Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha trasformato profondamente il mondo dello sviluppo software. Strumenti come ChatGPT, GitHub Copilot e altri modelli di AI generativa (GenAI) stanno ampliando le possibilità per sviluppatori di ogni livello. Tuttavia, nonostante le promesse di maggiore produttività, emergono sfide che dimostrano quanto sia ancora fondamentale il ruolo dell’esperienza umana.

Come usare l’AI per programmare: opportunità e primi ostacoli

L’adozione degli assistenti di codifica basati sull’AI si sviluppa in due direzioni principali:

1. Automazione e rapidità
L’AI si dimostra estremamente efficace nel generare rapidamente codice boilerplate, le parti standard e ripetitive necessarie in ogni applicazione, liberando gli sviluppatori per concentrarsi su logiche di business e aspetti creativi. Inoltre, la capacità di creare unit test automatizzati migliora la qualità del codice, rilevando errori o vulnerabilità già nelle prime fasi. Questo non solo accelera lo sviluppo, ma riduce il rischio di bug critici. Per i junior developer, questi strumenti sono un prezioso alleato: permettono di validare idee, creare prototipi e apprendere nuove competenze in meno tempo, aumentando il loro contributo ai progetti. Il risultato? Workflow più rapidi, efficienti e innovativi.

2. Supporto quotidiano
Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come GitHub Copilot, stanno diventando essenziali per gli sviluppatori esperti. Oltre a semplificare operazioni di routine, fungono da “pair programmer” virtuali, offrendo suggerimenti contestuali che migliorano velocità e precisione. L’AI analizza il contesto del progetto per proporre soluzioni specifiche, riducendo il tempo dedicato alla ricerca di codice o best practice. Tra le funzionalità più apprezzate c’è la generazione automatica di documentazione, spesso poco amata dagli sviluppatori, che diventa semplice ed efficace grazie all’AI. Inoltre, l’AI agevola attività complesse come la rifattorizzazione del codice, identificando inefficienze e suggerendo miglioramenti, un supporto cruciale per mantenere il codice pulito e performante, soprattutto nei progetti di grandi dimensioni.

Il costo nascosto degli “AI coding assistant”

Esploriamo ora l’altro lato della medaglia. Con l’integrazione crescente di questi strumenti nel flusso di lavoro, possono sorgere insidie e sfide che, in alcuni casi, rischiano di rallentare il processo di sviluppo. Vediamo insieme come identificarle e come proteggersi da possibili errori in questa fase così cruciale dello sviluppo.

  1. Bug nascosti e debito tecnico
    Il codice generato dall’AI spesso introduce bug difficili da individuare, poiché non violano le regole sintattiche, ma creano problemi logici in scenari complessi. Questi errori, spesso invisibili durante le revisioni iniziali, possono emergere in fasi critiche come l’integrazione o addirittura in produzione.
  2. Superficialità nella comprensione
    I junior developer tendono ad affidarsi troppo ai suggerimenti dell’AI, limitando lo sviluppo di competenze fondamentali. La comprensione profonda del codice e delle scelte architetturali risulta spesso insufficiente, creando dipendenza dagli strumenti.
  3. Rischi di sicurezza
    Durante audit di sicurezza, si è scoperto che l’AI può suggerire pratiche rischiose, come l’utilizzo di tecnologie deprecate o query non sicure. Questi problemi, se non identificati, possono avere gravi implicazioni per la sicurezza dei sistemi.

Come programmare con AI senza sacrificare la qualità

Per sfruttare al meglio gli assistenti di codifica, è essenziale adottare un approccio disciplinato e strutturato. Ecco alcune buone pratiche:

  1. Revisione obbligatoria del codice
    Controllare ogni riga generata dall’AI attentamente. È importante che gli sviluppatori siano in grado di giustificare ogni scelta e correggere eventuali errori.
  2. Priorità all’apprendimento
    Documentare il processo di sviluppo, annotando considerazioni e implicazioni di design, aiuta a comprendere meglio il codice generato e a costruire una conoscenza solida.
  3. Limitare l’uso dell’AI ai compiti più adatti
    Utilizzare l’AI per codice boilerplate, documentazione e prototipi, lasciando che la logica critica e le decisioni architetturali siano sviluppate manualmente.
  4. Condivisione delle conoscenze
    Creare Sessioni di revisione settimanali focalizzate sul codice generato dall’AI aiutano il team a identificare pattern ricorrenti e a migliorare le pratiche.

Il futuro: AI come collaboratore, non sostituto

Gli strumenti AI non renderanno obsoleti gli sviluppatori,  al contrario, ne valorizzeranno le competenze, soprattutto per quanto riguarda:

Costruire software migliore, non solo più velocemente

L’intelligenza artificiale ha il potenziale di rivoluzionare lo sviluppo software, ma il suo vero valore risiede nel potenziamento delle capacità umane, non nella loro sostituzione. Gli sviluppatori devono continuare a concentrarsi su qualità, sicurezza ed esperienza utente, ricordando che il codice rappresenta solo un tassello di un processo più ampio e complesso.

Il futuro dello sviluppo sarà una sinergia tra intelligenza artificiale e talento umano, dove la tecnologia accelera il ritmo, ma l’essere umano mantiene la direzione. Ed è proprio in questa guida consapevole che si trova il segreto per creare soluzioni non solo funzionali, ma realmente significative.

Autore: Francesco Ronchi


La nostra divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0. Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti lavora incessantemente per creare algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori. Se sei interessato/a a strumenti AI nel settore museale, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta e performante per i tuoi progetti.

Ogni nuovo anno ci offre l’opportunità di fare il punto sui cambiamenti che hanno rivoluzionato il panorama tecnologico e sociale. Le nuove tecnologie, in continua evoluzione, stanno trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo a una velocità impressionante. Un ritmo così travolgente che persino i professionisti del settore faticano a tenere il passo con le ultime tendenze e innovazioni.

In questo interessante articolo del MIT Technology Review sono state listate le nuove tecnologie più promettenti emerse nel 2024, pronte ad avere un impatto reale sul mondo.

Ne abbiamo scelte alcune tra le più rappresentative dei macro trend globali e aggiunte altre e che, secondo noi, possono rivoluzionare non solo il panorama tech, ma anche il modo in cui marketer e professionisti approcciano i servizi di consulenza per le aziende nei settori dell’intelligenza artificiale, dei social media e dello sviluppo, aprendo nuove opportunità strategiche e operative.

Disruptive technology: cosa si intende per idee o strumenti tecnologici dirompenti, la nostra selezione.

Doverosa premessa: il termine disruptive technology, o tecnologia dirompente, si riferisce a idee o strumenti innovativi che trasformano profondamente un settore o un mercato, spesso rendendo obsoleti i modelli in uso. Queste tecnologie introducono un cambiamento radicale, spostando il focus su nuovi approcci, processi o prodotti che riscrivono le regole del gioco. Un esempio classico è l’avvento dello smartphone (in particolare nel 2007 del primo iPhone), che ha rivoluzionato non solo la telefonia, ma anche interi settori come l’intrattenimento e il commercio. La chiave del successo di una disruptive technology risiede nella capacità di soddisfare esigenze emergenti o offrire soluzioni più accessibili, intuitive e performanti rispetto ai paradigmi consolidati.

Ecco la nostra personale selezione delle 5 tecnologie che hanno caratterizzato il 2024 e che, con buone probabilità, lasceranno un forte segno anche nel nuovo anno appena cominciato. 

1. Bluesky vs X: la “morte” di X e il nuovo social

Elon Musk ha acquistato il sito ora noto come X nel 2022 e da allora praticamente nulla è più stato lo stesso. Ha licenziato la maggior parte dello staff (3.700 persone, tra cui dirigenti di alto livello) e ha rinunciato alla moderazione dei contenuti, spaventando sia gli inserzionisti sia gli utenti. [fonte Il Sole24Ore]

Decisioni che hanno avuto un impatto notevole, portando a un aumento della disinformazione e dei discorsi d’odio sulla piattaforma. Di conseguenza, molti utenti e inserzionisti hanno abbandonato il social network, contribuendo a una diminuzione degli utenti attivi mensili da 368 milioni nel 2022 a 335 milioni nel 2024. Ora, piattaforme di microblogging come Bluesky e Threads guadagnano terreno e hanno attirato anche gli utenti in fuga da X.

Secondo il Times, queste piattaforme offrono ambienti più moderati e controllati, attirando comunità alla ricerca di spazi più sicuri e regolamentati. Anche le aziende, in questo contesto, sono orientate a scegliere piattaforme più sicure e regolamentate per condurre attività di social media marketing, garantendo così una comunicazione più efficace e rispettosa delle esigenze del pubblico.

2. Robot Optimus di Tesla: l’AI incontra la robotica

Il Robot Optimus di Tesla rappresenta un ambizioso progetto di integrazione tra intelligenza artificiale e robotica. Presentato come una soluzione per automatizzare compiti ripetitivi e migliorare l’efficienza in diversi settori, Optimus è progettato per operare in ambienti complessi, grazie all’utilizzo della stessa AI avanzata impiegata nei veicoli autonomi Tesla. Dotato di capacità di apprendimento, riconoscimento visivo e interazione naturale, Optimus promette di rivoluzionare la logistica, la produzione e l’assistenza. Musk ha definito il progetto come una pietra miliare verso un futuro in cui l’AI e la robotica collaboreranno per risolvere problemi quotidiani, ridefinendo il concetto di automazione.

Tesla Optimus rappresenta quindi un progetto ambizioso, con specifiche tecniche che potrebbero consentire un’efficace integrazione in ambienti di lavoro e, forse, anche domestici. Tuttavia, resta da vedere se queste funzionalità saranno sviluppate al punto da permettere un utilizzo su vasta scala.

3. Apple Vision Pro: a quando il lancio anche in Italia?

Nel 2024 Apple ha lanciato il suo primo visore per realtà mista, disponibile inizialmente solo in alcuni mercati selezionati (USA, Cina, Hong Kong, Giappone, Singapore, Australia, Canada, Francia, Germania e UK) escludendo temporaneamente l’Italia.

Apple Vision Pro rappresenta il primo tentativo di Apple di combinare funzionalità di realtà aumentata e virtuale. L’ambizioso dispositivo si distingue per un sistema di controllo intuitivo, che sfrutta una combinazione di movimenti oculari, gestuali e comandi vocali per interagire con l’ambiente virtuale. Le reazioni al visore sono state però contrastanti: da un lato molti utenti hanno elogiato la qualità dell’hardware e l’avanzata tecnologia implementata; dall’altro sono emerse critiche riguardo alcuni aspetti pratici del suo utilizzo, come la funzionalità complessiva, la facilità d’uso dei controlli e il confort durante sessioni prolungate. E non meno importante, il prezzo proibitivo.

Dopo il cauto debutto l’azienda di Cupertino si prepara al momento della verità nei prossimi mesi: già a ottobre 2024 circolava voce nel mondo del tech che Apple avrebbe terminato la produzione del primo esemplare di Vision Pro, dato che le unità già confezionate sarebbero sufficienti a coprire l’eventuale fabbisogno del 2025.

Questo scenario ci insegna che l’industria tecnologica è a un punto di svolta: anche le aziende più potenti possono incontrare ostacoli e rallentamenti. Tuttavia, le prossime mosse di Tim Cook (come il lancio imminente di Apple Intelligence e gli sviluppi sul Vision Pro), meritano attenzione. Le tecnologie di Mixed Reality, infatti, offrono vantaggi significativi per le aziende, spaziando dalla prototipazione e formazione immersiva alla manutenzione a distanza, rappresentando opportunità strategiche, operative e creative di grande impatto. Wired parla di possibile lancio in Italia alla fine del 2025 già aggiornato alla versione con chip M5.

4. Large language models: cosa sono e come funzionano

I Large Language Models (LLM) sono algoritmi di deep learning capaci di riconoscere, generare, riassumere, tradurre e prevedere contenuti utilizzando grandi set di dati. La loro rilevanza attuale è stata amplificata con il rilascio di modelli come GPT, che ha dimostrato capacità avanzate, come creazione di contenuti, rispondere a domande, tradurre testi e persino analizzare tendenze linguistiche.

Per il marketing aziendale, i LLM rappresentano un’opportunità unica per migliorare l’efficienza e la personalizzazione. Possono generare idee di campagne pubblicitarie, creare spunti di contenuti per la SEO e analizzare feedback dei clienti in tempo reale, consentendo alle aziende di comprendere meglio il loro pubblico. Negli ultimi anni, i LLM hanno conosciuto una diffusione esplosiva, trasformandosi da strumenti sperimentali a componenti centrali in molteplici settori. La loro capacità di adattarsi a diversi contesti e di produrre risultati estremamente accurati li ha resi una delle tecnologie dirompenti più rilevanti del 2024.

Tuttavia, per sfruttare al massimo il potenziale di questi strumenti, è fondamentale affidarsi a consulenti esperti che ne padroneggiano la conoscenza e l’uso, così da declinarli in modo efficace sulle specifiche esigenze aziendali. Integrare i large language models nella propria strategia aziendale non solo consente di ottimizzare i processi, ma apre nuove possibilità per interazioni più coinvolgenti e mirate con i clienti.

Le attività di AI sono gestite in Synesthesia dalla unit dedicata Synesthesia AI.

5. Exascale computing: la continua crescita della potenza di calcolo dei super computer

Due delle tecnologie più rivoluzionarie emergenti sono i chiplet e l’exascale computing. Questi sviluppi non solo stanno ridefinendo l’architettura dei chip e le capacità di calcolo, ma stanno anche aprendo nuove frontiere nella ricerca scientifica, nella medicina, nell’intelligenza artificiale e oltre.

Un chiplet è un piccolo componente di un chip più grande, progettato per eseguire funzioni specifiche all’interno di un sistema complesso. A differenza dei chip monolitici tradizionali, che integrano tutte le funzionalità in un singolo pezzo di silicio, i chiplet suddividono queste funzionalità in moduli più piccoli e modulari. Questa architettura permette di assemblare processori avanzati utilizzando più chiplet, ciascuno ottimizzato per un compito specifico, migliorando così l’efficienza complessiva del sistema.

Perché li citiamo? La loro capacità di offrire modularità, efficienza produttiva, scalabilità e prestazioni ottimizzate li rende una tecnologia chiave per il futuro dell’informatica. I supercomputer exascale rappresentano la prossima generazione di computer ad alte prestazioni (HPC). Un supercomputer exascale è in grado di effettuare almeno un exaflop, ovvero un miliardo di miliardi (10^18) di operazioni in virgola mobile al secondo.

Queste nuove tecnologie rivoluzionarie consentono di affrontare problemi di una complessità senza precedenti, con applicazioni che spaziano dalla scienza alla sicurezza, fino all’assistenza sanitaria. Con l’introduzione di intelligenza artificiale e machine learning, l’exascale computing amplia le possibilità tecnologiche, ma richiede una profonda riflessione sull’approccio etico e sostenibile per affrontare sfide globali e ridefinire i limiti dell’innovazione. 


Le attività di innovazione e di tecnologia sono gestite dalla nostra divisione Synesthesia Technologies. Scopri quali sono le competenze del team e che tipo di progetti abbiamo realizzato in questi anni.

Cos’è SearchGPT e come funziona?

SearchGPT è più di un motore di ricerca: è una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale che punta a fornire risposte dirette, sintetiche e pertinenti. A differenza dei motori tradizionali, come Google, che presentano una lista di link ordinati per ranking, SearchGPT offre risposte conversazionali, progettate per risolvere le domande degli utenti in modo preciso e immediato.

SearchGPT e Google: due approcci opposti

Google ha dominato la ricerca online grazie a un sistema che combina algoritmi di ranking complessi e un modello pubblicitario consolidato. SearchGPT propone un’alternativa radicalmente diversa, eliminando la necessità di navigare tra liste di link e fornendo risposte dirette e concise. Questo approccio rivoluziona il processo decisionale degli utenti, rendendo la ricerca più immediata e conversazionale.

Le principali differenze tra i due modelli includono:

Approccio ai risultati – Google si basa su SERP tradizionali, mentre SearchGPT fornisce risposte dirette, riducendo i passaggi intermedi.

Interazione – Google richiede nuove query per ogni approfondimento, mentre SearchGPT permette un dialogo continuo con l’utente.

Monetizzazione – Google integra annunci sponsorizzati nei risultati, mentre SearchGPT, almeno per ora, si concentra esclusivamente sull’informazione.

Queste differenze implicano un cambiamento significativo nelle strategie di ottimizzazione dei contenuti per i professionisti del marketing.

Come cambia la SEO con SearchGPT?

L’introduzione di SearchGPT richiede un ripensamento delle strategie SEO tradizionali. Con un focus sulla pertinenza semantica e sulla qualità delle risposte, i contenuti devono essere progettati per rispondere in modo diretto alle esigenze degli utenti.

1. Contenuti di alta qualità

SearchGPT premia i contenuti che risolvono problemi specifici o rispondono a domande frequenti. La chiave del successo è creare testi ricchi, aggiornati e completi, che possano essere interpretati e rielaborati facilmente dall’intelligenza artificiale.

2. Linguaggio naturale

Adottare uno stile colloquiale è fondamentale. I contenuti dovrebbero rispondere alle domande degli utenti con un tono accessibile e naturale. Per esempio, includere sezioni FAQ con domande come “Come funziona SearchGPT?” aiuta a migliorare la rilevanza dei contenuti.

3. Uso di dati strutturati

L’implementazione di dati strutturati, come JSON-LD, consente a SearchGPT di comprendere meglio il contenuto delle pagine. Schemi per articoli, recensioni e FAQ migliorano la visibilità, aumentando le probabilità di essere citati come fonte affidabile.

4. Monitoraggio delle prestazioni

Analizzare il traffico proveniente da SearchGPT è cruciale. Strumenti come Google Analytics e Bing Webmaster Tools possono fornire informazioni utili per ottimizzare ulteriormente i contenuti.

Opportunità per gli ecommerce grazie a SearchGPT

Per gli ecommerce manager, SearchGPT rappresenta una svolta importante. La centralità dei contenuti nella logica AI-driven offre una possibilità di emergere anche ai brand con budget limitati.

Focus sui contenuti strategici

Le descrizioni prodotto devono essere approfondite e rispondere direttamente ai dubbi degli acquirenti. Ad esempio, includere dettagli come “Come utilizzare questo prodotto?” o “Quali sono i benefici principali?” può aiutare a posizionarsi meglio.

Importanza delle recensioni

Le recensioni autentiche dei clienti sono un asset prezioso. Incentivare i clienti a lasciare feedback dettagliati non solo migliora la fiducia degli utenti, ma aiuta SearchGPT a selezionare il contenuto come rilevante per le sue risposte.

Ottimizzazione locale

Per i negozi fisici, essere presenti nelle mappe interattive di SearchGPT e nelle piattaforme di recensioni locali è fondamentale per migliorare la visibilità e attirare nuovi clienti.

Adattarsi alla SEO AI-Driven: il contenuto conta

Il futuro della SEO richiede un approccio più strategico e orientato all’utente. Con SearchGPT, la competizione non riguarda solo il posizionamento, ma anche la capacità di offrire contenuti completi e rilevanti. Le aziende devono investire in risorse per monitorare l’evoluzione del motore di ricerca e adattare le loro strategie di conseguenza.

Alcuni punti chiave per prepararsi al futuro:

SearchGPT sarà il futuro della ricerca online?”

SearchGPT sta trasformando il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni, introducendo una ricerca più intuitiva e mirata. Per le aziende, questo significa opportunità uniche, ma anche la necessità di innovare. Prepararsi a questa rivoluzione è essenziale per restare competitivi.Se vuoi capire come ottimizzare la tua presenza online e sfruttare al meglio SearchGPT, Synesthesia è qui per aiutarti. Contattaci oggi per sviluppare una strategia vincente e orientata al futuro.


Grazie alla nostra esperienza in ambiti AI, SEO ed e-commerce, possiamo aiutarti a progettare contenuti ottimizzati, definire strategie di posizionamento avanzate e adattarti con successo al panorama AI-driven. Contattaci per scoprire come possiamo supportarti nel massimizzare le opportunità offerte da questa innovazione.

Cos’è il Digital Services Act (DSA)

Il DSA è una regolamentazione completa che mira a supervisionare gli intermediari online per proteggere i consumatori e garantire trasparenza.

Si applica a: 

  1. servizi di intermediazione che offrono infrastrutture di rete (come i fornitori di accesso a internet e i registrar di nomi di dominio);
  2. servizi di hosting (come i servizi di cloud e web hosting);
  3. piattaforme online che collegano venditori e consumatori (come gli app store);
  4. alcune piattaforme online molto grandi e motori di ricerca (identificati qui).

Gli obblighi di conformità previsti dal DSA aumentano in base alla categoria di intermediario. 

Secondo l’Articolo 30 del DSA, i fornitori di piattaforme online hanno l’obbligo di ottenere e divulgare determinate informazioni sugli operatori commerciali presenti sulle loro piattaforme che offrono prodotti o servizi ai consumatori nell’UE.

conformità

Nello specifico, le piattaforme online devono:

L’Articolo 31 richiede, inoltre, che le piattaforme online progettino le loro interfacce in modo tale che questi operatori possano fornire nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi email. Dal momento che Apple, per esempio, è una piattaforma online coperta dal DSA, deve conformarsi a questi requisiti per tutti gli “operatori commerciali” che offrono app nel suo App Store (un obbligo analogo esiste per il Play Store Android di Google).

Chi si qualifica come “operatore commerciale” o “trader” secondo il DSA?

Il termine operatore commerciale secondo il DSA deriva dal diritto di protezione dei consumatori dell’UE, in particolare dalla Direttiva 2005/29/EC, che definisce un operatore commerciale come qualsiasi persona fisica o giuridica che agisce per fini connessi alla propria attività commerciale, artigianale o professionale. Questo include anche coloro che agiscono per conto di un altro operatore commerciale. In generale, il concetto è progettato per distinguere gli individui che agiscono in capacità non commerciale dagli operatori commerciali che sono impegnati in attività commerciali e soggetti alle leggi sulle pratiche commerciali scorrette.

La Commissione Europea ha affrontato l’interpretazione di questo termine nelle sue linee guida sulla Direttiva, notando che deve essere effettuata una valutazione caso per caso per determinare se un individuo o un’organizzazione si qualifica come operatore commerciale. A tal fine, le linee guida fanno riferimento ai criteri forniti nella sentenza Kamenova.

In quel caso, un individuo aveva pubblicato otto annunci online per vari beni nuovi e usati. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che il semplice intento di generare profitto o la pubblicazione di più annunci non classificano automaticamente una persona come operatore commerciale. Devono essere considerati vari criteri non esaustivi e non esclusivi:

  1. Mira al profitto – Il venditore cerca di ottenere un profitto? Questo include il ricevere un compenso per agire per conto di un altro operatore commerciale.
  2. Frequenza e volume delle transazioni – Quante transazioni effettua il venditore e con quale frequenza?
  3. Fatturato delle vendite – Qual è il fatturato totale delle vendite del venditore?
  4. Rivendita di prodotti – Il venditore acquista prodotti per rivenderli?
  5. Registrazione IVA – Il venditore è registrato per l’IVA?
  6. Attività di vendita organizzata – Le vendite sono condotte in modo organizzato?
  7. Status legale per attività commerciali – Il venditore ha uno status legale che gli consente di svolgere attività commerciali?
  8. Tipo e valore dei beni – I beni sono simili per tipo e valore e l’offerta è concentrata su pochi prodotti?
  9. Competenza tecnica – Il venditore possiede conoscenze tecniche sui prodotti che gli conferiscono un vantaggio rispetto ai consumatori?
  10. Regolarità dell’attività di rivendita – La rivendita dei beni è un’attività regolare e frequente per il venditore?

Implicazioni per gli sviluppatori di app in ambito DSA

Se dunque desideri pubblicare la tua app su uno store (Apple App Store o Android Google Play) e sei un operatore commerciale secondo la definizione del DSA, Apple e Google avranno bisogno di alcune informazioni da parte tua, come nome, indirizzo e dettagli di contatto. Essi verificheranno l’accuratezza di queste informazioni e successivamente divulgheranno i tuoi contatti ai consumatori per garantire trasparenza e conformità.

DSA

Ecco alcuni punti chiave da considerare per determinare se sei un operatore commerciale secondo il DSA:

Tieni presente che il concetto di operatore commerciale è ampio: è molto probabile che una azienda o un individuo che sviluppa (per sé o per terzi) e/o pubblica una o più App sullo store, traendone direttamente o indirettamente profitto, si qualifichi come “trader” (operatore commerciale).

L’unica conseguenza di questo è l’obbligo di fornire ad Apple o Google le informazioni di contatto necessarie e di conformarti al DSA. L’obiettivo di questa trasparenza è avvantaggiare i consumatori e aiutare a mantenere la fiducia nel mercato digitale.

Auto-designarsi come operatore commerciale non comporta ulteriori obblighi sotto il DSA per lo sviluppatore di app (dato che il DSA regola gli intermediari), ma riconosce che l’app è soggetta e deve rispettare le leggi commerciali generali dell’UE.

Per ulteriori dettagli su come queste normative possano applicarsi specificamente alla tua situazione, contatta il team di Synesthesia, che potrà fornirti indicazioni dettagliate su come comportarti per valutare il tuo status di operatore commerciale, e su come adempiere alle operazioni necessarie sugli store.

Synesthesia è una digital experience company: la sua area Synesthesia Technologies realizza mobile app e soluzioni digitali complete.

Il digital marketing come fattore competitivo

Il digital marketing rappresenta oggi un fattore competitivo essenziale per le aziende, in grado di raggiungere e coinvolgere il pubblico in modo mirato ed efficace. 

Ma quali sono esattamente i grandi vantaggi che il digital marketing offre alle aziende?

Digital marketing: cos’è e quali attività comprende

Il digital marketing comprende strategie e tecniche per promuovere prodotti o servizi attraverso canali digitali, svolgendo un ruolo cruciale nel creare e mantenere la presenza online di un’azienda. Dalla gestione dei tracciamenti degli eventi sul sito, alla pubblicità online, dall’email marketing all’ottimizzazione per i motori di ricerca, ogni componente contribuisce a creare una strategia di marketing integrata ed efficace. 

Esploriamo, ora, più nel dettaglio, alcune delle principali attività che compongono il digital marketing.

1. Google Tag Manager e Google Analytics

Perché è così importante tracciare ciò che accade sul sito? È fondamentale misurare il traffico, le fonti e le conversioni per capire se il budget investito sta dando risultati sperati. Tra i vari sistemi di tracciamento disponibili, oggi ci concentriamo sul sistema più noto e utilizzato, Google Marketing Platform e, in particolare, sugli strumenti come Google Tag Manager (GTM) e Google Analytics (GA4) progettati per un marketing più intelligente e per raggiungere risultati migliori. GTM consente di gestire facilmente e in modo centralizzato i tag di tracciamento sul proprio sito web, garantendo il rispetto della privacy degli utenti. Google Analytics, soprattutto nella sua ultima versione GA4, consente di raccogliere e analizzare i dati sul comportamento degli utenti, fornendo insight cruciali per migliorare notevolmente le strategie di comunicazione e vendita.

2. Google Ads: cos’è e come funziona

Il più famoso dei sistemi e delle linee guida è legato alla piattaforma di Google, rinomata per la sua capacità di fornire strumenti potenti e versatili per il marketing digitale. Google Ads è una piattaforma di pubblicità online che permette alle aziende di creare annunci pubblicitari per promuovere i propri prodotti o servizi sui risultati di ricerca di Google e su altri siti web partner. Attraverso un sistema di aste, le aziende possono fare offerte per le parole chiave più pertinenti al loro business e raggiungere un pubblico mirato. Gli annunci possono essere personalizzati per apparire a specifici segmenti di utenti, aumentando dunque la probabilità di conversione e migliorando il ritorno sull’investimento.

3. DEM (direct email marketing)

Il Direct Email Marketing (DEM) è una strategia di digital marketing che utilizza l’email per inviare messaggi promozionali direttamente ai clienti. Questa tecnica permette di raggiungere il pubblico con comunicazioni mirate, personalizzate e misurabili. Attraverso l’email marketing, le aziende possono mantenere un rapporto continuo con i clienti, promuovere nuovi prodotti o servizi, e fidelizzare la clientela esistente. L’email marketing è uno strumento potente per generare lead, aumentare le vendite e migliorare il customer engagement. 

Secondo un recente studio riportato da Demand Sage nel 2024, le campagne di email marketing hanno un ROI decisamente vantaggioso, pari al 3600%. Questo implica che ogni euro investito genera un ritorno di 36 euro. Secondo sempre lo stesso studio l’80% dei marketer sceglierebbe di rinunciare ai social media invece che all’email come canale di comunicazione. È importante ricordare che oltre 4 miliardi di persone utilizzano l’email, con una previsione di crescita fino a 4,73 miliardi entro il 2026.

4. SEO: come migliorare l’indicizzazione di un sito

La Search Engine Optimization (SEO) è l’insieme di pratiche volte a migliorare la visibilità di una pagina web o un articolo nei risultati organici dei motori di ricerca. Un sito ben indicizzato ha maggiori possibilità di apparire in cima nei risultati di ricerca, aumentando di conseguenza le probabilità di essere trovato dagli utenti. 

Ci sono molte tecniche SEO che possono essere utilizzate per ottimizzare un sito e attrarre un pubblico qualificato. Si tratta di buone pratiche che includono:

Social media marketing: strategie social per accrescere un business

Il social media marketing comprende a sua volta una serie di strategie specifiche volte a raggiungere obiettivi di business ben definiti. Ma quali sono esattamente le principali attività incluse nel social media marketing?

Ognuna di queste componenti gioca un ruolo cruciale nell’accrescere la visibilità e l’engagement di un brand, contribuendo significativamente al suo successo nel mercato digitale.

1. PED: piano editoriale social

Il piano editoriale social (PED) è uno strumento fondamentale per la corretta gestione

strategia dei contenuti sui social media che prevede una pianificazione dettagliata dei post organici, programmando quali contenuti (testuali e visuali) verranno pubblicati e quando. Tutti i contenuti dovranno essere specificamente adattati al canale di destinazione, considerando le peculiarità di ciascuna piattaforma e il pubblico di riferimento o target. Un PED ben strutturato porta grandi vantaggi: assicura coerenza e riconoscibilità, migliora l’engagement e la fidelizzazione.

2. Sponsorizzare sui social media: target, budget e contenuto

Per raggiungere un pubblico sempre più specifico è necessario adottare soluzioni alternative a quelle organiche, come le campagne a pagamento sui social media. Una simile strategia inizia sempre con l’identificazione del target giusto, analizzando parametri socio-demografici come età, interessi, sesso, comportamento e geolocalizzazione. Il budget deve essere allocato in modo strategico su determinati contenuti presenti nel piano editoriale, orientati al raggiungimento di obiettivi specifici. Il contenuto sponsorizzato deve essere accattivante e rilevante per il target, con messaggi chiari e call-to-action forti per massimizzare l’engagement e le conversioni.

3. Influencer marketing: uno strumento molto potente

Arriviamo, quindi, a una delle strategie di maggior impatto nel panorama del digital marketing: l’influencer marketing. Collaborare con influencer, figure che hanno molto seguito sui social media nei settori strategici, permette alle aziende di raggiungere un pubblico più ampio e soprattutto mirato. In definitiva, l’influencer marketing, quando ben pianificato, si può rivelare uno strumento potentissimo: è possibile promuovere prodotti o servizi attraverso contenuti autentici e coinvolgenti, dando maggiore visibilità e credibilità al brand.

Ricordiamoci, però, che esiste una forte differenza tra testimonial e influencer. I primi, sebbene popolari sui media mainstream o nello sport, non è sempre detto che abbiano una community di riferimento che li segue in modo costante sui social media, i secondi, invece, hanno come caratteristica peculiare quella di lavorare sulla reputation del brand e valorizzarla nel confronti del loro pubblico di riferimento.

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4. Ma quali sono le piattaforme social con il più grande ritorno sull’investimento (ROI)?

I social media possono diventare un potente strumento di marketing con un ROI tangibile e misurabile, contribuendo al successo a lungo termine della tua azienda. 

Secondo un recente sondaggio di Statista svolto tra i marketer di tutto il mondo, le piattaforme di social media con il più grande ritorno sull’investimento (ROI) sono:

Digital marketing per aziende: soluzioni integrate per raggiungere grandi obiettivi

Come abbiamo visto, il digital marketing è un mondo complesso e ricco di sfaccettature che va ben oltre il social media marketing. All’interno di uno scenario sempre più competitivo, tutte le sue attività possono contribuire in modo significativo al successo di un’azienda. Il nostro team è in grado di offrire un approccio integrato con strategie sempre più personalizzate per raggiungere i tuoi obiettivi di business. Comunicare chi sei è essenziale per costruire e rafforzare la tua brand reputation, migliorare la lead generation, fidelizzare clienti e differenziarti dalla concorrenza.


Con Synesthesia, potrai gestire tutte le attività di digital marketing per favorire la crescita della tua azienda. Scopri di più sulla nostra offerta e scopri come le soluzioni innovative del nostro team di esperti in digital marketing possono aiutarti a realizzare i tuoi progetti!

Come nasce l’idea del progetto FuturMakers B2B di Synesthesia?

“L’idea del progetto nasce dall’obiettivo di avvicinare i/le bambini/e e i/le ragazzi alle discipline STEM e alla tecnologia in modo innovativo e coinvolgente. Grazie al progetto FuturMakers B2B, Synesthesia ha organizzato workshop, laboratori e attività educative pensate appositamente con l’obiettivo di fornire tutte le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare le sfide del mondo digitale in modo completo e consapevole”.

Quali sono le caratteristiche distintive del progetto per avvicinare bambini e ragazzi alle materie STEM?

“Questo progetto si distingue per diverse caratteristiche che lo rendono unico nel campo della formazione STEM e dell’innovazione. L’iniziativa è pensata per essere accessibile e inclusiva, permettendo a tutti di partecipare e apprendere indipendentemente dal livello di competenza iniziale. Durante gli incontri, vengono promosse attività hands-on, laboratori interattivi e giochi educativi che favoriscono l’acquisizione di competenze tecniche e cognitive in modo divertente e coinvolgente.

Altra caratteristica importante è la presenza costante di esperti del settore STEM e di educatori qualificati, in grado di guidare e supportare i partecipanti lungo tutto il percorso di apprendimento, fornendo conoscenze approfondite e stimoli per lo sviluppo delle competenze.

Infine, si tratta di un progetto orientato al futuro, preparando i più giovani alle competenze richieste da un mondo del lavoro in continua evoluzione, promuovendo la collaborazione, la risoluzione dei problemi e il pensiero critico come abilità fondamentali per affrontare le sfide della società digitale e tecnologica in cui viviamo”.

In che modo il progetto vuole  stimolare l’interesse dei bambini e dei ragazzi verso le materie STEM?

“I percorsi di formazione per bambini dai 7 ai 15 anni sono strutturati in modo da rispondere alle diverse fasce d’età e livelli di competenza, offrendo attività e laboratori adatti alle specifiche esigenze e interessi dei partecipanti. 

Facciamo qualche esempio pratico: per i bambini delle scuole elementari sono previsti laboratori di programmazione con strumenti intuitivi e divertenti come Scratch, che permettono di apprendere i concetti di base della logica di programmazione in modo semplice e giocoso. Ci sono, poi, i laboratori di robotica educativa, dove è possibile costruire e programmare robot per affrontare sfide e problemi di varia complessità, sviluppando competenze pratiche e creative.

Per i/le ragazzi/e delle scuole medie e delle scuole superiori, invece, i percorsi di formazione si concentrano su tematiche più avanzate, come la programmazione di videogiochi utilizzando linguaggi di programmazione più complessi come Python, Java o strumenti di Intelligenza Artificiale. Attraverso corsi strutturati e progetti pratici, i ragazzi imparano a sviluppare giochi interattivi, acquisendo competenze tecniche e creative nel campo della programmazione e del game design”. 

Come è stato accolto dalle aziende che hanno partecipato al progetto STEM per bambini/e e ragazzi/e? 

“Le aziende all’avanguardia del territorio, non solo piemontese, hanno riconosciuto l’importanza di sostenere progetti come questo, che mirano a stimolare l’interesse delle nuove generazioni verso la tecnologia e le discipline STEM. Hanno tutte compreso che investire nelle competenze e nella formazione dei giovani è fondamentale per garantire la propria competitività e innovazione nel lungo termine.

Grazie alla sua natura innovativa e al suo focus sulla formazione tecnologica e scientifica, è stata offerta, infatti, l’opportunità di investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze digitali e tecnologiche. Il coinvolgimento dei figli dei propri dipendenti in attività formative di alto livello, ha contribuendo, dunque, a creare un legame più stretto e positivo con i propri collaboratori”.

Come Synesthesia intende misurare l’impatto e l’efficacia del progetto?

“Synesthesia, insieme ai responsabili del progetto FuturMakers, si interroga costantemente sull’impatto che porta questo progetto verso chi partecipa. Sicuramente una fetta importante per misurarne l’efficacia è la raccolta dei feedback dei partecipanti e delle loro famiglie per valutare la soddisfazione, l’interesse e il coinvolgimento nel programma, nonché raccogliere eventuali suggerimenti per migliorare l’esperienza formativa. 

Stiamo, inoltre, pensando di provare a fare un tracciamento a lungo termine del progetto FuturMakers B2B, monitorando il percorso accademico e professionale dei partecipanti nel tempo per valutare come l’esperienza formativa abbia influenzato le loro scelte e opportunità future”.

Il servizio è utile per il welfare aziendale. Da questo punto di vista possono nascere anche possibili collaborazioni con altri player. É una cosa che avete provato ad attivare? 

“Si, il progetto FuturMakers B2B sta crescendo e questo porta inevitabilmente la ricerca di altri player con cui fare rete e diffondere l’iniziativa. La collaborazione con altri attori del settore come organizzazioni non profit, istituti educativi, altre aziende e enti pubblici, è fondamentale per ampliare l’impatto e la portata del servizio offerto.

Un esempio di azione con una grande organizzazione è l’iniziativa portata avanti recentemente con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), con cui abbiamo avviato una preziosa collaborazione da due anni e che ha permesso ai figli dei loro dipendenti la partecipazione a laboratori, workshop e attività educative specializzate.

In sostanza, oggi, Synesthesia vuole offrire un servizio da inserire nelle attività di welfare aziendale proprie e delle aziende partner mostrando un impegno tangibile verso il benessere dei/delle dipendenti e delle loro famiglie e  contribuendo nel contempo alla formazione dei ragazzi/e a un utilizzo del digitale maggiormente consapevole. Per questo è alla ricerca di partner come l’IIT per permettere di condividere risorse, competenze e conoscenze per migliorare l’esperienza dei partecipanti e raggiungere obiettivi comuni legati al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie che vogliono stare al passo con i tempi e la tecnologia”.

Quali sono i principali benefici per un’azienda o una organizzazione che decide di investire in progetti STEM per bambini e ragazzi?

“Le aziende possono dimostrare il loro impegno verso il mondo della formazione, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile partecipando al progetto organizzato da Synesthesia. Un’opportunità unica per valorizzare il proprio brand, promuovere l’uguaglianza di opportunità e investire nel talento e nella diversità. Le aziende che scelgono di adottare questa iniziativa dimostrano di credere in un progetto innovativo e vantaggioso in termini di welfare aziendale. Questo impegno concreto verso il benessere delle famiglie dei dipendenti contribuisce a migliorare il clima aziendale e a rafforzare la fiducia reciproca. Siamo convinti che investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze dei giovani attraverso il progetto FuturMakers B2B può essere un elemento differenziante nella strategia di employer branding dell’azienda”.

Le attività di FuturMakers B2B per le aziende

Vuoi saperne di più sulle nostre iniziative di welfare aziendale? Scopri tutte le attività che possiamo realizzare insieme. Non perdere l’occasione di investire nel futuro dei tuoi dipendenti e delle loro famiglie!

Lo scorso 26 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resistenza (PNRR)”. Tra le misure cruciali per la digitalizzazione della pubblica amministrazione previste spicca sicuramente l’approvazione della normativa che istituisce l’IT Wallet italiano.

Che cos’è l’IT Wallet italiano?

L’IT Wallet è un sistema di portafoglio digitale che consentirà di conservare e utilizzare i documenti digitali in modo semplice, veloce e sicuro all’interno dell’app IO. L’avvio del progetto – prevista a metà 2024 – si inserisce nell’ambito dell’European Digital Identity Wallet che mira a offrire a cittadini e imprese un sistema affidabile e sicuro per identificarsi online e condividere attributi e certificati.

L’IT Wallet avrà due versioni: quella pubblica accessibile a tutti i cittadini e gratuita e quella privata per servizi offerti da aziende private. Alla parte pubblica si accede semplicemente via app IO, a sua volta usabile con SPID o CIE.

A cosa serve?

Disponibile dalla metà del 2024, l’IT Wallet comprenderà i servizi della patente, della tessera sanitaria e della carta europea della disabilità, migliorando notevolmente la comodità, la sicurezza e tutte le interazioni con tutti gli altri servizi online ad esso connessi.

I cittadini avranno la possibilità di utilizzare l’IT Wallet per presentare i propri documenti durante controlli, sia di persona che online, e per accedere ai servizi disponibili sulla piattaforma digitale. Entro l’estate, sarà possibile caricare i documenti tramite l’app IO, ma con limitazioni all’uso offline. Verso la fine dell’anno o all’inizio del 2025, l’app IO sarà abilitata anche per operazioni e transazioni online.

Quali vantaggi? L’IT Wallet: il futuro digitale è nelle tue mani


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Le nuove emoji e il loro significato

Il nuovo aggiornamento di Apple introduce 118 nuove emoji, a dimostrazione di come questi simboli siano, a oggi, parte integrante del linguaggio e della comunicazione di tutti noi. Tra queste nuove emoji spiccano sei simboli e quattro rappresentazioni di famiglia, ma anche un’intera emoji dedicata alla rappresentazione di 100 persone posizionate di lato, con un’ampia varietà di generi, colori di pelle e persone raffigurate in sedia a rotelle, a supporto dei temi di inclusività portati avanti dall’azienda di Cupertino.

Verranno aggiunti, inoltre, simboli raffiguranti un lime, una fenice e il tipico “smile” che scuote la testa da destra a sinistra, o dall’alto verso il basso, per  rappresentare la realtà delle emozioni umane. Per quanto riguarda l’inclusività, Apple introduce delle nuove emoji raffiguranti la famiglia, in cui però non è esplicitato il genere dei componenti.

Possibilità di scelta del browser nel proprio smartphone

Tra i tanti cambiamenti apportati nella versione 17.4 di iOS, troviamo una novità “storica”. Per la prima volta, infatti, durante il processo iniziale di configurazione sarà possibile scegliere il browser web predefinito. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere il proprio client web preferito, quindi non più solo Safari di default.

Nella versione beta, il sistema richiede di selezionare uno tra 12 browser più popolari, disponibili su App store in base alla propria località. In Italia saranno messi a disposizione: Aloha, Ecosia, Firefox, Brave, Onion Browser, Opera, Web@Work, Safari, DuckDuckGo, You.com, Edge e, infine, Chrome. Dopo che gli utenti avranno selezionato il proprio browser, iOS lo utilizzerà su tutte le app del sistema Apple.

Le altre novità di iOS 17.4

Oltre alle nuove emoji e alla possibilità di scegliere il proprio browser, il nuovo aggiornamento di Apple presenta ulteriori novità nella sua versione beta. Grazie a iOS 174, si potranno installare app da altri marketplace e non più solo dall’App Store predefinito. Un’altra novità è l’accesso al chip NFC dell’iPhone, con il quale le app delle banche potranno sfidare Apple Pay offrendo il proprio portafoglio digitale, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere sistemi alternativi di pagamento. Siri, invece, sarà in grado di leggere i messaggi in lingue diverse: una volta assegnata una lingua specifica all’assistente vocale, non ci sarà bisogno di cambiare la lingua predefinita del proprio smartphone per leggere messaggi scritti in una lingua diversa.

Riuscirà Apple a uniformare le funzionalità dei propri dispositivi al Digital Market Act entro il tempo necessario? Per scoprirlo e rimanere aggiornato/a sulle notizie provenienti dal mondo tech, segui il nostro Synblog o i nostri social media.

Come mai Taiwan è così importante per l’AI?

Nel piccolo stato di Taiwan, è presente la più grande azienda produttrice di chip AI avanzati, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), che insieme a Samsung e Intel fornisce la maggior quantità di chip in tutto il mondo, in particolare ad aziende del calibro di Nvidia e Google. Taiwan, piccola isola dell’Asia orientale, vive da anni una situazione di conflitto con la Cina e questa tensione potrebbe creare non pochi problemi al futuro dell’intelligenza artificiale.

Questa situazione delicata potrebbe sfociare, secondo un buon numero di politici, in un’invasione della Cina proprio nel territorio di Taiwan, con conseguenze gravi per il settore dell’AI, che subirebbe un deciso rallentamento nella produzione e nello sviluppo.

La TSMC è fondamentale per questo mercato in quanto non si occupa esclusivamente della progettazione di chip, bensì della produzione utile a tutta la frontiera dei semiconduttori. Negli anni il colosso ha superato i competitor grazie a investimenti massicci, economie di scale e partnership lungo l’intera supply chain dei semiconduttori, riuscendo così a diventare indispensabile per il settore dell’AI e non solo.

I possibili scenari

Di fronte alla tensione sempre più crescente tra Taiwan e Cina, il governo degli Stati Uniti ha imposto un divieto di esportazione di chip AI avanzati verso la Cina, lanciando un chiaro segnale di schieramento a difesa dell’isola e del mercato dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, sempre in territorio americano, la TSMC ha dichiarato l’intenzione di investire 40 miliardi di dollari nella costruzione di due nuove fabbriche produttrici di chip in Arizona, che puntano a essere attive già nel 2025.

Un’ipotesi di scenario, chiamata da Rob Toews la teoria dello “scudo di silicio”, prevede che la Cina rinunci alla possibilità di invadere l’isola per via della dipendenza dai chip taiwanesi. Questa teoria, però, non garantisce la sicurezza delle fabbriche della TSMC, in quanto in caso di attacco militare diventerebbero inoperative o, nella peggiore delle ipotesi, distrutte dagli stessi taiwanesi per impedire alla Cina di prenderne il controllo.

Come si stanno muovendo i competitor?

I maggiori competitor della TSMC sono Samsung e Intel, che a oggi non possono ancora vantare le stesse performance di produzione e di qualità dell’azienda taiwanese.

Samsung è in grado di produrre chip a tre nanometri, a differenza del colosso di Taiwan che, invece, produce chip AI a un nanometro, a dimostrazione di come la strada per colmare il divario tra i competitor sia ancora estremamente lunga.

Intel, un tempo prima produttrice di chip, ha affrontato diverse difficoltà nella transizione alle tecnologie a nodi avanzati, che ha portato la multinazionale americana a esternalizzare la produzione, proprio nei confronti di TSMC. Il nuovo CEO, Pat Gelsinger, ha dichiarato che mira a recuperare terreno entro il 2024, avviando un piano di produzione di chip a due nanometri, ma la sfida sembra particolarmente difficile e ambiziosa.

Sperando che la diplomazia prevalga nei confronti del conflitto per il bene della popolazione di Taiwan, non ci resta che attendere per osservare quale sarà il destino dell’intelligenza artificiale.

Amazon: il progetto “Q”

L’azienda di Jeff Bezos annuncia, tramite la sua piattaforma Amazon Web Services (AWS), l’introduzione di due modelli di linguaggio basati sull’intelligenza artificiale che si occuperanno di generazione di testi e di personalizzazione delle ricerche web degli utenti.

Il vice presidente della unit AWS, Swami Sivasubramanian, sottolinea l’importanza di questi modelli che saranno in grado di aiutare gli acquirenti a trovare prodotti più facilmente e ad alimentare alcuni elementi di Alexa, per rendere l’assistente personale ancora più intelligente e intuitivo, grazie al LLM (Large Language Model).

Le soluzioni che Amazon intende implementare permetteranno, grazie all’integrazione Action Controller, di favorire una comunicazione più diretta e naturale con l’assistente vocale, con l’obiettivo ambizioso di costruire una tecnologia in grado di operare quasi completamente al posto dell’utente per quanto riguarda, per esempio, le smart home e la domotica.

Durante la conferenza Aws re:Invent 2023 tenuta a Las Vegas il 28 novembre, Amazon ha, inoltre, svelato il progetto Q, il nuovo chatbot (come Chat GPT per OpenAI) dedicato interamente alle aziende che, tra le varie funzioni, sarà in grado di completare automaticamente i codici sorgente e si potrà connettere a più di 40 strumenti aziendali per una corretta condivisione di informazioni.

Il LLM di Amazon, chiamato Olympus, verrà, inoltre, addestrato con circa duemila miliardi di parametri da cui attingere, lanciando una vera e propria sfida ai rivali di OpenAI che, invece, ne utilizza “solo” mille miliardi.

Apple: il progetto “Ajax”

L’azienda di Cupertino, dopo esser stata proclamata “brand più influente al mondo” per l’undicesimo anno di fila da Interbrand, è fortemente impegnata anche sul campo dell’intelligenza artificiale.

Da quattro anni un team guidato da John Giannandrea (ex capo ricerca di Google) lavora con l’obiettivo di creare un AI che sia in grado di conversare ed eseguire comandi vocali complessi, per superare definitivamente lo storico assistente vocale Siri.

Tim Cook ha anticipato che il team di innovazione è impegnato nella realizzazione di  un framework proprietario di nome “Ajax” che avrà all’interno un chatbot, anch’esso proprietario, denominato “Apple GPT” e che verrà addestrato con circa 200 miliardi di parametri utili alla costruzione della migliore AI conversazionale ma realizzata prima.Il motore neurale di questo ambizioso progetto sarà il chip A17 pro di Apple, che è stato lanciato da Apple a settembre 2023 con l’uscita del nuovo iPhone 15.

L’azienda, inoltre, intende implementare Xcode con l’intelligenza artificiale, così da poter assistere automaticamente gli sviluppatori app, da sempre punta di diamante del colosso di Cupertino.

Quali saranno i prossimi passi?

Il tema dell’intelligenza artificiale è il più discusso dell’ultimo anno, due giganti come Amazon e Apple non possono limitarsi a rincorrere le altre multinazionali arrivate (incredibilmente) prima e promettono quindi ingenti investimenti in questo settore.

Amazon ha deciso di investire 4 miliardi di dollari in una start-up chiamata Anthropic (fondata da ex dirigenti di OpenAI), Apple, invece, dichiara l’intento di investire un miliardo l’anno in progetto di AI.

La domanda: “Perché questo incredibile ritardo?” al momento non ha trovato alcuna risposta. Gli analisi e gli esperti del mondo Tech dicono che in fondo non ci si aspettava l’exploit della piccola ma dinamica OpenAI e l’interesse degli utenti attratti da un’ottima user experience, o che semplicemente i due colossi abbiano avuto meno personaggi talentuosi nei loro team di lavoro.

Per scoprire chi vincerà la nuova corsa all’oro dell’AI, non ci resta che attendere le novità che sicuramente saranno ancora un super trend topic per il 2024. Resta sintonizzato/a con il nostro Synblog per non perderti le informazioni più aggiornate e curiose dal mondo tech.