Quali sono i tool emergenti dell’AI generativa?

L’intelligenza artificiale (AI) sta diventando sempre più potente e accessibile. Le possibilità di utilizzo di questo strumento sono numerose, in particolare la creazione di contenuti creativi.

L’AI generativa è quel ramo dell’intelligenza artificiale che si concentra sulla creazione di nuovi contenuti come testi, immagini, video, musica e altri tipi di media. Questa tecnologia si basa su modelli di apprendimento automatico che sono addestrati su grandi quantità di dati, che permettono ai modelli di AI generativa di essere utilizzati per creare contenuti realistici e creativi, ma potrebbero essere sfruttati per creare contenuti dannosi o fuorvianti.

Oltre ai più famosi come ChatGPt, Bard, Dall-E e Midjourney, esistono diversi tool in base alle esigenze più o meno specifiche degli utenti. Scopriamo insieme alcuni dei migliori strumenti di AI generativa disponibili oggi in base al tipo di contenuto che si vuole creare, tutti e 10 disponibili gratuitamente con funzionalità ridotte e con la possibilità di effettuare un abbonamento premium per sfruttare a pieno il loro potenziale.

Tool AI per generazione di testi

L’applicazione più frequente dei sistemi di intelligenza artificiale generativa è quella di generazione di contenuti testuali, come storie, copy o e-mail. I tool più interessanti sono Auto-GPT e Perplexity.

Auto-GPT, è un’applicazione web che lavora in maniera indipendente rispetto al singolo prompt domandato dall’utente, generando altre istruzioni per poter raggiungere l’obiettivo finale senza dover inserire i dettagli della richiesta iniziale. Perplexity è uno strumento in grado di esplorare il web in tempo reale, accedendo alla rete, ai PDF e mostrando le fonti dalle quali recupera le informazioni, in quanto è addestrato con dati provenienti da Wikipedia, libri e progetti open-source.

AI per la creazione di immagini

Un’altra applicazione frequente degli strumenti di AI generativa è la generazione di immagini “artificiali”. I tool più interessanti e conosciuti sono, al momento, Hotpot.ai e Gencraft

Hotpot.ai è un’applicazione web specializzata, oltre che nella generazione, anche nell’editing e nella personalizzazione di immagini esistenti. Inoltre, Hotpot.ai è facilmente integrabile con Google Drive e Dropbox. Gencraft è un generatore di immagini artistiche ad altissima qualità, che permette agli utenti di creare vere e proprie opere d’arte con stili diversi, disponibili nel momento in cui si inserisce il prompt. L’applicazione, inoltre, consente di entrare a far parte di una community in cui tutti gli utenti possono condividere le loro creazioni.

AI per i video

Gli strumenti di generazione video sono sempre più popolari, perché consentono di creare contenuti video senza la necessità di competenze tecniche o esperienza approfondita nel video editing.

I tool più innovativi sono al momento Waymark e Pika.

Waymark è una piattaforma di produzione video che, a partire da un singolo prompt scritto, crea spot pubblicitari personalizzati in pochi minuti, mentre Pika è un’applicazione web che consente agli utenti di generare un video o un’animazione a partire, oltre che da un testo, anche da un’immagine.

AI generativa per il marketing

L’intelligenza artificiale trova applicazione anche nel mondo del marketing, grazie a strumenti che consentono di automatizzare e migliorare diverse attività come l’analisi dei dati e la personalizzazione della user experience. Gli strumenti più utili a supporto di queste attività sono Copy.ai e C3 AI CRM.

Copy.ai è un’applicazione web che utilizza l’AI per generare contenuti creativi per i social media, per le e-mail e per annunci di advertising. C3 AI CRM è, invece, una soluzione digitale che gestisce il CRM di un’azienda attraverso l’automatizzazione di processi come l’assegnazione di attività, la generazione automatica di report e l’invio di e-mail di follow-up. Grazie all’uso dell’AI, inoltre, consente di aiutare gli utenti a prendere decisioni basate sui dati per identificare potenziali lead.

AI per passare da testo a voce

Tra i 10 tool emergenti di AI generativa, una tecnologia che merita particolare attenzione è quella relativa alla conversione da testo a voce offerto da Canva.

Questa funzionalità non solo migliora l’accessibilità, rendendo i contenuti digitali fruibili a un pubblico più ampio, inclusi individui con disabilità visive, ma apre anche nuove prospettive nell’ambito dell’assistenza virtuale, dell’e-learning e del marketing digitale. 

I sistemi avanzati di intelligenza artificiale sono ora in grado di generare voci estremamente naturali e personalizzabili, offrendo esperienze utente sempre più ricche e immersive. La tecnologia da testo a voce rappresenta quindi un esempio eccellente di come l’AI generativa possa essere applicata per superare le barriere tradizionali della comunicazione e innovare in settori diversificati.

AI per il coding

La produttività in azienda è un ambito in cui l’intelligenza artificiale trova applicazione in diversi modi in base alle esigenze degli utenti e ai singoli processi aziendaliPer il miglioramento di attività ripetitive e dispendiose, esistono due strumenti molto interessanti come Cody e GitHub Copilot.

Cody, estensione di Visual Studio Code, utilizza l’AI generativa a supporto degli sviluppatori nella scrittura di codice, attraverso suggerimenti di modifica e risposte sulla sintassi del codice. GitHub Copilot, invece, genera codice a partire da una descrizione testuale o da un frammento di codice.

L’intelligenza artificiale generativa è una tecnologia in rapidissima evoluzione, che offre un’ampia gamma di strumenti per la generazione di qualsiasi tipo di contenuto e che sta rivoluzionando il modo in cui le persone creano e consumano essi. La scelta di uno strumento dipende sempre dalle esigenze specifiche dell’utente e dal contesto di applicazione.

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Introduzione alla RAG: Cos’è e come funziona

La Retrieval Augmented Generation (RAG) rappresenta una svolta nell’intelligenza artificiale, fondendo l’AI avanzata con dati specifici per trasformare l’interazione digitale. Questa tecnica permette ai modelli di linguaggio, come ChatGPT, di attingere informazioni da fonti esterne, fornendo risposte più precise e dettagliate. 

Il modello di generazione di testo viene utilizzato per generare un testo, mentre la componente di recupero delle informazioni viene utilizzata per recuperare informazioni da un database esterno. Le informazioni recuperate vengono quindi utilizzate per migliorare l’accuratezza e la credibilità del testo generato.

Vantaggi della RAG rispetto ad altri metodi

Rispetto al fine tuning e al semplice prompt engineering, la RAG offre un approccio più dinamico e informato. I modelli possono accedere a “cassetti di memoria” esterni, superando i limiti del loro training corpus e fornendo informazioni aggiornate e pertinenti.

La RAG è particolarmente utile per compiti che richiedono una conoscenza approfondita di un argomento specifico. Per esempio, se si desidera generare un testo informativo sulla storia della Francia, la RAG può essere utilizzata per recuperare informazioni da database che contengono elevate quantità di contenuti e dati sulla storia francese, creando così testi completi e molto approfonditi. 

Questa tecnologia può essere utilizzata anche per migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei modelli di generazione di testo. Ampliando il campo delle possibilità di generazione artificiale con l’utilizzo di informazioni specifiche (e anche di nicchia) è possibile anche spiegare come il modello ha generato il testo aumentando quindi affidabilità e correttezza.

Stiamo parlando quindi di un’evoluzione molto promettente per il mondo dell’AI generativa che ha il potenziale per migliorare l’accuratezza, la credibilità e la trasparenza di tutti i modelli di generazione di testo e in modo estremamente significativo.

Applicazioni della RAG nelle PMI

Le PMI possono sfruttare questa tecnica in vari modi:

E nel futuro (prossimo)?

Sono 6 i filoni principali di sviluppo, secondo gli esperti.

1. Raggiungimento dell’AI Generale: la RAG può portare alla realizzazione dell’AI Generale (AGI), un’intelligenza che può affrontare ogni compito intellettivo umano.

2. Interazione naturale con gli Umani: attraverso la RAG, le AI potrebbero rispondere a comandi più astratti degli utenti, integrandosi più fluidamente nei processi umani.

3. Ragionamento Basato su Caso (CBR): l’apprendimento basato su casi risolti in passato potrebbe diventare più diffuso grazie alla RAG.

4. Semantica del Web: l’integrazione della RAG con la semantica del web può migliorare l’interazione dell’AI con le informazioni online.

5. Riduzione della dipendenza dai dati: con una RAG più sofisticata, l’AI potrebbe ridurre la sua dipendenza dai dati per l’apprendimento.

6. AI etica e normativa: la RAG può contribuire a creare un’intelligenza artificiale più etica e responsabile.

Conclusioni

Le potenziali evoluzioni della RAG nelle applicazioni AI sono entusiasmanti e potrebbero portare a un cambiamento significativo nella forma e nella funzione delle tecnologie AI di domani.

Il 2024 segna un punto di svolta per l’AI con la RAG, promettendo di cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con l’intelligenza artificiale. Le PMI devono abbracciare questa rivoluzione per rimanere competitive.


Synesthesia invita le PMI a scoprire come la RAG e l’AI possono essere adattate alle loro esigenze specifiche. Contattaci per incontrare i nostri esperti e esplorare le potenzialità della RAG per la tua azienda.

Obiettivi dell’AI Act

L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato gli ultimi anni del mondo tecnologico e non solo, lo scenario di un mondo sempre più legato a questi strumenti è plausibile ma è fondamentale una regolamentazione che possa garantire la sicurezza di tutti.

Per questo motivo l’AI Act vuole assicurare che i diritti e le libertà dei cittadini siano sempre posti al centro dello sviluppo tecnologico, per garantire un corretto bilanciamento tra innovazione e protezione. Il principio alla base della norma è quello di responsabilizzazione e autovalutazione da parte delle aziende che producono sistemi di AI, che dovranno essere in grado di dimostrare che lo sviluppo delle tecnologie non lede in nessun modo i diritti fondamentali dell’uomo.

Un altro obiettivo ambizioso di questa legge è la promozione della leadership europea nel campo dell’AI: questa norma intende sostenere in particolar modo le PMI e le startup europee impegnate nella ricerca tecnologica, per poter recuperare terreno nei confronti di Stati Uniti e Cina, a oggi ancora distanti rispetto all’Unione Europea in materia alla ricerca in ambito di intelligenza artificiale.

Cosa comporta la normativa?

L’AI Act è stato approvato dopo circa 36 ore di negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo ed è ancora al vaglio dei tecnici per l’approvazione di tutti i documenti. I punti critici di una discussione così ampia sono stati principalmente due: l’applicazione dell’intelligenza artificiale a sistemi di sorveglianza e la legislazione sui modelli fondativi. Per quanto riguarda la sorveglianza, il riconoscimento biometrico in tempo reale è stato negato se non per tre casi specifici, ovvero in casi di prevista ed evidente minaccia terroristica, per la ricerca di vittime e per la persecuzione di crimini molto gravi.

Questa “bocciatura”, voluta dal Parlamento, impone quindi grandi limiti alla polizia “predittiva”, che attraverso sistemi di intelligenza artificiale, è in grado di prevedere la probabilità con cui può essere commesso un reato, oltre che predire l’identità del colpevole.

Il secondo punto di discussione è riferito ai modelli fondativi, quelle forme di AI in grado di svolgere compiti complessi, allenati da enormi quantità di dati non categorizzati. I modelli più famosi sono GPT-4 di OpenAI e LaMDA di Google, su cui si basano rispettivamente ChatGPT e Bard.

L’AI Act prevede che l’inquadramento di questi modelli sia diviso in due categorie diverse in base all’impatto: alle intelligenze artificiali ad “alto impatto”, come GPT-4, vengono applicate ex ante le regole sulla sicurezza informatica, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza dei processi di addestramento e la condivisione della documentazione tecnica, ancor prima dell’uscita sul mercato. Per le AI considerate a “basso impatto”, la legge viene applicata solo nel momento in cui le tecnologie vengono lanciate sul mercato.

AI Act: la situazione attuale

I provvedimenti attuati con l’AI Act sono diversi e prevedono procedimenti lunghi per essere attuati correttamente alle aziende. Per questo motivo la Commissione europea ha stimato una durata di 24 mesi per il dispiegamento totale delle funzioni, ma solo 6 mesi per inibire gli usi vietati, tra cui rientrano il divieto di social scoring (valutazione delle persone sulla base di comportamenti o caratteristiche personali) e di tecniche manipolative o di AI che sfruttano le emozioni e la vulnerabilità delle persone, a protezione dei cittadini vulnerabili.

Per poter affiancare le PMI e le startup più giovani, l’Unione Europea ha stipulato anche l’AI Pact, una conformità volontaria che aiuta le aziende ad adeguarsi all’AI Act prima ancora che esso diventi operativo.

Il processo di adozione della norma sarà guidato da un ufficio europeo dedicato all’intelligenza artificiale, oltre che da ambienti di test esenti da regole (detti regulatory sandbox) in cui le aziende potranno sperimentare le proprie tecnologie e renderle conformi alle disposizioni della legge. Sono, inoltre, previste pesanti sanzioni per chi non rispetta questa norma: si va dall’1,5% del fatturato globale (circa 7.5 milioni) fino al 7% (circa 35 milioni).

L’intelligenza artificiale è l’assoluta protagonista di questi ultimi anni nel mondo tech, le sfide da affrontare e le opportunità sono ancora molte. L’AI Act è un provvedimento sicuramente utile per chiarire i temi più delicati in materia di intelligenza artificiale, ma l’incertezza è ancora molta. Nei prossimi mesi vedremo come altre organizzazioni, oltre all’UE si muoveranno per aprire o chiudere il rubinetto, soprattutto in materia di privacy, di diritto d’autore e per la salvaguardia di alcuni profili professionali messi a rischio da questa nuova rivoluzione.


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Amazon: il progetto “Q”

L’azienda di Jeff Bezos annuncia, tramite la sua piattaforma Amazon Web Services (AWS), l’introduzione di due modelli di linguaggio basati sull’intelligenza artificiale che si occuperanno di generazione di testi e di personalizzazione delle ricerche web degli utenti.

Il vice presidente della unit AWS, Swami Sivasubramanian, sottolinea l’importanza di questi modelli che saranno in grado di aiutare gli acquirenti a trovare prodotti più facilmente e ad alimentare alcuni elementi di Alexa, per rendere l’assistente personale ancora più intelligente e intuitivo, grazie al LLM (Large Language Model).

Le soluzioni che Amazon intende implementare permetteranno, grazie all’integrazione Action Controller, di favorire una comunicazione più diretta e naturale con l’assistente vocale, con l’obiettivo ambizioso di costruire una tecnologia in grado di operare quasi completamente al posto dell’utente per quanto riguarda, per esempio, le smart home e la domotica.

Durante la conferenza Aws re:Invent 2023 tenuta a Las Vegas il 28 novembre, Amazon ha, inoltre, svelato il progetto Q, il nuovo chatbot (come Chat GPT per OpenAI) dedicato interamente alle aziende che, tra le varie funzioni, sarà in grado di completare automaticamente i codici sorgente e si potrà connettere a più di 40 strumenti aziendali per una corretta condivisione di informazioni.

Il LLM di Amazon, chiamato Olympus, verrà, inoltre, addestrato con circa duemila miliardi di parametri da cui attingere, lanciando una vera e propria sfida ai rivali di OpenAI che, invece, ne utilizza “solo” mille miliardi.

Apple: il progetto “Ajax”

L’azienda di Cupertino, dopo esser stata proclamata “brand più influente al mondo” per l’undicesimo anno di fila da Interbrand, è fortemente impegnata anche sul campo dell’intelligenza artificiale.

Da quattro anni un team guidato da John Giannandrea (ex capo ricerca di Google) lavora con l’obiettivo di creare un AI che sia in grado di conversare ed eseguire comandi vocali complessi, per superare definitivamente lo storico assistente vocale Siri.

Tim Cook ha anticipato che il team di innovazione è impegnato nella realizzazione di  un framework proprietario di nome “Ajax” che avrà all’interno un chatbot, anch’esso proprietario, denominato “Apple GPT” e che verrà addestrato con circa 200 miliardi di parametri utili alla costruzione della migliore AI conversazionale ma realizzata prima.Il motore neurale di questo ambizioso progetto sarà il chip A17 pro di Apple, che è stato lanciato da Apple a settembre 2023 con l’uscita del nuovo iPhone 15.

L’azienda, inoltre, intende implementare Xcode con l’intelligenza artificiale, così da poter assistere automaticamente gli sviluppatori app, da sempre punta di diamante del colosso di Cupertino.

Quali saranno i prossimi passi?

Il tema dell’intelligenza artificiale è il più discusso dell’ultimo anno, due giganti come Amazon e Apple non possono limitarsi a rincorrere le altre multinazionali arrivate (incredibilmente) prima e promettono quindi ingenti investimenti in questo settore.

Amazon ha deciso di investire 4 miliardi di dollari in una start-up chiamata Anthropic (fondata da ex dirigenti di OpenAI), Apple, invece, dichiara l’intento di investire un miliardo l’anno in progetto di AI.

La domanda: “Perché questo incredibile ritardo?” al momento non ha trovato alcuna risposta. Gli analisi e gli esperti del mondo Tech dicono che in fondo non ci si aspettava l’exploit della piccola ma dinamica OpenAI e l’interesse degli utenti attratti da un’ottima user experience, o che semplicemente i due colossi abbiano avuto meno personaggi talentuosi nei loro team di lavoro.

Per scoprire chi vincerà la nuova corsa all’oro dell’AI, non ci resta che attendere le novità che sicuramente saranno ancora un super trend topic per il 2024. Resta sintonizzato/a con il nostro Synblog per non perderti le informazioni più aggiornate e curiose dal mondo tech.

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale nel mondo dei musei 

L’intelligenza artificiale sta diventando estremamente importante per moltissimi settori: le soluzioni AI stanno rapidamente trasformando il mondo della cultura, in particolar modo il sistemi di fruizione dei contenuti dei musei, offrendo opportunità innovative per migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere le mostre più accessibili a un pubblico maggiore.

Tra le applicazioni più comuni dell’AI nei musei possiamo trovare:

Grazie all’utilizzo di sistemi AI-based, è possibile rendere le esperienze museali più inclusive, accessibili e personalizzate in grado di rivoluzionare le modalità di apprendimento e interazione con il museo.

Il caso del Museo Nazionale del Cinema di Torino

Synesthesia è stata, quindi, coinvolta dal Museo Nazionale del Cinema nella realizzazione di un progetto originale, intitolato “Il futuro del cinema, il cinema del futuro”, che offre la possibilità, ai visitatori del museo, di scrivere una vera e propria sceneggiatura cinematografica grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e poi scaricarne la locandina personalizzata.

A partecipare al progetto sono stati più di 1200 partecipanti in solo tre mesi, mostrandoci quanto oggi sia importante sviluppare soluzioni sempre più innovative, anche negli ambienti più tradizionali.

Per creare un’esperienza personalizzata è stato necessario utilizzare tecnologie basate sul machine learning, un modello in grado di comprendere “il linguaggio naturale dell’uomo” e quindi rielaborarlo secondo modalità creative. In questo modo l’intelligenza artificiale consente di creare sceneggiature molto realistiche sempre diverse, per ogni utente.

Al termine della fase dimostrativa, durata dal 22 giugno al 7 settembre 2023, sono stati raccolti i dati per comprendere il livello di gradimento che il progetto ha avuto sui visitatori del museo. 

A confermare l’ interesse degli individui nei confronti dell’intelligenza artificiale sono i dati raccolti: i partecipanti sono infatti stati più di 1200, i quali sono stati entusiasti di fronteggiarsi con tecnologie innovative di questo tipo, per testarne le capacità e capirne il funzionamento, oltre che divertendosi con essi.

Questo è solo uno degli esempi di quanto si possa fare in ambito intelligenza artificiali per i musei e per la cultura, creando esperienze sempre più interattive e divertenti per i visitatori.

Synesthesia in ambito AI 

La nostra nuova divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0.

Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti lavora incessantemente per creare algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori. 


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L’evento: che cosa dobbiamo aspettarci?

L’intelligenza artificiale ha cambiato significativamente il panorama della programmazione, dello sviluppo, del marketing. I developer e gli scienziati dei dati devono capire come sfruttare i nuovi strumenti disponibili per ottimizzare e integrare il loro approccio al lavoro e la loro produttività. Per offrire un panorama di esperienze e opportunità da poter cogliere, l’ evento di AI Heroes presenta un percorso dedicato completamente all’AI.

L’evento si terrà il 1° dicembre 2023 a Torino presso il Museo dell’Automobile e vedrà la partecipazione di esperti di spicco che condivideranno esempi e best practice su implementazione, integrazione e ottimizzazione dell’AI all’interno di diversi settore di business e nelle professioni.

L’evento, organizzato da Synesthesia Events, si aggiunge al ricco carnet di appuntamenti dedicati al mondo tech (droidcon Italy, Swift Heroes, Flutter Heroes, React Native Heroes) e offrirà spunti pratici sull’utilizzo dell’AI all’interno dei contesti aziendali, non solo in ambito development e informatico. 

Con l’introduzione del Prof. Guido Saracco – Rettore del Politecnico di Torino, che terrà uno speech dal titolo “Being a Technologist in the AI era”, il programma della giornata prevede una serie di talk che trattano l’argomento AI sotto diversi punti di vista per offrire una panoramica ampia e dettagliata.

Gli speaker di AI Heroes

Tra i vari speaker ricordiamo Dario Sabella, Senior Manager Standards and Research di Intel Corporation e Elio Salvatore, Senior Solutions Engineer di Couchbase che tratteranno temi come FED-XAI, l’approccio che combina Federated Learning (FL) di modelli eXplainable Artificial Intelligence (XAI).  

Un ulteriore contributo e orientamento scientifico sul tema AI sarà offerto dallo speech che avrà come relatore Leonardo Chiariglione, presidente e chairman di MPAI, l’organizzazione internazionale che sviluppa standard per la codifica dei dati basata sull’intelligenza artificiale con chiari quadri di licenza sui diritti di proprietà intellettuale.

Gli sponsor di AI Heroes

L’importanza della tematica e della necessità di creazione di un networking che condivida e rafforzi idee e progetti arriva anche dagli sponsor che hanno deciso di sostenere la conferenza. Al fianco dei prime sponsor Deltatre, Jakala e Synesthesia, troviamo anche supporting sponsor come Postpickr e Couchbase e molti altri.

“Le organizzazioni che adottano l’AI per prime saranno quelle che ne trarranno i maggiori benefici, sfruttando la tecnologia all’avanguardia e il lungo tempo di attesa necessario per “addestrare” e personalizzare la tecnologia. Per questo abbiamo deciso di creare un momento di condivisione tra esperti del settore per un confronto diretto su un tema ormai quotidiano e sul quale saremo sempre più “costretti” a misurarci”, afferma Francesco Ronchi, Presidente di Synesthesia. 

AI Heroes ti aspetta il 1° dicembre al MAUTO!

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Grok: che cosa significa?   

Elon Musk ha lanciato il 4 novembre 2023 il suo primo modello di intelligenza artificiale generativa, chiamato Grok, termine preso dal libro di fantascienza “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams, che significa “comprendere in modo approfondito e intuitivo”. Il chatbot sarà disponibile, al momento, solo per gli utenti Premium+ di X. 

Gork è stato presentato da Elon Musk tramite alcuni screenshot su X ed è “progettato per avere un po’ di senso dell’umorismo nelle proprie risposte”, infatti, a differenza di altre AI generative, alcuni temi definiti “piccanti” vengono affrontati con risposte ironiche e battute, tipiche dello stile comunicativo del nuovo proprietario di X.

Il chatbot “ama il sarcasmo”, ha detto Musk, sperando che dare a Grok più personalità permetterà di distinguersi in un mercato sempre più affollato in cui ogni big tech, ma non solo, cercano di farsi spazio.

Elon Musk: no al “politicamente corretto” 

Proprio per questo, alcuni esperti hanno definito questo chatbot potenzialmente più pericoloso degli altri nel diffondere materiali dannosi, informazioni false e nel mostrare pregiudizi. Questo nuovo modello di AI generativa è meno “politicamente corretta”, concetto al quale Musk si è sempre dichiarato contrario; lui e il suo nuovo team hanno dichiarato: “non programmeremo la moralità della nostra AI, ma la renderemo estremamente curiosa”. L’intelligenza artificiale di xAI sarà, infatti, in grado di generare “risposte controverse, anche se sono oggettivamente vere”.

Che cosa rende Grok migliore rispetto alle altre piattaforme di AI generativa?

La vera forza di Grok è l’integrazione con X, altra piattaforma di proprietà di Elon Musk da cui l’AI recupera direttamente i dati. Questo approccio rappresenta un vantaggio enorme rispetto a quelli utilizzati dalle altre piattaforme, che si basano su archivi di dati meno aggiornati e più statici: il bot di Grok è sempre in linea con gli ultimi avvenimenti e le ultime notizie.

Secondo quanto promesso la piattaforma, grazie alla possibilità di accedere alle informazioni in tempo reale di X e ai dati presi dal web, riuscirà a effettuare un controllo incrociato delle informazioni, così da limitare la diffusione di notizie false, garantendo un livello di precisione e correttezza maggiore rispetto a quello proposto dai chatbot di OpenAI e di Google.

La piattaforma è attualmente in fase di test con un gruppo ristretto di utenti e addetti ai lavori. Gli utenti di X possono candidarsi per provare Grok, che sarà disponibile agli abbonati del servizio “Premium+” dell’app, a un costo di circa 16 dollari al mese, una volta completato il periodo di testing che stanno effettuando. Le aspettative verso questa nuova AI sono sicuramente alte, soprattutto dopo il successo mondiale di ChatGpt, ma sarà davvero Grok in grado di superarle? 

Non ci resta che attendere l’uscita di questa nuova piattaforma per scoprire tutte le novità che ci aspettano.


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Bias cognitivi e pregiudizi: per l’intelligenza artificiale non sono una novità

Consente di generare immagini femminili e di valutare la loro bellezza (in modo positivo o negativo), si tratta di Smash or Pass, una piattaforma che genera, grazie all’intelligenza artificiale, immagini di donne perfette. Con la sola espressione del volto, poi, è in grado di comprendere i gusti dell’utente e di proporre immagini sempre più gradevoli per lui o lei. 

Non solo il design dell’architettura dell’applicazione risulta essere particolarmente sessista, ma soprattutto l’idea di bellezza dell’AI è decisamente stereotipata: nella maggior parte dei casi vengono generate, infatti, giovani donne bianche, con visi perfetti e corpi sinuosi. 

Questa però non è una novità, in passato sono già stati condotti esperimenti di questo tipo come quello realizzato dallo specialista Nicolas Neubert, che chiese a Midjouney (una famosa intelligenza artificiale generativa di immagini) di realizzare 264 fotografie di “belle” donne, su sfondo nero, facendonci comprendere pienamente qual è la prospettiva dell’AI sulla bellezza: ben l’84% delle fotografie generate, ritraevano persone bianche, giovani e perfette. Lo specialista ha affermato poi, che sostituendo il genere nel prompt (la richiesta), il risultato non cambia. 

Da dove nasce il problema? 

Come ben noto, i sistemi di intelligenza artificiale sono addestrati con grandissimi database attraverso i quali imparano a comprendere il mondo, la società e le parole per generare, quindi, immagini sempre più precise e inerenti alle richieste iniziali. 

Ma sono davvero le parole le cause di questa problematica? Descrivere le figure è una pratica che ha origini lontane, è una tradizione letteraria, utile per far immaginare ai lettori caratteristiche e dettagli esclusivamente visibili. La questione, però, riguarda le modalità in cui le parole si legano alle immagini: a causa di preconcetti e idee che sono sedimentate nella società odierna, influenzano l’AI, realizzando figure sempre più stereotipate. 

Gli stereotipi di genere sono “sedimentati anche nell’inconscio dell’intelligenza artificiale”, ha affermato Marinella Belluati e i rischi sembrano essere molteplici: uno tra questi è sicuramente il rafforzamento di ideali distopici di bellezza che alimentano strumenti AI alla realizzazione di immagini sempre più “perfette”. 

Non sarà semplice individuare una soluzione e la comunità AI sul tema è particolarmente divisa: c’è chi sostiene che sia necessario eliminare le figure femminili dalle demo e dalle prime versioni delle piattaforme, e chi, invece, pensa che la soluzione sia nascosta nella trasparenza dell’addestramento dei sistemi. 

Immaginare un nuovo scenario è difficile, ma possibile. Non ci resta che attendere e osservare le alternative possibili e le auspicabili e doverose correzioni, proposte dalla comunità AI.


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Obiettivi concreti e vantaggi incredibili

Per fornire alle reti vendite un supporto efficace e maggiormente consapevole, Grigua e Synesthesia hanno dato vita nel corso degli ultimi mesi  al progetto “Sales Tools AI”, una soluzione innovativa – basata sull’intelligenza artificiale e la computer vision – che nasce da un bisogno concreto di:

Grigua Sales Tools

Synesthesia AI e Grigua per il riconoscimento immagini e l’identificazione automatica di prodotti a scaffale

Insieme a Grigua, il team AI di Synesthesia ha sviluppato un sistema AI-based che consente di automatizzare tutte le operazioni di Shelf Management presso i punti vendita in ambito Mass Market e Pharma.

Il progetto parte da una soluzione matura, già in uso da anni da parte dei field marketer in moltissimi punti vendita italiani, ma vede, grazie all’utilizzo dell’AI, un’evoluzione importante e decisamente innovativa.

Attraverso un tablet è, infatti, possibile:

La soluzione ideata, inoltre, consente di avere una visione complessiva dei dati e del loro andamento in tempo reale. I benefici per gli utilizzatori della piattaforma sono tantissimi, ma possono essere riassunti brevemente in:

Grigua Sales Tools

Porzione di un’immagine sintetica utilizzata durante l’addestramento della rete con focus su un gruppo di prodotti.

Quanto vale il tuo tempo? Alcuni risultati ottenuti

Il processo che le reti neurali devono effettuare richiede molto impegno: è necessario avere a disposizione un grande e variegato numero di immagini etichettate, utili per addestrare l’intelligenza artificiale a riconoscere il prodotto di cui abbiamo bisogno. Si tratta di un meccanismo molto lungo e costoso. 

Grazie alle nostre sperimentazioni, è stato possibile osservare che sarebbe necessario avere a disposizione migliaia di immagini che ritraggono il prodotto da diverse prospettive e condizioni (come la luce o le angolazioni). Per risolvere questa problematica il team AI ha scelto di utilizzare immagini “sintetiche” specifiche, garantendo molti vantaggi:

Lo sviluppo di questa soluzione ha consentito di ottenere numeri molto rilevanti in termini di vantaggio su strumenti analoghi presenti sul mercato: grazie a Grigua Sales Tools, infatti, tutti gli attori coinvolti nel processo sono in grado di monitorare facilmente e in modo organizzato tutte le fasi del processo.

Ecco un esempio tipo di vantaggio in termini di risparmio di tempo e quindi di costi sulla rilevazione a scaffale:

MODULI DI SCAFFALATURAREFERENZE*

RILEVAZIONE MANUALERILEVAZIONE DIGITALERISPARMIO DI TEMPO%RISPARMIO DI TEMPO
14377 min e 50″2 min e 51″4 min e 59″63%
2,5355 min e 15″1 min e 5″4 min e 10″79%
*REFERENZE: categoria di prodotto a scaffale


Con strumenti come Sales Tool AI è possibile quindi, già oggi, senza costi elevati, mettere in campo una tecnologia matura, semplice ed efficace, senza impattare sulla tipologia di lavoro degli addetti e sugli strumenti in uso e aumentando le performance in modo considerevole.


Se sei interessato/a a strumenti AI da applicare nel mondo retail, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta e performante per il tuo punto vendita o per la rilevazione prodotto in diversi POS (Point of Sales).

Costruiamo e facciamo crescere insieme il tuo progetto

Come è nata HeyGen? 

Nel novembre del 2020 a Los Angeles Joshua Xu e Wayne Liang fondano Movio, che in poco tempo diventerà HeyGen, una piattaforma di video digitali che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare video professionali con avatar estremamente realistici. Con questa piattaforma si può trasformare uno script in un video parlato, utilizzando oltre 300 voci e diverse lingue, scegliendo uno dei 100 avatar AI, proposti dalla piattaforma, che si differenziano per età, etnia e pose.  

Come possiamo utilizzare HeyGen?

Utilizzare HeyGen per la generazione di video significa avere una piattaforma molto completa, con molte funzionalità. Grazie al suo utilizzo possiamo generare: 

A chi è rivolta questa piattaforma?

HeyGen potenzialmente è uno strumento molto interessante per molte aziende e organizzazioni. Per le startup, in fase di crescita, per pubblicizzare prodotti e servizi o anche solamente per comunicare l’identità del brand, la storia dietro l’azienda, con costi nettamente più bassi di una produzione tradizionale.

Per le aziende già avviate ha le potenzialità per diventare uno  strumento molto semplice e economicamente conveniente per rafforzare la propria immagine e popolarità. I content creator potranno tramite la piattaforma creare molti più contenuti, in diverse lingue, con molta più facilità e rapidità; mentre gli educatori potranno creare video solo partendo dallo script delle loro lezioni, senza dover registrare in prima persona ogni lezione.

In sostanza HeyGen risulta essere uno strumento rivoluzionario, con un’interfaccia molto semplice e intuitiva, facile da usare, anche per chi non ha competenze nel settore, sia di tipo informatico sia di montaggio audio-video.

Ma quali sono le funzioni principali?

Le principali funzionalità sono:

  1. Text to Speech
  2. AI Avatars
  3. Custom Avatars
  4. Generative Outfit
  5. Voice Cloning
  6. TalkingPhoto
  7. Templates
  8. Zapier Integration
  9. ScriptGen AI

Andiamo a scoprirle nel dettaglio.

TEXT TO SPEECH

Questa funzionalità serve per trasformare un testo scritto in parole, scegliendo la voce che si vuole (tra più di 300 varianti) e la lingua. È anche garantita la possibilità di aggiungere momenti di pausa, regolare l’accento e l’intonazione, per generare un video realistico.. 

AI AVATARS 

Per la creazione del nostro video possiamo scegliere ovviamente chi sarà a recitare il nostro copione; la piattaforma fornisce più di 100 avatar di diversa etnia ed età;si possono, inoltre, scegliere gli avatar in base alle pose che hanno, per dare maggior realismo al video. 

CUSTOM AVATARS 

Con HeyGen possiamo creare il nostro avatar: con un fondale verde e una telecamera, basterà riprendersi mentre si recita il discorso, farlo esaminare dalla piattaforma e, una volta che questa darà l’approvazione, il nostro avatar appena creato potrà essere usato per la generazione di qualunque video, con qualunque testo o in qualunque lingua. 

GENERATIVE OUTFIT 

Ogni avatar dovrà ovviamente avere l’outfit adatto in base al video da generare, per questo la piattaforma ci fornisce diverse categorie di abbigliamento, da quelle formali a quelle informali, o se queste non ci convincono, ci dà la possibilità di generare un abbigliamento specifico, descrivendo quale tipologia di vestiti si desiderano. Non sempre questi sembreranno effettivamente realistici, ma in ogni caso questa feature risulta molto interessante. 

VOICE CLONING 

Nel momento in cui abbiamo generato un video con il nostro avatar, il discorso potrà essere cambiato e tradotto in tutte le lingue disponibili nella piattaforma (al momento: Inglese, Tedesco, Polacco, Spagnolo, Italiano, Portoghese e Hindi). 

TALKING PHOTO 

HeyGen ci dà anche la possibilità di far “parlare” una foto, creando i movimenti della bocca e del viso in generale: è quindi capace di prendere una foto statica e renderla un video dinamico e animato. 

TEMPLATES

Sono disponibili più di 300 template, alcuni anche animati e c’è sempre la possibilità di creare il proprio, personalizzato in base allo scopo per il quale è stato pensato. 

ZAPIER INTEGRATION 

HeyGen, grazie all’integrazione con Zapier (piattaforma che permette di automatizzare il lavoro grazie all’integrazione di altre app), dà la possibilità all’utente di collegare alla piattaforma oltre 5000 app, come, per esempio, software per la gestione di progetti, o social media, per creare continuità nel lavoro. 

CRIPTGEN AI 

Con HeyGen possiamo anche chiedere direttamente alla piattaforma di creare uno script per i nostri video, in base all’argomento, la funzione del video, la lingua e altre informazioni.

Ci sono alternative a HeyGen? 

Oggi i contenuti video sono fondamentali per le aziende: oltre l’80% del traffico online risulta essere traffico video, oggi la tipologia di contenuto preferito dalla maggior parte degli utenti. L’AI in questo settore è fondamentale per le imprese, ma la produzione tradizionale di video risulta essere ancora molto costosa. Al contrario la creazione di video con i generatori AI è sempre più accessibile e conveniente.

 Sono state create tante piattaforme, negli ultimi anni, che offrono questa tipologia di servizi, tra le quali, per esempio, Pictory che consente di creare video di alta qualità, in base allo script scelto, di modificare quelli già creati, se necessario, e di creare video condivisibili (molto utile quindi per aziende con più persone che lavorano a uno stesso progetto).

Un’altra piattaforma molto interessante è Synthesys basata sulla tecnologia Synthesys Text-to-Video, per trasformare gli script in presentazioni multimediali dinamiche. Con essa possiamo, inoltre, generare video da uno script scegliendo il nostro avatar e la nostra lingua. Esistono altre piattaforme che possono essere utilizzate per scopi simili, con diversi livelli di velocità, semplicità ed efficacia. Tra queste: Deepbrain Ai, InVideo, VEED, Colossyan e Elai.io.

Scenari futuri: come cambia il nostro modo di comunicare con l’avvento di HeyGen 

HeyGen ha registrato una rapida ascesa in soli nove mesi sul mercato (dopo il suo lancio), con un tasso di crescita mensile del 50%. Ci troviamo davanti a una grande innovazione per il mondo tecnologico che potrebbe impattare in diversi ambiti: 

In sostanza sicuramente è una tecnologia che porterà a dei cambiamenti con sé, sia positivi che negativi, sarà il quanto e il come verrà effettivamente usata (come sempre) a fare la differenza. 


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