Cos’è il Digital Services Act (DSA)

Il DSA è una regolamentazione completa che mira a supervisionare gli intermediari online per proteggere i consumatori e garantire trasparenza.

Si applica a: 

  1. servizi di intermediazione che offrono infrastrutture di rete (come i fornitori di accesso a internet e i registrar di nomi di dominio);
  2. servizi di hosting (come i servizi di cloud e web hosting);
  3. piattaforme online che collegano venditori e consumatori (come gli app store);
  4. alcune piattaforme online molto grandi e motori di ricerca (identificati qui).

Gli obblighi di conformità previsti dal DSA aumentano in base alla categoria di intermediario. 

Secondo l’Articolo 30 del DSA, i fornitori di piattaforme online hanno l’obbligo di ottenere e divulgare determinate informazioni sugli operatori commerciali presenti sulle loro piattaforme che offrono prodotti o servizi ai consumatori nell’UE.

conformità

Nello specifico, le piattaforme online devono:

L’Articolo 31 richiede, inoltre, che le piattaforme online progettino le loro interfacce in modo tale che questi operatori possano fornire nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi email. Dal momento che Apple, per esempio, è una piattaforma online coperta dal DSA, deve conformarsi a questi requisiti per tutti gli “operatori commerciali” che offrono app nel suo App Store (un obbligo analogo esiste per il Play Store Android di Google).

Chi si qualifica come “operatore commerciale” o “trader” secondo il DSA?

Il termine operatore commerciale secondo il DSA deriva dal diritto di protezione dei consumatori dell’UE, in particolare dalla Direttiva 2005/29/EC, che definisce un operatore commerciale come qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce per fini connessi alla propria attività commerciale, artigianale o professionale. Questo include anche coloro che agiscono per conto di un altro operatore commerciale. In generale, il concetto è progettato per distinguere gli individui che agiscono in capacità non commerciale dagli operatori commerciali che sono impegnati in attività commerciali e soggetti alle leggi sulle pratiche commerciali scorrette.

La Commissione Europea ha affrontato l’interpretazione di questo termine nelle sue linee guida sulla Direttiva, notando che deve essere effettuata una valutazione caso per caso per determinare se un individuo o un’organizzazione si qualifica come operatore commerciale. A tal fine, le linee guida fanno riferimento ai criteri forniti nella sentenza Kamenova.

In quel caso, un individuo aveva pubblicato otto annunci online per vari beni nuovi e usati. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il semplice intento di generare profitto o la pubblicazione di più annunci non classificano automaticamente una persona come operatore commerciale. Devono essere considerati vari criteri non esaustivi e non esclusivi:

  1. Mira al profitto – Il venditore cerca di ottenere un profitto? Questo include il ricevere un compenso per agire per conto di un altro operatore commerciale.
  2. Frequenza e volume delle transazioni – Quante transazioni effettua il venditore e con quale frequenza?
  3. Fatturato delle vendite – Qual è il fatturato totale delle vendite del venditore?
  4. Rivendita di prodotti – Il venditore acquista prodotti per rivenderli?
  5. Registrazione IVA – Il venditore è registrato per l’IVA?
  6. Attività di vendita organizzata – Le vendite sono condotte in modo organizzato?
  7. Status legale per attività commerciali – Il venditore ha uno status legale che gli consente di svolgere attività commerciali?
  8. Tipo e valore dei beni – I beni sono simili per tipo e valore e l’offerta è concentrata su pochi prodotti?
  9. Competenza tecnica – Il venditore possiede conoscenze tecniche sui prodotti che gli conferiscono un vantaggio rispetto ai consumatori?
  10. Regolarità dell’attività di rivendita – La rivendita dei beni è un’attività regolare e frequente per il venditore?

Implicazioni per gli sviluppatori di app in ambito DSA

Se dunque desideri pubblicare la tua app su uno store (Apple App Store o Android Google Play) e sei un operatore commerciale secondo la definizione del DSA, Apple e Google avranno bisogno di alcune informazioni da parte tua, come nome, indirizzo e dettagli di contatto. Essi verificheranno l’accuratezza di queste informazioni e successivamente divulgheranno i tuoi contatti ai consumatori per garantire trasparenza e conformità.

DSA

Ecco alcuni punti chiave da considerare per determinare se sei un operatore commerciale secondo il DSA:

Tieni presente che il concetto di operatore commerciale è ampio: è molto probabile che una azienda o un individuo che sviluppa (per sé o per terzi) e/o pubblica una o più App sullo store, traendone direttamente o indirettamente profitto, si qualifichi come “trader” (operatore commerciale).

L’unica conseguenza di questo è l’obbligo di fornire ad Apple o Google le informazioni di contatto necessarie e di conformarti al DSA. L’obiettivo di questa trasparenza è avvantaggiare i consumatori e aiutare a mantenere la fiducia nel mercato digitale.

Auto-designarsi come operatore commerciale non comporta ulteriori obblighi sotto il DSA per lo sviluppatore di app (dato che il DSA regola gli intermediari), ma riconosce che l’app è soggetta e deve rispettare le leggi commerciali generali dell’UE.

Per ulteriori dettagli su come queste normative possano applicarsi specificamente alla tua situazione, contatta il team di Synesthesia, che potrà fornirti indicazioni dettagliate su come comportarti per valutare il tuo status di operatore commerciale, e su come adempiere alle operazioni necessarie sugli store.

Synesthesia è una digital experience company: la sua area Synesthesia Technologies realizza mobile app e soluzioni digitali complete.

droidcon Italy: un compleanno speciale

É un compleanno speciale quello di droidcon Italy, che spegne quest’anno le sue prime 10 candeline. Un traguardo eccezionale per quella che è diventata la conferenza di riferimento per i developer del mondo Android. Ancora una volta, l’evento si terrà in modalità ibrida, con sessioni in diretta dal Museo Nazionale dell’Automobile (MAUTO) di Torino e online, nei giorni 12 e 13 ottobre 2023. Questa edizione speciale promette di essere un’esperienza coinvolgente e unica per gli appassionati delle tecnologie mobile Google e gli sviluppatori di tutto il mondo. Organizzata per la prima volta nel 2014, droidcon Italy ha sempre rappresentato un’opportunità unica per gli sviluppatori di entrare in contatto con le ultime innovazioni e le migliori pratiche del settore, con un’attenzione particolare all’ecosistema Android e alle tecnologie mobile Google. Questa decima edizione è l’occasione per celebrare il lungo percorso di crescita e sviluppo della conferenza.

Il programma

L’evento, targato  Synesthesia Events – digital experience company torinese,  per l’edizione 2023 è pronto ad accogliere i partecipanti con tante novità e sorprese che renderanno unica la partecipazione alla conference. Grazie a un programma intenso con prestigiosi speaker collegati da ogni angolo del pianeta e in presenza, droidcon Italy sarà occasione per nuovi spunti di riflessione, confronto e occasioni di business. Un appuntamento imperdibile con oltre 30 speaker professionisti tra cui Jamie Adkins (Android Developer di Deliveroo), Andrè Oriani (Principal Software Engineer di WalMart), Diana Sambonì (Mobile Software Engineering Lead di Trivago) e molti altri anche appartenenti al mondo mobile, i quali toccheranno diversi  aspetti  e tutte le novità  del sistema operativo di  casa Google.

Le parole di Enrico Beraldo

A guidare l’evento è Synesthesia Events, la divisione eventi di Synesthesia, nata per creare eventi digitali e ibridi con un’elevata componente di interazione con il pubblico.

Enrico Beraldo, Synesthesia Events Director, specifica che:

“Siamo emozionati per la decima edizione di droidcon Italy. Si tratta di un traguardo molto importante reso possibile solo dall’impegno di tutto il team e dal riconoscimento ormai consolidato della community che da anni ci segue.  Non vediamo l’ora di accogliere tutti i partecipanti alla nuova edizione dell’evento più importante per gli esperti del settore. Quest’anno sarà presente anche un Community Village per tutti le community partner che nel corso degli anni sono cresciute e che rappresentano un valore grandissimo”.

Partner e sponsor

La conferma del successo di droidcon Italy arriva anche dai partner di spicco presenti all’evento: Telepass digital, Subito, NTT Data  e Synesthesia affermano  il pieno supporto alla kermesse come Prime Sponsor, seguiti da altre importanti realtà nel ruolo di Feature e Supporting sponsors. Riconferme e nuove sponsorship rappresentano non solo la volontà di informare e informarsi sui cambiamenti e le possibilità date dal sistema operativo di Google, ma soprattutto la volontà di riconoscere il valore che droidcon Italy da dieci anni porta all’interno del panorama internazionale di settore.

Che cosa dobbiamo aspettarci? 

La decima edizione di droidcon Italy ha tutte le carte in regola per essere, ancora una volta, il format più apprezzato tra gli sviluppatori Android, grazie al know how del team impegnato nella sua realizzazione, all’attenzione costante verso le tendenze e al focus sulla community che da sempre rappresenta la base fondante del successo della kermesse.

droidcon vi aspetta il 12 e il 13 ottobre!

Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.

Cosa significherà per Apple? 

Thierry Breton, il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, ha incontrato lo scorso 26 settembre l’attuale CEO di Apple, Tim Cook, per discutere del Digital Market Act e per comunicargli gli effetti che la normativa avrà sulle big tech. Abbiamo già affrontato nell’articolo “Digital market act: la nuova frontiera della regolamentazione digitale” quello che comporta la nuova normativa europea , in ambito di dati e privacy, con notevoli ripercussioni per i grandi player della tecnologia mondiale.

Sono state, infatti, introdotte una serie di regolamentazioni e di limiti per le piattaforme che di fatto oggi controllano il mercato globale.

L’Unione Europea non si è fermata a questo, Thierry Breton ha infatti personalmente invitato Apple ad aprire ai concorrenti il suo “ecosistema” e in particolare l’App Store. Il commissario europeo ha affermato:

“Il prossimo compito di Apple e delle altre Big Tech, ai sensi del DMA, è quello di aprire le porte alle aziende concorrenti. Che si tratti di servizi come il portafoglio elettronico, i browser o gli app store. I consumatori che utilizzano un iPhone di Apple dovrebbero poter beneficiare di servizi competitivi da parte di più fornitori”.

L’azienda di Cupertino dovrà, inoltre, permettere la vendita dei propri prodotti non più solo nei propri store, ma anche in altri negozi digitali. E questo per Apple rappresenta la fine o quasi del suo business model, almeno per il mondo app. Il DMA risulta essere quindi una grande problematica per il colosso americano, che aveva già provato a opporsi all’inserimento di alcune piattaforme nella lista dei gatekeeper. 

Apple ha cercato di ribadire come questa nuova apertura sia pericolosa, in quanto renderebbe molto più difficile mantenere la sicurezza e la privacy, soprattutto perché significherebbe per l ‘utente finale essere più esposto a possibili software malevoli. Fondamentalmente Apple dall’avvio delle attività mobile non ha mai considerato il sideloading, ovvero la possibilità di installare app da fonti diverse rispetto al proprio app store, in quanto potrebbe compromettere in modo significativo la sicurezza e la privacy dell’utente

Nonostante questo, Breton ha voluto precisare la posizione dell’Unione Europea e la fermezza con cui saranno compiuti i prossimi passi precisando però che l’azione normativa è volta a

“promuovere l’innovazione, senza compromettere la sicurezza e la privacy.”

Cosa significa per le aziende?

Questa decisione rappresenta un passo significativo nel promuovere una competizione equa e sostenere l’innovazione. Nel futuro quindi, salvo colpi di scena, i competitor avranno la possibilità di accedere e integrare i loro servizi nell’ecosistema Apple, offrendo una maggiore varietà di scelte agli utenti e migliorando complessivamente l’esperienza di utilizzo.

L’Unione Europea, con questa nuova politica, mira a favorire una sana concorrenza che porterà inevitabilmente a un aumento dell’innovazione e a un miglioramento dei prodotti e dei servizi offerti. Questa decisione evidenzia l’impegno dell’UE nel creare un mercato digitale equo e competitivo.

Siamo fiduciosi che questa apertura favorirà un ambiente più vibrante e dinamico nel settore tecnologico, con un beneficio sia per le aziende sia per i consumatori. Vi terremo aggiornati su ulteriori sviluppi in questo ambito.


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Come è nata HeyGen? 

Nel novembre del 2020 a Los Angeles Joshua Xu e Wayne Liang fondano Movio, che in poco tempo diventerà HeyGen, una piattaforma di video digitali che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare video professionali con avatar estremamente realistici. Con questa piattaforma si può trasformare uno script in un video parlato, utilizzando oltre 300 voci e diverse lingue, scegliendo uno dei 100 avatar AI, proposti dalla piattaforma, che si differenziano per età, etnia e pose.  

Come possiamo utilizzare HeyGen?

Utilizzare HeyGen per la generazione di video significa avere una piattaforma molto completa, con molte funzionalità. Grazie al suo utilizzo possiamo generare: 

A chi è rivolta questa piattaforma?

HeyGen potenzialmente è uno strumento molto interessante per molte aziende e organizzazioni. Per le startup, in fase di crescita, per pubblicizzare prodotti e servizi o anche solamente per comunicare l’identità del brand, la storia dietro l’azienda, con costi nettamente più bassi di una produzione tradizionale.

Per le aziende già avviate ha le potenzialità per diventare uno  strumento molto semplice e economicamente conveniente per rafforzare la propria immagine e popolarità. I content creator potranno tramite la piattaforma creare molti più contenuti, in diverse lingue, con molta più facilità e rapidità; mentre gli educatori potranno creare video solo partendo dallo script delle loro lezioni, senza dover registrare in prima persona ogni lezione.

In sostanza HeyGen risulta essere uno strumento rivoluzionario, con un’interfaccia molto semplice e intuitiva, facile da usare, anche per chi non ha competenze nel settore, sia di tipo informatico sia di montaggio audio-video.

Ma quali sono le funzioni principali?

Le principali funzionalità sono:

  1. Text to Speech
  2. AI Avatars
  3. Custom Avatars
  4. Generative Outfit
  5. Voice Cloning
  6. TalkingPhoto
  7. Templates
  8. Zapier Integration
  9. ScriptGen AI

Andiamo a scoprirle nel dettaglio.

TEXT TO SPEECH

Questa funzionalità serve per trasformare un testo scritto in parole, scegliendo la voce che si vuole (tra più di 300 varianti) e la lingua. È anche garantita la possibilità di aggiungere momenti di pausa, regolare l’accento e l’intonazione, per generare un video realistico.. 

AI AVATARS 

Per la creazione del nostro video possiamo scegliere ovviamente chi sarà a recitare il nostro copione; la piattaforma fornisce più di 100 avatar di diversa etnia ed età;si possono, inoltre, scegliere gli avatar in base alle pose che hanno, per dare maggior realismo al video. 

CUSTOM AVATARS 

Con HeyGen possiamo creare il nostro avatar: con un fondale verde e una telecamera, basterà riprendersi mentre si recita il discorso, farlo esaminare dalla piattaforma e, una volta che questa darà l’approvazione, il nostro avatar appena creato potrà essere usato per la generazione di qualunque video, con qualunque testo o in qualunque lingua. 

GENERATIVE OUTFIT 

Ogni avatar dovrà ovviamente avere l’outfit adatto in base al video da generare, per questo la piattaforma ci fornisce diverse categorie di abbigliamento, da quelle formali a quelle informali, o se queste non ci convincono, ci dà la possibilità di generare un abbigliamento specifico, descrivendo quale tipologia di vestiti si desiderano. Non sempre questi sembreranno effettivamente realistici, ma in ogni caso questa feature risulta molto interessante. 

VOICE CLONING 

Nel momento in cui abbiamo generato un video con il nostro avatar, il discorso potrà essere cambiato e tradotto in tutte le lingue disponibili nella piattaforma (al momento: Inglese, Tedesco, Polacco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Hindi). 

TALKING PHOTO 

HeyGen ci dà anche la possibilità di far “parlare” una foto, creando i movimenti della bocca e del viso in generale: è quindi capace di prendere una foto statica e renderla un video dinamico e animato. 

TEMPLATES

Sono disponibili più di 300 template, alcuni anche animati e c’è sempre la possibilità di creare il proprio, personalizzato in base allo scopo per il quale è stato pensato. 

ZAPIER INTEGRATION 

HeyGen, grazie all’integrazione con Zapier (piattaforma che permette di automatizzare il lavoro grazie all’integrazione di altre app), dà la possibilità all’utente di collegare alla piattaforma oltre 5000 app, come, per esempio, software per la gestione di progetti, o social media, per creare continuità nel lavoro. 

CRIPTGEN AI 

Con HeyGen possiamo anche chiedere direttamente alla piattaforma di creare uno script per i nostri video, in base all’argomento, la funzione del video, la lingua e altre informazioni.

Ci sono alternative a HeyGen? 

Oggi i contenuti video sono fondamentali per le aziende: oltre l’80% del traffico online risulta essere traffico video, oggi la tipologia di contenuto preferito dalla maggior parte degli utenti. L’AI in questo settore è fondamentale per le imprese, ma la produzione tradizionale di video risulta essere ancora molto costosa. Al contrario la creazione di video con i generatori AI è sempre più accessibile e conveniente.

 Sono state create tante piattaforme, negli ultimi anni, che offrono questa tipologia di servizi, tra le quali, per esempio, Pictory che consente di creare video di alta qualità, in base allo script scelto, di modificare quelli già creati, se necessario, e di creare video condivisibili (molto utile quindi per aziende con più persone che lavorano a uno stesso progetto).

Un’altra piattaforma molto interessante è Synthesys basata sulla tecnologia Synthesys Text-to-Video, per trasformare gli script in presentazioni multimediali dinamiche. Con essa possiamo, inoltre, generare video da uno script scegliendo il nostro avatar e la nostra lingua. Esistono altre piattaforme che possono essere utilizzate per scopi simili, con diversi livelli di velocità, semplicità ed efficacia. Tra queste: Deepbrain Ai, InVideo, VEED, Colossyan e Elai.io.

Scenari futuri: come cambia il nostro modo di comunicare con l’avvento di HeyGen 

HeyGen ha registrato una rapida ascesa in soli nove mesi sul mercato (dopo il suo lancio), con un tasso di crescita mensile del 50%. Ci troviamo davanti a una grande innovazione per il mondo tecnologico che potrebbe impattare in diversi ambiti: 

In sostanza sicuramente è una tecnologia che porterà a dei cambiamenti con sé, sia positivi che negativi, sarà il quanto e il come verrà effettivamente usata (come sempre) a fare la differenza. 


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Tutte le novità di IOS 17 per iPhone

Dopo l’ultima uscita dell’iPhone 15, Apple ha lanciato l’aggiornamento del sistema operativo iOS 17, disponibile in tutto il mondo e su tutti gli iPhone compatibili, ovvero:

iPhone 15, iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max, iPhone 15 Plus iPhone 14, iPhone 14 Plus, iPhone 14 Pro, iPhone 14 Pro Max, iPhone 13, iPhone 13 Mini, iPhone 13 Pro, iPhone 13 Pro Max; iPhone 12, iPhone 12 Mini, iPhone 12 Pro e iPhone 12 Pro Max; iPhone 11, iPhone 11 Pro e 11 Pro Max; iPhone Xs, Xs Max, iPhone Xr e iPhone SE modello 2020.

Vi anticipiamo già che non c’è nessuna rivoluzione nel nuovo OS, ma importanti perfezionamenti in grado di rendere l’utilizzo dell’iPhone molto più semplice e coinvolgente per l’utente. 

E per IPadOS 17? 

Le più importanti novità, invece, per quanto riguarda l’iPad hanno a che fare con la schermata di blocco, che avrà nuove opzioni disponibili per essere personalizzata, per fornire all’utente la possibilità di sfruttare in modo completo il display e inserire i propri widget, che diventano anch’essi interattivi. 

Il nuovo sistema operativo utilizza il machine learning per identificare i campi di testo dei  PDF per modificarli direttamente. Anche le funzionalità dell’app “Note” sono state ampliate: grazie ai nuovi aggiornamenti, infatti, sarà possibile lavorare anche su PDF in condivisione con altri utenti. Alcune funzioni disponibili per l’iPad coincidono con quelle già affrontate per quanto riguarda l’iPhone, come per esempio le mappe offline. 

Gli iPad compatibili al nuovo sistema operativo sono:

iPad Pro 12,9″ (2ª generazione e successive), iPad Pro 10,5″ e 11″ (1ª generazione e successive), iPad Air (3ª generazione e successive), iPad (6ª generazione e successive), iPad mini (5ª generazione e successive)

WatchOS 10: widget orizzontali e non solo 

Anche il sistema operativo dell’Apple Watch viene aggiornato con WatchOS 10: maggiori informazioni visualizzate contemporaneamente e un’interazione più immediata. La novità più importante in arrivo, infatti, riguarda il sistema di widget orizzontali che compaiono nella parte bassa dello schermo facendo ruotare la corona presente sul lato di Apple Watch. Così facendo è possibile avere le informazioni importanti disponibili in ogni momento scorrendo da una scheda e l’altra. La scelta dei widget avviene in automatico da un sistema di intelligenza artificiale, ma è possibile modificare manualmente la disposizione di un widget preferito: i widget che compariranno all’utente nei diversi momenti della giornata saranno dinamici e rilevanti in base al contesto e al momento della giornata, grazie alla rotazione del Digital Crown. 

Tutte le funzioni delle app native sono state potenziate: l’app “Salute”, per esempio, diventa più efficiente per il monitoraggio quotidiano, sia della salute fisica sia mentale: offre sessioni di respirazione guidata più personalizzate, aiutando gli utenti a rilassarsi e a ridurre lo stress.

Gli Apple Watch compatibili sono:

Apple Watch Series 4, Apple Watch Series 5, Apple Watch SE, Apple Watch Series 6, Apple Watch Series 7, Apple Watch Series 8, Apple Watch Ultra.

In conclusione

La linea tracciata da Apple con gli aggiornamenti è piuttosto chiara ed è coerente con quanto fatto finora. Anche quest’anno, le nostre aspettative non sono state deluse. Nessuna rivoluzione eclatante, ma importanti miglioramenti e tante funzionalità introdotte in grado di rendere ogni giorno quello che facciamo più semplice.


Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti, sviluppa applicazioni mobile all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre come all’interno di questa pagina dedicata.

Com’è nata questa idea? Da quali presupposti e considerazioni parte questa ricerca?

“L’idea nasce da una semplicissima considerazione: quando leggiamo un testo, spesso ci sono parole che ci risultano essere o troppo specifiche e quindi magari incomprensibili, o troppo generiche, e quindi poco informative e in un certo senso inutili o comunque inappropriate. Immaginate una ricetta di cucina in cui le istruzioni ci dicono di aggiungere “della polvere bianca” all’impasto. Ecco, una descrizione così generica non aiuta certo a creare un buon prodotto finale. Se poi la ricetta prevedesse l’uso di farina di grano duro e non quella di grano tenero, questo andrà specificato, perché indicando solo il termine “farina” non si è sufficientemente precisi e si rischiano errori.

La ricerca scientifica focalizzata sulla comprensione del linguaggio negli ultimi decenni si è concentrata sulla distinzione tra comprensione di parole astratte (tipo “libertà”) e parole concrete (tipo “tavolo”). A oggi, sappiamo che le parole concrete sono più facili e veloci da comprendere, si ricordano meglio e vengono imparate prima dai bambini rispetto alle parole astratte. La variabile della specificità però (quindi per esempio “polvere bianca” vs. “farina” vs. “farina di grano duro”), non viene mai tenuta in considerazione. Noi pensiamo però che influisca molto nel ragionamento sulle presunte differenze di processing tra parole astratte e parole concrete. Le parole molto specifiche hanno significati più precisi e quindi più “pesanti” da processare, mentre le parole generiche sono più “leggere” perché sono poco precise. Queste differenze, applicabili a concetti sia concreti sia astratti, possono influire sul modo in cui comprendiamo tali parole e sulla percepita chiarezza ed informatività di un qualsiasi testo scritto.

Lo scopo del nostro progetto è dunque quello di capire come interagiscono concretezza e specificità delle parole nella nostra mente e nel linguaggio scritto, per la generazione testi che riteniamo massimamente chiari ed informativi. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo però bisogno di quantificare numericamente la specificità delle parole (per la concretezza queste misure già esistono), per  poter poi usarle in modelli computazionali e analisi statistiche. E da qui è nata l’idea di Word Ladders, un gioco linguistico attraverso il quale invitiamo i partecipanti a costruire scale di parole partendo da una parola iniziale.

Se ad esempio la partita propone la parola “casa” il giocatore deve creare una scala di parole più lunga possibile, aggiungendo sopra a “casa” parole sempre più generiche “es. costruzione, oggetto…) e sotto parole sempre più specifiche (es. villetta, villetta a schiera…). Il nostro gruppo di ricerca analizzerà queste scale per estrarne valori medi di specificità delle parole, mettendole in relazione al tipo di giocatore,  per poter confrontare per esempio la specificità di “casa” nel lessico di bambini e adulti, esperti di un determinato settore e non-esperti, ecc. Questi risultati ci serviranno non solo per capire come sono organizzate le parole nella mente dei parlanti, ma anche per capire l’impatto comunicativo di parole concrete, astratte, generiche e specifiche in vari generi testuali, e possibilmente creare la ricetta giusta per la parola giusta nel contesto giusto. Sì, siamo abbastanza ambiziosi!”

È possibile comprendere meglio la struttura del lessico mentale dell’essere umano attraverso il gioco?

Assolutamente sì. La gamification, cioè l’uso di elementi ludici per motivare e coinvolgere le persone in contesti non ludici, come quello accademico/scientifico, offre vantaggi significativi anche per quanto riguarda lo studio del linguaggio.

Integrando elementi ludici nell’apprendimento linguistico o nella raccolta di dati linguistici come le associazioni di parole, si rende il processo più coinvolgente e motivante, incoraggiando partecipanti diversi a partecipare attivamente attraverso sfide, giochi e competizioni.

In uno studio preliminare che abbiamo condotto su un campione di circa 200 persone, abbiamo fatto svolgere lo stesso compito (cioè la creazione di scale di parole) a due gruppi di partecipanti: un gruppo utilizzava Word Ladders, mentre l’altro gruppo svolgeva lo stesso compito su una piattaforma classica di sondaggi per la raccolta dei dati in ambito accademico (Qualtrics). Abbiamo notato che in media il primo gruppo generava scale di parole mediamente più lunghe rispetto al secondo gruppo, mentre il livello di accuratezza delle parole inserite era stabile tra i due gruppi. Inoltre, dal feedback raccolto, è emerso che il primo gruppo era molto più soddisfatto e propenso a partecipare di nuovo nella sessione sperimentale, rispetto al secondo gruppo. Questi sono vantaggi non da poco.

Come possiamo definire questa esperienza ludica per l’utente?

Per l’utente questa esperienza non è solo un modo per partecipare alla ricerca linguistica, contribuendo attivamente allo studio del lessico mentale. Word Ladders è stata pensata per portare benefici ai giocatori, tanto quanto alla nostra ricerca. Nella app l’utente può monitorare il proprio progresso personale, i propri miglioramenti nel corso del tempo, la propria posizione all’interno di una classifica che può essere filtrata in base a vari parametri sociodemografici, di modo da consentire il confronto di se stessi con giocatori e giocatrici del proprio livello professionale, o della propria età.

 Word Ladders, inoltre, stimola i giocatori a reperire dalla propria memoria quelle parole che non utilizziamo tutti i giorni. Di base, negli scambi comunicativi della vita quotidiana tendiamo ad usare poche parole (sempre le stesse!) che hanno livelli di precisione e specificità medi. Non sono né troppo generiche né troppo specifiche. Word Ladders aiuta i giocatori a fare stretching linguistico, per allungare il nostro vocabolario attivo in più direzioni, e mantenere allenato il nostro lessico. Una mente linguisticamente allenata è molto utile in varie fasi della vita: da bambini, da anziani, e anche in contesti di apprendimento di lingue straniere.

In che modo, quindi, il digitale e il gaming possono aiutare la vostra ricerca per raggiungere gli obiettivi che vi siete posti? 

Con Word Ladders raccoglieremo i dati linguistici sui quali condurremo le nostre analisi. La app mobile nel nostro caso si configura come lo strumento ottimale, perché riesce a raggiungere potenzialmente tutti coloro che posseggono un cellulare o, nel caso dei minori, che hanno l’opportunità di utilizzare un cellulare magari dei propri genitori. Per esempio, mio figlio Sean, di 9 anni, mi chiede spesso di giocare a Word Ladders sul mio cellulare. Addirittura quest’estate ha passato ore al telefono con un suo amico, sfidandosi su Word Ladders e poi discutendo insieme i risultati delle sfide e le posizioni in classifica.

Ci tengo, inoltre, a dire che Word Ladders entrerà quest’inverno nelle scuole pubbliche del territorio. Per il momento, la app è stata inclusa nel Piano Offerta Formativa (POF) biennale dell’Istituto Comprensivo IC7 di Imola. Speriamo che altre scuole seguano questo istituto, che ha dimostrato grande interesse e apertura verso questa collaborazione Università/scuole.

A Imola, infatti, grazie a interventi nelle classi combinati con attività di lettura e comprensione in collaborazione con il corpo docente, misureremo il progresso nell’acquisizione lessicale degli alunni durante l’anno scolastico, utilizzando Word Ladders. A questo proposito, se tra i lettori e le lettrici ci fossero persone interessate a organizzare un intervento nostro nelle vostre classi e scuole, vi invito a contattarci per parlarne insieme.

Perché avete scelto Synesthesia?

Perché ci ha trasmesso da subito un senso di affidabilità e curiosità scientifica verso il nostro progetto. Questo ci ha fatto capire che le nostre esigenze sarebbero state comprese e affrontate nel miglior modo. Siamo molto soddisfatti della nostra scelta.

Marianna, tu coordini il progetto Abstraction del quale fa parte “Word Ladders”. Che cosa significa per te e per il tuo team questa sfida? Che cosa ti aspetti?

Il progetto ABSTRACTION: Unlocking meaning from experience through language, è finanziato da fondi europei per 5 anni, all’interno del quadro Horizon Europe e dello schema European Research Council (grant agreement: ERC-2021-STG-101039777). Questo schema di finanziamenti, che è molto competitivo a livello europeo, favorisce il finanziamento di proposte di progetto considerate “high risk, high gain”, cioè progetti innovativi, che hanno un potenziale di cambiare radicalmente lo stato delle cose in un determinato ambito scientifico/accademico.

Mi aspetto che il nostro progetto Abstraction, che stiamo portando avanti all’Università di Bologna, lavori in questa direzione, e che la nostra app mobile Word Ladders sia lo strumento che effettivamente ci permetterà di raccogliere dati linguistici (scale di parole) che a oggi mancano, coinvolgendo migliaia di partecipanti a giocare, scalare il proprio vocabolario e migliorare il proprio lessico attivo, sia in inglese che in italiano, passando da semplici “scalatori di letti a castello” (come nei primi livelli della app) a “scalatori di montagne” (livelli intermedi), fino a diventare “scalatori lunari” (livelli avanzati). Siamo fiduciosi!

Grazie Professoressa  per la disponibilità.


Per saperne di più sul case study Word Ladders, clicca qui.

Scarica la app dagli store di Apple e Android

App Store Apple

Google Play Store

Dare vita ai personaggi dei dipinti con l’AI 

Se un anno fa ci avessero detto che, con l’intelligenza artificiale, sarebbe stato possibile generare immagini ex novo con una semplice descrizione di cinque parole o addirittura un’intera tesi universitaria, non ci avremmo creduto. Ma fin dove possiamo spingerci?

 DALL-E è solo uno dei tanti modelli di intelligenza artificiale che sfrutta la nuova funzionalità, meglio conosciuta come “outpainting”. La nuova opzione consiste in un generatore di illustrazioni che, tramite un input di testo, esprimibile in linguaggio naturale, rilascia un output di immagini con la possibilità di estendere i confini del dipinto originale, estrapolando dati all’infinito, fino al soddisfacimento dell’utente che genera la query. L’outpainting ha l’obiettivo di dare maggiore libertà alla creatività dando vita ai protagonisti dei dipinti, mantenendo lo stile e i tratti distintivi dell’autore originale. 

La coerenza dell’(artista) artificiale

Con l’aiuto umano, l’intelligenza artificiale può “immaginare” cosa c’è oltre selezionando le aree vuote della tela per generare una cornice del tutto nuova.

Uno degli esempi più sbalorditivi è il caso de “La ragazza con l’orecchino di perla” di Johannes Vermeer. Il dipinto va oltre lo sfondo omogeneo e scuro dell’originale, in cui al centro dell’attenzione l’artista aveva posto il famoso orecchino e lo sguardo vivo della giovane ragazza. Ora, non possiamo non notare l’ambiente in cui si trova alle sue spalle della donna: oggetti, piante, una cucina, una vita. Il tutto con lo stile del pittore olandese, i colori ombrosi degli sfondi, i volti dei suoi protagonisti illuminati da una particolare bellezza e i giochi di luci e ombre che rendono ogni suo quadro enigmatico e una vera e propria icona.

 A sorprendere (o spaventare), in tutto ciò è l’estrema coerenza: ogni elemento inserito dall’(artista) artificiale potrebbe essere davvero esistito in una cucina del 1665, ma siamo sicuri che tutto questo non porti alla completa snaturatezza degli artisti e delle loro opere, modificando completamente il significato originale dei dipinti?  

Stiamo sottovalutando la forza delle AI? 

Per molti le nuove prospettive dell’intelligenza artificiale sono attraenti, ma ad altri l’enorme potenziale delle nuove innovazioni provoca perplessità. Sono molteplici le conseguenze da tenere in considerazione quando si discute di AI nell’industria artistica, una delle tante è sicuramente l’aspetto etico: la violazione del copyright e la mancanza di riconoscimenti agli artisti, sono i problemi maggiormente esposti e dibattuti anche da istituzioni e nelle sedi legislative. 

Non solo nelle arti figurative, anche nel cinema e nel mondo della scrittura gli attori coinvolti stanno manifestando maggiori tutele contro l’uso indiscriminato delle intelligenze artificiali. Una notizia ci arriva dal mondo del cinema americano: i sindacati degli attori americani, la Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (Sag-Aftra), insieme al Writers Guild of America (WGA) sono entrati in sciopero, preoccupati della potenza dell’intelligenza artificiale e dalla paura che le forme di automazione possano sottrarre loro il lavoro, creando prodotti del cinema al posto degli sceneggiatori o addirittura che le intelligenze artificiali vengano addestrate sugli attori di film e serie TV. Questa convinzione si è estesa a molti altri settori, compreso il giornalismo che ha iniziato a considerare gli articoli elaborati dalle macchine, delle vere e proprie minacce per il mondo giornalistico. 

L’intelligenza artificiale: limite o libertà? 

L’approccio all’arte e alle altre forme di intrattenimento e informazione subiranno ripercussioni importanti. Nonostante tutto, il ruolo più rilevante è sicuramente riservato ai lettori, ai visitatori di musei e gli spettatori  di film e serie TV. Spetterà a loro decidere se riconoscere l’importanza delle menti (umane) creative, cercando di guardare e  immedesimarsi  negli occhi degli artisti o avvicinarsi ai prodotti dello spettacolo senza condizionamenti, con la libertà personale di poter immaginare e ampliare i confini dei dipinti o “creare” finali sorprendenti.

Il tema è complesso e i cambiamenti (anche da parte delle istituzioni) non tarderanno ad arrivare, non ci resta che attendere le novità. Ora, tra le tante domande che ci possiamo porre, una spicca tra tutte: con quali occhi e con che aspettative nel futuro prossimo visiteremo  un museo, leggeremo un articolo di giornale o guarderemo un nuovo film? 

Illustration: August Kamp × DALL·E, outpainted from Girl with a Pearl Earring by Johannes Vermeer


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Le nuove linee guida di Google 

Dopo il rilascio di PIxel Tablet e Pixel Fold, degli scorsi mesi, Google ha dichiarato un rinnovo totale delle linee guida per la qualità delle app e dei giochi per grandi schermi. Questo ha portato a riprogrammare gli algoritmi per il posizionamento di tali applicazioni su Play Store, aumentando la loro visibilità.

Gli utenti potranno così individuare in modo più efficiente i contenuti che si adattano meglio ai propri schermi, per garantire la miglior customer experience possibile. Tra le linee guida più interessanti per gli sviluppatori vi sono sicuramente quelle connesse ai nuovi dispositivi lanciati sul mercato da Google: il supporto per tastiera, le innovative funzionalità per il nuovo prodotto Pixel Fold (come per esempio, il trascinamento della selezione e il riconoscimento del display pieghevole) e un layout a due riquadri che permetterà di trovare l’elenco dei risultati della ricerca sul lato sinistro e il caricamento della pagina dei dettagli sul lato destro.

Ma non solo, sono previsti anche miglioramenti per funzionalità già implementate come gli screenshot su tablet e il posizionamento di applicazioni non ottimizzate. Google cerca anche di tutelare maggiormente la privacy dei propri utenti e di combattere la disinformazione con le nuove norme su Play Store, nel tentativo di rendere più sicuri i propri servizi. Così, come dichiara l’azienda di Mountain View, uno degli obiettivi principali è quello di creare un “ecosistema più privato” al fine di migliorare e rendere Android un “luogo” più sicuro e funzionale per i propri utenti. 

Google Play: l’inizio di una grande evoluzione

Come afferma Google stiamo assistendo all’inizio di una grande evoluzione che porterà gli utenti a vivere esperienze sempre più immersive e personalizzate, perfettamente adattate alle esigenze di ogni consumatore. Dopo i numerosi feedback negativi ricevuti dagli utenti e programmatori di applicazioni sul malfunzionamento della piattaforma, Google ha dimostrato notevoli progressi e miglioramenti dell’interfaccia.

Attualmente non è ancora stato chiarito con certezza quando queste novità saranno operative al 100%, ma con il rilascio delle linee guida risulta evidente la strada già tracciata: adattando il suo store ai “nuovi” schermi, vuole diventare al più presto un modello da seguire per tutti gli sviluppatori di applicazioni e giochi.


Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.

Apple Vision Pro ha molte caratteristiche tecniche di alto profilo, ma l’enfasi è stata posta soprattutto sul display in vetro ad altissima risoluzione, dotato di una sofisticata tecnologia di eye tracking e di un set di sensori a bassissima latenza per ridurre al minimo i problemi di nausea tipici dell’utilizzo prolungato con questo tipo di dispositivi.

 Il costo del prodotto, fissato inizialmente sui 3500 dollari, ha suscitato nel pubblico alcuni dubbi e perplessità in vista di una futura diffusione di massa di Apple Vision Pro. Ma alcuni rumors parlano già di versioni più semplificate ed economiche. L’azienda di Cupertino, con questa presentazione, ha sancito l’importanza dell’XR (Extended Reality) come prossima piattaforma tecnologica.

Molti in rete hanno paragonato il lancio di questo dispositivo a quello avvenuto per l’Apple Watch, ma è necessario ricordare che anche il primo iPhone ha richiesto diverso tempo per diventare il prodotto che oggi tutti noi conosciamo. Molto dipenderà, inoltre, dalle reazioni e dalle proposte della concorrenza, che cercheranno di portare sul mercato nuove proposte a diversi prezzi per target di pubblico sempre nuovi.

Siamo di fronte a una rivoluzione nel mondo della Realtà Aumentata e nella Realtà Virtuale? Quali possono essere le nuove opportunità per le imprese con Apple Vision Pro?

Le opportunità per le imprese

La prima grande novità è che Apple Vision Pro avrà uno store dedicato alle app realizzate in Realtà Virtuale (VR), Realtà Aumentata (AR) e Realtà Mista (XR).  Saranno, inoltre, presto disponibili degli strumenti per la progettazione che gli sviluppatori potranno utilizzare, con il supporto della piattaforma Unity, per creare nuovi componenti.

Un’opportunità straordinaria per i developer e non solo. Apple farà crescere molto il suo ecosistema XR nei prossimi 5 anni, ed essere tra i primi nello store può essere un’opportunità per diventare un punto di riferimento con la propria app che sfrutta il sistema operativo VisionOS. 

La presentazione del prodotto al WWDC 2023 si è limitata a mostrare schermate e funzioni basilari, lasciando così spazio libero per pensare alla realizzazione di nuove app e software in AR / VR/ XR. Apple Vision Pro sembra avere il vantaggio, rispetto agli altri visori sul mercato, di usufruire di una potenza di calcolo incredibilmente elevata  (un chip M2 + coprocessore R1), un plus che gli sviluppatori potranno sfruttare per creare fantastiche applicazioni immersive e in grado di potenziare ulteriormente il dispositivo appena uscito. 

Di questo passo sarà così possibile creare esperienze di gioco e di fruizione del nuovo visore Apple Vision Pro con una qualità e una definizione che al momento non è possibile raggiungere su Meta Quest o su HoloLens. 

Realizza con noi la tua app per il nuovo Apple vision Pro!

Synesthesia si occupa da tempo di sviluppare applicazioni fruibili anche con i dispositivi per la Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Insieme possiamo realizzare il tuo  progetto e creare l’applicazione più adatta alle tue  esigenze anche sul nuovo Apple Vision Pro. 

Ecco alcuni ambiti ed esempi in cui le nuove app di Apple Vision Pro potrebbero trovare utilizzo.

1. Assistenza sanitaria: creazione di strumenti diagnostici e di monitoraggio, come per esempio la rilevazione di patologie oculari o per la valutazione della salute della pelle, ma anche sistemi assistivi per chi ha problemi di deambulazione e di movimento (spazi arricchiti e assistivi).

2. Retail: miglioramento dell’esperienza di acquisto nei negozi, per esempio per la rilevazione delle taglie o per la valutazione della forma del viso per la scelta degli occhiali. Nel caso degli operatori e della logistica per rilevare la presenza a scaffale ed eventuali problemi di rifornimento e posizionamento prodotto.

3. Sicurezza: rilevazione di oggetti sospetti o per il riconoscimento di volti.

4. Automazione industriale: controllo della qualità dei prodotti o per la rilevazione di difetti.

5. Intrattenimento: creazione di giochi interattivi o sistemi di infotainment evoluti.

6. Cultura: applicazioni museali realmente immersive e caratterizzate da nuovi percorsi interattivi in grado di fornire un ausilio importante anche a chi ha un handicap o per utenti anziani.

7. Formazione: realizzazione di corsi interattivi basati anche sulla gamification e adatti a tutti gli utenti, anche a chi ha problematiche legate all’accessibilità o a limitazioni di tipo cognitivo e motorio. 

Questi sono solo alcuni dei possibili ambiti di utilizzo per le nuove app di Apple Vision Pro, ma le potenzialità di questa tecnologia sono molteplici e ancora in fase di esplorazione.


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Lo scenario

Oggi nel mondo sempre più digitale in cui viviamo l’accessibilità non è più un optional, ma una caratteristica che deve essere nativa. Le applicazioni mobile sono diventate parte integrante della nostra vita quotidiana e non possiamo più farne a meno. Sembrava solo ieri quando Apple nel 2009, con il suo spot pubblicitario “There’s an app for that” ne introduceva il loro uso e spiegava in pochi secondi le infinite potenzialità che può avere un’applicazione sul proprio smartphone.

Da quel momento tanto è cambiato: ora con le app possiamo accedere alla nostra banca, fare un prelievo, prenotare una visita medica, scaricare un certificato di nascita e tanto altro. Questi servizi dovrebbero essere progettati tenendo presente tutti gli utenti, quindi anche persone ipovedenti per esempio, ma più in generale tutte quelle persone per cui l’utilizzo di un’app, se non progettata bene, risulta essere un’impresa ostica o, peggio, impossibile. 

Dal nostro punto di vista di progettisti e sviluppatori, crediamo fermamente che ogni prodotto digitale, e in particolare le app mobile, debbano essere progettate pensando a tutte le persone che potrebbero utilizzarle, anche da chi può comportarsi in modo differente rispetto alla generalità degli utenti approcciandosi al servizio in modo non convenzionale, per esempio con l’utilizzo di plugin o screen reader.

Com’è fatta un’app accessibile?

Prima di capire meglio quali possono essere i vantaggi derivanti da un’app mobile accessibile, cerchiamo di definire cosa intendiamo per “accessibilità”. 

Come riporta, infatti, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID):

“per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”. 

Se, per esempio, nelle fasi di progettazione viene implementata la possibilità di ridimensionare il testo a proprio piacimento, consentiamo in questo modo a tutte le tipologie di utenti di fruire del contenuto all’interno della nostra applicazione, rendendola quindi utilizzabile da un gruppo sempre più ampio di persone. Il concetto di “normalità” non esiste. Il fil rouge che dovrebbe essere alla base della buona progettazione è: ideare qualcosa di utilizzabile da tutti. Non solo per chi non ha problemi o deficit di qualche tipo, allargando in questo modo la platea il più possibile. Sono molte le caratteristiche di accessibilità di una app: tra le principali, troviamo quella di fornire delle descrizioni testuali alternative alle immagini (i così definiti “alt text”), la compatibilità con gli screen reader e la possibilità di ruotare lo schermo da orizzontale a verticale.

Si definisce quindi una app “accessibile” se pensata per tutte le tipologie di utenti che potranno beneficiare di quel prodotto o servizio, indipendentemente dalla loro situazione e predisposizione fisica e/o mentale e dal possesso o meno di disabilità. L’accessibilità ha un posto di primaria importanza per tutti i principali produttori di sistemi operativi, come Apple, Google e Microsoft.

Proprio per questo motivo è fondamentale progettare l’accessibilità all’interno delle applicazioni mobile fin dall’inizio, in quanto  rappresenta un valore etico, un vantaggio economico e una necessità normativa per tutte quelle imprese che decidono di svilupparla con questi requisiti.

Etica dell’inclusività

Viviamo in un mondo diversificato, in cui le persone hanno esigenze, abilità e competenze differenti, in continuo cambiamento. Creare un’app che non tiene conto di questa diversità significa escludere una parte della popolazione, il che non solo è ingiusto, ma è anche un’opportunità persa sotto diversi punti di vista. 

Secondo il rapporto di Diamond sullo Stato dell’Accessibilità sui dispositivi mobili, il 65% delle app gratuite per iOS e il 75% delle app gratuite per Android presenti sui rispettivi Store hanno superato gli standard di accessibilità. Tuttavia, le app a pagamento hanno ottenuto risultati deludenti nel complesso: solo il 35% delle app iOS e il 29% delle app Android sono riuscite a superare i test.

Non sviluppare un’app accessibile significa escludere coloro che, per qualsiasi motivo, potrebbero avere difficoltà con un’interfaccia standard, che per un’impresa vuol dire escludere in automatico dei potenziali clienti. 

Vantaggi economici

Dal punto di vista economico, rendere le app accessibili amplia enormemente il bacino di utenti potenziali, aumentando in questo modo le opportunità economiche di un’azienda. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa un miliardo di persone, ovvero il 15% della popolazione mondiale, vive con una qualche forma di disabilità. Questa condizione, inevitabilmente, si riversa anche nelle azioni che coinvolgono l’utilizzo di app per smartphone o tablet. Se, infatti, un’applicazione non rispetta correttamente i requisiti di accessibilità, questa può impedire all’utente di proseguire nella navigazione e sottoporlo a una esperienza utente negativa, con il possibile abbandono dell’applicazione.

Quello dell’accessibilità è un tema che riguarda tutti gli utenti e le future generazioni sempre più inclini a passare il loro tempo con dispositivi digitali.  Secondo il report di PWC, ben oltre l’86% degli intervistati ha dichiarato che sarebbe disposto a pagare di più per avere una migliore esperienza utente che tenga, quindi, in considerazione anche tutti gli aspetti legati all’accessibilità. 

Ignorare queste persone significherebbe perdere un segmento di mercato enorme e altamente coinvolto. In termini puramente economici, l’accessibilità non è, quindi, solamente una questione di equità, ma anche di buon senso commerciale. 

Normative sull’accessibilità

Su questo sia l’Unione Europea che l’Italia hanno leggi specifiche che obbligano a sviluppare applicazioni e software secondo criteri di accessibilità: un aspetto da non sottovalutare in fase di progettazione e pianificazione dei lavori e che a posteriori può costare anche molto caro. Gli obblighi in materia riguarderanno non solo, com’è sempre stato, le pubbliche amministrazioni, ma anche moltissimi soggetti privati, fino a essere esteso, nel 2025, a tutti gli operatori economici.

In Europa, la Direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento Europeo obbliga le autorità pubbliche a rendere i loro siti web e le app mobile accessibili a tutti, secondo i principi di seguito elencati.

In Italia, la legge Stanca n°4 del 2004 stabilisce criteri specifici di accessibilità per i software e gli applicativi delle pubbliche amministrazioni e dei servizi privati di pubblico interesse, non permettendo la realizzazione di sistemi non a norma. 

Conclusioni

Sviluppare app mobile accessibili è una pratica che unisce etica, economia e rispetto della normativa. È un impegno che in Synesthesia prendiamo molto seriamente. Riteniamo che ogni persona, indipendentemente dalle sue abilità, debba avere la possibilità di interagire liberamente con il mondo digitale. Siamo orgogliosi di contribuire a rendere questo mondo più inclusivo attraverso il nostro lavoro quotidiano. Ricorda: un mondo digitale più accessibile è un mondo migliore per tutti. Grazie per aver letto e continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti l’importanza dell’accessibilità nel mondo delle app mobile!


Nella nostra digital factory lavorano team di esperti e giovani entusiasti. Le competenze in campo sono quelle che servono per disegnare il futuro e offrire ai nostri clienti e partner le soluzioni migliori per comunicare, sviluppare il loro business ed essere all’avanguardia. Come? Scopritelo in questa pagina dedicata!