Il 3 dicembre 1994, venticinque anni e qualche giorno fa, la Sony fece uscire in Giappone la prima versione della PlayStation. Questa è una data che per gli amanti dei videogiochi rappresenta uno spartiacque indelebile. Come è cambiato il mondo dei videogiochi da quel giorno in poi?

“Il mondo dei videogiochi cambiò radicalmente perché in quel periodo la PlayStation fu il dispositivo giusto nel tempo giusto. In quel periodo SEGA stava lavorando all’uscita del Saturn che voleva cavalcare l’onda del 32 bit, ma SEGA aveva perso credibilità nei confronti dei suoi utenti anche perché nel giro di meno di 24 mesi erano usciti già il Mega CD e il 32X. Saltato l’affare con la Nintendo, Sony raccoglie le ceneri ed entra a gamba tesa nel mondo dei videogiochi con la PlayStation. Ricordo ancora la sua presentazione con delle demo da effetto wow, come per esempio la demo Tirannosauro, inserita all’interno della console e mi ricorda un po’ quello che Nintendo fece col NES, cioè io mi portavo un coin-op famoso a casa e ci giocavo esattamente come in sala giochi”.

Molte quindi furono le innovazioni introdotte che migliorarono decisamente l’esperienza ludica. In particolare faccio riferimento al CD-ROM, alla grafica 3D, all’ergonomia del joypad. 

Parliamo, innanzitutto, dell’impiego del CD-ROM. La Sony decise di puntare tutto su questo formato. Quali furono i benefici apportati da questo nuovo supporto?

“Fino a quel momento il supporto più utilizzato era il floppy disc da 1,44 mb oppure delle cartucce che contenevano 8 Mb. Quindi passiamo da questa quantità a una cifra alla possibilità di usare 600-700 Mb sul CD-ROM. Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione copernicana dello spazio. Fino ad allora il CD-ROM era stato utilizzato come laser disc analogico, cioè un contenitore di filmati con una meccanica di gioco molto ridotta. Questo voleva dire che i giochi di fatto non erano molto divertenti. Sony allora decise di tradurre le potenzialità del compact disc in un vero e proprio contenuto ludico. Non si trattava più di riempire di filmati un gioco, ma di costruire un contenuto che cercasse di dare vita vera a un gioco. Sony allora utilizza le tracce audio dei compact disc per dare un audio incredibile e più coinvolgente e per riempire i suoi prodotti con contenuti strettamente legati alle dinamiche di gioco. Allora avremo i tre CD di Final Fantasy VII che un’esperienza narrativa che colpirà il cuore dei giocatori”.

Il mondo dei videogiochi stava cambiando. I sogni dei giocatori di tutto il mondo prendevano forma (3D). La grafica innovativa e maggiormente realistica della PlayStation rappresenta un altro tratto distintivo rispetto alle altre console. Ricordi questo passaggio? Che cosa aveva di diverso la sua grafica rispetto alle altre console che uscirono negli anni precedenti?

“Lo stesso discorso fatto prima vale anche per la grafica 3D. In quel momento si sapeva già che il 3D sarebbe stato il futuro, però ancora non aveva preso una declinazione particolare. La comunità dei giocatori lo aveva già capito da tempo. Il Super Nintendo per riuscire a fare giochi in 3D dovette aggiungere un chip (super FX) all’interno delle proprie cartucce.  Rispetto al Saturn (molto forte sul 2D), Sony investì molto sul 3D e legò le sue proprietà intellettuali e i suoi giochi più famosi proprio sul fatto che fossero realizzate in questa modalità”. 

Parliamo del Joystick. Fino a poco prima del suo lancio tutti i competitor stavano cercando di imitare i joystick a blocco unico del NES. La Sony decise di ideare un nuovo joypad, decisamente più ergonomico e degno di stare in un museo di design. Quanto ha inciso, secondo te, questa scelta sul successo della console?

“Anche per quanto riguarda il controller, Sony riuscì a tracciare una vera e propria strada dell’innovazione. Se provate a cercare su internet vedrete che sono stati realizzati molti modelli e prototipi prima di riuscire a raggiungere il primo joypad della PlayStation. Anche in questo caso la differenza tra il Saturn e la PlayStation stava tutta nell’innovazione: il joypad di Saturn era un joypad vecchio, basato su quello che poteva essere il pad a sei tasti di Sega Mega Drive. A quello della PlayStation vennero aggiunte una serie in più di tasti, una doppia linea di tasti laterali e poi il dualshock. L’introduzione dei controller analogici, si basava su una nuova impostazione di meccaniche di game play che partiva proprio dall’input. Questo discorso sui comandi non è un discorso che è stato fatto solo da Sony. Dieci anni dopo la Nintendo fece la stessa cosa con Nintendo WII con il wiimote (project revolution). Ci furono quindi passi in avanti non solo nell’aggiungere possibilità di input al joypad, ma anche nel rendere il controller più immediato nel suo utilizzo, anche per persone che non erano tanto abituate ad usare il controller. Questa attenzione sul controller fu certamente iniziata da Sony che cominciò questa rivoluzione”.

Giochi preferiti e perché?

“Il mio gioco single player preferito è certamente Metal Gear Solid, non solo per la grafica, ma anche per per il game design e l’attenzione rivolta all’esperienza di gioco estrema, basti pensare allo studio che c’è stato per battere il boss finale Psycho Mantis, che dopo un po’ di tempo richiede al giocatore di cambiare fisicamente qualcosa che non voglio spoilerare. Per quanto riguarda il multiplayer il gioco che mi è rimasto nel cuore è Micro Machines 3 perché grazie alla possibilità di collegare fino ad 8 giocatori contemporaneamente usando due multitap dava un’esperienza di parti-game stupenda”.

Negli anni ne sono uscite altre tre versioni – e una quinta, molto attesa, uscirà alla fine del 2020. Che cosa ti aspetti dalla Sony?

“Da Sony mi aspetto un sacco di bei regali. Al momento, come al solito, gli annunci sono incrementali. Sony ha incominciato a raccontare che questa nuova console sarà dotata di un disco SSD che renderà impercettibili i caricamenti. Un’altra rivoluzione che ci interessa ancora di più è quella del dual shock: la PS5 avrà il feedback aptico che riuscirà a trasmettere a livello sensoriale (di tatto) qualcosa che sta succedendo nel gioco con le vibrazioni, esattamente come i trigger adattivi che potranno aumentare l’effetto presence di un’esperienza di gioco. Il fatto di aggiungere e dare ai game designer questa possibilità di aumentare e usare questi input in modo diverso creerà delle bellissime sorprese da un punto di vista video-ludico. Infine, con l’annuncio della retro-compatibilità, sappiamo già che PS5 sarà compatibile con PS4. Questo mi consentirà di utilizzare un unico dispositivo per far girare tutti i miei giochi. E se la retro-compatibilità fosse anche sugli altri precedenti dispositivi? Che bello sarebbe poter giocare con i vecchi giochi su un hardware decisamente più potente?”


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Com’è nata l’idea di CityAround?

“Nasce da 15 anni di esperienza nel settore del turismo e degli eventi (Torino, Lampedusa, Egitto, Brasile e Madagascar) e da una necessità che io stesso, viaggiando molto, ho sperimentato: sapere dove andare e come muoversi in un posto che non si conosce. Quanto più è grande la città tanto è più difficile capire cosa visitare, che percorsi seguire e a cosa dedicarsi. Pensando agli autobus per turisti ho ideato un modo per vivere i punti più belli o importanti delle città con più autonomia e in modo più ecologico. Insomma CityAround è un prodotto di facile utilizzo per conoscere una città nuova quando ci si arriva.”

Il video promozionale di CityAround

Cosa offre CityAround?

“L’utente scaricando l’applicazione ha la possibilità di scegliere tra diversi circuiti da svolgere in bicicletta o a piedi. Il navigatore del cellulare porterà l’utente nel punto del circuito più vicino a lui, tramite geolocalizzazione, e a quel punto verrà guidato lungo il percorso con la possibilità di fruire dei contenuti relativi ai punti di interesse (sia scritti che audio).

Tutti i circuiti sono ad anello, in modo da permettere ai partecipanti di non ripetere al ritorno lo stesso percorso.

CityAround è l’applicazione “turistica” ma parallelamente stiamo costruendo GreenMeAround che sarà dedicata esclusivamente al mountain bike, e che nasce per rivitalizzare un circuito torinese in particolare chiamato “Anello Verde”.

Questo progetto è nato con la consapevolezza che attualmente il turismo si sta molto interessando a tutto quello che riguarda la natura e l’aspetto ecologico (per fortuna).

L’Anello Verde sarà il punto di congiunzione tra i due progetti, in modo che l’offerta sia a disposizione sia di chi è interessato allo sport, sia di chi è interessato alla cultura e alla città.

I percorsi saranno sempre sviluppati tematicamente in modo da incontrare le necessità e i gusti di tutti (percorso storico, percorso caccia al tesoro per i bambini ecc.)”.

Perché proprio Torino?

“Innanzitutto io sono di Torino, conosco quindi la città e avevo i contatti necessari per iniziare questo progetto. Inoltre con molte delle persone che hanno partecipato il progetto siamo giunti alla conclusione, scherzosa, che – quello che funziona a Torino funziona dappertutto -”. Infatti dopo aver provato il test a Torino il format potrà essere declinato in tante altre città (il primo posto successivo a Torino sarà probabilmente Milano)”.

A che punto è la start-up?

“Siamo online da 80 giorni con 4 circuiti per la fase di test. I dati non permettono di fare delle analisi precise considerando il poco tempo trascorso dal lancio ma finora i risultati sono incoraggianti”.

Quali sono i circuiti attualmente disponibili?

“Sono tutti circuiti ad anello e non durano più di mezza giornata.

Un anello è sul lungo Po ed è declinato in due versioni: uno per chi va in bici uno per chi si sposta a piedi. Il terzo anello, chiamato «La vista più bella»  porta fino alla terrazza dei Cappuccini e il quarto circuito percorre il centro storico della città.” 

Quali sono le difficoltà incontrate finora?

“Principalmente il tempo. Volevamo far uscire i primi circuiti per l’estate, in modo che fossero facilmente fruibili dagli utenti in vacanza, ma per farlo abbiamo dovuto velocizzare i processi, e il tempo (e la burocrazia) non è mai un fattore che va trascurato quando si pianifica un progetto. 

Da un punto di vista tecnologico sicuramente dover declinare un’applicazione così complessa e sfaccettata su ogni sistema operativo è stata una bella sfida, in relazione al poco tempo che abbiamo avuto per fare il lancio in estate”.

La soddisfazione più grande?

“L’entusiasmo e la disponibilità di tutte le persone, gli enti e le istituzioni che sono state coinvolte nel progetto: Comune, assessorati, Consulta per le Persone in Difficoltà (con cui stiamo lavorando per rendere accessibili questi circuiti)”.

Quali sono i punti di forza di CityAround?

“L’entusiasmo è dato anche dai punti di forza del progetto: il mercato è ampio, il servizio è molto utile per i turisti e per le città che li ospitano (Torino dal punto di vista turistico sta crescendo notevolmente). Per questa primavera l’app sarà ottimizzata e completa almeno al 75%: dobbiamo sicuramente essere più che pronti, funzionanti, attivi per l’arrivo nel 2021 delle ATP (il primo approdo assoluto in Italia del torneo che elegge il Maestro del tennis)”.

Qual è stato l’apporto di Synesthesia a CityAround?

“È stato fondamentale: Synesthesia si è occupata di tutto l’aspetto tecnico e grafico dello sviluppo dell’applicazione. Ho apprezzato molto la grande disponibilità, considerando anche i tempi stretti, e l’ottima capacità risolutiva degli ostacoli incontrati lungo il cammino”.


Tra percorsi storici, artistici e naturalistici CityAround è la start-up per chiunque voglia visitare una città in modo organizzato e autonomo, rispettando il principio fondante di questo progetto: sostenibilità e innovazione.

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Startup ed innovazione: i nostri partners si raccontano

Lorenzo Sistino dopo aver lavorato per oltre 25 anni in Fiat e Fca è diventato fondatore e amministratore di Miacar, la startup piemontese che ha applicato il format dell’e-commerce all’acquisto delle automobili.

Il 18 Settembre 2019 alla galleria d’arte Gagliardi e Domke si è tenuta una conferenza stampa con lo scopo di presentare i risultati della ricerca condotta online negli ultimi mesi: chi è l’utente medio di Miacar? Perchè l’acquisto online di macchine sta aumentando notevolmente?

Sistino spiega che, a differenza di quanto si possa immaginare, coloro che acquistano su internet un’automobile sono in media la stessa tipologia di consumatori presenti sul mercato tradizionale.
Non si tratta quindi solo di millenials abituati alle tecnologie, ma anche di over 60 con meno dimestichezza con il mondo digitale e con gli acquisti in rete: Il 52% ha almeno 50 anni e quasi il 20% supera i 60 anni.

Quello che rende l’idea di Miacar vincente e che favorisce un continuo aumento delle vendite attraverso il suo e-commerce, è prima di tutto la convenienza per il consumatore: su Miacar macchine nuove o a km 0 possono raggiungere fino al 40% di sconto.

Questo è possibile grazie ad un ecosistema finemente organizzato che permette a 105 concessionari ufficiali in Italia di mettere a disposizione i propri prodotti con un progressivo incremento di sconto all’aumentare della distanza tra quest’ultimo e il potenziale acquirente.
Una volta pagata una percentuale equivalente circa al 2% del costo complessivo della macchina, Miacar offre infatti prodotti in tutta Italia con la possibilità di scegliere se andare a ritirare l’auto di persona oppure utilizzare il servizio di consegna a domicilio.

Questo sistema risulta così semplice, immediato e pratico per il consumatore che, racconta Sistino tra le curiosità della startup, Miacar ha venduto un’automobile ad un cliente residente addirittura a Chicago, che dopo averla comprata ha chiesto che fosse consegnata alla sorella, residente ad Agrigento, per il giorno del suo compleanno.

Synesthesia, che si è occupata in prima istanza della creazione dell’e-commerce iniziale di Miacar e che continua a seguire la startup con attività di digital marketing, ha chiesto a Lorenzo Sistino di raccontare la sua esperienza dallo stato embrionale della startup fino ai primi successi.

Com’è nata l’idea di Miacar?

“L’idea di Miacar è nata da un bisogno del consumatore, che ho avuto modo di riscontrare duranti gli anni dedicati a lavorare in questo ambito. Ovvero il bisogno di evitare il disagio e la perdita di tempo della negoziazione che avviene quando ci si reca in uno o più concessionari per comprare un’automobile. L’idea di Miacar quindi è quella di semplificare il processo di acquisto dell’auto rendendolo più facile, più conveniente e più trasparente.”

Qual è il maggior punto di forza di Miacar?

“La possibilità del cliente di capire esattamente quanto spende, avere a disposizione immediata tutte le informazioni necessarie senza muoversi da casa, con la certezza di star acquistando da un concessionario ufficiale.”

Quali sono state le più grandi difficoltà incontrate da Miacar fino ad ora?

“Miacar è stato il primo sito a permettere un vero e proprio acquisto online, con tanto di transazione. Come ogni innovazione l’ostacolo iniziale è quello della visibilità: farsi conoscere dai clienti e rendere per loro questa operazione, complessa e impegnativa, il più semplice possibile. Direi che ci siamo riusciti, grazie anche ai nostri partner tra cui il primo e il più importante, ovvero Synesthesia.”

Qual è il successo più gratificante per Miacar?

“Sicuramente leggere le recensioni dei nostri clienti: ci avvaliamo di Feedaty, un ente terzo che certifica le valutazioni. Vedere risultati così alti (4,9 su 5) espressi da clienti soddisfatti è sicuramente un feedback importante e positivo che ci dà il carburante per continuare con entusiasmo e impegno.”

In che modo Synesthesia ha portato valore a Miacar?

“A partire dalla fase di ideazione e progettazione Synesthesia è stata un supporto fondamentale nella realizzazione della nostra piattaforma eCommerce e nelle sue successive evoluzioni. Synesthesia è stato il seme di Miacar e rimane, oltre che un nostro socio, uno dei nostri advisor e partner tecnici privilegiati”.


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Ad Aprile 2019 si è svolta la sesta edizione del Droidcon Italy, che ha aperto le braccia a tutti gli appassionati e professionisti in ambito tecnologico Android con il motto “Android For Everyone”: l’evento di quest’anno infatti non è stato dedicato ai soli sviluppatori ma anche a designer, project manager e marketer. 

Francesco Ronchi (CEO di Synesthesia) racconta la prima edizione italiana (2014) come “una scommessa”, nata dall’incontro con la realtà del Droidcon di Berlino e la decisione da parte di Synesthesia di mettere in scena nel territorio piemontese lo stesso format. 

Da quel momento, ogni primavera, Droidcon Italy è stato innovato e curato, crescendo sia in termini di partecipanti che in termini di speaker, sponsor e location, grazie all’entusiasmo per la tecnologia e la determinazione necessari all’organizzazione di un evento così importante e sentito.

Perché proprio Synesthesia?

«Droidcon Italy doveva essere affidato ad una software house, non ad una società di organizzazione eventi: si voleva mantenere un “cuore tecnologico”», racconta Ronchi.

La tecnologia infatti è il fulcro di questo evento che offre ogni anno circa 50 conferenze e altrettanti workshop con la partecipazione di speaker internazionali.

Il Droidcon rappresenta un luogo ed un momento preziosi dal punto di vista del business aziendale sul territorio, con oltre mille partecipanti e più di venti sponsor (tra cui Amazon, Huawei e IBM).

È proprio di questi “numeri” che parla Riccardo Recalchi, CO-CEO di Synesthesia: dai 350 partecipanti della prima edizione, messa in atto come investimento con tutti i rischi che un evento simile può comportare, a più di mille nel 2019. La crescita del droidcon italy è andata di pari passo con la crescita di Synesthesia: «Negli ultimi quattro anni la software house è passata da 10 risorse a quasi 60 e ha ottenuto degli importanti riconoscimenti proprio rispetto a questa crescita».
Per due anni consecutivi infatti Synesthesia è stata inserita dal Financial Times nella classifica per le aziende a maggior crescita di fatturato ed è tra le 350 aziende in Italia ad aver avuto un riconoscimento dal Sole24ore.

«Per noi il Droidcon è cresciuto anche in termini di sostenibilità: è nato come un investimento per la creazione di una community e la divulgazione di una delle nostre principali passioni», racconta Recalchi.

La città di Torino è infatti un ottimo bacino da cui attingere quando si parla di innovazione e tecnologia, per questo il Droidcon Italy, pur nella sua essenza internazionale, trova grandi riscontri a livello territoriale.

In questa realtà in fermento si incontrano aziende, liberi professionisti e appassionati di tecnologia che, scambiandosi opinioni e conoscenze, generano un valore culturale e innovativo di altissimo livello, carburante per il progresso tecnologico (e per le edizioni future del Droidcon).

Questa “comunità internazionale di appassionati” ha partecipato in numero sempre maggiore nel corso degli anni, permettendo l’evoluzione dell’evento che attualmente si svolge presso le OGR – Officine Grandi Riparazioni.

Ed è sempre grazie a questa passione “nata dagli sviluppatori per gli sviluppatori” che Synesthesia si è spinta ad organizzare anche il corrispettivo per il mondo iOS: Swift Heroes.  Questo nuovo evento, nato appena l’anno scorso, ha già ricevuto numerosi apprezzamenti a livello nazionale e internazionale sia in termini di partecipazione che di qualità degli speech. Con la seconda edizione, che si terrà al Centro Congressi Lingotto di Torino il 15 Novembre 2019 e di cui è appena stata annunciata l’agenda, Swift Heroes punta a diventare l’evento di eccellenza internazionale per gli sviluppatori del mondo Apple.

Domenica 18 febbraio, è stata una giornata memorabile per lo sport torinese, e più in generale per i valori in cui crediamo.

La squadra di basket FIAT TORINO AUXILIUM ha vinto, in una partita da togliere il respiro, la finale di Coppa Italia. La prima volta in assoluto per il basket torinese che, grazie ad uno staff tecnico giovanissimo, in pochi giorni è salita decisamente alla massima ribalta nazionale. Un’emozione enorme, che ci rende orgogliosi ed entusiasti.
Ed è quindi con grandissimo piacere che scriviamo ora alcune righe “ufficiali” per ricordare che siamo tra gli sponsor di questa fantastica, trainante squadra di basket.

Ci sono molti motivi dietro la scelta di sostenere una squadra di pallacanestro, e in particolare la FIAT TORINO AUXILIUM.

Lo sport può essere un collante meraviglioso tra le persone. Se ben interpretato, è energia, passione, divertimento. Vita vera. Tutti elementi che sono quotidianità nella nostra azienda e che vogliamo iniziare a raccontare al mondo, in modo sempre più costante e incisivo.

Abbiamo scelto FIAT TORINO AUXILIUM per le nostre radici: il nostro headquarter è Torino e crediamo fermamente nella valorizzazione del territorio e nel rilancio dello stesso a livello economico e sociale, di “sistema”. L’abbiamo scelta perchè è una squadra che cresce in fretta, che accetta le sfide, che non si ferma di fronte agli imprevisti, che ama il cambiamento e l’evoluzione.

“Sponsorizzare una squadra di basket è un’attività completamente nuova per un’azienda come la nostra, abituata a comunicare principalmente in un ambito business to business” ha detto Riccardo Recalchi, CFO e partner di Synesthesia. “Riteniamo però fondamentale in questa fase rafforzare il nostro brand e abbiamo scelto un veicolo che ci permette davvero di trasmettere a tutti quello in cui crediamo. A livello di iniziative di comunicazione, durante tutte le partite a Torino a bordo campo vengono proiettati brevi video che spiegano i nostri servizi principali, con una grafica minimalista che non sposta il focus dal vero protagonista, che è e resta lo sport a centro campo. L’obiettivo è trasmettere in modo chiaro ed efficace la presenza sul territorio di un’azienda comeSynesthesia, in forte crescita e sempre più apprezzata dal mercato, a cui si rivolge con servizi di mobile app, eCommerce, web e digital marketing a tutto tondo, supportata da una visione integrata e strategica.
Si tratta di un’iniziativa di comunicazione e marketing che rientra in un tema più ampio, che abbiamo identificato come <<Synesthesia per lo sport>>, perchè vediamo in questo anche un obiettivo sociale da perseguire, che è poi quello di sostenere lo sport locale e tutto il mondo che ruota attorno ad esso”.

Dopo il successo e la grande emozione della vittoria della Coppa Italia dello scorso 18 febbraio, non possiamo sapere ovviamente come evolverà la meravigliosa storia di FIAT TORINO AUXILIUM. Sappiamo però che siamo fieri di esserne parte, e vivremo appieno questa collaborazione, appena partita e già ricca di grandi soddisfazioni.

WeAreSynesthesia #NextLevel: #Champion

Synesthesia srl è sponsor ufficiale di Volley San Paolo per la stagione 2016/2017

Volley San Paolo è la squadra di pallavolo torinese nata nel ’58 tra le mura dell’oratorio salesiano San Paolo, che da sempre accompagna i giovani attraverso un percorso di crescita non solo sportiva ma anche umana.

“Siamo orgogliosi di sostenere una una delle realtà più importanti della pallavolo giovanile piemontese, di cui condividiamo i valori e i principi etici – afferma Francesco Ronchi, CEO di Synesthesia -. Questo è il primo passo di un impegno che intendiamo mantenere e rafforzare nel tempo”.