La gamification e lo storytelling applicati all’arte e all’archeologia ampliano (e amplificano) l’offerta museale e il visitatore viene coinvolto sempre più attivamente all’interno dei percorsi di fruizione interattivi diventando esso stesso il protagonista indiscusso di un’esperienza multisensoriale, dove il gioco e l’immaginazione contano. Tecnologie tipicamente impiegate nel campo aerospaziale sono per esempio adottate per migliorare il design e la vivibilità dei centri storici in Germania. Al Centre Pompidou di Parigi, per citare un altro caso, è possibile sperimentare, attraverso un’esperienza ludica, le tecniche dei più grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea. In Italia, invece, importanti novità arrivano dal mondo del teatro d’opera. Benvenuti nell’era del turismo digitale.
La gamification: quando il gioco diventa un’opera d’arte…
Il mondo del gaming, si sa, ha potenzialità e campi di applicazioni quasi infiniti. Ricreare contesti ludici entro i quali i partecipanti sono totalmente coinvolti comporta notevoli vantaggi per qualunque settore: la sua applicazione è in grado di favorire l’avvicinamento di pubblici lontani o addirittura totalmente estranei a determinate tematiche. Il mondo dei musei, d’altro canto, oggi, dopo l’emergenza Covid19, ha ancora più bisogno rispetto a prima di nuove idee e approcci per valorizzare i propri contenuti. Grazie al significativo apporto della gamification, dello storytelling e della realtà aumentata, i turisti di tutto il mondo sono oggi in grado rivivere le emozioni di artisti passati, ma anche contemporanei, semplicemente giocando.
Recentemente il Centre Pompidou di Parigi ha deciso di sviluppare Prisme7, il primo videogioco che esplora il mondo dell’arte a livello multisensoriale. Il gioco è stato realizzato da Olivier Mauco di Game in society e Abdel Bounane di Bright, con il sostegno del Ministère de l’éducation nationale. Giocando a Prisme7 è possibile, infatti, scoprire l’affascinante universo dell’arte moderna e contemporanea e interagire con le varie opere d’arte, che diventano la collezione virtuale del giocatore. Il protagonista del gioco, rappresentato da un’entità molecolare luminosa, si sposta in spazi colorati sperimentando le caratteristiche plastiche e sensoriali di circa 40 opere, quelle più rappresentative della collezione del museo.
A volte capita, invece, che siano gli stessi videogiochi a diventare delle vere e proprie opere d’arte: nel 2012 al MoMA di New York ha deciso di rendere permanente un’installazione temporanea con display e consolle di ben 14 videogame del passato per celebrare la cultura pop degli anni ‘80, come esempio di “interactive design”.
In Germania si sperimenta la “sintassi spaziale”
Intanto, nella cittadina tedesca di Herrenberg, l’HLRS (High Performance Computing Center) insieme a un team di ricercatori provenienti dal Fraunhofer Institute, dal Kommunikationsbüro Ulmer e dall’Università di Stoccarda ha sviluppato la “sintassi spaziale”. Grazie all’impiego della realtà aumentata, di tecnologie utilizzate nel settore aerospaziale, di sistemi di informazione geografica (GIS) e al contributo dei cittadini che forniscono importanti dati attraverso un’app, i turisti di tutto il mondo sono in grado di esplorare il pittoresco centro storico della cittadina tedesca prima di visitarla. Il modello digitale riproduce un quadro dettagliatissimo di ciò che sta accadendo all’interno della cittadina consentendo, dunque, di prevedere i probabili percorsi che il traffico automobilistico o pedonale potrebbe compiere per spostarsi da un punto a un altro, oppure di visualizzare le risposte emotive dei cittadini (la gioia, la paura, l’esperienza estetica provata all’interno dello spazio visitato) al fine di migliorare il design urbano della città.
E in Italia?
Secondo l’ISTAT, in Italia solo un museo su dieci (10,4%) ha effettuato la catalogazione digitale del patrimonio posseduto. Di questi, circa un terzo (37,4%) ha già completato il processo di digitalizzazione, due terzi hanno avviato le attività di digitalizzazione ma hanno coperto circa il 50% dei beni e delle collezioni disponibili. Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo da parte dei musei italiani di tecnologie interattive e strumenti digitali solo 44,7% mette a disposizione almeno un dispositivo tra smartphone, tablet, touch screen, sale video e/o multimediali, tecnologia QR Code e percorsi di realtà aumentata.
Molto, dunque, c’è ancora da fare. Nonostante la situazione non sia proprio così ottimale, in Italia non mancano alcuni Musei dove il digitale svolge un ruolo determinante per la valorizzazione del patrimonio culturale. Tra questi ricordiamo il Madre di Napoli. Questo museo è senza dubbio tra i musei più innovativi e interessanti d’Italia, per via di una serie di programmi pensati ad hoc per il pubblico, come per esempio la piattaforma YouMadre, dove artisti e pubblico si incontrano per condividere e disegnare idee sul futuro del museo. Lo scopo di queste iniziative – così come recita la sezione intitolata Re_pubblica madre – è quello di “rendere il museo una sorta di zona operativa, in cui la realtà e la possibilità del museo si incontrano”.
Sempre in Italia, un altro importante esempio di innovazione tecnologica pensata per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico nazionale è certamente il Museo Egizio di Torino, che propone percorsi interattivi con filmati in 3D e dettagliate ricostruzioni delle varie fasi della storia egiziana. In alcuni casi riesce a far rivivere ai propri visitatori le suggestive atmosfere del passato attraverso esperienze sensoriali olfattive: durante il percorso espositivo sono, infatti, disposti appositi dispenser contenenti le fragranze (loto, menta, mirra, incenso) utilizzate dagli antichi Egizi per la cura quotidiana del loro corpo o per riti di purificazione.
Per quanto riguarda, invece, il mondo del teatro, degna di nota è certamente l’iniziativa, tutta italiana, intrapresa recentemente dal Teatro Regio di Parma, pronto a sviluppare A life in Music, il primo mobile game al mondo realizzato da un teatro d’opera. La decisione definitiva è stata presa soprattutto a seguito dello straordinario successo del progetto pilota lanciato gratuitamente su App store e Google Play Store con ben 200.000 download in 9 mesi. Il progetto è stato commissionato a TuoMuseo, piattaforma gratuita di Smart Tourism & Museum. Lo scopo del gioco è quello di rendere più attiva la partecipazione del pubblico per rafforzare il legame tra scelte del player e lo sviluppo del game. Le illustrazioni animate (oltre 100 scene e più di 300 animazioni) del gioco saranno in 2D e riprenderanno quelle già create per il progetto pilota. La storia del gioco ripercorre le vicende di Antonio e Silvia, due ragazzi con personalità diverse, ma accomunati da una profonda passione per la musica. Il gioco racconta in nove atti e nove intermezzi verdiani un’amicizia nata nell’estate del 2008 nei luoghi legati a Giuseppe Verdi.
Le iniziative che vi abbiamo raccontato rappresentano solo un numero ristretto rispetto ai tanti progetti che stanno nascendo nel mondo. Valorizzare i contenuti del patrimonio culturale attraverso le infinite risorse del digitale è possibile e rappresenta un compito che appartiene a tutti noi, sognatori del passato e innovatori del futuro.
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Per creare un’app per Android non servono molti strumenti: basta un PC e Android Studio. Ci sono però migliaia di tool che possono facilitare o velocizzare lo sviluppo. Marco Porcaro (Android Team Lead in Synesthesia) ci svelerà 5 tool utili per sviluppatori Android, alcuni conosciutissimi, altri un po’ meno.
- Postmanè una piattaforma per lo sviluppo di API. L’applicazione gratuita per macOS, Windows e Linux permette di effettuare chiamate di rete, organizzarle in collection e molto altro. È uno strumento indispensabile in fase di sviluppo (di qualsiasi piattaforma, non solo Android), per provare in modo rapido l’interazione con le API, creare server mock, effettuare test automatici o monitorare le API. Le collection si possono condividere con un team o esportare in semplici file json.
Puoi trovare questo tool qui.
- Lockito è un’app per Android che serve a simulare una posizione fittizia del GPS a livello di sistema operativo. È uno strumento utilissimo quando si sviluppano app che contengono mappe o che devono reagire a spostamenti di posizione dell’utente (es. geofence). L’app, una volta installata, deve essere impostata come “app di posizione fittizia” all’interno delle opzioni sviluppatore del telefono. Una volta configurata si possono impostare itinerari da seguire, regolando la velocità di movimento.
Puoi scaricare l’app dal Play Store
3. Scrcpy è un’app per macOS, Windows o Linux che permette di controllare un telefono Android dal PC. Il telefono può essere collegato via USB o wireless su rete locale. Alla semplice condivisione dello schermo del telefono (utile soprattutto in smartworking) aggiunge la possibilità di controllarlo da remoto utilizzando mouse e tastiera, come se fosse un emulatore con i superpoteri
Puoi trovarlo qui.
4. Stetho è una libreria per Android sviluppata da Facebook che permette di ispezionare il database dell’app che si sta sviluppando. Una volta aggiunta la libreria all’app e inizializzata via codice, sarà possibile visualizzare il database utilizzando il browser Chrome da PC. Si possono vedere sia i database SQL (lo schema e i dati) sia le shared preference.
Puoi trovarlo qui.
- Accessibility Scanner è un’app per Android sviluppata da Google che fornisce suggerimenti per rendere più accessibile la propria app. Una volta scaricata e forniti i permessi necessari, lo scanner effettua uno screenshot dell’app che si sta sviluppando, scansiona la UI e mostra suggerimenti per renderla più fruibile, andando a evidenziare per esempio elementi di UI troppo piccoli e difficilmente cliccabili o testi poco contrastati difficilmente leggibili da utenti difetti visivi.
Puoi scaricare l’app dal Play Store.
Il centro di ricerca di Synesthesia sviluppa applicazioni e servizi innovativi per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Dopo settimane di speculazioni, analisi tecniche più o meno accurate e un acceso dibattito pubblico, sono finalmente state rese pubbliche alcune informazioni ufficiali relative all’app Immuni.
Immuni è l’app ufficiale del Governo Italiano che aiuterà la popolazione a combattere la diffusione del COVID-19. Sviluppata dalla software house milanese Bending Spoons, effettuerà il monitoraggio dei contatti tra le persone (vicinanza entro pochi metri) sfruttando il Bluetooth dei loro smartphone.
Dalla documentazione (disponibile qui) si possono trarre delle conclusioni molto interessanti sia dal punto di vista tecnico che per ciò che riguarda il design.
Nel file “Product Description” sono infatti disponibili anche i mock-up grafici delle schermate dell’app, a nostro avviso molto curati per estetica e user experience.
Ecco un paio di esempi:
Immagine 1 | Immagine 2 | Immagine 3
Dal lato tecnico risultano chiari i motivi che hanno causato il ritardo nella pubblicazione su AppStore e PlayStore. Se, in un primo momento, si era ipotizzato, per l’acquisizione dei dati utenti, un approccio centralizzato (modello PEPP-PT) che aveva fatto storcere il naso a molte persone per tematiche relative alla privacy, la documentazione conferma invece la scelta di adottare i nuovi framework introdotti da Apple e Google ad approccio decentralizzato (simile al modello DP-3T).
La scelta in realtà è stata praticamente obbligata, poiché i dispositivi iOS e Android presentano delle forti limitazioni nello sviluppo qualora si voglia rendere il proprio telefono “identificabile” tramite Bluetooth se l’app non è in esecuzione (per esempio, se il telefono è in stand-by in tasca o in borsa).
In una inedita joint-venture, Apple e Google hanno sviluppato un’integrazione ad-hoc per permettere alle app governative di tutto il mondo (e solo a loro) di abilitare le funzionalità di contact tracing. Tali funzionalità saranno disponibili solo dai prossimi aggiornamenti di sistema operativo iOS (versione 13.5, attualmente in beta) e dei Google Play Services su Android. Come conseguenza, purtroppo, sarà probabile vedere una curva di adozione dell’app piuttosto lenta.
Un altro tema interessante affrontato in documentazione è quello relativo alla coerenza tra codice sorgente e versione dell’app effettivamente negli store.
Se, da un lato, il codice sorgente dell’app (e dei servizi di back-end) sarà visionabile da chiunque, non c’è di fatto alcuna garanzia che la versione pubblicata e scaricata dagli utenti provenga effettivamente dalla sua compilazione.
Per ovviare a questo delicato problema, si è adottata una soluzione basata su Continuous Integration e Continuous Delivery molto simile a quella che in Synesthesia utilizziamo già da diversi anni per automatizzare il processo di build delle nostre app.
Tramite strumenti come Github e Fastlane, l’intero processo di compilazione e distribuzione sugli store sarà eseguito su sistemi in cloud e visibile al pubblico, in modo da scongiurare eventuali manomissioni da parte dello sviluppatore e, si spera, limitando le ipotesi di complotto che hanno tenuto tanto impegnata l’opinione pubblica in questi difficili mesi di quarantena.
La documentazione pubblicata fa chiarezza dunque su molti dei punti rimasti aperti. Non ci resta che aspettare fiduciosi di veder comparire anche i sorgenti dell’applicazione vera e propria su Github, come promesso, e di provare l’applicazione sui nostri smartphone.
(Articolo a cura di Stefano Mondino – Mobile Tech leader presso Synesthesia)
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Il primo passaggio che durante l’emergenza abbiamo dovuto affrontare è stato ovviamente spostare la nostra operatività completamente on line sia per favorire lo smartworking sia per venire incontro all’impossibilità di agire in presenza. Come per molte altre aziende si è trattato di una trasformazione che ha richiesto tempo, impegno e anche un po’ di ingegno.
Portare on-line le iniziative già esistenti ha trasformato i nostri progetti locali in vere e proprie imprese a livello nazionale, con un pubblico notevolmente più allargato e opportunità moltiplicate. Lo sforzo compiuto finora per rendere le risorse disponibili gratuitamente e il supporto ai progetti no-profit è una dimostrazione chiara del nostro impegno. Non tutto è stato programmato e non tutto era previsto: lo spirito di adattamento ha avuto un ruolo molto forte in tutto il processo.
Il Covid-19 ha forzato infatti un cambio di prospettiva, puntando i riflettori su quanto in Italia oggi sia presente e drammatico il digital divide. Per rispondere a questa crisi e adattarsi alla “nuova normalità” sono necessari investimenti e una visione a lungo termine. Alcuni dei cambiamenti causati da questa interruzione sono qui per rimanere, e questa “nuova normalità” sarà certamente diversa da quella precedente.
Al nostro interno
Per quanto riguarda le iniziative rivolte ai nostri team abbiamo dato vita a una newsletter denominata Syn Coffee Break. L’invio è settimanale ed è rivolta a oltre un centinaio di persone, tra dipendenti, collaboratori e partner. Raccoglie le buone notizie dal mondo (non solo tech) e volutamente non tratta il tema legato all’emergenza.
Si tratta di un modo per sentirci vicini anche stando lontano e condividere “buone sensazioni” e un caffè virtuale. Da poco abbiamo introdotto anche dei giochi a premi realizzati utilizzando il bot specifico di Telegram e creando una stanza virtuale chiamata “Sala Giochi”.
Nel mese di aprile abbiamo lanciato, inoltre, Syn Good Music, la nostra playlist su Spotify, per ascoltare e condividere, nonostante la distanza, i nostri momenti musicali più significativi. La playlist è modificabile da tutti, anche al di fuori di Synesthesia. In pochi giorni i brani in essa contenuta (corrispondenti al variegato mondo delle preferenze di chi l’ascolta e la implementa) sono aumentati e ora sono quasi un centinaio.

Al nostro ritorno avremo delle precauzioni da prendere e, oltre al piano sanitario che l’azienda ha attivato per tutti i dipendenti sin da subito, abbiamo provveduto a creare una vera e propria “campagna informativa” e di comunicazione con un brand ad hoc denominato “Fight the virus”. Come potete vedere dall’immagine abbiamo iniziato a brandizzare i dispenser del gel antibatterico e creeremo altri gadget per promuovere la sicurezza nel posto di lavoro. Non ultime le mascherine che saranno fornite a tutto il personale e agli ospiti.
Verso l’esterno
La nostra comunicazione è cambiata, è diventata più frequente soprattutto sul blog e sui social media. Il messaggio che abbiamo voluto veicolare sin da subito: Noi ci siamo, siamo aperti e pronti a dare una mano, non solo ai nostri clienti, ma a chi ne ha veramente bisogno. La digital transformation è un percorso lento e molto articolato, ma durante questa emergenza abbiamo dovuto in alcuni casi bruciare le tappe e mettere a disposizione tutto il nostro know how per aiutare altre aziende e inventare progetti nuovi profit e no-profit.
Si tratta di cambiamenti che Synesthesia, per certi aspetti, aveva già intercettato prima della diffusione del COVID-19, soprattutto nell’ambito dell’istruzione e la formazione dove da tempo siamo molto attivi, basti pensare ai corsi di formazione avanzati per professionisti in ambito digitale e progettuali promossi da Synesthesia Academy; ai percorsi formativi tecnologici rivolti ai bambini e ai ragazzi di di età compresa tra 7 e 18 anni di FuturMakers; e all’azione decisa e concreta di cambiamento per un mondo STEM più inclusivo con Girls Tech.
Insieme al partner Rekordata e a Synesthesia Academy abbiamo deciso di offrire nuove occasioni di crescita professionale per insegnanti e professionisti impegnati in attività di smart working con webinar gratuiti o a pagamento.
Durante questo difficile periodo di emergenza abbiamo continuato a portare avanti i nostri progetti di formazione, di sviluppo e implementazione tecnologica, incrementando notevolmente i nostri sforzi per trasformare le iniziative in soluzioni digitali innovative per tutti: dai professionisti e insegnanti impegnati in attività di telelavoro all’aiuto concreto a tutti gli studenti che hanno bisogno di un dispositivo tecnologico per accedere alla didattica; dal nostro personale impegnato in attività di smart working al sostegno di piccole e medie imprese con iniziative di solidarietà internazionale.
Vediamo in breve cosa abbiamo creato:

“FuturMakers@HOME“, abbiamo spostato le nostre lezioni tech per bambini e ragazzi on line con un’appuntamento settimanale gratuito sul nuovo canale YouTube di FuturMakers. Allo stesso tempo alcuni corsi a pagamento sono diventati momenti di incontro realizzati su Google Meet e gestiti dai nostri coach e dai nostri insegnanti. La platea dei possibili partecipanti è passata da locale a nazionale. I risultati sono più che incoraggianti.

TuttiConnessi, l’iniziativa no profit nata dalla collaborazione tra SYX – non profit organization, Tékhné Teatro, Informatici Senza Frontiere Onlus e Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn, con l’obiettivo di fornire strumenti tecnologici digitali agli studenti che ne hanno bisogno. Dispositivi ricondizionati raccolti da donatori su Torino (e a breve Roma) da donare alla famiglie in fragilità, che sul territorio torinese sono davvero tantissime. TuttiConnessi è supportato anche da una campagna di crowdfunding che abbiamo realizzato con Rete del Dono.

Insieme a ARCHIbuzz abbiamo sviluppato la nuova funzione “Offerta Emergenza Covid19” di Lastminutesottocasa per consentire ai negozianti di informare i cittadini di zona sull’attività del negozio e sui servizi aggiuntivi offerti, come la possibilità di avere la spesa pronta e imbustata o consegnata a domicilio.

SpesaSospesa. Insieme a Regusto, Foodchain, SorgeniaSlowFood, Impact Hub Torino, Rekordata s.r.l, CharityStars Italia abbiamo dato vita alla piattaforma di charity denominata Spesasospesa, una progetto di solidarietà alimentare per l’acquisto, la vendita e la donazione di generi alimentari di prima necessità che trasforma un potenziale spreco alimentare in un prezioso aiuto i cittadini e alle aziende alimentari che sono in difficoltà.

Droidcon Webinar. Il nostro evento più importante è diventato al momento virtuale. Abbiamo creato un format con relatori internazionali in questa nuova webinar series realizzata grazie alla collaborazione di Bluetooth.
Abbiamo, infine, deciso di sostenere #OpenWeStand, l’azione concreta e solidale dedicata a chiunque in questo periodo di emergenza a livello internazionale sta lottando per tenere in la salute economica delle piccole e medie imprese. Lo abbiamo fatto perché crediamo nella forza della condivisione delle buone idee.
Per concludere…
Videochiamate, e-learning, eCommerce, eventi virtuali, streaming, gaming, ma non solo. L’emergenza Covid-19 ci sta insegnando molte cose. Una su tutte: da oggi siamo tutti più digitali. Il passaggio è obbligato e l’accelerazione di questi mesi è una grande palestra che ci ha insegnato a essere veloci ed efficaci.
Qualunque sia il futuro del mondo, Synesthesia sarà sempre pronta a raccogliere e ad anticipare nuove sfide e a dare una mano. Questo è sempre di più un obiettivo primario per noi e per tutto il nostro team.
Volete saperne di più? Avete bisogno di aiuto o di consigli. Noi ci siamo.
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- Serve un Mac – Per sviluppare un’app per iOS, serve necessariamente una macchina in grado di supportare macOS e Xcode (l’ambiente di sviluppo nativo per tutte le app Apple). Se non si hanno esigenze particolari, il MacMini (nella sua nuovissima edizione 2020) è il dispositivo con il miglior rapporto qualità/prezzo, perfetto per iniziare.
- Swift – Il linguaggio di programmazione da utilizzare per le app iOS è Swift, sviluppato da Apple a partire dal 2016 e in seguito reso open-source anche per piattaforma Linux (su cui si può usare per applicativi server-side, software in console e simili, ma non per app native). In alternativa a Swift, iOS continua a garantire il supporto a Objective-C, il linguaggio di programmazione “storico” usato da Apple per i propri framework di sistema e da tutti gli sviluppatori prima del 2016.
- Apple developer program – Per pubblicare le proprie app sull’App Store, è necessario registrarsi sul portale degli sviluppatori Apple tramite una sottoscrizione annuale di 99$. Se si intende distribuire applicazioni aziendali a stretto uso interno senza renderle pubbliche sull’app store, è possibile registrare un profilo enterprise al costo di 299$/anno, previa approvazione da parte di Apple tramite un questionario.
- Sign in with Apple – Da Aprile 2020, tutte le applicazioni dotate di un “social login” (autenticazione dell’utente tramite un social network come Facebook) dovranno obbligatoriamente supportare Apple Sign In, il sistema di autenticazione nativo integrato negli iPhone che garantisce maggiore privacy ai propri utenti. Le app dotate di solo accesso tramite email e password sono invece esenti da questo obbligo.
- App review – Prima di approdare sull’App Store, ogni applicazione deve superare la “review” da parte del team di Apple. Durante questa fase, viene controllato che il software rispetti i termini di utilizzo tramite test automatici e prove fisiche dell’app da parti di addetti al controllo qualità. In caso di problemi, il team di validazione comunica l’anomalia riscontrata e lo sviluppatore deve ri-sottomettere una nuova versione dell’app fino all’approvazione finale.
- Videogame e Arcade – Per sviluppare un videogioco, è possibile utilizzare i framework nativi SpriteKit e SceneKit (rispettivamente per 2D e 3D) o affidarsi a soluzioni cross-platform come Unity e Unreal Engine, perfettamente compatibili con iPhone, iPad, AppleTV e Mac. Apple, inoltre, seleziona e finanzia sviluppatori indipendenti e aziende che siano in grado di sviluppare videogiochi per la piattaforma Apple Arcade (con priorità a chi accetti di sviluppare in esclusiva per la piattaforma stessa).
- SwiftUI – Dal 2019 in avanti, è disponibile SwiftUI, un framework per realizzare interfacce grafiche native. SwiftUI permette l’anteprima in tempo reale dell’interfaccia in via di sviluppo (senza necessità di compilare e avviare l’app, risparmiando tempo) e permette di scrivere codice per componenti grafici indipendente dalla piattaforma finale: in altre parole, lo stesso blocco di codice, senza modifiche, può essere utilizzato dalle 4 piattaforme principali di Apple (iOS, watchOS, macOS e tvOS). Sarà il sistema operativo, una volta avviata l’app, a scegliere il componente di visualizzazione opportuno.
- Gestione display – La gestione della risoluzione video dell’app è completamente automatica e non deve essere tenuta in considerazione durante lo sviluppo. Apple ci ha abituati ai vari display Retina, Liquid Retina e Super Retina, ognuno abbinato a varie risoluzioni dello schermo tra i vari iPhone e iPad di varie dimensioni. Grazie al sistema di Autolayout per la creazione delle interfacce grafiche e la gestione multi-densità degli asset grafici (le immagini che si incorporano nelle app), lo sviluppatore non deve preoccuparsi delle varie differenze di schermo: ci pensa il sistema operativo.
- Playgrounds – Per iniziare a programmare con Swift, Xcode mette a disposizione i Playground, semplici “contenitori” costituiti da singolo file dove testare brevi istruzioni di codice visualizzandone il risultato in tempo reale. É anche possibile utilizzare l’app Swift Playgrounds direttamente su iPad per iniziare a prendere dimestichezza con Swift anche senza l’uso di un Mac.
- App webview-only – Le webview consistono in componenti nativi in grado di visualizzare al loro interno dei contenuti web (in HTML). Sebbene la tentazione di raggiungere l’AppStore (e relativi benefici in termini di visibilità sui motori di ricerca) sia condivisibile, è utile sapere che non è possibile pubblicare sullo store app che comprendano soltanto webview e contenuti già fruibili via browser senza evidenti distinzioni: il team di review ha precise istruzioni per rifiutarle tutte. Come regola generale, l’app deve aggiungere valore all’esperienza utente già presente online, utilizzando funzionalità del device che non sono disponibili su browser (bluetooth, localizzazione, notifiche push, ecc.) o comunque presentando un’interfaccia grafica nativa e fluida.
Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata. Continuate a seguirci per essere aggiornati costantemente sulle novità della nostra factory.
Lo scorso 19 febbraio, presso lo storico edificio Carlo Erba del Politecnico di Milano, nei nuovi spazi di Leonardo Robotics Lab e Movelab, è stata inaugurata un’area di 500 metri quadri dove robot, sistemi di intelligenza artificiale e veicoli autonomi si allenano ogni giorno sotto la supervisione di più di 100 ricercatori. Innovativi apparecchi cibernetici in grado di potenziare le capacità fisiche degli esseri umani, nuove stampanti in 3D, robot chirurgici, visori per la realtà aumentata e droni vengono testati e messi a dura prova. Si tratta di una vera e propria “palestra per robot” suddivisa in 4 laboratori diversi, ognuno dei quali specializzato in diversi ambiti di ricerca: Airlab (intelligenza artificiale e robotica); Merlin (meccatronica, robotica industriale e controllo del moto); Nearlab, (hi-tech per la riabilitazione e l’assistenza ai pazienti disabili); Movelab, (veicoli intelligenti e smart mobility). Lo scopo di questa straordinaria iniziativa tutta italiana è quello di far convergere le competenze tecnologiche trasversali per dar vita a risultati significativi in termini di nuove attività di ricerca.
La trasversalità e la convergenza delle competenze tecnologiche sono al centro di un altro importante progetto dove vengono testate le abilità dei robot. A Verona, per esempio, l’Associazione I-RIM (nata nel 2019), riunisce importanti esperti della Robotica e delle Macchine intelligenti provenienti da tutta Italia. L’obiettivo dell’Istituto di Ricerca è quello di “dare forma all’Intelligenza artificiale” attraverso l’integrazione di tutte quelle conoscenze complementari alle Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione (ICT) che si occupano principalmente di raccolta e trasmissione dati. La ricerca viene guidata dall’Università di Verona che è riuscita a creare una rete di laboratori diffusa sul territorio nazionale. Le tecnologie sperimentate dall’Istituto di Ricerca sono dette “Tecnologie dell’InterAzione” (IAT) e si concentrano su tutti quegli aspetti dell’Intelligenza Artificiale per facilitare le azioni fisiche delle persone disabili, la riduzione della fatica nel lavoro, il miglioramento dei processi di produzione di beni materiali e la loro sostenibilità, la sicurezza, l’efficienza e la riduzione dell’impatto energetico, il progresso delle tecniche diagnostiche e chirurgiche.
Quelle appena elencate sono iniziative che affondano le loro radici all’interno di una cultura dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica ampiamente diffusa all’interno del panorama italiano. Basti pensare al progetto “Ronda” (2016-2018), la prima palestra al mondo, creata in Italia, dove i pazienti affetti da patologie neurologiche gravi come l’ictus erano in grado di seguire programmi personalizzati per riabilitare gli arti superiori grazie all’aiuto di robot intelligenti. Come sostiene l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superore Sant’Anna di Pisa, questo progetto si poneva, già all’epoca, l’ambizioso obiettivo di “superare i limiti delle attuali soluzioni robotiche indossabili per la riabilitazione motoria dell’arto superiore” attraverso la realizzazione di una palestra attrezzata con almeno cinque stazioni composte da due sistemi robotici indossabili per la mobilizzazione della spalla e del gomito, dispositivi robotici per riabilitare la mano e il polso, un sistema di realtà virtuale per la presentazione degli esercizi in uno scenario motivante, adattare la difficoltà degli esercizi alla capacità residua motoria del paziente e stimolare le capacità cognitiva.
Tra le varie iniziative in gioco all’interno di questo scenario esistono soluzioni al problema della riabilitazione motoria e cognitiva sviluppate anche attraverso l’apporto dell’intelligenza artificiale propria dei videogiochi. È proprio questo il caso dell’interessante iniziativa intrapresa da Marco Mazzaglia (primo docente di Game Design e Gamification del Politecnico di Torino e Video Game Evangelist di Synesthesia). Si tratta di un’idea innovativa e affascinante che vuole affermare l’importanza del videogioco nell’ambito della sfera sanitaria. L’iniziativa, ancora in fase di progettazione, ha come fine quello di aiutare, attraverso un’esperienza ludico-interattiva, i pazienti nella loro ripresa post-traumatica. L’impiego intelligente del videogioco all’interno delle nostre vite sarebbe, a suo avviso, in grado di ribaltare quel pregiudizio secondo il quale i videogiochi troppo spesso sono accusati di produrre dipendenza e distorsione della realtà.
Marco Mazzaglia ne ha parlato di recente (lo scorso 2 febbraio 2020) proprio durante il TEDx Torino, dimostrando come l’uso dei videogiochi è utile non solo durante la fase di apprendimento, ma anche durante la fase recupero sensoriale motorio. A suo avviso “in alternativa alla realtà virtuale di progetti “ad hoc” che è molto diffusa nei reparti ospedalieri, i videogiochi commerciali offrono vantaggi differenti: l’esperienza di gioco vissuta dal paziente, data la maggiore qualità grafica e una migliore esperienza ludica, contribuisce in modo significativo a facilitare e conseguentemente ad accelerare il percorso riabilitativo poiché il suo coinvolgimento avviene all’interno di un percorso decisamente più familiare. Non ci sono barriere. Ricordiamoci che i videogiochi sono sviluppati per questo motivo. Infine, si tratta di prodotti più economici e questo aspetto non è da sottovalutare.”
Come abbiamo visto, l’Intelligenza Artificiale applicata alla Robotica e ai videogiochi è in grado di apportare significativi aiuti ai pazienti. Il recupero delle funzioni motorie e cognitive rappresenta un obiettivo da raggiungere solamente grazie alla collaborazione e all’integrazione di forze e competenze provenienti da diversi ambiti tecnologici e umani.
Come insegna il Prof. Mazzaglia, a volte le soluzioni più efficaci per affrontare problemi complessi possono arrivare da semplici azioni assolutamente umane e largamente condivise come il gioco.
(cover image credits:Franck V. on Unsplash)
All’interno di uno scenario economico globale sempre più imprevedibile e frammentato gli esperti di marketing tendono a concentrare le loro attenzioni sulle tecnologie innovative che cambieranno il mondo in un posto migliore e più “digitale”. Ogni anno gli analisti lavorano per indicare al mercato le tendenze in merito alla tecnologia e alla sua applicazione nei più svariati ambiti. Gartner, per citare uno dei più famosi centri di analisi e ricerca al mondo, presenta ormai da anni ogni gennaio i suoi “hype cycle” con cui indica, dopo il lavoro degli analisti, le tecnologie e le innovazioni che avranno un impatto maggiore sulle attività di marketing e nella società per i successivi 5/10 anni.
Siamo andati a monitorare alcune tecnologie emergenti o mature che si trovano nei recenti hype cycle di Gartner scoprendo alcune interessanti novità che riguardano il mondo digitale per come lo stiamo vivendo oggi con una proiezione sui prossimi mesi.
L’analisi inizia da Web e E-commerce
Internet è in costante mutamento e le tecnologie evolvono molto rapidamente. All’interno di questo scenario, dove l’e-commerce è utilizzato come mezzo chiave per favorire la crescita del canale di vendita digitale di un brand, il trend del momento è l’intelligenza del sistema e l’estrema personalizzazione. Saper come raccogliere e sfruttare tutte le informazioni per attività di marketing è una vera e propria priorità per le aziende: Gartner prospetta che entro il 2023 la maggior parte delle organizzazioni che usano l’IA per il commercio digitale otterrà un miglioramento di almeno il 25% nella soddisfazione dei clienti, entrate o riduzione dei costi. (Susan Moore, Innovations in customer experience, business models and technology will transform digital commerce in the next few years, Gartner.com, 3 ottobre 2019).
A che punto siamo con il mobile?
Gli smartphone e le app hanno cambiato radicalmente le abitudini di quasi la totalità degli individui sul nostro pianeta (dal 2007 a oggi) e il nostro modo di fruire le informazioni e di comunicare. Questo ovviamente vale anche per le aziende. Gartner ritiene che il 90% delle grandi imprese non riesca a ottenere un vantaggio competitivo attraverso le proprie strategie mobile a causa di investimenti limitati per quanto riguarda il coinvolgimento dei clienti: un’applicazione lenta e mal funzionante o difficile da leggere e fruire (o peggio scollegata da altri processi aziendali) è destinata a fallire. (Susan Moore, Struggling to get customers to engage with your mobile app? It’s time to rethink your mobile customer experience strategy, Gartner.com, 8 giugno 2018).
Secondo Olive Huang (vicepresidente della ricerca presso Gartner) per coinvolgere efficacemente gli utenti tramite i dispositivi mobili è necessario dunque investire in una strategia globale che sia in grado di espandere le interazioni dei clienti e migliorare la loro esperienza complessiva. All’interno di questo scenario occorre, dunque, considerare molti aspetti: dal funzionamento del sito web ottimizzato per i dispositivi mobili ai chatbot , dai sistemi di messaggistica mobile alle applicazioni corporate o B2C. Ma il focus nei prossimi mesi è sulla strategia generale. Tanti pezzi slegati di un eco-sistema digitale non producono risultati e spesso, al contrario, risultano deleteri.
Un mondo sempre più ricco di connected devices & IoT

Quotidianamente interagiamo con il mondo che ci circonda con l’aiuto di un assistente vocale. Questa tecnologia è in grado di rendere più semplice la nostra vita indirizzando in modo intelligente le nostre richieste verso la soluzione migliore possibile. Stando alle previsioni presenti all’interno hype cycle, l’impatto generato dall’applicazione di questa tecnologia per i prossimi 5 anni sarà decisamente rilevante. Fino a poco tempo fa la tutto questo sembrava essere una questione ai limiti del fantascientifico. Oggi la combinazione di sistemi in grado di reagire e modificare il proprio comportamento di fronte a input “umani” è diventata realtà. Basti pensare a ciò che accade ogni qualvolta che usiamo uno smartphone con le app intelligenti, quando guidiamo o quando varchiamo la soglia di casa scatenando la risposta di un sistema di domotica.
Stiamo andando verso un mondo sempre più connesso e dotato di intelligenza digitale. È opinione degli esperti che ciò sia un processo già in atto e che i consumatori in primis siano ormai attori consapevoli di questa rivoluzione. La trasformazione digitale è infatti opera di persone, che ogni giorno credono nel futuro, nell’innovazione e nelle tecnologie cercando una via nuova, sostenibile e adatta al mercato Synesthesia ama innovare il presente perché pensa al futuro.
La digital transformation di un’azienda è un processo di trasformazione decisivo per poter sviluppare il suo business e accreditarsi in modo maturo nel suo mercato di riferimento. Il centro di ricerca permanente di Synesthesia ogni giorno, da anni, immagina, modella e offre soluzioni digitali ai propri clienti e partner per comunicare la propria identità e gestire nel modo migliore il proprio business.
Nella nostra digital factory lavorano team di esperti e giovani entusiasti. Le competenze in campo sono quelle che servono per disegnare il futuro e offrire ai nostri clienti e partner le soluzioni migliori per comunicare, sviluppare il loro business ed essere all’avanguardia.
Come? Scopritelo in questa pagina dedicata. L’abbiamo chiamata “Creazioni digitali”.
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Comunicazione e testo: Memoji e Swipe QuickPath
Tra le novità inerenti alla messaggistica l’aggiornamento iOS 13 migliora l’utilizzo delle Memoji, le emoji Apple dai tratti umani: gli utenti oltre a poter creare adesivi con il loro volto declinati nelle diverse espressioni possono adesso personalizzarli modificando molte più caratteristiche rispetto a prima, dai denti, alla sfumatura della pelle, dal trucco agli accessori.
Inoltre, sempre parlando di canali di comunicazione, entra in gioco QuickPath: la possibilità di scrivere sulla tastiera effettuando degli swipe tra le lettere. Questa modalità di scrittura basata su gestures rende la stesura dei messaggi semplice e immediata anche con una mano sola. Prima dell’avvento di iOS 13 questo era possibile solo installando tastiere di terze parti che prevedevano questa funzionalità, adesso invece rientra nelle features del sistema operativo. https://www.youtube.com/embed/3x7_w9Oz8lQ
Organizzazione e editing: gallery e strumenti grafici
La galleria fotografica è ora suddivisa in quattro categorie: Foto, Per Te, Album e ricerca. Gli elementi (immagini e video) vengono mostrati in ordine cronologico e possono essere ordinati secondo criteri a scelta dall’utente (mese, giorno, anno). Ma cosa rende davvero migliore questa nuova gallery? Sicuramente, al di là della possibilità di scegliere la grandezza delle miniature, un altro elemento chiave dell’organizzazione dell’album è la capacità di iOS 13 di evidenziare automaticamente le foto migliori nascondendo immagini simili per evitare confusione. Questa caratteristica si rivela fondamentale nel momento in cui, come spesso capita, la galleria è piena oltre misura di foto di cui solo alcune sono degne di essere utilizzate, guardate, stampate o condivise.
Oltre all’aspetto organizzativo iOS 13 propone delle nuove possibilità anche per quanto riguarda l’editing degli elementi multimediali. In aggiunta alle modifiche applicabili alle fotografie adesso è possibile effettuare anche la modifica avanzata dei video, permettendo così all’utente di ruotare, riflettere, ritagliare, eliminare l’audio e apportare tante altre modifiche inerenti l’aspetto grafico degli elementi video (includendo 4K a 60 fps e lo slow‑motion 1080p a 240 fps).
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Novità per gli utenti iPad
Lo scopo di questo cambiamento rivoluzionario è la possibilità di unire la semplicità di utilizzo tipica del tablet avendo però a disposizione anche una serie di funzionalità più vicine a quelle dei notebook.
Split View: la possibilità di suddividere lo schermo per visualizzare e lavorare su elementi diversi e quindi agevolare il multitasking.
Slide Over: permette di utilizzare più applicazioni in alternanza, senza perdere di vista quella su cui non si sta lavorando.
Exposè: selezionando l’app nel dock è possibile visualizzare tutti gli spazi dove è attualmente aperta.
Sidecar: l’iPad funge da secondo schermo touch per il mac a tutti gli effetti, anche wireless. Può infatti essere utilizzato anche come mirror lontano dalla macchina a cui è collegato e, per le app che supportano la funzionalità grafica, utilizzare la Apple Pencil su iPad.
Gesture: nuove gestures sono disponibili su iPadOS: è possibile per esempio utilizzare due dita per spuntare più caselle in una lista, utilizzare una nuova e più flessibile modalità di drag and drop, copiare e incollare con tre dita, muovere le dita verso destra o sinistra per andare avanti e indietro nelle modifiche di un documento e altre features utilizzando addirittura 4 o 5 dita.
Pencil: come è stato già accennato parlando di Sidecar, la Apple pencil dà la possibilità all’utente di utilizzare in modo completo e preciso le funzionalità grafiche delle applicazioni, sfruttando la sensibilità dello schermo touch per scrivere, disegnare o apportare modifiche a file multimediali.
Novità per gli sviluppatori
iPadOS mette a disposizione la possibilità di portare le app compilate per iPad su Mac (a partire da Catalina): le app condividono lo stesso progetto e lo stesso codice sorgente, quindi è possibile convertire in modo efficiente le funzionalità di classe desktop dell’app per iPad e aggiungerne altre solo per Mac (in questo modo tutte le modifiche apportate vengono tradotte in entrambe le piattaforme). L’app Mac creata funziona quindi in modo nativo, utilizzando gli stessi framework, risorse e persino ambiente di runtime delle app create solo per Mac.
Sidecar
Gli utenti possono utilizzare iPad come display secondario insieme a Mac e disegnare con Apple Pencil su iPad, tutto senza la necessità da parte degli sviluppatori di apportare modifiche all’applicazione: è sufficiente attivare la funzionalità Tablet Events in AppKit per abilitare l’utilizzo completo del disegno su tablet.
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Ogni giorno riceviamo telefonate ed e-mail da parte di persone che hanno idee per una app e sono alla ricerca di una quotazione su quanto costerebbe realizzarla. In Synesthesia, cerchiamo di essere il più disponibili possibile, ma a volte dare una quotazione può essere davvero difficile. Chiedere “quanto costa una app?” (o un sito, o una skill per Alexa, ecc.) è un po’ come chiedere “quanto costa un’automobile?”: dipende! 😃 Ecco perché è importante per voi raccogliere la maggior quantità possibile di informazioni sulla vostra idea e, idealmente, avere un documento di specifica su cui basarsi.
Molte persone hanno una idea di base, ma preferiscono parlare con uno sviluppatore o un designer per sfruttarne le conoscenze specialistiche nel settore, in modo da raffinare l’idea iniziale. Questo va benissimo: molte agenzie come la nostra propongono una tariffa giornaliera o a pacchetto per questo tipo di consulenza, per cui vale la pena di spendere un po’ di tempo per assicurarsi che la vostra idea di app sia valida e valga la pena di intraprendere i passi successivi di sviluppo.
Se siete invece già sicuri della vostra idea e state cercando di ingaggiare qualcuno per realizzarla per voi, un documento di specifiche probabilmente è quello che vi serve. Un documento di questo tipo può non essere semplice da mettere insieme, perciò vediamo nel seguito alcune delle cose più importanti che abbiamo bisogno di sapere prima di poter stilare un preventivo. Se in questa fase volete proteggere la vostra idea, una buona soluzione è quella di far siglare ai soggetti a cui ne parlerete un Accordo di non divulgazione (o NDA). Potete trovare vari modelli online o chiedere la consulenza di un legale.
Obiettivi & Background
Sapere esattamente quello che la vostra applicazione dovrà fare è importante. Serve a risolvere un problema pratico? È un gioco che promuove un brand? Si tratta di una operazione di marketing? Fa parte di un quadro più ampio? L’elenco dei vostri obiettivi relativi al progetto ci aiuteranno a capire la vostra applicazione, ma permetteranno anche di consolidare la vostra idea e le relative funzionalità.
Se avete realizzato una ricerca di mercato per il progetto, ci sarà sicuramente utile per meglio comprendere i vostri obiettivi.
Target
A chi è destinata? Sembra ovvio, ma conoscere il target della vostra applicazione permette di prendere molte decisioni, e saperlo ci permette di comprendere l’esperienza utente dovrà essere realizzata. Per esempio se è l’app è destinata a bambini la grafica sarà necessariamente diversa e i pulsanti saranno più grandi e colorati, una app destinata al settore aziendale potrà avere una UX (la User Experience) più standard e dall’aspetto professionale.
Sistemi operativi e dispositivi
Oggi il mondo degli smartphone è dominato da due grandi player: Apple a Google. Probabilmente se il vostro pubblico è generico, vorrete che la vostra applicazione sia disponibile sia su iOS che Android, a meno che non si tratti ad esempio di una app aziendale B2B, per esempio dedicata alla forza vendita. Quanto al formato, sarà per smartphone, anche tablet o entrambi? Qui la scelta può dipendere dal contesto principale di utilizzo.
Quella dei sistemi operativi (OS) su cui si desidera che l’applicazione sia disponibile è una delle scelte che incide maggiormente sui costi, quindi è qualcosa su cui riflettere attentamente. Un buon punto di partenza sono le statistiche di utilizzo dei vari sistemi operativi. Il che ci porta al prossimo punto.
Nativa o ibrida?
Creare una app per iOS e Android è come scrivere la stessa lettera due volte, ma una in francese e una in cinese. Può essere lo stesso contenuto, ma servono competenze completamente differenti. Ogni sistema operativo ha un linguaggio di sviluppo diverso e questo, in caso di sviluppo nativo, può portare a raddoppiare il costo della vostra applicazione. Lo sviluppo ibrido o l’utilizzo di framework può aiutare a ridurre i costi, ma è importante conoscere i pro ed i contro di questa scelta. Alcune aziende richiedono una specifica modalità di sviluppo, ma se non siete sicuri, possiamo consigliarvi volentieri ed indirizzarvi verso la scelta migliore per il vostro progetto. (Volete saperne di più sullo sviluppo ibrido o nativo? Leggete il nostro post sull’argomento)
Timeline
Esiste una deadline per il progetto? State lavorando con dei partner che hanno delle scadenze? La pubblicazione è legata ad un evento inderogabile? Cercate di fornire tutte le informazioni possibili sui vincoli temporali da rispettare, se è possibile con il breakdown delle singole scadenze. Tenete in mente che nello sviluppo e nella progettazione giocano molti fattori, e che il lavoro deve essere comunque pianificato tra le attività dell’agenzia. Infine, esistono dei tempi “tecnici”, come quelle di approvazione da parte di Apple, di cui tenere conto.
Funzionalità
È il punto cruciale. Se è possibile, scrivete quella che sarà la descrizione che apparirà sull’App Store quando l’applicazione sarà pubblicata. Questo dovrebbe aiutarvi a descrivere ciò che fa la vostra applicazione in modo chiaro e conciso.
Se non siete designer specializzati, è meglio lasciare il lavoro di definizione dell’interfaccia utente e la UX Design alla vostra mobile agency preferita. Tuttavia finché l’applicazione non sarà definita in modo dettagliato sarà difficile ottenere un preventivo preciso. Spesso la definizione di tutte le specifiche, le schermate e le interazioni dell’utente è la prima fase dell’attività di sviluppo. Anche questa attività può essere oggetto di una consulenza specifica, finalizzata a produrre un completo studio della UX/UI di una applicazione, che qualunque sviluppatore sarà in grado di utilizzare per portare a termine la realizzazione della app.
In ogni caso, se l’applicazione non è particolarmente complessa e se non ci sono troppe variabili non conosciute, un buon documento di specifiche è più che sufficiente per avere una quotazione di massima della vostra app.
In genere, una buona applicazione è una app che fa una (singola) cosa semplice, e la fa davvero bene. Ma il modo in cui lo fa è una caratteristica propria della app. Per esempio se lo scopo della vostra applicazione è quello di “segnalare i buchi nell’asfalto quando li si incontra per strada” l’applicazione potrebbe avere le seguenti caratteristiche:
- aggiungere automaticamente posizione dell’utente nella sua segnalazione;
- possibilità di scattare una fotografia e allegarla alla segnalazione;
- funzione per inviare automaticamente il report, caricarlo su un server, condividerlo.
Pensate a quelle che possono essere le funzionalità aggiuntive, indicando se sono essenziali o se sono dei “nice to have” che sarebbe bello avere, in quanto alcune funzionalità possono fare una grande differenza sul costo finale.
Esempi di caratteristiche che possono influenzare notevolmente il costo sono:
- Notifiche Push. Servirà inviarle?
- Geolocalizzazione – serve sapere la posizione dell’utente o mostrargli dove andare?
- Integrazione Social – E’ prevista condivisione su Facebook, Twitter, ecc?
- Deve essere gestito il Login? La registrazione?
- È presente un profilo utente?
- Modello di business: L’app è a pagamento? Ci saranno acquisti in-app?
- Gli utenti potranno inserire commenti o recensioni nella app?
- È previsto un collegamento a siti web? (Il vostro sito, youtube, ecc.) da cui reperire informazioni?
- Le informazioni presentate provengono da un database esterno o interno alla app? *
* Le app che attingono da informazioni memorizzate in un database esterno sono le più comuni, ma le logiche di trasferimento dei dati possono essere molteplici. Si pensi ad esempio a un catalogo prodotti o un’applicazione di notizie. Se la vostra app dovrà interfacciarsi con un database esterno, lo sviluppatore dovrà sapere se questo DB esiste già o è qualcosa da creare appositamente. Sarà necessario sapere la modalità di interfacciamento, come è realizzato, se vi è un server web esistente e se le API (Application Programming Interface) sono documentate. Più informazioni vengono fornite, meglio è.
Graphic Design
La maggior parte delle agenzie dispongono internamente di designer grafici che conoscono a fondo la progettazione per mobile. Di solito è meglio affidarsi a loro per accelerare i tempi di progettazione e anche perché loro conoscono le tendenze ed i design che funzionano meglio. Se preferite affidarvi ai vostri creativi, assicuratevi che conoscano le specifiche su come si progetta per mobile. Saremo felici di fornirvi consulenza in tal senso. In ogni caso i grafici avranno bisogno di specifiche su cui lavorare. Font, colori, loghi, linee guida dell’immagine aziendale, sono tutti materiali utili, se disponibili, su cui basare il design.
Piano di manutenzione
Questo può essere discusso e concordato con gli sviluppatori prescelti, ma è bene esplicitarlo: le applicazioni hanno bisogno di manutenzione: ad esempio nuove versioni dei sistemi operativi o nuovi modelli di smartphone possono creare dei problemi, ed il backend può richiedere interventi periodici. È quindi importante pensare ad un piano di manutenzione e aggiornamento.
Informazioni extra
È utile fornire un foglio aggiuntivo con i dati dell’azienda e i dati di tutte le persone coinvolte nel progetto, che includa indirizzi e-mail, i numeri di telefono, i ruoli operativi e le responsabilità. E’ importante che ci sia un unico referente per le comunicazioni e le decisioni importanti.
Conclusioni
il documento di specifiche, non solo aiuterà a comprendere ciò che la vostra applicazione è o potrebbe diventare, sarà anche un ottimo biglietto da visita nei confronti dello sviluppatore che non potrà che apprezzare la vostra professionalità e commitment nel progetto.
Il documento di specifiche non dovrà necessariamente essere qualcosa di “scolpito nella pietra”, probabilmente sarà rivisto prima dell’inizio dello sviluppo. Se è ben scritto si tratta comunque di un valido punto di riferimento in cui raccogliere le decisioni ed i desiderata, indispensabile alla efficace riuscita del progetto.
Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, e non vediamo l’ora di ricevere i documenti di specifiche delle vostre fantastiche app. Contattateci subito e iniziamo!
Il presente documento è stato realizzato da Synesthesia srl ed è rilasciato secondo la licenza Creative Commons BY/NC/SA 3.0 reperibile all’indirizzo:
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ultima modifica: luglio 2020
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