TEDx ForteDeiMarmi – “Design a Sustainable future” 

Il 1° settembre 2023, a partire dalle ore 18:30, sul palco di una delle location più suggestive ed esclusive della Versilia, l’Augustus Beach Club di Forte dei Marmi, ospiti prestigiosi condivideranno con il pubblico del TEDxForteDeiMarmi le loro idee e visioni per realizzare un futuro più sostenibile in diversi ambiti.

Oltre alle attività balneari e di svago, Forte dei Marmi ha un’importante tradizione culturale e artistica: è possibile trovare eventi culturali, mostre d’arte e manifestazioni durante tutto l’anno. La città è anche ben collegata ad altre destinazioni toscane di interesse storico e artistico, come Lucca, Pisa e Firenze.

Tecnologie emergenti, moda, design, stili di vita green, turismo sostenibile e nautica. Saranno questi i temi che saranno trattati durante questa prima edizione estiva della conferenza. Come dichiarato dall’ingegnere Matteo Stefanini (licenziatario di TEDx ForteDeiMarmi):

“Si parlerà […] di ecosistemi marini e della prevenzione della loro biodiversità, di nautica, di turismo sostenibile e un grande focus sarà posto sulla moda e sui settori del lusso affrontando tematiche oggi centrali quali nuovi materiali, la circolarità e la tracciabilità dei prodotti a partire dalla materia prima”. 

Il programma della prima edizione: gli speaker

L’elenco completo degli speaker TEDx è già stato svelato. Il ricchissimo programma in agenda prevede diversi speech d’eccezione e la partecipazione di Alice Martinelli (giornalista toscana e inviata di Le Iene show), Riccardo De Marco (content creator di Geopop, chimico e divulgatore), Irene Colzi (content creator, influencer di moda e turismo), Chantal Pistelli Mcclelland (modella, atleta paralimpica di surf e attivista), Filippo Ceragioli (consulente senior nel settore yachting e nautica), Francesca Rulli (esperta di sostenibilità nel fashion e luxury), Luca Fruzzetti (artista, Guinness World Record Holder), Giulia Spallanzani (ricercatrice in nanotecnologie e nanofisica) e infine Fabio Iraldo (docente di Management alla Scuola Sant’Anna di Pisa). 

Synesthesia è partner dell’evento

Synesthesia da anni sostiene e supporta eventi TEDx in giro per l’Italia. Siamo già partner/sponsor di altre tre edizioni: Torino, Mirandola e Agliè. 

Come racconta il nostro CEO Riccardo Recalchi:

“Crediamo fortemente che l’innovazione digitale e tecnologica possano recitare un ruolo decisivo per la sostenibilità globale. Essere innovatori ci ha permesso negli anni di adottare tecnologie sostenibili e promuovere una cultura della sostenibilità sociale e ambientale. Siamo, quindi, molto felici di essere partner della prima edizione estiva del TEDx ForteDeiMarmi. Si tratta di un’importante occasione di ascolto e di dialogo con altre realtà che, come noi, fondano la propria crescita e i propri valori sulla diffusione e condivisione di idee innovative. Non vediamo l’ora di ascoltare i diversi speech che l’evento ci offrirà”. 

All’evento saranno presenti anche Ileano Testa (Direttore Divisione E-Commerce di Synesthesia) e Barbara Boni (Senior Marketing Manager di Synesthesia). Ti aspettiamo a Forte dei Marmi.


Per avere maggiori informazioni sull’evento clicca qui.

Dare vita ai personaggi dei dipinti con l’AI 

Se un anno fa ci avessero detto che, con l’intelligenza artificiale, sarebbe stato possibile generare immagini ex novo con una semplice descrizione di cinque parole o addirittura un’intera tesi universitaria, non ci avremmo creduto. Ma fin dove possiamo spingerci?

 DALL-E è solo uno dei tanti modelli di intelligenza artificiale che sfrutta la nuova funzionalità, meglio conosciuta come “outpainting”. La nuova opzione consiste in un generatore di illustrazioni che, tramite un input di testo, esprimibile in linguaggio naturale, rilascia un output di immagini con la possibilità di estendere i confini del dipinto originale, estrapolando dati all’infinito, fino al soddisfacimento dell’utente che genera la query. L’outpainting ha l’obiettivo di dare maggiore libertà alla creatività dando vita ai protagonisti dei dipinti, mantenendo lo stile e i tratti distintivi dell’autore originale. 

La coerenza dell’(artista) artificiale

Con l’aiuto umano, l’intelligenza artificiale può “immaginare” cosa c’è oltre selezionando le aree vuote della tela per generare una cornice del tutto nuova.

Uno degli esempi più sbalorditivi è il caso de “La ragazza con l’orecchino di perla” di Johannes Vermeer. Il dipinto va oltre lo sfondo omogeneo e scuro dell’originale, in cui al centro dell’attenzione l’artista aveva posto il famoso orecchino e lo sguardo vivo della giovane ragazza. Ora, non possiamo non notare l’ambiente in cui si trova alle sue spalle della donna: oggetti, piante, una cucina, una vita. Il tutto con lo stile del pittore olandese, i colori ombrosi degli sfondi, i volti dei suoi protagonisti illuminati da una particolare bellezza e i giochi di luci e ombre che rendono ogni suo quadro enigmatico e una vera e propria icona.

 A sorprendere (o spaventare), in tutto ciò è l’estrema coerenza: ogni elemento inserito dall’(artista) artificiale potrebbe essere davvero esistito in una cucina del 1665, ma siamo sicuri che tutto questo non porti alla completa snaturatezza degli artisti e delle loro opere, modificando completamente il significato originale dei dipinti?  

Stiamo sottovalutando la forza delle AI? 

Per molti le nuove prospettive dell’intelligenza artificiale sono attraenti, ma ad altri l’enorme potenziale delle nuove innovazioni provoca perplessità. Sono molteplici le conseguenze da tenere in considerazione quando si discute di AI nell’industria artistica, una delle tante è sicuramente l’aspetto etico: la violazione del copyright e la mancanza di riconoscimenti agli artisti, sono i problemi maggiormente esposti e dibattuti anche da istituzioni e nelle sedi legislative. 

Non solo nelle arti figurative, anche nel cinema e nel mondo della scrittura gli attori coinvolti stanno manifestando maggiori tutele contro l’uso indiscriminato delle intelligenze artificiali. Una notizia ci arriva dal mondo del cinema americano: i sindacati degli attori americani, la Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (Sag-Aftra), insieme al Writers Guild of America (WGA) sono entrati in sciopero, preoccupati della potenza dell’intelligenza artificiale e dalla paura che le forme di automazione possano sottrarre loro il lavoro, creando prodotti del cinema al posto degli sceneggiatori o addirittura che le intelligenze artificiali vengano addestrate sugli attori di film e serie TV. Questa convinzione si è estesa a molti altri settori, compreso il giornalismo che ha iniziato a considerare gli articoli elaborati dalle macchine, delle vere e proprie minacce per il mondo giornalistico. 

L’intelligenza artificiale: limite o libertà? 

L’approccio all’arte e alle altre forme di intrattenimento e informazione subiranno ripercussioni importanti. Nonostante tutto, il ruolo più rilevante è sicuramente riservato ai lettori, ai visitatori di musei e gli spettatori  di film e serie TV. Spetterà a loro decidere se riconoscere l’importanza delle menti (umane) creative, cercando di guardare e  immedesimarsi  negli occhi degli artisti o avvicinarsi ai prodotti dello spettacolo senza condizionamenti, con la libertà personale di poter immaginare e ampliare i confini dei dipinti o “creare” finali sorprendenti.

Il tema è complesso e i cambiamenti (anche da parte delle istituzioni) non tarderanno ad arrivare, non ci resta che attendere le novità. Ora, tra le tante domande che ci possiamo porre, una spicca tra tutte: con quali occhi e con che aspettative nel futuro prossimo visiteremo  un museo, leggeremo un articolo di giornale o guarderemo un nuovo film? 

Illustration: August Kamp × DALL·E, outpainted from Girl with a Pearl Earring by Johannes Vermeer


È il momento giusto per creare un’esperienza utente completamente nuova e il nostro team è già pronto per supportarti in tutte le fasi, dalla progettazione allo sviluppo vero e proprio. Contattaci per saperne di più!

Le nuove linee guida di Google 

Dopo il rilascio di PIxel Tablet e Pixel Fold, degli scorsi mesi, Google ha dichiarato un rinnovo totale delle linee guida per la qualità delle app e dei giochi per grandi schermi. Questo ha portato a riprogrammare gli algoritmi per il posizionamento di tali applicazioni su Play Store, aumentando la loro visibilità.

Gli utenti potranno così individuare in modo più efficiente i contenuti che si adattano meglio ai propri schermi, per garantire la miglior customer experience possibile. Tra le linee guida più interessanti per gli sviluppatori vi sono sicuramente quelle connesse ai nuovi dispositivi lanciati sul mercato da Google: il supporto per tastiera, le innovative funzionalità per il nuovo prodotto Pixel Fold (come per esempio, il trascinamento della selezione e il riconoscimento del display pieghevole) e un layout a due riquadri che permetterà di trovare l’elenco dei risultati della ricerca sul lato sinistro e il caricamento della pagina dei dettagli sul lato destro.

Ma non solo, sono previsti anche miglioramenti per funzionalità già implementate come gli screenshot su tablet e il posizionamento di applicazioni non ottimizzate. Google cerca anche di tutelare maggiormente la privacy dei propri utenti e di combattere la disinformazione con le nuove norme su Play Store, nel tentativo di rendere più sicuri i propri servizi. Così, come dichiara l’azienda di Mountain View, uno degli obiettivi principali è quello di creare un “ecosistema più privato” al fine di migliorare e rendere Android un “luogo” più sicuro e funzionale per i propri utenti. 

Google Play: l’inizio di una grande evoluzione

Come afferma Google stiamo assistendo all’inizio di una grande evoluzione che porterà gli utenti a vivere esperienze sempre più immersive e personalizzate, perfettamente adattate alle esigenze di ogni consumatore. Dopo i numerosi feedback negativi ricevuti dagli utenti e programmatori di applicazioni sul malfunzionamento della piattaforma, Google ha dimostrato notevoli progressi e miglioramenti dell’interfaccia.

Attualmente non è ancora stato chiarito con certezza quando queste novità saranno operative al 100%, ma con il rilascio delle linee guida risulta evidente la strada già tracciata: adattando il suo store ai “nuovi” schermi, vuole diventare al più presto un modello da seguire per tutti gli sviluppatori di applicazioni e giochi.


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Cos’è e come funziona Threads

L’applicazione, lanciata nel 2019 e rilanciata il 6 luglio 2023, è accessibile, per ora, solo al di fuori dell’Unione Europea e nel Regno Unito.

Threads sarà “stand-alone” (in grado di funzionare in modo indipendente), ma strettamente collegata a Instagram, sempre di proprietà di Meta. Gli utenti, infatti, iscriversi con il proprio profilo e trasmettere dati quali utenti seguiti e followers. Nella piattaforma sarà possibile aprire discussioni tramite dei “fili” che divideranno i post in sezioni da massimo 500 caratteri. Threads renderà possibile l’interazione tra gli utenti attraverso commenti e reposting, oltre che permettere la condivisione di link, foto e video dalla durata massima di 5 minuti. Una particolarità dell’app è la funzione “Fai una pausa”, utile a gestire in modo equilibrato l’uso del nuovo social network.

Perché (al momento) non è disponibile in Unione Europea

Threads è disponibile esclusivamente al di fuori dei confini dell’Unione Europea (a eccezione del Regno Unito fresco di Brexit) perché il garante europeo non ha ricevuto le corrette rassicurazioni da parte di Meta riguardo le modalità d’uso e di condivisione dei dati. Threads, basato su Instagram, può infatti creare problemi di data-crossing nel mercato europeo.

Questa situazione è, ovviamente, temporanea e Zuckerberg è già a lavoro per uniformare la propria piattaforma alla regolamentazione in materia di privacy presente nel Vecchio Continente, e proprio in questo periodo ha ricevuto un grosso aiuto da parte della “Decisione di adeguatezza” tra UE e Stati Uniti, che gli permetterà di entrare sul mercato più rapidamente.

Differenze con X

L’obiettivo principale di Meta sembra chiaro: battere la concorrenza di X (la nuova versione di Twitter), che non naviga in acque tranquille dopo il rebranding attuato da Elon Musk nel mese di luglio 2023, per assicurarsi una fetta di mercato che ha sempre visto un unico protagonista. A oggi la differenza è ancora evidente (13 milioni di utenti attivi contro i quasi 200 di X), ma la piattaforma è ancora troppo nuova e incompleta per poterle mettere a paragone. Nei primi due giorni dal lancio di Threads, il traffico sulla piattaforma dei cinguettii è diminuito del 5%, per poi stabilizzarsi in linea con il solito, preoccupante, -11% che caratterizza X da mesi.

L’applicazione conta al 26 luglio circa 120 milioni di utenti iscritti, dato destinato a crescere in seguito agli sviluppi sulla regolamentazione dei dati personali, e ha tutte le carte in regola per dare il via all’ennesimo scontro tra due delle personalità più influenti del nostro periodo storico.

Mark vs Elon: una guerra a colpi di social

Questa “battaglia” tra i due social è un altro capitolo della faida in atto tra i due imprenditori protagonisti della nostra storia recente. Grazie al successo di Facebook e alle acquisizioni di Instagram e Whatsapp, il monopolio dei social network spettava esclusivamente a Zuckerberg. Nella primavera del 2023 le cose sono cambiate, Musk acquista Twitter e, tra mille controversie (come i licenziamenti di massa), conquista la scena dei social network.Recentemente sono volati anche insulti (scherzosi?) dopo il lancio della nuova applicazione, verso il suo ideatore, accusato di aver copiato alcune funzionalità di X. Questo lascia intendere che nessuno dei due sia disposto a lasciare il trono all’altro, a qualsiasi costo. Quale sarà il vincitore di questa “guerra”? Nessuno può saperlo con certezza, non ci resta che attendere gli esiti dell’impatto di Threads.


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Le infinite potenzialità del metaverso

In Italia l’interesse crescente per il metaverso ha portato nel corso degli ultimi due anni a  esplorare nuovi campi di applicazione in diversi ambiti – dal mondo delle aziende a quello delle università – con alcune interessanti iniziative. È proprio questo il caso dell’innovativo progetto che ha coinvolto qualche mese fa l’ex Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione e docente dell’Università degli Studi di Torino Paola Pisano, il Corso di laurea Innovazione Sociale, Comunicazione e Nuove tecnologie (ICT UniTo), Meta e Synesthesia. 

Il progetto di sperimentazione, nato durante il corso di “Economia e gestione delle imprese e dei modelli di business”, ha coinvolto 42 studenti del secondo anno dell’ateneo piemontese che hanno partecipato alle lezioni in tre diverse modalità: tradizionale (in presenza), ibrida, e sperimentale, quest’ultima caratterizzata dall’utilizzo di visori per la realtà virtuale Meta Quest 2. Tema del corso: “Tecniche di negoziazione”. Si tratta della prima sperimentazione dell’ateneo piemontese con il metaverso, un’esperienza interattiva e stimolante che punta a rivoluzionare il mondo della formazione universitaria.

Può la realtà virtuale migliorare l’apprendimento durante le lezioni universitarie? L’obiettivo e risultati del progetto

La lezione nel metaverso della Prof.ssa Paola Pisano aveva l’obiettivo di esplorare  l’impiego delle tecnologie nell’apprendimento. Durante la sperimentazione il corso di laurea ICT ha collaborato direttamente con Meta, che ha fornito il supporto tecnologico, e la digital experience company torinese Synesthesia, che si è occupata del design di ambiente e personaggi utilizzando Spatial, una delle principali piattaforme virtuali collaborative. Interessante curiosità: gli avatar impiegati durante la simulazione sono stati generati con connotazione sia di genere corrispondente sia “neutra”, cioè non identificabile. Durante la lezione, sono stati coinvolti, inoltre, anche sociologi e psicologi che hanno osservato con attenzione lo svolgimento delle lezioni.

I risultati del progetto sono stati piuttosto positivi: 

“Come docenti, il nostro obiettivo è preparare i giovani affinché possano affrontare le proprie sfide future nel migliore dei modi. Questo si realizza attraverso un approccio alla didattica che deriva da pratiche e esperienze del passato ma anche attraverso nuovi strumenti e  framework che il presente mette a disposizione. L’introduzione di tecnologie avanzate come il metaverso e l’intelligenza artificiale nell’insegnamento e nell’apprendimento, permette di creare un ambiente educativo inclusivo e personalizzato dove sperimentare direttamente le teorie apprese, migliorando la propria capacità di lavorare in team e affrontare problematiche nuove” (Paola Pisano, Prof.ssa di Innovazione all’Università di Torino).

“La formazione è un tema che ci interessa tantissimo. Questo progetto ci ha fatto capire tante cose in merito al ruolo che il metaverso svolge nell’apprendimento. I risultati sono stati molto incoraggianti e ci spingono ad andare oltre, a esplorare nuove tecnologie e nuovi “mondi virtuali” per migliorare l’esperienza digitale di tutti gli studenti e non solo” (Francesco Ronchi, Presidente & Founder di Synesthesia).

Obiettivi: come sarà l’università del futuro?

Come abbiamo visto finora l’impatto del metaverso e della realtà virtuale sul mondo della formazione può apportare enormi benefici in termini di coinvolgimento e apprendimento. Dal punto di vista tecnologico, c’è ancora molto da fare. Dare vita a uno spazio virtuale sul metaverso, dedicato esclusivamente alla formazione universitaria che sia davvero accessibile a tutti rappresenta la vera sfida da affrontare. 

Come sarà l’università del futuro? Sicuramente un luogo più connesso, dove anche la realtà virtuale (insieme all’Intelligenza Artificiale) diventerà una parte fondamentale della didattica universitaria e non solo. La strada è già stata tracciata ed è partita da Torino.


Guarda le presentazioni che illustrano le attività di ricerca:

L’Intelligenza artificiale riuscirà a spiegare l’universo e le sue leggi?

È la sfida che Elon Musk vuole vincere grazie alla sua ultima idea, una startup di nome “xAI” che si fonda esclusivamente sull’intelligenza artificiale. Per battere la concorrenza di OpenAI, Microsoft e Google (che ha appena debuttato con il proprio chatbot “Bard”), il 12 luglio 2023 è stato annunciato un team di 11 esperti provenienti anche dalle aziende sopracitate, con il compito ben preciso di riuscire a spiegare le leggi che governano l’universo.

Questo team lavorerà a stretto contatto con quello di SpaceX e di Twitter, ma non è ancora chiaro se potrà avere accesso alle API di quest’ultimo per elaborare grandi quantità di dati prodotti ogni giorno dagli utenti della piattaforma.

Verità oggettive

L’ambizione della neo-impresa potrebbe però trovare non pochi ostacoli, a partire dalle leggi della fisica. Elon Musk e la sua squadra vogliono creare un AI in grado di comprendere le verità fondamentali dell’universo, una macchina in grado di conoscere le cose senza, però, fare osservazioni morali su esse.

Non è la prima volta che il leader di Tesla esprime la sua contrarietà al “politically correct”, lui e il suo nuovo team hanno, infatti, dichiarato: “Non programmeremo la moralità della nostra AI, ma la renderemo estremamente curiosa”. L’intelligenza artificiale di xAI sarà infatti in grado di generare “risposte controverse, anche se sono oggettivamente vere”.

Alla scoperta dell’universo

Il progetto è sicuramente pretenzioso, ma trova poca corrispondenza su ciò che l’imprenditore sudafricano ha sempre detto nei confronti dell’AI. Nel 2018, infatti, Musk lascia definitivamente il CDA di OpenAI dopo aver dichiarato a più riprese che l’intero settore ha bisogno di una pausa, fino a quando non ci sarà una regolamentazione valida.

A distanza di pochi anni l’imprenditore sudafricano sembra intenzionato a investire in questo campo per riuscire nell’impresa a cui tutti i fisici della storia hanno dedicato la loro vita: spiegare come funziona l’universo in cui viviamo.

L’app per tutto prende forma: cosa si potrà fare con “X”?

Oltre alle ambizioni per xAI, prende forma il progetto “X” con cui l’imprenditore mira a costruire un’applicazione in grado di svolgere ogni attività che oggi viene svolta su diverse piattaforme, come messaggistica istantanea, videochiamate e acquisti online, in modo molto simile a come viene usato WeChat in Cina.

Negli ultimi giorni il proprietario di Twitter, con dei cinguettii tramite il suo profilo personale, ha avvisato gli utenti del cambio quasi imminente del nome e del logo del social network, attraverso un vero e proprio rebranding.

“E presto diremo addio al marchio Twitter e, gradualmente, tutti gli uccelli”

è il tweet che non lascia spazio a interpretazioni: Elon Musk, dopo aver riacquistato il dominio x.com nel 2017 (precedentemente posseduto da PayPal), ha finalmente trovato il modo per utilizzarlo e noi non aspettiamo altro di capire cosa si potrà fare (e non) con l’app che farà tutto.


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Finalmente una normativa

E se l’intelligence americana avesse eccessiva libertà ai nostri dati personali? Per tre anni il vuoto normativo lasciato dall’abolizione dello “Scudo UE-USA per la privacy”, che ha permesso alle imprese americane di accedere ai dati sensibili dei cittadini europei senza una legislazione ad hoc, è stato colmato. Dopo i tentativi di intesa fallimentari del 2015 e del 2020, conosciuti come “Safe Harbor” e “Privacy Shield”, si è arrivati a un accordo con l’obiettivo di bilanciare gli interessi di sicurezza nazionale e il diritto di tutela dei dati sensibili dei cittadini.

Il 10 luglio 2023 la Commissione Europea ha riconosciuto gli Stati Uniti come un Paese capace di proteggere il trattamento dei dati personali, attraverso lo strumento del GDPR definito “decisione di adeguatezza”.

L’accordo è basato su criteri come stato di diritto e rispetto dei diritti umani fondamentali e permette di considerare un paese extraeuropeo capace di proteggere i dati personali in modo corretto.

L’impatto della decisione di adeguatezza

Grazie alla decisione, il DPRC (Data Protection Review Court), tribunale totalmente indipendente che si occupa del riesame in materia di protezione dei dati, può richiedere la cancellazione di dati europei posseduti da aziende statunitensi in caso di violazioni sulle garanzie o sulla conservazione oltre le tempistiche necessarie.

Questa svolta, che va sicuramente a favore di big tech come Google e Meta, secondo la Presidente Ursula von der Leyen, “apporterà certezza giuridica alle imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico”; ma non solo, questo garantirà flussi di dati sicuri per i cittadini europei (Decisione di adeguatezza per la circolazione sicura dei flussi di dati UE-USA).

Conclusioni

La sentenza “Schrems II” che aveva creato il panico tra le multinazionali tech viene quindi superata, attraverso una decisione che sembra accontentare tutte le parti interessate.

L’accordo raggiunto tra gli stati è un grande passo avanti per il mondo della privacy, che potrà finalmente guardare a una soluzione comune tra due realtà storicamente divise in materia di tutela dei dati, ma la strada verso un quadro normativo chiaro e applicabile a livello globale è ancora lunga.


La compliance Privacy e il rispetto delle normative europee è al centro del modo di operare di Synesthesia. Per questo motivo collaboriamo con Smart Flow, società torinese che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR. 

Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo contenti di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.

“L’intelligenza artificiale: senza paura”. Un ciclo di 4 webinar da non perdere

L’avvento delle applicazioni di Intelligenza Artificiale generativa ha acceso il dibattito su opportunità e minacce offerte da questa tecnologia. IAAD in collaborazione con Synesthesia propone un ciclo di webinar per esplorare alcuni dei nodi che stanno alimentando il confronto sulle potenziali implicazioni dell’utilizzo dell’IA in ambito creativo e formativo. 

Quattro gli incontri a cadenza mensile, in programma da luglio a novembre, che affrontano la relazione tra Intelligenza Artificiale e immaginazione, etica, autorialità e futuro del lavoro.

Ogni appuntamento consiste in un’intervista a due esperti individuati tra filosofi, informatici, comunicatori e sociologi, imprenditori e ricercatori, guidati da Alessandro Colombo, Direttore Generale IAAD. e Francesco Ronchi, Presidente & Founder di Synesthesia. 

Il primo webinar dal titolo “Immaginazione e Intelligenza Artificiale” di mercoledì 19 luglio alle ore 10.30 raccoglie le analisi e le riflessioni di Francesco Milanesio, Executive Creative Director Triplesense Reply e Eugenio Damasio, General Director No Panic. Come influenzerà l’Intelligenza Artificiale il futuro della creatività umana? Quali potrebbero essere le implicazioni psicologiche dell’uso dell’IA per potenziare la nostra immaginazione? Il webinar sarà trasmesso in diretta sui canali YouTube di IAAD. e Synesthesia.

“Etica ed Intelligenza Artificiale”, a settembre, si chiede come l’Intelligenza Artificiale possa contribuire a migliorare la nostra comprensione dell’etica o a risolvere problemi etici e quali sono i meccanismi di responsabilità e trasparenza che dovrebbero essere implementati nell’uso dell’IA. 

A ottobre per “Autorialità e Intelligenza Artificiale” le domande a cui rispondono gli esperti sono: come potrebbe cambiare il concetto di originalità nel design con l’avvento dell’IA? Cosa succede quando un’IA crea qualcosa di unico e innovativo? A chi appartiene la proprietà intellettuale? 

“Futuro del lavoro ed Intelligenza Artificiale” è infine l’ultimo appuntamento di novembre con Marina Geymonat, Head, Enterprise Data & AI Capgemini Invent e Luca Morena, CEO di Nextatlas. Quali sono le competenze che i professionisti del design dovranno sviluppare per rimanere rilevanti nell’era dell’IA? Come può l’IA contribuire a creare posti di lavoro più inclusivi e accessibili?

“Ci confrontiamo apertamente con le sfide, le opportunità e le incognite che l’Intelligenza Artificiale porta con sé, perché abbiamo curiosità di ogni tipo di intelligenza e rispetto verso ciò che l’ingegno umano produce. Attraverso il dialogo e l’insegnamento sapremo rendere consapevoli i futuri designer di quanto la cultura personale sia fondamentale per un uso critico dell’IA, per coglierne a pieno le potenzialità creative e comprenderne le implicazioni etiche. Restiamo profondamente convinti che l’immaginazione, quotidianamente alimentata continui ad essere lo strumento più potente a nostra disposizione per disegnare mondi migliori”.

Questo lo statement di IAAD. – Istituto d’Arte Applicata e Design sul tema.

Come dichiara Francesco Ronchi (Presidente & Founder di Synesthesia):

“Le AI generative, come quelle create da OpenAI, hanno portato all’attenzione del grande pubblico quello che gli addetti ai lavori sanno da tempo: l’intelligenza artificiale può essere una incredibile risorsa per migliorare il lavoro e la vita delle persone, ma allo stesso tempo una potenziale minaccia per molti aspetti della nostra società, dall’occupazione alla democrazia. Le AI possono essere creative? ci sostituiranno nel nostro lavoro? Come cambieranno il mondo? Personalmente rimango ottimista sulla capacità umana di fare le scelte giuste e credo sia importante abbracciare questa rivoluzione, come stiamo da tempo facendo in Synesthesia sia nel nostro lavoro che nelle proposte e nei progetti che realizziamo per i nostri clienti attraverso ricerca e sviluppo di nuove soluzioni innovative basate su queste tecnologie”.

Gli esperti coinvolti

Francesco Milanesio

Francesco Milanesio è Direttore Creativo Esecutivo di Triplesense Reply. Si è laureato in Filosofia, Psicologia e dopo un Master in Comunicazione Multimediale ha ottenuto la certificazione in Ux di Nielsen e Norman Group. Ha iniziato la sua carriera in  Armando Testa dove ha lavorato per i maggiori clienti dell’agenzia e ha ricevuto molti riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui un Leone d’oro a Cannes. Con la nascita di Bitmama ha coordinato un gruppo di designer e creativi che si occupavano di digital, advertising, video content diventando direttore creativo. Ha insegnato Multimedia allo IAAD. ed è stato parte dell’Osservatorio del Design Thinking del Politecnico di Milano. Oggi è alla guida di Triplesense Reply, agenzia dalla forte vocazione human center specializzata in: Design, Creatività e Digital Transformation. 

Eugenio Damasio

Nato a Genova nel 1993, fin dal liceo lavora nel mondo della comunicazione, passando dall’organizzazione di campagne politiche regionali e nazionali alla gestione di eventi come il “Festival della Comunicazione” di Camogli, di cui è stato digital editor in chief tra il 2015 e il 2017. Dopo la laurea in sociologia a Trento e un master in Reporting alla Scuola Holden (TO), nel 2018 ha fondato l’agenzia di comunicazione No Panic di cui è attualmente direttore generale.

Marina Geymonat

Informatica, specializzata in Intelligenza Artificiale e Innovazione, Marina Geymonat con il suo team in Capgemini Invent progetta e integra soluzioni di IA per migliorare il business delle aziende, con particolare attenzione alle persone, alla qualità del lavoro e alla sostenibilità. Grazie alle profonde competenze tecniche e all’approccio sistemico, accompagna i clienti in una trasformazione digitale di successo, sostenibile e realmente orientata al business. 

Luca Morena

PhD in filosofia, è co-fondatore e CEO di Nextatlas, un servizio innovativo che usa l’Intelligenza Artificiale per identificare trend emergenti grazie a una analisi in tempo reale di dati provenienti dai social media. Tra i clienti di Nextatlas figurano brand globali quali Mondelez, Ferrero, Reckitt, Adidas e molti altri.


Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa clicca qui.

Resterà aperto fino al 31 gennaio 2024 il bando della regione Piemonte per la “Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese” nel quadro del Fondo PR FESR 2021-2027. 

“Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese” nel quadro del Fondo PR FESR 2021-2027. Quali obiettivi?

Il bando ha l’obiettivo di sostenere investimenti organici attuati da PMI, piccole imprese a media capitalizzazione e imprese a media capitalizzazione, al fine di:

A chi si rivolge il bando?

L’agevolazione è costituita:

La dotazione complessiva è di 80 milioni di euro.

Quali linee di intervento?

Per raggiungere gli obiettivi appena elencati, il bando si concentra su due linee di intervento:

Gli investimenti in infrastrutture digitali e cybersecurity, progetti per l’adozione di sistemi integrati a supporto della crescita e la resilienza, per sviluppare il commercio elettronico, l’e-business e i processi aziendali in rete, e l’introduzione di tecnologie emergenti a supporto della competitività aziendale sono ammissibili.

Saranno ammissibili gli interventi volti a migliorare la competitività e la sostenibilità dell’azienda, l’accompagnamento dei processi innovativi, la diversificazione produttiva e la riorganizzazione aziendale, con particolare riferimento ai progetti coerenti con i paradigmi dell’economia verde e dell’economia circolare.

Il valore dei progetti

Il valore minimo dei progetti ammissibili varia a seconda delle dimensioni dell’impresa, a partire da €50.000 per le piccole imprese, fino a un massimo di €3.000.000. L’incentivo prevede finanziamenti agevolati combinati con un sostegno sotto forma di sovvenzione a fondo perduto, secondo le percentuali e per gli importi massimi che verranno indicati nel bando. 


Rendi la tua azienda più efficiente e sostenibile per rispondere al meglio alle sfide che la rapida evoluzione tecnologica richiede quotidianamente , non lasciarti sfuggire questa grande opportunità! 

Contattaci oggi per saperne di più e per scoprire come presentare la tua candidatura. Ti supporteremo passo dopo passo nella stesura delle domande di finanziamento per la partecipazione al bando.

A partire dal 1° luglio 2023 è entrata in vigore la Direttiva  Omnibus (recepita in Italia dal decreto legislativo 7 marzo 2023, n. 26). La Direttiva nasce nell’ambito dell’iniziativa UE “New Deal for Consumers”, con l’obiettivo di adeguare il relativo impianto normativo all’evoluzione digitale dei mercati online garantendo così una maggiore tutela al consumatore.

L’esposizione del prezzo

A tutela del consumatore finale sono state fornite le indicazioni riguardanti l’esposizione del prezzo in caso di scontistica e promozione. In sostanza, si prevede che, in caso di diminuzione dei prezzi applicata alla generalità dei consumatori, sia mostrato sempre il “prezzo precedente” considerato come quello più basso nei 30 giorni precedenti in un particolare canale di vendita. 

Per esempio, se si decide di scontare del 50% un prodotto il cui prezzo più basso nei 30 giorni precedenti era di 100 € bisognerà mostrare sulla pagina di categoria e di prodotto il prezzo originale di 100 € barrato e il nuovo prezzo scontato di 50 €. L’indicazione non si applica, però, nel caso di riduzioni progressive di prezzo, intese come quelle che prevedono un aumento progressivo della percentuale di sconto senza interruzioni temporali (es. Pre-Saldi >Saldi > Svuota tutto). In questo caso specifico, il “prezzo precedente” da indicare come barrato è quello di partenza della campagna a meno che non sia stato modificato nei 30 giorni precedenti all’inizio della stessa. 

Se, quindi, il prezzo più basso del prodotto nei 30 giorni precedenti l’inizio della campagna di vendita promozionale era di 100 €, bisognerà mostrare in pagina di categoria e di prodotto il prezzo originale di 100 € barrato e il nuovo prezzo scontato; nel caso di aumento dell’aliquota di sconto senza interruzioni temporali (es. aliquota saldi progressiva dal 10% al 20%), il “prezzo precedente” da mostrare resta sempre quello iniziale di 100 €.

L’automatizzazione del prezzo: quando e come spiegarlo?

Sempre sul tema prezzi, la Normativa Omnibus segnala che dovrà essere spiegato quando e se il prezzo è stato personalizzato sulla base di un processo decisionale automatizzato. In parole semplici, in base alla direttiva bisognerà informare il consumatore se i prezzi che vede esposti sul sito di commercio elettronico sono una conseguenza di una “profilazione” effettuata sul suo comportamento online. Questa informazione può essere contenuta semplicemente nelle condizioni generali di vendita pubblicate online dal sito di commercio elettronico.

La trasparenza delle recensioni

Un altro punto di attenzione che emerge dalla Direttiva Omnibus riguarda la trasparenza delle recensioni. Oltre a raccogliere e pubblicare recensioni false o ingannevoli, la normativa considera una pratica commerciale scorretta mostrare recensioni di un prodotto inviate da consumatori senza adottare misure ragionevoli per la verifica delle stesse.  Occorre, pertanto, dimostrare che le recensioni siano attribuite effettivamente a chi ha acquistato il prodotto. Nel caso non si adotti una tecnologia di recensioni verificate, quali per esempio Trustpilot, Feedaty, Ekomi, sarà necessario esplicitare se il Venditore stia mostrando recensioni da lui previamente verificate o meno.

La trasparenza dei risultati di ricerca nei Marketplace

La Normativa regola, infine, anche la trasparenza nei risultati di ricerca nei Marketplace, dove il venditore è obbligato a fornire informazioni chiare e accessibili ai consumatori su come vengono classificati i prodotti presentati nei risultati di ricerca e sui fattori che determinano tale classificazione.

Fonti e link di approfondimento: QUI e QUI. 


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