Siamo orgogliosi di annunciare che Synesthesia è stata inclusa nella Top 5 degli Employer Branding Awards (EBAwards), il più importante evento in Italia dedicato alle politiche di People Management.
La nostra candidatura è nella categoria “Come garantire la parità di genere alle persone in azienda”, un tema che rappresenta uno dei valori fondamentali su cui costruiamo il nostro ambiente di lavoro e le nostre strategie aziendali e che ci ha portato a ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022, una tappa di un percorso avviato da anni, caratterizzato da una politica aziendale volta a supportare l’empowerment femminile e a promuovere un ambiente di lavoro in cui le persone possono esprimersi pienamente.
L’obiettivo degli EBAwards è fornire un’adeguata cassa di risonanza a tutte le PMI che quotidianamente si impegnano a implementare e promuovere politiche dedicate all’ascolto delle necessità delle nuove generazioni, alla creazione di un giusto bilanciamento tra vita personale e professionale e al rispetto delle pari opportunità.
Gli EBAwards puntano, inoltre, a favorire l’incontro e la collaborazione tra aziende “valorialmente” allineate e a stimolare lo studio e la discussione di temi legati al People Management.
Un impegno condiviso per le pari opportunità
Essere nella shortlist è già un risultato straordinario, ma il nostro obiettivo è fare ancora di più. Crediamo fermamente in un luogo di lavoro equo e inclusivo, dove la parità di genere non sia solo un valore, ma una realtà concreta. Per questo, abbiamo bisogno del sostegno anche e soprattutto di voi per raggiungere questo traguardo.
Le votazioni sono aperte a tutte e tutti, previa registrazione, sul sito ufficiale dell’iniziativa, dove Synesthesia è annoverata nella categoria dedicata alla parità di genere in azienda.
L’evento di premiazione di EBAwards
L’evento conclusivo degli EBAwards si terrà venerdì 31 gennaio presso H-Farm, a Roncade (TV): sarà un’occasione unica per condividere esperienze e riflessioni con oltre 300 imprenditori, imprenditrici e manager d’azienda, approfondendo le migliori pratiche di gestione delle persone.
Se vuoi vederci tra le aziende premiate sul palco degli EBAwards, vota per Synesthesia: sostieni il nostro impegno per l’inclusione e l’uguaglianza e le best practice nel mondo del lavoro. Scopri le nostre politiche sulle pari opportunità e i risultati generali raggiunti come società benefit leggendo il nostro report di impatto 2023.
Serena, ci racconti in cosa consiste il vostro lavoro?
“Quaerys, è una realtà che si dedica ad aiutare aziende, agenzie, enti e istituzioni a estrarre valore dai dati digitali, traducendoli in strategie vincenti. Facciamo leva su un mix unico di scienze sociali, teorie del comportamento e tecnologie avanzate di AI per comprendere e anticipare le dinamiche dei dati.
Il nostro metodo proprietario si fonda su tre pilastri:
- Rigore scientifico, per garantire precisione e affidabilità in ogni analisi.
- Machine Learning, per identificare pattern nascosti e rendere i processi decisionali più intelligenti.
- Data-driven creativity, per trasformare dati complessi in soluzioni pratiche e innovative.
Ciò che ci distingue è, quindi, una multidisciplinarietà che ci permette di interpretare testi e conversazioni e generare intuizioni strategiche. Utilizziamo, inoltre, analisi statistica e Data Visualization per trasformare dati complessi in insight concreti, aiutando i nostri clienti a tradurre la complessità dei dati in azioni efficaci e risultati duraturi”.
Più che un genietto tutto occhiali, studio e mille tabelle di dati mi sembra che per voi il Data Analyst sia invece un grande appassionato ai fatti della realtà, che osserva, studia, ordina e racconta. Corretto?
“Assolutamente sì, questa descrizione coglie in pieno la nostra visione del Data Analyst. Il valore del nostro lavoro non risiede solo nella competenza tecnica, ma nella capacità di osservare la realtà con curiosità, metodo e profondità.
Per noi, il Data Analyst non è un tecnico isolato, ma un interprete del mondo reale: qualcuno che sa osservare i fenomeni, comprenderli, ordinarli e restituirli con chiarezza, trasformando la complessità in intuizioni utili”.
Perché un’azienda o un professionista dovrebbe avere bisogno di noi?
“Ogni decisione strategica, per essere davvero efficace, deve partire da una base solida: evidenze empiriche affidabili e insight utili. Questo è esattamente ciò che offriamo ai nostri clienti, aiutandoli a orientarsi nella complessità dei dati e a tradurli in scelte chiare e vincenti.
Abbiamo sviluppato un mix di servizi che rispondono alle esigenze di aziende e professionisti, coprendo tutto il ciclo di conoscenza: dall’analisi dei mercati alla comprensione profonda degli utenti, fino alla progettazione di soluzioni innovative. Tra i nostri servizi principali:
- Ricerche di mercato: per identificare tendenze, esigenze dei clienti e opportunità di crescita.
- Personas detection: creiamo profili dettagliati di utenti ideali per guidare strategie di prodotto e marketing.
- Analisi del comportamento degli utenti: studiamo le interazioni con prodotti e servizi per migliorare l’esperienza e aumentare l’engagement.
- Sentiment analysis: interpretiamo emozioni e opinioni attraverso tecnologie di elaborazione del linguaggio naturale.
- Analisi della concorrenza: posizioniamo i competitor, individuandone punti di forza e debolezze per aiutare i clienti a differenziarsi.
- Design sprint: trasformiamo gli insight in soluzioni concrete attraverso sessioni partecipative di brainstorming e progettazione partecipata.
- Data visualization: rendiamo i dati comprensibili e utili tramite grafici, infografiche e dashboard.
- Questionari e interviste: raccogliamo dati quantitativi e qualitativi per una comprensione completa e sfaccettata dei target.
- Meta-analisi: combiniamo studi nazionali e internazionali per identificare tendenze robuste e informare strategie globali.
Ogni nostro servizio è pensato per essere immediatamente integrabile nei processi decisionali dei clienti, con l’obiettivo di offrire un reale vantaggio competitivo e supportare il successo di realtà che scelgono di lavorare con noi”.
Quaerys nasce nel 2015 come start up innovativa e spin off dell’Università di Torino. Il cordone ombelicale con l’ambito accademico non è mai stato tagliato, e ancora oggi rappresenta una linfa fondamentale. Perché è così importante il rapporto con il mondo accademico e in che modo incide nel vostro lavoro?
“Il nostro DNA è radicato nella ricerca scientifica: non rincorriamo l’innovazione, ma ne siamo attivamente parte. Questa connessione diretta con l’ambiente accademico non è mai venuta meno. Non è un caso che i nostri founder e il nostro advisor scientifico siano figure tuttora profondamente radicate nella ricerca accademica, né che il nostro team includa professionisti che affiancano il lavoro operativo a percorsi di dottorato e alta formazione. Questo ci consente di operare con un livello di competenza decisamente elevato.
In pratica, questo rapporto ci pone in una posizione privilegiata: non solo partecipiamo attivamente alla produzione di conoscenza – pubblicando articoli scientifici e contributi editoriali sui temi dell’analisi dei dati – ma siamo spesso un passo avanti rispetto al mercato. Conosciamo e applichiamo nuovi approcci quando ancora non sono diventati di uso comune.
Ciò che fa la differenza è che questo vantaggio non si limita a rimanere nostro: lo trasferiamo ai clienti. Quando un’azienda ci sceglie, non acquista solo una consulenza tecnica, ma accede a un vantaggio competitivo che si riflette direttamente nel suo business. La nostra capacità di anticipare le tendenze e utilizzare metodologie avanzate si traduce per loro in strategie migliori, decisioni più rapide e risultati concreti. Questo è il valore che nasce dalla nostra connessione con il mondo accademico”.
Il payoff è “trustworthy answers”, cioè “risposte affidabili, degne di fiducia”. Perché fidarsi dei vostri risultati?
“Il nostro payoff racchiude la nostra essenza: fornire risposte affidabili, basate su evidenze concrete. Questa affidabilità deriva dal nostro DNA accademico e dall’approccio rigoroso che applichiamo a ogni progetto. Per noi, il metodo scientifico non è un principio astratto, ma lo strumento più solido per trasformare dati grezzi in insight utili e di valore.
Ogni nostra analisi, grande o piccola che sia, parte da osservazioni del mondo reale e dalla raccolta di dati verificabili. Non ci affidiamo mai a opinioni o supposizioni: tutto ciò che offriamo è documentato, misurabile e replicabile. Questo ci permette di dare ai nostri clienti basi solide su cui prendere decisioni strategiche, riducendo i rischi e massimizzando le opportunità.
In un contesto in cui le informazioni possono spesso essere superficiali o poco accurate, noi garantiamo risposte che non solo sono affidabili, ma che guidano realmente i nostri clienti verso risultati concreti e misurabili”.
Vi definite “boutique high-tech” per esprimere la vostra capacità di coniugare un approccio altamente tecnologico con una cura esclusiva per i dettagli. Cosa significa per voi questo equilibrio, ci spieghi meglio?
“Ci piace definirci una “boutique high-tech” perché questa espressione cattura la nostra essenza: unire l’avanguardia tecnologica con un approccio distintivo e mirato, dove ogni progetto è trattato con cura e attenzione uniche.
La nostra forza risiede nella capacità di applicare una metodologia rigorosa senza mai cadere in soluzioni standardizzate. Ogni analisi e ogni strategia che sviluppiamo è progettata in modo esclusivo, per rispondere con precisione alle necessità specifiche del cliente. Non proponiamo strumenti generici o piattaforme preconfezionate, ma creiamo soluzioni che possano garantire un vantaggio competitivo concreto e duraturo.
Il nostro lato “high-tech” si traduce nell’uso delle tecnologie e metodologie più avanzate, mentre l’approccio “boutique” si riflette nella dedizione che dedichiamo a ogni dettaglio. Questa combinazione ci consente di trasformare la complessità dei dati in risposte utili, efficaci e davvero personalizzate. È proprio questo equilibrio tra innovazione e cura che rende il nostro lavoro unico e riconoscibile”.
“La tecnologia più potente ed evoluta è la mente umana”. Cosa c’è nella vostra?
“Nella nostra mente c’è un continuo dialogo tra intuizione e metodo, tra creatività e analisi. È lì che le scienze sociali incontrano la tecnologia, dove il rigore si mescola alla curiosità, e dove ogni dato smette di essere un numero sterile per diventare una storia che guida decisioni strategiche.
Da un lato, la nostra mente è allenata a osservare il mondo con lo sguardo del sociologo: cerchiamo di comprendere i comportamenti umani, i desideri, le dinamiche che guidano scelte e relazioni. Dall’altro, abbracciamo la precisione e la potenza delle tecnologie avanzate, sfruttando strumenti di intelligenza artificiale, machine learning e analisi dei dati per leggere ciò che spesso sfugge all’occhio umano.
Infine, il nostro approccio da esperti di marketing completa il quadro: ogni insight che produciamo non è mai fine a sé stesso, ma pensato per avere un impatto reale. Che si tratti di migliorare l’esperienza utente, progettare una campagna vincente o posizionare un brand sul mercato, trasformiamo le nostre competenze in soluzioni concrete e misurabili.
In sintesi, la nostra mente è uno spazio in cui convergono la capacità di capire, la voglia di innovare e la determinazione a creare valore. Perché la tecnologia, per quanto potente, è solo uno strumento: è la mente umana che le dà significato”.
Potresti raccontarci, per concludere, qualche esempio concreto di come le vostre analisi hanno supportato i vostri clienti nel trasformare i dati in decisioni strategiche?
Assolutamente! Dietro ogni grande risultato c’è un’intuizione, e dietro ogni intuizione ci sono dati che parlano. I nostri progetti dimostrano come il nostro approccio multidisciplinare possa fare la differenza. Ecco alcuni esempi significativi:
(Produttore di serramenti in PVC)
Attraverso un’analisi semantica e l’utilizzo di tecniche di sentiment analysis, abbiamo individuato le caratteristiche dei prodotti più richieste dai consumatori e analizzato le strategie promozionali dei competitor. Questi insight, organizzati in visualizzazioni chiare e fruibili, hanno guidato il lancio di un nuovo prodotto, garantendo un posizionamento competitivo e allineato alle aspettative del target.
(Prodotti dolciari)
Per un’azienda leader nel settore, abbiamo combinato ricerche di mercato e tecnologie di machine learning per analizzare il momento della colazione degli italiani. Mappando valori emotivi e funzionali associati a questo rito quotidiano, abbiamo supportato il posizionamento di un prodotto innovativo e consolidato il legame tra brand e consumatori, ottimizzando anche gli investimenti pubblicitari.
(Lancio di una vettura elettrica)
Con un mix di analisi di mercato e tecnologie di data visualization, abbiamo isolato i valori più rilevanti per il target. Questi dati hanno permesso di costruire una proposta creativa in linea con i desideri e le aspettative dei consumatori, contribuendo a un posizionamento strategico forte e coerente per il nuovo veicolo sul mercato.
(Piattaforma di e-commerce)
Grazie a un’analisi dettagliata dei ticket di assistenza e delle interazioni degli utenti, abbiamo individuato cluster di interesse chiave e priorità operative. Questo approccio, integrato con dashboard interattive, ha guidato interventi strategici per migliorare la user experience e incrementare significativamente la soddisfazione dei clienti finali.
(Agenzia di viaggi storica)
Attraverso l’analisi del comportamento degli utenti e il rilevamento di personas, abbiamo decodificato i punti critici e i desideri del target. Gli insight ottenuti sono stati integrati in un nuovo concept di branding che ha rafforzato la coerenza tra lo store fisico e la comunicazione digitale, consolidando il posizionamento del brand.
(Evento culturale)
Utilizzando tecniche avanzate di analisi semantica, abbiamo decodificato i temi principali dell’evento, trasformando i risultati in grafici interattivi che hanno offerto nuove prospettive di lettura e una maggiore connessione emotiva con il pubblico.
Questi esempi dimostrano come i nostri servizi – dalle ricerche di mercato alla sentiment analysis, dalla data visualization ai design sprint – siano progettati per trasformare i dati in strategie concrete. In ogni progetto, il nostro obiettivo non è solo fornire risposte, ma offrire un reale vantaggio competitivo che aiuti i nostri clienti a distinguersi e a prosperare in mercati sempre più complessi”.
Scopri come ottenere il massimo dai tuoi dati, esplora la pagina dedicata ai servizi di Synesthesia Insight, la business unit di Synesthesia specializzata in Semantic Data Science supportata al 100% da Quaerys. Offriamo una gamma completa di servizi per ottenere risposte scientificamente attendibili e immediatamente integrabili all’interno dei tuoi processi decisionali.
Sostenibilità e innovazione: la strada continua…
Anche quest’anno, Synesthesia continua a dimostrare il suo impegno nell’affrontare con responsabilità le sfide ambientali, sociali ed economiche. Il Report d’Impatto impatto per il 2023 guarda al futuro: non si è limitata, infatti, a presentare i risultati ottenuti, ma delinea strategie per costruire un “sistema virtuoso” duraturo. Sin dal gennaio 2022, anno in cui l’azienda è diventata Società Benefit, Synesthesia si è impegnata a integrare l’innovazione digitale nei propri obiettivi di beneficio comune, cercando di creare sinergie che migliorano, anno dopo anno, le prestazioni aziendali.
Il documento sottolinea l’intenzione dell’azienda di coniugare sostenibilità e innovazione, mirando a trasformare il modo di fare impresa e a generare valore per tutti i suoi stakeholder. La direzione è chiara, come si evince sin dalle sue prime pagine: “l’innovazione e la sostenibilità non solo possono coesistere, ma sono i pilastri fondamentali di un futuro migliore per tutti”.
La sostenibilità come motore strategico di crescita: l’approccio vincente di Synesthesia
Valentina Di Capua, CSR Manager di Synesthesia, ha evidenziato nel report l’importanza di rendere la sostenibilità il motore della strategia aziendale, mirando al benessere collettivo e ai fattori ESG. Come testimoniato dai numeri, grazie a questo approccio, Synesthesia ha infatti valorizzato gli aspetti sociali e ambientali, trasformandoli in punti di forza, contribuendo così a una crescita economica significativa e a una maggiore fidelizzazione dei partner e dei clienti.
Il 2023 è stato, infatti, un anno di importanti traguardi per Synesthesia, tra cui eventi come la prima edizione di Progress Together e la prima edizione di React Native Heroes, l’inaugurazione della nuova area Commerce e il lancio del primo report di impatto. Vi sono stati, poi, significativi cambiamenti strutturali che hanno previsto l’inserimento di una donna nel board e la creazione del Comitato Guida Pari Opportunità e CSR, a seguito dell’ottenimento della Certificazione UNI/PDR 125/2022. Sviluppi che non solo segnano un passo avanti nella diversità di genere, ma riflettono anche un impegno concreto verso l’inclusione sociale e la parità di genere e pratiche etiche.
Come sostiene Valentina Di Capua, CSR Specialist:
“Per noi di Synesthesia, la redazione del report di impatto non rappresenta un mero adempimento legislativo o un esercizio di rendicontazione. Raccontare il nostro agire quotidiano ci permette non solo di divulgare a tutti e tutte i valori in cui crediamo, ma ci rende più consapevoli di quanto ancora possiamo migliorare. Monitorare costantemente le attività finalizzate al beneficio comune, ci dà una visione chiara e puntuale di quali siano gli obiettivi raggiunti e di quali invece dobbiamo e vogliamo ancora raggiungere. Siamo convinti che la sostenibilità e tutte le best practices ad essa connessa coinvolgano tutti e tutte e, proprio per questo motivo, non potevamo che scegliere il concetto di “città” come filo conduttore del nostro report”.
La città digitale e sostenibile di Synesthesia
La “città digitale e sostenibile di Synesthesia”, un concetto che celebra la vivacità e la diversità delle sue aree. In questa metropoli innovativa, sostenibilità e progresso si intrecciano, creando un ambiente dove persone, comunità e culture collaborano per raggiungere un equilibrio ideale. Ogni quartiere, con le sue peculiarità, rappresenta un elemento fondamentale della città, contribuendo al benessere collettivo. Attraverso l’open innovation e una continua ricerca di talenti, Synesthesia promuove un futuro tecnologicamente avanzato e inclusivo, dove ogni esperienza è accessibile e interattiva.

Report d’Impatto 2023: a che punto siamo con i nostri obiettivi?
Anche per il report d’impatto 2023 Synesthesia ha posto al centro delle sue attività la comunità, l’ambiente e lo sviluppo equo, seguendo i principi del suo Statuto. Per valutare le best practices in sostenibilità, ha analizzato tre macroaree: stakeholder, temi materiali e SDG’s.
La mappa degli stakeholder continua a guidare le decisioni strategiche dell’azienda e include rispetto al precedente report il nuovo Comitato Guida PO&CSR (Comitato Guida per la Certificazione della Parità di Genere). I temi materiali, in linea con le tematiche ESG, sono stati mantenuti invariati e ora includono una classificazione più dettagliata per essere sempre più conformi al B Impact Assessment a cui Synesthesia si ispira. Anche il processo rendicontativo è stato oggetto di revisione e dunque migliorato ulteriormente attraverso un’analisi sempre più approfondita, oggettiva e trasparente di informazioni quantitative e qualitative. Infine, è stata apportata una modifica agli SDG selezionati, sostituendo l’obiettivo n. 9 (infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile) con il n. 17 (partnership per gli obiettivi), in linea con i valori aziendali e incentrato sul rafforzamento dei mezzi di attuazione dell’Agenda 2030 e sulla promozione del partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.
In definitiva, dei 17 SDGs (Sustainable Development Goals) che l’azienda ha scelto di usare come riferimento, troviamo: salute e benessere (3), istruzione di qualità (4), parità di genere (5), lavoro dignitoso e crescita economica (8), ridurre le disuguaglianze (10), partnership per gli obiettivi (17).

Il percorso sostenibile di Synesthesia
E di Environmental
Il report d’impatto ha evidenziato importanti progressi e obiettivi raggiunti nelle azioni per la sostenibilità ambientale, mentre altri sono ancora in fase di realizzazione, dimostrando l’impegno continuo dell’azienda. Un’indagine interna, intitolata “QUANTO SEI STATA/O SOSTENIBILE NEL 2023?”, ha coinvolto la “comunità” di Synesthesia per valutare le abitudini quotidiane riguardo alla sostenibilità e identificare le aree da migliorare nel 2024. I risultati mostrano che l’88,37% dei dipendenti presta attenzione alla raccolta differenziata, mentre solo l’11,63% utilizza mezzi di trasporto non sostenibili per raggiungere l’ufficio. La mobilità sostenibile è stata potenziata con l’introduzione di veicoli aziendali ibridi, e l’azienda ha eliminato l’uso di bottiglie di plastica negli eventi, adottando soluzioni ecologiche. Sinergie con il territorio, come la collaborazione con un agricoltore locale per fornire prodotti freschi in ufficio, hanno favorito ulteriormente pratiche sostenibili. Infine, Synesthesia ha avviato progetti di riforestazione in Guatemala per combattere la deforestazione globale e supportare le comunità locali.
S di social
Synesthesia ha raggiunto la maggior parte degli obiettivi del 2023, con un focus sul benessere collettivo e la crescita professionale dei dipendenti.
Nel 2023, l’azienda ha consolidato la propria presenza nella comunità attraverso eventi di successo, collaborazioni con istituzioni e progetti formativi, evidenziando una crescita significativa nel networking e nella partecipazione.
Nel 2023, Synesthesia ha erogato 2191 ore di formazione per il suo team, promuovendo lo sviluppo delle competenze e il networking tra professionisti. La comunicazione trasparente, elemento centrale della cultura aziendale, ha visto un miglioramento significativo nei canali interni ed esterni. Parallelamente, l’azienda ha rafforzato il welfare territoriale con eventi di successo come TEDx, il supporto al Derthona Basket e la partnership con Open House Torino, valorizzando il territorio attraverso soluzioni digitali innovative. Synesthesia ha anche promosso un ambiente inclusivo, introducendo misure come l’estensione del congedo parentale per i padri, il supporto alle madri nel reinserimento lavorativo e campagne contro la violenza di genere. Sul fronte sociale, l’azienda ha sostenuto progetti come TuttiConnessi, donando oltre 700 dispositivi a chi ne aveva bisogno, e il programma Girls Tech, volto all’uguaglianza di genere nelle materie STEM, che ha coinvolto oltre 600 partecipanti. Synesthesia ha, infine, implementato politiche di welfare aziendale con supporto psicologico e programmi per la salute fisica, ottenendo un punteggio elevato nell’audit per la Parità di Genere, consolidando così il proprio impegno verso un futuro lavorativo più equo e inclusivo.
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Nel 2023, Synesthesia ha affrontato le sfide etiche della digitalizzazione attraverso la Corporate Digital Responsibility (CDR), promuovendo valori chiari e regolamentando i processi interni ed esterni. La crescita sostenuta dell’azienda, testimoniata da una crescita del +4% del fatturato rispetto al 2022 e un aumento del personale a 80 dipendenti (+2,5%), riflette l’impegno per un modello di business sano e inclusivo.
Synesthesia ha anche dato vita a due nuove aree, come Synesthesia Commerce e SynesthesiaAI, per ampliare la propria offerta e i servizi ai clienti. A livello etico, l’azienda ha aggiornato il Codice Etico e il regolamento interno, migliorando la governance con l’inserimento di nuove figure professionali e aumentando la presenza femminile nel management. Sono state introdotte anche misure di protezione dei dati, come la nomina di una Privacy Manager e l’implementazione di un sistema di whistleblowing. Investimenti in ricerca e sviluppo, collaborazioni con università e una rete di partner selezionati hanno sostenuto l’innovazione continua. Nel futuro, Synesthesia mira a mantenere pratiche sostenibili, aumentare le partnership, rinnovare le certificazioni e semplificare i processi interni.
Il team di Synesthesia è qui per guidarti lungo il percorso della sostenibilità, offrendoti soluzioni su misura per il tuo business. Con la nostra esperienza, ti aiuteremo a redigere il report d’impatto, rispettando le normative e valorizzando il tuo impegno ambientale. Contattaci: insieme possiamo rendere il tuo report un’opportunità per comunicare il valore del tuo impatto positivo.
Che cos’è zeroCO2?
È una società benefit italiana certificata B Corp, che sviluppa soluzioni naturali per affrontare il cambiamento climatico attraverso la riforestazione di territori degradati.
I due fondatori, Andrea Pesce e Virgilio Galicia, nel 2019 hanno deciso di unire le proprie forze per creare una realtà che potesse combattere le conseguenze del riscaldamento globale e migliorare la vita delle persone che vivono in zone vulnerabili, operando in diversi paesi del mondo tra cui: Guatemala, Perù, Tanzania, Argentina e Italia.
Secondo i dati da loro pubblicati, la società ha già contribuito a piantare oltre 700.000 alberi, con più di 600 ettari riforestati e di 12.000 persone supportate.
L’obiettivo di questi progetti non è solo la piantagione di nuovi arbusti ma anche aiutare le comunità, permettendo loro di rispondere meglio alle necessità locali: le piante diventano proprietà delle famiglie contadine, mentre la società si occupa di formarle affinché sviluppino le competenze tecniche sulla loro gestione.
zeroCO2 consente ad aziende e privati di partecipare attivamente al cambiamento, aderendo ai loro progetti di riforestazione e di monitoraggio del proprio impatti ambientale, guidando gli stakeholder verso la sostenibilità in modo autentico e trasparente.
Synesthesia aderisce al progetto di zeroCO2
Il team di Synesthesia, dopo la sua collaborazione con zero CO2, ha deciso di partecipare attivamente al cambiamento, contribuendo alla piantagione di 100 alberi in Guatemala, dove si presenta uno dei tassi di deforestazione più alto delle Americhe: dal 2001 al 2020, infatti, è stato perso circa il 20% della copertura forestale.
Piantare nuove specie di piante in questo Stato consente di rigenerare la biodiversità e di assorbire CO2, infatti con il contributo di Synesthesia, è stato stimato che durante i primi 15 anni di vita della foresta, verranno assorbiti circa 50.000 kg di anidride carbonica.
Synesthesia, grazie alla sua partecipazione, ha inoltre contribuito al sostegno di 10 famiglie locali. La deforestazione, in Guatemala, è prima di tutto un problema sociale: le fasce più povere della popolazione non possiedono le risorse necessarie a coltivare le terre che abitano, quindi sono costrette a venderle a poco prezzo. La piantagione, dunque, non supporta solo l’agricoltura con frutti e altri beni naturali, ma genera anche stabilità economica.
Riforestare per combattere la crisi climatica è importante, ma non è l’unica soluzione. È essenziale la collaborazione: solo insieme a esperti, attivisti e comunità unite da valori comuni, è possibile raggiungere risultati concreti e duraturi.
Dal 2022 Synesthesia è una Società Benefit. Abbiamo pubblicato il nostro primo report d’impatto, il documento che descrive tutte le soluzioni adottate per un futuro più sostenibile dentro e fuori l’azienda. Scopri con noi alcune tappe significative che hanno caratterizzato il nostro percorso!
Luca, come hai conosciuto Synesthesia?
“L’incontro tra Synesthesia e Creative Cables è nato dopo essersi conosciuti sulla “carta stampata”. Entrambi abbiamo avuto il piacere e l’onore di essere segnalati per più anni consecutivi sia come Leader della Crescita in Italia dal Sole24Ore sia come Leader della Crescita in Europa dal Financial Times. Ogni volta, quindi, andavo a vedere la classifica e vedevo sempre quest’azienda, Synesthesia, sempre più in alto di noi: un po’ ero contento è un po’ mi arrabbiavo. Poi, ho scoperto che una persona che lavora con me, conosceva Francesco Ronchi, con il quale abbiamo avuto l’occasione di incontrarci a un concerto e da lì, ci siamo promessi di lavorare insieme. Finalmente, dopo un po’ di tempo, stiamo iniziando”.
Nel 2013 hai fondato Creative Cables, permettendo a tutti i tuoi clienti di realizzare la proprie soluzione di arredamento, rendendola unica e originale. Com’è nata questa idea?
“Più che un’idea, Creative Cables, è stata un’opportunità: in quel momento stavamo facendo un “e-commerce generalista”. Parliamo di un mondo diverso da quello che è oggi in cui l’idea di e-commerce non era ancora così scontata perchè all’interno di questi vi sono tanti prodotti. Tutto nasce dal cavo elettrico ricoperto in tessuto, è stato subito un successo. Non è stato un oggetto che abbiamo inventato noi, ovviamente, esisteva da sempre. Basti pensare al cavo del ferro da stiro, che è ricoperto da tessuto, oppure i cavi elettrici che c’erano nelle case di campagna intrecciati con l’isolatore di porcellana.
Quello che noi abbiamo fatto è stato prendere questo oggetto e dargli una nuova vita: quindi non solo i colori classici, ma 200 colori e materiali diversi.
Non solo poliestere, ma anche cotone, juta, lino, per fare diventare un qualcosa che è tecnico, come il cavo elettrico, un accessorio di moda che serve a essere abbinato ad altri elementi del design della casa”.
Come descriveresti Creative Cables in una frase?
“Descrivere Creative Cables in una frase è molto difficile, noi avevamo pensato al claim Your light style giocando sui termini “lifestyle” e “luce” cioè è il cliente che fa diventare la luce un suo stile personale”.
Synesthesia e Creative Cables hanno moltissime cose in comune, per esempio entrambe sono due realtà torinesi che puntano a crescere e migliorarsi attraverso l’innovazione. Che cosa significa per te oggi essere un “innovatore” nel mondo dell’interior design?
“Per noi essere innovatori significa due cose: il primo aspetto è quello di aver rivoluzionato la prospettiva di come si deve intendere il design. Noi proponiamo ai nostri clienti una serie di componenti con le quali possono giocare a comporre la propria lampada personalizzata.
La creatività, quindi, non è solo dal nostro lato ma è anche dal lato del cliente.
Un altro aspetto è che abbiamo iniziato facendo la strada al contrario: siamo partiti dal vendere un metro di cavo a un privato, per poi tornare indietro in due modi diversi: con il digitale e aprendo dei negozi. Dopo essere arrivati in 20-25 paesi del mondo con i nostri negozi fisici in cui si proponeva di creare allo stesso modo le lampade, ma consigliati da persone fisiche e non da tool informatici”.
Quali sono le sfide che Creative Cables deve affrontare per rimanere sempre innovativa?
“La sfida che Creative Cable deve affrontare per essere innovativa è la capacità di semplificare un processo complesso. Tutti i prodotti e servizi configurabili sono sempre più dati per scontati. Rassicurare l’utente, incoraggiarlo nel creare qualcosa di diverso in autonomia è differente da ciò che può comprare in modo standardizzato. Tutto questo è molto difficile, soprattutto nel mondo digitale.
Questa è la sfida che ritengo che dobbiamo affrontare con Synesthesia: rendere “divertente” questo processo”.

A proposito di innovazione. Recentemente il team della divisione commerce di Synesthesia è stato coinvolto per implementare l’e-commerce di Creative Cables con interessanti e innovative funzionalità. In quale misura l’approccio impiegato da Synesthesia Commerce è in grado di migliorare le performance del vostro business? Che cosa ti aspetti da questa collaborazione?
“Innanzitutto, è sempre utile confrontarsi con qualcuno che ha affrontato molte sfide come quella dell’e-commerce. Ormai sono una decina di anni che affrontiamo la vendita delle lampade online e rischiamo di essere un po’ bloccati su delle consuetudini o delle incertezze che riteniamo immutabili.
L’opportunità di potersi confrontare con chi aiuta a crescere business simili o completamente diversi in questo settore offre la possibilità di aprire degli scenari che probabilmente erano lì da sempre, ma se non riuscivi a vederle non potevi neanche coglierle.
In aggiunta a questo, penso che i nostri obiettivi debbano andare verso la razionalizzazione dei processi che gestiscono l’e-commerce e l’approccio delle scelte. Si tratta di una sfida che possiamo affrontare insieme implementando nuove funzionalità”.
Come vedi il mondo dell’interior design tra qualche anno? Più tecnologia e domotica, più design, maggiore sostenibilità nei materiali e nella fase produttiva?
“A mio avviso, il mondo del design nei prossimi anni sarà soggetto a tutta una serie di cambiamenti, più o meno veloci. Si tratta di un mondo che si sta adeguando a quella che è la tendenza generale di andare sempre di più verso il consumatore finale. È una cosa che è già successa in diversi mondi come, per esempio, in quello dell’abbigliamento o dell’automotive. Il mondo del design e, in particolare, quello dell’illuminazione stanno seguendo questa strada e anche i grandi brand si stanno muovendo in questa direzione.
Si tratta di un passaggio che è sempre critico, perché rischia di mettere in discussione un mondo che è sessant’anni che lavora nello stesso modo. Altre sfide sono legate sicuramente al concetto di sostenibilità, dove a mio avviso è espressa in diversi modi non solo utilizzando materiali sostenibili. Penso che, come anche il mondo dell’abbigliamento, la perdurabilità deve essere superiore, ovvero: compro un oggetto bello che mi deve durare per molto tempo. In quest’ottica anche la plastica può diventare un elemento che per quanto di partenza non green, se la sua durata è trent’anni, lo può diventare. Un’altra sfida è quella di “fine vita“.
Nel caso dell’illuminazione è un tema molto presente, cioè il fatto di come io posso gestire il malfunzionamento o la sostituzione di una parte e non di tutto l’oggetto che io compro. Se io compro una lampada e i suoi componenti non sono sostituibili, ma saldati alla lampada stessa, sarà necessario buttare via tutta la lampada. Questo sta cambiando anche grazie alla normativa europea: tutti gli oggetti devono essere smontabili e sostituibili a livello del singolo componente. Per noi le lampade si montano e si smontano. Si tratta, quindi, di una procedura che non solo è giusta, ma è anche ciò da cui partiamo.
Ultimo, ma non meno importante è come la logistica e l’e-commerce stiano cambiando le possibilità di arrivo sul mercato di competitor molto forti e competitivi a livello di prezzo. Anche in questo caso gli oggetti che vengono venduti dovranno fare i conti con la regolamentazione della qualità e alla corrispondenza alle norme”.
Grazie Luca!
Grazie a voi, grazie a Synesthesia per lo spazio di questo racconto.
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutare la tua azienda a raggiungere i propri obiettivi di business. Si prende cura delle tue idee e delle tue esigenze, offrendo soluzioni commerciali di tendenza sul mercato delle vendite online, per supportare la tua crescita e offrirti la massima efficienza. Contattaci per avere maggiori informazioni.
[Riproponiamo il post del blog pubblicato da EcommerceGuru.it il 17 novembre 2023]
A cura di
Ileano, come opera “Synesthesia Commerce” e da dove nasce l’idea di creare una divisione dedicata ai progetti e-commerce?
“Synesthesia Commerce” è la nostra divisione specializzata in progetti e-commerce ed è stata creata con l’obiettivo di sfruttare le opportunità offerte dal mondo dell’e-commerce per espandere e migliorare la nostra presenza sul mercato. L’idea di creare questa divisione è nata dalla crescente importanza dell’e-commerce nel panorama commerciale moderno.
L’evoluzione della tecnologia e delle abitudini di acquisto dei consumatori ha reso evidente a tutti che l’e-commerce rappresenta una parte essenziale del futuro del commercio. Abbiamo, quindi, deciso di creare una divisione dedicata a questo settore per concentrare le nostre risorse e competenze su progetti e sfide legate a questo mondo.
Parliamo un po’ di quello che sta accadendo nel mondo delle vendite online. Come sta cambiando lo scenario? Quali sono, secondo te, le innovazioni più significative che occorre tenere d’occhio nei prossimi mesi?
Il mondo delle vendite online è in costante evoluzione e, negli ultimi anni, abbiamo assistito a cambiamenti significativi. Si tratta di cambiamenti che sono alimentati da una combinazione di avanzamenti tecnologici, spostamenti nei comportamenti dei consumatori e una crescente concorrenza nel mondo online.
Una delle tendenze più rilevanti che stiamo osservando, per esempio, è l’ampia adozione dell’intelligenza artificiale (IA) e dell’apprendimento automatico. Entrambe le tecnologie consentono una personalizzazione più avanzata, basata sui comportamenti passati dei clienti e migliorando l’efficienza dei processi interni, come la gestione degli stock e il servizio clienti.
Un altro fenomeno molto interessante a cui stiamo assistendo è rappresentato dalla crescita significativa del commercio conversazionale. Chatbot e assistenti virtuali stanno diventando parte integrante delle strategie di e-commerce, migliorando notevolmente l’interazione con i clienti e offrendo assistenza istantanea per rispondere alle domande e alle esigenze dei clienti in tempo reale.
Tra le innovazioni più significative che stanno rivoluzionando questo settore vorrei, poi, aggiungere anche il mobile commerce. Oggi sempre più persone fanno acquisti tramite dispositivi mobile. In futuro sarà, quindi, sempre più essenziale ottimizzare l’esperienza dell’utente, garantendo che i siti web siano reattivi e facili da navigare, anche su schermi di dimensioni più ridotte. Molti grandi player si sono già mossi da tempo in questo senso.
Il miglioramento dell’esperienza d’acquisto sicuramente avrà importanti ripercussioni sia per quanto riguarda l’adozione di nuovi metodi di pagamento digitali e criptovalute (questo comporta che tutte le aziende dovranno essere pronte ad accettare una varietà di opzioni di pagamento per soddisfare le preferenze dei clienti sempre più esigenti), sia per quanto riguarda il coinvolgimento e le interazioni dell’utente durante questa fase d’acquisto.lLa realtà virtuale (e la realtà aumentata stanno diventando sempre più accessibili e richieste dal mercato).
Arriviamo, quindi, alla logistica. Negli ultimi anni i tempi di consegna si sono notevolmente ridotti. Avere, quindi, una catena di approvvigionamento efficiente e una logistica affidabile è fondamentale per garantire che i prodotti raggiungano i clienti in modo puntuale.
Tutto questo, infine, è reso possibile grazie a un’analisi e gestione efficace dei dati. Avere una comprensione sempre più approfondita dei comportamenti dei clienti è fondamentale per guidare con tempestività le nostre decisioni e adattare le nostre strategie per soddisfare le esigenze sempre più imprevedibili dei consumatori.
Come si sta muovendo Synesthesia in questi ambiti?
Stiamo adottando una serie di iniziative concrete per implementare e potenziare i punti chiave menzionati in precedenza per comprendere in modo più approfondito le esigenze specifiche di ciascun cliente e rafforzare le nostre capacità di analisi per raccogliere dati più precisi per sviluppare strategie sempre più personalizzate. Per far questo continuiamo a investire nella formazione e nello sviluppo del nostro team per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e tecnologie nel campo dell’e-commerce per offrire soluzioni end-to-end.
La nostra rete di partner e collaboratori è in costante crescita e questo ci consente di poter accedere a competenze sempre più specializzate. Stiamo implementando strumenti di comunicazione avanzati e procedure di feedback più strutturate per garantire una comunicazione aperta e continua con i nostri clienti rispondendo in modo efficace e tempestivo alle loro esigenze.
Abbiamo implementato una metodologia di misurazione dei risultati più avanzata, che ci consente di monitorare costantemente le prestazioni dei nostri clienti e apportare aggiustamenti immediati quando necessario. Stiamo, inoltre, promuovendo una cultura interna focalizzata sul raggiungimento dei risultati come obiettivo primario.
Insieme al tuo team aiutate le aziende, anche le più ambiziose, a raggiungere i loro obiettivi di business nel settore delle vendite online, con servizi di consulenza personalizzati in tutte le fasi del processo, quali sono le caratteristiche e le peculiarità che contraddistinguono il modo di lavorare del tuo team?
Il nostro team si distingue per una serie di caratteristiche e peculiarità e alcuni dei tratti distintivi del nostro modo di lavorare includono:
- Approccio personalizzato
Siamo consapevoli che ogni azienda è unica con esigenze specifiche. Il nostro team adotta un approccio personalizzato per ogni cliente, analizzando attentamente le loro sfide, obiettivi e risorse disponibili. Questo ci consente di sviluppare strategie e soluzioni su misura.
- Competenza tecnica
Il nostro team è composto da esperti nel campo dell’e-commerce, con una vasta conoscenza delle migliori pratiche, delle ultime tendenze tecnologiche e delle sfide specifiche del settore. Questa competenza ci consente di fornire consulenza informata e soluzioni basate su dati concreti.
- Collaborazione e comunicazione
Poniamo un’enfasi particolare sulla collaborazione aperta e la comunicazione efficace con i nostri clienti. Siamo sempre disponibili per ascoltare le loro idee, rispondere alle domande e adattare le strategie in base ai loro feedback.
- Focus sui risultati
Il nostro obiettivo principale è aiutare le aziende a ottenere risultati tangibili. Lavoriamo instancabilmente per massimizzare le vendite, ottimizzare le conversioni e migliorare l’efficienza operativa per garantire il successo dei nostri clienti nel lungo termine.
- Agilità e adattabilità
L’ambiente dell’e-commerce è in continua evoluzione, e il nostro team è agile e adattabile. Siamo pronti a modificare le strategie e le tattiche in base ai cambiamenti del mercato e delle esigenze dei clienti.
- Approccio olistico
Consideriamo tutte le fasi del processo di e-commerce, dall’acquisizione dei clienti alla gestione dell’inventario, dalla piattaforma alla logistica e alla consegna. Questo approccio olistico ci consente di identificare opportunità di miglioramento in ogni area del processo.
- Misurazione e Ottimizzazione Continua
Utilizziamo metriche e analisi avanzate per valutare costantemente le prestazioni e identificare aree di miglioramento. Questo ciclo continuo di misurazione e ottimizzazione ci permette di garantire che le strategie siano sempre allineate agli obiettivi aziendali.
Quali sono le 3 cose che una azienda deve sapere per agire in modo corretto nelle vendite on line?
Agire in modo corretto nelle vendite online richiede una comprensione approfondita di diversi aspetti. Prima di iniziare a vendere online, è fondamentale comprendere chi è il tuo pubblico di riferimento: devi conoscere i tuoi clienti ideali, le loro preferenze, i loro bisogni e le loro abitudini di acquisto. La creazione di profili dettagliati dei clienti (buyer personas) ti aiuterà sicuramente a indirizzare la tua strategia di marketing e offrire prodotti e servizi che rispondano alle loro esigenze.
In secondo luogo, direi, scegliere una piattaforma di e-commerce più adatta al proprio business è fondamentale: vengono valutate attentamente le diverse opzioni disponibili e considerati aspetti come la scalabilità, la personalizzazione, la sicurezza dei pagamenti e l’integrazione con altri strumenti aziendali. Per ottenere il massimo valore dalla tua strategia, infine, è essenziale raccogliere e analizzare dati pertinenti a livello strategico. Questo significa andare oltre le metriche di base e comprendere come i dati influenzano le decisioni a livello aziendale. L’analisi dei dati può aiutare a identificare le tendenze a lungo termine, comprendere il comportamento dei clienti e adattare la strategia in modo mirato.
È importante sottolineare che la strategia online non è un processo statico ed è, quindi, necessario adottare un approccio di miglioramento continuo basato sui dati raccolti. Monitorare costantemente le metriche chiave, identificare aree di debolezza e apportare aggiustamenti è cruciale per rimanere competitivi e adattarsi ai cambiamenti nel panorama dell’e-commerce. La tua strategia dovrebbe essere coesa e integrata con altri aspetti del business. Questo significa allineare gli obiettivi di marketing online con gli obiettivi aziendali globali e garantire che l’analisi dei dati contribuisca a una visione complessiva della performance dell’azienda.
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutare la tua azienda a raggiungere i propri obiettivi di business. Si prende cura delle tue idee e delle tue esigenze, offrendo soluzioni commerciali di tendenza sul mercato delle vendite online, per supportare la tua crescita e offrirti la massima efficienza. Contattaci per avere maggiori informazioni.
Com’è nata questa idea? Da quali presupposti e considerazioni parte questa ricerca?
“L’idea nasce da una semplicissima considerazione: quando leggiamo un testo, spesso ci sono parole che ci risultano essere o troppo specifiche e quindi magari incomprensibili, o troppo generiche, e quindi poco informative e in un certo senso inutili o comunque inappropriate. Immaginate una ricetta di cucina in cui le istruzioni ci dicono di aggiungere “della polvere bianca” all’impasto. Ecco, una descrizione così generica non aiuta certo a creare un buon prodotto finale. Se poi la ricetta prevedesse l’uso di farina di grano duro e non quella di grano tenero, questo andrà specificato, perché indicando solo il termine “farina” non si è sufficientemente precisi e si rischiano errori.
La ricerca scientifica focalizzata sulla comprensione del linguaggio negli ultimi decenni si è concentrata sulla distinzione tra comprensione di parole astratte (tipo “libertà”) e parole concrete (tipo “tavolo”). A oggi, sappiamo che le parole concrete sono più facili e veloci da comprendere, si ricordano meglio e vengono imparate prima dai bambini rispetto alle parole astratte. La variabile della specificità però (quindi per esempio “polvere bianca” vs. “farina” vs. “farina di grano duro”), non viene mai tenuta in considerazione. Noi pensiamo però che influisca molto nel ragionamento sulle presunte differenze di processing tra parole astratte e parole concrete. Le parole molto specifiche hanno significati più precisi e quindi più “pesanti” da processare, mentre le parole generiche sono più “leggere” perché sono poco precise. Queste differenze, applicabili a concetti sia concreti sia astratti, possono influire sul modo in cui comprendiamo tali parole e sulla percepita chiarezza ed informatività di un qualsiasi testo scritto.
Lo scopo del nostro progetto è dunque quello di capire come interagiscono concretezza e specificità delle parole nella nostra mente e nel linguaggio scritto, per la generazione testi che riteniamo massimamente chiari ed informativi. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo però bisogno di quantificare numericamente la specificità delle parole (per la concretezza queste misure già esistono), per poter poi usarle in modelli computazionali e analisi statistiche. E da qui è nata l’idea di Word Ladders, un gioco linguistico attraverso il quale invitiamo i partecipanti a costruire scale di parole partendo da una parola iniziale.
Se ad esempio la partita propone la parola “casa” il giocatore deve creare una scala di parole più lunga possibile, aggiungendo sopra a “casa” parole sempre più generiche “es. costruzione, oggetto…) e sotto parole sempre più specifiche (es. villetta, villetta a schiera…). Il nostro gruppo di ricerca analizzerà queste scale per estrarne valori medi di specificità delle parole, mettendole in relazione al tipo di giocatore, per poter confrontare per esempio la specificità di “casa” nel lessico di bambini e adulti, esperti di un determinato settore e non-esperti, ecc. Questi risultati ci serviranno non solo per capire come sono organizzate le parole nella mente dei parlanti, ma anche per capire l’impatto comunicativo di parole concrete, astratte, generiche e specifiche in vari generi testuali, e possibilmente creare la ricetta giusta per la parola giusta nel contesto giusto. Sì, siamo abbastanza ambiziosi!”
È possibile comprendere meglio la struttura del lessico mentale dell’essere umano attraverso il gioco?
Assolutamente sì. La gamification, cioè l’uso di elementi ludici per motivare e coinvolgere le persone in contesti non ludici, come quello accademico/scientifico, offre vantaggi significativi anche per quanto riguarda lo studio del linguaggio.
Integrando elementi ludici nell’apprendimento linguistico o nella raccolta di dati linguistici come le associazioni di parole, si rende il processo più coinvolgente e motivante, incoraggiando partecipanti diversi a partecipare attivamente attraverso sfide, giochi e competizioni.
In uno studio preliminare che abbiamo condotto su un campione di circa 200 persone, abbiamo fatto svolgere lo stesso compito (cioè la creazione di scale di parole) a due gruppi di partecipanti: un gruppo utilizzava Word Ladders, mentre l’altro gruppo svolgeva lo stesso compito su una piattaforma classica di sondaggi per la raccolta dei dati in ambito accademico (Qualtrics). Abbiamo notato che in media il primo gruppo generava scale di parole mediamente più lunghe rispetto al secondo gruppo, mentre il livello di accuratezza delle parole inserite era stabile tra i due gruppi. Inoltre, dal feedback raccolto, è emerso che il primo gruppo era molto più soddisfatto e propenso a partecipare di nuovo nella sessione sperimentale, rispetto al secondo gruppo. Questi sono vantaggi non da poco.
Come possiamo definire questa esperienza ludica per l’utente?
Per l’utente questa esperienza non è solo un modo per partecipare alla ricerca linguistica, contribuendo attivamente allo studio del lessico mentale. Word Ladders è stata pensata per portare benefici ai giocatori, tanto quanto alla nostra ricerca. Nella app l’utente può monitorare il proprio progresso personale, i propri miglioramenti nel corso del tempo, la propria posizione all’interno di una classifica che può essere filtrata in base a vari parametri sociodemografici, di modo da consentire il confronto di se stessi con giocatori e giocatrici del proprio livello professionale, o della propria età.
Word Ladders, inoltre, stimola i giocatori a reperire dalla propria memoria quelle parole che non utilizziamo tutti i giorni. Di base, negli scambi comunicativi della vita quotidiana tendiamo ad usare poche parole (sempre le stesse!) che hanno livelli di precisione e specificità medi. Non sono né troppo generiche né troppo specifiche. Word Ladders aiuta i giocatori a fare stretching linguistico, per allungare il nostro vocabolario attivo in più direzioni, e mantenere allenato il nostro lessico. Una mente linguisticamente allenata è molto utile in varie fasi della vita: da bambini, da anziani, e anche in contesti di apprendimento di lingue straniere.
In che modo, quindi, il digitale e il gaming possono aiutare la vostra ricerca per raggiungere gli obiettivi che vi siete posti?
Con Word Ladders raccoglieremo i dati linguistici sui quali condurremo le nostre analisi. La app mobile nel nostro caso si configura come lo strumento ottimale, perché riesce a raggiungere potenzialmente tutti coloro che posseggono un cellulare o, nel caso dei minori, che hanno l’opportunità di utilizzare un cellulare magari dei propri genitori. Per esempio, mio figlio Sean, di 9 anni, mi chiede spesso di giocare a Word Ladders sul mio cellulare. Addirittura quest’estate ha passato ore al telefono con un suo amico, sfidandosi su Word Ladders e poi discutendo insieme i risultati delle sfide e le posizioni in classifica.
Ci tengo, inoltre, a dire che Word Ladders entrerà quest’inverno nelle scuole pubbliche del territorio. Per il momento, la app è stata inclusa nel Piano Offerta Formativa (POF) biennale dell’Istituto Comprensivo IC7 di Imola. Speriamo che altre scuole seguano questo istituto, che ha dimostrato grande interesse e apertura verso questa collaborazione Università/scuole.
A Imola, infatti, grazie a interventi nelle classi combinati con attività di lettura e comprensione in collaborazione con il corpo docente, misureremo il progresso nell’acquisizione lessicale degli alunni durante l’anno scolastico, utilizzando Word Ladders. A questo proposito, se tra i lettori e le lettrici ci fossero persone interessate a organizzare un intervento nostro nelle vostre classi e scuole, vi invito a contattarci per parlarne insieme.
Perché avete scelto Synesthesia?
Perché ci ha trasmesso da subito un senso di affidabilità e curiosità scientifica verso il nostro progetto. Questo ci ha fatto capire che le nostre esigenze sarebbero state comprese e affrontate nel miglior modo. Siamo molto soddisfatti della nostra scelta.
Marianna, tu coordini il progetto Abstraction del quale fa parte “Word Ladders”. Che cosa significa per te e per il tuo team questa sfida? Che cosa ti aspetti?
Il progetto ABSTRACTION: Unlocking meaning from experience through language, è finanziato da fondi europei per 5 anni, all’interno del quadro Horizon Europe e dello schema European Research Council (grant agreement: ERC-2021-STG-101039777). Questo schema di finanziamenti, che è molto competitivo a livello europeo, favorisce il finanziamento di proposte di progetto considerate “high risk, high gain”, cioè progetti innovativi, che hanno un potenziale di cambiare radicalmente lo stato delle cose in un determinato ambito scientifico/accademico.
Mi aspetto che il nostro progetto Abstraction, che stiamo portando avanti all’Università di Bologna, lavori in questa direzione, e che la nostra app mobile Word Ladders sia lo strumento che effettivamente ci permetterà di raccogliere dati linguistici (scale di parole) che a oggi mancano, coinvolgendo migliaia di partecipanti a giocare, scalare il proprio vocabolario e migliorare il proprio lessico attivo, sia in inglese che in italiano, passando da semplici “scalatori di letti a castello” (come nei primi livelli della app) a “scalatori di montagne” (livelli intermedi), fino a diventare “scalatori lunari” (livelli avanzati). Siamo fiduciosi!
Grazie Professoressa per la disponibilità.
Per saperne di più sul case study Word Ladders, clicca qui.
Scarica la app dagli store di Apple e Android


Maurizio, Marcopolo è una realtà molto particolare nel panorama della comunicazione torinese e non solo. Un’attività consolidata che è attiva da molti anni e che è riuscita a rimanere sempre a un altissimo livello, crescendo e adattandosi alle esigenze che il mercato richiede. Qual è il vostro metodo? Che tipo di strategia avete attuato per ottenere questo tipo di posizionamento?
Io sono un imprenditore di prima generazione, ma di tardiva vocazione. Prima di “mettermi in proprio” ho lavorato quasi quindici anni in una multinazionale leader mondiale nella meccanica di precisione, SKF, che in quegli anni si era da poco fusa con la RIV di Villar Perosa. Essermi formato in un simile contesto, che già allora riteneva innovazione e cultura d’impresa fondamentali per la crescita, ha sicuramente influenzato anche il modo in cui ho indirizzato la crescita e lo sviluppo di Marcopolo.
Oggi i pilastri su cui si poggia la nostra Agenzia sono due, che possono apparentemente sembrare in antitesi l’uno con l’altro, ma che in realtà ci mantengono in equilibrio: la continuità e l’innovazione.
La prima è fondamentale in un mercato in continua evoluzione ma sempre alla ricerca di certezze come quello del business to business; la seconda, sia che significhi stare al passo con le innovazioni dei nostri clienti, sia che implichi l’essere noi a stimolare loro a utilizzare strategie e strumenti innovativi per promuovere se stessi e i propri prodotti, è cruciale per restare contemporanei e “sul pezzo”.
Ecco la nostra strategia: empatia, formazione continua, un team che è un mix ben bilanciato di professionisti giovani e curiosi e figure cruciali di esperienza. Inoltre, la scelta di abbracciare il metodo del Design Thinking nello sviluppo dei nostri progetti, che portiamo avanti da qualche tempo e che stiamo cercando di rendere sempre più consistente, contribuisce a posizionarci in modo ancora più netto.
Il mondo del digitale con le mille rivoluzioni che lo contraddistinguono ha cambiato il modo di lavorare delle agenzie, ma soprattutto la relazione con i partner e i clienti. Come si è mossa Marcopolo in questo senso? Come ha davvero cambiato il vostro modo di stare sul mercato e di lavorare?
In effetti in trent’anni di vita di agenzia ne abbiamo viste forse anche più di mille di rivoluzioni digitali; basti pensare che quando iniziammo, nel 1993 mandavamo una newsletter via fax che si chiamava MEMEX, dal nome del primo tentativo di realizzare una macchina per ipertesti ed utilizzavamo le BBS (Bulletin Board System) per scambiarci file con i colleghi! Una cosa però è rimasta la stessa in mezzo a tutti questi cambiamenti: la nostra curiosità.
Il desiderio di approfondire ogni novità, provare a comprenderla e gestirla, ci ha permesso di gestire in modo consapevole il cambiamento. Prendiamo per esempio quanto sta accadendo con l’AI: noi siamo interessatissimi all’argomento, ma non ce ne lasciamo soverchiare e cerchiamo di ricordarci che, fondamentalmente, si tratta “semplicemente” di un meraviglioso nuovo strumento, utile a realizzare i progetti che definiamo insieme ai nostri clienti.
Il creare un rapporto di fiducia con loro, l’essere riconosciuti come consulenti affidabili e competenti è ciò che conta di più. Per questo abbiamo scelto di formarci in ambito Design Thinking e co-progettazione e di lavorare sempre più in sinergia con loro, tenendo in alta considerazione i loro bisogni reali. Poi, per cercare di sfruttare al massimo tutto il potenziale del digitale, ci formiamo continuamente e ci facciamo supportare da professionisti verticali, alcuni dei quali sono entrati nella nostra Factory, che ci possono aiutare a individuare e gestire al meglio i tool più adatti al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, integrando le nostre competenze interne.

Ogni agenzia dice che è bravissima a fare tutto. Forse questa non è la filosofia giusta. Ma l’approccio commerciale spesso richiede anche questo tipo di “comunicazione”. Marcopolo nel tempo si è invece contraddistinta per la ricerca di ambiti di innovazione ed eccellenza. Questo approccio è premiante? Quali sono secondo te le caratteristiche che vi permettono di fare davvero la differenza?
Noi non siamo specializzati in un’attività, ma in un settore. È quello il nostro segreto.Nel 2025 andrà in pensione un dipendente di Marcopolo che ha lavorato con noi dal 1994, Alberto.
Dal 1998 il suo ruolo è quello di Project Manager. Ci tengo a sottolinearlo perché il fatto che Marcopolo si sia dotata di una figura “ponte” come quella del PM già in quegli anni, dominati dalla “sacra trimurti” account+art+copy, è indicativa dell’importanza che per noi ha sempre rivestito il costruire una relazione più approfondita per il cliente. Una relazione che ha come perno un responsabile di progetto (il PM appunto) e che si basa su una profonda comprensione del prodotto, essenziale per chi come noi lavora per il settore del business to business.
Content management rigoroso + collaborazione continua con il cliente + creatività. Ecco cosa ci permette di fare davvero la differenza.
Maurizio sappiamo che per te la componente umana e di relazione è fondamentale. Anche l’idea di creare il Circolo del Design da zero va in questa direzione. Nella tua attività professionale, negli anni, a cosa ha preferito dare priorità?
In realtà, oltre all’entrare in relazione con l’altro, è l’atto del costruire insieme che su di me esercita un fascino irresistibile! Condividere un progetto, collaborare per realizzarlo, impegnarsi in prima persona per il raggiungimento di obiettivi collettivi. Questi elementi sono alla base del mio modo di vivere e di agire fin dall’infanzia; basti pensare che, da bambino, con mia sorella avevamo costituito un’associazione a cui avevamo associato i vari elettrodomestici della casa!
Per questa ragione è per me difficile scindere fra vita privata e attività professionale, quando si parla di questi concetti. E, allo stesso modo, è impossibile stabilire priorità. Il contributo che ho sempre cercato di dare in questo senso, nella comunità cristiana prima e nella politica poi, si è semplicemente in questa fase di vita convogliato nell’ambito del terzo settore e dei corpi intermedi imprenditoriali.
Venendo al Circolo è importante sottolineare che, di certo, non ho mai fatto nulla da solo: il Circolo ha più di cinquecento soci, un un consiglio direttivo composto da quattro persone e una Direttrice con un team di sei professionisti a disposizione!
Io ho semplicemente dato la spinta iniziale, sull’onda di un entusiasmo che è frutto più di un mio personale (e inevitabile) modus vivendi che di un razionale modus operandi imprenditoriale.
Veniamo al rapporto con Synesthesia. Come è nata questa collaborazione e cosa ti aspetti dal futuro? Ci sono ambiti in cui pensi che possa nascere qualcosa di particolarmente interessante e stimolante per entrambe le strutture?
Il rapporto con Synesthesia è nato conoscendo Francesco Ronchi a una cena. Sapete com’è fatto Francesco: il giorno dopo nella mail già avevo la proposta di partecipare a una gara per una occasione che si era verificata con un cliente in Emilia-Romagna! La gara finì in nulla dal punto di vista commerciale, ma segnò l’inizio di un rapporto che si è mantenuto negli anni. Da allora sia Synesthesia che Marcopolo sono cresciute e si sono andate definendo sempre meglio, per posizionamento e approccio. Ci siamo sempre guardati con reciproca stima e credo che sia stato proprio questo a spingerci ad avviare questa partnership.
Desideriamo contribuire apportando la nostra profonda conoscenza di un settore di mercato il cui desiderio di raccontarsi e comunicare è potenzialmente in enorme espansione. Insieme alla vostra specializzazione verticale sui tools digitali credo potremo fare grandi cose e io non vedo l’ora di iniziare.
Grazie Maurizio!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Lorenzo, la tua storia è legata a quella di React Native. Da anni sei un Senior Software Engineer in Microsoft. Ci racconti un po’ di te e del tuo percorso?
“Sono sviluppatore in Microsoft da tre anni e React Native Maintainer da cinque. Ho iniziato il mio percorso come Maintainer di React Native che ero già qui a Londra nel circuito delle startup e in quel periodo lo stavo facendo in maniera completamente volontaria fuori dall’orario di lavoro.
Successivamente, sono passato a una società di consulenza americana dove è iniziato a diventare parte integrante delle mie responsabilità, fino a quando sono entrato in Microsoft. Da questo momento in poi, ho iniziato a lavorare su React Native in modalità full time. Attualmente il mio lavoro è quello di rendere React Native il miglior tool possibile per le necessità di Microsoft e la community in generale – ed essere un Maintainer del progetto stesso mi abilita a farlo al meglio”.
Stiamo per inaugurare React Native Heroes. Che cosa ti aspetti da questa esperienza?
“Penso che sia un’ottima domanda. Io ho fatto il Politecnico a Torino e poi dopo un anno e mezzo di lavoro mi sono trasferito a Londra. Prima della pandemia, qui a Londra c’era quasi un meetup a settimana solo per JavaScript. In generale, la comunità degli sviluppatori qui era talmente attiva che una delle battute con dei miei amici era che, se uno avesse voluto sarebbe riuscito a sopravvivere di pizza ogni sera andando sempre ad un meetup diverso. A Torino invece, che io sappia, c’erano solo due piccole community. Ricordo bene che ne esisteva una che si chiamava TorinoJS.
Mi aspetto che da allora le cose siano cambiate anche un po’ qua; in questo senso questa conferenza me la immagino come l’onda di un sonar che viene inviata per capire cosa ci sia effettivamente nella comunità italiana degli sviluppatori JavaScript, React e React Native. Adesso che sono lontano è difficile capire quanto effettivamente questo software sia usato nel panorama italiano e non vedo l’ora di parlare con le altre persone alla conferenza e imparare dalle loro esperienze”.
Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo talk “THE WORK THAT YOU DON’T SEE”?
“Il mio talk nasce dal desiderio di spiegare quanto React Native non sia solo quello che uno vede al primo colpo d’occhio.
Quando ci si approccia a React Native, se uno apre la repository su GitHub, nello specchietto laterale non c’è un linguaggio dominante, ma ce ne sono addirittura sei diversi e questa complessità può intimorire. Non solo quello: di solito, quello che succede quando si fa una nuova release è che si annunciano le feature nuove, quelle più esaltanti, quelle che spingono lo sviluppatore a fare un upgrade.
Però c’è anche tutta una serie di altri processi e lavori in corso dietro le quinte e nel mio talk voglio puntare i riflettori proprio su questi avvenimenti, che sono fondamentali per la salute del progetto. È un po’ come se stessimo rifacendo le fondamenta di una casa senza che nessuno degli abitanti se ne accorga. Di tanto in tanto, secondo me, è anche importante celebrare le cose che di solito non vengono celebrate”.
Qual è l’approccio di Microsoft? Come usate il framework?
“Non c’è una risposta semplice. Microsoft ha fin da subito guardato a React Native con molto interesse e diversi team avevano cominciato a cercare di capire come utilizzarlo fin dalle prime release. A grandi linee, il concetto chiave di React Native è “uso Javascript tramite un layer intermedio per controllare e creare applicazioni native”, e questa flessibilità ha dato modo a team come quello di Skype di utilizzarlo per le loro app mobile e ormai da anni sono completamente in React Native.
In maniera “simile ma diversa” dentro Office si sono interrogati: “perché limitare questo approccio solo ad Android e iOS? Cosa ci impedisce di espanderci a Windows e macOS?” questo perché, ovviamente, la suite Office è soprattutto desktop. Proprio grazie al fatto che questo layer intermedio è componibile in applicazioni native già esistenti (io posso avere Word e aggiungere questo layer in maniera mirata per implementare una feature precisa) sono riusciti, nel corso del tempo, non solo a espandere React Native su Windows e Mac OS (nota: anche questi progetti sono disponibili su GitHub), ma anche ad aumentare i prodotti di punta con integrazioni tramite React Native, e adesso siamo al punto che più di 20 software Microsoft usano React Native in un modo o nell’altro.
Anche Windows 11 usa React Native nello Start Menu, nella raccomandazione del launcher e nei settings di sistema. La componibilità di React Native, aggiunta al fatto che è open source ed è quindi espandibile, è stata la ricetta perfetta per noi per assimilarlo in maniere diverse all’interno di tantissimi nostri software e prodotti”.
Qual è il tuo personale approccio all’utilizzo di React Native? Come pensi che cambierà l’approccio a questo framework nel futuro?
“È un po’ difficile per me avere un’opinione strettamente personale perché sono talmente coinvolto in React Native che diventa complicato definire i confini tra la mia visione del progetto e come vogliamo farlo evolvere. Quello che penso è, quindi, direttamente collegato con quello che vedo succedere. La cosa che più di tutte mi aveva affascinato di React Native era la semplicità, visuale e non, del codice. Ho sempre trovato React Native e JavaScript molto accessibili e sono convinto che sia ancora così. Non solo: secondo me non abbiamo ancora visto la forma finale di React Native – ci sono tecnologie che dopo 5 anni bene o male sono stabili; invece React è in giro da dieci anni, React Native da otto, e ancora adesso comunque stiamo costantemente rivisitando anche delle sue parti e idee fondamentali.
Si tratta di un progetto vivace con una community estremamente appassionata, proprio per via di quello di cui parlavo prima: l’accessibilità. Per fare un esempio pratico: con React Native non ti serve più un Mac da millemila euro per sviluppare applicazioni iOS, perché puoi usare servizi come Expo che ti permettono di fare le build delle tue app tramite il cloud, e poiché uno può modificare il codice JavaScript al runtime “over the air”, di colpo ti basta anche solo un browser (attraverso Expo Snack, per esempio) per scrivere il tuo codice e il tuo cellulare può diventare il “test device” della tua demo app. E, bene o male, quello stesso codice funzionerà allo stesso modo su Android!
Ma anche in ambienti corporate React Native è uno strumento che aumenta l’accessibilità. Ad esempio, uno dei miei colleghi qualche giorno fa raccontava in un talk che dentro Office c’è ancora del codice degli anni Ottanta, e quel codice è sicuramente inaccessibile: sarebbe difficile oggi assumere uno sviluppatore in grado di lavorarci. Però se aggiungi dei layer intermedi come React Native e permetti agli sviluppatori di usare JavaScript per contribuire a questi applicativi (con risultati che sono poi effettivamente nativi) di tenere vivo quel software.
In conclusione, React Native è un grande abilitatore. Non abbiamo ancora visto tutto e, secondo me, non ci annoieremo. Trovo incredibile il fatto che un software che è in giro da quasi dieci anni sia ancora così tanto “in movimento”. Tutto questo mi dà un senso di sicurezza, perché vuol dire che i problemi vengono discussi e in gran parte risolti per venire incontro alle esigenze attuali del mondo del software”.
Grazie Lorenzo, ci vediamo a React Native Heroes!
“Grazie a voi. A presto!”
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni. Intervista a cura di Luca Greco (Copywriter di Synesthesia).
Da circa 6 anni sei Tech Leader React Native in Synesthesia. Quali pensi siano i punti di forza di questo framework?
“Sicuramente un punto di forza di React Native è l’utilizzo di codice cross platform, cioè la condivisione di codice di sviluppo eseguibile sia su Android che su iOS, ma anche web, macOS e Windows, ovviamente con le giuste accortezze. Questo consente un significativo risparmio nella scrittura e manutenzione del codice per le due piattaforme. React Native si basa su React. Questo consente agli sviluppatori React di avere una curva di apprendimento più agevole poiché molti dei concetti e principi di sviluppo rimangono gli stessi. Per non parlare della community, React Native ha alle spalle una grandissima community che contribuisce alla crescita del framework sviluppando e mantenendo molte librerie utili per lo sviluppo”.
Stiamo per inaugurare React Native Heroes. Le prime edizioni hanno sempre un sapore speciale. Questa è anche la prima volta per te che sali sul palco del Museo dell’Automobile per parlare di React Native. Come ti senti? Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo talk, “React Native and Web3: blockchain capabilities”?
“L’idea mi emoziona molto, diciamo che erano anni che speravo in questo evento e finalmente sarà inaugurato. A mio parere, questi eventi sono di enorme importanza perché offrono la possibilità di immergersi in un contesto stimolante e arricchente per la crescita come programmatore. Oltre a ciò, consentono di confrontarsi con altri professionisti del settore e acquisire nuove competenze. Parlando del talk vedremo come React Native può essere utilizzato per realizzare applicazioni in grado di interagire con una blockchain, attraverso librerie open source, quali etherjs e web3js. Vedremo, quindi, come sviluppando una piccola app in react native sia possibile eseguire sulla blockchain alcune delle principali operazioni come invio/ricezione di token”.
Quali sono secondo te gli speech da non perdere assolutamente?
“Sicuramente il talk di Lorenzo Spinelli che parlerà di come creare un’architettura scalabile e mantenibile nel tempo. Una buona architettura è fondamentale per garantire lo sviluppo e la crescita di un progetto, soprattutto nel lungo periodo. Spesso, gli sviluppatori possono trovarsi in difficoltà nel mantenere e far evolvere le loro applicazioni se l’architettura non è stata progettata adeguatamente fin dall’inizio.
Il talk di Tomasz Sapeta che ci parlerà di come sviluppare un modulo nativo con expo, questo per molti è un limite poiché richiede conoscenze di programmazione nativa che non tutti i programmatori React Native possiedono, sono curioso di vedere come sia possibile semplificare il processo”.
Parliamo del futuro di React Native. Come sta evolvendo il framework? Che cosa possiamo aspettarci?
“Al momento, React Native sta attraversando un periodo di transizione significativo. Da circa un anno, è stata rilasciata (in fase sperimentale) una nuova architettura che rivoluziona l’intero framework. Questa nuova architettura si concentra sull’ottimizzazione della scalabilità e delle performance delle applicazioni. Per rispondere alla crescente competizione con altri framework sono state rilasciate numerose librerie e strumenti che puntano a migliorare le performance complessive e l’esperienza di sviluppo delle applicazioni.
Guardando al futuro, mi aspetto ulteriori sviluppi e innovazioni nel framework. La comunità di sviluppatori è molto attiva: fornisce costantemente feedback, contributi e nuove idee per il miglioramento del framework. Questo significa che possiamo aspettarci nuove ottimizzazioni delle prestazioni, nuove funzionalità, miglioramenti dell’usabilità e un supporto sempre crescente per una vasta gamma di piattaforme”.
Grazie Umberto, ci vediamo a React Native Heroes!
“Grazie a voi”.