IT-Wallet: quando arriva? 

Come avevamo già anticipato a marzo 2024 nel nostro blog, l’IT-Wallet è pronto a fare il suo debutto. Dal 23 ottobre, una fase di test coinvolgerà 50.000 utenti per provare le prime funzionalità del portafoglio digitale. Il lancio ufficiale per tutti gli italiani è previsto per il 4 dicembre 2024, rendendo finalmente possibile avere i propri documenti, come la patente di guida e la tessera sanitaria, a portata di mano, pronti per essere utilizzati in modo semplice e sicuro, ma soprattutto in modalità “mobile”.

L’Italia gioca d’anticipo

Mentre l’UE ha fissato il 2026 come termine per l’adozione di un’identità digitale unificata, l’Italia mira a fare ancora meglio: l’IT-Wallet sarà operativo già nel 2025 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e dall’AgID, il progetto coinvolgerà fino a 44,5 milioni di cittadini italiani maggiorenni, rendendo la digitalizzazione accessibile anche a chi non possiede ancora una carta d’identità digitale o lo SPID.

IT-Wallet: come funzionerà?

Accedere all’IT-Wallet sarà facile e veloce: basterà entrare nell’app IO utilizzando SPID o CIE. Tutti documenti digitali saranno salvati nella sezione “Portafoglio”, pronti per essere utilizzati inizialmente in contesti fisici, come controlli su strada o accesso a servizi sanitari. A partire dal 2025, l’IT-Wallet consentirà anche l’uso online, come per i pagamenti digitali, rendendo tutto ancora più pratico e integrato.

L’IT-Wallet sarà obbligatorio?

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che coordina lo sviluppo e il lancio dell’IT-Wallet, ha chiarito che l’utilizzo del portafoglio digitale non sarà obbligatorio. Si tratta di un chiarimento importante, poiché smentisce le fake news che circolano online, tra cui la convinzione errata che l’IT-Wallet sia un requisito obbligatorio e uno strumento di sorveglianza da parte delle autorità. 

Quanto è sicuro l’IT-Wallet?

Secondo le informazioni disponibili, le applicazioni e le funzionalità dell’IT Wallet sono state sviluppate seguendo i principi della security by design, un approccio che implica che la sicurezza non è un’aggiunta successiva, ma è integrata nel processo di sviluppo fin dall’inizio. Ciò significa che ogni fase, dalla progettazione alla realizzazione, è attenta a garantire che i dati degli utenti siano protetti, minimizzando i rischi e migliorando la resilienza del sistema.

In aggiunta, i processi di sicurezza verranno esaminati periodicamente da enti pubblici competenti, i quali assicurano che in questo modo saranno rispettati gli standard di sicurezza e di privacy dei cittadini.

Tutti i documenti memorizzati nell’IT Wallet sono crittografati, il che significa che le informazioni vengono trasformate in un formato illeggibile per chiunque non disponga della chiave di decrittazione. È importante sottolineare che solo l’utente finale possiede queste chiavi, assicurando così che nemmeno gli amministratori dei sistemi che ospitano i dati possano accedervi. 

Infine, l’accesso all’app IO e quindi all’IT Wallet avverrà attraverso metodi di autenticazione avanzati, come il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) e la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Questi strumenti garantiscono un accesso sicuro e affidabile, assicurando che solo gli utenti autorizzati possano gestire i propri documenti digitali.

Il futuro digitale sempre più a portata di mano

L’IT-Wallet non è solo una novità tecnologica, ma un passo decisivo verso una società più connessa e interattiva. Questo sistema offrirà una versione pubblica gratuita per tutti i cittadini e una dedicata per i servizi aziendali. Grazie all’IT-Wallet, i documenti essenziali come la patente, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità saranno sempre disponibili direttamente sullo smartphone, semplificando le interazioni sia online sia offline.

In futuro, l’IT-Wallet continuerà a evolversi, includendo ulteriori documenti come passaporti, certificati e titoli di studio, rendendo l’accesso ai servizi ancora più semplice e immediato. 

Verso l’European Digital Identity (EUDI) Wallet

L’IT-Wallet è solo il primo passo verso l’European Digital Identity (EUDI) Wallet, un sistema standardizzato che semplificherà l’accesso ai servizi pubblici e alle transazioni a livello europeo. Le istituzioni europee stanno già lavorando per garantire l’interoperabilità tra i diversi sistemi di identità digitale, promuovendo un’economia digitale più integrata.

L’EUDI Wallet trasformerà il modo in cui i cittadini europei accedono a documenti e servizi, riducendo le barriere burocratiche e aumentando la sicurezza. Questa trasformazione digitale faciliterà le interazioni tra individui e istituzioni, contribuendo a una maggiore innovazione e connessione in tutta Europa.

Abbraccia la rivoluzione Digitale con Synesthesia

L’IT-Wallet non è solo un’opportunità per i cittadini, ma anche per le aziende che vogliono stare al passo con l’innovazione. All’interno di questo scenario in continua evoluzione, Synesthesia, leader nello sviluppo di app digitali innovative, è pronta a supportare le imprese in questa trasformazione, creando soluzioni digitali personalizzate e all’avanguardia.


Non perdere l’occasione di rendere la tua azienda più competitiva e al passo con i tempi. Contattaci e scopri come possiamo aiutarti a integrare soluzioni digitali innovative che rispondano alle esigenze del mercato in continua evoluzione.

AI Act: quali sono gli adempimenti per le imprese?

L’AI Act introduce un insieme di regole che impongono azioni di compliance per chi utilizza tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Ogni impresa deve essere pronta a dimostrare di aver preso le misure necessarie per mitigare i rischi legati all’uso dell’AI, e la formazione è un passaggio essenziale.

Come sostiene Maurizio Bulgarini (Founder | Partner | DPO di Smart Flow):

“L’AI Act non si limita a regolamentare le tecnologie, ma suggerisce importanti soluzioni per mitigare il rischio delle imprese, come la formazione  ai propri dipendenti per garantire l’uso corretto e sicuro. Senza un’adeguata preparazione, le aziende rischiano di non essere in regola, con conseguenze finanziarie pesanti”. 

Formazione e compliance

Come è stato evidenziato nell’articolo di Smart Flow, la prima azione obbligatoria per le aziende è una valutazione del rischio. Questo significa che ogni impresa deve analizzare come l’AI viene utilizzata all’interno del proprio contesto aziendale, identificando i potenziali pericoli o criticità che potrebbero emergere. Facciamo un esempio pratico: un sistema di AI che si integra in analisi su assunzioni o prestiti bancari richiederà una valutazione molto più approfondita rispetto a un tool che aiuta in calcoli matematici. I responsabili aziendali dovranno, quindi, ricevere una formazione specifica e accurata sulla valutazione e la gestione dei rischi, degli obblighi e delle responsabilità relative all’uso dell’AI.

Formazione per definire ruoli e competenze

Diventa ancora più fondamentale che le aziende creino e implementino delle policy interne sull’uso dell’AI. Queste linee guida devono definire chiaramente ruoli e responsabilità: chi supervisiona l’uso dell’AI, chi è incaricato della sua manutenzione e chi ha la responsabilità di assicurare che venga utilizzata in conformità con la legge. Ma creare policy non basta, serve anche un piano di formazione strutturato. Solo con un’adeguata formazione, infatti, un’azienda può approcciarsi correttamente all’utilizzo smart delle tecnologie AI.

La formazione è la chiave di tutto

Come abbiamo visto, non basta adottare le tecnologie AI o assicurarsi di rispettare le normative, i dipendenti devono essere formati per utilizzarle in maniera corretta e conforme. Nell’articolo di Smart Flow risulta evidente come gli utenti debbano 

“essere guidati nell’adozione delle nuove tecnologie, comprendendo non solo il loro funzionamento tecnico, ma anche le implicazioni etiche e legali”.

La formazione deve coprire diversi aspetti: dalla gestione dei dati sensibili, alle potenziali discriminazioni, fino alla trasparenza e alla responsabilità dell’uso dell’AI. Solo con un personale adeguatamente preparato le aziende potranno evitare rischi operativi e legali.

AI Act: multe salate per mancata compliance

Non conformarsi all’AI Act può comportare sanzioni significative: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Questo evidenzia l’importanza di adeguarsi tempestivamente. Se non sei sicuro che la tua azienda sia pronta, il team di Synesthesia può aiutarti. Grazie al nostro partner Smart Flow, offriamo un supporto completo per la compliance, assicurandoci che la tua azienda e il tuo team siano preparati ad affrontare le sfide future con consapevolezza e responsabilità.

Ogni giorno il mondo del marketing digitale si evolve per rispondere ai desideri dei consumatori attraverso strategie sempre più mirate. L’ Insight Marketing si distingue perché pone al centro la comprensione profonda dei bisogni, dei desideri e dei comportamenti dei consumatori. Interpretando correttamente i dati a disposizione, attraverso analisi e ricerche avanzate, è possibile ottenere preziosi insight (dall’inglese “intuizioni”) sui consumatori, cioè tutte quelle motivazioni che sono in grado di influenzare le loro scelte d’acquisto.

A differenza del marketing tradizionale, che si basa prevalentemente su dati demografici e comportamentali, l’Insight Marketing penetra più a fondo per comprendere le motivazioni psicologiche, sociali ed emotive che realmente guidano le decisioni dei consumatori. Un approccio, dunque, “più consapevole” che consente alle aziende di sviluppare una comprensione più ricca e sfumata del proprio pubblico di riferimento.

Cosa sono gli insights e a cosa servono

Gli insights sono intuizioni chiave che svelano alle aziende informazioni preziose e “desideri” dei consumatori, rivelando le loro esigenze più profonde. Queste informazioni emergono dall’analisi approfondita, dalle ricerche mirate e dall’osservazione attenta dei comportamenti. Adottare un approccio basato sugli insights offre numerosi vantaggi: scopriamo insieme quali sono.

Comprensione profonda del cliente e una creazione di campagne mirate (personalizzate)

Un livello di comprensione così approfondito consente di sviluppare campagne altamente personalizzate, capaci di coinvolgere i consumatori su un piano emotivo e personale, instaurando relazioni durature e rafforzando la fedeltà al brand.

Anticipazione dei trend di mercato

Analizzando attentamente i dati e identificando i pattern emergenti, le aziende possono anticipare i cambiamenti nel comportamento dei consumatori e adattare le loro strategie prima dei concorrenti, ottenendo un significativo vantaggio competitivo.

Differenziazione competitiva

Potendo offrire prodotti, servizi e una comunicazione perfettamente allineati con il pubblico, aumenta il livello di personalizzazione e il grado di differenziazione  dai competitor.

Dagli “insights” alla “insight strategy”: metodologie e strumenti strategici per trasformare i dati in valore

Entriamo, ora, più nel dettaglio. L’approccio strategico basato sull’identificazione e l’utilizzo degli insights per guidare efficacemente le decisioni aziendali è noto come insight strategy, cioè la traduzione delle intuizioni in azioni concrete, come la creazione di campagne di marketing, lo sviluppo di prodotti o la definizione di nuove opportunità di business. Ma quali sono le metodologie e gli strumenti strategici indispensabili per mettere a punto un’insight strategy vincente?

Analisi dei competitor: il primo step per migliorare la strategia di marketing

Il primo passo è l’analisi dello scenario competitivo: indispensabile per capire come si muove il mercato e individuare le migliori opportunità emergenti per differenziarsi in modo intelligente. Un’analisi accurata dei competitor permette anche di anticipare e soddisfare meglio le aspettative dei clienti, posizionando l’azienda come leader nel proprio settore.

Customer insights: tutto quello che c’è da sapere sul proprio target

Per comprendere a fondo il proprio target di mercato, è essenziale raccogliere e analizzare i cosiddetti customer insights, ossia tutti quei comportamenti, le motivazioni e i bisogni dei consumatori. In questa fase è essenziale creare buyer personas dettagliate, includendo le informazioni demografiche, psicografiche, comportamentali e motivazionali. In parallelo, si esplorano i percorsi d’acquisto, le preferenze di comunicazione e le sfide affrontate dai consumatori.

Cos’è la sentiment analysis: la percezione del brand da parte degli utenti

Comprendere la percezione del brand, dei suoi prodotti e servizi, è cruciale per raccogliere feedback diretti e non mediati. Questo è possibile grazie alla sentiment analysis: un insieme di strumenti avanzati di analisi che permettono di valutare automaticamente i testi (mai come oggi le aziende dispongono di grandi volumi di dati di testo come recensioni, commenti sui social media, e-mail, chat dell’assistenza clienti) determinando il tono e l’atteggiamento dell’autore su un argomento specifico. Questi strumenti sono essenziali per monitorare e valutare in tempi rapidissimi le opinioni degli utenti, facilitando un dialogo costruttivo con il pubblico e affinando la strategia di comunicazione.

Design sprint: l’autoanalisi per la crescita dell’azienda

Se hai riscontrato degli errori o insuccessi nella tua strategia di marketing, è  arrivato il momento di fare autoanalisi e capire cosa non ha funzionato. A questo scopo, il design sprint può rappresentare una soluzione efficace. Ideato e sviluppato da Google Ventures, il design sprint è un processo strutturato che si svolge in un arco di tempo limitato (4-5 giorni) e mira a sviluppare nuove idee in tempi rapidi.

A differenza di altre tipologie di analisi che tendono a guardare verso l’esterno, il design sprint si concentra sull’ottimizzazione delle risorse interne, consentendo all’azienda di riflettere criticamente sui propri processi, prodotti e strategie, e di individuare aree di miglioramento e innovazione.

Ma come funziona esattamente il design sprint?

Il design sprint è un metodo strutturato suddiviso in cinque fasi ben distinte, ciascuna con obiettivi specifici. Si inizia con la fase di comprensione, durante la quale si definisce l’area di intervento. Nella fase di ideazione, si sviluppano diverse soluzioni. Durante la fase di decisione, le idee vengono trasformate in progetti concreti e si delinea un prototipo realistico. Infine, nella fase di testing, il prototipo viene messo alla prova attraverso feedback in tempo reale.

In Synesthesia integriamo le attività di Data Science con sessioni intensive di design thinking, in cui gruppi eterogenei selezionati all’interno dell’azienda cliente utilizzano i risultati delle nostre analisi come punto di partenza per brainstorming e progettazione partecipata. Questo processo trasforma gli insight in soluzioni concrete e innovative, immediatamente implementabili nei processi interni.

Data visualization: cos’è e perchè è fondamentale per la comprensione delle analisi di insight marketing

Rappresentare graficamente i risultati delle analisi di insight marketing sopra citate è cruciale per semplificare e comunicare le informazioni in modo efficace tramite grafici (statici/dinamici), infografiche, dashboard. Trasformare i dati in visualizzazioni intuitive e accessibili consente di ridurre la complessità delle informazioni, rendendole più comprensibili e utilizzabili e permette alle aziende di prendere decisioni informate e mirate. In questa fase l’intelligenza artificiale offre un grande aiuto accelerando i tempi di analisi dei dati attraverso la rilevazione di pattern e anomalie.

Questo è un passaggio molto importante perché le visualizzazioni hanno come obiettivo quello di rendere i dati più comprensibili e facilitare la condivisione delle informazioni all’interno dell’azienda. Promuovendo una cultura basata sulla condivisione dei dati concreti e insight strategici, queste rappresentazioni aiuteranno a comunicare i risultati in modo efficace a tutti i livelli aziendali. In definitiva, una buona data visualization chiarisce i dati, e diventa uno strumento chiave per guidare la strategia e l’innovazione aziendale.

Per trasformare efficacemente i dati in visualizzazioni intuitive e ottenere il massimo dalle analisi di insight marketing, Synesthesia ha dato vita a una nuova business unit specializzata in Semantic Data Science: Synesthesia Insight.

Vuoi sapere esattamente di cosa si tratta?

Scopri come ottenere il massimo dai tuoi dati, esplora la pagina dedicata ai servizi di Synesthesia Insight, la business unit di Synesthesia specializzata in Semantic Data Science. Offriamo una gamma completa di servizi per ottenere risposte scientificamente attendibili e immediatamente integrabili all’interno dei tuoi processi decisionali. 

Come nasce l’idea del progetto FuturMakers B2B di Synesthesia?

“L’idea del progetto nasce dall’obiettivo di avvicinare i/le bambini/e e i/le ragazzi alle discipline STEM e alla tecnologia in modo innovativo e coinvolgente. Grazie al progetto FuturMakers B2B, Synesthesia ha organizzato workshop, laboratori e attività educative pensate appositamente con l’obiettivo di fornire tutte le competenze e le conoscenze necessarie per affrontare le sfide del mondo digitale in modo completo e consapevole”.

Quali sono le caratteristiche distintive del progetto per avvicinare bambini e ragazzi alle materie STEM?

“Questo progetto si distingue per diverse caratteristiche che lo rendono unico nel campo della formazione STEM e dell’innovazione. L’iniziativa è pensata per essere accessibile e inclusiva, permettendo a tutti di partecipare e apprendere indipendentemente dal livello di competenza iniziale. Durante gli incontri, vengono promosse attività hands-on, laboratori interattivi e giochi educativi che favoriscono l’acquisizione di competenze tecniche e cognitive in modo divertente e coinvolgente.

Altra caratteristica importante è la presenza costante di esperti del settore STEM e di educatori qualificati, in grado di guidare e supportare i partecipanti lungo tutto il percorso di apprendimento, fornendo conoscenze approfondite e stimoli per lo sviluppo delle competenze.

Infine, si tratta di un progetto orientato al futuro, preparando i più giovani alle competenze richieste da un mondo del lavoro in continua evoluzione, promuovendo la collaborazione, la risoluzione dei problemi e il pensiero critico come abilità fondamentali per affrontare le sfide della società digitale e tecnologica in cui viviamo”.

In che modo il progetto vuole  stimolare l’interesse dei bambini e dei ragazzi verso le materie STEM?

“I percorsi di formazione per bambini dai 7 ai 15 anni sono strutturati in modo da rispondere alle diverse fasce d’età e livelli di competenza, offrendo attività e laboratori adatti alle specifiche esigenze e interessi dei partecipanti. 

Facciamo qualche esempio pratico: per i bambini delle scuole elementari sono previsti laboratori di programmazione con strumenti intuitivi e divertenti come Scratch, che permettono di apprendere i concetti di base della logica di programmazione in modo semplice e giocoso. Ci sono, poi, i laboratori di robotica educativa, dove è possibile costruire e programmare robot per affrontare sfide e problemi di varia complessità, sviluppando competenze pratiche e creative.

Per i/le ragazzi/e delle scuole medie e delle scuole superiori, invece, i percorsi di formazione si concentrano su tematiche più avanzate, come la programmazione di videogiochi utilizzando linguaggi di programmazione più complessi come Python, Java o strumenti di Intelligenza Artificiale. Attraverso corsi strutturati e progetti pratici, i ragazzi imparano a sviluppare giochi interattivi, acquisendo competenze tecniche e creative nel campo della programmazione e del game design”. 

Come è stato accolto dalle aziende che hanno partecipato al progetto STEM per bambini/e e ragazzi/e? 

“Le aziende all’avanguardia del territorio, non solo piemontese, hanno riconosciuto l’importanza di sostenere progetti come questo, che mirano a stimolare l’interesse delle nuove generazioni verso la tecnologia e le discipline STEM. Hanno tutte compreso che investire nelle competenze e nella formazione dei giovani è fondamentale per garantire la propria competitività e innovazione nel lungo termine.

Grazie alla sua natura innovativa e al suo focus sulla formazione tecnologica e scientifica, è stata offerta, infatti, l’opportunità di investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze digitali e tecnologiche. Il coinvolgimento dei figli dei propri dipendenti in attività formative di alto livello, ha contribuendo, dunque, a creare un legame più stretto e positivo con i propri collaboratori”.

Come Synesthesia intende misurare l’impatto e l’efficacia del progetto?

“Synesthesia, insieme ai responsabili del progetto FuturMakers, si interroga costantemente sull’impatto che porta questo progetto verso chi partecipa. Sicuramente una fetta importante per misurarne l’efficacia è la raccolta dei feedback dei partecipanti e delle loro famiglie per valutare la soddisfazione, l’interesse e il coinvolgimento nel programma, nonché raccogliere eventuali suggerimenti per migliorare l’esperienza formativa. 

Stiamo, inoltre, pensando di provare a fare un tracciamento a lungo termine del progetto FuturMakers B2B, monitorando il percorso accademico e professionale dei partecipanti nel tempo per valutare come l’esperienza formativa abbia influenzato le loro scelte e opportunità future”.

Il servizio è utile per il welfare aziendale. Da questo punto di vista possono nascere anche possibili collaborazioni con altri player. É una cosa che avete provato ad attivare? 

“Si, il progetto FuturMakers B2B sta crescendo e questo porta inevitabilmente la ricerca di altri player con cui fare rete e diffondere l’iniziativa. La collaborazione con altri attori del settore come organizzazioni non profit, istituti educativi, altre aziende e enti pubblici, è fondamentale per ampliare l’impatto e la portata del servizio offerto.

Un esempio di azione con una grande organizzazione è l’iniziativa portata avanti recentemente con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), con cui abbiamo avviato una preziosa collaborazione da due anni e che ha permesso ai figli dei loro dipendenti la partecipazione a laboratori, workshop e attività educative specializzate.

In sostanza, oggi, Synesthesia vuole offrire un servizio da inserire nelle attività di welfare aziendale proprie e delle aziende partner mostrando un impegno tangibile verso il benessere dei/delle dipendenti e delle loro famiglie e  contribuendo nel contempo alla formazione dei ragazzi/e a un utilizzo del digitale maggiormente consapevole. Per questo è alla ricerca di partner come l’IIT per permettere di condividere risorse, competenze e conoscenze per migliorare l’esperienza dei partecipanti e raggiungere obiettivi comuni legati al benessere dei dipendenti e delle loro famiglie che vogliono stare al passo con i tempi e la tecnologia”.

Quali sono i principali benefici per un’azienda o una organizzazione che decide di investire in progetti STEM per bambini e ragazzi?

“Le aziende possono dimostrare il loro impegno verso il mondo della formazione, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile partecipando al progetto organizzato da Synesthesia. Un’opportunità unica per valorizzare il proprio brand, promuovere l’uguaglianza di opportunità e investire nel talento e nella diversità. Le aziende che scelgono di adottare questa iniziativa dimostrano di credere in un progetto innovativo e vantaggioso in termini di welfare aziendale. Questo impegno concreto verso il benessere delle famiglie dei dipendenti contribuisce a migliorare il clima aziendale e a rafforzare la fiducia reciproca. Siamo convinti che investire nel futuro e nello sviluppo delle competenze dei giovani attraverso il progetto FuturMakers B2B può essere un elemento differenziante nella strategia di employer branding dell’azienda”.

Le attività di FuturMakers B2B per le aziende

Vuoi saperne di più sulle nostre iniziative di welfare aziendale? Scopri tutte le attività che possiamo realizzare insieme. Non perdere l’occasione di investire nel futuro dei tuoi dipendenti e delle loro famiglie!

Lo scorso 26 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resistenza (PNRR)”. Tra le misure cruciali per la digitalizzazione della pubblica amministrazione previste spicca sicuramente l’approvazione della normativa che istituisce l’IT Wallet italiano.

Che cos’è l’IT Wallet italiano?

L’IT Wallet è un sistema di portafoglio digitale che consentirà di conservare e utilizzare i documenti digitali in modo semplice, veloce e sicuro all’interno dell’app IO. L’avvio del progetto – prevista a metà 2024 – si inserisce nell’ambito dell’European Digital Identity Wallet che mira a offrire a cittadini e imprese un sistema affidabile e sicuro per identificarsi online e condividere attributi e certificati.

L’IT Wallet avrà due versioni: quella pubblica accessibile a tutti i cittadini e gratuita e quella privata per servizi offerti da aziende private. Alla parte pubblica si accede semplicemente via app IO, a sua volta usabile con SPID o CIE.

A cosa serve?

Disponibile dalla metà del 2024, l’IT Wallet comprenderà i servizi della patente, della tessera sanitaria e della carta europea della disabilità, migliorando notevolmente la comodità, la sicurezza e tutte le interazioni con tutti gli altri servizi online ad esso connessi.

I cittadini avranno la possibilità di utilizzare l’IT Wallet per presentare i propri documenti durante controlli, sia di persona che online, e per accedere ai servizi disponibili sulla piattaforma digitale. Entro l’estate, sarà possibile caricare i documenti tramite l’app IO, ma con limitazioni all’uso offline. Verso la fine dell’anno o all’inizio del 2025, l’app IO sarà abilitata anche per operazioni e transazioni online.

Quali vantaggi? L’IT Wallet: il futuro digitale è nelle tue mani


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TEDxTorino + UNO

Il 29 febbraio, a partire dalle ore 20.00, direttamente dal prestigioso Teatro Regio di Torino, gli ospiti della nuova edizione del TEDxTorino si confronteranno e condivideranno il loro pensiero sul tema dell’ascolto generativo.

“L’ascolto generativo è definito come una vera e propria danza tra più menti messe insieme dal quale scaturiscono idee inaspettate, sulla base di una connessione tra persone molto profonda, aperta e libera da pregiudizi”.

Il titolo di questa speciale edizione è caratterizzato dalla presenza di “+ UNO”, un significativo invito a riflettere sul concetto della disponibilità ad aggiungere sempre un ospite in più e poiché il giorno dell’evento sarà il 366°giorno dell’anno.

Gli speaker dell’edizione

L’elenco completo degli speaker TEDxTorino è già stato svelato. Il programma in agenda prevede diversi speech coinvolgenti, con la partecipazione, tra gli altri, di Giuliano Bendinelli (campione europeo di Poker nel 2022), Gala Dragot (vincitrice The Voice Kids nel 2020), Greg Goya (visual artist torinese), Benedetta Parodi (scrittrice e conduttrice televisiva) e Fabio Bondi (musicista internazionale). Tanti artisti e professionisti provenienti da settori diversi, pronti a condividere la propria esperienza in un contesto multidisciplinare e coinvolgente. Guarda tutti gli speaker che saranno presenti cliccando qui.

Synesthesia è main partner dell’evento

Synesthesia da anni sostiene e supporta eventi TEDx in giro per l’Italia. Siamo già partner/sponsor di altre quattro edizioni: Torino, Mirandola e Agliè e Forte dei Marmi. Come racconta il nostro Founder e Presidente Francesco Ronchi: 

“Capiamo che l’ascolto generativo non è solo essenziale, ma fondamentale per innovare nel campo tecnologico. Aprire la mente a idee diverse e moltitudini di prospettive non solo arricchisce il nostro panorama, ma ci aiuta a costruire soluzioni uniche ed efficaci. Siamo felici di supportare anche questa edizione del TEDx. Si tratta di un’importante occasione di ascolto e di dialogo con altre realtà fondate sulla crescita e sui valori sulla diffusione e condivisione di idee innovative. Non vediamo l’ora di ascoltare i diversi speech che l’evento offrirà, nella bellissima cornice del Teatro Regio”.

Ti aspettiamo nel nostro spazio dedicato nel foyer del teatro! Per avere maggiori informazioni sull’evento, clicca qui.

La GenAI va oltre le capacità tradizionali dell’intelligenza artificiale utilizzando algoritmi complessi e tecniche di apprendimento per generare output originali, come testo, immagini, video e codice, basandosi sui comandi dell’utente.

A differenza dei modelli di AI convenzionali, che seguono regole predefinite per eseguire compiti specifici, i modelli GenAI apprendono da un’enorme quantità di dati e sono in grado di generare risposte uniche e creative. Questa adattabilità li rende in grado di gestire compiti complessi, offrendo esperienze personalizzate e coinvolgenti per gli utenti.

Per sfruttare appieno il potenziale della GenAI, è necessario concentrarsi sul valore che può apportare alle persone. Non si tratta solo di implementare modelli sofisticati o utilizzare le più recenti tecniche di AI, ma di comprendere i bisogni, le sfide e i desideri delle persone.

Identificazione dei problemi e contesto

Identificare i problemi reali che vale la pena risolvere è il primo passo per utilizzare GenAI in modo efficace. Ciò significa individuare le aree in cui esistono problemi di scala ed efficienza, lacune di competenze ed esperienza, in cui si richiede innovazione o approfondimenti basati sui dati. È importante dare priorità alle esigenze aziendali e mantenere uno standard etico per creare soluzioni sostenibili e che abbiano un impatto positivo sulla vita delle persone.

Dopo aver identificato il problema da risolvere, è fondamentale comprendere il contesto e l’ecosistema in cui la GenAI opererà. Mappare le relazioni tra persone e tecnologia aiuta a identificare i punti dolenti e le sfide che devono essere affrontate. Ciò permette di comprendere come un problema può influenzare gli altri, guardando oltre i singoli casi e considerando le implicazioni su larga scala.

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Definizione dei casi d’uso

Una volta compreso il problema e l’ecosistema circostante, è necessario definire come l’IA generativa può essere utilizzata nel caso specifico. Questo coinvolge l’articolazione chiara degli obiettivi dei casi d’uso, delineando il ruolo che la tecnologia svolgerà e stabilendo i parametri e i criteri per il successo del caso d’uso.

Nella progettazione dei casi d’uso GenAI è importante adottare una prospettiva incentrata sulle persone. Gli obiettivi devono essere orientati al valore che la tecnologia può fornire e devono incorporare prospettive diverse da parte degli stakeholder. È necessario migliorare continuamente le soluzioni GenAI per soddisfare le esigenze in evoluzione del pubblico.

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L’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) nel processo di innovazione

Strumenti di GenAI, come Chat GPT e Github Copilot, si sono dimostrati essenziali nel processo di innovazione, offrendo vantaggi significativi in termini di efficienza e velocità.

Nella fase di generazione delle idee, questi tool si possono combinare perfettamente per creare un flusso di idee illimitato. Sfruttando il pensiero laterale dell’essere umano e la velocità dell’AI, questi strumenti favoriscono la creatività e l’originalità, producendo risultati sorprendenti. Un’interazione articolata con un tool come Chat GPT può essere particolarmente utile per portare l’IA a pensare fuori dagli schemi.

Una volta delineate le idee, entra in gioco la fase di sperimentazione. Gli strumenti di GenAI si rivelano preziosi nel generare e valutare ipotesi da validare. Essi guidano la selezione delle ipotesi critiche e consigliano le tecniche di sperimentazione più adatte per minimizzare i costi e massimizzare l’apprendimento.

Grazie alla GenAI l’innovazione si evolve verso un processo più fluido e potenziato, in cui la collaborazione tra intelligenza umana e artificiale diventa essenziale. Sfruttando appieno il potenziale di questi strumenti, le imprese possono ottenere risultati innovativi in tempi più brevi e con un alto grado di originalità.

L’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo in cui interagiamo con le macchine attraverso la capacità di generare contenuti originali e di alta qualità dopo la formulazione di richieste specifiche. Sfruttando la GenAI in modo etico e responsabile, possiamo costruire un futuro in cui le macchine lavorano a fianco degli esseri umani per migliorare la qualità della vita e creare soluzioni innovative.


Resta sintonizzato/a con il nostro Synblog per non perderti le informazioni più aggiornate e curiose dal mondo dell’AI.

Introduzione alla RAG: Cos’è e come funziona

La Retrieval Augmented Generation (RAG) rappresenta una svolta nell’intelligenza artificiale, fondendo l’AI avanzata con dati specifici per trasformare l’interazione digitale. Questa tecnica permette ai modelli di linguaggio, come ChatGPT, di attingere informazioni da fonti esterne, fornendo risposte più precise e dettagliate. 

Il modello di generazione di testo viene utilizzato per generare un testo, mentre la componente di recupero delle informazioni viene utilizzata per recuperare informazioni da un database esterno. Le informazioni recuperate vengono quindi utilizzate per migliorare l’accuratezza e la credibilità del testo generato.

Vantaggi della RAG rispetto ad altri metodi

Rispetto al fine tuning e al semplice prompt engineering, la RAG offre un approccio più dinamico e informato. I modelli possono accedere a “cassetti di memoria” esterni, superando i limiti del loro training corpus e fornendo informazioni aggiornate e pertinenti.

La RAG è particolarmente utile per compiti che richiedono una conoscenza approfondita di un argomento specifico. Per esempio, se si desidera generare un testo informativo sulla storia della Francia, la RAG può essere utilizzata per recuperare informazioni da database che contengono elevate quantità di contenuti e dati sulla storia francese, creando così testi completi e molto approfonditi. 

Questa tecnologia può essere utilizzata anche per migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei modelli di generazione di testo. Ampliando il campo delle possibilità di generazione artificiale con l’utilizzo di informazioni specifiche (e anche di nicchia) è possibile anche spiegare come il modello ha generato il testo aumentando quindi affidabilità e correttezza.

Stiamo parlando quindi di un’evoluzione molto promettente per il mondo dell’AI generativa che ha il potenziale per migliorare l’accuratezza, la credibilità e la trasparenza di tutti i modelli di generazione di testo e in modo estremamente significativo.

Applicazioni della RAG nelle PMI

Le PMI possono sfruttare questa tecnica in vari modi:

E nel futuro (prossimo)?

Sono 6 i filoni principali di sviluppo, secondo gli esperti.

1. Raggiungimento dell’AI Generale: la RAG può portare alla realizzazione dell’AI Generale (AGI), un’intelligenza che può affrontare ogni compito intellettivo umano.

2. Interazione naturale con gli Umani: attraverso la RAG, le AI potrebbero rispondere a comandi più astratti degli utenti, integrandosi più fluidamente nei processi umani.

3. Ragionamento Basato su Caso (CBR): l’apprendimento basato su casi risolti in passato potrebbe diventare più diffuso grazie alla RAG.

4. Semantica del Web: l’integrazione della RAG con la semantica del web può migliorare l’interazione dell’AI con le informazioni online.

5. Riduzione della dipendenza dai dati: con una RAG più sofisticata, l’AI potrebbe ridurre la sua dipendenza dai dati per l’apprendimento.

6. AI etica e normativa: la RAG può contribuire a creare un’intelligenza artificiale più etica e responsabile.

Conclusioni

Le potenziali evoluzioni della RAG nelle applicazioni AI sono entusiasmanti e potrebbero portare a un cambiamento significativo nella forma e nella funzione delle tecnologie AI di domani.

Il 2024 segna un punto di svolta per l’AI con la RAG, promettendo di cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con l’intelligenza artificiale. Le PMI devono abbracciare questa rivoluzione per rimanere competitive.


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Come mai Taiwan è così importante per l’AI?

Nel piccolo stato di Taiwan, è presente la più grande azienda produttrice di chip AI avanzati, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), che insieme a Samsung e Intel fornisce la maggior quantità di chip in tutto il mondo, in particolare ad aziende del calibro di Nvidia e Google. Taiwan, piccola isola dell’Asia orientale, vive da anni una situazione di conflitto con la Cina e questa tensione potrebbe creare non pochi problemi al futuro dell’intelligenza artificiale.

Questa situazione delicata potrebbe sfociare, secondo un buon numero di politici, in un’invasione della Cina proprio nel territorio di Taiwan, con conseguenze gravi per il settore dell’AI, che subirebbe un deciso rallentamento nella produzione e nello sviluppo.

La TSMC è fondamentale per questo mercato in quanto non si occupa esclusivamente della progettazione di chip, bensì della produzione utile a tutta la frontiera dei semiconduttori. Negli anni il colosso ha superato i competitor grazie a investimenti massicci, economie di scale e partnership lungo l’intera supply chain dei semiconduttori, riuscendo così a diventare indispensabile per il settore dell’AI e non solo.

I possibili scenari

Di fronte alla tensione sempre più crescente tra Taiwan e Cina, il governo degli Stati Uniti ha imposto un divieto di esportazione di chip AI avanzati verso la Cina, lanciando un chiaro segnale di schieramento a difesa dell’isola e del mercato dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, sempre in territorio americano, la TSMC ha dichiarato l’intenzione di investire 40 miliardi di dollari nella costruzione di due nuove fabbriche produttrici di chip in Arizona, che puntano a essere attive già nel 2025.

Un’ipotesi di scenario, chiamata da Rob Toews la teoria dello “scudo di silicio”, prevede che la Cina rinunci alla possibilità di invadere l’isola per via della dipendenza dai chip taiwanesi. Questa teoria, però, non garantisce la sicurezza delle fabbriche della TSMC, in quanto in caso di attacco militare diventerebbero inoperative o, nella peggiore delle ipotesi, distrutte dagli stessi taiwanesi per impedire alla Cina di prenderne il controllo.

Come si stanno muovendo i competitor?

I maggiori competitor della TSMC sono Samsung e Intel, che a oggi non possono ancora vantare le stesse performance di produzione e di qualità dell’azienda taiwanese.

Samsung è in grado di produrre chip a tre nanometri, a differenza del colosso di Taiwan che, invece, produce chip AI a un nanometro, a dimostrazione di come la strada per colmare il divario tra i competitor sia ancora estremamente lunga.

Intel, un tempo prima produttrice di chip, ha affrontato diverse difficoltà nella transizione alle tecnologie a nodi avanzati, che ha portato la multinazionale americana a esternalizzare la produzione, proprio nei confronti di TSMC. Il nuovo CEO, Pat Gelsinger, ha dichiarato che mira a recuperare terreno entro il 2024, avviando un piano di produzione di chip a due nanometri, ma la sfida sembra particolarmente difficile e ambiziosa.

Sperando che la diplomazia prevalga nei confronti del conflitto per il bene della popolazione di Taiwan, non ci resta che attendere per osservare quale sarà il destino dell’intelligenza artificiale.

Robotica e ambiente: la natura come punto di partenza  

La tecnologia, in particolar modo l’intelligenza artificiale, ha spesso imitato la natura perché quest’ultima ha dimostrato di essere un modello efficiente ed efficace per la risoluzione di problematiche complesse e sfide quotidiane. Durante il corso delle innovazioni è stato possibile osservare come gli algoritmi di AI possono ispirarsi sempre di più a meccanismi e principi presenti nel mondo naturale. 

Lo ha dimostrato il gruppo di ricerca dell’Istituto italiano di tecnologia (lIT) di Genova, il quale ha realizzato i primi semi artificiali, chiamati Acer i-Seed, in grado di monitorare la temperatura del suolo senza avere un impatto negativo a livello ecologico. 

Acer i-Seed: i semi-robot a basso impatto ambientale 

Il gruppo di ricerca ha sviluppato i robot imitando i semi alati di Acer campestre, una specie particolare di acero. Grazie all’utilizzo della stampa 3D e di materiale biocompatibile e compostabile è stato possibile ricreare la struttura del seme, in cui sono presenti delle particelle fluorescenti sensibili alla temperatura. Come ha affermato Barbara Mazzolai, direttore associato per la robotica e direttore del laboratorio di robotica soft bio-ispirata dell’IIT, “imitare le strategie degli esseri viventi può essere cruciale per ottenere innovazione a basso impatto ambientale”. Gli Acer i-seed imitano il comportamento aerodinamico naturale dei semi che, grazie all’aiuto del vento e della loro particolare struttura, ruotano a bassa velocità, permettendogli di percorrere lunghe distanze prima del deposito sul terreno. 

Allo stesso modo, i semi artificiali, vengono distribuiti su vaste aree grazie ai droni, così da poter monitorare la temperatura del suolo grazie alla variazione di luminescenza.

Il caso degli Acer i-seed: un esempio di come la robotica può aiutare l’agricoltura

Il caso di questi piccoli robot realizzati dai ricercatori italiani è solo l’inizio di ciò che il mondo della robotica di ultima generazione (grazie anche all’AI) potrà fare per aiutare gli essere umani e in particolare il mondo dell’agricoltura.  Sembrano essere numerosi i vantaggi nell’utilizzo degli Acer i-seed, come: 

I vantaggi possono offrire numerosi benefici per i coltivatori come il miglioramento della produttività, la riduzione dei costi e dell’impatto ambientale.

I semi artificiali rappresentano un importante passo avanti nel mondo della robotica e dimostrano come questa disciplina possa essere utilizzata per aiutare l’ambiente e gli uomini a essere più sostenibili. Attualmente non compaiono problematiche legate al loro utilizzo su ampia scala. 


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