Il webinar: una guida pratica e approfondita su come rendere siti web e app mobile conformi alle normative e realmente fruibili da tutti e tutte

Il mondo digitale è in continua evoluzione, e con esso, le competenze richieste per navigare con successo in questo ecosistema complesso e dinamico. Comprendere le dinamiche del settore, le nuove tecnologie emergenti e le implicazioni normative e finanziarie è diventato fondamentale per chiunque voglia rimanere al passo con i tempi. Ma c’è un aspetto ancora più importante da considerare: l’accessibilità. Rendere i siti web e le applicazioni fruibili da tutti e tutte, indipendentemente dalle loro abilità, non è solo un obbligo etico e legale, ma anche un’opportunità per ampliare il pubblico e migliorare l’esperienza utente.

Per questo motivo, Synesthesia, insieme a AccessiWay e Fancy Factory, ha organizzato un’opportunità unica di approfondimento e confronto: un webinar gratuito – previo registrazione – per offrire una guida pratica e approfondita su come rendere e sviluppare i siti web e app mobile conformi alle normative realmente fruibili da tutte e tutte.

Data: 18 marzo 2024

Orario: 11:00 – 11:45

Dove: Online

Scopri il programma

L’European Accessibility Act (EAA) entra in vigore quest’anno, rendendo l’accessibilità digitale una priorità per tutte le aziende che sviluppano e gestiscono siti web e applicazioni mobili. Ma cosa significa, in concreto, creare un sito accessibile? Quali sono i principi di UX/UI e sviluppo da applicare per garantire un’esperienza realmente inclusiva?

Oltre agli obblighi normativi, esistono linee guida specifiche che definiscono l’accessibilità, come le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), riconosciute a livello globale e adottate anche in Europa con la direttiva EN301549, che impone requisiti chiari per il design e lo sviluppo dei touchpoint digitali accessibili.

Il webinar, della durata di 45’, affronterà i seguenti argomenti:

– AccessiWay – Introduzione al concetto di accessibilità, gli obblighi normativi, cosa significa essere accessibili e quali sono le persone coinvolte.

Andrea Mariatti, Head of Partnership in AccessiWay.

– Fancy Factory – UX/UI e frontend accessibili: come progettare un’interfaccia che rispetti i parametri di accessibilità e migliori l’esperienza utente.

Matteo Camia, Founder & CEO di Fancy Factory Srl

– Synesthesia – Come concretizzare l’accessibilità sul web: non solo un obbligo di legge, ma anche un’opportunità per ampliare il proprio business.

Francesco Ronchi, President & CTO di Synesthesia

Autore: Davide Mantovani, (Web & AI Platform Leader di Synesthesia)

Non è ormai un segreto che il settore dell’intelligenza artificiale generativa, tradizionalmente dominato dai colossi americani della Silicon Valley e dalla loro corsa a modelli linguistici sempre più complessi, sia recentemente stato scosso da un terremoto oltreoceano chiamato DeepSeek.

Fondata nel luglio 2023 da Liang Wenfeng, la startup cinese ha meno di due anni e non si limita a inseguire i competitor gattonando, ma cerca di ridefinire le regole del gioco, dimostrando come efficienza architetturale, adozione strategica dell’open source e un focus sul ragionamento strutturato, possano rappresentare un’alternativa vincente al paradigma della mera dimensione computazionale.

DeepSeek ha fatto di necessità virtù

DeepSeek ha scelto una strada controcorrente rispetto alla tendenza dominante del settore: invece di investire in infrastrutture hardware esorbitanti per addestrare modelli con miliardi di parametri, ha puntato sull’ottimizzazione dell’architettura. Questo approccio, combinato con tecniche avanzate di apprendimento per rinforzo – inclusa la sperimentazione con il reinforcement learning senza feedback umano, un primato nel settore – ha portato a risultati significativi.

In questo contesto, il ruolo delle restrizioni imposte dal Governo degli Stati Uniti sull’esportazione di tecnologie avanzate – incluse le richiestissime GPU Nvidia di fascia alta – verso la Cina non è da sottovalutare. Questi limiti hanno creato una situazione di necessità per le aziende coinvolte, spingendole a ottimizzare l’architettura dei loro modelli e a sviluppare chip nazionali. Aggiungiamo a questa ricetta un pizzico di limitazione all’ottenimento di informazioni che possono essere consumate in Cina e otteniamo DeepSeek.

L’azienda cinese ha presentato alcuni modelli, ma l’attenzione si è concentrata su R1, un modello in grado di elaborare le informazioni in seguito ad un ragionamento strutturato (come i cosiddetti “thinking models” OpenAI o1 e o3 e Google Gemini 2.0), seguendo catene di ragionamento (Chain-of-Thought, CoT) e alberi di pensiero (Tree-of-Thoughts, ToT). CoT incoraggia il modello a generare una serie di passaggi di ragionamento intermedi prima di produrre la risposta finale a una domanda, mentre ToT ne espande la struttura promuovendo catene di ragionamento parallele.

Segue un esempio.

Domanda: un fruttivendolo ha 10 mele. Ne vende 2 al mattino e 3 al pomeriggio. Quante mele gli rimangono?

Catena di ragionamento:

1. Il fruttivendolo inizia con 10 mele.

2. Ne vende 2 al mattino, quindi gliene rimangono 10 – 2 = 8.

3. Ne vende 3 al pomeriggio, quindi gliene rimangono 8 – 3 = 5.

Risposta finale: al fruttivendolo rimangono 5 mele.

Come è stato addestrato il modello di DeepSeek?

La necessità di ridurre la dipendenza dalle enormi quantità di dati necessarie a completare un apprendimento completo e di ricorrere a infrastrutture estremamente potenti, ha creato la necessità di ricorrere a una combinazione di tecniche di learning avanzate.

DeepSeek sostiene di aver utilizzato, per l’addestramento del modello principale (R1), solo chip di vecchia generazione e dalle prestazioni limitate (Nvidia H800 e A100), così da rispettare le restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti. Una scelta in contrasto con l’uso delle più potenti e costose GPU H100, che riflette la strategia dell’azienda di puntare più sull’ottimizzazione software che sulla potenza hardware. Detto questo, è doveroso specificare che non abbiamo la certezza che ciò che sia stato dichiarato sia vero al 100%, tuttavia le azioni di Nvidia non l’hanno presa bene.

Il training di una intelligenza artificiale passa per diversi step, pre-training, fine-tuning supervisionato (SFT), apprendimento per rinforzo (RL) e variazioni o combinazioni. Per non dilungarsi in lectio magistralis, ci concentreremo sull’apprendimento per rinforzo, che ha giocato un ruolo fondamentale nei modelli DeepSeek (vedi approfondimenti).

Tradizionalmente, l’apprendimento per rinforzo si basa sul feedback umano di un esperto, che fornisce all’agente indicazioni dirette o indirette su quali azioni siano corrette o errate. Questo può avvenire attraverso la valutazione delle sue prestazioni o la definizione di comportamenti desiderati. Il feedback viene quindi utilizzato per addestrare un modello di ricompensa (il classico “biscottino” per i cani ubbidienti), che a sua volta guida l’apprendimento del modello linguistico principale tramite l’algoritmo PPO (Proximal Policy Optimization), aumentando la probabilità di adottare i comportamenti più efficaci. Sebbene questa supervisione umana sia fondamentale per indirizzare l’apprendimento dell’agente, comporta costi elevati e tempi lunghi, soprattutto quando il training si basa su un numero limitato di dati.

Per l’addestramento del modello R1, DeepSeek ha affiancato al metodo supervisionato da umano, una tecnica che possiamo definire più innovativa: l’affiancamento di un altro modello di intelligenza artificiale (il “valutatore”), addestrato a giudicare la qualità delle risposte del modello principale, fornendo un segnale di ricompensa che guida l’apprendimento. 

DeepSeek ha sviluppato, quindi, un’altra versione del suo modello di intelligenza artificiale, R1 Zero, addestrato utilizzando esclusivamente il reinforcement learning (RL) senza alcun intervento umano, dimostrando che i modelli linguistici possono sviluppare capacità di ragionamento avanzate attraverso l’auto-evoluzione guidata da segnali di ricompensa, nonostante la manifestazione di problemi di leggibilità e mescolanze linguistiche.

L’azienda cinese si è, inoltre, specializzata nella distillazione di modelli IA, cioè il processo di trasferimento delle conoscenze di modelli di grandi dimensioni verso modelli più piccoli, con performance simili. Questa preparazione ha insospettito OpenAI, che ha avanzato l’ipotesi che DeepSeek abbia utilizzato per questo scopo alcuni loro modelli senza autorizzazione. Per il momento non si sa con certezza se questo fatto si sia verificato o meno.

Perché l’architettura pensata da DeepSeek è diversa?

I modelli più noti utilizzano un’architettura densa (oppure scelgono di non divulgare la reale architettura). In un’architettura densa, ogni neurone in un determinato strato è connesso a tutti i neuroni dello strato precedente e successivo. Questo significa che quando un input (per esempio, una parola o una frase) viene elaborato, tutti i parametri del modello vengono attivati e contribuiscono al calcolo dell’output. I modelli densi sono ideali per apprendere rappresentazioni generali dei dati in modo molto efficace, ma richiedono maggiori quantità di calcoli e sono computazionalmente più costosi.

DeepSeek, come altre aziende ma con un focus ancora maggiore sull’efficientamento, utilizza un’architettura MoE (Mixture of Experts). Questo approccio si basa su più reti più piccole, chiamate “Esperti“, ognuna specializzata in aspetti specifici dei dati o in determinati compiti. A coordinarle è una rete neurale denominata Gate (o Router), che analizza l’input e determina quali esperti attivare. Gli output generati da questi esperti vengono poi combinati per produrre il risultato finale.

Poiché solo un sottoinsieme di esperti viene attivato per ogni input, il costo computazionale è significativamente inferiore rispetto a una rete densa di dimensioni comparabili e questo tipo di architetture possono essere scalate a dimensioni molto grandi aggiungendo più esperti, senza aumentare in modo quadratico il costo computazionale (a differenza dei modelli densi). Non è difficile intuire che la qualità del gate e la sua capacità di scegliere in modo ponderato gli esperti sia il vero ago della bilancia, tra accuratezza e caos.

L’ultima carta vincente è l’open source?

In un mondo come quello dell’intelligenza artificiale generativa, dominata dai segreti aziendali volti a massimizzare i primati, alcune aziende scelgono l’approccio open source. Nel caso di DeepSeek, questa manovra risulta ancora più pericolosa per la Silicon Valley, perché rappresenta la miglior nave con cui potesse sperare di navigare oltre oceano. Farlo con un modello “pensante” come R1, efficiente e performante, rappresenta un ulteriore biglietto d’oro.

DeepSeek R1 e le sue limitazioni

DeepSeek ha presentato al mondo intero il suo modello all’interno di una chat simile a quella di ChatGPT, sollevando preoccupazioni sulla privacy, dal momento che i server dell’azienda risiedono in Cina e il trattamento dei dati non è trasparente, tanto che anche il Garante della Privacy Italiana ha preso provvedimenti. Perplexity e altre aziende hanno colto l’occasione al volo e utilizzano il modello su server americani ed europei risolvendo il problema e (pare) aggirando la criticata censura implementata nel cloud cinese (qualcuno ha parlato di piazze?).

Inoltre, pare che il modello sia un po’ più instabile con specifici parametri, tanto che DeepSeek consiglia range molto controllati in termini di temperatura e prompt specifici per “incoraggiare” il modello a ragionare e rispondere in modo coerente.

E adesso?

I colossi del settore stanno già rispondendo alla sfida, e possiamo aspettarci grandi sviluppi anche dai modelli open source e community-driven. Un esempio? Qwen di Alibaba, che si fa notare con la sua nuova versione Max. Se non fosse già chiaro, la battaglia sui Large-Language Models è tutt’altro che finita. Anzi, probabilmente non finirà mai.


La nostra divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0. Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti crea algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori. Se sei interessato/a a strumenti AI nel settore museale, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta ed efficiente per i tuoi progetti.

Quali sono le capacità attuali dell’intelligenza artificiale?

L’intelligenza artificiale (IA) ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, sviluppando capacità sempre più avanzate in diversi settori. Oggi le sue principali competenze includono:

Tutte queste capacità stanno portando alla nascita di sistemi sempre più autonomi, in grado di operare in modo indipendente e di interagire con il mondo reale.

Cosa sono gli Intelligent Agents?

Gli Intelligent Agents, o agenti intelligenti, sono sistemi avanzati progettati per operare autonomamente in ambienti digitali o fisici. Il loro compito è percepire il contesto, prendere decisioni basate sui dati e migliorare le proprie prestazioni attraverso l’apprendimento continuo. Questi agenti AI possono variare in complessità: dai semplici chatbot che rispondono alle domande degli utenti fino agli assistenti virtuali in grado di gestire processi molto complessi. La loro versatilità li rende applicabili in numerosi ambiti, dall’automazione IT alla generazione di codice, dalla progettazione software agli strumenti di supporto decisionale.

Ciò che li distingue è la capacità di orchestrare autonomamente un workflow, utilizzando le risorse disponibili per portare a termine un compito. Grazie alle tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) e ai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), gli AI Agents possono comprendere e rispondere agli input in modo strutturato, decidendo quando e come utilizzare strumenti esterni per ottimizzare il loro lavoro. Una capacità di adattamento e interazione li rende strumenti sempre più strategici, in grado di affrontare attività complesse e di integrarsi efficacemente nei flussi di lavoro aziendali. 

Cosa si intende per automazione digitale 

Questa capacità di integrarsi autonomamente nei flussi di lavoro aziendali apre la strada all’automazione digitale, dove gli AI Agents non solo ottimizzano compiti specifici, ma trasformano l’intero approccio alle operazioni quotidiane. Ma cosa si intende esattamente con automazione digitale?

L’automazione digitale altro non è che il processo che consente agli AI Agents di svolgere attività in modo autonomo, eliminando la necessità di intervento umano diretto. Grazie a questa capacità, infatti, i compiti ripetitivi o ad alto volume di dati possono essere gestiti in modo efficiente da software intelligenti, con un impatto positivo sulla produttività e una significativa riduzione degli errori.

Quali applicazioni?

Tra le applicazioni più comuni troviamo l’automazione dei processi aziendali (RPA), che permette di automatizzare operazioni come l’elaborazione di documenti, la gestione di email o l’aggiornamento di database. Un altro esempio significativo è l’intelligenza artificiale conversazionale, rappresentata dagli assistenti virtuali, che interagiscono con gli utenti, rispondendo a domande e risolvendo problemi in tempo reale. Inoltre, i sistemi decisionali autonomi utilizzano algoritmi avanzati per analizzare grandi quantità di dati e prendere decisioni strategiche in ambiti come la finanza o la logistica.

Dove ci sta portando l’era dell’intelligenza artificiale?

L’IA sta trasformando profondamente il nostro modo di vivere e lavorare. Le sue applicazioni si stanno espandendo in tutti i settori, dalla medicina all’industria, dalla finanza all’istruzione.

Nel prossimo futuro, vedremo un aumento dell’integrazione tra AI Agents e sistemi umani, con tecnologie sempre più personalizzate e capaci di adattarsi alle esigenze individuali.

Intelligenza artificiale e lavoro: quali prospettive?

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro è certamente uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni. Se è vero che da un lato la crescente automazione potrebbe ridurre la necessità di alcune mansioni tradizionali, dall’altro si aprono nuovi scenari e prospettive professionali che richiedono competenze diverse e più specializzate rispetto a qualche anno fa. Si tratta di un’evoluzione che porterà con sé importanti cambiamenti soprattutto nel modo in cui il lavoro viene organizzato e svolto.

In un precedente articolo abbiamo già discusso di questo aspetto per quanto riguarda lo sviluppo software, ma proviamo a fare qualche altro esempio. Allo stesso tempo, settori come la sanità, la finanza e la logistica vedranno una crescente integrazione dell’IA, creando nuove opportunità per chi saprà adattarsi a questo cambiamento. La collaborazione tra uomo e macchina diventerà essenziale, con AI Agents che supporteranno i professionisti nelle decisioni complesse e nelle attività ripetitive. 

Come abbiamo già visto, questi strumenti non sono progettati per sostituire completamente il lavoro umano, ma per affiancarlo e ottimizzarlo. Questo nuovo equilibrio porterà a una maggiore efficienza e a un miglioramento delle condizioni di lavoro in molte professioni. Di conseguenza, sarà necessaria una profonda redistribuzione delle competenze. Il sistema educativo e i programmi di formazione dovranno adattarsi per preparare le persone alle nuove esigenze del mercato, investendo in conoscenze tecnologiche, pensiero critico e capacità di problem-solving. Chi saprà aggiornarsi e sviluppare competenze in sintonia con i progressi dell’IA avrà maggiori opportunità di successo nel mondo del lavoro del futuro. Il cambiamento, se affrontato con consapevolezza e preparazione, potrà portare benefici significativi, favorendo l’innovazione e aprendo nuove possibilità di crescita professionale.


La nostra divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0. Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti lavora incessantemente per creare algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori. Se sei interessato/a a strumenti AI nel settore museale, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta ed efficiente per i tuoi progetti.

2025: uno scenario in continua evoluzione per le Risorse umane 

Il 2025 è appena iniziato, portando nuove sfide e opportunità per il mondo delle risorse umane. In un mercato in continua evoluzione, le strategie HR devono adattarsi rapidamente per valorizzare il talento e rispondere alle esigenze emergenti delle organizzazioni. La pandemia ha accelerato molto il cambiamento nella gestione delle risorse umane, favorendo il lavoro remoto, la digitalizzazione delle HR e l’adozione di programmi di benessere integrale, trasformando quello che inizialmente era un intervento d’emergenza in un nuovo modello organizzativo che ha superato le strutture tradizionali.

Ma che cosa dobbiamo aspettarci esattamente per questo 2025?

Le dieci tendenze HR per il 2025

1. Trasformazione digitale

Secondo un rapporto di Gartner, il 55% dei leader HR ritiene che gli strumenti attualmente disponibili per la gestione delle risorse umane siano inadeguati per affrontare le sfide presenti e future. Questo dato evidenzia un’esigenza crescente di soluzioni più avanzate e mirate. Per il 2025, si prevede, infatti, un’adozione ancora più estesa della tecnologia in ambito HR, che consentirà di integrare strumenti digitali in ogni fase del ciclo di vita del talento e nei processi operativi delle organizzazioni. Di conseguenza, i datori di lavoro e i leader saranno sempre più orientati verso investimenti strategici in tecnologie innovative, capaci di rispondere efficacemente alle reali necessità dei team. 

2. Maggiore focus sull’esperienza del dipendente

L’esperienza dei dipendenti è diventata sempre più cruciale per attrarre e sostenere talenti, con un impatto diretto sul successo aziendale. Le aziende all’avanguardia promuovono percorsi di carriera personalizzati, mentoring e coaching su misura, oltre a budget di formazione gestiti dai dipendenti stessi. La flessibilità oraria e programmi dedicati al benessere, come supporto per la salute mentale, sono sempre più diffusi per garantire un equilibrio tra lavoro e vita privata. Parallelamente piattaforme digitali self-service e app mobili semplificano l’accesso a benefit, documenti e comunicazioni con le risorse umane. Questo approccio olistico aumenta la soddisfazione dei dipendenti e rafforza la cultura aziendale.

3. Lavoro remoto e ibrido: la nuova normalità per aziende e dipendenti

Il lavoro da remoto e ibrido si sono affermati come una nuova norma, soddisfacendo sia l’esigenza di flessibilità dei dipendenti sia la spinta delle aziende verso la digitalizzazione. Nati come soluzione emergenziale, hanno dimostrato di migliorare la produttività e l’equilibrio tra vita privata e lavoro, spingendo molte organizzazioni a investire in tecnologie avanzate per facilitare la collaborazione, come piattaforme HR integrate e strumenti di gestione del tempo e dei progetti. Attualmente, in Italia le aziende di successo che hanno adottato il modello ibrido rappresentano il 56%.

4. Formazione continua e upskilling

Un altro aspetto centrale sul quale far leva per raggiungere i propri obiettivi strategici è rappresentato certamente dalla formazione continua. La mancanza di investimenti in programmi formativi e l’assenza di opportunità di crescita non solo rallentano l’innovazione, ma contribuiscono all’aumento del turnover. Secondo l’Unione Europea le competenze da potenziare per rispondere alle sfide future rientrano in otto aree,  pilastri fondamentali sui quali costruire una forza lavoro preparata e in grado di affrontare le trasformazioni in corso, quali: l’alfabetizzazione, il multilinguismo, le competenze matematiche e scientifiche, la digitalizzazione, le abilità interpersonali e trasversali, lo spirito imprenditoriale, la cittadinanza attiva e una maggiore consapevolezza culturale. 

5. La Strategia della DEI (Diversitá, equità e inclusione) 

Oggi, creare ambienti di lavoro più inclusivi e diversificati è diventata una priorità strategica per molte aziende. Adottare politiche di Diversity, Equity & Inclusion (DEI) non solo risponde agli obiettivi globali di sostenibilità, ma contribuisce anche a migliorare la competitività e conseguentemente l’efficienza organizzativa. Nonostante i passi avanti compiuti, c’è ancora molto da fare per rendere tali politiche veramente efficaci (molte iniziative di questo tipo mancano di una visione strategica e integrata e spesso non riescono a creare un ambiente in cui tutti i dipendenti si sentano davvero inclusi e valorizzati).

6. L’Intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane

L’AI sta rivoluzionando il reclutamento e la pianificazione delle carriere, permettendo di identificare punti di forza e aree di sviluppo per creare percorsi professionali personalizzati. Tuttavia, la sua implementazione comporta sfide significative, tra cui garantire l’equità e la trasparenza degli algoritmi e formare i dipendenti. Per un’adozione efficace sarà, dunque, essenziale condurre una valutazione preliminare, scegliere attentamente gli strumenti più adatti e gestire il cambiamento con un’adeguata formazione e comunicazione.

7. Benessere emotivo e salute mentale: per il successo aziendale

Il benessere emotivo e la salute mentale dei dipendenti sono pilastri fondamentali per il successo aziendale, in quanto influiscono su produttività, creatività e coinvolgimento. Le aziende all’avanguardia vedono il benessere come un vantaggio competitivo, poiché un ambiente sano favorisce performance, innovazione e riduce il turnover. Inoltre, la leadership sta evolvendo verso modelli inclusivi, basati su empatia e ascolto, creando ambienti equi che generano valore strategico per l’organizzazione.

8. Employer Branding: sapersi adattare alle diverse generazioni per attrarre talenti

Più un’azienda investe nell’employer branding, maggiore sarà la sua capacità di attrarre e trattenere i talenti, soprattutto in un mercato del lavoro competitivo come quello italiano. Con il 47% dei professionisti italiani che preferiscono il lavoro ibrido, le aziende devono adattarsi per rimanere competitive. Inoltre, la presenza di quattro generazioni nel mercato del lavoro richiede strategie personalizzate: mentre i millennial apprezzano la flessibilità, la generazione Z privilegia l’apprendimento continuo e l’impatto sociale. Saper adattare l’offerta alle esigenze specifiche di ciascuna generazione è fondamentale per una strategia di employer branding di successo.

9. L’analisi dei dati è la chiave per il successo

L’analisi dei dati è ormai cruciale per ottimizzare la gestione delle risorse umane. Le aziende stanno adottando tecnologie avanzate per raccogliere e interpretare i dati, migliorando le decisioni strategiche per il futuro. Per esempio, attraverso modelli predittivi, è possibile anticipare il turnover dei dipendenti, analizzare la produttività, valutare l’impatto dei programmi di formazione e monitorare le prestazioni e l’impegno. Secondo le previsioni nel 2025, l’analisi dei dati diventerà un elemento sempre più decisivo per le aziende che vogliono rimanere competitive nel panorama HR.

10. L’automazione dei processi ripetitivi

L’automazione dei processi ripetitivi sta trasformando il mondo delle risorse umane, migliorando l’efficienza e riducendo gli errori. Strumenti avanzati ora gestiscono attività come la compilazione di documenti, la rilevazione delle presenze e il calcolo delle buste paga, liberando il team HR da compiti amministrativi e permettendo di concentrarsi su attività più strategiche. Questa evoluzione è ormai essenziale per ogni dipartimento HR che voglia rimanere competitivo e ottimizzare le proprie risorse.

Quali vantaggi per le aziende nell’adottare questi trend?

Le organizzazioni che ottimizzano la gestione del talento e promuovono un ambiente di lavoro centrato su benessere, flessibilità e inclusione ottengono dipendenti più soddisfatti, una maggiore produttività e capacità innovativa. Adottare strategie in linea con i trend delle risorse umane non è una moda passeggera, ma un elemento cruciale per garantire crescita sostenibile e posizionamento competitivo. Questo percorso continuo richiede ascolto, adattabilità e una visione strategica orientata al futuro, ma come vedremo comporta vantaggi che risultano indispensabili. Scopriamoli insieme!

Competitività strategica

Adottare precocemente le nuove tendenze HR permette alle aziende di acquisire un significativo vantaggio competitivo. Le organizzazioni che anticipano i cambiamenti del settore possono posizionarsi come leader innovativi, migliorando le performance e distinguendosi dalla concorrenza.

Adattabilità organizzativa

Implementare questi trend rende le aziende più agili e resilienti. Essere in grado di rispondere rapidamente ai cambiamenti, sia interni che esterni, garantisce una maggiore capacità di successo a lungo termine.

Attrazione e retention del talento

Le organizzazioni che dimostrano un impegno verso l’innovazione e il miglioramento continuo sono maggiormente attrattive per i migliori talenti. Investire nelle persone e nelle loro esigenze non solo favorisce il reclutamento, ma contribuisce anche a fidelizzare i dipendenti, riducendo il turnover e migliorando l’ambiente lavorativo.

Il futuro delle risorse umane: innovare per crescere

Come abbiamo visto, il futuro delle risorse umane offre infinite opportunità per ridefinire la gestione dei talenti, ma il vero valore sta nell’essere proattivi, non solo reattivi. L’integrazione di nuove tecnologie, il focus sul benessere dei dipendenti e l’impegno a creare ambienti di lavoro innovativi rappresentano passi fondamentali per mantenere la competitività. Ogni iniziativa in questa direzione rafforza una cultura aziendale capace di coinvolgere e valorizzare i team. Il successo richiede, però, un approccio strategico, capace di allineare queste trasformazioni agli obiettivi di business, creando un ecosistema aziendale solido e orientato al futuro.

Ti presentiamo Factorial, il sistema sistema HR all-in-one per gestire il tuo team in modo semplice e conveniente

In un contesto in cui il futuro delle risorse umane richiede innovazione, strategia e un’attenzione sempre maggiore alle persone, Factorial rappresenta la soluzione ideale per le aziende che vogliono restare competitive e orientate al cambiamento. Con il suo sistema HR all-in-one, Factorial semplifica e automatizza i processi, eliminando la complessità delle attività manuali e consentendo alle organizzazioni di concentrarsi su ciò che conta davvero: valorizzare i talenti e costruire una cultura aziendale vincente. 

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Nostalgia Marketing: che cosa rende questa strategia è così efficace?

Il nostalgia marketing sfrutta il legame emotivo con il passato per creare connessioni profonde con il pubblico, evocando ricordi positivi attraverso riferimenti culturali e un’estetica dal sapore vintage. Questa strategia non solo rafforza la fedeltà al brand, ma può anche influenzare le scelte d’acquisto, facendo leva su emozioni autentiche e condivise.

Alla base di questa strategia di marketing vi sono diversi principi psicologici, quali:

Quali sono le campagne di successo che hanno conquistato il pubblico?

Nel 2025, il nostalgia marketing è diventato un elemento chiave nelle strategie di comunicazione di molti grandi brand. Aziende di diversi settori stanno riscoprendo le grandi potenzialità del passato per catturare l’attenzione del pubblico e rafforzare il legame emotivo con i consumatori. Dalle riedizioni di prodotti iconici ai remake cinematografici, fino alle collaborazioni ispirate alle mode del passato, diamo un’occhiata a quello che sta succedendo oggi nel mondo della comunicazione.

IKEA Svezia: quando il ritardo diventa un punto di forza

Chi non ricorda l’Harlem Shake, il Bottle Flip o il Mannequin Challenge? Trend virali che hanno segnato un’epoca e che, ancora oggi, evocano un sorriso nostalgico. IKEA ha deciso di sfruttare proprio questi fenomeni del passato per lanciare il suo nuovo programma fedeltà a punti, con una campagna dal claim ironico: “Better late than never”. Con questa strategia, il brand è riuscito a trasformare il proprio “ritardo” – sia nell’aderire alle mode che nell’introdurre un programma fedeltà già diffuso tra molte aziende – in un elemento distintivo e memorabile. Facendo leva sul senso di familiarità del pubblico, IKEA dimostra come il nostalgia marketing possa rendere anche un semplice annuncio un momento di coinvolgimento e connessione emotiva.

Microsoft – “Child of the 90s”

Microsoft ha utilizzato il nostalgia marketing per promuovere la versione 10 di Internet Explorer. Lo spot si apre con una frase memorabile: “Forse non vi ricordate di noi, ma ci siamo incontrati negli anni ‘90”, catturando l’essenza di questa strategia. Nonostante i consumatori si siano legati a nuovi brand e le loro esigenze siano cambiate, Microsoft ha evoluto il suo prodotto per tornare a soddisfare quei bisogni.Lo scopo della campagna era stimolare il ritorno degli utenti verso Internet Explorer, enfatizzato dal messaggio: “Siete cresciuti. Così come noi. Riconnettetevi con il nuovo Internet Explorer”. Tra riferimenti agli anni ’90 come yo-yo, tamagotchi e floppy disk, il video rende omaggio a quel decennio in un minuto e quaranta secondi.

Tesco – Christmas ad 2013: uno spot che scalda il cuore attraverso la magia del Natale

Lo spot natalizio di Tesco, la nota catena di supermercati, punta a un effetto nostalgia mostrando momenti di convivialità e creando un senso di familiarità che si collega ai ricordi di tutti. Il video è in grado di far  rivivere emozioni e ricordi legati alle festività e ai pranzi natalizi e riesce a creare un forte legame emotivo con il pubblico, riportando alla mente immagini di momenti caldi e affettuosi, comuni a tutti, stimolando un senso di appartenenza e di calore che solo le feste sanno evocare.

KFC e il ritorno dei Tamagotchi: nostalgia e innovazione con “Eduardo”

La campagna di KFC in Spagna ha usato il nostalgia marketing con il lancio di “Eduardo”, un piccolo tamagotchi a forma di pollo fritto. Questo prodotto richiama alla mente i giocattoli virtuali degli anni ‘90, evocando ricordi d’infanzia e di un’epoca pre-digitale. KFC ha trasformato il tamagotchi in una strategia per coinvolgere i consumatori, mescolando nostalgia e innovazione. Con l’idea di “prendersi cura” di un pollo, il brand ha giocato sull’affetto che molte persone ancora provano per quegli oggetti del passato, creando un legame emotivo con il pubblico e aumentando la visibilità del marchio in modo originale e divertente.

Nostalgia Marketing: quali vantaggi per i brand?

Come abbiamo visto, il nostalgia marketing non è solo un viaggio nei ricordi, ma una strategia potente che aiuta i brand a creare connessioni autentiche con il pubblico. Sfruttando il richiamo emotivo al passato, le aziende possono rafforzare la loro identità e distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Tra i vantaggi per i brand troviamo:

Come utilizzare il nostalgia marketing: le quattro regole vincenti

Il nostalgia marketing può trasformare i ricordi in una leva potente per il successo del tuo brand. Ma come applicarlo in modo efficace? Ecco quattro strategie semplici e immediate per creare campagne coinvolgenti e memorabili.

  1. Richiama icone e trend del passato: utilizza riferimenti culturali come giochi, programmi TV o eventi iconici per creare un legame emotivo immediato con il pubblico. Elementi nostalgici ben scelti rafforzano la connessione con i consumatori e rendono il tuo messaggio più impattante.
  2. Punta su un’estetica vintage: utilizza estetiche e design che richiamano le tendenze vintage, come colori, tipografie o elementi visivi caratteristici di un’epoca; questo aiuta a evocare una sensazione di familiarità e comfort.
  3. Associa il tuo brand a un’emozione positiva: un prodotto o servizio legato a ricordi felici, sicurezza o appartenenza genera fiducia e fidelizzazione. Raccontare storie che risvegliano sensazioni autentiche aiuta a rafforzare la relazione con il pubblico.
  4. Coinvolgi il pubblico con esperienze interattive: invita i tuoi follower a condividere ricordi legati ai tuoi prodotti o a temi nostalgici sui social media. La partecipazione attiva aumenta il coinvolgimento e trasforma il tuo brand in un punto di riferimento emotivo.

Se anche tu vuoi sfruttare il potere del nostalgia marketing per costruire una campagna che colpisca nel segno, contattaci. Il team marketing di Synesthesia è pronto a creare strategie personalizzate che parlano direttamente al cuore dei tuoi clienti.

E-commerce e privacy

Le normative sulla privacy sono fondamentali per regolamentare il business, soprattutto online, dove l’accesso sempre e ovunque e la facilità dello scambio di informazioni da una parte garantiscono servizi e interazioni sempre più semplici e veloci, ma d’altro canto hanno giustamente bisogno di essere regolamentate a dovere.

Il nostro partner Smart Flow ha recentemente preso come esempio un caso diventato virale per ricordarci perché la privacy e il consenso informato sono un binomio inscindibile.

No consenso, no DEM

L’imprenditoria italiana contemporanea è costellata di casi di successo che, ognuno col suo stile e tono di voce, hanno saputo raggiungere una vasta community online, spopolando sui social.  Tuttavia, la costruzione di una fanbase affiatata passa anche attraverso mirate strategie promozionali, giveaways, scontistiche dedicate, spesso indirizzate agli utenti attraverso DEM (Direct Email Marketing). Il mantra che è importante ripetersi sempre è: semplice: senza un consenso diretto e autorizzato, non è possibile effettuare l’invio.

Regole uguali per tutti

Non importa, infatti, se si tratti di piccole o grandi aziende, di colossi dell’e-commerce online o di chi è ancora agli inizi della propria attività, tutti coloro che fanno business online, e-commerce o anche semplici servizi di informazioni sono tenuti, per poter inviare comunicazioni dirette, a dover ottenere per prima cosa il consenso del destinatario. Non è certo un caso se quando ci iscriviamo anche solo a una newsletter ci viene direttamente chiesto di acconsentire alla ricezione delle comunicazioni, senza il nostro consenso un’azienda che invia comunque comunicazioni dirette sta infrangendo la legge!

Più sicuri, più consapevoli, più serviti

La protezione dei dati personali degli utenti è importante, essenziale e imprescindibile, ma, attenzione, concedere il proprio consenso è quindi un beneficio anche per l’utente stesso, che così ha la possibilità di scegliere cosa e quali comunicazioni vuole veramente ricevere e come.

Marketing e tecnologia = compliance e privacy

Al giorno d’oggi, il rapporto azienda-cliente deve obbligatoriamente essere sempre trasparente, chiaro e soprattutto sicuro. Una sicurezza che deve partire dall’azienda per arrivare fino al cliente: la fiducia, nel business, passa anche da qui.


Sai sempre a quali clienti puoi inviare comunicazioni di carattere commerciale e a quali invece no? Smart Flow, per tutti i clienti di Synesthesia, offre una consulenza gratuita per analizzare i consensi e la privacy della tua azienda.

Federico, cosa significa essere un Project Manager in Synesthesia?

“Essere un Project Manager in Synesthesia significa avere un ruolo centrale nella realizzazione di progetti digitali che portano innovazione e valore ai nostri clienti. In pratica, mi occupo di pianificare, organizzare e monitorare ogni fase del progetto, assicurandomi che i risultati siano in linea con le aspettative del cliente e con gli standard qualitativi dell’azienda.

In Synesthesia, però, il mio ruolo non si limita alla gestione operativa: collaboro attivamente con team multidisciplinari – sviluppatori, designer, marketing specialist – per trovare soluzioni trasversali e creative. Lavorare in un contesto giovane e dinamico come quello di Synesthesia significa essere sempre pronti ad adattarsi, condividere pareri e consigli e soprattutto imparare dai tuoi colleghi più esperti”.

Come contribuisci al successo di un progetto? Quali sono le sfide principali che affrontati quotidianamente e come le superi?

“Il mio contributo al successo di un progetto parte dalla pianificazione: definisco gli obiettivi, le priorità e i flussi di lavoro in modo chiaro, coinvolgendo fin da subito tutte le parti interessate. Credo molto nella comunicazione trasparente e nel creare un ambiente di fiducia tra cliente e team, perché a parer mio un progetto di successo è sempre il risultato di un lavoro di squadra.

Tra le sfide principali che affronto quotidianamente, invece, ci sono la gestione delle aspettative dei clienti e il mantenimento dell’equilibrio tra tempi, budget e qualità. Ogni progetto ha le sue complessità: può capitare che ci siano cambiamenti improvvisi nelle richieste del cliente o che emergano difficoltà sulle implementazioni tecniche non previste nelle prime fasi di scouting e progettazione. Per superare queste sfide, mi affido a due approcci: la flessibilità e la proattività. La flessibilità mi consente di adattarmi rapidamente ai cambiamenti, ricalibrando priorità e risorse senza perdere di vista gli obiettivi. La proattività, invece, mi permette di anticipare le criticità, proporre soluzioni prima che diventino problemi e mantenere una visione d’insieme anche nei momenti più impegnativi e caotici.

Alla fine, il mio obiettivo è sempre lo stesso: garantire che il progetto non sia solo completato con successo, ma che rappresenti anche un’esperienza formativa e di valore per tutti coloro che partecipano alla progettazione”.

Ci parli del tuo team di lavoro dell’area Technologies? Com’è organizzata la giornata di lavoro?

“Il team Technologies di Synesthesia è una squadra composta da professionisti con competenze diverse, come sviluppatori frontend e backend, specialisti di QA e tecnologie innovative, oltre al team AI che pian piano va espandendosi.

La varietà di competenze verticali è la nostra forza, ma è l’approccio collaborativo che ci permette di affrontare progetti complessi con successo. Ognuno di noi ha il proprio ruolo specifico, ma lavoriamo in armonia per raggiungere un obiettivo comune, così che ciascuno venga valorizzato.

La giornata di lavoro è organizzata in modo strutturato, ma deve poter diventare flessibile per adattarsi alle necessità di ogni progetto. Di solito iniziamo con uno daily meeting per fare il punto della situazione: ognuno condivide progressi, eventuali difficoltà e si strutturano le prossime priorità. Questo momento è fondamentale per mantenere il team allineato e per individuare subito possibili criticità.

Nel corso della giornata, alterniamo momenti di lavoro individuale a sessioni collaborative, come brainstorming o pair programming, a seconda delle necessità. Lavoriamo con metodi Agile e Scrum per monitorare l’andamento delle attività e permettere un flusso di lavoro definito e reiterabile.

Quello che mi piace di più del nostro team è l’atmosfera: c’è una grande “vibe” positiva, la voglia di mettersi in gioco e la consapevolezza che possiamo sempre contare l’uno sull’altro. È un ambiente che stimola non solo la produttività, ma anche il continuo miglioramento”.

Ci racconti qualche curiosità o aneddoto simpatico con i tuoi colleghi del team Technologies?

“Una delle cose, a mio parere, più divertenti che accadono nel nostro team è sicuramente il daily. Ogni mattina, oltre a condividere aggiornamenti e priorità, c’è sempre un momento in cui qualcuno smorza il clima con un tocco di leggerezza, chi si presenta con uno sfondo o filtro particolare su Meet, o chi lancia una meme legato al progetto in corso (cosa generalmente più apprezzata). Non è raro che, nel mezzo alla discussione tecnica, si crei un piccolo momento di spensieratezza che ci fa partire con il piede giusto.

Questi momenti, seppur limitati, sono importanti perché ci permettono di mantenere un’atmosfera di lavoro positiva e rilassata, che rende più leggere anche le giornate più intense. La cosa più bella è che ogni membro del team, pur prendendo sul serio il proprio lavoro, riesce sempre a trovare il giusto equilibrio tra professionalità e  rilassatezza”.

Conosciamo più nel dettaglio quest’area di Synesthesia: quali servizi macro offre ai suoi clienti? Qual è il know-how che portate in ogni progetto?

“Synesthesia offre una serie di servizi strategici e tecnologici altamente integrati, con un focus su digital transformation, sviluppo di applicazioni mobile e web, oltre a soluzioni in ambito e-commerce e intelligenza artificiale.

Il nostro team si distingue per la capacità di creare soluzioni su misura, che vanno dalla progettazione e sviluppo di piattaforme digitali all’implementazione di tecnologie avanzate come AR/VR e Machine Learning.

Il nostro valore aggiunto è il forte approccio collaborativo che definiamo per ogni progetto, unendo competenze tecniche e strategiche per trasformare le esigenze dei clienti in esperienze digitali soddisfacenti e performanti. In ogni fase del processo, dal design alla realizzazione, siamo impegnati a garantire che ogni soluzione sia non solo funzionale ma anche scalabile e sostenibile”.

Quali sono i vantaggi più evidenti per il cliente?

“I vantaggi per il cliente riguardano principalmente l’efficienza e l’innovazione digitale, qualunque essa sia nel contesto del cliente. Ogni progetto è pensato per risolvere problemi specifici, ottimizzando i processi e migliorando la competitività. Grazie alla nostra esperienza, offriamo soluzioni che sono non solo all’avanguardia, ma anche integrabili con i sistemi già esistenti. In questo modo, i clienti possono ottenere risultati concreti in tempi rapidi, con un impatto positivo sul loro business. Be’ e poi, ultimo ma non meno importante, conoscere tutta la ciurma di Synesthesia, il che non è da sottovalutare :)”.


Grazie all’esperienza e al know-how dell’area Technologies, Synesthesia trasforma idee in soluzioni digitali innovative, realizzate su misura per ogni esigenza. Sei pronto a sviluppare il tuo prossimo progetto? Contattaci: insieme possiamo costruire il futuro delle tue idee!

Synesthesia Group: un nuovo ecosistema digitale per l’innovazione

In un mondo digitale in continua evoluzione, per aumentare la competitività servono visioni e sinergie. Ne sono convinti Francesco Ronchi (Presidente e Founder) e Riccardo Recalchi (CEO) alla guida di Synesthesia, la digital experience company che – attraverso un percorso di crescita organica e operazioni strategiche mirate – ha guidato la nascita di Synesthesia Group.


Oltre a Synesthesia, la nuova realtà con headquarter a Torino e sedi a Milano, Modena, Genova e Fermo comprende Fancy Factory, specializzata in UX e Design, Quaerys,  esperta in Data Analysis e Mela Services focalizzata sui marketplace. Un ecosistema eterogeneo, dinamico e integrato che ambisce a diventare punto di riferimento nell’innovazione digitale per il B2B, attraverso una gamma completa di servizi, dal design all’analisi dei dati fino alla gestione delle vendite online per arrivare allo sviluppo di applicazioni all’avanguardia e campagne di comunicazione moderne e performanti.

“La creazione di Synesthesia Group nasce dalla volontà di strutturare al meglio il nostro ecosistema di aziende, dando una direzione strategica e una visione condivisa per tutte le realtà che fanno parte del gruppo” commenta Francesco Ronchi. “Abbiamo visto un’opportunità nel consolidare le nostre competenze verticali, creando sinergie tra le diverse aree di business. Ogni azienda partner all’interno del gruppo ha un ruolo chiave e specifico. Questo approccio ci permette di affrontare progetti complessi con un’offerta integrata e coerente, mantenendo al contempo una forte specializzazione in ciascun ambito”.

Innovazione, sostenibilità e centralità del cliente sono i pilastri della nuova nata, un gruppo italiano con vocazione internazionale che sull’importanza dell’approccio data-driven, combinato con una forte attenzione al design e all’esperienza dell’utente, fonda i suoi tratti distintivi, come conferma Riccardo Recalchi:

“Puntiamo a differenziarci attraverso un modello operativo agile e una capacità unica di adattarci alle esigenze dei mercati”. 

Per il futuro il gruppo guarda alla crescita internazionale, all’investimento nelle nuove tecnologie e alla creazione di partnership strategiche mirate alla crescita del business, sia attraverso nuove partecipazioni e operazioni di M&A, sia tramite progetti industriali di sviluppo.

“Guardiamo con interesse ai mercati del Nord Europa, dove la domanda di soluzioni digitali avanzate è in forte crescita e, al tempo stesso, puntiamo a rafforzare la nostra presenza su tutto il territorio italiano. Stiamo consolidando settori emergenti come l’intelligenza artificiale applicata, la sostenibilità digitale e la consulenza avanzata sull’ecommerce”, conclude Recalchi. 

[Leggi intervista completa su Engage]

Synesthesia: un nuovo logotipo e nuovi colori del brand

Alla creazione di Synesthesia Group si accompagna un aggiornamento della brand image di Synesthesia. Un cambiamento che coinvolge il logotipo e i colori del brand: al giallo, che rimane inalterato, si affianca un blu leggermente più scuro e sofisticato del precedente, più maturo e “istituzionale”, ma anche inclusivo e simbolico di accessibilità.

Le novità riguardano anche il nuovo payoff che – come un’esortazione – riassume la visione del gruppo e il suo agire quotidiano nel fare impresa. “Progress Together”, infatti, sintetizza la volontà di posizionarsi non come semplici fornitori di servizi, bensì come veri e propri partner strategici in grado di aiutare il cliente a crescere e innovare.


Vuoi saperne di più?

Che cos’è il “live shopping”?

Il “live shopping” rappresenta oggi una delle declinazioni più promettenti e in rapida crescita del mobile commerce, una soluzione in grado di integrare la forza dei social media con l’efficacia dell’e-commerce. Negli ultimi anni molte aziende e rivenditori si sono attivati per offrire ai propri clienti un’esperienza online completa e coinvolgente. L’obiettivo del live shopping, come suggerisce il termine stesso, è quello di ricreare sugli smartphone l’esperienza dal vivo vissuta in negozio.

Nei mercati asiatici il live shopping ha raggiunto un successo straordinario, trainato da piattaforme come WeChat, Taobao Live e Douyin, capaci di generare enormi profitti. Secondo uno studio di McKinsey, il 72% dei consumatori cinesi prevede di intensificare gli acquisti tramite questo formato. In Europa e negli Stati Uniti, tuttavia, l’interesse rimane più limitato. Nel 2023, Meta ha sospeso la funzione di live shopping su Instagram, attribuendo questa decisione alla bassa adozione negli USA, dove solo il 5% delle vendite online proviene dai social.

Come stanno cambiando le abitudini d’acquisto in Italia?

Nonostante la transizione di Meta verso un maggiore focus sui video brevi (Reels), il futuro del commercio mobile in Italia si sta sempre più orientando verso esperienze immersive e integrate di “live shopping”. 

A confermare questa tendenza, uno studio (“Live Shopping: la rivoluzione dell’e-commerce”) condotto da Bazr e Nielsen su 2.060 acquirenti online ha rivelato che il 58% degli utenti tra i 18 e i 44 anni conosce già il social shopping, con il 49% che si dichiara pronto a provarlo in futuro. Questo suggerisce che, seppur il social shopping non sia ancora massivamente adottato in Occidente, c’è un interesse crescente verso questa modalità di acquisto.

Perché il live shopping sta conquistando sempre più consumatori?

Ma quali sono le ragioni che si nascondono dietro questa crescita? I principali motivi includono l’intrattenimento (33%), il senso di appartenenza a una community (35%) e l’interazione diretta con creator o celebrità (39%). Tra i giovani (18-24 anni), la spontaneità e autenticità dei conduttori è particolarmente apprezzata (42%), rendendo il formato attrattivo per il pubblico più giovane.

Sfide da affrontare nel live shopping

Gli studi di Nielsen per Bazr evidenziano che il 48% degli utenti che scoprono prodotti interessanti sui social media non finalizza l’acquisto. Tra le cause principali ci sono la dimenticanza del nome del prodotto (17%), la difficoltà nel trovarlo (13%) e un’esperienza d’acquisto frustrante (1%). Le conversioni perse sottolineano le lacune tra social media ed e-commerce: una connessione più fluida tra scoperta e acquisto potrebbe sicuramente migliorare l’esperienza utente e ridurre le conversioni perse.

Quali sono le 5 migliori piattaforme di “live shopping”? 

Nel panorama delle piattaforme di live shopping alcune piattaforme si distinguono per la capacità di trasformare l’esperienza d’acquisto in qualcosa di coinvolgente e innovativo. Ecco le più interessanti:

1. NTWRK: l’app che unisce esclusività e live shopping

NTWRK è tra le piattaforme di live shopping più popolari negli Stati Uniti. Il suo focus? Lanci esclusivi di prodotti di moda e di fascia alta, creati da artisti, brand e influencer di fama internazionale. Qual è il segreto della sua efficacia? NTWRK attua una rigorosa selezione dei creator e venditori che ospita, garantendo solo contenuti e prodotti di altissima qualità. Gli episodi live offrono una panoramica rapida, ma completa sui prodotti. Un format ben strutturato che riesce a catturare l’attenzione di un pubblico giovane, alla ricerca di pezzi rari e disposto a pagare un premium price.

2. Channelize.io: la soluzione più affidabile per integrare il live shopping nel tuo e-commerce

Channelize.io è una piattaforma pensata per rivoluzionare il modo in cui gli e-commerce interagiscono con i propri clienti, integrando il live shopping direttamente su app e siti web. Grazie alla sua esperienza consolidata in vari settori, rappresenta una scelta affidabile e per le aziende che vogliono offrire un’esperienza d’acquisto innovativa e coinvolgente. Un grande punto di forza è l’interazione in tempo reale: la piattaforma offre strumenti di chat dal vivo che permettono di rispondere alle domande dei clienti e creare un rapporto più diretto durante le dirette. La sua compatibilità con piattaforme come Shopify, inoltre, la rende ideale per chi cerca una soluzione integrabile senza difficoltà. Non ci sono limiti di pubblico, puoi raggiungere tutti i tuoi potenziali clienti contemporaneamente. Due importanti aspetti da considerare: la personalizzazione dell’interfaccia utente risulta un po’ limitata per chi desidera un design su misura e l’aggiunta di componenti extra può incidere sui costi complessivi.

3. Giosg: la soluzione completa per un live shopping coinvolgente

Giosg è una piattaforma finlandese che combina il live shopping con strumenti avanzati di e-commerce. Offre funzionalità chiave come videochiamate personalizzate, flussi live per presentare prodotti a un ampio pubblico e video shoppable per trasformare i contenuti in strumenti di vendita efficaci. Un punto di forza di Giosg è la capacità di promuovere e personalizzare le esperienze: grazie a pop-up, gamification e targeting avanzato, permette di raggiungere il pubblico giusto con contenuti mirati. Il supporto per piattaforme come YouTube Live e Facebook Live lo rende estremamente flessibile.

4. Bazr: un’esperienza d’acquisto sempre più personalizzata grazie all’intelligenza artificiale

Bazr, fondata da Simone Giacomini, si propone di innovare il commercio digitale creando un’esperienza di acquisto integrata e coinvolgente. La piattaforma consente agli utenti di scoprire nuovi prodotti e brand, partecipare a sessioni di live shopping e acquistare direttamente in-app, senza la necessità di spostarsi su altre piattaforme. Bazr sfrutta l’intelligenza artificiale per personalizzare l’esperienza, connettendo utenti, brand e creator, e offrendo contenuti rilevanti basati su interessi e preferenze individuali.

5. Klarna: live shopping e pagamento rateizzato

Restando in tema di esperienza di acquisto sempre più personalizzata, parliamo ora di Klarna, una piattaforma di live shopping che punta a migliorare l’acquisto online offrendo comunicazioni one-to-one o one-to-many con commessi tramite videochiamate, chat o messaggi di testo. Una funzione interessante è “Storie di Klarna”, brevi video di recensioni che mostrano prodotti in modo dinamico. Tra i vantaggi ci sono la flessibilità di pagamento e l’integrazione con Shopify.

Il futuro dello shopping online è in diretta!

Come abbiamo visto, i social network non sono più semplici strumenti di intrattenimento, ma veri e propri motori che influenzano profondamente il comportamento dei consumatori. Lo stesso accade per l’e-commerce, che sta evolvendo grazie all’integrazione di nuove tecnologie e modalità di acquisto. In questo contesto, il live shopping emerge come una delle opportunità più promettenti per trasformare l’esperienza d’acquisto online, rendendola più autentica, interattiva e coinvolgente. Superando le limitazioni tradizionali, unisce il dinamismo delle dirette social alla praticità degli acquisti in tempo reale, creando un canale diretto tra brand, creatori e consumatori. Questa modalità risponde al crescente desiderio di esperienze più coinvolgenti e sicure, combinando l’immediatezza dell’esperienza fisica con la comodità del digitale. Le transazioni di e-commerce destinate al live shopping sono in aumento e, con il continuo sviluppo di questa tendenza, il futuro è sicuramente promettente. Sei pronto/a a farne parte?


Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutare la tua azienda a raggiungere i propri obiettivi di business. Si prende cura delle tue  idee e delle tue esigenze, offrendo soluzioni commerciali di tendenza sul mercato delle vendite online, per supportare la tua crescita e offrirti la massima efficienza.

Contattaci per avere maggiori informazioni.

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha trasformato profondamente il mondo dello sviluppo software. Strumenti come ChatGPT, GitHub Copilot e altri modelli di AI generativa (GenAI) stanno ampliando le possibilità per sviluppatori di ogni livello. Tuttavia, nonostante le promesse di maggiore produttività, emergono sfide che dimostrano quanto sia ancora fondamentale il ruolo dell’esperienza umana.

Come usare l’AI per programmare: opportunità e primi ostacoli

L’adozione degli assistenti di codifica basati sull’AI si sviluppa in due direzioni principali:

1. Automazione e rapidità
L’AI si dimostra estremamente efficace nel generare rapidamente codice boilerplate, le parti standard e ripetitive necessarie in ogni applicazione, liberando gli sviluppatori per concentrarsi su logiche di business e aspetti creativi. Inoltre, la capacità di creare unit test automatizzati migliora la qualità del codice, rilevando errori o vulnerabilità già nelle prime fasi. Questo non solo accelera lo sviluppo, ma riduce il rischio di bug critici. Per i junior developer, questi strumenti sono un prezioso alleato: permettono di validare idee, creare prototipi e apprendere nuove competenze in meno tempo, aumentando il loro contributo ai progetti. Il risultato? Workflow più rapidi, efficienti e innovativi.

2. Supporto quotidiano
Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come GitHub Copilot, stanno diventando essenziali per gli sviluppatori esperti. Oltre a semplificare operazioni di routine, fungono da “pair programmer” virtuali, offrendo suggerimenti contestuali che migliorano velocità e precisione. L’AI analizza il contesto del progetto per proporre soluzioni specifiche, riducendo il tempo dedicato alla ricerca di codice o best practice. Tra le funzionalità più apprezzate c’è la generazione automatica di documentazione, spesso poco amata dagli sviluppatori, che diventa semplice ed efficace grazie all’AI. Inoltre, l’AI agevola attività complesse come la rifattorizzazione del codice, identificando inefficienze e suggerendo miglioramenti, un supporto cruciale per mantenere il codice pulito e performante, soprattutto nei progetti di grandi dimensioni.

Il costo nascosto degli “AI coding assistant”

Esploriamo ora l’altro lato della medaglia. Con l’integrazione crescente di questi strumenti nel flusso di lavoro, possono sorgere insidie e sfide che, in alcuni casi, rischiano di rallentare il processo di sviluppo. Vediamo insieme come identificarle e come proteggersi da possibili errori in questa fase così cruciale dello sviluppo.

  1. Bug nascosti e debito tecnico
    Il codice generato dall’AI spesso introduce bug difficili da individuare, poiché non violano le regole sintattiche, ma creano problemi logici in scenari complessi. Questi errori, spesso invisibili durante le revisioni iniziali, possono emergere in fasi critiche come l’integrazione o addirittura in produzione.
  2. Superficialità nella comprensione
    I junior developer tendono ad affidarsi troppo ai suggerimenti dell’AI, limitando lo sviluppo di competenze fondamentali. La comprensione profonda del codice e delle scelte architetturali risulta spesso insufficiente, creando dipendenza dagli strumenti.
  3. Rischi di sicurezza
    Durante audit di sicurezza, si è scoperto che l’AI può suggerire pratiche rischiose, come l’utilizzo di tecnologie deprecate o query non sicure. Questi problemi, se non identificati, possono avere gravi implicazioni per la sicurezza dei sistemi.

Come programmare con AI senza sacrificare la qualità

Per sfruttare al meglio gli assistenti di codifica, è essenziale adottare un approccio disciplinato e strutturato. Ecco alcune buone pratiche:

  1. Revisione obbligatoria del codice
    Controllare ogni riga generata dall’AI attentamente. È importante che gli sviluppatori siano in grado di giustificare ogni scelta e correggere eventuali errori.
  2. Priorità all’apprendimento
    Documentare il processo di sviluppo, annotando considerazioni e implicazioni di design, aiuta a comprendere meglio il codice generato e a costruire una conoscenza solida.
  3. Limitare l’uso dell’AI ai compiti più adatti
    Utilizzare l’AI per codice boilerplate, documentazione e prototipi, lasciando che la logica critica e le decisioni architetturali siano sviluppate manualmente.
  4. Condivisione delle conoscenze
    Creare Sessioni di revisione settimanali focalizzate sul codice generato dall’AI aiutano il team a identificare pattern ricorrenti e a migliorare le pratiche.

Il futuro: AI come collaboratore, non sostituto

Gli strumenti AI non renderanno obsoleti gli sviluppatori,  al contrario, ne valorizzeranno le competenze, soprattutto per quanto riguarda:

Costruire software migliore, non solo più velocemente

L’intelligenza artificiale ha il potenziale di rivoluzionare lo sviluppo software, ma il suo vero valore risiede nel potenziamento delle capacità umane, non nella loro sostituzione. Gli sviluppatori devono continuare a concentrarsi su qualità, sicurezza ed esperienza utente, ricordando che il codice rappresenta solo un tassello di un processo più ampio e complesso.

Il futuro dello sviluppo sarà una sinergia tra intelligenza artificiale e talento umano, dove la tecnologia accelera il ritmo, ma l’essere umano mantiene la direzione. Ed è proprio in questa guida consapevole che si trova il segreto per creare soluzioni non solo funzionali, ma realmente significative.

Autore: Francesco Ronchi


La nostra divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0. Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti lavora incessantemente per creare algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori. Se sei interessato/a a strumenti AI nel settore museale, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta e performante per i tuoi progetti.