che lo rende robusto e leggero, la batteria è pronta a resistere a qualsiasi condizione estrema raggiungendo 36 ore di autonomia) garantisce l’immersione in acqua fino a 40 metri di profondità.
Al contrario, rispetto ai nuovi iPhone, con grande sorpresa da parte degli appassionati, i prezzi di partenza delle due versioni di Apple Watch calano rispetto al 2022.
Tutti i nuovi prodotti Apple saranno prenotabili a partire da venerdì 15 settembre, e ufficialmente acquistabili in Italia a partire da venerdì 22 settembre: non ci resta che attendere il lancio sul mercato e testare tutte le future novità del mondo Apple.
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La sesta edizione di Swift Heroes è alle porte. Che cosa dobbiamo aspettarci?
“Siamo già arrivati alla sesta? Mi sembra incredibile. Sicuramente torniamo in presenza, come l’anno scorso. Tutto questo è molto bello. Ci aspettiamo il solito Swift Heroes: un sacco di gente, tanti speaker di livello e contenuti interessantissimi. SwiftUI la farà da padrone quest’anno. Poi ci saranno un sacco di mie domande scomode agli speaker dopo i loro interventi, ovviamente! Tanto cibo, momenti di svago e poi la community con gli sviluppatori Swift”.
Durante queste due giornate i talk previsti toccheranno argomenti che sono oggetto di forte interesse per la community degli sviluppatori iOS. Dal palco del MAUTO si alterneranno prestigiosi speaker internazionali. Stefano, quali sono secondo te gli speech dell’edizione 2023 da non perdere assolutamente?
“Quest’anno accogliamo una serie di nuovi speaker interessanti: Soroush Khanlou, per esempio, Marin Todorov, che per la prima volta viene da noi, Adam Bell di Netflix e tanti altri. Poi, dal mio punto di vista, mi fa piacere sapere che ci sono due grandi ritorni: Shai Mishali, che ormai è diventato quasi un membro del nostro team, e Krzysztof Zablocki.
Faranno due talk, uno di seguito all’altro, sulla Decomposable Architecture che è un argomento che sta iniziando ad andare molto in voga nel nostro ambito. Shai farà la prima parte, più introduttiva sull’argomento, mentre Krzysztof farà una sorta di approfondimento su come lui lo ha utilizzato in progetti di larga scala. Personalmente, sono i talk che aspetto di più di ascoltare”.
Tra gli speech da seguire ci sarà anche il tuo “A TALE OF SKELETONS AND BONES” (il 5 maggio, ore 11:30). Sappiamo che parlerai dell’“approccio di Synesthesia” su diversi progetti open source. Puoi svelarci già qualcosa?
“Si tratta di un talk che volevo preparare già da qualche anno e che riguarda un tool che abbiamo sviluppato in Synesthesia per semplificarci la vita nei progetti. Noi sostanzialmente sviluppiamo applicazioni per tanti clienti diversi e cerchiamo di impostare tutte le applicazioni che sviluppiamo partendo dalla stessa base, quella che noi di solito chiamiamo “lo scheletro” dell’applicazione. Queste applicazioni vengono poi espanse a seconda delle funzionalità che sono richieste con delle feature. Ipoteticamente possiamo pensare che queste feature siano molto simili a delle ossa, da qui il titolo del talk, una storia di scheletri e ossa, cioè come questo tool Murray ci ha aiutato a diventare più veloci all’interno dei nostri progetti, meglio e in maniera più efficiente”.
E questo tool è open source?
“È open source, su GitHub sul nostro account di Synesthesia in versione 3.0 ed è disponibile per chiunque lo voglia utilizzare. Cercherò di spiegarvi meglio a cosa serve e come si usa”.
Le occasioni in cui un’intera community si raduna nello stesso posto per parlare di Swift non sono tantissime. I partecipanti potranno toccare con mano soluzioni adottate da grandi professionisti, approfondendo i casi di successo di grandi aziende e imparando ad applicare soluzioni Apple all’interno delle loro realtà. Quanto è importante secondo te un evento come Swift Heroes per uno sviluppatore?
“Secondo me è fondamentale. Io ti posso raccontare quella che è stata la mia esperienza da quando ho cominciato ad andare a delle conferenze dal vivo, anche prima che esistesse Swift Heroes.
In quelle occasioni ho capito che condividere, conoscere nuove persone, parlare e scambiarsi idee su quella che è la nostra quotidianità e il lavoro di tutti i giorni è veramente troppo importante e ha un valore inestimabile.
Durante queste conferenze, inoltre, ho conosciuto persone che sono diventate nel tempo o dei miei carissimi amici o nostri dipendenti, perché qualcuno è poi anche venuto a lavorare con noi. È un’occasione, quindi, da non perdere. D’altronde essendo due giorni le occasioni crescono in maniera esponenziale.
Poi i talk che proponiamo sono importanti tanto quanto le pause caffè. A volte, si impara di più da una pausa caffè con la persona giusta che da un talk in sala. Quello che consiglio sempre di fare alle conferenze è di non sottovalutare mai le pause caffè. Poi siamo in Italia, e si sa, la pausa caffè è d’obbligo”.
Quindi è consigliato a chi cerca delle informazioni, ma anche a chi cerca lavoro o cerca nuovi stimoli?
“Sicuramente sì. Normalmente in questo tipo di eventi sono presenti molte aziende che cercano sviluppatori. Anche noi di Synesthesia saremo presenti lì con il nostro stand in cerca di nuove persone da portare nel nostro team. Vi aspettiamo numerosi!”
Hai messo insieme delle cose fondamentali per uno sviluppatore, per un progettista. Grazie Stefano e in bocca al lupo!
“Grazie a te, ci vediamo a Swift Heroes!”
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Quello che “dicono di noi” i nostri smartwatch
I dispositivi indossabili che utilizziamo ogni giorno semplificano molti aspetti della nostra vita quotidiana, ma per farlo devono raccogliere grandi quantità di dati anche sensibili.
Prendiamo in considerazione, per esempio, i dati sanitari (che costituiscono, inoltre, una categoria di dati definiti “sensibili” e per cui è necessario un grado di protezione ancora maggiore) raccolti dagli smartwatch per contare i passi e monitorare il battito cardiaco. Il tracciato che rappresenta questo dato viene registrato, entrando così a far parte del “patrimonio” di dati a disposizione di giganti del digitale come Google o Apple, per i quali i dati degli utenti costituiscono una fonte molto preziosa di ricchezza.
In un’intervista risalente del 4 marzo 2021, Pasquale Stanzione, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, ha evidenziato un ulteriore aspetto di rischio collegato proprio ai dati sensibili: “alcuni smartwatch idonei alla rilevazione biometrica possono, poi, rivelare le reazioni emotive dell’utente alla visione di determinate immagini. Il controllo cui ci esponiamo può superare, dunque, persino la dimensione corporea e attingere al pensiero, condannandoci a vere e proprie “servitù volontarie”.
I dati raccolti possono dire di noi molto di più di quello che potremmo immaginare. Una semplice app per contare i passi potrebbe rivelare anche i nostri stati d’animo, cosa influenza le nostre emozioni nell’arco della giornata e non semplicemente quante calorie abbiamo bruciato. È evidente che questo tema è un punto di attenzione di cui tutti gli utenti dovrebbero essere adeguatamente informati al fine di poter scegliere sui dispositivi le impostazioni meno invasive per la privacy.
I Ray-Ban Stories “invadono” la privacy?
Il problema della privacy è rappresentato dall’app che collega gli occhiali a Facebook: dopo che un utente scatta foto e registra video, può caricarli in modalità wireless su Facebook View e, successivamente, può decidere se condividere i contenuti sui suoi social network o salvarli nel rullino del telefono senza passare tramite app. Dunque, tutti i dati biometrici presenti nelle immagini, sia dell’utente stesso sia di terzi ripresi senza saperlo, sono caricati sull’app di Facebook. In teoria, per tutelare la privacy, quando è in corso la registrazione si accende una spia luminosa sugli occhiali, avvisando le persone che sono state fotografate o filmate. Ma, secondo il parere di molti, l’indicatore si noterebbe solo da vicino, impedendo così ai terzi di accorgersi di esser stati ripresi.
Secondo l’informativa sulla privacy aggiuntiva per l’utilizzo di Facebook View, la società dichiara che i contenuti rimarranno archiviati negli occhiali fino a quando non saranno caricati nell’app dall’utente. Inoltre, raccoglieranno i metadati relativi ai contenuti, come data e ora di creazione, e tutte le informazioni del dispositivo raccolte tramite cookie, pixel e dati di utilizzo. Le condizioni d’uso dell’app indicano la licenza concessa a Facebook e include i contenuti condivisi, pubblicati o caricati dall’utente su Facebook View. Questo implica, ovviamente, che Facebook riceva l’autorizzazione dell’utente per poter memorizzare, copiare e condividere i contenuti sulla piattaforma.
Che cosa significa dunque innovare nel rispetto del GDPR?
Se da un lato la tecnologia ha sempre più bisogno di dati per progredire, dall’altro gli utenti hanno bisogno di una tecnologia che garantisca loro una maggiore tutela della privacy. Per difenderci dall’esponenziale dispersione dei nostri dati non ci resta che avvalerci della tecnologia stessa, perché alla base del GDPR ci sarà sempre la chiara e irremovibile volontà di proteggere i nostri dati personali.
Per rispondere ai numerosi dubbi sulla questione, il Garante per la protezione dei dati personali ha richiesto all’Autorità Garante irlandese (DPC- Data Protection Commission, competente in quanto la sede europea di Facebook si trova in Irlanda) maggiori chiarimenti riguardo alla base giuridica secondo la quale Facebook tratterà i dati personali degli utenti e le misure per tutelare le persone riprese occasionalmente. Il social network ha deciso di avviare alcune iniziative con l’obiettivo di responsabilizzare tutti i cittadini che acquisteranno gli occhiali. L’Autorità, intanto si riserva di valutare l’efficacia delle proposte operative che saranno presentate.
Non ci resta che attendere per verificare gli ulteriori sviluppi della vicenda.
Synesthesia collabora con Smart Flow, digital experience company italiana che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
L’evento: tante conferme e un’interessante sorpresa: molte cose previste e qualche sorpresa interessante
Se ne parlava ormai da settimane: per l’evento del 14 settembre erano attesi quattro nuovi iPhone 13 e la settima generazione di Apple Watch, ma Apple ha spiazzato tutti i pronostici della vigilia presentando anche l’iPad di ultima generazione e iPad Mini 6. Più prodotti di quanti ne fossero attesi, dunque. Un vero effetto a sorpresa per tutti gli appassionati del mondo Apple che hanno seguito con attenzione l’evento in streaming.
Semplicità del design, forme più arrotondate e sottili, processori più performanti, fotocamere con standard elevatissimi, attenzione ai dettagli. Scopriamo insieme la nuova linea dei prodotti Apple per il mondo mobile.
Le quattro versioni dell’iPhone 13

Il dispositivo più atteso dell’evento è stato certamente l’iPhone 13. La presentazione del nuovo smartphone ha confermato tutte le indiscrezioni che nei giorni precedenti erano circolate. Come è accaduto per versioni precedenti, anche la nuova generazione di iPhone prevede 4 configurazioni: oltre a quella tradizionale (con schermo da 6,1″), troviamo una versione Mini (da 5,7″), un iPhone 13 Pro (con batteria maggiorata del 20% e una Gpu 5-core aggiuntiva) e un Pro Max che, oltre a essere più potente, unisce lo schermo da 6,7″. Il nuovo dispositivo porta con sé ulteriori miglioramenti anche per quanto riguarda le fotocamere, con standard innalzato fino a 12 megapixel e sensori da f/1,6 (grandangolare e f/2,4) che consentono di catturare più luce. Per quanto riguarda il design, il nuovo iPhone 13 è molto simile a quello del 2020, con il notch (una parte dello schermo che ospita la fotocamera frontale e Face ID) più piccolo del 20%.
“L’iPhone più “pro” di sempre

“Questo è l’iPhone più ‘pro’ di sempre”, con queste parole Tim Cook ha presentato le due versioni di punta di iPhone, il 13 e il 13 Pro Max.
Le evoluzioni introdotte sono tante. I nuovi modelli hanno un sistema di camere molto più evoluto e presentano una batteria che ha una durata maggiore. Le tre fotocamere posteriori (un teleobiettivo, una ultra-grandangolare e una grandangolare) sono state ottimizzate per il funzionamento con iOS 15 e sono basate sul nuovo processore ISP del chip A15 Bionic. Anche per quanto riguarda questo modello è presente una tecnologia di stabilizzazione evoluta delle immagini, mentre per quanto riguarda lo scatto notturno la funzionalità è stata estesa su tutte le lenti. Tra le tante novità presenti nel nuovo modello, degna di nota sono i miglioramenti per quanto riguarda la fotografia macro: il nuovo sensore ultra-angolare può scattare foto con distanza focale ravvicinata.
In arrivo ci sono anche gli stili fotografici, che consentono agli utenti di portare su ogni immagine le proprie preferenze, applicando così alle diverse parti della foto le stesse regolazioni. L’altra importante novità si chiama ProRes, cioè un codec video professionale che offre una maggiore fedeltà cromatica con una compressione minore.
Novità anche per quanto riguarda il display che è un Super Retina XDR con tecnologia ProMotion: per la prima volta su iPhone questa tecnologia permette un aggiornamento dello schermo dai 10Hz fino ai 120Hz per immagini e scroll sempre più fluidi nel rispetto della batteria.
Tutti i prodotti saranno disponibili dal 24. I colori sono quattro: grafite, oro, argento e Azzurro Sierra. In Italia l’iPhone 13 Pro ha un prezzo di partenza di 1.189 euro mentre il prezzo dell’iPhone 13 Pro Max parte da 1.289 euro.
Non solo iPhone 13
Oltre ai quattro modelli di iPhone hanno fatto la loro apparizione a sorpresa anche il nuovo iPad e l’iPad Mini 6 che non erano pronosticati nelle anticipazioni della vigilia.
Il nuovo iPad

Il nuovo iPad di nona generazione è quello più economico. Ha un chip A13 Bionic con Neural Engine e stando alle previsioni sarebbe più veloce del 20% rispetto alla sua versione precedente. Miglioramenti in vista sono previsti anche per quanto riguarda l’apparato fotografico (sia posteriore che anteriore) grazie a una fotografia ultra-grandangolare da 12 megapixel. Grazie a questi miglioramenti sarà possibile usufruire della funzionalità Center Stage (già presente su iPad Pro). Questa funzione durante le videochiamate consente di mantenere sempre chi sta parlando (che sia una persona o un gruppo) al centro dell’inquadratura. Il nuovo iPad ha un display True Tone da 10,2” di tipo Retina e arriverà con il nuovo sistema operativo iPad OS 15. Sarà disponibile dal 24 settembre nelle versioni grigio siderale e argento. Gli iPad supporteranno anche la Apple pencil.
Prezzo di partenza 389 euro (nella versione wi-fi), mentre il modello da 64 giga con connettività cellulare ha un costo di 529 euro.
L’iPad Mini 6

Non solo l’iPad tradizionale, ma anche la nuova generazione di pratici iPad Mini, forse la vera notivtà di questo evento La nuova versione sarà ben dieci volte più veloce del suo predecessore e avrà una batteria molto più performante. Il suo display Liquid Retina da 8,3” è in grado di garantire una luminosità da 500 nits e il design sarà molto simile a quello dell’iPhone (con bordi molto sottili e angoli smussati).
Gli iPad Mini manterranno l’amato TouchID incastonato nel tasto sul lato superiore per il riconoscimento biometrico sul tasto di accensione (come per l’iPad Air). La sua fotocamera posteriore è da 12 megapixel con apertura f/1,8, tecnologia Focus Pixels, smart hdr, video 4k e true tone flash. Sono disponibili ben 4 colori (rosa, galassia, viola, grigio siderale). IPad Mini è un device tutto nuovo che si va a inserire in modo più deciso tra iPad e iPhone come device di riferimento soprattutto per i professionisti, che vedono comparire finalmente anche l’abilitazione per la Apple pencil di II generazione.
Il prezzo di partenza in Italia è di 559 euro (per quanto riguarda il modello Wi-fi) e 729 euro (per quello con connettività cellulare). Entrambi i modelli saranno disponibili dal 24 settembre.
Apple Watch 7

Come già avevano annunciato i rumors, il design dei nuovi Apple Watch Series 7 non è stato rivoluzionato. Tutte le novità più significative riguardano il display (di tipo retina), in grado di contenere il 50% di testo in più rispetto alla passata generazione. La cornice più sottile arriva fino a 1,7 mm per massimizzare l’area dedicata allo schermo. I pulsanti virtuali sono più grandi e il display offre il 70% in più di luminosità in always-on.
La batteria dura 18 ore e carica il 30% più velocemente tramite usb type-c. Durante la cerimonia di presentazione sono state citate le versioni Hermes e Nike. Al momento non vi sono informazioni sulla disponibilità e sui prezzi in Italia. Quello che sappiamo, però, è che negli Stati Uniti i prezzi partono da 399 dollari.
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Immagini fonte: Apple.