4Dem, la piattaforma di Email, SMS e Marketing Automation, ideata da Advision è entrata ufficialmente a far parte di Positive Group (ex Sarbacane Group), azienda francese leader europeo della comunicazione digitale. Un’operazione importante che ha come obiettivo quello di affermare una leadership totale in Europa in un settore in grande fermento come quello dell’email marketing e raggiungere i 100 milioni di fatturato entro il 2026. 

Quello dell’email marketing è oggi un settore in costante crescita grazie soprattutto alla facilità di accesso, al costo relativamente basso e agli elevati tassi di conversione. Si stima che nei prossimi 5 anni il settore crescerà ancora del 20%. Nonostante i 50 anni di età, l’email resta il canale preferito per la comunicazione digitale di tutte le aziende e i professionisti. Nel corso degli anni, 4Dem si è affermata sul mercato conquistando la fiducia di migliaia di aziende Made in Italy. Oltre 4.000 utenti attivi in 19 paesi al mondo e un numero impressionante di email inviate annualmente (oltre 350 milioni).

Positive Group ha deciso di investire in Italia, puntando tutto su 4Dem, realtà torinese con la quale è attiva una collaborazione plueriennale  per offrire congiuntamente la tecnologia e la consulenza necessaria per far crescere il business delle aziende. Siamo, quindi, molto felici per i nostri amici di 4Dem per questo importante traguardo raggiunto, un passo decisivo per diventare una delle realtà in Europa più importanti dell’email marketing. 

Come sostiene Paolo Errico (Fondatore e CEO di 4Dem):

“Vogliamo diventare uno dei poli europei più importanti dell’e-mail marketing. Positive Group incarna perfettamente i nostri valori. La scelta di farne parte è motivo di grande orgoglio oltre che un onore per noi. Siamo felici di poter lavorare fianco a fianco con grandi professionisti e di scrivere una nuova pagina di storia per l’azienda. In altri paesi avere successo nei software è più facile rispetto a Torino dove le competenze sono legate ad altri settori strategici come l’automotive e l’aerospace. Sono molto contento di poter aggiungere 4Dem nella lista delle eccellenze del territorio e di contribuire all’impulso innovativo della città. Devo ringraziare il mio gruppo con il quale in questi anni ho condiviso questo percorso”.

Come sostiene Mathieu Tarnus (Fondatore e CEO di Positive Group):

“Siamo lieti e orgogliosi di dare il benvenuto a Paolo e a tutto il suo team da parte della nostra meravigliosa squadra. Condividiamo gli stessi valori imprenditoriali, la stessa visione e la stessa ambizione nel nostro mercato. Questa fusione tra 4Dem e Positive Group ci permette di espandere la nostra presenza in Italia. Non vediamo l’ora di lavorare con Paolo per continuare a accelerare il nostro sviluppo in questo settore. Negli ultimi tre anni abbiamo avviato una nuova fase di espansione continuando a sviluppare le nostre attività di sempre, ma anche facendo acquisizioni mirate per crescere più velocemente ed espanderci a livello internazionale. In quest’ottica, 4Dem è una realtà lungimirante che ci sarà di grande aiuto”.

Complimenti quindi ai nostri amici di 4Dem. Condividiamo con loro la loro gioia per aver raggiunto un traguardo così importante.  

L’evento

La prima edizione di “Progress Together, Sharing Ideas, challenges & solutions” è stata un successo. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi speaker d’eccezione: clienti, amiche e amici, “compagni di viaggio” che hanno condiviso con la platea il racconto dei loro progetti in corso o già conclusi, realizzati in collaborazione con i diversi team di Synesthesia.

In rigoroso “ordine di apparizione” ecco i protagonisti del pomeriggio di Progress Together. 

Sebastiano Marinaccio (Presidente di Mercatino), Mattia Chetta (Product Owner di Reale Mutua Assicurazioni), Silvia dalla Valle (Direttrice Marketing di Stone Italiana), Ilaria Poggio (Vicepresidente di Immaginazione e Lavoro), Giambattista Schiaffino (CEO e Presidente di Grigua), Serena Toniol (Presidente di Quaerys), Pier Paolo Carini (CEO di Gruppo EGEA), Isabella Maggi (Direttore Marketing e Comunicazione di Gattinoni Group).

Tutti gli interventi sono stati accompagnati dalla presenza del management e dei PM di Synesthesia: Francesco Ronchi (Presidente e founder), Riccardo Recalchi (CEO), Fabrizio Mangiavacchi (CSO e Marketing Director), Nicola Albertini (Digital Factory Director), Enrico Beraldo (Academy & Event Director), Giulia Bruno (Senior Marketing Manager), Barbara Boni (Senior Marketing Manager) e Antonio Gallo (PM), Giada De Rosa (Coordinamento didattico Academy) e Valentina Pelazza (Head of Human Resources).

L’evento ha visto, la partecipazione di oltre 100 ospiti, rappresentanti di aziende e organizzazioni che durante l’evento hanno avuto la possibilità di fare networking e incontrare altri professionisti che condividono la passione per il proprio lavoro e per un mondo in continua evoluzione. 

La prima edizione di Progress Together si è conclusa con grande entusiasmo e partecipazione. Noi siamo felici di aver dato vita a tutto questo: solo lavorando insieme possiamo superare le sfide, sfruttare le opportunità e progredire verso il futuro che desideriamo.

Ringraziamo tutti i nostri clienti, i partner, gli stakeholder per essere stati con noi, EDIT – Torino – che ci ha ospitato – e SIM Maranello che ha presenziato con il suo incredibile simulatore di vetture di F1.

Stiamo già pensando a nuove idee per il futuro. Sempre secondo la filosofia progress, together. Seguiteci per rimandere aggiornate/i sulle prossime iniziative.

Un settore in continua espansione. Come aumentare il tuo business con una piattaforma e-commerce

Nella maggior parte dei casi per crescere e competere in modo efficace in un settore estremamente concorrenziale come quello dell’e-commerce è indispensabile trovare la giusta piattaforma alla quale affidarsi. Lo scopo principale di una piattaforma di e-commerce è quello di semplificare la gestione di un negozio online, nonché le promozioni e le operazioni commerciali quotidiane. In questo articolo esamineremo le piattaforme e-commerce più utilizzate, cercando di capire che cosa le rende così performanti e competitive. Scegliere bene a quale piattaforma affidarsi può fare la differenza per il tuo business. 

Shopify, la piattaforma e-commerce più “user-friendly” del web

Fondata nel 2006, Shopify è una delle piattaforme di e-commerce più popolari e apprezzate. Le motivazioni sono molteplici e riguardano diversi aspetti, quali:

siano sicuri gestendo l’hosting e tutte le misure necessarie per tutelare la gestione, consentendo a tutti i proprietari di concentrarsi esclusivamente sulle vendite.

BigCommerce, la piattaforma più amata dai grandi rivenditori del web

BigCommerce è un’altra piattaforma e-commerce all-inclusive progettata per offrire tutto ciò che ti serve per gestire un webshop di successo. BigCommerce è molto utile per i grossisti B2B e i grandi rivenditori del web. Fattori come il suo uptime e la sua sicurezza non hanno rivali. Per quanto riguarda le sue caratteristiche distintive possiamo certamente affermare che si tratta di una soluzione dotata:

WooCommerce, la scelta “naturale” per chi usa WordPress

Oggi, data la grandissima diffusione di WordPress, il suo plug-in gratuito e open-source WooCommerce rappresenta una scelta quasi “naturale” per tutte quelle aziende che operano già sulla piattaforma. La semplicità d’installazione e configurazione, la funzionalità e le centinaia di estensioni, sono solamente alcune delle ragioni che rendono questa soluzione la scelta ideale per la creazione di negozi online. I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questo plug-in sono tantissimi. Per esempio, si tratta di una soluzione che offre:

PrestaShop, la piattaforma che punta molto sull’accessibilità

L’ultima piattaforma e-commerce che esamineremo oggi è tra le migliori piattaforme open-source freemium in circolazione. Il suo obiettivo principale è quello di mettere in contatto i rivenditori con gli specialisti dell’e-commerce di tutto il mondo. Nonostante sia gratuito, PrestaShop propone anche componenti aggiuntivi e plugin premium (richiede, per esempio, un pacchetto web-hosting per gestire il negozio). Ecco alcune delle sue principali caratteristiche e funzionalità.

Quale piattaforma scegliere? Alcune considerazioni 

Le piattaforme di cui ci siamo occupati in questo post, ovviamente, rappresentano solamente una piccola parte delle soluzioni che sono presenti sul mercato. Come abbiamo visto in precedenza si tratta di una scelta che incide tantissimo sul business dell’azienda (per esempio, ciò che funziona per un venditore potrebbe non essere adatto a un altro). 


Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutarti nella decisione di quale piattaforma scegliere per soddisfare ogni tua specifica esigenze e supportare la tua crescita. Si prende cura delle tue idee e della tua attività online: dalla pianificazione costi e ricavi fino alla fase di creazione e gestione di contenuti per le vetrine online. Offre piani dettagliati di lancio sul marketplace che consentono la creazione di una vetrina negozio visibile da milioni di potenziali clienti in tutto il mondo.

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Cross selling: inserisci raccomandazioni per prodotti correlati

Iniziamo mettendo in evidenza una tecnica di cross selling estremamente efficace: fornire ai tuoi clienti suggerimenti su prodotti correlati mentre aggiungono articoli al carrello. 

Questa azione applicata al tuo sito di e-commerce permette di aumentare la visibilità di prodotti di nicchia: se, per esempio, un cliente aggiunge una macchina del caffè al suo carrello, puoi aumentare ulteriormente i tuoi profitti mettendo in risalto tra i suggerimenti gli accessori per la pulizia, le cialde da inserire e molto altro.

Questo è soltanto uno dei tanti esempi di cross selling e upselling su questa particolare strategia. Anche se in modo molto semplificato, questo esempio mette perfettamente in evidenza come puoi utilizzare questa tecnica per il tuo brand di e-commerce.

Upselling: metti in mostra prodotti simili in una fascia di prezzo più elevata

Quando parliamo di cross selling e upselling occorre fare chiarezza, in quanto le due definizioni possono generare confusione specialmente a chi ancora non conosce bene il mondo dell’e-commerce. Va perciò chiarito che le strategie di up selling sono utilizzate per trasferire l’attenzione del cliente da un prodotto a un altro più costoso, mentre le strategie di cross selling spingono il cliente, già convinto del suo acquisto, a comprare anche altri prodotti contestuali alla sua scelta.

Non si tratta di una raccomandazione per un prodotto supplementare, una tecnica pensata per incoraggiare il cliente a comprare ulteriori articoli. Con la strategia che stiamo analizzando, stai invece essenzialmente dicendo al tuo cliente: “Perché non compri piuttosto questo prodotto alternativo, di qualità superiore e a un prezzo più alto?”. Ognuno di questi tre ingredienti è essenziale quando si utilizza questa strategia.

Dopotutto, i tuoi clienti non andranno a spendere più denaro per un prodotto che non offre un valore superiore. Dovranno quindi essere sicuri al 100% che l’alternativa suggerita valga un investimento maggiore.

Evidenzia la disponibilità limitata delle offerte speciali e le “ultime occasioni”

Nel settore delle vendite, il principio della scarsità e dell’esclusività spinge spesso un potenziale cliente ad aggiungere un prodotto al carrello e acquistarlo per non perdersi l’offerta. Introdurre, quindi, elementi che fanno riferimento alla scarsa disponibilità nel tuo sito di e-commerce (per esempio “ultimi pezzi disponibili”, “pochi posti rimasti”) mettendoli bene in evidenza può essere una valida strategia per aumentare i tuoi profitti su alcune categorie di prodotti.

Esistono due modi principali per implementare queste strategie di cross selling e upselling al tuo e-commerce. Il primo metodo: puoi mettere in vetrina un’offerta a tempo limitato, sotto forma di uno sconto, che vale per un periodo di tempo predefinito. Questo può essere di 24 o 48 ore, o qualunque intervallo di tempo tu ritenga appropriato per l’oggetto in questione. Il secondo metodo: puoi evidenziare che lo stock disponibile di uno specifico prodotto a quel prezzo è limitato. Questo comunica al cliente che, se non agisce in fretta, l’oggetto che sta pensando di comprare non sarà più disponibile a quel prezzo. 


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Il programma internazionale dei Flutter Festival, la serie di eventi promossi da Google in diverse città del mondo per favorire il networking e lo scambio di competenze tra le diverse community di developer che gravitano intorno al famoso framework Flutter, ritorna per il secondo anno consecutivo in Italia. Il Flutter Festival si terrà tra febbraio e aprile 2023 e Flutter Heroes, è uno degli appuntamenti più attesi, tanto da essere una delle poche conferenze internazionali direttamente supportate da Flutter, che è anche il Main Sponsor dell’evento. 

L’edizione di quest’anno si terrà a Torino, il 24 febbraio, presso il prestigioso Museo dell’ Automobile, in modalità ibrida (in presenza e on line). Sarà il primo evento della ricchissima agenda di appuntamenti tecnologici, che si susseguiranno da febbraio a novembre 2023, proposti da Synesthesia attraverso il team dedicato Synesthesia Events. Tra gli eventi organizzati sia in forma digitale sia in forma ibrida ricordiamo droidcon Italy, dedicata al mondo Android e Swift Heroes, dedicata ai developer per iOS.

Con “Flutter by Google” come main sponsor, l’ intenso programma di Flutter Heroes proporrà interventi in grado di coinvolgere i partecipanti da tutto il mondo attraverso esempi concreti e aggiornamenti del framework open-source a marchio Google. Grazie al contributo di noti speaker internazionali tra cui Teresa WU (VP of Software Engineering and GDE Flutter/ Dart, JP Morgan Chase), Marco Facco (Flutter Developer, NTT Data) e molti altri provenienti da tutti i continenti, saranno molti i temi affrontati. Dai trend del momento legati all’ architettura, al testing, al full stack development utilizzando Dart Frog, l’agenda di Flutter Heroes 2023 è pronta a condividere con i partecipanti tutte le novità sul framework open source che ha rappresentato uno spartiacque nella realizzazione di applicazioni.

Visto il successo della scorsa edizione, gli organizzatori hanno deciso di aumentare gli interventi e saranno quindi disponibili 2 serie di talk in parallelo, che troveranno spazio nelle sale all’interno di una location mozzafiato, il Museo dell’Automobile di Torino. Un successo e un richiamo internazionale confermato da un pubblico di partecipanti già iscritti raddoppiato rispetto all’edizione 2022, dalle 20 community partner della tech conference e dal numero di sponsor che hanno deciso di supportare la kermesse. 

Oltre al supporto ufficiale di Flutter, la seconda edizione di Flutter Heroes sarà sostenuta infatti da importanti aziende, come NTT Data, Accenture, Zapp e Glassfy. Flutter Heroes si candida ad essere uno degli appuntamenti più importanti dal punto di vista tecnologico italiano e la scelta di Torino come città di riferimento non è casuale.

Il capoluogo piemontese è da sempre un luogo d’eccellenza dove le nuove tecnologie e le innovazioni prendono forma attirando l’attenzione di un pubblico molto ampio e interessati, anche di tipo internazionale. 

“Nel mondo il numero dei developer che utilizzano Flutter è in continua crescita e sono ormai molte le piattaforme e le realtà che utilizzano questo linguaggio di programmazione così versatile. Synesthesia è molto attenta a questo trend ed è orgogliosa di riportare in Italia l’evento internazionale dedicato al mondo Flutter. Da anni organizziamo eventi internazionali per gli sviluppatori iOS e Android. Vogliamo mettere a disposizione tutte le migliori competenze organizzative e tecnologie per realizzare un evento che sia un’occasione unica per tutti i partecipanti di scambiarsi reciprocamente conoscenze e “segreti del mestiere”,  afferma  Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia). 

Cosa è Flutter e perché è diventato così importante?

Arrivato alla prima versione stabile a fine 2018, Flutter si è collocato come una rivoluzione nei framework per realizzare app multipiattaforma, basandosi su un approccio differente dalle altre soluzioni. Mentre i competitor si basavano sull’utilizzo di un linguaggio unico per generare interfacce native (React Native, Xamarin) o web-based (Cordova, Ionic), Flutter ha puntato su un Engine grafico che permette di disegnare ogni singolo pixel a schermo indipendentemente dalla piattaforma sottostante. Un approccio più simile a quello di un game-engine rispetto alle soluzioni degli altri framework per sviluppo di app. Con un linguaggio di programmazione moderno (dart) e una curva di apprendimento non particolarmente ripida, Flutter è diventato una facile adozione da parte degli sviluppatori.

L’ottima documentazione, declinata in vari modi e scritta sia per neofiti sia per chi arriva da altre piattaforme e la community particolarmente attiva, ne ha decretato una crescita rapidissima. La scelta di scrivere UI in modo dichiarativo anziché imperativo è un altro punto di forza di Flutter, che rispecchia le tendenze degli ultimi anni visibili anche in ambito nativo (Jetpack Compose e Swift UI ad esempio).


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Conversa, risponde alle domande, scrive poesie, sa trovare gli errori di programmazione e inventa nuovi videogiochi: la piattaforma che sta suscitando enorme scalpore tra gli utenti del web, ChatGPT, è da un po’ di settimane disponibile a chiunque voglia anche solo provare per gioco le sue incredibili e molteplici funzionalità. 

Sul suo impiego, sui risvolti pratici ed etici si stanno, ogni giorno, interrogando esperti di intelligenza artificiale, i media e gli utenti di tutto il mondo: basti pensare che l’hashtag #ChatGPT ha ormai ampiamente superato le 2 milioni di conversazioni su Twitter e che dopo solo 5 giorni dal suo lancio, oltre 1 milione di persone si sono registrate per testare il software. 

Il fenomeno ChatGPT non ha coinvolto solo i singoli utenti, ma anche molte aziende e organizzazioni che, a livello worldwide, si stanno cimentando con questo software per capire come e se usarlo all’interno dei loro processi editoriali e produttivi. 

Ma che cos’è, dunque, ChatGPT? Quali sono i suoi limiti? E quali, invece, le opportunità che oggi l’Intelligenza Artificiale generativa può portare sul mercato? Scopriamolo insieme.

Cos’è ChatGPT?

L’acronimo GPT sta per Generative Pre-trained Transformer. In breve, la piattaforma intelligente ideata da OpenAI risponde a delle domande ed esegue dei compiti, anche di tipo creativo: è in grado di ri-elaborare una quantità enorme di testi, come conversazioni e parole che vengono utilizzate nel linguaggio comune, per fornire all’utente una risposta in linguaggio naturale, estremamente precisa e completa.

La tecnologia NLP (Natural Language Processing) che è alla base dell’elaborazione consente, infatti, alla piattaforma di comprendere i modelli e le sfumature del linguaggio umano, consentendole di rispondere in maniera coerente e pertinente al comando fornito.

Questo chatbot è quindi capace di generare testi, poesie, codice software e, perché no, anche intere conversazioni nel giro di pochi secondi, il tutto grazie a una semplice richiesta (chiamata “prompt”) formulata dall’utente via web o mobile.

Dietro ChatGPT troviamo l’organizzazione no-profit OpenAI, che si è occupata di sviluppare questo chatbot avendo come missione principale quella di “garantire che l’intelligenza artificiale avvantaggi tutta l’umanità”.

A partire dal 30 novembre 2022, milioni di persone hanno avuto accesso libero e incondizionato alla piattaforma. Visto il tema in hype ci sono stati diversi episodi di blocco del sistema e di out of service dovuti alla grande richiesta lato utente. 

Lo stesso Elon Musk (ideatore e finanziatore di OpenAI) ha contribuito a diffondere la notizia, elogiando la “bravura” di ChatGPT in alcuni suoi tweet (qui il CEO di Tesla tira in ballo l’argomento citando direttamente la piattaforma, mentre assistiamo un paio di giorni dopo ad alcuni suoi test del software).

La generative AI: prima e dopo

ChatGPT non è la sola piattaforma di questo tipo all’interno del panorama delle intelligenze artificiali, ma è la prima disponibile agli utenti finali in maniera gratuita (previo ottenimento dei dati personali) e risulta di facile utilizzo: è sufficiente interagire con un semplice form, esattamente come quello a cui siamo abituati nelle chat o nei sistemi di instant messaging. 

La piattaforma di Open AI rientra in un ecosistema molto più grande a cui appartengono tutte quelle che sono definite Intelligenze Artificiali Generative, applicazioni specifiche dell’AI che consentono la generazione di contenuti a partire da semplici comandi. Rientrano in questa categoria anche le piattaforme che non generano solo testo, ma anche audio, immagini e molto altro. Piattaforme come MidJourney, DALL-E, Stable diffusion sono capaci di creare delle vere e proprie opere d’arte, anche da zero. Il loro sistema di corrispondenza tra testo e immagine e il grado di realismo con cui vengono generate è davvero impressionante.

Questo tipo di applicazioni ovviamente non sono una novità per gli addetti ai lavori: Gartner nel suo prospetto annuale sulle tecnologie emergenti (Gartner Hype Cycle of Emerging Technologies) riportava il settore delle Intelligenze Artificiali Generative (Generative AI) già in tendenza nel 2020.

Per chi non lo sapesse, il modello Hype Cycle di Gartner è una metodologia che serve per rappresentare graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie: la curva indica quale tipo di tecnologia vale la pena adottare e la tempistica in cui occorre considerarla riportando le informazioni su due variabili, il tempo sull’asse x e le aspettative di utilizzo sull’asse y. Osservare le curve di hype nelle prime fasi dello sviluppo di una determinata tecnologia è molto importante, perché ci permette di capire a quale punto della curva ci troviamo e come identificare le tendenze e le tecnologie emergenti nel settore. Come possiamo vedere nell’immagine, la Generative AI era riportata all’inizio della sua curva di hype, con la previsione che avrebbe raggiunto il suo “Plateau of Productivity” (Altopiano della Produttività) tra i 2 e i 5 anni. Secondo Gartner, la Generative AI è una

«tecnologia dirompente in grado di generare artefatti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo, garantendo risultati innovativi privi di quei pregiudizi tipici dell’esperienza umana e dei suoi processi di pensiero».

Chat GPT, il nuovo Google? 

Il lancio di questo servizio alla portata di tutti produce senz’altro nuovo valore: ChatGPT si nutre dei dati personali e dei meccanismi di feedback degli utenti che si iscrivono al servizio e delle loro risposte, il che rafforza ulteriormente l’algoritmo, avendo modo di capire dai suoi errori e migliorare.

Questo snowball effect è lo stesso meccanismo con cui l’algoritmo di Google migliora le sue ricerche: all’aumentare dei dati in input, aumenta la qualità delle risposte. Ma perché accontentarsi di una semplice serie di risultati, quando la macchina può automaticamente elaborarli e anche in modo complesso? L’affermazione di un chatbot che fornisce una risposta non solo completa, ma anche già pronta per essere impiegata potrebbe, nel breve, mettere in difficoltà il noto motore di ricerca: a parità di servizio, quello che offre ChatGPT necessita di uno sforzo cognitivo di gran lunga minore.

C’è ancora molto da fare ma i grandi player si stanno già muovendo. Microsoft, per esempio, ha in mente di implementare il servizio all’interno dei suoi software, con la possibilità di inserire direttamente il testo prodotto artificialmente nei propri documenti e presentazioni.

Si tratta di una tecnologia ancora in gran parte da esplorare e da comprendere fino in fondo, ma il successo ottenuto con le sue prime sperimentazioni concrete ci porta ad avere fiducia sui suoi sviluppi: la sfida è comprendere come la macchina possa lavorare al nostro servizio  e non al nostro posto. 

Ed è soprattutto fondamentale capire quali sono i limiti del sistema. Diventerà sempre più intelligente? Sarà in grado di essere propositivo? Ci saranno limiti dovuti alla presenza di troppi contributi artificiali e un impoverimento di quelli generati da fonte umana? Che tipo di addestramento viene praticato e da chi? È possibile che qualcuno educhi queste piattaforme in modo distorto, producendo un rischio per l’opinione pubblica e per l’utente finale? Tante domande stimolanti, ma poche risposte disponibili e concordi al momento.

È importante, dunque, essere consapevoli di quello che ChatGPT ci fornisce e sfruttare le sue risposte in modo responsabile ed etico: i testi che la macchina produce non sono ancora del tutto accurati e i dati che gli vengono forniti possono contenere distorsioni che si riflettono nei risultati. Il controllo e il feedback, inoltre, non sono supervisionati, ma sono lasciati completamente al vaglio degli utenti finali del servizio.

Il rischio e le truffe sono sempre dietro l’angolo: la società di cyber security WithSecure ha scoperto che tramite l’intelligenza artificiale di ChatGPT si possono generare testi convincenti per email di phishing, falsi articoli di news, e altri contenuti potenzialmente utilizzabili per scopi malevoli. 

Sebbene l’Intelligenza Artificiale Generativa sembri oggi compiere tanti passi in avanti a livello di innovazione e velocità dei processi, occorre, tuttavia, considerare anche quali diritti mettiamo a rischio per permettere alla macchina di migliorarsi e di progredire.

Opere, video, audio e testi possono, infatti, essere plagiati: la macchina non genera contenuti completamente da zero, ma riformula e riutilizza materiali già presenti sul web. Ecco che ciò che viene generato da una macchina può violare il diritto di copyright di migliaia di autori, che vedranno le loro opere utilizzate senza consenso.  Ci sono già diversi artisti come Sarah Andersen e Karla Ortiz, ma anche agenzie come Getty Images, che in questi giorni hanno sporto denuncia nei confronti di piattaforme come Midjourney per violazione dei diritti di copyright.

La giurisprudenza, a volte, fatica a stare al passo con i tempi della tecnologia. Come si evince da queste riflessioni, il rischio di violazioni in materia di diritto d’autore e proprietà intellettuale permane. Non ci resta, quindi, che attendere nuovi sviluppi giudiziari sulle vicende che abbiamo visto.

Come è utilizzato oggi ChatGPT?

Gli utilizzi di ChatGPT e, più in generale, delle AI Generative, sono davvero molteplici: è difficile trovare un ambito in cui l’Intelligenza Artificiale non possa avere un ruolo. Questo è il motivo principale per il quale questa tecnologia desta anche la preoccupazione di molti professionisti. 

Qui vediamo raccolti alcuni dei possibili utilizzi che, in questo periodo,  sono stati proposti e che sono diventati oggetto di discussione (soprattutto sui social media) a livello globale.

Ci sono alternative a ChatGPT?

Sulla scia di ChatGPT le piattaforme già presenti sul mercato stanno implementando un sistema di intelligenza artificiale per la generazione di contenuti a partire da comandi testuali, simili alla piattaforma di OpenAI per l’interfaccia adottata: tra queste troviamo LaMDA (Language Model for Dialog Applications), il sistema sviluppato da Google che riesce a fornire una risposta inerente al contesto, coerente e naturale rispetto al linguaggio scelto dall’utente, utilizzando i dati che il motore già possiede e aggiungendo un’ulteriore livello di sicurezza agli output ottenuti. Ma sembra che sia imminente anche una risposta più corposa, che al momento nei laboratori di Alphabet ha il nome in codice di “Alfa” o anche di Apprentice Bard (il “bardo apprendista”). 

Anche Microsoft si sta muovendo nel mondo AI già da diverso tempo con il suo DialoGPT, chatbot presente dal 2019 e addestrato per gestire più conversazioni a distanza di tempo. Il suo database di addestramento si basa su 147 milioni di conversazioni multi-turno prese da conversazioni avvenute su Reddit nel periodo dal 2005 al 2017.

Sul fronte evolutivo di OpenAI, nonostante non sia ancora stato annunciato il lancio ufficiale, sono molte le voci che parlano della versione potenziata, ChatGPT-4, disponibile per la fine del 2023. Questa nuova versione utilizzerebbe trilioni di parametri e terabyte di dati, aumentando di 3 ordini di grandezza la “potenza” di elaborazione e risposta della piattaforma rispetto a quella attuale di ChatGPT-3, il modello ora in uso, e fornendo prestazioni di gran lunga superiori in termini di qualità della generazione dei contenuti. Il team di OpenAI sta lavorando per migliorare ulteriormente la piattaforma, ma sono ancora poche le informazioni che abbiamo a disposizione.

Concludiamo dicendo che… 

Sappiamo che questi sistemi non si limitano (e non si limiteranno) al testo o alle immagini. Se ChatGPT è capace di elaborare il comando dell’utente e produrre testi, parallelamente altri strumenti sono capaci di produrre immagini, infografiche, codice, illustrazioni, video, audio, voci di persone in maniera incredibile, realistica e in alcuni casi già utile per la messa in produzione in vari contesti.

L’elemento comune ai generatori di testo e di immagini è però la loro facilità di utilizzo. Essi, inoltre, imparano continuamente dai feedback che ricevono dagli utenti che li utilizzano, creando così un ciclo virtuoso di informazioni e di dati in costante evoluzione e miglioramento. Dobbiamo ancora vedere molte evoluzioni di questi sistemi e considerare che i motori di ricerca testuali (o per immagini) come Google sono in uso ormai da parecchi anni e che l’utente finale li conosce bene e si fida. Sa che possono sbagliare, ma sa anche come districarsi in mezzo a mille informazioni e siti web perché con l’esperienza ha imparato a farlo.

Occorre, quindi, fare esperienza anche con software come ChatGPT: siamo a un processo embrionale di integrazione delle Intelligenze Artificiali Generative nella quotidianità e sono ancora relativamente poche le persone a utilizzare questi strumenti. I risultati che stiamo ottenendo dall’utilizzo massivo di ChatGPT porteranno sicuramente a sviluppi infinitamente maggiori e molto più veloci rispetto alla ricerca condotta finora. C’è ancora molto da fare, questo sì, ma quello che possiamo vedere già oggi è sicuramente entusiasmante e apre scenari che torneremo presto a esplorare e raccontare.


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TEDxTorino 2023: un incondizionato amore per l’essere umano

Fin dalla storia dell’uomo, nel cinema, nell’arte, nella musica, nella scienza e nella letteratura “l’amore incondizionato per l’essere umano” ha rappresentato il principio universale al quale ispirarsi. Da sempre è stato così.

È proprio all’Amore con la A maiuscola, l’amore per l’umanità nelle sue infinite declinazioni che guarda l’edizione 2023 del TEDxTorino. Un momento di reciproca ispirazione e condivisione in risposta al difficile periodo che stiamo vivendo, caratterizzato da conflitti e antagonismi.

L’evento si terrà il prossimo 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino e vedrà la partecipazione di personalità note in diversi ambiti, come: Simone Arcagni (professore all’Università di Palermo e consulente scientifico), Marcello Ascani (youtuber e imprenditore di Flatmates Agency), Irene Bongiovanni (presidente Nazionale Confcooperative Cultura Turismo Sport), Luca Bortolato (fotografo), Guido Catalano (poeta e scrittore), Manuel Cernigliaro (videomaker), Grazia Concilio (professore associato di Progettazione Urbana del Politecnico di Milano), Maryam Karini (ricercatrice presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano), Alessandro Messina (manager ed economista), Giulia Musso (responsabile fundraising della Fondazione Paideia Onlus), Emanuele Ottoni (impiegato nel settore delle vendite e scrittore), Marco Savini (fondatore e CEO di BigRock), Devi Vettori (presidente e co-fondatrice dell’Associazione Legàmi Adottivi e formatrice), Gabriele Vitacolonna (psicologo e consulente HR) e Serena Mancini (formatrice). Presenterà Giulia Piscina (conduttrice televisiva).

Synesthesia è partner del TEDxTorino 2023

Da gennaio 2022, Synesthesia è diventata una Società Benefit. Un passaggio che attesta l’impegno svolto finora nell’ambito del no-profit, del terzo settore e del sostegno alle politiche locali e internazionali legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Una tappa significativa che comporta, quindi, grandi responsabilità e la consapevolezza di essere un’azienda che guarda a un futuro più connesso, all’inclusività, alla formazione delle nuove generazioni e al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo. 

Per tutte queste ragioni siamo felici di annunciare la nostra partnership per l’edizione 2023 del TEDxTorino. Il tema di quest’anno ci piace molto e costituisce una bellissima occasione di confronto e condivisione per tutte/i. Ti aspettiamo allora il 19 febbraio 2022 al Lingotto Fiere di Torino. Ci saremo anche noi! 

Per avere maggiori informazioni sull’evento, clicca qui.


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Il 16 marzo 2022  l’Ente Nazione di Normazione UNI ha pubblicato un documento tecnico UNI/PdR 125:2022 rivolto alle aziende per aderire all’agenda ONU 2030 e conformarsi ai requisiti posti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sulle pari opportunità e sulla riduzione delle differenze di genere. Questo documento fornisce le linee guida alle imprese di tutte le dimensioni per ottenere una certificazione da parte di enti terzi. 

La conferma di un impegno per Synesthesia 

Lo scorso 19 dicembre abbiamo ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022, una tappa significativa per la nostra organizzazione. Come racconta Francesco Ronchi (Presidente e fondatore di Synesthesia):

“Si tratta un importante riconoscimento che testimonia il lavoro fatto finora sui temi  cari a Synesthesia: l’equità di genere e la sostenibilità sociale. Questa certificazione è una tappa di  un percorso avviato da anni, caratterizzato da una politica aziendale volta a supportare l’empowerment femminile e a promuovere un ambiente di lavoro in cui le persone possono esprimersi pienamente. Qui tutti sono coinvolti attivamente all’interno di questo processo di crescita e di consapevolezza. Tra le tante iniziative che quest’anno abbiamo adottato, vorrei segnalare l’introduzione di un linguaggio neutro sotto il “profilo di genere” che, in termini generali, propone in diverse forme l’uso di un linguaggio non sessista, inclusivo e rispettoso, evitando forme che possano essere interpretate come di parte, discriminatorie o degradanti. Continuiamo a crederci e a impegnarci nel dare il nostro contributo per un mondo più inclusivo e senza discriminazioni di genere”. 

Come precisa Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia):

“Da sempre ci impegniamo nel portare avanti una cultura aziendale virtuosa, tesa a valorizzare e incentivare le performance delle donne nel mondo digitale. Vogliamo essere un esempio per altre aziende anche nel campo dell’uguaglianza di genere. La nostra corporate gender equality è un asset strategico vincente non solo per il business aziendale, ma anche per il consolidamento della nostra identità”. 

L’iter di certificazione UNI/PdR 125:2022

Oggi intervenire sull’uguaglianza dei diritti a tutti i livelli di partecipazione è diventato importantissimo non solo per le aziende come Synesthesia, ma per la crescita economica e sociale dell’intero Paese. A stabilirlo è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tutto l’iter di certificazione è stato condotto grazie all’assistenza del nostro partner Smart Flow che, con competenza e professionalità, ha affiancato e supportato il board aziendale di Synesthesia durante tutti i passaggi operativi della fase di certificazione. 

Testimonianze di Smart Flow (Alessandra Falzoni):

“In Smart Flow crediamo nei progetti virtuosi: sostenere e supportare il Gender Equality è parte della nostra mission. Siamo lieti di aver accompagnato Synesthesia verso il perseguimento di un obiettivo importante, un investimento in termini di cultura organizzativa per eliminare i bias di genere e per creare un ambiente più inclusivo che rispetti e valorizzi la diversità”.

L’audit è stato condotto dalla società SQS, l’Associazione Svizzera per la certificazione dei sistemi di qualità e di management, uno dei primi in Europa e in Italia. Come sostiene Alberto Rencurosi (Membro di direzione allargata presso SQS ITALIA):

“Synesthesia in questi anni è stata molto lungimirante. SQS è stata contattata per mettere la ciliegina sulla torta a un ottimo lavoro svolto finora. Durante l’iter di certificazione e verifica del sistema di gestione relativo alla parità di genere in azienda, sono emersi diversi punti di forza:  un piano di budget e sviluppo HR completo e ben organizzato, l’alta professionalità delle risorse intervistate, un piano di comunicazione interna ed esterna ben strutturato riportante, in termini di informazione, parità di genere e “diversity & inclusion”. Molta attenzione è stata riservata anche alle tematiche sociali sul territorio. Tutte le attività e le azioni che Synesthesia ha dimostrato di aver messo in atto sono il frutto di un percorso virtuoso che ha visto l’azienda raggiungere negli ultimi anni traguardi importanti come, per esempio, diventare una Società Benefit e ottenere  la certificazione Ecovadis”.

Di questa fase ci ha parlato anche il nostro Chief Quality Officer Felice di Luca:

“Avere dei valori aziendali significa anche essere in grado di trasmetterli nelle azioni quotidiane. Aver intrapreso il percorso di certificazione sulla parità di genere ci ha dato la possibilità di riflettere sullo stato del nostro sistema di gestione per rendere ancora più efficiente il nostro agire aziendale secondo i valori dell’inclusione e della parità”. 

Il divario di genere in Italia: alcuni dati

Oggi il divario di genere in Italia condiziona fortemente i percorsi di studi e lavorativi. Secondo gli ultimi dati ISTAT del 2022 la quota di lauree STEM tra le laureate è la metà di quella tra i laureati. Nel 2021, inoltre, il 24% dei giovani adulti (25-34enni) ha una laurea nelle aree disciplinari STEM. La quota sale al 33,7% tra gli uomini (un laureato su tre) e scende al 17,6% tra le donne (una laureata su sei), evidenziando un importante divario di genere. 

Per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, secondo l’Indagine di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei Laureati, 2022 nonostante gli elevati livelli occupazionali dei laureati STEM si confermano le diverse opportunità offerte a donne e uomini, che si traducono in un differenziale di genere pari a 9,3 punti percentuali a favore della componente maschile. Tale differenziale è addirittura superiore a quanto osservato sul complesso dei laureati di secondo livello (8,3 punti). Questi dati rappresentano una visione parziale di uno scenario molto più grande che ci fa capire quanto ancora c’è da fare.

La parità di genere in Synesthesia

In Italia il mondo STEM (e non solo) ha un grande bisogno delle competenze di tutti, senza alcuna distinzione di genere. Riconoscere il fondamentale contributo delle donne rappresenta per Synesthesia un impegno concreto che porta avanti da anni con determinazione. Dal 2011 a oggi la percentuale di presenza femminile in azienda è cresciuta notevolmente. Attualmente il 33% dei nostri dipendenti è di sesso femminile – +30% in due anni – un dato importante se paragonato alla media italiana (14%) e a quella europea (16,7%), da rilevazione ISTAT del 2018. Se in Europa (fonte Eurostat, 2021), inoltre,  il divario retributivo di genere varia dal 3% al 20%, mentre in Synesthesia non esiste alcuna disparità salariale.

L’impegno di Synesthesia per l’inclusione di genere in ambito tecnologico è costante e si rivolge anche verso i più piccoli. Da anni, infatti, anche tramite il supporto alle attività dell’associazione non-profit SYX, traccia percorsi formativi di avvicinamento al mondo digitale dedicati a bambine e ragazze organizzando Girls Tech.

“Non c’è innovazione senza riconoscimento di pari diritti e opportunità”

La crescita di Synesthesia si fonda sui sogni e sulle ambizioni di tutte/i le/i sue/oi dipendenti e collaboratori e ha obiettivi che sono perfettamente in linea con quelli dell’Agenda 2030 (obiettivo 5 e 10 in questo caso). La sua storia e il raggiungimento di questo importante traguardo lo dimostrano.

 
“Synesthesia continuerà a impegnarsi quotidianamente per valorizzare tutte le performance e le aspirazioni individuali e a promuovere la parità di genere in ogni sua manifestazione in azienda (e non solo) semplicemente perché non c’è innovazione senza il riconoscimento di pari diritti e opportunità”. (Valentina Pelazza, HR manager in Synesthesia)


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Nei giorni scorsi Synesthesia ha rinnovato il contratto di partnership con la Bertram Derthona Basket per la stagione 2022-2023. Alla firma erano presenti Ferencz Bartocci (Amministratore delegato di Bertram Yachts Derthona Basket) e Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia). 

Il sogno della Derthona è quello di affermarsi nella massima serie del Basket italiano. Lo scorso anno è stato straordinario. I leoni bianconeri hanno regalato a migliaia di tifosi risultati unici e momenti di sport entusiasmanti. Abbiamo deciso di rinnovare il nostro sostegno perché condividiamo con la Derthona i valori dello sport e la passione per il basket. Ci piacciono le sfide e i traguardi raggiunti con dedizione e il lavoro di squadra. Siamo molto ambiziosi e ogni giorno creiamo nuove soluzioni per innovare e superare nuovi limiti. Abbiamo lo stesso obiettivo: continuare a vincere!” (Riccardo Recalchi).

Derthona Basket


Derthona Basket è la squadra di pallacanestro della città di Tortona (AL) che milita in Serie A.  Lo scorso anno (durante la prima annata in serie A1), la squadra tortonese è arrivata a competere la Final Eight per la Supercoppa Italiana, riuscendo a passare la semifinale contro la Virtus Bologna.

Quando è stato il tempo delle ferrovie, sono state realizzate le ferrovie. Ci è voluta un po’ di creatività per inventare la ferrovia, ma la creatività è un elemento che non manca nella mente umana. La creatività da sola però non può creare nulla. È sempre necessario il contributo di altre persone che pongono le basi e il substrato per una successiva invenzione.

Un tempismo fortunato

Parliamo così di un tempismo fortunato. Se otteniamo il brevetto per l’invenzione della radio non significa che da soli abbiamo inventato la radio. Significa piuttosto che abbiamo avuto la fortuna di essere vissuti quando tutte le tecnologie alla base della nostra invenzione erano già state inventate e che abbiamo “battuto sul tempo” tutti gli altri presentando per primi l’invenzione all’ufficio brevetti.

La storia di Google e Microsoft

La teoria del tempismo fortunato dell’innovazione spiega molti successi e fallimenti dei fondatori di “mitologiche” aziende tecnologiche. Spiega, per esempio, come Google ha potuto creare un fantastico motore di ricerca e allo stesso tempo lanciare una serie di prodotti fallimentari, come G +, Google Video o Stadia. Le storie di successo di Google (la sua piattaforma mobile, la sua suite collaborativa di prodotti per ufficio, la sua tecnologia di gestione dei server, la sua piattaforma video, ecc.) sono tutte frutto di acquisizioni.

Oltre al motore di ricerca, Google ha avuto solo altri due successi “in-house”: il grande clone di Hotmail (Gmail) e Google Foto (utilizzato da più di un miliardo di persone ma solo con Android, un sistema operativo acquistato da altri).

Google non ha inventato la sua strada per il successo, ha “comprato” questa strada.

Questo è uno scenario ben noto. Ricordate Microsoft? Quando Homer Simpson fondò una società tecnologica nel 1998, Bill Gates “lo comprò”. Il processo culminò con i sicari di Gates che distrussero la fabbrica di Homer.

Anche Microsoft ha comprato la sua strada per il successo. La società non solo ha acquisito innumerevoli rivali, ma ha anche sfruttato il suo accesso ai mercati dei capitali per acquistare prodotti sottocosto in modo da impedire ad altre aziende di offrire prodotti concorrenti. Microsoft ha sfruttato il suo dominio – i sistemi operativi – per ottenere il predominio in altri ambiti come le suite di produttività e i browser.

Microsoft ha distrutto Netscape con queste tattiche, ma non ha cercato di usarle contro Google. Come mai? Cosa è successo? Un’umiliante e terribilmente costosa causa antitrust durata sette anni che ha quasi portato la società allo scioglimento. L’esperienza è stata molto pesante per Microsoft, mentre Google segnava una vittoria dopo una vittoria.

Ironicamente Microsoft doveva la propria esistenza a un altro monopolista. Dal 1970 al 1982 IBM è stato trascinato nella più costosa e lunga azione antitrust della storia americana, una situazione di stallo così estenuante che è stata soprannominata “antitrust del Vietnam.” Ogni anno, per 12 anni consecutivi, le spese legali di IBM hanno superato i costi dell’intera divisione antitrust del Dipartimento di giustizia degli USA (DoJ). IBM alla fine ha trionfato, ma ha imparato una lezione importante: non fare impazzire il Dipartimento.

Una delle cose che ha davvero fatto arrabbiare le istituzioni competenti? Unire gli hardware ai sistemi operativi. Ecco perché, quando IBM era pronta a lanciare il suo PC ha trovato una società esterna per sviluppare il sistema operativo. Quella società era MicroSoft e il sistema operativo era DOS.

La vera storia dell’innovazione

Le aziende dominanti sul mercato sostengono di mantenere la loro posizione attraverso “l’innovazione”. Le più grandi aziende tecnologiche del mondo hanno ridotto i loro reparti di ricerca e sviluppo nel corso degli anni, sostituendoli con fusioni, acquisizioni, contratti esclusivi e altri “trucchi”.

Il mito del fondatore della tecnologia come genio visionario copre una storia molto meno poetica: i fondatori in campo tecnologico hanno avuto fortuna una volta (o, in pochissimi casi, due volte) e poi hanno usato il loro accesso ai mercati dei capitali per impedire ad altre persone di avere fortuna nello stesso modo.

Non sono super geni che giocano a scacchi; sono persone ordinarie non più adatte di voi o di me a essere responsabili del destino tecnologico di milioni o miliardi di persone.

Il mondo ha avuto un importante ricordo di questo fatto quando il Delaware’s Court of Chancery ha rilasciato i messaggi di testo ed e-mail  di Elon Musk relativi alla sua caotica offerta di acquistare Twitter. È uno sguardo veritiero su cosa c’è dietro ai personaggi pubblici accuratamente costruiti di alcuni dei giocatori più ricchi e potenti della tecnologia.

Si scopre che quando questi ragazzi – quasi tutti i ragazzi – parlano tra loro, quando nessun altro ascolta, fanno quello che tutti noi facciamo: bluffano, inventano cose, invertono la rotta e fingono di non averlo fatto.

Charlie Warzel dell’Atlantic, scrivendo sulla questione, cita un “ex dirigente dei social media” che dice: “Tutti sembrano fottutamente stupidi”, e continua dicendo, “È davvero così che si fanno affari? Non c’è un vero pensiero strategico o analitico.  È solo emotivo e fatto senza alcuna preoccupazione reale per le conseguenze.” E ha ragione. I compagni di Musk gli dicono casualmente somme sbalorditive da pagare per l’acquisto: $250,000,000 da Mark Andreesen, un miliardo da Larry Ellison (che aggiunge, “… o qualunque cosa tu voglia”) e Musk risponde dicendo che introdurrà i retweet a pagamento con Dogecoin senza rendersi conto che “la blockchain su Twitter è impossibile.”

Warzel riassume così: “Il desiderio di emergere di Musk e la sua pigrizia nel fare affari rivelano qualcosa di più profondo su questo ecosistema di investimento e sul suo funzionamento. Guardando questi testi, sembra molto più facile capire il recente investimento di 350 milioni di dollari di Andreessen Horowitz nella nuova start-up immobiliare del fondatore di WeWork, Adam Neumann, o l’ammissione di Bankman-Fried che la maggior parte degli investimenti venture-capitalist non sono “l’esempio di mercati efficienti”.

Sei ricco? Allora sei intelligente

Il corollario di “se sei così intelligente, perché non sei ricco?” è “sei ricco, quindi devi essere intelligente.” Dopo tutto il fatto che questi sciocchi abbiano così tanti soldi deve significare che non sono poi così stupidi.

Se il modello di come funziona il business è che le persone brillanti fanno cose incredibili e si arricchiscono, allora essere ricchi significa che sei una persona brillante che fa cose incredibili. Ma se il successo è la combinazione di fortuna, tempismo e una volontà spietata di utilizzare i mercati dei capitali per impedire ai rivali di raggiungere i loro clienti, allora il denaro diventa una conseguenza di un genio sociopatico e non di un creativo.

Insieme per innovare il mondo digitale

Come abbiamo visto in questo articolo le storie di successo, le invenzioni che hanno cambiato le nostre vite sono il frutto della collaborazione tra uomini, della perfetta combinazione di intuizioni brillanti con le giuste tempistiche. Per secoli è stato così. 

In Synesthesia sosteniamo tutte quelle idee che puntano all’innovazione. Ogni giorno creiamo nuove soluzioni digitali di successo e occasioni di business grazie alla collaborazione sinergica con altre realtà. La nostra esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che tutto questo è possibile. Non ci sono limiti a quello che si può costruire insieme.


(Tratto da medium.com a cura di Cory Doctorow, tradotto da Synesthesia, in data 14 novembre 2022.Copyright © https://doctorow.medium.com/the-true-genius-of-tech-leaders-46d6e3439989 · all rights reserved).