Un po’ di storia
Nel 1972 fece la sua prima apparizione sul quotidiano France Soir per dare risalto alle notizie positive che apparivano sulla testata. Inizia così la storia di un simbolo che nel corso dei suoi 50 anni ha dato vita a un’icona pop e un’impresa di successo.
Il disegno fu realizzato dal giornalista Franklin Loufrani su invito dell’editore del quotidiano francese che voleva far dimenticare uno scandalo fiscale in cui era stato coinvolto il primo ministro Chaban-Delmas.
Lo slogan della campagna recitava: “Prendetevi il tempo per sorridere”. Il successo fu planetario e grazie a questa trovata il suo inventore riuscì a diventare milionario (un centesimo su ciascuno dei 12 milioni di adesivi distribuiti). Loudrani fondò così The Smiley Company, la società che ancora oggi detiene i diritti della faccina sorridente, una delle più importanti al mondo nel mercato di ricavi dalle licenze d’uso dell’emoticon.
Negli anni ‘70 lo smiley al centro di un’importante crescita del mercato del licensing e del merchandising e la maggior parte delle attività della Smiley Company prevedevano sostanzialmente il monitoraggio su tutte le attività realizzate dai partner.
Dopo il logo, nel 1997, fu registrata anche la parola “Smiley”. Subito dopo seguirà un’altra intuizione vincente: in quegli anni furono sviluppate le primissime emoticon grafiche (quelle che vediamo tutti i giorni nei messaggi di testo).
The Smiley oggi
Attualmente The Smiley Company è un’azienda con sede a Londra che detiene i diritti della faccina sorridente in oltre 100 paesi. La gestione del marchio è un po’ cambiata con il passare del tempo. All’interno dell’azienda lavorano dirigenti e designer, incaricati di affiancare i partner nell’utilizzo del marchio e i criteri con cui sono selezionate le aziende licenziatarie sono molto più selettivi.
Quale futuro? Pronti a sbarcare sul metaverso?
Come hanno dichiarato Franklin Loufrani (il fondatore) e il figlio Nicolas, oggi a capo dell’azienda a una recente intervista per Forbes, nel 2023 lanceranno la campagna “Future Positive” per far conoscere al mondo il loro impegno riguardo al tema della sostenibilità. Il loro obiettivo è agire per cambiare le logiche nell’industria del licensing:
“entro cinque anni i nostri licenziatari saranno sul mercato con un’offerta al 100% sostenibile nelle gamme di prodotto a marchio Smiley”.
Un’altra interessante iniziativa sembra riguardare un altro progetto per quanto riguarda l’approdo di Smiley nel metaverso:
“innoviamo costantemente e guardiamo sempre con grande attenzione a tutto quello che il mercato ci offre. Questo è il motivo per cui siamo ancora qui dopo 50 anni e che mi spinge a guardare con fiducia al nostro futuro”.
Il successo? Una questione di “semplicità”, di creatività e…
Qual è il segreto del successo planetario di questo simbolo? La semplicità universale del messaggio riconoscibile ovunque e applicabile quasi a qualunque categoria merceologica: moda e accessori, bellezza, decorazioni per la casa, editoria, cibo e bevande.
La storia di Smiley ha tanto da insegnarci. È soprattutto un’esortazione alla creatività e a credere nelle proprie idee fino in fondo. Essere un innovatore è soprattutto dare vita a un cambiamento positivo rispetto a uno stato di cose esistente per favorire la nascita di qualcosa di diverso e riconosciuto da tutti nello stesso tempo.
A distanza di 50 anni possiamo dire che questa invenzione, seppur semplicissima, ha sicuramente portato più sorrisi, contribuendo probabilmente, in molti casi, a migliorare il mondo e a vedere le cose in una forma differente, con più ottimismo.
Buon compleanno Smiley!

Parallelamente all’agenda di quest’anno, il 12 novembre (alle ore 10:30) Huawei presenterà in “HUAWEI Ads”, il nuovo programma di incentivi dedicato al mercato europeo, che fornirà supporto agli inserzionisti, agli sviluppatori e alle agenzie nel raggiungere un’utenza globale di traffico mobile qualificato.

In compagnia di Alessandro Schintu (Head of HUAWEI Mobile Services), Stefano Nkazi (Marketing Manager of HUAWEI Technologies), Arianna Ursano (Senior Operations Specialist at HUAWEI Mobile Italia) andremo alla scoperta delle nuove opportunità per i professionisti che lavorano nel marketing, nell’editoria e nel mondo della pubblicità.
La presentazione è gratuita, informa i tuoi colleghi e partecipa all’evento. Ti aspettiamo!
A seguito dell’esperienza positiva dello scorso anno, Huawei ha deciso di rinnovare il proprio ruolo di main sponsor di droidcon Italy, partecipando attivamente all’evento attraverso la round table “Meet the developer relations team at Huawei” e il keynote di apertura del secondo giorno “Journey around HMS 6.0 passing by 3D models”. Per saperne di più sull’agenda clicca qui.
Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo contenti di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
L’evento internazionale di riferimento in Europa sul sistema operativo mobile di Google torna online l’11 e il 12 novembre 2021.
Non c’è distanza che possa dividere una community che condivide idee e passioni: è questo lo spirito con cui droidcon Italy ha esteso ancora una volta i propri “confini” per raggiungere la platea di utenti interessati a partecipare alla più grande conferenza Android organizzata in Italia.
Riferimento indiscusso per la community globale del sistema operativo mobile di Google, l’evento targato Synesthesia spegne quest’anno otto candeline e lo fa creando un’occasione unica di formazione, condivisione e networking attraverso un’esperienza all digital.
L’11 e il 12 novembre 2021, oltre che dai prestigiosi speaker collegati da ogni angolo del pianeta, l’evento sarà arricchito da un format che prevede sessioni mattutine e pomeridiane dedicate a speech, tavole rotonde e occasioni di business. Un programma intenso che ha portato alla selezione di interventi in grado di coinvolgere attivamenti gli utenti, attraverso esempi concreti e aggiornamenti del sistema operativo a marchio Google.
«Da otto anni ci impegniamo a selezionare speaker di grande valore, individuati da un comitato di 8 esperti del mondo Android (droidcon committee), in grado di coinvolgere attivamente gli utenti. A ogni nuova edizione siamo sempre più sorpresi della qualità degli speech e della partecipazione entusiasta della community. Tutti l’impegno del lavoro annuale è ripagato dai feedback positivi dei partecipanti e anche dell’entusiasmo e dalla passione del team di lavoro», dichiara Francesco Brocero, Technical Director di droidcon Italy.
Grazie al contributo di oltre 40 speaker tra cui Francesco Stranieri (Lead Developer Advocate Huawei CBG Italia), Franco Meloni (Senior IOS developer in American Express), Fabio Collini (Android Engineer at New York Times) e molti altri provenienti da tutto il mondo, saranno affrontati diversi temi. Si spazierà, infatti, da una tavola rotonda dedicata alla diversity and inclusion nel team di sviluppatori, ai test e alle sfide dell’interfaccia utente Android per arrivare alle possibilità di utilizzo di ESP32 e Android per creare sorprendenti esperienze IoT (Internet of Things).
A seguito dell’esperienza positiva dello scorso anno, Huawei rinnova il proprio ruolo di main sponsor di droidcon Italy, partecipando attivamente all’evento attraverso la round table “Meet the developer relations team at Huawei” e il keynote di apertura del secondo giorno “Journey around HMS 6.0 passing by 3D models”.
A guidare l’evento è ancora una volta Advento.live, la divisione eventi di Synesthesia, nata per creare eventi digitali e ibridi con un’elevata componente di interazione con il pubblico.
Enrico Beraldo, Advento.live Director e Synesthesia Head of Events, specifica che:
«la scelta di replicare un’esperienza ALL DIGITAL è stata dettata non dalla situazione mondiale, ma dal riscontro positivo a livello internazionale che abbiamo ricevuto dalla precedente edizione svoltasi interamente in remoto. Un successo reso possibile grazie al team specializzato e alle soluzioni tecniche proposte».
La conferma del successo di droidcon Italy arriva anche dai partner di spicco che supportano l’evento: tra i prime sponsor troviamo, infatti, Telepass digital, Subito e Bluetooth, accompagnati da feature sponsor come Prima, Postpickr e Talent Garden. Queste sono solo alcune delle realtà che rappresentano la volontà di informare e informarsi sui cambiamenti e le possibilità date dal sistema operativo di Google, partecipando attivamente alla descrizione, al confronto e al cambiamento.
La vocazione digital, l’attenzione alle tendenze e il focus sulla community è parte fondante dello spirito di droidcon Italy che è pronto ad aprire le porte a un evento che rappresenta un punto di riferimento internazionale per il settore. L’ edizione italiana del format più famoso tra gli sviluppatori Android costituisce un orgoglio e un successo dal sapore di rivalsa e ripartenza, simbolo di un mondo che seppur in digitale ha deciso di rimettersi in moto. Android è il tuo pane quotidiano? Ti emozioni ogni volta che vedi il piccolo droide verde? Allora droidcon 2021 è la risposta giusta per te. droidcon Italy è tra pochi giorni ed è tutto on line.
L’evento: tante conferme e un’interessante sorpresa: molte cose previste e qualche sorpresa interessante
Se ne parlava ormai da settimane: per l’evento del 14 settembre erano attesi quattro nuovi iPhone 13 e la settima generazione di Apple Watch, ma Apple ha spiazzato tutti i pronostici della vigilia presentando anche l’iPad di ultima generazione e iPad Mini 6. Più prodotti di quanti ne fossero attesi, dunque. Un vero effetto a sorpresa per tutti gli appassionati del mondo Apple che hanno seguito con attenzione l’evento in streaming.
Semplicità del design, forme più arrotondate e sottili, processori più performanti, fotocamere con standard elevatissimi, attenzione ai dettagli. Scopriamo insieme la nuova linea dei prodotti Apple per il mondo mobile.
Le quattro versioni dell’iPhone 13

Il dispositivo più atteso dell’evento è stato certamente l’iPhone 13. La presentazione del nuovo smartphone ha confermato tutte le indiscrezioni che nei giorni precedenti erano circolate. Come è accaduto per versioni precedenti, anche la nuova generazione di iPhone prevede 4 configurazioni: oltre a quella tradizionale (con schermo da 6,1″), troviamo una versione Mini (da 5,7″), un iPhone 13 Pro (con batteria maggiorata del 20% e una Gpu 5-core aggiuntiva) e un Pro Max che, oltre a essere più potente, unisce lo schermo da 6,7″. Il nuovo dispositivo porta con sé ulteriori miglioramenti anche per quanto riguarda le fotocamere, con standard innalzato fino a 12 megapixel e sensori da f/1,6 (grandangolare e f/2,4) che consentono di catturare più luce. Per quanto riguarda il design, il nuovo iPhone 13 è molto simile a quello del 2020, con il notch (una parte dello schermo che ospita la fotocamera frontale e Face ID) più piccolo del 20%.
“L’iPhone più “pro” di sempre

“Questo è l’iPhone più ‘pro’ di sempre”, con queste parole Tim Cook ha presentato le due versioni di punta di iPhone, il 13 e il 13 Pro Max.
Le evoluzioni introdotte sono tante. I nuovi modelli hanno un sistema di camere molto più evoluto e presentano una batteria che ha una durata maggiore. Le tre fotocamere posteriori (un teleobiettivo, una ultra-grandangolare e una grandangolare) sono state ottimizzate per il funzionamento con iOS 15 e sono basate sul nuovo processore ISP del chip A15 Bionic. Anche per quanto riguarda questo modello è presente una tecnologia di stabilizzazione evoluta delle immagini, mentre per quanto riguarda lo scatto notturno la funzionalità è stata estesa su tutte le lenti. Tra le tante novità presenti nel nuovo modello, degna di nota sono i miglioramenti per quanto riguarda la fotografia macro: il nuovo sensore ultra-angolare può scattare foto con distanza focale ravvicinata.
In arrivo ci sono anche gli stili fotografici, che consentono agli utenti di portare su ogni immagine le proprie preferenze, applicando così alle diverse parti della foto le stesse regolazioni. L’altra importante novità si chiama ProRes, cioè un codec video professionale che offre una maggiore fedeltà cromatica con una compressione minore.
Novità anche per quanto riguarda il display che è un Super Retina XDR con tecnologia ProMotion: per la prima volta su iPhone questa tecnologia permette un aggiornamento dello schermo dai 10Hz fino ai 120Hz per immagini e scroll sempre più fluidi nel rispetto della batteria.
Tutti i prodotti saranno disponibili dal 24. I colori sono quattro: grafite, oro, argento e Azzurro Sierra. In Italia l’iPhone 13 Pro ha un prezzo di partenza di 1.189 euro mentre il prezzo dell’iPhone 13 Pro Max parte da 1.289 euro.
Non solo iPhone 13
Oltre ai quattro modelli di iPhone hanno fatto la loro apparizione a sorpresa anche il nuovo iPad e l’iPad Mini 6 che non erano pronosticati nelle anticipazioni della vigilia.
Il nuovo iPad

Il nuovo iPad di nona generazione è quello più economico. Ha un chip A13 Bionic con Neural Engine e stando alle previsioni sarebbe più veloce del 20% rispetto alla sua versione precedente. Miglioramenti in vista sono previsti anche per quanto riguarda l’apparato fotografico (sia posteriore che anteriore) grazie a una fotografia ultra-grandangolare da 12 megapixel. Grazie a questi miglioramenti sarà possibile usufruire della funzionalità Center Stage (già presente su iPad Pro). Questa funzione durante le videochiamate consente di mantenere sempre chi sta parlando (che sia una persona o un gruppo) al centro dell’inquadratura. Il nuovo iPad ha un display True Tone da 10,2” di tipo Retina e arriverà con il nuovo sistema operativo iPad OS 15. Sarà disponibile dal 24 settembre nelle versioni grigio siderale e argento. Gli iPad supporteranno anche la Apple pencil.
Prezzo di partenza 389 euro (nella versione wi-fi), mentre il modello da 64 giga con connettività cellulare ha un costo di 529 euro.
L’iPad Mini 6

Non solo l’iPad tradizionale, ma anche la nuova generazione di pratici iPad Mini, forse la vera notivtà di questo evento La nuova versione sarà ben dieci volte più veloce del suo predecessore e avrà una batteria molto più performante. Il suo display Liquid Retina da 8,3” è in grado di garantire una luminosità da 500 nits e il design sarà molto simile a quello dell’iPhone (con bordi molto sottili e angoli smussati).
Gli iPad Mini manterranno l’amato TouchID incastonato nel tasto sul lato superiore per il riconoscimento biometrico sul tasto di accensione (come per l’iPad Air). La sua fotocamera posteriore è da 12 megapixel con apertura f/1,8, tecnologia Focus Pixels, smart hdr, video 4k e true tone flash. Sono disponibili ben 4 colori (rosa, galassia, viola, grigio siderale). IPad Mini è un device tutto nuovo che si va a inserire in modo più deciso tra iPad e iPhone come device di riferimento soprattutto per i professionisti, che vedono comparire finalmente anche l’abilitazione per la Apple pencil di II generazione.
Il prezzo di partenza in Italia è di 559 euro (per quanto riguarda il modello Wi-fi) e 729 euro (per quello con connettività cellulare). Entrambi i modelli saranno disponibili dal 24 settembre.
Apple Watch 7

Come già avevano annunciato i rumors, il design dei nuovi Apple Watch Series 7 non è stato rivoluzionato. Tutte le novità più significative riguardano il display (di tipo retina), in grado di contenere il 50% di testo in più rispetto alla passata generazione. La cornice più sottile arriva fino a 1,7 mm per massimizzare l’area dedicata allo schermo. I pulsanti virtuali sono più grandi e il display offre il 70% in più di luminosità in always-on.
La batteria dura 18 ore e carica il 30% più velocemente tramite usb type-c. Durante la cerimonia di presentazione sono state citate le versioni Hermes e Nike. Al momento non vi sono informazioni sulla disponibilità e sui prezzi in Italia. Quello che sappiamo, però, è che negli Stati Uniti i prezzi partono da 399 dollari.
Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Immagini fonte: Apple.
L’utilizzo di TikTok per le aziende: i dati
Da tempo, per incrementare il proprio business attraverso il web, le aziende pianificano strategie di marketing su piattaforme come LinkedIn e Facebook. Queste piattaforme, infatti, permettono alle imprese di trovare nuovi potenziali clienti, ma sono utili anche per affermare la propria identità e per pubblicare annunci di lavoro.
Ora a competere con questi due social c’è TikTok e i suoi numeri parlano chiaro. Secondo il rapporto Digital 2020, condotto da Hootsuite e We Are Social, l’app cinese, in soli 12 mesi, ha raggiunto oltre 800 milioni di utenti. Ecco il motivo per cui il TikTok Marketing è diventata la materia del momento e sempre più aziende (soprattutto rivolte a un pubblico giovanile) stanno approdando su questa piattaforma.
Come funziona l’app?
Anche su TikTok, come nella maggior parte dei social media, gli utenti possono mettere like, commentare e cercare contenuti per argomento. Per la creazione dei video, il social mette a disposizione molti strumenti come i filtri AR, gli effetti visivi, la musica e suoni per il doppiaggio o per il karaoke. L’app si fonda principalmente sul cosiddetto User Generated Content (UGC), ovvero i contenuti sono generati dagli stessi utenti della piattaforma. Un’altra caratteristica fondamentale di TikTok è il Lip-Sync che, in fase di registrazione, permette all’utente di sincronizzare il movimento delle sue labbra con la colonna sonora di un video musicale, canzone o qualsiasi altra traccia audio.
Quasi tutti i contenuti di TikTok sono stati pensati per intrattenere, ma di recente sono stati inseriti anche dei canali informativi, come la sezione dedicata al Covid-19 o quella di “TikTok for Good”, creata appositamente per spronare i giovani a sostenere una buona causa. L’ecosistema dell’app, dunque, sta aprendo le porte ai brand, introducendo alcune importanti novità. Ora, infatti, è possibile effettuare campagne pubblicitarie e includere i link nelle biografie, due azioni che fino a poco tempo fa non erano disponibili, ma che sono fondamentali per trasformare un potenziale cliente in un cliente reale. Un’altra importante novità, ancora in fase di sperimentazione, è il pulsante “shop now”, una piattaforma di e-commerce del social stesso.
Occorre, però, fare attenzione a non esagerare con la pubblicità: gli utenti di Tik Tok si aspettano contenuti unici e originali. Se un video è percepito come pubblicità sarà ignorato, motivo per il quale alcune aziende sono scettiche nei confronti di questa novità. Ma a tal proposito, TikTok offre la possibilità di pubblicizzare il proprio brand con iniziative alternative, in modo da creare interazione con gli utenti. Una è la Branded Hashtag Challenge, che “sfida” gli utenti a creare i loro video utilizzando un hashtag (riconducibile al brand); mentre i Branded Stricker permettono agli utenti di utilizzare, appunto, sticker “brandizzati” nei contenuti da loro creati.
I Case Study più originali di marketing su TikTok
La sezione dell’app che mostra le idee e le soluzioni di marketing più creative dei brand è TikTok for Business. Si tratta di una piattaforma dedicata specificamente alle aziende dove si possono trovare soluzioni specifiche e creative per il marketing. Dal suo lancio (giugno 2020) questa funzionalità è oggi disponibile in oltre 150 paesi e in 75 lingue diverse. La campagna “You’re On” lanciata da Ray Ban è solo uno dei numerosi esempi di aziende che hanno utilizzato con successo questo strumento. Il celebre brand di occhiali ha fatto ricorso a una soluzione di Gamified Branded Effect con l’utilizzo della realtà virtuale. Gli utenti potevano, quindi, realizzare contenuti divertenti e di intrattenimento “indossando” gli occhiali da sole Ray Ban.

È evidente l’effetto di “promozione” dei prodotti stessi dell’azienda e l’incremento di popolarità soprattutto tra i più giovani che costituiscono la parte principale degli utenti del social network (il 41% degli utenti ha meno di 24 anni).
Perché scegliere il TikTok marketing
Sono, dunque, moltissimi i vantaggi e le soluzioni pensate per le aziende da TikTok, “luogo” ancora poco esplorato “sul fronte business” e per questo vantaggioso. Uno degli aspetti principali che le aziende dovrebbero tenere in considerazione consiste proprio nella tipologia di pubblico che possono intercettare con il marketing su TikTok: i giovani compresi tra i 16 e i 24 anni, la cosiddetta Generazione Z, sono gli utenti principali del social network e rappresentano la generazione che avrà il maggiore potere di acquisto nei prossimi dieci anni.
Un’altra caratteristica vantaggiosa di creare campagne pubblicitarie su TikTok consiste nel fatto che si tratta di una “terra ancora in parte inesplorata”. È, infatti, possibile creare campagne di marketing senza dover (per ora) fare i conti con una concorrenza “spietata”. Lo spazio pubblicitario disponibile sul social network è ancora abbastanza “libero” e rappresenta una possibilità di crescita interessante per le aziende più intraprendenti e pronte a esplorare nuovi “terreni” di sviluppo.
Vuoi saperne di più su come poter utilizzare i social media per far crescere in modo efficace la tua attività? Synesthesia elabora soluzioni di marketing e social media customizzate sulla base delle necessità del cliente con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale. Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.
[Guarda la versione completa dell’intervista – 27 min]
Chet, Chief Developer Advocate per Google, com’è cambiato il tuo ruolo negli ultimi anni?
“Raduno un po’ le idee di questi quasi vent’anni di esperienza. Ho iniziato a parlare di tecnologia quando lavoravo per la precedente azienda, la Sun Microsystem. Ricordo che a un certo punto ho pensato “Hey questo è un lavoro davvero divertente: programmare con la tecnologia e poi parlare con gli sviluppatori su come funziona la tecnologia stessa”. Certamente ho visto un’evoluzione in questo settore. Non solo nell’ambito delle piattaforme su cui ho lavorato e nella tecnologia in sé, ma anche nel settore della “developer advocacy” e in generale dei software. Penso che il più grande cambiamento consista nel fatto che le sfide stanno diventando sempre più grandi e complicate. C’è molta più tecnologia in tutto, ci sono più piattaforme, ci sono più tipi di tecnologie. Quando ho iniziato il mio percorso professionale, il mobile o gli smartphone non esistevano. Si poteva forse intravedere la nascita di qualcosa, ma certamente non tutte le funzionalità che abbiamo oggi.
Una cosa, però, non è cambiata: credo fermamente che i developer advocate non siano solo persone che salgono sul palco o scrivono un articolo o parlano di questi argomenti. Questo è un plus, un piccolo dettaglio in più della professione. Il nostro vero lavoro consiste nell’essere ingegneri, nel comprendere a fondo le dinamiche di funzionamento della piattaforma che presenterai poi agli sviluppatori. Scrivi un codice, lo studi a fondo e poi esci e vai dalle persone per spiegare come funziona, cosa la piattaforma può fornire in risposta alle varie necessità.
Aggiungerei comunque che ci sono stati importanti cambiamenti nell’ultimo anno a causa di questa terribile situazione in cui ci troviamo tuttora. Per i developer advocate parte del lavoro consiste proprio nel viaggiare, incontrare gli sviluppatori di tutto il mondo a eventi come “droidcon Italy” e scoprire quali sono i temi “più caldi”, aiutando tutti a comprenderli meglio. Sono lati della professione che implicano, appunto, viaggiare, incontrare persone ed entrambi questi aspetti sono stati bloccati in modo pesante da ormai più di un anno. Tutto questo implica che siamo stati costretti a privilegiare nuovi incontri online come stiamo facendo anche adesso. È stato un cambiamento interessante: sempre più contenuti video, sempre più coinvolgimento online, conferenze online. Dall’altro lato, però, penso penso che non abbiamo ancora scoperto come raggiungere lo stesso livello di coinvolgimento che si ottiene negli eventi “di persona”. Abbiamo ancora un po’ di lavoro da fare”.
Sono pienamente d’accordo con te riguardo la situazione globale, ci sono stati molti cambiamenti nel settore della tecnologia. A parte il lavoro da remoto, in quale misura, secondo te, tutti questi cambiamenti hanno influito sul ruolo di uno sviluppatore?
“Le cose stanno diventando più diversificate, non necessariamente più complesse, ma ci sono più opportunità, più tecnologie, più strumenti da usare, più linguaggi, più approcci, più piattaforme sulle quali programmare. Per alcuni aspetti sta a noi comprendere molte di queste nuove possibilità per poter prendere decisioni su quale sia la cosa migliore da fare. Se torniamo indietro a venti o trenta anni fa, a quel tempo potevi concentrarti solo su una materia, studiarla a fondo, diventarne un esperto. Ecco io credo che questo oggi non rappresenti più un reale vantaggio perché quella cosa che hai studiato può cambiare come ogni aspetto della tecnologia che muta in modo incredibilmente veloce.
Tutto questo può spaventare un po’, ma francamente lo vedo come un vantaggio, dal momento che agli ingegneri piace giocare con le novità. Il fatto che ci siano sempre giochi nuovi nel settore ingegneristico è molto divertente.
Occorre avere il giusto approccio mentale per dire “io ho davvero bisogno di uscire e imparare come funzionano queste novità”, “di giocarci” un po’ e capire come possono essere integrate con il lavoro di sviluppatore”.
Come ci hai ricordato il mercato si è evoluto, diventando più ampio e complesso. Leggendo tra le righe, però, mi sembra di capire che è anche più interessante, vero? Qual è stato il tuo dispositivo o applicazione preferiti, su cui hai lavorato? Quali sono stati, secondo te, i veri highlight della tua professione?
“Il mio dispositivo preferito è stato il “Nexus One” e ci sono un paio di ragioni per cui dico questo: la prima è che è stato il mio primo smartphone. Non ero mai stato nel mondo degli smartphone fino a quando mi sono unito al “team Android” a metà del 2010. Mi sono unito al team e ho iniziato a giocare un po’ con i vari device, ne ho avuto alcuni tra cui appunto il Nexus One: un dispositivo molto carino, che stava bene tra le mani, aveva tutte queste incredibili funzionalità ed era molto veloce per quei tempi. Poi lo schermo era enorme, una cosa che sembra ridicola rispetto ai dispositivi di adesso. Mi ricordo la gioia e l’entusiasmo per quei device. Certo adoro il mio Pixel 4 che uso tutti i giorni, è un device fantastico, ma non ha quel velo di nostalgia che i miei primi Nexus avevano.
Per quanto riguarda le app, direi che la mia preferita è Calendar. Io tendo a essere un po’ sbadato, per anni e anni ci sono state riunioni a cui avrei dovuto partecipare e che puntualmente mi perdevo. Le scrivevo sul calendario o su un pezzo di carta (quando usavamo ancora la pergamena e la piuma), ne segnavo altre sul mio pc, ma questo non implicava necessariamente che io avessi sott’occhio gli appuntamenti al momento giusto. Mi perdevo costantemente i meeting perché non ricevevo un promemoria dell’evento. Lo smartphone oggi può connettere tutte queste informazioni della nostra vita cosicché qualcuno può creare un evento per me nel suo calendario, mandarlo a un server e il server spedisce nuovamente indietro l’informazione al mio telefono che mi notifica l’impegno”.
L’esempio della tecnologia che risolve i problemi è davvero molto importante. È così che la tecnologia fa la differenza. In quest’ottica che cosa significa per te “think mobile”?
“Torno all’esempio di Calendar, ma ce ne sono molti altri, quando connettiamo servizi, informazioni e device nella nostra vita. È tutto intorno a noi e possiamo avere le informazioni necessarie ovunque ci troviamo. Tornando a qualche tempo fa, per il mio lavoro come developer advocate, viaggiare costituiva la parte principale della mia professione. Dovevo radunare tutti i dettagli utili insieme: sapere quale fosse il mio volo, quale fosse la mia corrispondenza, dove sarei atterrato, dove si trovasse l’aeroporto, l’hotel, come spostarmi da un posto a un altro, quali fossero i mezzi pubblici disponibili, dove fosse la mia destinazione, chi fossero le persone che dovevo incontrare, ecc. Mettere insieme tutto questo era davvero molto stressante. Oggi vai all’aeroporto, sali sull’aereo, sbarchi, prendi il tuo smartphone e hai tutte le informazioni di cui hai bisogno. Ci sono le informazioni sull’hotel, puoi visualizzare la mappa, capire dove ti trovi e come spostarti con i mezzi pubblici. Hai le email con le indicazioni sulla meta e le persone che devi incontrare. Puoi connetterti con chiunque per avere ulteriori informazioni. Oggi questi dati non sono più in tanti posti differenti, ma sono custoditi ovunque, “galleggiano” magicamente nel cloud e puoi scaricarli sul tuo dispositivo quando vuoi.
La mia vita è molto meno sotto stress, sapendo che posso sempre avere tutte le informazioni che mi servono sul mio smartphone o su un qualunque dispositivo connesso alla rete”.
“Ci sono un paio di approcci diversi. Mi piace l’immagine idilliaca che hai descritto. Ho vissuto la stessa esperienza quando viaggiavo per il mondo, ma farei una distinzione tra un viaggio di lavoro, dove hai degli appuntamenti da rispettare ed è importante che tu sia puntuale ed efficiente e un viaggio “di piacere”, in cui è bello atterrare in un luogo, guardarti intorno e parlare con le altre persone. L’esempio che facevo prima, quindi, era riferito più all’aspetto lavorativo“.
Parlando di mobile, quali sono le più grandi opportunità del settore al momento?
“Penso di poter rispondere a questa domanda solo per quanto riguarda la mia esperienza personale e conoscenza del settore perché io ho sempre pensato al software. Ci sono, tuttavia, anche altre opportunità nell’hardware e in tutto il settore del mobile. Per me tutto riguarda il software perché penso che fornisca infinite possibilità.
Tutto è possibile con il software che programmi. Hai solo bisogno di un’idea e del tempo per scrivere il codice che possa realizzarla.
È straordinaria la quantità di cose che possiamo realizzare. Una volta che hai a disposizione gli elementi di connessione, i dati e i servizi, li colleghi insieme e così hai un enorme potenziale di crescita0. Abbiamo solo bisogno di tempo per scrivere un codice e poi possiamo fare di tutto. Quindi non vedo l’ora che ci siano innovazioni sempre più sorprendenti. Non so quali saranno. Ma saranno fantastiche“.
Un altro tema che mi interessa molto sono i comportamenti umani legati al mobile. Secondo te c’è qualcosa che dovrebbe essere cambiato o migliorato nel comportamento o nell’uso dei dispositivi?
“Mi auguro che non saremo più tutti così “incollati” agli schermi dei nostri telefoni. È un po’ spiacevole passeggiare vicino a una fila di persone quando vedi tutti fare la stessa cosa. In tempi più felici di solito prendevo il bus per andare a lavoro e c’erano con me altre trenta persone che aspettavano di salire e tutte, compreso me, fissavano il telefono. Potevi leggere le ultime notizie, dare uno sguardo a Twitter o qualsiasi altro social. Mi auguro, però, che cambieremo questo comportamento, che interagiremo di più fra noi e spenderemo più tempo “fuori” dai nostri schermi“.
Parlando ancora di questo argomento, secondo te, ci sono delle particolari opportunità o cambiamenti che debbano essere fatti a favore delle minoranze, come chi ha handicap visivi, uditivi o semplicemente è più avanti nell’età?
“Certamente. Credo che si siano fatti molti passi avanti e ce ne sono ancora molti da fare. C’è un’attenzione costante da parte dei fornitori delle piattaforme e da parte delle stesse applicazioni che sono sviluppate con l’obiettivo di fornire strumenti abilitanti per questo tipo di audience. Mia mamma, per esempio, attualmente è ipovedente, la sua vista peggiora a causa dell’età avanzata e per questi motivi lei apprezza molto le funzionalità che evidenziano le icone, su cui io ho lavorato per anni e che consentono di ingrandire ogni singola parte dello schermo.
Prima potevi ingrandire il testo ma questo non implicava necessariamente che anche i comandi fossero più grandi o le icone sullo schermo, con cui hai bisogno di interagire. Ma adesso che puoi ingrandire l’area interattiva di ogni applicazione è molto più facile per lei utilizzare il dispositivo come facciamo tutti. Allo stesso tempo ci sono anche funzionalità che leggono i testi: puoi cliccare sulle icone e una voce le legge per te. Non siamo ancora arrivati “al traguardo” comunque. Ci sono numerosi team di persone che lavorano in questi ambiti in Google e in molte altre compagnie perché è molto importante non solo per le persone che sono là fuori oggi, ma per tutta la popolazione che costantemente invecchia”.
Abbiamo già parlato dello scenario dell’ultimo anno, della pandemia e di come essa abbia dato una forte spinta alla presenza del mobile nella quotidianità. Tutto questo ha contribuito anche a creare una forte disparità: se non avevi il giusto dispositivo non potevi lavorare o studiare da casa. Quali sono stati, dal tuo punto di vista, i cambiamenti più rilevanti nel mobile?
“Credo che questo contesto abbia, in gran parte, enfatizzato l’importanza della interconnessione e di avere a disposizione tutti i dispositivi necessari. È bello che i device negli ultimi anni siano diventati sempre più accessibili a livello di prezzo. Agli inizi gli smartphone erano prodotti riservati a un’élite che poteva permetterseli. Oggi invece ci sono questi dispositivi che sono molto più economici e comunque molto potenti nonostante ci siano ancora grandi disparità di mezzi, anche in termini di capacità di utilizzare questi device.
Non puoi fare i compiti su uno smartphone, ma hai bisogno di un PC che però molti non si possono permettere. Ci sono sistemi scolastici che non hanno tutte le infrastrutture di cui avrebbero bisogno. All’improvviso tutti i bambini sono rimasti a casa, a seguire le lezioni scolastiche dalle proprie abitazioni e dovevano, dunque, avere tutti gli strumenti per ricevere le informazioni dalla scuola, dagli insegnanti, per seguire le lezioni, per fare i compiti e consegnarli.
Penso che la pandemia abbia accelerato molte competenze e abbia contribuito a potenziare molte funzionalità nel mobile per aiutare le persone, ma penso anche che abbia contribuito a causare molte disparità con le persone che questi mezzi non li avevano o con le scuole che non avevano le infrastrutture per far fronte a tutto adeguatamente.
Credo che molte persone abbiano sofferto per questo: per non essere in grado di imparare abbastanza e per non poter lavorare perché non avevano questi strumenti. Una volta usciti da questa situazione, sarà interessante vedere dove saranno i “gap” e come potremo prepararci meglio ad affrontare le circostanze avverse“.
Ci ha aperto gli occhi questa pandemia. Una questione molto banale, ma che si collega con tutto quello di cui abbiamo parlato finora. Tutto ciò non esisterebbe senza i telefoni ricaricabili. In futuro, potrà diventare più semplice ricaricare i telefonini?
“Spero proprio di sì. Credo che ci stiamo arrivando. Alcuni anni fa, non mi ricordo quale device fosse della linea Nexus, c’era un sistema di ricarica wireless. Il mondo non era ancora pronto per questo, per il compromesso tra la dimensione di cui hai bisogno per un device e la dimensione necessaria per una batteria grande, per lo schermo e per tutti gli accessori. I caricabatterie erano molto costosi, non c’erano molti dispositivi. E oggi i device di fascia alta o almeno i livelli medio-alti hanno questo sistema di ricarica wireless che è molto più comodo. La possibilità che ho di camminare per casa e posizionare questa ricarica ovunque è molto più facile.
Mi ricordo i vecchi tempi con il cavo USB, lo collegavi e poi ti accorgevi che non era il verso giusto allora lo staccavi e lo collegavi di nuovo e ti rendevi conto che in realtà era di nuovo sbagliato e guardavi il dispositivo e poi il cavo. Ci volevano sempre almeno tre tentativi. E poi dovevi essere abbastanza vicino al cavo e alla presa di corrente, ricordarti di prenderlo quando viaggiavi. Almeno una volta è successo a tutti che al momento dell’atterraggio ti accorgevi che non avevi il cavo USB e andavi a comprarne un’altro. Credo che la situazione migliorerà con i caricabatterie wireless”.
La parola “compromesso” sintetizza bene molti concetti di cui abbiamo parlato. E il compromesso sembra essere la chiave quando ci sono delle novità e dobbiamo capire cosa perdiamo o sacrifichiamo. I prossimi dieci anni come saranno? Cosa accadrà?
“Per intuito penso che saremo tutti ancora seduti nelle nostre case aspettando che questa pandemia finisca perché sembra che questo ultimo anno sia già durato secoli. Mi auguro che potremo uscire da tutto questo nei prossimi mesi e tornare a un certo senso di normalità, qualsiasi cosa essa sia, ma è molto difficile prevedere il futuro della tecnologia. Se fossi vissuto a metà degli anni ‘90 probabilmente avrei fatto difficoltà a prevedere la nascita degli smartphone o fino a dove potessero arrivare, così come l’avvento dei dati mobili insieme a tutte le capacità delle CPU. Qual è il prossimo passo? Dove può andare il mobile a partire da qui?
Oggi i dispositivi connessi non sono più solo gli smartphone. Abbiamo preso la potenza dei computer desktop di dieci o quindici anni fa e l’abbiamo messa nelle tue tasche. Oggi puoi anche avere tutto questo sul polso o in una forma più grande come un tablet“.
Grazie mille Chet e arrivederci alla prossima intervista!
Non hai tempo di vedere o di leggere? Nessun problema, c’è la versione podcast dell’intervista a Chet Haase!
Ascolta “Mobile / Chet Haase [settembre 2021]” su Spreaker.Per conoscere le nostre soluzioni, scrivici. Saremo contenti di trovare insieme la risposta migliore alle tue esigenze.
La tecnologia del QR Code nel Green Pass
Oggi, grazie all’impiego dei QR Code (Quick Response Code), abbiamo assistito a una notevole riduzione delle occasioni di contatto. Questi codici a barre a risposta rapida fanno ricorso alla tecnologia di AR per dare accesso a una quantità maggiore di informazioni attivate digitalmente a seguito della scansione con un apposito software (oggi integrato nella fotocamera di quasi tutti i dispositivi mobile).
Di fatto, i QR Code condensano una quantità più o meno grande di informazioni in un simbolo, caratterizzato da tre quadrati disposti negli angoli, che funzionano da punti di riferimento per il software di decodifica (che può così raddrizzare l’immagine e leggerne bit con un sistema per cui il bianco è 0, il nero è 1). Nel caso del QR Code presente nel Green Pass è stato inserito un elemento ulteriore: una procedura specifica per evitare contraffazioni.
L’applicazione che scansiona e “legge” il codice del Green Pass è rilasciata dal Ministero della Salute e utilizza la chiave pubblica del sigillo di firma per verificare la provenienza e l’integrità del dato. Il codice sorgente delle applicazioni usate per la lettura dei dati è open source e disponibile su Github.
Il QR Code presente nel Green Pass contiene le informazioni relative ai dati identificativi del soggetto (nome, cognome, data di nascita), il numero di dosi di vaccino ricevute, la tipologia e la data della vaccinazione. Pertanto, non vi sono ulteriori informazioni relative allo stato di salute o altri dati sensibili che entrerebbero in conflitto con la tutela europea dei dati personali.
“VerificaC19”: l’app per controllare il Green Pass
Dal 6 agosto sarà obbligatorio l’uso del Green Pass dai 12 anni in su per andare al ristorante, nei bar al chiuso, nei cinema, nelle palestre, per andare allo stadio e in molti altri luoghi aperti al pubblico. Solo coloro che erogano i servizi potranno verificare la validità della certificazione grazie all’applicazione “VerificaC19”, sviluppata dal Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero per l’Innovazione Tecnologica.
L’app, utilizzabile anche in modalità offline, è conforme alla versione europea (diminuisce il numero di dati visualizzabili dall’operatore, per minimizzare le informazioni trattate). È possibile scaricare gratuitamente VerificaC19 sia dal Playstore di Google per dispositivi Android dalla versione 8, sia dall’AppStore di Apple con iOS versione 12.1 o superiore. Per avere maggiori informazioni sull’app è possibile consultare il seguente link del Governo.
Verso una maggiore tutela dei dati personali
L’utilizzo dei QR Code in numerosi ambiti della nostra quotidianità suggerisce come la tecnologia spesso fornisca gli strumenti più idonei e utili per affrontare le sfide quotidiane, anche in situazioni imprevedibili di emergenza sanitaria come quella dettata dall’attuale pandemia. Come abbiamo visto, i dati coinvolti durante l’attività di riconoscimento del Green Pass, in pieno accordo con la tutela europea dei dati personali, non riguarderanno i dati sensibili e non ci sarà alcun rischio per la nostra privacy.
Come avere il Green Pass sul tuo smartphone: ecco alcuni consigli pratici
In futuro, dunque, sarà sempre più utile avere a portata di smartphone il QR code del Green Pass. Esistono diverse soluzioni. Noi ve ne segnaliamo due: una per i dispositivi Apple e una per quelli Android. Su iPhone è possibile salvare il Green Pass digitale nel Wallet insieme a tanti altri documenti fondamentali per le attività quotidiane come carte di credito, bancomat, biglietti dei treni e molto altro. È, inoltre, possibile mostrare il Green Pass anche dal Wallet dell’Apple Watch senza neanche la necessità di utilizzare lo smartphone.
Per il “mondo” Android, una soluzione può essere l’app Stocard (disponibile anche per Apple) alla quale è possibile aggiungere il Green Pass.
Bastano poche semplici “mosse”:
- premere il “+”, selezionare la voce “carta generica”,
- verrà poi data la possibilità di accedere a una foto o alla fotocamera,
- si seleziona l’immagine di interesse,
- si viene indirizzati verso una schermata in cui, se si scrive il nome della card (Covid…) viene recuperata la dicitura “Certificazione verde Covid-19”.
In questo modo si potrà avere sempre a disposizione la documentazione necessaria senza bisogno di documenti cartacei o di una connessione a internet stabile. Un piccolo cambiamento che entrerà a far parte della nostra quotidianità per migliorare la sicurezza di tutti.
Ogni giorno, Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri le nostre Creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Le modifiche di Tik Tok
Con i suoi 689 milioni di utenti attivi, di cui 5,4 milioni solo in Italia, Tik Tok è il settimo social network più popolare al mondo. Attualmente è più utilizzato nel sud-est asiatico, ma la sua popolarità è in aumento anche in occidente. Dopo neanche 4 anni dal lancio iniziale, ha superato la quota di due miliardi di download, registrando nel primo quadrimestre del 2020 la cifra di 350 milioni di download in tutto il mondo. Ma la piattaforma dai numeri stratosferici ha di recente attuato alcune modifiche che interesseranno i suoi utenti:
“Potremmo raccogliere identificatori biometrici e informazioni biometriche, come definito dalle leggi statunitensi, come impronte facciali e impronte vocali, dai contenuti utente. Laddove richiesto dalla legge, chiederemo all’utente tutte le autorizzazioni necessarie prima di tale raccolta”.
Con questa breve nota il celebre social network cinese ha annunciato la modifica alla propria informativa sulla privacy.
Un cambiamento non indifferente che interesserà direttamente la vita e la privacy di tutti gli utenti (per ora) di nazionalità statunitense. La raccolta di dati biometrici da parte di Tik Tok consiste nell’attività eseguita dal social di identificare oggetti e scenari, l’esistenza e la posizione all’interno di un’immagine di caratteristiche del corpo e del viso e il testo delle parole pronunciate. In realtà non è l’unico social che elabora i dati degli utenti in questo modo, ma ne esistono già altri che utilizzano la stessa strategia per ottimizzare gli annunci pubblicitari. Tik Tok, inoltre,sembrerebbe voler soltanto migliorare le proprie funzionalità, per questo la nuova privacy policy avverte che la raccolta di immagini e audio sarà utile per abilitare “effetti video speciali per la moderazione dei contenuti, per la classificazione demografica, per i contenuti e i consigli sugli annunci e per altre operazioni non di identificazione personale“.
La “questione” della privacy
L’annuncio da parte dell’app sulla raccolta dei dati biometrici, per quanto vaga, ha già suscitato numerose preoccupazioni. Tik Tok, infatti, non ha specificato lo scopo di questa raccolta, né tantomeno le modalità con cui chiederà il consenso per il trattamento dei dati. Ha soltanto svelato che inizierà con i dati degli utenti statunitensi e non è sicuramente un caso, considerando che in pochi Stati sono presenti delle leggi che tutelano la privacy biometrica. Per questo motivo, laddove non esista una legislazione specifica, molte persone potrebbero non essere avvisate sulla raccolta dei dati. Sembrerebbe però non essere questa l’intenzione di Tik Tok, che assicura di essere sempre molto attenta alla privacy del suo pubblico. La piattaforma che per tutta la durata dell’Amministrazione Trump era stata considerata come una minaccia per la sicurezza nazionale, ora sta cercando di riconquistare la fiducia degli utenti statunitensi. Per questo motivo ha più volte dichiarato di archiviare le loro informazioni in data center degli US e di Singapore, assicurando di non averli mai condivisi con il governo cinese.
Il futuro di Tik Tok
Tik Tok raccoglie già moltissime informazioni dal profilo dei suoi utenti, come i contenuti da loro creati, i cookie, le app e i file presenti sul loro smartphone, la posizione del dispositivo utilizzato e addirittura lo stato della batteria e i ritmi di battitura. Per cui, a cosa serviranno i dati biometrici?
Per il momento restano i dubbi e le polemiche di molti utenti di Tik Tok. Nei prossimi mesi scopriremo se l’app avrà fatto una scelta sbagliata, spaventando e facendo “scappare” dalla piattaforma tutti quelle persone preoccupate per la loro privacy, o se gli utenti saranno riusciti a digerire questa novità mantenendo attiva la loro presenza sull’app.
Synesthesia collabora con Smart Flow, digital experience company italiana che offre a grandi aziende, PMI, Pubblica Amministrazione e professionisti le competenze organizzative, tecniche e legali per indirizzare e mantenere la compliance al GDPR.
I nostri servizi di marketing e social media trasformano idee brillanti ma complesse in soluzioni digitali semplici, rapide e innovative, che proponiamo e progettiamo insieme al cliente per aiutare la sua azienda in modo concreto a raggiungere importanti obiettivi di brand e di mercato. Grazie al lavoro di team esperti sviluppiamo strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i nostri clienti e partner.
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Instagram nel corso degli anni: cambiamenti e novità
Quando è stato lanciato per la prima volta nel 2010, Instagram era un semplice raccoglitore di foto in ordine cronologico. Con il tempo e l’aumento della popolarità del social, molte più persone hanno cominciato a iscriversi e pubblicare contenuti, rendendo sempre più complicata la gestione della piattaforma. Era diventato ormai difficile per gli utenti vedere i post dei loro amici e parenti, finendo così per tralasciare molti contenuti potenzialmente interessanti. Nel 2016 le persone si perdevano circa il 70% dei post della home, inclusa quasi la metà dei post delle persone a loro più vicine. La soluzione è arrivata poco dopo: Instagram ha sviluppato e introdotto un aggiornamento che ordinava i post in base ai loro contenuti preferiti.
È doveroso chiarire che esiste un algoritmo e quali sono i suoi compiti. A differenza delle false credenze degli utenti, l’algoritmo non “spia” cosa fanno o vedono le persone sull’app, ma fornisce dei dati in base all’utilizzo di ciascun utente. Ogni parte dell’app – Home, Esplora, Reel e Stories – ha cominciato a utilizzare un proprio algoritmo realizzato in base alle preferenze dell’utente, classificando i contenuti da mostrargli e personalizzando le varie sezioni. Senza un algoritmo che riordini questi contenuti, il sistema di fatto non potrebbe funzionare. Utilizzando Instagram ogni utente manda quelli che la piattaforma definisce “segnali”, ovvero tutte le informazioni circa la sua attività sull’app.
In base a cosa Instagram decide quali contenuti mostrare?
La home e le stories sono i due “luoghi” in cui gli utenti vogliono vedere i contenuti dei loro amici, familiari e tutte le persone a loro più vicine. In queste due sezioni Instagram presenta determinati post in base all’interesse che l’utente dimostra nei confronti del contenuto stesso. Da queste due sezioni, le informazioni più rilevanti che la piattaforma riceve sono quelle sull’attività dell’utente che ha interagito con il post, la popolarità che riesce a raggiungere e le informazioni della persona che ha postato. Successivamente elabora alcune ipotesi sulle probabili interazioni che un utente potrebbe eseguire di fronte a un post.
Le 5 interazioni a cui Instagram dà più importanza sono: il tempo che un utente spende su un post, se un utente lascia un commento o un like, se un post è salvato e se l’utente è così interessato alla persona che ha pubblicato quel contenuto da visualizzare il suo profilo Instagram. Più un utente compie quelle azioni, più vedrà quel post in alto: ecco su cosa si basa l’algoritmo di Instagram.
L’originalità dei contenuti e la costante ricerca del “nuovo” sono concetti che Instagram considera fondamentali, motivo per il quale ultimamente ha cominciato a svantaggiare le Stories ri-postate dalla home. Come descritto, inoltre, nelle linee guida della Community, Instagram combatte la disinformazione e la divulgazione di contenuti che compromettano la sicurezza delle persone. Per questo motivo, tutti gli utenti che non rispettano le regole saranno penalizzati e noteranno una diminuzione della visibilità del loro profilo. Instagram potrebbe, infatti, arrivare a oscurare i loro post o, addirittura, sospendere l’account.
Le sezioni esplora e reel, a differenza della home e delle stories, sono i due luoghi in cui Instagram mostra i nuovi contenuti, derivanti dagli account che l’utente non segue. Per scegliere foto e video da mostrare, Instagram si basa sui like che l’utente lascia, sui salvataggi e sulle foto che commenta, alla ricerca di contenuti di suo interesse. I reel, pensati per intrattenere le persone, permettono anche ai piccoli creatori di raggiungere una grande visibilità.
Unico consiglio: creare contenuti di alta qualità deve essere sempre una priorità, per questo i reel con poca risoluzione, così come quelli che trattano temi politici, sono penalizzati e oscurati da Instagram.
Un altro punto che Instagram riconosce di non aver mai definito con chiarezza è relativo allo Shadow banning. Letteralmente significa “ban ombra” ed è utilizzato per riferirsi a un’azione di moderazione che consente di nascondere un utente da una comunità online. Molto spesso, questo termine è impiegato in modo inappropriato dalle persone per descrivere alcune situazioni spiacevoli che hanno vissuto su Instagram, come per esempio il fatto di ricevere meno like o commenti. Come ha spiegato il team di Instagram, la diminuzione della visibilità di un post non dipende dalla piattaforma, ma dai follower di quell’utente e dalla loro attività, poiché solitamente i contenuti che sono visualizzati sulla home sono meno della metà.
Le promesse di Instagram
Nell’ultimo anno gli utenti delle piattaforme social sono aumentati del 13%, con quasi mezzo miliardo di nuove persone, per un totale di 4,2 miliardi. Mentre il tempo speso sulle piattaforme continua a crescere, attestandosi a 2 ore e 25 minuti al giorno. Motivo per il quale Instagram promette a tutti i suoi affezionati, e ai nuovi arrivati, di essere continuamente al lavoro per aggiornare e risolvere i problemi esistenti sull’app.
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Il keynote di apertura della Apple WWDC 2021: iOS 15 e tutte le novità all’insegna della “condivisione”
Giugno per Apple è il mese degli annunci. Che cosa dobbiamo aspettarci nel futuro prossimo dal mondo Apple? A causa della pandemia anche quest’anno la settimana della Worldwide developer conference 2021 si svolgerà in streaming globale dall’Apple Park di Cupertino, California. Fino a venerdì 11 giugno si susseguiranno incontri, seminari, approfondimenti e lezioni dedicate agli sviluppatori. Il keynote di apertura del 7 giugno si è aperto con una presentazione video di Tim Cook sul palco dello Steve Jobs Theater. L’amministratore delegato di Apple è stato accolto da una platea di developer impersonificati da avatar colorati. A seguire, Craig Federighi (il Vice Presidente del reparto software di Apple) ha introdotto il tanto atteso iOS 15. Vediamo insieme quali sono state le novità introdotte.
FaceTime sarà una piattaforma ancora più evoluta
Le novità sono tantissime, a partire da quelle previste per FaceTime, l’applicazione Apple che consente di chiamare o videochiamare attraverso la videocamera frontale dello smartphone. Stando alle anticipazioni FaceTime diventerà una piattaforma di comunicazione a tutto tondo, ancora più evoluta, che punterà alla condivisione dei contenuti. Notevoli miglioramenti sono stati fatti per il video e l’audio, come l’isolamento della voce per ridurre al minimo i rumori ambientali grazie al machine learning. Sarà, inoltre, possibile condividere un link della chiamata di gruppo (come accade con Zoom e Teams) per far partecipare anche altri utenti alla video-call. Non sarà necessario utilizzare un iPhone o un iPad per partecipare, la videochiamata potrà essere effettuata anche da Android e da Windows e manterrà la crittografia end-to-end. Ma le novità per FaceTime non finiscono qui perché grazie alla funzione “ShareTime” sarà possibile addirittura condividere film o ascoltare musica, in perfetta sincronizzazione, tra due o più persone.
“Focus Mode”, “Live text” e le nuove mappe
Molta curiosità ha suscitato tra gli sviluppatori anche l’aggiornamento che consente di dividere letteralmente l’iPhone in due, tra lavoro e vita privata: grazie alla funzionalità “Focus Mode” sarà possibile infatti decidere che tipo di notifiche mantenere attive e quali disabilitare nei diversi momenti della giornata. Saranno gli utenti noi ad avere il pieno controllo del nostro iPhone scegliendo le app che potranno rimanere attive e le persone con le quali vogliamo ancora continuare a comunicare.
Altra novità degna di nota introdotta è il “Live text”: grazie all’intelligenza artificiale, sarà possibile selezionare il testo che compare dentro una foto e copiarlo, oppure fare un tap (per esempio nel caso di un numero di telefono, per far partire subito la chiamata).
Per quanto riguarda le nuove mappe, invece, la grafica tridimensionale, estremamente dettagliata e rifinita, è cambiata moltissimo: compaiono semafori, corsie ciclabili e strisce pedonali. I nuovi aggiornamenti prevedono interazioni con i servizi pubblici. Per esempio l’Apple Watch sarà in grado di dire quando è il momento di scendere da un autobus.
“iPad OS 15: come cambiano gli iPad
L’evoluzione intrapresa da Apple coinvolge (finalmente) anche gli iPad. Il nuovo sistema operativo per i tablet di iOS si chiamerà iPad OS 15 e cambierà non poco il nostro modo di interagire con i tablet di casa Apple Tale cambiamento avvicinerà sempre di più il dispositivo a un ambiente desktop, mantenendo ovviamente le specifiche distintive date dall’’interfaccia touch. Questa segna un cambio di passo molto importante pensato per sfruttare al meglio la potenza offerta dai nuovi device con chip M1. Per migliorare la user experience dell’utente sono state potenziate, infatti, le capacità di multitasking attraverso una significativa semplificazione della gestione di più applicazioni allo stesso tempo (per esempio è possibile passare da un’app all’altra col gesture intelligenti e intuitive). Notevoli miglioramenti sono stati fatti anche per quanto riguarda l’app Note: sarà possibile iniziare a prendere appunti su iPad iniziando a “scrivere” direttamente con l’Apple Pencil sullo schermo, senza lanciare l’applicazione.
Novità anche per iCloud: la “Digital Legacy”
Per quanto riguarda il servizio di archiviazione online di Apple, iCloud, sarà possibile recuperare in caso di emergenza i propri dati anche grazie a un elenco di contatti fidati scelti precedentemente dall’utente. La funzionalità “Digital Legacy” consentirà di accedere a un account iCloud anche dopo che l’utente è venuto a mancare, così da non perdere i dati, foto e altro.
WatchOS 8. Monitoraggio salute e domotica: le novità
Il nuovo sistema operativo WatchOs 8 consentirà agli utenti di prestare maggiore attenzione al proprio stato di salute attraverso un monitoraggio attento e costante: le nuove funzionalità integrate nell’app “Sonno”, per esempio, consentiranno di tenere sotto controllo anche la respirazione.
Infine, grazie all’arrivo di “Home”, sarà più semplice gestire in modo sempre più “smart” la propria abitazione. Per esempio sarà possibile rispondere al campanello smart direttamente da Apple Watch e si potranno visualizzare i video di sorveglianza su Apple Tv. Tali miglioramenti fanno parte di un’integrazione ancora più stretta tra l’hub centrale e gli apparati domotici e la possibilità per Siri di arrivare anche su dispositivi di terze parti. E questa è una novità estremamente significativa.
macOS Monterey: il nuovo sistema operativo per Mac
Il nuovo sistema operativo per Mac si chiamerà macOS Monterey. È stato progettato ad hoc per gli ultimi mac con processore M1, ma funziona perfettamente anche sugli altri. Le sue caratteristiche principali sono quelle legate all’interazione con altri device Apple. Grazie alla Universal Control, infatti, il cursore del mouse è in grado di passare in automatico da iPad a Mac quando si sta lavorando su entrambi i dispositivi e l’utilizzo della tastiera passa da un dispositivo all’altro a seconda della posizione del cursore del mouse.
E la privacy?
L’interazione di più sistemi e la maggiore condivisione di spazi e contenuti tra gli utenti pone molte riflessioni sulla privacy. A tal proposito Apple ha precisato che nessun dato sarà memorizzato dall’azienda. Già con iOS 14.5 gli utenti erano in grado di controllare la gestione dei loro dati grazie all’App Tracking Transparency. Le novità introdotte con iOS 15 apporteranno notevoli miglioramenti: sarà possibile, infatti, nascondere l’indirizzo IP e accedere a un nuovo report settimanale che fornirà a tutti gli utenti un resoconto in sull’esposizione dei loro dati verso app e sviluppatori. Sono state, inoltre, aggiornate anche molte policy legate alla pubblicazione delle app: ci sarà l’obbligo per tutte le applicazioni che permettono di effettuare una registrazione di un account di prevederne sempre la cancellazione. Anche senon è stato reso noto con esattezza quando entrerà in vigore questo aggiornamento, occorre sapere che tale modifica varrà anche per le app già pubblicate.
“Integrazione”, “condivisione” e tutela della privacy: la nuova linea della Apple
La linea intrapresa da Apple sembra essere, dunque, quella dell’“integrazione” e della “condivisione” che punta ad andar oltre le differenze delle singole piattaforme, applicazioni, device e sistemi. Si tratta di una vera e propria “apertura” per molti aspetti rivoluzionaria di iOS. Che questa linea votata all’integrazione e alla condivisione sia il frutto di quello che abbiamo vissuto non è dato saperlo. Ciò che possiamo però affermare con certezza è che condividere è meglio, farlo in modo evoluto e sicuro lo è ancora più. Apple con iOS15 sembra essere nella giusta direzione. Le premesse sono piuttosto interessanti e per gli amanti del brand, finalmente appaiono come un sostanzioso passo in avanti.
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