L’eCommerce delle nuove generazioni
É noto come gli utenti più giovani siano spesso i primi realizzatori e promotori di novità e l’ambito degli acquisti online non fa eccezione.
Al giorno d’oggi il settore delle vendite su internet ha subito un’accelerazione inaspettata e vertiginosa, causata dalla chiusura forzata di quasi tutte le attività commerciali. Secondo i dati raccolti da Shopify, gli acquisti online hanno registrato un incremento, rispetto a inizio anno, pari al 67% presso il pubblico fino ai 35 anni, percentuale destinata a diminuire con l’aumentare delle età degli utenti (57% per gli utenti di età compresa tra i 35 e i 55 anni fino a un 41% per gli over 55).
La preferenza dei consumatori italiani si sta orientando sempre di più verso il digitale. Il 61% della popolazione afferma, infatti, che la pandemia da Covid-19 ha modificato radicalmente le abitudini di acquisto e il 39% dichiara che si sente a disagio a recarsi in negozio di persona.
In questo contesto, ricostruito sulla base dei dati fin qui analizzati, si può correttamente affermare che l’eCommerce rappresenta il futuro del commercio. Ecco che diventa allora molto utile dare un’occhiata più “da vicino” alle varie sfumature che esso assume.
Nel nostro mondo, sempre più digitalizzato, le soluzioni di vendita online non si limitano più solo al “tradizionale” sito di eCommerce aziendale o al punto vendita virtuale su un qualunque marketplace; a queste vie più “note” di commercio online si affiancano oggi i social network con vere e proprie funzionalità dedicate. Si pensi alla sezione “marketplace” di Facebook, o alle inserzioni pubblicitarie su Instagram. E ancora una volta i dati ci mostrano che è il pubblico giovanile a trainare il cambiamento. Il 54% dei consumatori più giovani effettua acquisti da negozi di cui è venuto a conoscenza attraverso i social media e il 28% dichiara di acquistare direttamente sulle varie piattaforme social (contro un appena 8% di consumatori in età più avanzata). Fare ricorso ai social network oggi è, senza dubbio, una strategia vincente per intercettare il pubblico più dinamico e ben disposto nei confronti della novità.
Il commercio di prossimità: un incentivo di crescita per i negozi fisici
Secondo il report di Shopify, i commercianti più intraprendenti e pronti ad accogliere le sfide del cambiamento sono stati in grado di rimpiazzare con le vendite online il 94% di quelle perse nelle prime settimane della pandemia. Un risultato incoraggiante che dovrebbe spingere tutte le realtà aziendali a vedere nella novità un’opportunità di crescita anziché un ostacolo da superare.
I pagamenti contactless, le opzioni alternative di consegna e gli appuntamenti personalizzati per gli acquisti in negozio sono solo alcune delle scelte vincenti operate dai venditori più attenti e desiderosi di andare incontro alle esigenze del proprio pubblico.
Più della metà dei consumatori a livello globale (il 62%) predilige oggi i pagamenti digitali e, durante la crisi sanitaria, si è registrato un incremento pari al 122% dei negozi che offrono la possibilità di pagamenti contactless su Shopify rispetto allo stesso periodo del 2019.
Una delle novità più interessanti è sicuramente il diffondersi della tendenza del “commercio di prossimità”, ovvero la progressiva digitalizzazione di piccoli negozi e aziende locali che non avevano mai pensato prima di vendere i propri prodotti online.
Una simile opportunità di scelta, ha orientato le preferenze dei consumatori, da sempre alla ricerca di un “rapporto” personale e di fiducia con il venditore, verso queste nuove realtà a scapito dei marketplace globali certamente più anonimi rispetto al “negozietto di quartiere”.
La chiave per il successo del nuovo modello di business integrato con il piano digitale è stata proprio la creazione, per l’utente, di un’esperienza immersiva senza soluzione di continuità tra lo spazio virtuale e quello fisico. Su questa linea, tanti commercianti hanno offerto la possibilità alla propria clientela di ritirare i prodotti ordinati online presso il negozio fisico più comodo per l’utente o presso un punto di ritiro prescelto.
Tali soluzioni hanno portato a notevoli incrementi nelle operazioni di vendita: in media da maggio ad agosto 2020 gli acquirenti online hanno speso un 23% in più nel momento in cui sapevano di poter optare per il ritiro o la consegna locale e hanno riempito il carrello il 25% in più.
Il commercio di prossimità: il commercio conversazionale
Un altro aspetto legato al “commercio di prossimità”, e strettamente correlato a quanto detto in precedenza, è costituito dalla volontà forte e diffusa dei consumatori di sostenere piccole realtà locali che si facciano contemporaneamente portatrici di grandi valori condivisi. Il desiderio di sostenere l’imprenditoria locale (durante i mesi precedenti al Black Friday gli ordini di commercio locale sono aumentati del 168% rispetto all’anno precedente), la ricerca di prodotti particolari e specifici, la qualità del servizio clienti sono alcuni esempi che alimentano questo orientamento di scelta.
Con particolare riguardo al tema del rapporto cliente-venditore, nel periodo dal 16 marzo al 1° luglio di quest’anno, le interazioni tra customer e merchant su Shopify Ping sono aumentate dell’85% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un simile trend costituisce un segno evidente dell’importanza per le aziende e, più in generale, per tutti i venditori di curare il rapporto personale con i propri clienti.
Si è parlato in proposito di “commercio conversazionale” per indicare specificamente la cura della fase d’interazione e contatto online da parte dei venditori con i propri clienti. Tanto più si riesce a curare scrupolosamente questo passaggio, tanto più sarà il “guadagno” in termini di fidelizzazione e di sostegno da parte dei consumatori. Un cliente che si sente soddisfatto con attenzione e scrupolo nelle proprie esigenze sarà certamente più invogliato a continuare a sostenere attivamente il brand che gli ha rivolto queste attenzioni.
Sostenere le realtà locali, una scelta di valore
Un trend tipicamente “europeo”, particolarmente diffuso nel nostro Paese, è rappresentato dalla volontà dei consumatori di sostenere tutte quelle realtà locali che compiano scelte di valore condivise e concrete.
Il 67% dei consumatori in Italia, per esempio, sceglie di acquistare prodotti ecologici o sostenibili, tendenza molto diffusa anche in Paesi del nostro continente come Spagna, Francia e Regno Unito con percentuali rispettivamente del 60%, 55% e 51%.
Su questa linea si registra anche la risposta positiva dei consumatori (il 49% degli intervistati a livello globale sposa questa scelta) ai negozi che realizzano una donazione a scopo benefico per ogni acquisto effettuato.
Prendere, dunque, attivamente posizione su questioni sociali attuali e offrire il proprio contributo concreto alle soluzioni di problemi collettivi (come l’inquinamento globale, il sottosviluppo di alcune aree del globo, la disparità di genere) rappresenta, oggi, una scelta indispensabile per le aziende che vogliano “conquistare” il proprio pubblico target. Con la sempre più elevata concorrenza della globalizzazione attuale, soprattutto nel digitale, non è più concesso essere anonimi attori nel mercato. Occorre distinguersi e farlo con decisione, tanto nel digitale quanto nel reale. Anche perché, come abbiamo visto, le due realtà sono destinate a diventare un tutt’uno indistinguibile, un’esperienza unica e completa.
I pagamenti online: modalità e preferenze
Per concludere il nostro excursus sui trend attesi dell’e-Commerce un cenno meritano sicuramente i pagamenti online: la fine del “viaggio” del cliente nel negozio digitale.
Tutte le aziende che decidono di avviare un proprio punto vendita online devono altresì fornire al pubblico la possibilità di pagare comodamente in rete con carte di credito o attraverso app e circuiti dedicati. Si pensi alla soluzione di PayPal, disponibile per tutte le transazioni su Amazon, che permette di trasferire le somme richieste per l’acquisto direttamente al venditore, sottraendo così l’utente a tutti i controlli di sicurezza spesso incomprensibili, irrisolvibili ed eccessivamente lunghi previsti dagli istituti finanziari per le tradizionali carte di credito (il 60% dei merchant ha dichiarati a Shopify di usare servizi di app di pagamento online per provvedere alle spese della propria attività).
Per fare un altro esempio molto virtuoso nel campo dei pagamenti contactless, disponibile ora anche per pagamenti online, possiamo citare la sempre più diffusa app tutta italiana per micro pagamenti: Satispay, un trovata geniale di tre giovani nostri connazionali, annoverata oggi tra le 250 fintech private a più rapida crescita nel mondo.
Risulta evidente, dunque, che una diretta conseguenza della digitalizzazione del commercio è la digitalizzazione di tutte le transazioni da esso dipendenti. Sempre più veloci, sempre più facili da eseguire ma soprattutto sempre più sicure e agevoli da rintracciare. Se pago online voglio farlo velocemente sì, ma in totale e assoluta sicurezza.
In conclusione…
Il futuro dell’eCommerce che ci attende pretenderà soluzioni sempre più creative, innovative e complete. Dal commercio conversazionale, a esperienze d’acquisto integrate e multicanale, passando per i negozi locali digitali e per i canali social aziendali con una comunicazione diretta e personale con la clientela, le opportunità non mancano, basta saperle cogliere con coraggio e con il desiderio essenziale d’innovarsi e migliorarsi costantemente.
Per ulteriori approfondimenti sul panorama dell’eCommerce ai giorni nostri scopri anche il nostro approfondimento dedicato.
Il mondo del gaming sta cambiando e con esso anche la figura femminile.
Le donne sono diventate finalmente le protagoniste indiscusse di avventure memorabili per gli amanti dei videogiochi di tutto il mondo. Dietro questo cambio di paradigma e di narrazione negli ultimi anni troviamo anche una crescita esponenziale della presenza femminile all’interno del mercato dei videogiochi rispetto al passato. Stando al recente rapporto pubblicato da IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association), oggi i giocatori di sesso maschile rappresentano solo il 53% rispetto a quelli di sesso femminile con il 47% del totale. l report “Gaming e eSport in Italia” pubblicato da Nielsen Sports & Entertainment per Intel ha evidenziato, inoltre, che il 43% dei fan di eSport appartiene al genere femminile.
Numeri importanti che testimoniano un cambiamento epocale. Siamo andati a esplorare la recente storia dei videogiochi per capire bene alcune dinamiche di questa evoluzione. Partendo da Ms. Pac-Man, icona femminile dei videogiochi che ha segnato intere generazioni di giocatori, per arrivare a Maxine Caufield, protagonista di Life is Strange.
Ms. Pac-Man: la versione “super” di Pac-Man

Ms. Pac Man è la protagonista del secondo titolo della serie Pac-Man. Nato nel 1981 il videogioco è considerato uno dei più popolari “cabinati” di quegli anni. La trama è piuttosto “rivoluzionaria”: assistiamo probabilmente per la prima volta a un vero e proprio ribaltamento di prospettiva rispetto alle narrazioni tradizionali dove a essere salvata era sempre una donna. In questo caso infatti sarà la signora Pac-Man a salvare il proprio compagno.
Ms. Pac-Man è stata acclamata dalla critica per i suoi notevoli miglioramenti al gameplay originale a tal punto da diventare “superiore” alla sua versione precedente, al maschile.
Ellie: la forza dell’empatia e della solidarietà

Ellie è la co-protagonista della serie The Last of Us (2013), creata e sviluppata da Naughty Dog. Non stiamo parlando di un personaggio con particolari abilità soprannaturali. Si tratta di una giovane ragazza che si trova a vivere in un contesto particolarmente difficile: il racconto si svolge in un’America devastata da un’epidemia che ha causato la mutazione di milioni di persone in esseri non senzienti e ostili. Ellie è un personaggio particolarmente empatico, che ha il merito di trasformare l’intera avventura in una storia dalle emozioni uniche.
Nonostante le numerose avversità e la violenza della guerra, la giovane protagonista riuscirà a conservare la sua “umanità” aiutando Joel un cinico compagno di avventura nella lotta per la sopravvivenza.
Madeline: come conoscere se stessi attraverso il gaming

Il prossimo personaggio femminile che andremo a scoprire è Madeline, protagonista di Celeste (2018), il videogioco indie sviluppato da Matt Thorson e Noel Berry, in collaborazione con lo studio brasiliano MiniBoss. La storia del gioco narra le vicende avventurose di una ragazza che, nel tentativo di ritrovare se stessa e superare la sua depressione, decide di scalare la montagna Celeste, situata nel Canada Occidentale. Nel corso della scalata si susseguiranno incontri inaspettati e misteriosi eventi che segneranno l’evoluzione del nostro personaggio. Madeline sarà, infatti, chiamata a incontrare la “parte oscura di se stessa” che tenterà più volte di ostacolarla. Nonostante le cadute e le avversità imparerà a governare le sue ansie e paure.
Edith Finch Jr.: le storie e i ricordi dopo la morte

Edith Finch Jr. è uno dei protagonisti del videogioco sviluppato da Giant Sparrow e pubblicato da Annapurna Pictures, dal nome “What remains of Edith Finch” (2017). La trama racconta le vicende della sventurata famiglia Finch i cui membri sono destinati a morte certa, a causa di una misteriosa sorte avversa. Anche la giovane Edith muore di parto a soli diciassette anni, lasciando al figlio un diario in cui sono raccolti i segreti della famiglia. Il videogioco si struttura attorno al tema della morte, ma affrontato da una prospettiva nuova, onirica. Non si concentra mai, infatti, sulla narrazione dell’evento morte fine a se stesso, ma piuttosto si focalizza costantemente su come hanno vissuto i personaggi, sulle loro aspirazioni e su cosa hanno lasciato ai posteri. Da qui il titolo “cosa resta di Edith Finch”.
Maxine Caufield: come giocare con il tempo

Meglio conosciuta come Max è il personaggio di Life is Strange (2015), l’avventura grafica a episodi sviluppata da Dontnod Entertainment e pubblicata da Square Enix. La nostra protagonista è un’aspirante fotografa che frequenta la Blackwell Academy. Qui scopre improvvisamente di possedere il super potere di viaggiare indietro nel tempo dopo che una sua cara amica, Chloe Price, è stata uccisa. Nel corso del gioco i super poteri di Max saranno messi alla prova, nel momento in cui dovrà salvare l’intera città di Arcadia Bay da una tempesta in arrivo.
In conclusione…
I videogiochi hanno molto da insegnarci. Ci spingono a viaggiare lontano con la fantasia, ma anche a riconoscere se stessi e a superare le proprie insicurezze. Ci fanno scoprire che in fondo le nostre emozioni e i nostri desideri sono “universali”, che non siamo isolati dal resto del mondo. Ci fanno capire che siamo tutti più “umani” e che in fondo apparteniamo a un grande universo videoludico che abbraccia sfera femminile e maschile. Il cambio di prospettiva che abbiamo riscontrato nel corso di questo piccolo viaggio sta a testimoniare non solo che il ruolo delle donne nei videogiochi è mutato nel corso degli anni, ma anche che questo cambiamento ha spinto le industrie dei videogiochi a rivolgere maggiormente la propria attenzione sulla sfera “psicologica”.
Siamo tutti più “umani”. E le donne questo lo sanno bene.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia). Con la collaborazione di Marco Mazzaglia (Video Game Evangelist di Synesthesia) e Valeria Bonicelli (Stagista divisione Comunicazione di Synesthesia).
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Storicamente la compressione dei dati – video, audio – è stata uno dei fattori di successo per molte aziende che operano nel settore della tecnologia dell’informazione. Come stanno oggi le cose?
“La compressione di audio e video ha abilitato un business che si è espanso molto, ma le tecnologie tradizionali che sono state sfruttate al momento hanno rallentato il loro corso. La standard MPAI invece è entrato decisamente in una nuova era, applicando nuove tecnologie anche ad altri settori di mercato e permettendo loro di trarre nuovi benefici”.
MPAI intende sviluppare standard di codifica dei dati in una varietà di contesti di interesse pratico grazie all’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI). Puoi farci qualche esempio? A quali ambiti si può applicare questo strumento? Da quali esigenze nasce MPAI?
“Applicare l’Intelligenza Artificiale alla compressione dei dati significa sfruttare meglio le loro proprietà statistiche in modo da estrapolare informazioni aggiuntive e complementari. Per esempio analizzare l’ingente mole dei dati finanziari che produce un’azienda (quelli di produzione, sull’andamento del mercato, del personale, ecc. che non sono statici ma cambiano nel corso del tempo) significa far emergere scenari che diversamente non sarebbe stato facile o addirittura possibile considerare prima. Attraverso l’impiego dell’AI si può approfondire come mai prima d’ora, perché il potenziale della compressione è vastissimo, anche per comprendere ulteriormente la stessa natura dei dati”.
Il Context-based Audio Enhancement (MPAI-CAE) è uno dei progetti che rappresenta una risposta alle necessità del settore?
“Sì lo è. Il grande valore della standardizzazione è definire un campo aperto all’interno del quale tutti possano concorrere invece di confinare le competenze all’interno di cerchie ristrette, che non si influenzano e sono addirittura inutili perché ostacolano il progresso. L’innovazione porta benefici a chi crea prodotti o servizi e a chi ne fruisce solo se si stabilisce un corretto codice di comunicazione”.
Synesthesia è diventata principal member di MPAI. A quali categorie afferiscono gli altri attori che fanno parte dell’organizzazione e che tipo di contributo ti aspetti da loro?
“Synesthesia rappresenta un ottimo esempio del potenziale dirompente e positivo nella risoluzione di un problema per cui risulta essenziale attingere a nuove tecnologie di AI per migliorare l’esperienza non solo dell’utente ma anche del produttore. Circa il 40% dei soci di MPAI è costituito da università o centri di ricerca – settori in forte crescita, dalla smisurata quota innovativa in ballo, e che sono garanzia per lo sviluppo di standard sempre più potenti. L’altra componente dell’organizzazione è data dalla cosiddetta industria (operatori telefonici, broadcaster, costruttori, aziende specializzati nel ramo informatico), aziende che possono evitare di diventare sudditi di grandi aziende potendo operare all’interno di un campo aperto con regole stabilite. L’ MPAI si pone come fattore fortemente abilitante, gettando le basi per un sistema di condivisione e cooperazione, e maggiori possibilità, specie per le PMI, di portare competenze all’interno dell’organizzazione”.
Numerosi esperti dell’industria, della scienza e del mondo accademico fanno già parte di MPAI o sono stati invitati a unirsi a essa per lo sviluppo di standard abilitati dall’Intelligenza Artificiale. Quanto è importante in questa partita fare rete e sfruttare la connessione con il mondo della ricerca per raggiungere gli obiettivi?
“É fondamentale interagire con professionisti in campi simili o complementari: MPAI facilita la collaborazione e l’interazione tra aziende. Mettere a patrimonio a livello sistemico le competenze dei vari attori consente l’accesso a soluzioni più potenti e maggiormente utilizzabili. Le innovazioni devono essere spinte da precise esigenze di business sulla base di requisiti funzionali alle necessità dello standard utilizzato. Quest’ultimo determina come un prodotto o servizio possa essere utilizzato, mentre l’accesso alla proprietà intellettuale è stabilito nella trattativa tra un’azienda e i detentori di brevetti”.
MPEG ha avuto un incredibile impatto a livello tecnologico: quali sono le sue previsioni sulla portata che potrebbe avere MPAI?
“Sono senz’altro più ambiziose, perché non confinate ai sistemi audio e video; si parla infatti della sua applicazione a dati finanziari, al miglioramento della performance nelle multiuser gaming e una vastità che al momento non è ancora determinabile, e ha come driver l’AI. Le tecnologie tradizionali stanno perdendo l’impeto iniziale di 30 anni fa, non soltanto perché sono al loro margine di sviluppo ma per l’impossibilità pratica di ottenere tutti i brevetti necessari all’implementazione di uno standard. Questo è uno degli aspetti fondanti dell’MPAI per applicare l’AI a tutti i tipi di dati: quando si sviluppa uno standard gli utenti futuri devono avere chiari i termini di utilizzo dei brevetti che saranno necessari, anche se non il valore monetario per ragioni di antitrust. La portata quindi non è soltanto di natura tecnica, ma anche legale, nell’ambito di una licenza quadro, legata all’elaborazione di uno standard. Il risultato atteso è una garanzia assicurata a chi definisce la tecnologia in uno standard godendo delle relative royalties e a chi ne fruirà. Definire licenze quadro è il sistema per raggiungere tale obiettivo ed è la vera sfida che si pone MPAI”.
Auguriamo al team MPAI un grande successo per tutto quello che stanno progettando e realizzando. A Leonardo Chiariglione il nostro ringraziamento per averci raccontato l’iniziativa e per l’estrema simpatia e disponibilità.
Sviluppiamo soluzioni di AI per il tuo business. Inviaci le tue richieste attraverso il nostro modulo di contatto. Ti risponderemo al più presto.
Il mondo sta cambiando così come abitudini e lo stile di vita di molti Italiani. A raccontare questa accelerazione della “rivoluzione digitale” tutt’ora in corso sono gli ultimi numeri riportati da Hootsuite e dall’Osservatorio e-Commerce B2C. Già a gennaio 2020 Hootsuite aveva evidenziato alcuni dati relativi alle attività online degli utenti con significativi incrementi rispetto all’anno precedente.
Considerato tradizionalmente, soprattutto in Italia, come una forma di acquisto subordinato a quello tradizionale, oggi l’e-commerce ha acquisito un ruolo determinante spingendo verso un ripensamento delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori, basti pensare che nel 2020 l’incidenza dell’e-commerce B2C sul totale vendite retail è passato dal 6% del 2019 all’8%.
L’e-commerce in Italia prima di gennaio 2020
La fotografia che Hootsuite aveva scattato a gennaio 2020 dell’Italia mostrava uno scenario nel quale l’impiego dell’e-commerce era già in forte crescita: l’87% degli utenti online cercava già prodotti o servizi da acquistare online. Percentuali alte, numeri e prospettive di crescita importanti per diversi settori dell’innovation retail rispetto all’anno precedente: +16% fashion & beauty; + 15% electronics & physical media; + 20% food & personal care; +20% furniture & appliances; +5,3% toys; DIY & hobbies; +2% travel; +1,1% digital music; +5,5% video games.
L’e-commerce durante l’emergenza COVID-19
A livello globale l’impatto della pandemia di Covid-19 è stato considerevole sull’e-commerce, soprattutto per quanto riguarda alcune categorie merceologiche come per esempio i generi alimentari con un +251% e la tecnologia con un +78%.

A livello globale, le indagini svolte ci mostravano, inoltre, anche un altro dato interessante, cioè che il 52% degli utenti che acquistavano online facevano uso di mobile device. Si tratta, tuttavia, di un valore che durante il lockdown, nonostante la maggior parte degli utenti fosse bloccata nelle proprie case, ha registrato un calo pari solamente all’1%. Questo ci induce a constatare quanto in realtà l’utilizzo dello smartphone per fare acquisti sia diventata un’abitudine diffusa e radicata all’interno delle nostre vite.


In Italia, in particolare, – stando a quanto sostenuto dall’Osservatorio eCommerce B2c (promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano) e riportato da diyandgarden.com – il lockdown avrebbe favorito la crescita del food&grocery (che vale oggi 2,5 miliardi di euro, +56%), arredamento e home living (2,3 miliardi, +30%) e una serie di altre nicchie di mercato come il pharma, il beauty e lo sport&fitness.
Come dichiara diyandgarden.com, abbiamo assistito all’incremento in valore assoluto più alto di sempre: 4,7 miliardi in più in un solo anno rispetto al 2019. Tale centralità del canale online si traduce in una crescita del valore degli acquisti online di prodotto che nel 2020 dovrebbero sfiorare i 22,7 miliardi di euro (+26% rispetto al 2019).
Quali prospettive?
In Italia, così come nel resto del mondo, l’e-commerce ha svolto un ruolo fondamentale per la ripresa delle attività commerciali degli ultimi mesi. Durante questo periodo sono cambiate molte abitudini e stili di vita ed è cresciuta conseguentemente una maggiore fiducia nel digitale. Sempre più italiani hanno deciso di acquistare online (+2 milioni nel 2020). Tale aumento è il frutto non solo dell’eccezionalità del periodo storico, ma anche di un’azione di marketing operata da molte aziende sempre più attenta e mirata.
Oggi, infatti, il mondo del marketing è sempre più vicino alle esigenze dei clienti e sempre più aziende hanno potenziato i loro canali digitali per facilitare le modalità di vendita basate sull’integrazione tra esperienze online e offline. É in corso un cambio epocale di paradigma dei consumi e dei costumi che richiede profondi ripensamenti in termini di produzione, organizzazione, investimenti, e capacità di comprensione dei bisogni del proprio target.
Sempre più nuovi modelli integrati di e-commerce stanno nascendo. Grazie al digitale anche le aziende più piccole e delocalizzate oggi hanno la possibilità di ridefinire l’esperienza d’acquisto degli utenti come mai è stato fatto prima: sono in grado di fare rete tra loro e organizzarsi come un marketplace vero e proprio, proponendo all’interno di un’unica piattaforma online un’offerta sempre più ricca. Tale sistema omnicanale di interconnessione e integrazione tra più punti vendita pone l’esperienza d’acquisto del consumatore al centro dei propri obiettivi e rappresenta l’alternativa innovativa ad Amazon più utilizzata dai retailer internazionali.
I vantaggi di un e-commerce omnichannel e integrato
Tante sono le tipologie di approccio che ultimamente stanno interessando la trasformazione digitale in corso. Tra queste vi è certamente il click & collect, cioè la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio. Si tratta di un modello che piace molto ai consumatori per una serie di motivi: i prezzi online sono allineati al canale fisico; il ritiro è gratuito (non vi sono costi di consegna se il totale supera una certa cifra); i tempi di evasione dell’ordine sono molto rapidi e il pagamento avviene comodamente online. Tale approccio risulta efficace e ricco di opportunità per le aziende coinvolte, ma non è l’unico.
L’altra tendenza del mondo e-commerce che esprime la vicinanza del marketing all’esperienza di acquisto personalizzata del singolo utente è quella dei data driven, dove le tecnologie più all’avanguardia di raccolta e analisi dei dati sugli utenti sono messe a disposizione per creare strategie commerciali in base alle esigenze di specifici target. I vantaggi di un e-commerce Data Driven sono enormi: importanti decisioni mirate vengono prese in tempi molto brevi grazie a una gestione efficace dei dati e da più fonti.
In conclusione…
Il campo dell’e-commerce strategy è in continua evoluzione. I retailer di tutto il mondo cercano ogni giorno di quantificare il mercato e-commerce B2C dei prodotti per trovare la migliore soluzione possibile. L’integrazione tra esperienza online e offline sembra oggi essere la strada più percorribile, che meglio si adatta alle esigenze dell’utente. I vantaggi come abbiamo visto sono tanti e le prospettive di crescita molto elevate. Synesthesia aiuta le aziende più ambiziose a essere competitive sul mercato globale attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce. Si prende cura delle loro idee e delle loro attività online: dalla pianificazione costi e ricavi fino alla fase di creazione e gestione di contenuti per le vetrine online. Offre piani dettagliati di lancio sul marketplace che consentono la creazione di una vetrina negozio visibile da milioni di potenziali clienti in tutto il mondo.
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Il mondo degli eventi virtuali sta cambiando. Dopo il lockdown l’intero settore della meeting industry si sta riorganizzando spostando gran parte degli eventi su piattaforme online. Il confine tra spazio fisico e digitale degli eventi sta diventando sempre più labile. Ibridi e inesplorati scenari favoriscono la nascita di nuove opportunità di crescita futura.
Tuttavia, stabilire oggi quale sia il format più adatto per l’evento da realizzare rappresenta nella maggior parte dei casi una vero e proprio dilemma, non facile, da affrontare. Synesthesia, da sempre attiva nel settore dell’innovazione tecnologica, ha deciso di raccogliere questa sfida e lanciare Advento.live, una serie di soluzioni concepite per gestire al meglio eventi digitali e ibridi.
Ma che cosa significa oggi essere davvero digitali?
Un evento virtuale può essere online al 100% oppure combinare interventi da remoto ad azioni che si svolgono in una location specifica e unire un pubblico che assiste dal vivo e che partecipa attraverso la propria connessione a internet. Ogni soluzione deve essere sostenuta con una serie strumenti e servizi personalizzati per aumentare il coinvolgimento e favorire la partecipazione del pubblico.
La nostra offerta: come realizzare versioni ibride o full digital dell’evento?
Per sua stessa natura, Synesthesia innova il presente esplorando, ove possibile, territori ancora sconosciuti per offrire la migliore esperienza digitale possibile. Il suo obiettivo è quello di offrire ai propri clienti un supporto innovativo ed efficace in vista della realizzazione completa dell’evento. L’offerta prevede personalizzazioni ad hoc per rispondere alle varie esigenze e richieste del cliente, includendo strategia, marketing, organizzazione del team, presenza e supporto prima, durante e dopo l’evento grazie al nostro team dedicato e specializzato.
La decennale esperienza nel settore degli eventi, la familiarità acquisita con i meeting online e i webinar realizzati, la costante ricerca di nuove forme di comunicazione e il nostro know how in campo tecnologico (selezioniamo le tecnologie più adeguate come AR, VR, IoT e 3D da integrare nella nostra offerta in base agli obiettivi del progetto) sono al servizio di chiunque voglia condividere conoscenze ed esperienze da remoto in modo più interattivo e coinvolgente possibile.
Numeri significativi sinora sono stati raggiunti per importanti eventi già realizzati nel 2020, come Italia che riparte, Gino Speed Show e droidcon Italy webinar series. Nuove funzionalità interattive, nuove idee digitali da realizzare, nuove sfide ci attendono. Condividere “in digitale” ciò che sta accadendo con il resto del mondo da oggi è più facile, veloce e interattivo. Viviamo all’interno di un’unica grande realtà globale e condivisa 24 ore su 24. Il futuro corre veloce. Il digitale è adesso.
Benvenuti nell’era degli eventi digitali.
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Synesthesia, oltre a sviluppare innovative soluzioni di digital factory e marketing, si occupa anche di creare strategie e progetti nel mondo dei social network e del digital marketing. Oggi vi racconteremo un nuovo interessante progetto che ci vede impegnati da circa sette mesi nella creazione e gestione di contenuti social per un’importante multinazionale che opera da oltre 70 anni nella realizzazione di allestimenti e pavimentazioni sui quali intere generazioni di atleti hanno gareggiato e fatto la storia di diversi sport, dall’atletica al calcio, dal basket al badminton. Stiamo parlando della famosissima Mondo.
La costante ricerca dei materiali, l’ottimizzazione di ogni fase dell’intero processo produttivo e soprattutto il dialogo costante e diretto con gli atleti (al fine di comprendere appieno le loro esigenze) garantiscono all’azienda di raggiungere standard elevatissimi di qualità, offrendo la migliore soluzione per ogni singola disciplina.
Per raccontare la qualità dei prodotti di Mondo (divisione Sport & Flooring) occorre, dunque, andare là dove ogni record è stato infranto e dove ogni impresa umana si scontra ogni giorno, a ogni allenamento, a ogni Olimpiade o manifestazione anche minore contro i limiti della fisica.
Perseguire l’innovazione a ogni costo partendo dalla base, dalle testimonianze dei protagonisti dello sport, per ottenere risultati straordinari. Questa è la filosofia che contraddistingue il modo di operare di Mondo e questo è focus principale sul quale si è concentrata la strategia di comunicazione social pensata da Synesthesia e declinata sui canali Facebook, Instagram e Linkedin del cliente.
“Perseguire l’innovazione a ogni costo partendo dalla base, dalle testimonianze dei protagonisti dello sport, per ottenere risultati straordinari.”
Tutto questo è stato reso possibile grazie alla realizzazione di piani editoriali mensili e ADV pensati per informare e coinvolgere le due tipologie di target individuate: gli appassionati di sport e i professionisti dei settori di architettura, ingegneria, pubblica amministrazione, ecc.

Sono proprio gli atleti con le loro testimonianze sportive e con i loro traguardi raggiunti i veri protagonisti, la voce che racconta la qualità delle pavimentazioni sportive Mondo Sport & Flooring. Una strategia vincente che nel giro di poco meno di 7 mesi ha prodotto risultati molto importanti.
Le soluzioni digitali che proponiamo e progettiamo insieme al cliente possono aiutare le aziende in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.
Scopri le nostre strategie all’interno di questa pagina dedicata.

Questa iniziativa nasce dalla sua esperienza pastorale negli Atenei Universitari della città?
“Il mio lavoro è quello del «coordinatore». Abbiamo avviato da alcuni mesi il servizio per l’Apostolato Digitale come prima diocesi d’Italia per ripensare in chiave teologica all’impatto che l’ambito informatico ha comportato nella società, quindi per me questa “missione” rappresenta l’emanazione dell’impegno che ho assunto. Insegnando teologia della trasformazione digitale all’Università Cattolica a Milano e spiritualità delle società emergenti all’Università di Torino, l’aspetto scientifico, accademico e pastorale si è unito al background della consulenza legale che mi apparteneva prima. L’idea di proporre Torino come capitale per l’Intelligenza Artificiale nasce dall’affetto viscerale per questa città. Da cappellano universitario percepisco quotidianamente la fatica di studenti che vorrebbero mettere radici in questa città ma le opportunità per farlo sono scarse. Come parroco invece respiro la stanchezza di 40enni che vorrebbero costruire un futuro più concreto per i loro figli. A partire dal placet del Vescovo, passando da quello della Sindaca, quindi a seguire gli Atenei, l’Unione Industriale e a propagazione tante altre realtà, tra cui anche Synesthesia. L’idea che nasca dalla Chiesa questo interesse è senz’altro disruptive, ma è anche garanzia del fatto che l’azione non sia inficiata da scopi politici e imprenditoriali, ma dettata da complici alchimie spontanee che si stanno facendo avanti per rendere protagonista un tessuto connettivo tecnologico promettente”.
Quali scenari si pensa di poter contaminare con questa candidatura?
“La ricerca e lo sviluppo per le imprese in primis, poi una governance che subentrerà per assicurare un equilibrio sistemico alle filiere, andando così a legittimare una candidatura seria. Torino non deve costituire un indirizzo fisico specifico quanto un riferimento che nulla tolga ad altri siti ad alto tasso di innovazione, quali l’eolico presso il Lago Maggiore o l’agrifood nel cuneese. L’intento è creare dei cluster che afferiscano a una città collettore di possibilità e nodi la cui rete neuronale sia il più capillare possibile”.
Quali sono i prossimi passi che si è prefisso di riuscire a compiere?
“Una visione profetica, politica e industriale non deve esaurirsi in una conferenza stampa ma prefiggersi la durabilità dei progetti nel tempo. Nell’epoca del diluvio della trasformazione digitale ciò che accade oggi, se non lascia un segno tangibile, domani è già dimenticato. Il processo di ascolto delle imprese, delle diverse realtà coinvolte e degli studenti sta modificando continuamente la progettazione della filiera in modo che possa portare risultati concreti grazie a figure competenti che consentono la delicata costruzione di questi passaggi. Questo processo è ciò che muove i grandi attori quanto i piccoli, come l’equilibrio ricalibrato costantemente tra i reciproci interventi. Il tentativo è innescare un cambiamento accompagnandolo, per poi farsi da parte e lasciarlo gestire a chi sarà deputato al compito”.
A tendere l’obiettivo più ambizioso quale potrebbe essere?
“Non fregiarsi di qualche titolo ma avere l’onore di giocare questa partita per conto dell’Italia, perché può dimostrare di esserne all’altezza, se la stima se la saprà guadagnare. Puntiamo a rafforzare il senso di consapevolezza tecnologica e sul saper fare squadra, dato che la capacità di affermazione non manca. Non possiamo aspettare che qualcuno lo faccia per noi o che ci sottragga l’occasione. In autunno i tempi saranno maturi per portare avanti le azioni incisive che determineranno i risultati dell’operazione. Non possiamo aspettare, il futuro ci troverà pronti”.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Come sarà il turismo del futuro? Certamente più digitale, sostenibile e di prossimità. Durante il lockdown sono stati tanti gli spunti di riflessione sullo scenario futuro del turismo e sulle iniziative da realizzare. Panorami Elettronici (con la collaborazione di Synesthesia) ha raccolto la sfida e ha sviluppato un vero e proprio “navigatore ufficiale del tuo tempo libero” all’interno dell’app CityAROUND. Si tratta una guida digitale che permette ai turisti di tutto il mondo di visitare il territorio piemontese in modo sostenibile e intelligente scegliendo tour tematici, (circuiti ad anello da compiere a piedi o in bici) caricati all’interno di uno speciale sistema di navigazione.
CityAROUND vuole farsi portavoce del turismo sostenibile e responsabile: “Desideriamo porre al centro della nostra attività – dichiara Alberto Volpe, Amministratore Delegato di Panorami Elettronici – la comunità locale e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del territorio. Il nostro obiettivo è favorire l’interazione positiva tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”.
L’offerta tematica dei circuiti disponibili all’interno dell’app è ricchissima di proposte. Tra le opzioni da scegliere troviamo:
- “Circuiti Turistici”, scegliendo questi percorsi sarà possibile visitare le bellezze del Centro città, compiere il tour del Quadrilatero Romano, la Passeggiata Fotografica Lungo Po, il Parco del Valentino, la Vista più bella della Città e i Musei Cittadini.
- “Circuiti Tematici”, dedicati alla scoperta della storia, della cultura e della vita urbana della città: Torino Barocca, Torino Liberty, Torino Letteraria, Risorgimento e Unità d’Italia, Città del Cinema, il Lato Oscuro di Torino, Caffè Storici, Murales del Quartiere Aurora, Sacra Sindone, Residenze Sabaude.
- “Outdoor”, i percorsi dedicati ai principali circuiti outdoor per MBT, escursionismo e le altre attività sportive praticabili in città e province dal wakeboard all’arrampicata sportiva.
- “Caccia al Tesoro”, all’interno di questi itinerari, i visitatori più piccoli potranno conoscere meglio il territorio attraverso coinvolgenti attività ludiche da condividere insieme alle proprie famiglie.
- Langhe e Monferrato, con i suggestivi percorsi paesaggistici del Piemonte alla scoperta di Barolo, Alba, La Morra e dintorni, tra le panchine giganti di Chris Bangle e le tradizionali Cantine Sociali.
- “Sagre in Provincia”, con tutti i principali eventi all’insegna del gusto e della tradizione piemontese da scoprire.
- “Eventi”, con tutti i principali eventi cittadini.
All’interno di quest’ultima opzione è possibile usufruire del servizio di agenda digitale gratuito per tutti gli eventi previsti dal programma “Torino a cielo aperto”, il ricco programma di eventi culturali e ricreativi diffusi su tutto il territorio che si pone l’obiettivo di invitare i cittadini a riappropriarsi degli spazi pubblici e dei parchi cittadini dopo il lockdown. Utilizzando l’app è possibile, infatti, far confluire tutti i partecipanti nelle location desiderate, ma in tempi differenti al fine di evitare ogni problema di assembramento. Un turismo più sostenibile e responsabile post Covid-19 è oggi possibile. E questo grazie anche al servizio offerto gratuitamente a tutti i viaggiatori da CityAround.
Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri la nostra Digital Factory.
Dopo aver parlato di local strategy redesign e shut-in economy parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
La nostra analisi contempla anche esempi pratici che possono servire ad approfondire il tema.
1. Marketing nel 2020: “Omnichannel customer experience”
Si tende erroneamente a pensare che in generale la pandemia di COVID-19 abbia spinto il settore digital a scapito del “mondo analogico”. In realtà questa è una lettura e un’interpretazione superficiale. Basti pensare che alcuni grandi dell’economia “full-digital” hanno in realtà subito pesanti danni. Brian Chesky, co-fondatore e CEO del colosso digitale AirBnb a inizio maggio ha dovuto suo malgrado mandare un’accorata mail in cui comunicava un taglio di circa 1.900 persone, corrispondenti a un quarto della forza lavoro. In generale i servizi basati sulla sharing economy in tema di mobilità e ospitalità sono stati tutti fortemente impattati. Ciò che invece ha funzionato – e sta funzionando – è lo switch, il progressivo spostamento a un mondo omnicanale, che vede al centro l’essere umano e il customer journey, con una valorizzazione specifica ma non esclusiva dei touchpoint digitali. In “presidio dei servizi” questo si traduce per esempio in:
Analytics & business intelligence
Anche le PMI devono prendere consapevolezza dell’importanza dei dati e delle scelte “data-driven”. In un mondo omnicanale è fondamentale misurare ciò che succede con un approccio “olistico” che ha come obiettivo quello di riportare tutte le metriche – digitali e non – sul terreno comune delle informazioni realmente utili allo sviluppo del business.
IoT – Internet of Things
L’esperienza di fruizione di un servizio sarà sempre più fluida, con limiti sfumati tra l’esperienza fisica e quella online. Si parla oramai di “onlife”, come crasi tra “online” e “life”. Traghettatore di questa esperienza sarà anche la componente IoT o “internet delle cose”. Gli oggetti connessi, siano essi domestici, nel mondo retail o a livello di smart cities sono anch’essi un aspetto fondamentale della trasformazione in essere.
Digital Payments
In un “contesto liquido”, a cavallo tra mondo fisico e mondo digitale, i sistemi di pagamento più versatili sono quelli che possono fare la differenza. Servizi come Satispay, che abilitano modalità di pagamento rapide in servizi digitali come e-commerce, e al contempo permettono pagamenti in-store senza necessità di contatto fisico rappresentano un trend in crescita. E non dimentichiamo che è arrivato anche Whatsapp Pay. Per ora è attivo solo in Brasile, ma certamente l’intenzione è quello di diffonderlo in tempi rapidi in più Paesi possibile, anche per “agganciarlo” al già citato Facebook Shops.
CRM e marketing automation
In questo scenario la capacità delle aziende di gestire efficacemente la relazione con i clienti, tenendo conto del percorso che lead, prospect e customer fanno attraverso i vari touchpoint, diventa anch’essa centrale per minimizzare il tasso di abbandono e massimizzare Lifetime value. E’ in aumento l’utilizzo di piattaforme integrate di CRM sia per la gestione del database aziendale che come “core” per attività di marketing automation e servizi di customer care. Comprendere le logiche di funzionamento e le potenzialità di prodotti come HubSpot o Zoho CRM, ma anche di Infobip, Integromat, Mautic e tanti altri diventa progressivamente un must.
2. Marketing 2020: “Human relations”
Questi mesi hanno rappresentato per molte persone quasi una riscoperta del concetto di “qualità della vita”, scandita da ritmi meno frenetici e un work life balance – l’equilibrio tra i tempi di vita e i tempi di lavoro – più gestibile, a vantaggio di produttività professionale, stabilità degli affetti e crescita personale. Parallelamente smart working e distanziamento sociale hanno però fatto sentire a molti la mancanza del “contatto umano” e del concetto di relazione umana più “diretta”. Cosa si porta dietro tutto questo, in termini anche di trend, necessità e opportunità per il marketing e la comunicazione?
Internal Marketing & Communication
Non solo le persone, ma anche le aziende hanno (ri)scoperto che un maggior grado di libertà e autonomia per i proprio collaboratori è funzionale a un miglior equilibrio di tempi di vita e tempi di lavoro, e questo se ben gestito non comporta impatti negativi sulla produttività. In alcuni casi, rappresenta un boost, nonché un valore in termini di employer branding, oltre a permettere potenzialmente anche un risparmio in termini di costi fissi sulle sedi operative. Ma occorre investire sull’identità di gruppo, sul senso di appartenenza, sull’empowerment costante. Quindi se da un lato si rileva maggior disponibilità a smartworking – anche “fuori dall’emergenza” – dall’altra emerge la necessità di progetti di comunicazione interna: da house organ a internal newsletter, da online team building a spazi digitali per agevolare la creatività e proattività interna.
Meeting online
Secondo AppAnnie a marzo 2020 si è registrata un’impennata nel download delle applicazioni per le videoconferenze, con un +90% rispetto alla media settimanale del 2019. A tutt’oggi buona parte dei meeting tra team interni, con fornitori e con clienti avviene online, e probabilmente una parte significativa di meeting resterà sotto questa forma. Questo vuol dire possibilità di creare nuovi format di comunicazione e presentazione online, pensati e studiati appositamente per essere fruiti digitalmente dai partecipanti. Ma anche un crescente interesse per i plugin e i tool di online collaboration e relative integrazioni tra loro, e gli altri tool aziendali preesistenti.
Virtual Reality
Abbiamo già citato il Sold Out di Oculus Quest, il visore di Facebook. Che ha ricevuto oltretutto alcuni aggiornamenti molto interessanti, primo tra tutti la possibilità d’ora in poi di supportare applicazioni “hands-free”, che riconoscono cioè le mani dell’utilizzatore senza che questi debba usare i controller. Sempre in “casa Facebook” in questi mesi si sono visti gli avatar, probabilmente uno step importante per iniziare ad abituare gli utenti a una propria “digitalizzazione”, in vista di Facebook Horizon, che promette essere un “mondo 3d” di tutto rispetto. Mentre lo attendiamo però è già disponibile Mozilla Hubs, uno spazio virtuale navigabile totalmente in browsing dove interagire con altre persone (sempre sotto forma di avatar digitali). All’interno di questi ambienti immersivi si svilupperanno sempre di più le relazioni umane, e per garantire esperienze d’uso gratificanti sarà necessario sviluppare contenuti digitali e strategie comunicative ad hoc.
Hybrid Events
Per chi come noi si occupa di digital e di mobile, il primo grande shock mondiale per quanto riguarda l’impatto del COVID-19 sui grandi eventi mondiali è stata la cancellazione del Mobile World Congress di Barcellona, che era in programma a partire dal 24 febbraio ed è stato annullato a soli 10 giorni dall’inizio. MWC di Barcellona, giusto per dare un’idea della dimensione, l’anno scorso aveva visto quasi 110.00 partecipanti per un indotto economico di circa mezzo miliardo di euro. Dopo quella cancellazione, ci siamo rapidamente abituati alla totale eliminazione di qualunque forma di evento, sia esso fieristico, sportivo, musicale o di altro tipo. E anche su questo probabilmente non torneremo più a “come eravamo”, ma sarà necessaria un’evoluzione importante.
Da questo punto di vista, si sta sperimentando moltissimo, e l’orientamento generale è di organizzare eventi “ibridi”, che includono cioè una parte in presenza e una parte online, così da prendere gli aspetti positivi di entrambe le modalità. Questo permette di ottimizzare spazi, tempi e obiettivi in funzione dei vincoli di sicurezza necessaria e budget disponibili.
Questi sono solo i punti principali di come si sta orientando il Marketing nel 2020, passato il picco dell’emergenza primaverile dovuta alla pandemia. Ci sono moltissimi spazi di innovazione da presidiare e progettualità da proporre e realizzare per accelerare la trasformazione in atto.
In Synesthesia per ciascuno dei punti sopra descritti abbiamo già case histories di progetti sviluppati o che stiamo realizzando proprio in queste settimane. Contattaci per saperne di più, e per ragionare assieme su come supportarvi nel raggiungimento dei vostri obiettivi.
A cura di i Daniele Biolatti (team marketing Synesthesia)
Si trovano online molte risorse sul tema “marketing nel 2020”. Sono quasi tutti articoli previsionali, scritti a fine 2019 tenendo presente i trend in atto in quel periodo. Ma in questo primo semestre 2020 lo scenario è cambiato in modo profondo e irreversibile. La pandemia di COVID-19 ha stravolto obiettivi, priorità e piani di persone e aziende in tutto il mondo.
Proviamo quindi ad aggiornare le previsioni precedenti.
Ecco 4 tematiche chiave del marketing nel 2020 “post COVID-19”:
- local strategy redesign
- shut-in economy
- omnichannel customer experience
- human relations
Proviamo ad approfondire, vedendone alcune declinazioni pratiche. Iniziamo dai primi due ambiti. Nella seconda parte di questo articolo disponibile tra qualche giorno approfondiremo gli altri due punti.
1. Marketing nel 2020: “Local strategy redesign”
Il lockdown e il distanziamento sociale hanno portato alla “riscoperta” del valore della prossimità. Nei quartieri, ma ancor più nel paesi di provincia, le piccole attività commerciali si sono attrezzate in una relazione di supporto sinergico con la popolazione, offrendo modalità alternative di prenotazione e consegna a domicilio della merce. Chi aveva a disposizione un e-commerce – soprattutto se di cibo e beni di prima necessità – è possibile che abbia visto incrementi importanti di fatturato. Ma soprattutto si è evidenziata la nascita di servizi più o meno spontanei di prenotazione e consegna della merce attraverso telefono, whatsapp, email e così via. Questo aspetto “in nuce” deve ora maturare verso una digitalizzazione progressiva dei servizi, che sarà il fulcro indispensabile per la sopravvivenza di molte attività commerciali in questa fase. Questo porta con sé alcuni aspetti operativi sul digital marketing.
Proviamo a vederne alcuni:
- Local SEO Per agevolare il reperimento dei propri contatti e la findability dei propri servizi e prodotti diventa fondamentale avere una corretta gestione della propria scheda Google My Business, e più in generale dei propri dati online. Non è “solo” questione di inserire i dati correttamente, ma proprio di gestire in modo efficace ed efficiente la local SEO, che ha le sue logiche specifiche, e va inserita correttamente nella digital presence globale di un’azienda.
- Business Social Identity Il 20 maggio 2020 Facebook ha presentato “Facebook Shops”, la sua idea di “identità centralizzata” per le piccole e medie attività commerciali. In estrema sintesi, attraverso un solo pannello sarà possibile gestire la propria “scheda negozio”, e da lì gestire la propria presenza su Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. Il servizio non è ancora disponibile, ma lo sarà presto ed è importante farsi trovare pronti per la corretta gestione.
- Local Storytelling Curare la propria immagine e i propri contenuti trasmettendo genuinità e valore diventa un aspetto imprescindibile per la comunicazione. Una possibilità è per esempio quella di utilizzare blog e social network come strumento narrativo della propria identità, della propria storia, del proprio legame con la comunità e il territorio. D’altro canto uno dei settori più provati in assoluto dal COVID-19 è stato ovviamente quello del turismo. É necessaria una ripartenza dell’intero comparto, ma a oggi non sono chiari tempi e modalità. Quello che è chiaro è che si sta ripartendo dalla conoscenza del proprio territorio, e pubblica amministrazione, enti e aziende di settore stanno puntando molto su questo aspetto. Piattaforme e aggregatori per lo sviluppo e la promozione del turismo locale e dei tour sostenibili – magari da fruire a piedi o in bicicletta – stanno ricevendo interesse a vari livelli e si rileva un costante incremento di domanda sia in termini di sviluppo software che di content strategy.
- Affiliation, Aggregation, Cooperation Sopravvivere da soli è molto complesso. L’aggregazione attraverso associazionismo, affiliazione, marketplace per prossimità territoriale o per complementarietà di prodotto permettono di “unire le forze”, ottimizzando i costi e migliorando l’efficienza delle iniziative. Questo può essere fatto a vari livelli, agevolando la conoscenze tra le realtà, l’interscambio dei dati, la creazione e l’utilizzo di piattaforme di marketplace b2b e b2c. L’orientamento in generale sembra essere quello di creare “ecosistemi” e (digital)community tematiche.
2. Marketing 2020: “Shut-in economy”
Letteralmente “economia chiusa”, è un termine che ha iniziato a diffondersi in questi ultimi mesi. In sostanza identifica l’esplosione dei servizi “on demand”, dove il prodotto (o il servizio) giunge direttamente al destinatario finale (tipicamente a casa, ma potrebbe anche essere in ufficio o in altro luogo dove nasce la richiesta). Questo ha portato e sta portando cambiamenti probabilmente irreversibili a livello sociale, con impatti fortissimi sull’offerta di marketing e servizi.
Tra questi:
- Big Data, machine learning, artificial intelligence La distribuzione dei beni sul territorio implica veicoli, mobilità, logistica, necessità costante di efficientamento. Questo è solo uno degli ambiti in cui il “trittico” formato dalla gestione di grandi quantità di dati, dalla possibilità per gli algoritmi di autoapprendimento di processi migliorativi e dall’esistenza di sistemi in grado di effettuare scelte autonome in contesti complessi può fare la differenza. Sono necessari investimenti importanti, e in questo senso sono soprattutto le grandi aziende a muovere i primi passi: questo è un processo che ha subito un’accelerazione importante in queste ultime settimane. Sentiremo sempre più parlare di Data Studio, Tableau, Big Query, TensorFlow, Caffe2, Theano, Keras e non solo.
- Digital Training Design Buona parte della formazione passa ora da canali digitali, ma aspetti di comunicazione, relazione e trasmissione del “saper essere” e del “saper fare” variano, impattate da limiti e peculiarità del media. Competenze di marketing di prodotto e di service design permettono di realizzare opportunità di apprendimento collaborativo efficaci ed efficienti, che sfruttano appieno le potenzialità offerte dall’e-learning.
- Infotainment La necessità di ricevere rapidamente notizie aggiornamenti ha subito un’ulteriore accelerazione. Al contempo, la presentazione dei contenuti necessita ora più che mai di essere ingaggiante e coinvolgente. L’unione quindi di “informazione” e “intrattenimento” si sostanzia in maggior interesse per temi come gamification, serious game, applied game ma anche più in generale la creazione di infografiche, visual e data storytelling e video interattivi, oltre a sostenere la crescita di YouTuber, creator, influencer e micro influencer.
- Mobile Game Parallelamente ai mercati della formazione e dell’informazione cresce la domanda dell’intrattenimento digitale basato su game e videogame. AppAnnie a marzo 2020 riporta un incremento del 35% dei download dei mobile game rispetto a due mesi prima. Il trend era già in atto, ma l’accelerazione è fortissima. Si stanno diffondendo nuove piattaforme di gioco in streaming e/o basate su subscription che permettono agli utenti di provare sempre più rapidamente nuovi giochi (Apple Arcade, Google Stadia, Xbox Game Pass, ecc.). Al contempo le piattaforme per condividere sessioni di gioco o seguire i propri eGamer preferiti riscuotono un successo crescente. Amazon Twitch, Microsoft Mixer, YouTube Gaming Live e Facebook Gaming sono la dimostrazione che i “big” hanno già iniziato una battaglia che vale milioni di dollari. Anche l’hardware è in “fibrillazione”: da un lato piattaforme per la realtà virtuale (Oculus Quest di Facebook è andato Out of Stock a più riprese, negli ultimi mesi), dall’altra console sempre più potenti (è stata da poco presentata la Sony PlayStation 5, prevista per la fine di questo 2020). Il videogame diventa sempre di più veicolo di budget pubblicitari stellari, e al tempo stesso “ambiente ideale” per product placement e brand awareness.
Vi aspettiamo per la conclusione di questa analisi sulle tendenze del marketing 2020 post COVID-19, con la seconda parte che pubblicheremo a breve.
Parleremo di omnichannel customer experience e human relations.