I numeri di internet

Secondo una ricerca condotta da Mary Meeker, ad oggi più del cinquanta per cento della popolazione mondiale ha accesso ad internet: 3,8 miliardi di utenti navigano la rete in modo sempre più attento e consapevole. Un’utenza di questa portata non può che impattare in modo incisivo sulle strutture sociali e istituzionali: lavoro, sanità, istruzione e così via. Alcuni dati possono fornirci una valida chiave di lettura per questo complesso fenomeno.

Prima di entrare nello specifico della questione, è bene tener presente che: il 53% degli utenti viene dall’Asia. La Cina guida il mercato raccogliendo il 21% degli utenti totali; l’India raccoglie il 12%. Seguono gli Stati Uniti, con l’8% dell’utenza mondiale e il dominio assoluto del mercato digitale: otto delle prime dieci più grandi aziende operanti nel settore informatico provengono dagli USA (Amazon, Apple, Facebook, Paypal ecc.), la cui concorrenza più accanita è rappresentata dalla Cina. Nonostante questi dati evidenzino una larga diffusione, la crescita dell’utenza sta rallentando: dal 7% del 2017 si è passati al 6% nel 2018. 

Il tempo trascorso sul web è in aumento. Negli Stati Uniti l’utente medio trascorre 6,3 ore della propria giornata online, di cui più della metà su mobile. La preferenza degli utenti è infatti quella di usare i dispositivi mobili, che oggi superano per tempo di fruizione e interesse la televisione. L’uso dei wearable devices è raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Mary Meekers, nella sua ricerca, schematizza così le conseguenze che derivano dalla connessione costante degli individui alla rete:

Effetti positivi: Self-Expression, Real-World Relationships, Access To Health Info, Awareness of Others, Emotional Support, Community Building.

Effetti negativi: Self-Identity Loneliness, Depression, Bullying Body Image, Anxiety, Fear of Missing Out, Sleep Quality / Amount.

Ora che abbiamo delineato le abitudini e la distribuzione degli utenti di internet, possiamo soffermarci sui contenuti.

Comunicare con le immagini

La tendenza a utilizzare l’immagine come unità comunicativa riporta a un passato decisamente remoto. La condivisione di pensieri, è ancora oggi legata in larga parte a immagini e video. Questa tendenza appare in crescita: le piattaforme più image-centered stanno inglobando la concorrenza. Luoghi come Instagram e Pinterest stanno rapidamente prendendo il posto dei “tradizionali” eCommerce, espandendo la loro area di competenza. 

Con l’importanza delle immagini crescono anche gli strumenti messi a disposizione per coloro che vogliono esprimersi. Le persone infatti vogliono raccontare storie attraverso le immagini editate e i video. Una dimostrazione è Snap Lens Studio (tool dove è possibile creare, pubblicare e condividere esperienze in augmented reality) che sta crescendo in fretta, così come la community Lens Views.  

Accrescono anche i tool di design che permettono di adattarsi e avere più fluidità. Canva permette di scegliere il template, modificarlo, collaborare in team e esportare l’asset ovunque. 

Il design è diventato una parte critica della maggior parte delle professioni per comunicare idee. Piuttosto che rimanere bloccati con complicati strumenti basati sul desktop, Canva si propone di rendere accessibile a tutti la creazione di grafiche del tutto professionali.

L’immagine è una delle componenti che costituiscono il messaggio della comunicazione. Parlando della comunicazione e delle sue forme, la ricerca di Meekers apre altri interessanti spunti.

Informazione, disinformazione, fake news

I mezzi digitali hanno permesso nuove ed efficaci vie di trasmissione del sapere. Le notizie viaggiano veloci come non mai, coprendo distanze prima assolutamente impensabili. La quantità d’informazione che il web veicola è enorme, incontrollata e facilmente accessibile; per questo quando parliamo di internet parliamo anche di notizie false, cospirazioni, rumors.

Le possibilità aperte dallo spazio digitale in ambito comunicativo presentano quindi due lati, uno lo specchio dell’altro. Condivisione di cultura e diffusione di teorie cospirazioniste sono realtà coesistenti.

Fruizione dei contenuti: il modello FREEMIUM

Offrire all’utente un servizio prima di chiedere un compenso risulta oggi, secondo i dati proposti da Meekers, la strategia vincente. 

Il cosiddetto modello Freemium è composto da una user experience gratuita che rende possibile un maggior coinvolgimento e social sharing; mentre la parte premium porta alla monetizzazione e alle innovazioni di prodotto.

Uno dei tool freemium per le aziende è G-Suite, che offre prodotti digitali amati da miliardi di utenti grazie alla semplicità del design e alla fluidità dell’esperienza.

Guardando al consumatore, il servizio di musica streaming Spotify attualmente ha raggiunto quasi il 50% degli utenti paganti. Spotify ha saputo riconoscere che gli utenti vogliono ascoltare musica gratuitamente e immediatamente. La versione gratuita funge da anteprima per le potenzialità del prodotto completo, lasciando intravedere le possibilità dell’esperienza a pagamento.

Il mercato dei dati raccolti

Fruire di un servizio digitale significa fornire delle informazioni sui nostri gusti, sulle nostre preferenze e necessità. I dati e gli algoritmi che li utilizzano costituiscono un’altra componente essenziale del panorama web.

Da un’indagine sui clienti retail emergono i seguenti risultati: il 91% preferisce le marche che forniscono offerte / raccomandazioni ad hoc; l’83% è disposto a condividere passivamente i dati in cambio di esperienze personalizzate; il 74% è disposto a condividere attivamente i dati in cambio di esperienze personalizzate.

Ciò che viene percepito come casualità è invece generato da schemi progettati da sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. Oggi le aziende stanno sfruttando sempre di più i dati per migliorare le esperienze dei clienti, aprire nuovi mercati, e creare nuove fonti di vantaggio competitivo.

Quelli che abbiamo raccolto in questo articolo sono solo alcuni dei tanti argomenti affrontati dalla ricerca “Mary Meeker’s 2019 internet trends” consultabile qui.


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Visitare la città in modo sostenibile e responsabile, tenendola nel palmo di una mano. Da oggi sarà possibile con CityAROUND, l’applicazione gratuita, sviluppata da Panorami Elettronici grazie al supporto tecnologico di Synesthesia e Global Business Solution e in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, ToBike, Federagit Piemonte, Guide Turistiche Italia, che è stata presentata ufficialmente ieri, giovedì 4 luglio, alle ore 11.30 presso il Circolo dei Lettori in via Bogino 9 a Torino. CityAROUND !FREE APP – the best city sightseeing tours on foot & by bike” è il modo innovativo, alla portata di tutti, per organizzare in piena autonomia il proprio giro turistico cittadino a piedi o in bici su circuiti tematici. È la guida digitale, semplice e intuitiva, che consente all’utente di immergersi facilmente nel patrimonio culturale e paesaggistico di Torino, accompagnandolo passo per passo lungo tutto il tragitto prescelto. Grazie a un sistema di navigazione, dove vengono caricati diversi circuiti ad anello da percorrere a piedi o in bicicletta, è possibile scegliere il proprio itinerario preferito e iniziare l’esplorazione urbana secondo le modalità più sostenibili e responsabili suggerite dal turismo green. Ogni circuito è mappato e selezionato in base a specifiche caratteristiche paesaggistiche, storiche, culturali ed implementato con informazioni multimediali, dedicate ai principali punti di interesse incontrati, mettendo a disposizione in pochi “tocchi” tutti gli ingredienti migliori per arricchire il proprio tour cittadino.

In un contesto in cui il Comune di Torino utilizzerà questo progetto per partecipare al Premio Capitale Europea del Turismo Smart, l’obiettivo è di mettere a sistema il patrimonio culturale e paesaggistico di Torino insieme alle esigenze dei visitatori, applicando i principi fondamentali del turismo sostenibile e centralizzando su un’unica piattaforma web tutti i servizi necessari al completamento dell’esperienza turistica (dalla prenotazione di voli, transfer e hotel fino al noleggio delle bici) in partnership con i migliori operatori del territorio e sfruttando una strategia di web marketing mirata. Al termine della Conferenza Stampa è stato presentato in anteprima il video VISIT TORINO, realizzato con il Patrocinio del Comune di Torino e della Camera di Commercio di Torino. Un’orchestra di cinquanta bambini si è spostata in cinque location storiche di Torino quali Piazza Castello, Museo Egizio, Piazza Carlo Alberto, piazza Carignano e piazza San Carlo suonando l’Inno alla Gioia e guidati idealmente da una direttrice d’orchestra, simbolo della città, posta sul podio più alto: il terrazzo del Monte dei Cappuccini.

Durante la Conferenza Stampa sono intervenuti: Alberto Sacco, Assessore al Commercio del Comune di Torino, Guido Cerrato, Dirigente dell’area Sviluppo del territorio e Regolazione del Mercato della Camera di commercio di Torino, Daniela Broglio, Direttore Turismo Torino e Provincia, Valeria Sottili, Dirigente Direzione Attività Produttive Città Metropolitana di Torino, Gianluca Pin, Direttore Commerciale Bicincittà, Marco Castellarin, Socio Fondatore Studio Castellarin & Bossetto, Riccardo Recalchi, Amministratore Delegato Synesthesia, Luca Alberigo, Amministratore Delegato GBS, e Alberto Volpe, Amministratore Delegato Panorami Elettronici srl.


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Il 17 maggio siamo stati ospiti nei nuovi uffici milanesi di Amazon: un palazzo tutto vetri nel cuore della città, a pochi passi dalla Stazione Garibaldi, che ben si integra nel rinnovato quartiere che alterna palazzi moderni a quelli della Milano storica.

Obiettivo dell’incontro: presentare alle agenzie come Synesthesia le nuove strategie di comunicazione legate alla voce (ovviamente con al centro Alexa e le sue Skill) per permettere loro di aiutare i clienti a presidiare con successo l’area del voice assistant di casa Amazon.

L’incontro, il primo dal lancio di Alexa in Italia, si è articolato tra vari speaker, coprendo temi tecnici, marketing e sviluppo business, advertising.

Le Skill: Non chiamatele App!

Per interagire con la voce si può creare una App per Alexa come per gli smartphone, chiamate Skill. Chiunque può creare una Skill e pubblicarla sulla piattaforma di Amazon. Essa comparirà in una area apposita del sito Amazon simile ad un “App Store”. Ovviamente le Skill possono essere anche richiamate direttamente interagendo con la voce, ed è anzi questo il caso più comune. Questo avviene pronunciando una frase specifica, chiamata Utterance, che richiama la Skill e può dare inizio alla conversazione, ad esempio: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”

Le Skill passano un processo di approvazione simile a quello delle app (della durata media di circa 3 settimane) e possono essere multi-lingua.
Come le App, anche le skill possono essere recensite dagli utenti. Si tratta di review testuali corredati da un rating numerico (le “stellette”) sullo store, o un rating vocale (richiesto in modo casuale all’utente dopo l’uso, in questo caso solo numerico).

Dare voce al proprio brand con le Skills di Alexa

Ad oggi nel mondo sono state sviluppate più di 80.000 Skills (!). Molti brand stanno sviluppando la loro Voice Strategy, sviluppando una presenza nel mondo degli assistenti vocali. Alexa è sempre più diffusa tra i consumatori, è facile da usare ed il suo utilizzo diventa parte del customer journey.
Per avere successo in questo nuovo canale, è necessario un mix di competenze, intersezione tra developer, specialisti di marketing, e designer (o meglio “Voice Interface Designers”), proprio come quello messo a disposizione dal team Synesthesia!.
L’obiettivo principale è quello del brand awareness, come condiviso da tutte le agenzie presenti, ma il secondo è sicuramente la vendita di servizi e prodotti.

L’ecosistema della Voce: i dati di Amazon


La voce è ovunque, è pervasiva. Siamo abituati ad usarla fin da piccoli. Oggi è il “momento magico” per essere presenti sulle interfacce vocali. Alcune cifre fornite da Amazon ad oggi:

Sono invece previsti per il 2020:

Come usano principalmente Alexa gli utenti?

Principalmente per l’intrattenimento, attraverso l’audio, la musica. Ma gli smart assistant sono anche un acceleratore per le tecnologie smart home e la gestione della casa attraverso la home automation.
Altre attività spaziano dall’aggiunta di un timer in cucina all’ascolto di informazioni e news, all’aggiunta di qualcosa alla propria lista della spesa.
Anche i bambini interagiscono con Alexa: ci sono skills pensate proprio per la famiglia. L’interfaccia vocale diventa è un momento di inclusione collettiva, a differenza di altre tecnologie (come lo smartphone) più “divisive” e solitarie.

Dove mettono Alexa gli utenti?

Principalmente in cucina e in salotto, che è dove si passa più tempo. Ma Alexa è un sistema aperto, potrà essere “everywhere” grazie alle integrazioni di terze parti. Si parla di elettrodomestici, dal frigo al microonde, ma anche di cuffie audio, speaker e presto integrazione on-the-go in auto.

Come creare una Skill di successo

Come raggiungere dunque l’obiettivo comunicativo attraverso la voce? Le Skill migliori sono quelle che puntano a dare valore all’utente, idealmente con un utilizzo frequente, anche quotidiano. La formula è la seguente:

L’idea è di “possedere un momento”, ad esempio:

Case histories

I case di successo sono molti, eccone alcuni:

Come dare visibilità alla propria Skill per Alexa

L’Utterance, la frase con cui facciamo aprire la Skill, può essere considerata quasi come un #hashtag nel contesto di una campagna. Deve essere al centro della comunicazione, semplice e chiaro all’utente.

Ad esempio “Alexa apri Clem Quiz” è l’Utterance scelta da Clementoni. Gli utenti vanno educati ad usarla, ad esempio usando il packaging del prodotto, le campagna adv, gli altri canali: va insomma messo in evidenza nella comunicazione.

Le Skill possono ricevere visibilità negli store, o nell’app di Alexa, ma anche attraverso i social e in campagne strutturate. Ad esempio:

Inbound

Facebook

Attività di Co-marketing di Amazon con le aziende:

Altri canali da sfruttare: email, social, landing page, presentazioni video, passaggi TV, press release…

Utilizzare Amazon Advertising per promuovere la propria Skill

Amazon mette a disposizione i suoi canali ADV, che possono essere sfruttati con l’obiettivo di portare traffico alla skill:

Il loop positivo delle crescita parte dalla awareness, che porta all’utilizzo e successivamente a una review con rating, che se positivi a loro volta portano a nuova awareness.
Gli obiettivi dipendono dalle diverse “larghezze” del target, new customer→ lookalike → prospecting. Gli step da seguire sono 4:

  1. Creare una branded landing page su Amazon ADV (se il cliente vende su Amazon può mettere link anche alle pagine di prodotto)
  2. Trovare il target corretto
  3. Creare la campagna ADV legata all’azione (Call To Action)
  4. Dare visibilità e discoverability

Best practices sulla creatività
Per migliorare l’efficacia della campagna, si consiglia di:

Quali sono i KPI per una Skill?

Alexa: le novità che ci aspettano

Già oggi è possibile utilizzare Amazon Pay per acquistare beni e servizi attraverso Amazon. Presto sarà possibile attivare l’equivalente delle “In App Purchase”, ovvero le In-Skill-Purchase per acquistare servizi, contenuti digitali e funzioni aggiuntive direttamente dentro le Skill, anche in abbonamento.
Presto vedremo anche una maggiore integrazione tra Alexa e l’altro prodotto Amazon di cui ci siamo occupati: il FireTV Stick.

Non dimentichiamo infine che Alexa non è solo voce: molti dispositivi abilitati dispongono di uno schermo e permettono già oggi di ricevere risultati visuali, con cui interagire direttamente.

Cosa possiamo fare insieme?

In Synesthesia siamo entusiasti per tutte le opportunità che si aprono per i nostri clienti nel mondo degli assistenti vocali, e Alexa è una delle piattaforme più vivaci, efficaci ed in evoluzione in questo momento. Non vediamo l’ora di costruire insieme a voi le vostre Skill, integrandole nel processo aziendale e nel customer journey, per creare la più efficace Voice Strategy per il vostro Brand. Cosa aspettate? contattateci subito!

Synesthesia entra a far parte di ACT – The App Association, rappresentando il mercato italiano all’interno della rete di software house che interloquiscono con le istituzioni europee e i governi nazionali circa la regolamentazione del mercato digitale e delle nuove tecnologie.

La vocazione internazionale di Synesthesia è sempre andata di pari passo con la volontà di portare valore tecnologico e umano all’interno del proprio territorio, attraverso le proprie attività e iniziative.

In occasione della discussione sulla nuova normativa europea su P2B – Platform to business Regulation, ci siamo resi conto che non vi erano associazioni o reti di aziende capaci di rappresentare le esigenze, i bisogni degli attori che ogni giorno lavorano per sviluppare prodotti e servizi innovativi, sporcandosi le mani con la tecnologia.

Abbiamo così aderito all’Associazione per la tecnologia competitiva, ACT – The App Association, partecipando alla raccolta feedback tecnici sulla regolamentazione delle Piattaforme in relazione agli utilizzatori business.

Attraverso gli incontri organizzati da ACT, siamo riusciti a comunicare alcune importanti informazioni agli stakeholder istituzionali di primo piano, raccontando quali potrebbero essere le criticità e i rischi causati dal regolare un mercato che già oggi impiega diverse migliaia di persone, e su cui sono state consolidate competenze di alto profilo ed efficaci metodi produttivi, senza tenere conto dell’intrinseco funzionamento delle piattaforme web e dei casi di utilizzo da parte degli business users.

Che cos’è ACT – The App Association

La sigla ACT, sta a significare Association for Competitive Technology.
L’Associazione per la Tecnologia Competitiva, nota come ACT | L’App Association è un’associazione di categoria che rappresenta oltre 5.000 sviluppatori di software e società tecnologiche di piccole e medie dimensioni negli Stati Uniti e in Europa.

ACT – The App Association fu fondata negli USA nell’anno 1998. A stimolare l’istituzione di un’associazione capace di rappresentare gli sviluppatori di software indipendenti fu il caso giudiziario United States Versus Microsoft Corporation, di cui la sentenza è stata pronunciata nel 2001. Microsoft Corporation veniva accusata di operare pratiche sleali, in grado di danneggiare fortemente la concorrenza, esercitando di fatto un ruolo di monopolio.L’organizzazione è portavoce in sedi istituzionali dei problemi e criticità di sistema che riguardano il mondo dello sviluppo software.

L’Associazione lavora per promuovere i seguenti principi:

L’Associazione oggi conta migliaia di membri tra sviluppatori e software house indipendenti da tutto il mondo, mantenendo un principale focus su USA e UE.
In America, fanno parte di ACT | The App Association importanti aziende di sviluppo come BadVR, Dogtown Media, Airstrip, SpeakEasy e molte altre.

I membri europei di ACT

ACT | The App Association da qualche anno ha iniziato a muovere dei passi importanti nell’ambito della rappresentanza istituzionale in Europa.

In meno di due anni, l’Associazione ha collezionato membri in vari stati dell’Unione Europea, costruendo una solida e ricca rete di software house in grado di offrire spunti tecnici ed esperienze dirette agli stakeholder istituzionali, al fine di coinvolgere attivamente, con gli attori di un’eventuale regolamentazione del mondo del software.

Oltre Synesthesia, unico partner italiano, fra i membri europei di ACT troviamo Wyres (Grenoble, France), Brightec (Brighton, UK), Egylis (Paris, France), LW (Bruxelles, Belgio), Innovify (Londra, UK), u2u Consult (Bruxelles, Belgio), Accedia (Sofia, Bulgaria) e Andaman (Boncelles, Belgium).

In Europa l’Associazione per la Tecnologia Competitiva sta interloquendo con le istituzioni europee e con i governi nazionali circa due tematiche fondamentali per il mondo dell’innovazione: la regolamentazione delle Piattaforme Online rispetto alle modalità di utilizzo dei Business Users; la regolamentazione di Standards e Brevetti.

Si parla moltissimo negli ultimi mesi di criptovalute e della tecnologia sottostante, la blockchain.
Su quest’ultima, in particolare, risulta abbastanza evidente come non ci siano ancora conoscenze molto approfondite e diffuse: al di là di un forte buzz generale, non sono c’è una forte necessità di momenti di formazione e confronto sul tema.

Facciamo una premessa introduttiva, parlando di Ethereum e della sua blockchain.

Ethereum è una piattaforma decentralizzata che permette la creazione e pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti, lanciata nel 2015 dal programmatore russo Vitalik Buterin. Perché puntare sulla blockchain e in particolare su quella di Ethereum? Perché la blockchain di Ethereum non serve soltanto a garantire lo scambio di una moneta virtuale, ma anche ad eseguire i cosiddetti “smart contract”, ovvero contratti software eseguiti sulla blockchain stessa, che secondo molti operatori rivoluzioneranno vari settori, primo fra tutti quello finanziario.Un sondaggio di PWC nel settore dei servizi finanziari e fintech ha infatti rivelato che circa il 77% dell’industria dei servizi finanziari sta pianificando di adottare la tecnologia blockchain entro il 2020.In Synesthesia abbiamo pertanto accettato con entusiasmo la sfida di collaborare attivamente all’organizzazione e alla sponsorizzazione del lancio di Ethereum Meetup Torino, la prima community Ethereum di Torino. Martedì 20 febbraio 2018 ci sarà il meetup di kickoff di questa community, fondata grazie anche al supporto diretto del nostro CEO Francesco Ronchi e dei nostri colleghi Marco Roberti e Francesco Brocero. L’obiettivo è quello di creare un gruppo di sviluppatori e persone che sono interessate e che credono nella blockchain di Ethereum per discutere di questa tecnologia, confrontarsi tra loro, fare networking e dar vita a un centro di competenze in grado di supportare e sviluppare progetti su questa piattaforma.

La blockchain consente di realizzare progetti innovativi in molti settori oltre a quello finanziario.

Durante Il meetup l’università di Torino presenterà la sua iniziativa “University of Turin Blockchain Initiative (UTBI): il progetto Co-City, Blockchain for social good” ,
A seguire Fabio Fiori CTO di Food Chain parlerà di strategie alternative alla Proof-of-Work. Infine ci sarà uno spazio dedicato al networking.

Al momento in cui questo articolo sta per essere pubblicato (16/02/2018), la comunità Ethereum Torino conta già 187 partecipanti e sono disponibili solo pochi posti per il meetup di kickoff.

L’evento e la community stanno avendo dunque un grande successo.
Potete partecipare registrandovi all’evento sulla piattaforma Meetup.

Synesthesia supporta la ricerca 2018 dell’Osservatorio MobileB2c Strategy

In Italia sono oltre 30 milioni le persone che mensilmente accedono alla Rete da un device mobile. Di questi, ben 11 milioni lo fanno unicamente da dispositivi di questo tipo.  Il Mobile, in altri termini, per questo target è l’unica modalità di accesso diretto e consapevole ad internet.
Ogni mese ogni italiano passa quasi due giorni consecutivi sul proprio smartphone, con cui svolge oramai qualsiasi genere di attività. Oltre il 60% delle connessioni avviene da Mobile.
È con la consapevolezza di questi numeri e del loro impatto economico e sociale, che da febbraio  2018 Synesthesia ha deciso di supportare la Ricerca dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.

Mercoledì 14 si svolgerà il convegno “Customer journey sempre più Mobile: ready for the next level?”, in cui verranno presentati i risultati della Ricerca svolta dall’Osservatorio nel 2017.
Con oltre 600 persone attese, è il più importante evento di settore italiano e Synesthesia sarà tra gli Sponsor.

A partire da marzo, poi, Synesthesia supporterà la Ricerca 2018 dell’Osservatorio Mobile, in qualità di Partner, e collaborando attivamente alla stessa.

Francesco Ronchi

Francesco Ronchi, CEO di Synesthesia: “L’Osservatorio Mobile del Politecnico di Milano è da sempre l’ente di maggior credito sul territorio italiano per la ricerca e diffusione di dati e informazioni sulla mobile industry; collaborare con loro è per noi un grande orgoglio e un grande stimolo, perché vuol dire supportare la diffusione di conoscenze e competenze su un settore che è tuttora all’inizio della sua portata rivoluzionaria. L’integrazione tra le potenzialità dei device mobili, le reti sociali e l’ambiente circostante – penso ad esempio a Internet of Things, automotive, smart home, oggetti indossabili e così via – ha potenzialità incredibili sin da oggi, e con l’Osservatorio vogliamo iniziare un percorso che valorizzi al meglio queste grandi opportunità per le aziende e le persone.”

Per Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy: “Non c’è customer journey che non veda la presenza dello Smartphone in una o più fasi. Il Mobile sta diventando infatti sempre più un canale di vendita diretto, tanto che nel 2017 ben un quarto degli acquisti eCommerce complessivi proviene da questo dispositivo. Ma – fatto almeno altrettanto rilevante – è un canale sempre più fondamentale anche nelle decisioni di acquisto che poi si concretizzano da Pc o nel mondo  fisico. Le aziende di qualunque settore o dimensione sono chiamate quindi a definire una strategia su questo canale: per farlo occorre comprenderne molto bene le specificità e le costanti evoluzioni tecnologiche. In questa sfida diventa centrale creare un set di competenze, interne e di network, attraverso partner specializzati che hanno nel DNA competenze tecniche e di business sul Mobile. Anche il nostro Osservatorio, attraverso una ricca Ricerca empirica e momenti costanti di confronto e discussione tra aziende della domanda e dell’offerta, si pone proprio l’obiettivo di aiutare le imprese a spingere sull’acceleratore”.


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Che i Social Media siano uno strumento in costante evoluzione è cosa ormai nota: dalle fake news ai video lunghi, alle priorità del newsfeed, le novità introdotte negli ultimi mesi nelle varie piattaforme Social sono davvero tante e non possono essere ignorate.  

Certo è che,  di fronte a tutti questi cambiamenti, le domande sorgono spontanee e spesso è difficile trovare una risposta ad ognuna di esse.

Soprattutto nel corso del 2017, ad esempio, Facebook ha introdotto cambiamenti progressivi nell’algoritmo che regola il flusso di notizie assegnando un ruolo chiave ai post sponsorizzati a scapito di quelli organici. Di fronte a questo scenario la riflessione che ne consegue è quindi la seguente:

“Ha ancora senso per una piccola impresa, che non ha grossi budget da investire in adv, mantenere una presenza su Facebook con tutti gli sforzi in termini economici e di tempo che ciò comporta?”. Durante il Social Media Strategies abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere questa e altre domande a Cosmano Lombardo, fondatore e CEO di Search On Media Group, che, accompagnato dal suo inseparabile volpino, ci ha risposto così:

“Assolutamente sì. Essere su FB anche per una piccola azienda che non ha grosse disponibilità economiche ha ancora senso. Esiste, infatti, tutta quella parte fatta di relazione, di rapporto con gli utenti e di comunicazione dei valori del brand che va oltre l’adv e la visibilità che con essa si può ottenere. Un utente o un cliente ha la necessità di contattarti, di relazionarsi e conoscere il tuo brand al di là dell’advertising. Se vediamo la comunicazione solo come un aspetto orientato a ottenere lead, effettivamente potrebbe non avere senso, ma visto che la comunicazione e i Social Network sono un aspetto importante per rapportarsi agli utenti, collaborare e cooperare con loro, confermo l’efficacia di una  presenza sui Social, al di là degli algoritmi che prediligono la parte di advertising”.

In altre parole, gli obiettivi di una “presenza organica” sui Social assolvono ad una funzione di CRM e di mantenimento della relazione, corretto?
“Esatto. Anzi quest’ attività non solo è importante ma acquisterà nel tempo sempre più valore. Un’azienda che si limita a rapportarsi ai Social solo per ottenere visibilità penso che si penalizzi e si limiti rispetto a chi utilizza questi canali per rapportarsi con i propri utenti, per sentirli, per avere  un feedback e per capire se il proprio prodotto abbia davvero un senso o meno.
Guardiamo ad esempio il Social Media Strategies, anche questo può essere considerato un prodotto. Se noi  utilizzassimo i Social solo per far sapere agli utenti che possono acquistare i biglietti ad una certa cifra, andremmo in controtendenza rispetto a quelli che sono i nostri valori: ascoltare gli utenti e capire ciò che desiderano. Se, ad esempio, capiamo che il pubblico vuole che si parli di un certo argomento, durante i nostri eventi,  noi trattiamo quell’ argomento”.

Il fatto che Facebook abbia tutto questo potere e decida che cosa mostrare e che cosa nascondere non ti fa mai paura? Secondo te come possiamo evitare il distacco dalla realtà?
“Mi spaventa tanto nella misura in cui le cose continuino ad andare avanti così come sono andate sino ad ora, ovvero senza percorsi educativi che partano già dalle scuole elementari. Così come mi spaventa il fatto che spesso gli utenti vedono questi strumenti come gli unici responsabili delle azioni che noi tutti andiamo ad attuare. I Social sono uno strumento al nostro servizio. Non dobbiamo farci sopraffare come è successo per la finanza che ha iniziato a dominare la politica”.

Non ti capita mai di avere la sensazione che stiano vincendo gli hater e che Internet fosse più funzionale quando veniva utilizzato solo da una nicchia e non dalla massa?

“Questo è un tema centrale soprattutto rispetto al nostro progetto formativo e ai temi che trattiamo nei vari eventi e in particolare nel Web Marketing Festival. Quando è nato Internet credevamo che sarebbe diventato il luogo per dialogare in modo corretto e allo stesso tempo criticavamo la televisione. Criticavamo il Grande Fratello e poi  alla fine abbiamo fatto di noi stessi un Grande Fratello a causa del cattivo utilizzo che facciamo dei Social. Non è un problema di quantità di persone, ma dell’utilizzo responsabile di questi strumenti. Prendi ad esempio un’automobile. Se la utilizzi per raggiungere i parenti e amici ne fai un buon utilizzo, se invece la usi per fare le gare e schiantarti contro un muro allora ne stai facendo un utilizzo sbagliato. La colpa è dell’auto o tua? I Social sono uno strumento fantastico che stiamo utilizzando male. Io però sono ottimista, credo che dobbiamo abituarci ad un uso un po’ più responsabile. Credo che dovrebbe intervenire la pubblica amministrazione, le scuole. Oggi abbiamo l’educazione in famiglia, l’educazione a scuola, l’educazione per strada e abbiamo anche l’educazione online che è una parte fortissima e quella parte va integrata”.

Affrontando quindi il tema da un punto di vista ottimista, ritieni che i Social, così come il Mobile più in generale, possano essere utilizzati come strumenti per migliorare la società?

“Sì, prendi ad esempio il tema dell’accessibilità. Quanto è cambiata la vita di una persona non vedente piuttosto che non udente grazie agli strumenti online? Tantissimo! Queste persone possono trarre benefici spaventosi da questi strumenti anche se poi su quanto Internet sia veramente accessibile e quanto noi operatori del settore lo rendiamo tale è un grosso punto interrogativo, come lo è Facebook perché in realtà non è un canale così tanto accessibile. Io lavoro con i ragazzi della comunità di San Patrignano e uno di loro mi ha detto che il telefono era diventato una sorta di dipendenza, un’appendice del suo corpo. Questo perché lo utilizzava in malo modo. Anche per i non vedenti il telefono è un’appendice del corpo ma è un’appendice positiva. Ecco perché ritorno sempre sull’utilizzo che noi facciamo dei nostri device”.

Se possiamo azzardare un paragone è un po’ come leggere un quotidiano con spirito critico o prendendo tutte le notizie come oro colato. Bisogna cercare di mantenere lo spirito critico e aiutare le nuove generazioni ad averne uno.  
“Esatto. Viviamo il momento storico con la maggior disponibilità di risorse tecnologiche, quello che io definisco l’arsenale tecnologico. E’ qualcosa che l’uomo non ha mai avuto e come lo sta impiegando? Male. Ma il problema non è lo strumento, siamo noi.

Secondo te la pubblica amministrazione ha davvero in mente di attuare questo programma formativo oppure questa è un’idea ancora molto molto lontana?  
Secondo me ci dovrebbe essere l’interazione tra pubblica amministrazione e privati. Se questo strumento viene gestito solo ed esclusivamente dalla PA con le modalità tradizionali diventa rischioso. E’ necessario coinvolgere privati, pubblica amministrazione, cittadini e scuola.  Serve un’azione coordinata perché questo strumento è per definizione uno strumento integrato ed eventi come WMF si pongono questo obiettivo.

Si conclude così la nostra intervista a Cosmano realizzata durante il Social Media Strategies.
Un evento entusiasmante, che ci ha convinti a partecipare al suo ideale complemento, l’evento Search Marketing Connect, più orientato e focalizzato su SEM e digital performance advertising.

Anche questo evento si è aperto con l’immancabile introduzione di Cosmano Lombardo (accompagnato da Giorgio Taverniti) che, visibilmente commosso, ha voluto celebrare i 12 anni del Search Marketing Connect (inizialmente denominato Convegno GT) ricordando Cesarino Morellato, collega e amico scomparso nel febbraio di quest’anno.
A lui è stato intitolato il premio “Cesarino Morellato – Miglior SEO under 30”, nella speranza che i giovani possano raccogliere la sua eredità.

A seguito del toccante intervento di apertura è stato il turno di Paolo Zanzottera di Shiny che ha ribadito la centralità dello smartphone, e di conseguenza dell’esperienza mobile, nella fruizione dei servizi digitali.
Centralità che non a caso è uno dei pilastri su cui si basa il business di Synesthesia (in termini di sviluppo tecnologico) e GrowitApp (in termini di servizi di mobile marketing) .
Zanzottera ha inoltre sottolineato le ancora poco sfruttate potenzialità come “trait d’union” tra mondo analogico e digitale grazie ad es. al proximity marketing.
Il cosiddetto “drive-to-store” è poco più che agli inizi, e certamente c’è moltissimo da realizzare su questo.

Nella sala PPC moderata da Gabriele Benedetti (autore tra l’altro dell’interessante intervento “Facebook Adv vs Google Adwords: le potenzialità calate nel funnel di conversione”) numerosi sono stati gli interventi che hanno in vario modo proposto una visione complessiva degli strumenti di digital advertising a performance oggi disponibili.

Durante l’evento alcune delle tematiche trattate sono state il machine learning e la marketing automation.
Del primo tema si è parlato soprattutto in ottica SEO ed è innegabile che gli algoritmi di Google siano sempre più complessi e si avvalgano  di strumenti di machine learning sempre più sofisticati. Il vecchio modo di fare SEO sarà sempre più obsoleto: metatag e simili dovranno essere accompagnati sempre più da contenuti di qualità e pertinenti con la ricerca dell’utente per scalare le classifiche della SERP di Google.
Di questa crescente importanza del machine learning negli algoritmi di Google ce ne siamo accorti da tempo anche facendo App Store Optimization sul Google Play Store con GrowitApp, dove la crescente personalizzazione delle classifiche in base ai dati raccolti sull’utente genera risultati di ricerca estremamente variabili.  
Portare in vetta le app e i siti sarà quindi un’esperienza ancora più avvincente e sfidante ma noi siamo confidenti che, basando il nostro lavoro sulla qualità, continueremo ad ottenere ottimi risultati.
Discorso analogo, ovviamente, per la realizzazione di SEO attraverso la creazione di contenuti pertinenti e strategie di inbound marketing ben studiate, che nel 2017 abbiamo iniziato a realizzare per alcuni nostri clienti.

La marketing automation si fonde insieme al machine learning nelle attività di SEM, fornendo incredibili opportunità di time saving e di ottimizzazione costante delle campagne. Di tutto ciò ha parlato Fabio Milione nel suo intervento su automazione e machine learning in Adwords mostrando i risultati da lui ottenuti grazie a strumenti di bid automatizzato combinati con l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Uno speech che certamente ci ha presentato nuove prospettive e scenari futuri davvero interessanti.

Ah, c’è stato anche un discreto “tormentone” legato all’ #overfitting…ma qui il discorso sarebbe molto lungo e ha senso soprattutto per chi era presente all’evento.

Anche Search Marketing Connect 2017 si è rivelato quindi un evento altamente formativo che ha evidenziato un contesto dinamico, in forte mutamento e il cui scenario di mercato risulta sfidante ed estremamente stimolante.

Machine learning, automation, geobased marketing…ci sono trend e opportunità che ci accompagneranno nel 2018 in modo importante. Si preannuncia un nuovo anno con sfide davvero avvincenti.

Da Synesthesia, GrowitApp e Syx tantissimi augurando di Serene Feste. Sentiamoci nel nuovo anno: c’è davvero tanto da costruire assieme.


Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.

A novembre è finalmente arrivato in Italia Amazon Fire Tv Stick, l’adattatore HDMI che trasforma il nostro normale televisore in una “smart Tv con connessione internet” e che permette di accedere ai contenuti non solo di Amazon Prime Video, ma anche di Netflix, Youtube e di oltre 4mila app e giochi. Dunque, ora lo sviluppo delle applicazioni si è aperto anche ad Amazon e si tratta di un’occasione da non lasciarsi scappare.

Nel 2015, negli Stati Uniti, il secondo device Amazon più venduto durante il Black Friday è stato proprio il Fire TV Stick. Anche in Italia, le previsioni di vendita del dispositivo sembrano essere buone.

Come funziona Amazon Fire Tv Stick Basic Edition

In modo analogo a Chrome Cast o alla Apple Tv, Amazon Fire Tv Stick Basic Edition consente di vedere sul proprio televisore una serie di contenuti, a partire dai servizi di Streaming di Amazon (Amazon Prime Video, gratuito per tutti i clienti Amazon Prime), Netflix e Youtube. Oltre allo streaming, c’è la possibilità di installare applicazioni. La qualità della trasmissione è considerata molto buona e la fruizione dei contenuti fluida. Risulta facile da installare e grazie al piccolo telecomando in dotazione, l’Amazon Fire TV è molto comoda da usare. Lo Stick ha un processore quad core e uno spazio di archiviazione di 8 GB, oltre a una memoria di lavoro da 1 GB per il funzionamento dei giochi e le applicazioni.

App per Amazon Fire Tv

Dal punto di vista dello sviluppo web, sono proprio i giochi e le applicazioni la parte più interessante di questo dispositivo di Amazon. È possibile infatti sviluppare e vendere app per Amazon Fire Tv, fruibili con la Fire Tv Stick. Non più solo Google Play e App Store, ora vi potete cimentare nella creazione di applicazioni anche per lo store Amazon.
Tra giochi e applicazioni, sono già oltre 4mila le app presenti sullo store di Amazon. Abbiamo quindi ora a disposizione tutto un nuovo ambiente pronto a ospitare applicazioni di diverso genere, dalle news all’intrattenimento, passando per lo sport, la salute e la produttività. Le categorie di app di Amazon sono tante e tante sono quindi le possibilità di sviluppo. Si possono creare app di ricette, applicazioni sportive per l’allenamento, app per lo shopping online, podcast, riviste, applicazioni che offrono informazioni utili sulle città, app di viaggi o dedicate alla salute e al benessere, e molto altro ancora. Se volete sviluppare un’applicazione di qualsiasi tipo, ora potete sfruttare anche le piattaforme di Amazon con la Fire Tv e i tablet.

Lo store per le App di Amazon

Anche Amazon ha uno store per le app da utilizzare con il Fire TV Stick. La vostra nuova applicazione dovrà essere caricata qui e dovrà avere una scheda prodotto efficace per avere successo ed essere scaricata. Poi, anche la comunicazione del prodotto dovrà essere accattivante e così via. Grazie a questo app store avete a disposizione un nuovo mercato a cui proporre le vostre applicazioni nella maniera più efficace possibile.

Sviluppare App per Amazon Fire Tv Stick

Fare una app per Amazon è un’attività delicata al pari dello sviluppo di applicazioni per altre piattaforme. È importante, e utile, affidarsi a dei professionisti non solo per la parte di sviluppo vero e proprio, ma anche per le fasi successive alla creazione del prodotto.
Se siete interessati alla creazione di App per Amazon Fire Tv, contattateci per parlare del vostro progetto!