Federica e Anas, oggi siete Software Engineer in Belka. La vostra storia è legata al mondo di React Native. Ricordate quando tutto questo ha avuto inizio?
Federica: “Ho conosciuto React Native proprio in Synesthesia! È stato il primo linguaggio che ho usato per lavoro e mi ha incuriosito molto poter sviluppare applicazioni sia per Android sia per iOS con una sola codebase. Ho visto subito l’enorme potenzialità di questo framework e le analogie con React mi hanno portata a sviluppare sia su web sia su mobile”.
Anas: “Tutto cominciò due anni fa quando durante le vacanze di Natale decisi un po’ per gioco di imparare questo framework. Pensavo che mi sarebbe bastato seguire qualche video su YouTube. Ovviamente non è così che funziona, allora decisi di iscrivermi al Frontend Master e di seguire il corso di Kadi Kraman. Dopo settimane di corsi ed esperimenti ho avuto l’opportunità di lavorare su un progetto vero e proprio in Belka e da lì mi sono innamorato di questo framework”.
Stiamo per inaugurare React Native Heroes. Che cosa vi aspettate da questa prima edizione?
Federica: “Sono molto contenta di incontrare altri developer a Torino che utilizzano React Native! Giusto il mese scorso siamo stati ad App.js a Cracovia, conferenza dedicata a React Native organizzata da Software Mansion ed Expo. Per React Native Heroes devo solo fare un viaggio di mezz’ora per incontrare la community e scambiare opinioni, idee e consigli con altri dev di tutta Italia”.
Anas: “Nonostante sia la prima edizione mi aspetto una grande partecipazione all’evento. Onestamente non vedo l’ora di avere l’opportunità di parlare, imparare e confrontarmi con la community italiana di React Native”.
Il vostro talk si intitola “DESIGN SYSTEMS IN REACT NATIVE: A STORYBOOK APPROACH”. Ci potete già svelare qualche anticipazione?
Federica: “Abbiamo diviso il talk in due parti: nella prima andiamo a definire cosa è un design system e il lavoro che abbiamo fatto come team per standardizzare il processo di sviluppo per questo tipo di progetti. Nella seconda andremo ad analizzare le potenzialità di Storybook e di come può essere utilizzato in React Native. Siamo molto entusiasti di portare fuori da Belka il lavoro che abbiamo fatto come team per creare uno standard da seguire per i progetti dedicati ai design system. È stata una sfida per noi e spero che il risultato che abbiamo ottenuto possa essere utile alla community per affrontare una situazione simile”.
Anas: “Racconteremo la nostra esperienza con i design system in Belka: in particolare parleremo di cosa sono, quando ha senso crearne uno per il tuo prodotto, di come abbiamo standardizzato alcuni processi e quali concetti possiamo riutilizzare dal mondo web. Ci focalizzeremo anche su Storybook e su come sia un tool fondamentale durante lo sviluppo di un design system”.
Qual è il vostro personale approccio all’utilizzo di React Native?
Federica: “Utilizzo il framework per lo sviluppo di applicazioni mobile, per Android e iOS. Dedico sempre un occhio di riguardo allo sviluppo delle interfacce e dei temi delle applicazioni e trovo molto interessante risolvere le diversità di layout tra i due sistemi operativi. Da un anno a questa parte utilizzo Expo e la mia developer experience è decisamente migliorata. Non può essere utilizzato in tutti i casi, soprattutto se l’app richiede delle funzionalità native, ma semplifica di molto lo sviluppo e i rilasci delle applicazioni negli store”.
Anas: “Al momento ho avuto l’opportunità di utilizzare React Native solo per sviluppare applicazioni per Android e iOS, però nonostante qualche limite, c’è la possibilità di creare prodotti anche per web, Windows, macOS, Android TV, tvOS e molti altri ancora. Ora che Apple ha presentato Vision Pro e visionOS sono molto curioso di sapere come questo framework si adatterà a questo tipo di interfacce”.
Come pensate che cambierà l’approccio a questo framework nel futuro?
Federica: “Sono convinta che in un futuro non troppo lontano React Native verrà usato anche per lo sviluppo web in maniera molto più semplice e con meno limitazioni rispetto ad ora. Da una sola codebase potremo creare applicazioni in due diversi ecosistemi: web e mobile. Sia Expo che React Native stanno facendo un enorme lavoro nell’ultimo anno per rendere le “universal app” una realtà”.
Anas: “Secondo me React Native sarà sempre più simile al cugino React. A tal punto che si utilizzerà senza alcuna limitazione un solo framework per entrambe le piattaforme: web e mobile. La community è molto attiva e grazie anche al grande lavoro che stanno portando avanti, credo che in futuro sia le performance sia l’ecosistema di questo framework miglioreranno esponenzialmente”.
Grazie a Federica e Anas per aver risposto alle nostre domande e per il vostro tempo. Non vediamo l’ora di vedervi in azione sul palco di React Native Heroes!
Grazie a voi!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni. Intervista a cura di Luca Greco (Copywriter di Synesthesia).
Lorenzo, la tua storia è legata a quella di React Native. Da anni sei un Senior Software Engineer in Microsoft. Ci racconti un po’ di te e del tuo percorso?
“Sono sviluppatore in Microsoft da tre anni e React Native Maintainer da cinque. Ho iniziato il mio percorso come Maintainer di React Native che ero già qui a Londra nel circuito delle startup e in quel periodo lo stavo facendo in maniera completamente volontaria fuori dall’orario di lavoro.
Successivamente, sono passato a una società di consulenza americana dove è iniziato a diventare parte integrante delle mie responsabilità, fino a quando sono entrato in Microsoft. Da questo momento in poi, ho iniziato a lavorare su React Native in modalità full time. Attualmente il mio lavoro è quello di rendere React Native il miglior tool possibile per le necessità di Microsoft e la community in generale – ed essere un Maintainer del progetto stesso mi abilita a farlo al meglio”.
Stiamo per inaugurare React Native Heroes. Che cosa ti aspetti da questa esperienza?
“Penso che sia un’ottima domanda. Io ho fatto il Politecnico a Torino e poi dopo un anno e mezzo di lavoro mi sono trasferito a Londra. Prima della pandemia, qui a Londra c’era quasi un meetup a settimana solo per JavaScript. In generale, la comunità degli sviluppatori qui era talmente attiva che una delle battute con dei miei amici era che, se uno avesse voluto sarebbe riuscito a sopravvivere di pizza ogni sera andando sempre ad un meetup diverso. A Torino invece, che io sappia, c’erano solo due piccole community. Ricordo bene che ne esisteva una che si chiamava TorinoJS.
Mi aspetto che da allora le cose siano cambiate anche un po’ qua; in questo senso questa conferenza me la immagino come l’onda di un sonar che viene inviata per capire cosa ci sia effettivamente nella comunità italiana degli sviluppatori JavaScript, React e React Native. Adesso che sono lontano è difficile capire quanto effettivamente questo software sia usato nel panorama italiano e non vedo l’ora di parlare con le altre persone alla conferenza e imparare dalle loro esperienze”.
Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo talk “THE WORK THAT YOU DON’T SEE”?
“Il mio talk nasce dal desiderio di spiegare quanto React Native non sia solo quello che uno vede al primo colpo d’occhio.
Quando ci si approccia a React Native, se uno apre la repository su GitHub, nello specchietto laterale non c’è un linguaggio dominante, ma ce ne sono addirittura sei diversi e questa complessità può intimorire. Non solo quello: di solito, quello che succede quando si fa una nuova release è che si annunciano le feature nuove, quelle più esaltanti, quelle che spingono lo sviluppatore a fare un upgrade.
Però c’è anche tutta una serie di altri processi e lavori in corso dietro le quinte e nel mio talk voglio puntare i riflettori proprio su questi avvenimenti, che sono fondamentali per la salute del progetto. È un po’ come se stessimo rifacendo le fondamenta di una casa senza che nessuno degli abitanti se ne accorga. Di tanto in tanto, secondo me, è anche importante celebrare le cose che di solito non vengono celebrate”.
Qual è l’approccio di Microsoft? Come usate il framework?
“Non c’è una risposta semplice. Microsoft ha fin da subito guardato a React Native con molto interesse e diversi team avevano cominciato a cercare di capire come utilizzarlo fin dalle prime release. A grandi linee, il concetto chiave di React Native è “uso Javascript tramite un layer intermedio per controllare e creare applicazioni native”, e questa flessibilità ha dato modo a team come quello di Skype di utilizzarlo per le loro app mobile e ormai da anni sono completamente in React Native.
In maniera “simile ma diversa” dentro Office si sono interrogati: “perché limitare questo approccio solo ad Android e iOS? Cosa ci impedisce di espanderci a Windows e macOS?” questo perché, ovviamente, la suite Office è soprattutto desktop. Proprio grazie al fatto che questo layer intermedio è componibile in applicazioni native già esistenti (io posso avere Word e aggiungere questo layer in maniera mirata per implementare una feature precisa) sono riusciti, nel corso del tempo, non solo a espandere React Native su Windows e Mac OS (nota: anche questi progetti sono disponibili su GitHub), ma anche ad aumentare i prodotti di punta con integrazioni tramite React Native, e adesso siamo al punto che più di 20 software Microsoft usano React Native in un modo o nell’altro.
Anche Windows 11 usa React Native nello Start Menu, nella raccomandazione del launcher e nei settings di sistema. La componibilità di React Native, aggiunta al fatto che è open source ed è quindi espandibile, è stata la ricetta perfetta per noi per assimilarlo in maniere diverse all’interno di tantissimi nostri software e prodotti”.
Qual è il tuo personale approccio all’utilizzo di React Native? Come pensi che cambierà l’approccio a questo framework nel futuro?
“È un po’ difficile per me avere un’opinione strettamente personale perché sono talmente coinvolto in React Native che diventa complicato definire i confini tra la mia visione del progetto e come vogliamo farlo evolvere. Quello che penso è, quindi, direttamente collegato con quello che vedo succedere. La cosa che più di tutte mi aveva affascinato di React Native era la semplicità, visuale e non, del codice. Ho sempre trovato React Native e JavaScript molto accessibili e sono convinto che sia ancora così. Non solo: secondo me non abbiamo ancora visto la forma finale di React Native – ci sono tecnologie che dopo 5 anni bene o male sono stabili; invece React è in giro da dieci anni, React Native da otto, e ancora adesso comunque stiamo costantemente rivisitando anche delle sue parti e idee fondamentali.
Si tratta di un progetto vivace con una community estremamente appassionata, proprio per via di quello di cui parlavo prima: l’accessibilità. Per fare un esempio pratico: con React Native non ti serve più un Mac da millemila euro per sviluppare applicazioni iOS, perché puoi usare servizi come Expo che ti permettono di fare le build delle tue app tramite il cloud, e poiché uno può modificare il codice JavaScript al runtime “over the air”, di colpo ti basta anche solo un browser (attraverso Expo Snack, per esempio) per scrivere il tuo codice e il tuo cellulare può diventare il “test device” della tua demo app. E, bene o male, quello stesso codice funzionerà allo stesso modo su Android!
Ma anche in ambienti corporate React Native è uno strumento che aumenta l’accessibilità. Ad esempio, uno dei miei colleghi qualche giorno fa raccontava in un talk che dentro Office c’è ancora del codice degli anni Ottanta, e quel codice è sicuramente inaccessibile: sarebbe difficile oggi assumere uno sviluppatore in grado di lavorarci. Però se aggiungi dei layer intermedi come React Native e permetti agli sviluppatori di usare JavaScript per contribuire a questi applicativi (con risultati che sono poi effettivamente nativi) di tenere vivo quel software.
In conclusione, React Native è un grande abilitatore. Non abbiamo ancora visto tutto e, secondo me, non ci annoieremo. Trovo incredibile il fatto che un software che è in giro da quasi dieci anni sia ancora così tanto “in movimento”. Tutto questo mi dà un senso di sicurezza, perché vuol dire che i problemi vengono discussi e in gran parte risolti per venire incontro alle esigenze attuali del mondo del software”.
Grazie Lorenzo, ci vediamo a React Native Heroes!
“Grazie a voi. A presto!”
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni. Intervista a cura di Luca Greco (Copywriter di Synesthesia).
Dopo il recente successo della sesta edizione di Swift Heroes, il team di Synesthesia Events è alle prese con l’organizzazione di React Native Heroes, un nuovo evento dedicato a tutti gli appassionati e alla community di sviluppatori che lavorano con il famoso framework multipiattaforma, il primo evento italiano completamente dedicato a React Native. L’evento si terrà venerdì 16 giugno 2023 al Museo dell’Automobile di Torino (MAUTO) e sarà trasmesso anche in live streaming in tutti i paesi del mondo. Durante la conferenza non mancheranno occasioni di networking e formazione grazie alla presenza di speaker internazionali e prestigiosi sponsor.
Cos’è React Native?
React Native è un framework JavaScript multipiattaforma per la scrittura di applicazioni mobile, con rendering nativo, per iOS e Android. Si basa su React, la libreria JavaScript di Facebook (Meta) per la creazione di interfacce utente. Ogni giorno React Native viene utilizzato da migliaia di sviluppatori per i loro progetti e scaricato da milioni di utenti.
Questo framework si distingue dagli altri perché utilizza componenti nativi invece di componenti web come blocchi predefiniti: gli sviluppatori possono, così, realizzare applicazioni per smartphone e tablet per un pubblico molto più ampio, con una notevole riduzione dei tempi di sviluppo. Poiché la maggior parte del codice scritto può essere condiviso tra le varie piattaforme, React Native rende facile lo sviluppo simultaneo per Android e iOS e non solo: questo linguaggio, infatti, è molto versatile e ha il potenziale per essere ampliato anche alle future piattaforme.
Dopo il successo di Swift Heroes, Synesthesia Events dà vita a React Native Heroes
A guidare l’evento il team di Synesthesia Events, divisione eventi di Synesthesia ideatrice del format, nata per creare eventi digitali e ibridi con un’elevata componente di interazione con il pubblico. Dopo droidcon Italy, Swift Heroes e Flutter Heroes, React Native Heroes si conferma il nuovo evento che completa la line up di conferenze dedicate agli sviluppatori mobile.
Come racconta Francesco Ronchi (Presidente e Founder di Synesthesia):
“In Synesthesia utilizziamo React Native da molti anni e ritengo che sia una piattaforma molto matura e completa. Credo che sia importante condividere le best practice in modo tale da poter davvero sfruttare questa piattaforma al meglio. Siamo entusiasti del lancio di React Native Heroes perché ritengo che la piattaforma abbia un grande potenziale e questa sarà una grande occasione per discutere sulle grandi potenzialità di questo strumento. React Native Heroes completa il nostro consolidato portafoglio di eventi. Ora posso dire in tutta onestà che ci occupiamo delle piattaforme e degli strumenti più importanti per gli sviluppatori di oggi”.
Qualche anticipazione sull’evento
La presenza agli eventi cresce sempre di più, sia a livello nazionale che internazionale: si prevedono per questa prima edizione circa 150 persone in presenza e oltre 250 collegate da diverse parti del mondo. React Native Heroes si svolgerà a Torino presso il Museo Nazionale dell’Automobile (MAUTO), la location che accoglie ogni anno decine di eventi anche di matrice internazionale, non solo dedicati al mondo automotive.
Attualmente ci troviamo nella fase di massima attività per l’organizzazione dell’evento: il team di Synesthesia Events sta pianificando ogni singolo dettaglio per creare un’esperienza coinvolgente, avvincente e memorabile per tutti i partecipanti, sia in presenza sia a distanza.
Come racconta Enrico Beraldo (Academy & Events Director):
“La prima edizione di un evento ha sempre qualcosa di speciale. È stato lo stesso anche per droidcon Italy, Swift Heroes e Flutter Heroes. Per organizzare eventi di successo è necessario lavorare con un team affiatato, altamente qualificato e di grande esperienza. È proprio a loro che voglio dedicare i grandi risultati raggiunti finora. React Native Heroes rappresenta per Synesthesia Events una sfida bellissima. Ci aspettiamo una grande partecipazione. La condivisione sul palco del Mauto di esperienze e case study raccontate da esperti internazionali sarà di grandissimo valore formativo per tutti. Non mancheranno, poi, i momenti di networking e di confronto agli stand e nella venue. Noi siamo pronti e non vediamo l’ora che tutto questo abbia inizio”.
Gli speaker
Tra gli speakers finora confermati, Lorenzo Sciandra (Senior Software Engineer di Microsoft) che presenterà il talk dal titolo “The Work That You Don’t See”, che ci aiuterà a capire il funzionamento di React Native e cosa aspettarsi per il futuro. Parteciperanno anche Tomasz Sapeta (Software Engineer per Software Mansion) e Federica Vacca (Software Engineer per Belka).
I partner
Ringraziamo, poi, gli sponsor per aver scelto di supportare la prima edizione di React Native Heroes: la loro presenza e il loro contributo saranno fondamentali per rendere questo evento un successo straordinario. Prime Sponsor dell’evento, Accenture è tra i primi ad aver supportato l’iniziativa. Partecipano attivamente a sostegno della kermesse anche Wibo, la piattaforma nata per innovare l’esperienza della formazione in azienda; 4Dem, il servizio all-in-one che ci aiuta a gestire l’intero funnel di digital marketing, Quaerys e molti altri.
React Native Heroes ti aspetta il 16 giugno! I biglietti sono in vendita, con una opzione straordinaria per chi legge questo post del synblog.
Solo fino al 25 maggio hai diritto al 20% di sconto inserendo questo codice: ReactBonus2023
La sesta edizione di Swift Heroes è alle porte. Che cosa dobbiamo aspettarci?
“Siamo già arrivati alla sesta? Mi sembra incredibile. Sicuramente torniamo in presenza, come l’anno scorso. Tutto questo è molto bello. Ci aspettiamo il solito Swift Heroes: un sacco di gente, tanti speaker di livello e contenuti interessantissimi. SwiftUI la farà da padrone quest’anno. Poi ci saranno un sacco di mie domande scomode agli speaker dopo i loro interventi, ovviamente! Tanto cibo, momenti di svago e poi la community con gli sviluppatori Swift”.
Durante queste due giornate i talk previsti toccheranno argomenti che sono oggetto di forte interesse per la community degli sviluppatori iOS. Dal palco del MAUTO si alterneranno prestigiosi speaker internazionali. Stefano, quali sono secondo te gli speech dell’edizione 2023 da non perdere assolutamente?
“Quest’anno accogliamo una serie di nuovi speaker interessanti: Soroush Khanlou, per esempio, Marin Todorov, che per la prima volta viene da noi, Adam Bell di Netflix e tanti altri. Poi, dal mio punto di vista, mi fa piacere sapere che ci sono due grandi ritorni: Shai Mishali, che ormai è diventato quasi un membro del nostro team, e Krzysztof Zablocki.
Faranno due talk, uno di seguito all’altro, sulla Decomposable Architecture che è un argomento che sta iniziando ad andare molto in voga nel nostro ambito. Shai farà la prima parte, più introduttiva sull’argomento, mentre Krzysztof farà una sorta di approfondimento su come lui lo ha utilizzato in progetti di larga scala. Personalmente, sono i talk che aspetto di più di ascoltare”.
Tra gli speech da seguire ci sarà anche il tuo “A TALE OF SKELETONS AND BONES” (il 5 maggio, ore 11:30). Sappiamo che parlerai dell’“approccio di Synesthesia” su diversi progetti open source. Puoi svelarci già qualcosa?
“Si tratta di un talk che volevo preparare già da qualche anno e che riguarda un tool che abbiamo sviluppato in Synesthesia per semplificarci la vita nei progetti. Noi sostanzialmente sviluppiamo applicazioni per tanti clienti diversi e cerchiamo di impostare tutte le applicazioni che sviluppiamo partendo dalla stessa base, quella che noi di solito chiamiamo “lo scheletro” dell’applicazione. Queste applicazioni vengono poi espanse a seconda delle funzionalità che sono richieste con delle feature. Ipoteticamente possiamo pensare che queste feature siano molto simili a delle ossa, da qui il titolo del talk, una storia di scheletri e ossa, cioè come questo tool Murray ci ha aiutato a diventare più veloci all’interno dei nostri progetti, meglio e in maniera più efficiente”.
E questo tool è open source?
“È open source, su GitHub sul nostro account di Synesthesia in versione 3.0 ed è disponibile per chiunque lo voglia utilizzare. Cercherò di spiegarvi meglio a cosa serve e come si usa”.
Le occasioni in cui un’intera community si raduna nello stesso posto per parlare di Swift non sono tantissime. I partecipanti potranno toccare con mano soluzioni adottate da grandi professionisti, approfondendo i casi di successo di grandi aziende e imparando ad applicare soluzioni Apple all’interno delle loro realtà. Quanto è importante secondo te un evento come Swift Heroes per uno sviluppatore?
“Secondo me è fondamentale. Io ti posso raccontare quella che è stata la mia esperienza da quando ho cominciato ad andare a delle conferenze dal vivo, anche prima che esistesse Swift Heroes.
In quelle occasioni ho capito che condividere, conoscere nuove persone, parlare e scambiarsi idee su quella che è la nostra quotidianità e il lavoro di tutti i giorni è veramente troppo importante e ha un valore inestimabile.
Durante queste conferenze, inoltre, ho conosciuto persone che sono diventate nel tempo o dei miei carissimi amici o nostri dipendenti, perché qualcuno è poi anche venuto a lavorare con noi. È un’occasione, quindi, da non perdere. D’altronde essendo due giorni le occasioni crescono in maniera esponenziale.
Poi i talk che proponiamo sono importanti tanto quanto le pause caffè. A volte, si impara di più da una pausa caffè con la persona giusta che da un talk in sala. Quello che consiglio sempre di fare alle conferenze è di non sottovalutare mai le pause caffè. Poi siamo in Italia, e si sa, la pausa caffè è d’obbligo”.
Quindi è consigliato a chi cerca delle informazioni, ma anche a chi cerca lavoro o cerca nuovi stimoli?
“Sicuramente sì. Normalmente in questo tipo di eventi sono presenti molte aziende che cercano sviluppatori. Anche noi di Synesthesia saremo presenti lì con il nostro stand in cerca di nuove persone da portare nel nostro team. Vi aspettiamo numerosi!”
Hai messo insieme delle cose fondamentali per uno sviluppatore, per un progettista. Grazie Stefano e in bocca al lupo!
“Grazie a te, ci vediamo a Swift Heroes!”
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
L’evento
Swift Heroes è nato nel 2018 con l’idea di realizzare una conferenza dedicata al linguaggio di programmazione Swift, utilizzato per produrre e implementare applicazioni dell’ecosistema iOS. Synesthesia, da sempre, ha cercato di anticipare i trend del settore, ma soprattutto, con l’arrivo di Swift Heroes, ha voluto evidenziare maggiormente il suo ruolo come player autorevole nel mondo dello sviluppo delle applicazioni mobile, anche nella componente legata alla divulgazione scientifica e tecnologica.
“In quel periodo eravamo gli unici in Italia a trattare temi tecnologici in maniera così tecnica e verticale. Oltre a Swift Heroes organizziamo infatti anche droidcon Italy, la conferenza dedicata al mondo Android, e recentemente abbiamo realizzato anche Flutter Heroes, con l’obiettivo di aumentare sempre più la presenza di eventi in cui appassionati e addetti ai lavori possano ritrovarsi per discutere e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e aumentare così le loro conoscenze sul campo”. (Riccardo Recalchi, CEO di Synesthesia).
Grazie a eventi come quelli firmati da Synesthesia, i partecipanti possono conoscere le ultimissime soluzioni adottate dai grandi esperti del settore, entrando nel vivo dei casi di successo di grandi aziende, in un clima semplice e volutamente informale, in cui il business cammina di pari passo con le passioni degli addetti ai lavori, delle giovani generazioni e dei grandi esperti anche di calibro internazionale.
Il Comitato tecnico
I talk che vengono presentati effettivamente sul palco rappresentano solamente una piccola parte di quelli che ogni anno il Comitato tecnico di Swift Heroes analizza e seleziona. Solo le presentazioni migliori, più originali e interessanti vengono presentate alla community.
Il lavoro del Comitato segue un processo che richiede elevate competenze e molto tempo: diversi mesi prima dell’evento vengono aperte al pubblico le ormai note “Call4Papers”; successivamente, il comitato seleziona gli/le speaker e i loro talk sulla base di diversi parametri, per esempio:
- utilità per il pubblico;
- originalità e novità dell’argomento scelto;
- esperienza e competenza dello speaker nel settore;
- se il talk è stato (o meno) già presentato in altre conferenze;
- creatività della proposta.
Tutto questo, ovviamente, viene fatto per fornire ai partecipanti delle presentazioni sempre di altissimo livello e di qualità.
Qualche anticipazione su Swift Heroes 2023: i preparativi
Anche quest’anno Swift Heroes si svolgerà a Torino presso il Museo Nazionale dell’Automobile (MAUTO). In questo momento siamo nel pieno dei lavori per l’organizzazione: il team Synesthesia Events guidato da Enrico Beraldo (Academy & Events Director) sta pianificando ogni singolo particolare per fare in modo che tutti i partecipanti, in presenza e a distanza, possano vivere un’esperienza immersiva e coinvolgente.
Questa edizione si annuncia già come una delle più ricche e interessanti degli ultimi anni: moltissimi gli esperti Swift coinvolti, tra cui Krzysztof Zablocki (Swift Engineer, The Browser Company), Marin Todorov (Software Engineer, Apple Platforms), Elina Semenko (Software Engineer, EPAM Systems), Shai Mishali (Senior iOS Tech Lead, monday.com) e molti altri. L’agenda con tutti gli speaker che presenteranno i loro talk è ufficialmente online ed è in continuo aggiornamento.
Gli sponsor: confermata la presenza di Accenture
A testimoniare il successo di Swift Heroes anche la presenza di un prime sponsor d’eccezione come Accenture, che anche per il 2023 ha confermato da subito la sua presenza. Nell’attesa di ulteriori novità, vengono confermati quest’anno come feature sponsor Glassfy e COMELIT.
L’internazionalità di Swift Heroes: un fenomeno in costante crescita
Negli ultimi anni la presenza internazionale è aumentata molto: oltre il 40% dei partecipanti proviene da paesi europei ed extra UE. Tra i principali paesi di provenienza troviamo Germania e Inghilterra (6%), Romania e Polonia (4%), oltre a Francia e Spagna (3%). Questo fenomeno rappresenta per l’evento un considerevole valore aggiunto e il fiore all’occhiello di Swift Heroes.
Come ci spiega Enrico Beraldo:
“Per noi è molto importante che un evento come questo in Italia stia diventando il punto di riferimento anche per la community internazionale. Quest’anno si prevede che oltre l’85% degli speaker presenti all’evento saranno internazionali, di cui circa il 20% extra UE.
Un fattore molto importante è sicuramente quello della diversity & inclusion, raggiunto anche grazie all’enorme presenza non solo fisica, ma anche digitale. La natura ibrida dei nostri eventi è fondamentale, perché permette di accrescere sempre più la presenza internazionale e la partecipazione di un pubblico più ampio. Il nostro obiettivo è quindi rendere le conferenze adatte a tutti i tipi di spettatori indipendentemente dalle limitazioni fisiche, in gran parte oggi superate grazie al digitale e all’edizione ibrida”.
Synesthesia per il sociale
L’organizzazione della sesta edizione di Swift Heroes, così come tutti gli altri eventi del 2023 made in Synesthesia, avrà anche un impatto a livello sociale: come è già accaduto con il recente Flutter Heroes, per ogni biglietto venduto sarà devoluto € 1 in favore di EMERGENCY.
Swift Heroes ti aspetta il 4 e 5 maggio!
Non perderti i prossimi aggiornamenti: segui il canale Telegram ufficiale di Swift Heroes per rimanere informato sull’evento più amato dagli sviluppatori Apple e ricevere in tempo reale gli annunci relativi agli speaker e all’agenda.
Fabiola qual è il tuo ruolo in Synesthesia?
“In Synesthesia ho il ruolo di QA Manager, mi occupo cioè della definizione di standard e processi utili a supportare la realizzazione di progetti qualitativamente superiori e maggiormente ottimizzati dal punto di vista delle procedure. Mi reputo una QA manager atipica. In passato ho sviluppato codice (per ben 18 anni). Poi, mi sono appassionata a tutto quello che riguarda la qualità del software e ho capito che senza una definizione di un processo e un controllo della qualità la vita del team e il prodotto non saranno mai eccellenti. La mia “missione” è, quindi, diffondere questo concetto. Le 4 parole chiave che meglio lo descrivono sono: processo, requisito, automatismo, testing”.
Che cosa fa esattamente un/a QA manager?
“Il QA manager è il punto di riferimento per tutto il team: dalla definizione del requisito al supporto del team di sviluppo, dalla gestione del team di QA alla validazione del prodotto finale. L’obiettivo? Consegnare un prodotto o un servizio di altissima qualità. Il lavoro di un QA manager prevede la definizione di politiche e procedure per il controllo della qualità, la supervisione dell’attuazione di tali politiche e l’identificazione delle aree in cui è possibile migliorare.
In particolare, tra le mie responsabilità c’è la definizione degli standard di qualità e dei processi di controllo qualità, la formazione del team, l’individuazione e l’eliminazione delle cause di eventuali problemi di qualità. Mi assicuro, inoltre, che il team sia in grado di rispettare le procedure e i processi. Per garantire che la qualità sia integrata in tutti gli aspetti del prodotto consegnato, sono sempre attiva nelle fasi di controllo e collaboro con tutto il team”.
A chi consiglieresti questo lavoro?
“A chi sviluppa da anni e vuole migliorare la gestione dei progetti e la qualità di vita del proprio team. Ma anche a chi ama l’ordine e fa caso ai dettagli. Lo consiglierei anche a coloro che preferiscono automatizzare perché è necessario comprendere che l’errore umano è statisticamente frequente”.
Ci parli del tuo team di lavoro? Qual è la vostra giornata tipo?
Il mio team di lavoro è composto per ora da quattro persone: Alessandro, Claudio, Emanuele e Davide. Il gruppo di lavoro prevede figure con differenti soft skills e con esperienze diverse. Questo per noi rappresenta un valore aggiunto perché consente a tutte/i di essere preparati su più fronti: dal testing manuale all’automation. Siamo tutte/i intercambiabili.
Ogni mattina, i componenti del team partecipano ai daily meeting per condividere il lavoro svolto, dopodiché si testano i progetti assegnati. Per ogni progetto su cui lavoriamo scriviamo un test-plan, che permette a ogni componente del team di sapere cosa deve testare. Questo approccio ci offre importanti vantaggi. Uno su tutti: diversi punti di vista sono in grado di riscontrare più bug rispetto a una persona sola che testa sempre la stessa feature”.
Scendiamo un po’ nel dettaglio. Quali sono i servizi che offre Synesthesia ai suoi clienti in materia di QA?
“Seguire processi di qualità e mantenere standard elevati nel tempo è molto importante per le aziende. Synesthesia è coinvolta direttamente in queste pratiche che permettono di garantire e migliorare la qualità dei suoi prodotti. Nel nostro approccio consulenziale e metodologico alla Quality Assurance, portiamo avanti le seguenti attività:
- Continuous integration (CI)
- Testing of separate modules / components
- Integration Testing
- System Testing
- Acceptance Testing
- Static Analysis of source code (es. Sonarqube)
- Static Application Security Testing
- Manual testing (es. Browserstack + real device)
- Azure devops Test-plans
- Internal report generation
In generale applichiamo un nostro metodo, che ha diversi processi e metodologie al suo interno”.
Puoi parlarci di questo metodo? Come si applica ai diversi progetti?
“Il metodo che utilizziamo è stato raffinato nel tempo e consiste nella definizione condivisa di standard e processi. I nostri QA fanno parte del team fin dall’inizio del progetto su cui si sta lavorando, per seguire al meglio ogni passaggio. Nel metodo Synesthesia contempliamo:
- Una forte attenzione per i dettagli, con un occhio molto attento alla qualità.
- Il rispetto dei fondamenti della qualità come, per esempio, saper scrivere un criterio di accettazione è importante al fine di definire la DoD (Definition of Done) del requisito. Partendo dal criterio di accettazione si riescono a scrivere i Test plan che sono un punto di riferimento per i tester.
- La simulazione dell’esperienza dell’utente e per farlo è necessario avere un occhio non tecnico, in grado di simulare l’esperienza dell’utente e offrire una visione esterna, riportando ogni tipo di anomalia e aprendo segnalazioni laddove esistano delle discrepanze rispetto alle aspettative.
- Il testing “fuori dagli schemi” con cui proviamo a fare azioni inusuali, che potrebbero generare errori o malfunzionamenti.
È importante focalizzarsi sui test “negativi” che di solito sono poco considerati. Questo accade quando un utente esegue un’azione sbagliata su un’applicazione come, per esempio, quando nei campi di testo non viene inserito nessun valore e viene premuto comunque “invia”, oppure quando si inseriscono valori non consentiti. Non seguire il normale flusso positivo, quindi, ma cercare di stressare l’applicazione digitale con utilizzi inusuali”.
Qual è il valore aggiunto per i clienti di Synesthesia?
“Grazie all’applicazione del nostro metodo è possibile mettere in comunicazione più persone, anche con esperienze diverse tra loro e tutte finalizzate (cliente) compreso alla realizzazione del miglior prodotto possibile. Questo iter garantisce una generazione continua di informazioni. Non è possibile assicurare un prodotto o un servizio privo di bug, ma possiamo certamente migliorare il risultato e i processi in gioco, in una fase continua e ininterrotta di cambiamenti e miglioramenti, imparando sia dai fallimenti sia dai successi”.
Quali sono i vantaggi più evidenti per il cliente?
“Sicuramente ottenere un prodotto o un servizio che non solo ha una maggior qualità dal punto di vista tecnico, ma che sia basato anche sui migliori standard di sviluppo presenti al momento. Questo garantisce al cliente un maggiore livello di scalabilità del software per accogliere nuove funzionalità. Grazie alla separazione dei moduli del software, inoltre, la sua manutenzione risulta essere meno onerosa perché permette di individuare e conseguente di risolvere facilmente eventuali problemi con estrema facilità. Tra i vantaggi vorrei, infine, aggiungere anche la corretta procedura di raccolta dei requisiti e la loro organizzazione che consente di descrivere il progetto in ogni sua parte tecnico-funzionale”.
Vuoi saperne di più su quello che facciamo? Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo felici di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
Il programma internazionale dei Flutter Festival, la serie di eventi promossi da Google in diverse città del mondo per favorire il networking e lo scambio di competenze tra le diverse community di developer che gravitano intorno al famoso framework Flutter, ritorna per il secondo anno consecutivo in Italia. Il Flutter Festival si terrà tra febbraio e aprile 2023 e Flutter Heroes, è uno degli appuntamenti più attesi, tanto da essere una delle poche conferenze internazionali direttamente supportate da Flutter, che è anche il Main Sponsor dell’evento.
L’edizione di quest’anno si terrà a Torino, il 24 febbraio, presso il prestigioso Museo dell’ Automobile, in modalità ibrida (in presenza e on line). Sarà il primo evento della ricchissima agenda di appuntamenti tecnologici, che si susseguiranno da febbraio a novembre 2023, proposti da Synesthesia attraverso il team dedicato Synesthesia Events. Tra gli eventi organizzati sia in forma digitale sia in forma ibrida ricordiamo droidcon Italy, dedicata al mondo Android e Swift Heroes, dedicata ai developer per iOS.
Con “Flutter by Google” come main sponsor, l’ intenso programma di Flutter Heroes proporrà interventi in grado di coinvolgere i partecipanti da tutto il mondo attraverso esempi concreti e aggiornamenti del framework open-source a marchio Google. Grazie al contributo di noti speaker internazionali tra cui Teresa WU (VP of Software Engineering and GDE Flutter/ Dart, JP Morgan Chase), Marco Facco (Flutter Developer, NTT Data) e molti altri provenienti da tutti i continenti, saranno molti i temi affrontati. Dai trend del momento legati all’ architettura, al testing, al full stack development utilizzando Dart Frog, l’agenda di Flutter Heroes 2023 è pronta a condividere con i partecipanti tutte le novità sul framework open source che ha rappresentato uno spartiacque nella realizzazione di applicazioni.
Visto il successo della scorsa edizione, gli organizzatori hanno deciso di aumentare gli interventi e saranno quindi disponibili 2 serie di talk in parallelo, che troveranno spazio nelle sale all’interno di una location mozzafiato, il Museo dell’Automobile di Torino. Un successo e un richiamo internazionale confermato da un pubblico di partecipanti già iscritti raddoppiato rispetto all’edizione 2022, dalle 20 community partner della tech conference e dal numero di sponsor che hanno deciso di supportare la kermesse.
Oltre al supporto ufficiale di Flutter, la seconda edizione di Flutter Heroes sarà sostenuta infatti da importanti aziende, come NTT Data, Accenture, Zapp e Glassfy. Flutter Heroes si candida ad essere uno degli appuntamenti più importanti dal punto di vista tecnologico italiano e la scelta di Torino come città di riferimento non è casuale.
Il capoluogo piemontese è da sempre un luogo d’eccellenza dove le nuove tecnologie e le innovazioni prendono forma attirando l’attenzione di un pubblico molto ampio e interessati, anche di tipo internazionale.
“Nel mondo il numero dei developer che utilizzano Flutter è in continua crescita e sono ormai molte le piattaforme e le realtà che utilizzano questo linguaggio di programmazione così versatile. Synesthesia è molto attenta a questo trend ed è orgogliosa di riportare in Italia l’evento internazionale dedicato al mondo Flutter. Da anni organizziamo eventi internazionali per gli sviluppatori iOS e Android. Vogliamo mettere a disposizione tutte le migliori competenze organizzative e tecnologie per realizzare un evento che sia un’occasione unica per tutti i partecipanti di scambiarsi reciprocamente conoscenze e “segreti del mestiere”, afferma Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia).
Cosa è Flutter e perché è diventato così importante?
Arrivato alla prima versione stabile a fine 2018, Flutter si è collocato come una rivoluzione nei framework per realizzare app multipiattaforma, basandosi su un approccio differente dalle altre soluzioni. Mentre i competitor si basavano sull’utilizzo di un linguaggio unico per generare interfacce native (React Native, Xamarin) o web-based (Cordova, Ionic), Flutter ha puntato su un Engine grafico che permette di disegnare ogni singolo pixel a schermo indipendentemente dalla piattaforma sottostante. Un approccio più simile a quello di un game-engine rispetto alle soluzioni degli altri framework per sviluppo di app. Con un linguaggio di programmazione moderno (dart) e una curva di apprendimento non particolarmente ripida, Flutter è diventato una facile adozione da parte degli sviluppatori.
L’ottima documentazione, declinata in vari modi e scritta sia per neofiti sia per chi arriva da altre piattaforme e la community particolarmente attiva, ne ha decretato una crescita rapidissima. La scelta di scrivere UI in modo dichiarativo anziché imperativo è un altro punto di forza di Flutter, che rispecchia le tendenze degli ultimi anni visibili anche in ambito nativo (Jetpack Compose e Swift UI ad esempio).
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Stella polare per la community globale che opera attraverso il sistema operativo di casa Google, droidcon Italy è pronta ad aprire le porte della sua nona edizione e lo fa in modalità ibrida. Il 6 e 7 ottobre 2022 presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e in diretta streaming, la kermesse dedicata alle novità e sfide del development per Android si riconferma come un’occasione unica di formazione, condivisione e networking. Per la prima volta, inoltre, gli studenti e gli junior developer potranno partecipare gratuitamente all’evento nella giornata a loro dedicata del 5 ottobre, incontrando le aziende sponsor e conoscere dal vivo le opportunità di carriera.
droidcon Italy 2022 sarà Carbon Neutral
L’evento, targato Synesthesia – digital experience company torinese, per l’edizione 2022 non si è limitato al consolidato programma di speech di alto livello ma si è spinto verso una dimensione più “umana”, più sostenibile. Droidcon Italy sarà infatti tra le prime tech conference a essere Carbon Neutral e a ridurre quindi l’impatto ambientale che anche le conferenze tecnologiche comportano. Grazie al partner @Up2You, verranno calcolate le emissioni di CO₂ non riducibili prodotte dall’evento e che saranno neutralizzate con progetti certificati secondo i più alti standard internazionali, Verified Carbon Standard e Gold Standard. Per ogni chilogrammo di CO₂ prodotto dall’evento, altrettanta CO₂ sarà catturata, andando così ad azzerare l’impatto dell’evento. Tramite un codice personale, tutti gli invitati potranno partecipare attivamente a questa iniziativa, scegliendo quale progetto di Up2You sostenere.
Il programma
La sostenibilità e un programma intenso, con prestigiosi speaker collegati da ogni angolo del pianeta e in presenza presso la suggestiva location del Mauto, fanno di Droidcon Italy un evento ricco di spunti di riflessione, confronto e occasioni di business. Un appuntamento imperdibile e che trova nel keynote di apertura la chiave di lettura dell’intera kermesse. Sarà Laurence Moroney, AI Lead at Google, a dare il benvenuto a più di 300 partecipanti live e ai 400 collegati da remoto attraverso uno speech interamente dedicato all’AI e al Machine Learning, alle opportunità che queste offrono agli sviluppatori e cosa Google sta facendo per rendere più semplice l’inserimento in ogni toolbox degli sviluppatori Android.
Grazie poi al contributo di oltre 30 speaker professionisti tra cui Ayushi Gupta di Zalando, Marco Gomiero di TIER, Gerard Paligot di Decathlon, Pietro Maggi di Google e molti altri, i temi trattati durante la due giorni di evento saranno diversi e toccheranno vari aspetti tra cui Kotlin e Compose ma anche testing, design, security e tutte le novità del sistema operativo di casa Google.
A guidare l’evento è Advento.live, la divisione eventi di Synesthesia, nata per creare eventi digitali e ibridi con un’elevata componente di interazione con il pubblico.
Enrico Beraldo, Advento.live Director e Synesthesia Head of Events, specifica che:
“Siamo emozionati dal ritorno live di droidcon Italy dopo 40 mesi di assenza. La doppia formula con la quale abbiamo strutturato l’evento, ovvero l’esperienza dal vivo e ibrida, sta suscitando interesse nella community di sviluppatori che va oltre le più rosee aspettative. Non vediamo l’ora di accogliere tutti i partecipanti alla nuova edizione dell’evento più importante per gli esperti del settore”.
droidcon Italy 2022: i partner
La conferma del successo di droidcon Italy arriva anche dai partner di spicco presenti all’evento: Telepass digital riafferma il suo supporto alla kermesse diventando Main Sponsor della conference, mentre Subito, Empatica, Bitrise, Prima, DMA Group e Zebra affiancano Droidcon Italy come Prime Sponsors. Riconferme e nuove sponsorship rappresentano non solo la volontà di informare e informarsi sui cambiamenti e le possibilità date dal sistema operativo di Google, ma soprattutto la volontà di riconoscere il valore che droidcon Italy da nove anni porta all’interno del panorama internazionale di settore.
La nona edizione di droidcon Italy ha tutte le carte in regola per essere, ancora una volta, il format più apprezzato tra gli sviluppatori Android, grazie al know how del team impegnato nella sua realizzazione, all’attenzione costante verso le tendenze e al focus sulla community che da sempre rappresenta la base fondante del successo della kermesse.
droidcon vi aspetta il 6 e il 7 ottobre!
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La decisione del Garante della privacy in Italia
Come abbiamo già avuto occasione di analizzare nel nostro precedente articolo “Google Analytics e GDPR: i rischi per gli utenti dell’UE”, la questione del trattamento dei dati da parte della nota azienda americana ha attirato l’attenzione di numerose Autorità Garanti di diversi paesi Europei.
Le garanzie, infatti, previste dalle leggi americane in questo ambito sono molto più deboli e meno “protettive” nei confronti dei titolari dei dati, rispetto a quelle previste dalle normative europee e dal GDPR. Con il comunicato del 23 giugno 2022, il Garante della privacy italiana ha espresso un punto critico già sollevato da molti utenti e Autorità anche in altri Paesi Europei. Si legge che:
“il Garante ha evidenziato, in particolare, la possibilità, per le Autorità governative e le agenzie di intelligence statunitensi, di accedere ai dati personali trasferiti senza le dovute garanzie, rilevando al riguardo che, alla luce delle indicazioni fornite dall’EDPB (Raccomandazione n. 1/2020 del 18 giugno 2021), le misure che integrano gli strumenti di trasferimento adottate da Google non garantiscono, allo stato, un livello adeguato di protezione dei dati personali degli utenti”.
La nota del nostro Garante è molto chiara e si colloca perfettamente in linea con la precedente decisione dell’Autorità austriaca che aveva dichiarato, a sua volta, che le “clausole contrattuali standard firmate dalle parti (nel caso di specie il gestore di un sito austriaco e Google) non offrono un livello di protezione adeguato” rispetto alle norme previste dal Regolamento Europeo per protezione dei dati personali.
A seguito di questa decisione, dunque, è evidente che i gestori di siti web in Italia dovranno fare a meno dei servizi finora offerti da Google Analytics.
L’Autorità italiana, infatti, ha stabilito un termine di 90 giorni entro il quale
“tutti i titolari del trattamento sono tenuti a verificare la conformità delle modalità di utilizzo di cookie e altri strumenti di tracciamento utilizzati sui propri siti web, con particolare attenzione a Google Analytics e ad altri servizi analoghi, con la normativa in materia di protezione dei dati personali”.
Allo scadere di questo periodo, l’Autorità Garante si riserva di verificare la conformità al Regolamento Europeo dei soggetti interessati e, in caso di esito negativo, di procedere con le sanzioni previste dalle normative applicabili.
Gli effetti negativi che simili decisioni producono anche sulle stesse attività di Google non sono difficili da immaginare. È probabile, infatti, che con il susseguirsi di queste restrizioni da parte delle Autorità europee, la stessa azienda americana proceda presto con modifiche ai suoi standard di sicurezza per essere in linea con le disposizioni del GDPR.
Un’altra strada potrebbe anche essere quella per cui Stati Uniti e Unione Europea scelgano di modificare i propri accordi in materia di privacy e protezione dati in modo da facilitare le attività delle aziende che operano in questo settore.
Possibili strade alternative: Matomo
I servizi offerti da Google Analytics costituiscono oggi una fonte di informazioni essenziale per tantissime aziende in Italia e in Europa.
Per questo motivo occorre trovare soluzioni alternative che consentano ai soggetti interessati di continuare a usufruire di tutti i vantaggi e i servizi che Analytics ha sempre fornito.
Una di queste soluzioni è Matomo: un software libero open source grazie al quale i gestori di siti web possono ottenere report dettagliati e in tempo reale sui visitatori, sui motori di ricerca utilizzati di questi ultimi, sulle parole chiave cercate, sulla lingua e anche sulle pagine di maggiore interesse.
Le funzionalità del software sono estendibili e personalizzabili secondo le esigenze dell’utilizzatore con la semplice installazione di un plugin. In questo modo si migliora ulteriormente la compliance con le specifiche normative sulla privacy e sulla tutela dei dati.
Un elemento molto importante, infine, che differenzia Matomo da Google Analytics è il fatto che questo software si installa sul server del gestore/owner del sito web e di conseguenza i dati sul traffico sono memorizzati nel proprio database e non vengono trasferiti in paesi terzi.
Grazie all’esperienza maturata sul campo e alla professionalità dei nostri team, in Synesthesia siamo in grado di mettere a disposizione dei nostri clienti nuove soluzioni come Matomo, per far fronte nel modo migliore alle esigenze di ogni progetto. Contattaci! Saremo contenti di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
Come partecipare a Open House Torino 2022?
La maggior parte degli edifici storici, case private, spazi solitamente inaccessibili saranno visitabili liberamente, con accesso in ordine di arrivo negli orari di apertura. Solo per un ristretto gruppo di luoghi segnalati sul programma sarà necessaria la prenotazione online.
Tutte le persone che entreranno negli edifici dovranno essere registrate sulla web app di Open House Torino realizzata da Synesthesia (questa la guida completa alla registrazione).
In seguito, i visitatori riceveranno un codice personale, da esibire attraverso il proprio smartphone all’ingresso di ogni visita. Da oggi, 7 giugno, ore 20:00, sono aperte le prenotazioni.
Gli account creati nel 2021 saranno ancora validi. È consigliabile comunque accedere al proprio profilo per controllare che tutti i dati siano corretti.
Quali sono le tappe da non perdere?
L’edizione di quest’anno sarà più ricca del solito: oltre 120 luoghi, edifici storici e pionieristici saranno visitabili da visitatori provenienti da tutto il mondo. Ecco qualche piccola anticipazione.
Grande curiosità e interesse destano sicuramente le Gallerie d’Italia, la nuovissima sede espositiva di Intesa Sanpaolo situata nello storico Palazzo Turinetti di piazza San Carlo. Lì dove un tempo c’erano i caveau dell’istituto, ora troviamo bellissimi spazi sotterranei destinati alle mostre.
Per gli amanti dell’innovazione, segnaliamo l’Innovation Square Center, vincitore del concorso di Fondazione per l’Architettura / Torino. L’edificio, voluto dal gruppo automotive SIGIT è la sede di un polo di sviluppo e ricerca che ospita più realtà del settore che collaborano tra loro per puntare all’industria 4.0.
Tra gli edifici architettonici più fantascientifici e all’avanguardia di questa quinta edizione di Open House troviamo sicuramente le Cartiere Burgo (San Mauro Torinese) di Niemeyer, uno dei più grandi progettisti moderni. La struttura circolare si appoggia al terreno come una navicella futuristica a più piani. L’effetto è sensazionale.
Non mancheranno gli edifici sostenibili come Casa Hollywood (dotato di serre verdi bioclimatiche), Molecular Biotechnology Center – MBC (con un meraviglioso giardino posto al suo interno cortile) e il 25 Verde (un intero condominio concepito come una vera e propria foresta abitabile).
Non solo innovazione e sostenibilità tra le tappe del programma, ma anche tanta tradizione e storia con molti luoghi simbolo ricchi di fascino e mistero, come per esempio San Pietro in Vincoli, un antico cimitero del ‘700 divenuto ora un teatro, l’Archivio Tipografico, uno spazio unico dove la tradizione,lo studio e la pratica delle arti tipografiche sono custodite come un tesoro e l’Area Archeologica Pietro Micca (Rivellino degli Invalidi), una nuova sezione delle fortificazioni della Cittadella di Torino risalenti al Seicento.
Ovviamente le tappe qui elencate rappresentano solo una minima parte di quelle presenti all’interno del ricchissimo programma di quest’anno. Scegliere quale luogo visitare sarà davvero difficile. È possibile consultare la mappa-programma di Open House 2022 (con gli ultimi aggiornamenti) nella sua versione digitale qui.
Anche quest’anno Synesthesia è partner tecnologico di Open House Torino
Oggi grazie alla tecnologia è possibile realizzare percorsi di fruizione e di condivisione culturale sempre più accessibili. In fondo il compito del digitale è soprattutto questo. Dal 2019 Synesthesia è partner tecnologico di Open House: il nostro contributo è la app per la registrazione e prenotazione.
Siamo orgogliosi di contribuire ogni anno, grazie alle nostre competenze, alla realizzazione di questa straordinaria manifestazione che apre le porte di luoghi solitamente inaccessibili (alcuni del tutto sconosciuti) ai torinesi, ai semplici curiosi e ai turisti provenienti da tutto il mondo che hanno il desiderio di scoprire le meraviglie più nascoste del nostro territorio. Buon Open House Torino 2022 a tutti!
Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti, sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.