Reale o non reale? Sarà questo il problema del futuro?
Reale o non reale? Sarà forse questo uno dei futuri problemi esistenziali che gli appassionati della tecnologia, i filosofi, gli scienziati e i politici del futuro si porranno nei prossimi 10 anni? Che cos’è effettivamente il Metaverso? Siamo davvero sicuri che si tratti di un’idea del tutto nuova?
Quello a cui stiamo assistendo oggi non è altro che la naturale conseguenza di una rivoluzione tecnologica e sociale iniziata tempo fa. Immaginato e raccontato da anni nella letteratura (la parola “metaverso” appare per la prima volta nel 1992 nel romanzo postcyberpunk “Snow Crash” di Neal Stephenson), nella scienza, nel cinema, nel mondo della tecnologia e nella filosofia, la realizzazione di un Metaverso si sta concretizzando davanti ai nostri occhi in un progetto con infinite potenzialità e implicazioni per quanto riguarda il nostro futuro.
Dietro questa svolta epocale in campo tecnologico – per molti aspetti del tutto simile a quella avvenuta con il lancio del primo smartphone – vi sono importanti ragioni strategiche legate al brand. Per ovvie ragioni, il nome “Facebook” era diventato troppo limitante per l’azienda, dal momento che finiva per ancorarla solamente a uno dei suoi prodotti di punta, l’omonimo social network. Occorreva, dunque, un forte cambiamento.
Lo stato della tecnologia: a che punto siamo con la creazione del Metaverso?
Oggi si sente spesso parlare di Metaverso e della creazione di un nuovo mondo phygital, una dimensione che si colloca oltre i confini della realtà attualmente conosciuta e che integra in sé il mondo fisico e quello digitale (da cui appunto il neologismo phygital che deriva dalla crasi dei termini inglesi “physical” e “digital”).
Con il suo annuncio in occasione della conferenza “Connect” tenutasi in diretta streaming lo scorso 28 ottobre, Zuckerberg ha voluto inaugurare una nuova era per i social media e non solo, facendo dello sviluppo del Metaverso un principio cardine della crescita futura della propria azienda.
Un unico e grande obiettivo sembra guidare questa evoluzione: aiutare le persone che non sono presenti all’interno dello stesso spazio fisico a essere sempre più connesse attraverso un tipo di interazione sociale totalmente immersiva e coinvolgente.
Quotidianamente sperimentiamo l’utilizzo della tecnologia di realtà aumentata (AR). Basti pensare a quando scansioniamo un QR code con la telecamera dello smartphone e attiviamo azioni o file digitali. È evidente però che l’esperienza della realtà passa così attraverso la mediazione necessaria del nostro dispositivo diventando di fatto bidimensionale. Questo aspetto è proprio ciò che Meta, con la creazione del Metaverso, vuole superare, garantendo agli utenti un’esperienza virtuale non differente da quella vissuta nella realtà fisica.
Meta è intenzionata a incorporare internet nel mondo reale e rendere più accessibile al maggior numero di persone possibile la Realtà Virtuale. Per queste ragioni l’azienda sta lavorando per rendere sempre più piccoli processori molto potenti che potranno essere inseriti all’interno di normalissimi occhiali da vista o da sole, o addirittura, chissà, in lenti a contatto e microchip sottocutanei.
Attualmente esistono numerosi dispositivi indossabili che adottano la realtà virtuale (VR). Nel mondo dei videogame, per esempio, ci sono i visori Oculus VR. Questi dispositivi, peraltro, possono essere utilizzati anche in un contesto lavorativo. A questo scopo la stessa Meta ha introdotto le Horizon Workrooms: il visore VR consente di interagire con i propri colleghi attraverso avatar, di usare l’audio spaziale per rendere l’esperienza ancora più realista e di avere a disposizione vere e proprie sale riunioni digitali.
Un nuovo mondo: le nuove opportunità del Metaverso
Tutti conosciamo Blockbuster e la “triste” fine che il colosso americano ha fatto a fronte delle neonate piattaforme streaming come Netflix. Tuttavia Blockbuster non è scomparso del tutto. A Bend, in Oregon, esiste un unico punto vendita superstite, meta degli appassionati. Ma nel Metaverso Blockbuster potrebbe “rivivere” fino al punto di ottenere la propria rivincita sulla principale rivale: Netflix appunto.
Una comunità di investitori, note come Dao (decentralized autonomous organisation), gestite mediante una blockchain, punta a raccogliere cinque milioni di dollari per acquistare il brand storico e rilanciarlo come servizio streaming proprio nel Metaverso.
Tutto questo sarebbe possibile grazie all’emissione di NFT (non-fungible tokens), oggetti digitali, come creazioni artistiche, video e musica, unici e insostituibili, che sono alla base dell’economia del Metaverso. In questo modo sarebbe possibile acquistare e vendere titoli sul mercato con l’obiettivo di arrivare alla creazione di una piattaforma streaming decentralizzata e allo sviluppo di contenuti originali. Si arriverebbe alla realizzazione di una “Netflix” di nuova generazione, del tutto decentralizzata e già pronta per il Metaverso.
Il Metaverso sarà il migliore dei mondi possibili?
La rivoluzione digitale, tutt’ora in corso, ha permesso negli ultimi anni di migliorare notevolmente le nostre vite. Ma siamo sicuri che tutto questo sia realizzabile? Siamo sicuri che gli utenti vogliano davvero essere proiettati in un Metaverso?
Come abbiamo visto il Metaverso non sarà una nuova realtà che si sovrapporrà alle nostre vite, ma un mondo virtuale che diventerà una parte integrata del mondo fisico. Una realtà phygital così concepita rappresenta un’opportunità molto appetibile e interessante per moltissimi brand che stanno già sperimentando nel metaverso nuove forme di interazione con il proprio pubblico. Siamo solo all’inizio. Molto c’è ancora da fare e tante sono ancora le questioni aperte, come per esempio la regolamentazione e la tutela della privacy degli utenti, le disuguaglianze sociali ed economiche (già fortemente presenti nella nostra società e in molti paesi del mondo), l’accesso universale alla tecnologia e alle sue infinite potenzialità, solo per citarne alcune.
Quello che ci auspichiamo è una “colonizzazione consapevole” e regolamentata da leggi che tutelino la libertà e i diritti di tutti i loro utenti. Che sia dunque, un Metaverso più inclusivo e che arricchisca le nostre vite di nuovi stimoli e interessi.
Vero è che nessun “architetto del Metaverso” potrà pensare di se stesso di essere “Dio”. In fondo, è proprio questo stato di imperfezione e finitezza che ci spinge a cooperare e connetterci gli uni con gli altri per realizzare un nuovo mondo, con nuove opportunità per tutti: nuove esperienze per un numero di utenti illimitati, nuove occasioni di business per le aziende, il tutto senza limiti alla creatività.
Sarà quindi questo il migliore dei mondi possibili di cui tanto parlava Leibniz? Tutto dipenderà dalla tua volontà:
“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio”. (Morpheus, tratto dal primo capitolo di Matrix, 1999)
Vuoi saperne di più su come poter avviare la trasformazione digitale della tua azienda? Synesthesia elabora soluzioni con l’impiego anche delle tecnologia di AR e VR sulla base delle necessità del cliente e con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale.
Chiedi ai nostri esperti.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia).
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Echo Show 15

Il nuovo hub di Amazon per la domotica e l’assistenza smart a casa è arrivato: Eco Show 15 è uno smart display full HD da 15,6” che si può appendere alla parete in orientare in orizzontale o in verticale. Il chip che comanda Eco Show 15 è di nuovissima generazione. Stiamo parlando di Amazon AZ2 Neural Edge.
Nuova è anche l’interfaccia, completamente ridisegnata e con più libertà di personalizzazione. È possibile, infatti, utilizzare l’hub come supporto visivo per le varie funzioni di Alexa e può tornare molto utile in ambienti come la cucina per le liste della spesa e promemoria, ma può anche diventare una piccola tv collegandosi a Prime Video, Netflix e altri servizi.
Eco Show 15 può diventare l’hub per comandi vocali, per la multimedialità e per controllare gli altri dispositivi a esso connessi. Dal punto di vista del design, il nuovo display full HD da 15,6” lo rende il più grande smart speaker di Amazon. La nuova schermata “home” prevede, inoltre, nuovi strumenti basati su Visual ID che consentono all’utente di personalizzare tutte le informazioni che appaiono sullo schermo.
Questa funzione è in grado di riconoscere l’utente: in base all’identità di chi interagisce con lo schermo saranno mostrati promemoria, appuntamenti del calendario, brani musicali preferiti e note di tutti i membri dell’abitazione.
Il Visual ID può essere cancellato in qualsiasi momento e le immagini abbinate al proprio profilo saranno criptate e memorizzate solo dal dispositivo. Il suo prezzo attuale è di poco superiore a 200 euro.
Eero Pro 6

Eero Pro 6 è il nuovo modello di router Wi-Fi con tecnologia TrueMesh lanciato da Amazon. È dotato di due porte gigabit ethernet con modulo Wi-Fi a tre bande e una copertura fino a 190 mq con un solo dispositivo. Il router integra le funzionalità di hub Zigbee e, insieme con lo standard Matter, può diventare il centro per gestire e coordinare tutti i dispositivi della smart home.
Amazon offre sul mercato pacchetti costituiti da 3 Eero per consentire agli utenti di estendere la copertura della connettività fino a 560 mq, supportando fino a 75 dispositivi connessi simultaneamente. La tecnologia mesh, inoltre, è compatibile con le versioni precedenti di Eero, consentendo così agli utenti di continuare a utilizzare i modelli già posseduti insieme con Eero Pro 6: in questo modo è possibile allargare la copertura Wi-Fi dei propri spazi.
Blink Video Doorbell

È il nuovo campanello smart presentato da Amazon. Il videocitofono, realizzato da Blink, colpisce per la sua semplicità di installazione e utilizzo. Il dispositivo, infatti, può essere installato anche senza cavi, è dotato di telecamera con video a 1080p e audio direzionale visualizzabile direttamente sullo smartphone.
Grazie all’app realizzata ad hoc, l’utente può visualizzare tutte le notifiche ogni volta che qualcuno suona alla porta o la videocamera registra movimenti. L’audio bidirezionale consente di interagire con i visitatori. Blink Video Doorbell, inoltre, è compatibile con i dispositivi Echo e Fire: collegando il videocitofono ad Alexa, l’utente può gestire facilmente il sistema Blink con comandi vocali grazie alla Skill Blink Smart Home.
Amazon Glow

Si tratta di un dispositivo pensato per i bambini, dotato di un piccolo smart display (un lcd da 8 pollici) e un proiettore integrato. Smart Glow è progettato come supporto per le attività didattiche e ricreative dei più piccoli, poiché in grado di creare un display virtuale sensibile al tocco fino a 19 pollici. Questo nuovo dispositivo, inoltre, vanta la collaborazione con Disney, Mattel, Nickelodeon e Sesame Street.
Smart Thermostat

Si tratta di un termostato intelligente, realizzato in collaborazione con la società Honeywell. Smart Thermostat è un dispositivo di facile utilizzo: sarà controllabile da app o da Alexa tramite dei comandi touch presenti sul dispositivo e utilizzerà la tecnologia Home.
Amazon Astro

L’ultima grande novità presentata da Amazon si chiama “Astro”, un robot di 10 kg e 160 cm di altezza. Presenta un display lcd al posto del “volto”, dove si possono vedere le sue espressioni e reazioni. Si muove in modo autonomo o su richiesta (dal vivo o a distanza), grazie a un braccio periscopo che gli consente di interagire con manopole e pulsanti.
Come spiega Amazon: “Astro può essere utilizzato per controllare le persone o gli animali tra le pareti domestiche, o per pattugliare la casa inviando ai proprietari degli avvisi, se scopre qualcosa di inusuale, ma anche per portarci una birra o comunicare con altre persone in video mentre ci segue”.
Grazie alle sue telecamere integrate, riesce a riconoscere i volti umani ed è in grado di mostrare in tempo reale ciò che sta accadendo in quel momento. Arriverà sul mercato americano a fine 2021.
Oggi, dunque, grazie anche a questi nuove prodotti, i dispositivi smart home svolgono un ruolo fondamentale per rendere ancora più intelligenti, sicure e connesse le nostre abitazioni e i luoghi di studio e di lavoro.
Synesthesia sviluppa software intelligente e semplice da usare per TV, termostati, contatori, frigoriferi, sistemi di videosorveglianza, automobili connesse e molto altro, ed è al fianco delle aziende nel mondo dell’Industria 4.0, con servizi e piattaforme che aiutano a migliorare processi e produttività. Scopri le nostre creazioni digitali all’interno di questa pagina dedicata.
Immagini fonte: Amazon
All’interno di uno scenario economico globale sempre più imprevedibile e frammentato gli esperti di marketing tendono a concentrare le loro attenzioni sulle tecnologie innovative che cambieranno il mondo in un posto migliore e più “digitale”. Ogni anno gli analisti lavorano per indicare al mercato le tendenze in merito alla tecnologia e alla sua applicazione nei più svariati ambiti. Gartner, per citare uno dei più famosi centri di analisi e ricerca al mondo, presenta ormai da anni ogni gennaio i suoi “hype cycle” con cui indica, dopo il lavoro degli analisti, le tecnologie e le innovazioni che avranno un impatto maggiore sulle attività di marketing e nella società per i successivi 5/10 anni.
Siamo andati a monitorare alcune tecnologie emergenti o mature che si trovano nei recenti hype cycle di Gartner scoprendo alcune interessanti novità che riguardano il mondo digitale per come lo stiamo vivendo oggi con una proiezione sui prossimi mesi.
L’analisi inizia da Web e E-commerce
Internet è in costante mutamento e le tecnologie evolvono molto rapidamente. All’interno di questo scenario, dove l’e-commerce è utilizzato come mezzo chiave per favorire la crescita del canale di vendita digitale di un brand, il trend del momento è l’intelligenza del sistema e l’estrema personalizzazione. Saper come raccogliere e sfruttare tutte le informazioni per attività di marketing è una vera e propria priorità per le aziende: Gartner prospetta che entro il 2023 la maggior parte delle organizzazioni che usano l’IA per il commercio digitale otterrà un miglioramento di almeno il 25% nella soddisfazione dei clienti, entrate o riduzione dei costi. (Susan Moore, Innovations in customer experience, business models and technology will transform digital commerce in the next few years, Gartner.com, 3 ottobre 2019).
A che punto siamo con il mobile?
Gli smartphone e le app hanno cambiato radicalmente le abitudini di quasi la totalità degli individui sul nostro pianeta (dal 2007 a oggi) e il nostro modo di fruire le informazioni e di comunicare. Questo ovviamente vale anche per le aziende. Gartner ritiene che il 90% delle grandi imprese non riesca a ottenere un vantaggio competitivo attraverso le proprie strategie mobile a causa di investimenti limitati per quanto riguarda il coinvolgimento dei clienti: un’applicazione lenta e mal funzionante o difficile da leggere e fruire (o peggio scollegata da altri processi aziendali) è destinata a fallire. (Susan Moore, Struggling to get customers to engage with your mobile app? It’s time to rethink your mobile customer experience strategy, Gartner.com, 8 giugno 2018).
Secondo Olive Huang (vicepresidente della ricerca presso Gartner) per coinvolgere efficacemente gli utenti tramite i dispositivi mobili è necessario dunque investire in una strategia globale che sia in grado di espandere le interazioni dei clienti e migliorare la loro esperienza complessiva. All’interno di questo scenario occorre, dunque, considerare molti aspetti: dal funzionamento del sito web ottimizzato per i dispositivi mobili ai chatbot , dai sistemi di messaggistica mobile alle applicazioni corporate o B2C. Ma il focus nei prossimi mesi è sulla strategia generale. Tanti pezzi slegati di un eco-sistema digitale non producono risultati e spesso, al contrario, risultano deleteri.
Un mondo sempre più ricco di connected devices & IoT

Quotidianamente interagiamo con il mondo che ci circonda con l’aiuto di un assistente vocale. Questa tecnologia è in grado di rendere più semplice la nostra vita indirizzando in modo intelligente le nostre richieste verso la soluzione migliore possibile. Stando alle previsioni presenti all’interno hype cycle, l’impatto generato dall’applicazione di questa tecnologia per i prossimi 5 anni sarà decisamente rilevante. Fino a poco tempo fa la tutto questo sembrava essere una questione ai limiti del fantascientifico. Oggi la combinazione di sistemi in grado di reagire e modificare il proprio comportamento di fronte a input “umani” è diventata realtà. Basti pensare a ciò che accade ogni qualvolta che usiamo uno smartphone con le app intelligenti, quando guidiamo o quando varchiamo la soglia di casa scatenando la risposta di un sistema di domotica.
Stiamo andando verso un mondo sempre più connesso e dotato di intelligenza digitale. È opinione degli esperti che ciò sia un processo già in atto e che i consumatori in primis siano ormai attori consapevoli di questa rivoluzione. La trasformazione digitale è infatti opera di persone, che ogni giorno credono nel futuro, nell’innovazione e nelle tecnologie cercando una via nuova, sostenibile e adatta al mercato Synesthesia ama innovare il presente perché pensa al futuro.
La digital transformation di un’azienda è un processo di trasformazione decisivo per poter sviluppare il suo business e accreditarsi in modo maturo nel suo mercato di riferimento. Il centro di ricerca permanente di Synesthesia ogni giorno, da anni, immagina, modella e offre soluzioni digitali ai propri clienti e partner per comunicare la propria identità e gestire nel modo migliore il proprio business.
Nella nostra digital factory lavorano team di esperti e giovani entusiasti. Le competenze in campo sono quelle che servono per disegnare il futuro e offrire ai nostri clienti e partner le soluzioni migliori per comunicare, sviluppare il loro business ed essere all’avanguardia.
Come? Scopritelo in questa pagina dedicata. L’abbiamo chiamata “Creazioni digitali”.
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Il 17 maggio siamo stati ospiti nei nuovi uffici milanesi di Amazon: un palazzo tutto vetri nel cuore della città, a pochi passi dalla Stazione Garibaldi, che ben si integra nel rinnovato quartiere che alterna palazzi moderni a quelli della Milano storica.

Obiettivo dell’incontro: presentare alle agenzie come Synesthesia le nuove strategie di comunicazione legate alla voce (ovviamente con al centro Alexa e le sue Skill) per permettere loro di aiutare i clienti a presidiare con successo l’area del voice assistant di casa Amazon.
L’incontro, il primo dal lancio di Alexa in Italia, si è articolato tra vari speaker, coprendo temi tecnici, marketing e sviluppo business, advertising.
Le Skill: Non chiamatele App!
Per interagire con la voce si può creare una App per Alexa come per gli smartphone, chiamate Skill. Chiunque può creare una Skill e pubblicarla sulla piattaforma di Amazon. Essa comparirà in una area apposita del sito Amazon simile ad un “App Store”. Ovviamente le Skill possono essere anche richiamate direttamente interagendo con la voce, ed è anzi questo il caso più comune. Questo avviene pronunciando una frase specifica, chiamata Utterance, che richiama la Skill e può dare inizio alla conversazione, ad esempio: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”
Le Skill passano un processo di approvazione simile a quello delle app (della durata media di circa 3 settimane) e possono essere multi-lingua.
Come le App, anche le skill possono essere recensite dagli utenti. Si tratta di review testuali corredati da un rating numerico (le “stellette”) sullo store, o un rating vocale (richiesto in modo casuale all’utente dopo l’uso, in questo caso solo numerico).
Dare voce al proprio brand con le Skills di Alexa

Ad oggi nel mondo sono state sviluppate più di 80.000 Skills (!). Molti brand stanno sviluppando la loro Voice Strategy, sviluppando una presenza nel mondo degli assistenti vocali. Alexa è sempre più diffusa tra i consumatori, è facile da usare ed il suo utilizzo diventa parte del customer journey.
Per avere successo in questo nuovo canale, è necessario un mix di competenze, intersezione tra developer, specialisti di marketing, e designer (o meglio “Voice Interface Designers”), proprio come quello messo a disposizione dal team Synesthesia!.
L’obiettivo principale è quello del brand awareness, come condiviso da tutte le agenzie presenti, ma il secondo è sicuramente la vendita di servizi e prodotti.
L’ecosistema della Voce: i dati di Amazon

La voce è ovunque, è pervasiva. Siamo abituati ad usarla fin da piccoli. Oggi è il “momento magico” per essere presenti sulle interfacce vocali. Alcune cifre fornite da Amazon ad oggi:
- Il 33% dei consumatori US usano settimanalmente un assistente vocale
- 50 miliardi ricerche vocali al mese
- 10 milioni di device con Alexa venduti
Sono invece previsti per il 2020:
- 7,3 miliardi di $ di spese attraverso la voce
- 200 miliardi di ricerche vocali al mese
- 70 milioni di smart speaker
- 1.83 miliardi di consumatori utenti di voice assistant
Come usano principalmente Alexa gli utenti?
Principalmente per l’intrattenimento, attraverso l’audio, la musica. Ma gli smart assistant sono anche un acceleratore per le tecnologie smart home e la gestione della casa attraverso la home automation.
Altre attività spaziano dall’aggiunta di un timer in cucina all’ascolto di informazioni e news, all’aggiunta di qualcosa alla propria lista della spesa.
Anche i bambini interagiscono con Alexa: ci sono skills pensate proprio per la famiglia. L’interfaccia vocale diventa è un momento di inclusione collettiva, a differenza di altre tecnologie (come lo smartphone) più “divisive” e solitarie.
Dove mettono Alexa gli utenti?
Principalmente in cucina e in salotto, che è dove si passa più tempo. Ma Alexa è un sistema aperto, potrà essere “everywhere” grazie alle integrazioni di terze parti. Si parla di elettrodomestici, dal frigo al microonde, ma anche di cuffie audio, speaker e presto integrazione on-the-go in auto.
Come creare una Skill di successo
Come raggiungere dunque l’obiettivo comunicativo attraverso la voce? Le Skill migliori sono quelle che puntano a dare valore all’utente, idealmente con un utilizzo frequente, anche quotidiano. La formula è la seguente:

L’idea è di “possedere un momento”, ad esempio:
- Quando mi sveglio…
- Alexa com’è il tempo oggi? + suona la mia radio
- Quando esco di casa …
- Alexa, spegni le luci e il termostato
- Durante una pausa …
- Alexa, aiutami a pianificare il mio viaggio per il fine settimana
- A pranzo…
- Alexa, cosa posso mangiare? + suona un po’ di musica
- Prima di cena…
- Alexa, giochiamo e divertiamoci
- Dopo cena…
- Alexa, cosa c’è in TV stasera, storie della buonanotte, altra musica
Case histories
I case di successo sono molti, eccone alcuni:
- “Send me a sample”: una skill per ricevere un campione gratuito di un prodotto. Usata da CocaCola in UK, insieme ad una campagna TV, con grande successo.
- NHS – breast feeding friends: il servizio sanitario nazionale UK permette alle giovani mamme di chiedere informazioni, a qualunque ora del giorno o della notte, sui loro bambini. “Come faccio a sapere se il mio bambino ha mangiato abbastanza”. Dai primi test si è visto che le donne non amano ricevere risposte “robotiche”: è stato usato uno speaker umano, che ha definito la “Sonic Identity” di NHS. Un concetto interessante! (Qual è la Sonic Identity del vostro brand? è una voce maschile o femminile? formale o informale? qual è il tono?)
- Harry Potter experience: l’intenzione era quella di creare un’abitudine giornaliera di lettura. Per realizzarla la skill propone un quiz ogni giorno con 3 domande. Le voci anche qui sono reali, con i contenuti presi direttamente dall’audiolibro.
- Oral-B ha creato un timer per i bambini, di 1-2 minuti: quelli necessari per lavarsi correttamente i denti. Come generare engagement? I bambini non si accontentano di un semplice timer, così il brand ha creato un personaggio (Gimlet, un coccodrillo) e delle storie, proprio della durata di 2 minuti, sempre diverse. In pratica un podcast: successo assicurato!

- Altri esempi sono “the Bodycoach”, un coach virtuale per il body building e l’esercizio giornaliero, contenuti legati a film o a programmi televisivi, o la “Talisker tasting experience”: una mini guida di degustazione per il famoso whisky scozzese attivata dicendo “alexa, open talisker tasting”.

- Philadelphia ha svecchiato il proprio brand con le “ricette per una cheesecake”, e Unilever ha portato Cleanipedia, l’enciclopedia dello smacchiamento, su assistente vocale.
Come dare visibilità alla propria Skill per Alexa
L’Utterance, la frase con cui facciamo aprire la Skill, può essere considerata quasi come un #hashtag nel contesto di una campagna. Deve essere al centro della comunicazione, semplice e chiaro all’utente.

Ad esempio “Alexa apri Clem Quiz” è l’Utterance scelta da Clementoni. Gli utenti vanno educati ad usarla, ad esempio usando il packaging del prodotto, le campagna adv, gli altri canali: va insomma messo in evidenza nella comunicazione.
Le Skill possono ricevere visibilità negli store, o nell’app di Alexa, ma anche attraverso i social e in campagne strutturate. Ad esempio:
Inbound
- → Stream di email iniziali per educare i clienti all’uso delle Skill
- → Mail settimanali di richiamo alla Skill
- → Utile nel supporto per il lancio nuove skill

Attività di Co-marketing di Amazon con le aziende:
- Fatte ad esempio per Justeat e MyMovies
- Amazon più dare supporto al brand per la promozione delle Skill ritenute strategiche
Altri canali da sfruttare: email, social, landing page, presentazioni video, passaggi TV, press release…
Utilizzare Amazon Advertising per promuovere la propria Skill
Amazon mette a disposizione i suoi canali ADV, che possono essere sfruttati con l’obiettivo di portare traffico alla skill:
- posizionamento di ADV su i devices amazon (In futuro anche FireTV e Tablet)
- campagne su Amazon e al di fuori, con obiettivi:
- traffico verso la pagina di dettaglio della Skill
- traffico ad una “landing page” (sul sito o canali social, ma che può anche volendo essere creata direttamente su Amazon, standard o customizzata)

Il loop positivo delle crescita parte dalla awareness, che porta all’utilizzo e successivamente a una review con rating, che se positivi a loro volta portano a nuova awareness.
Gli obiettivi dipendono dalle diverse “larghezze” del target, new customer→ lookalike → prospecting. Gli step da seguire sono 4:
- Creare una branded landing page su Amazon ADV (se il cliente vende su Amazon può mettere link anche alle pagine di prodotto)
- Trovare il target corretto
- Creare la campagna ADV legata all’azione (Call To Action)
- Dare visibilità e discoverability
Best practices sulla creatività
Per migliorare l’efficacia della campagna, si consiglia di:
- Far vedere il dispositivo Alexa
- Fare a/b testing sulle CTA
- Chiarire cosa si sta promuovendo (una Skill)
- Mettere la Utterance in primo piano nella creatività

Quali sono i KPI per una Skill?
- Il traffico alla landing page
- Gli utenti unici raggiunti nella campagna media
- Le impression e click totali
- Le abilitazioni tramite voce
- Il rate delle abilitazioni
Alexa: le novità che ci aspettano
Già oggi è possibile utilizzare Amazon Pay per acquistare beni e servizi attraverso Amazon. Presto sarà possibile attivare l’equivalente delle “In App Purchase”, ovvero le In-Skill-Purchase per acquistare servizi, contenuti digitali e funzioni aggiuntive direttamente dentro le Skill, anche in abbonamento.
Presto vedremo anche una maggiore integrazione tra Alexa e l’altro prodotto Amazon di cui ci siamo occupati: il FireTV Stick.
Non dimentichiamo infine che Alexa non è solo voce: molti dispositivi abilitati dispongono di uno schermo e permettono già oggi di ricevere risultati visuali, con cui interagire direttamente.
Cosa possiamo fare insieme?
In Synesthesia siamo entusiasti per tutte le opportunità che si aprono per i nostri clienti nel mondo degli assistenti vocali, e Alexa è una delle piattaforme più vivaci, efficaci ed in evoluzione in questo momento. Non vediamo l’ora di costruire insieme a voi le vostre Skill, integrandole nel processo aziendale e nel customer journey, per creare la più efficace Voice Strategy per il vostro Brand. Cosa aspettate? contattateci subito!
Amazon, Google e Apple sono solo alcuni nomi dei players presenti nel mondo della voice assistant. Una battaglia agguerritissima, appena iniziata, dove l’obiettivo è ottenere una posizione dominante su questo nuovo importantissimo mercato.
Amazon ha recentemente annunciato un microonde da 60$ che si attiverà tramite l’uso della voce, utilizzando l’assistente vocale Alexa. Questo è solo l’ultimo esempio dell’ossessione con cui Amazon sembra voler rendere Alexa onnipresente, dalla cucina alla macchina.
Google nel frattempo ha potenziato la sua offerta di assistenti vocali inserendo Google Home Hub, un altoparlante intelligente con uno schermo.
Facebook ha appena svelato Portal, un dispositivo che permette principalmente di effettuare videochiamate con i propri amici attraverso il social network.
Apple infine oltre a Siri – integrato in tutti i suoi dispositivi dal 2011 – ha il suo HomePod.
Gli assistenti vocali sono potenzialmente gli incubi della privacy, infatti procedono a monitorare sempre più elementi della nostra vita quotidiana. Questa paura, tuttavia, non sembra aver intaccato le vendite.
Con l’avvicinarsi della stagione dello shopping natalizio, si prevede che gli assistenti vocali registreranno grandi vendite, andando ad incrementare il già considerevole numero di coloro che possiedono uno speaker intelligente e che usano un assistente vocale almeno una volta mese (i quali attualmente rappresentano circa il 25-30% della popolazione statunitense.
Le interfacce vocali sono state adottate più rapidamente di quasi qualsiasi altra tecnologia nella storia. E con le grandi vendite arrivano, puntuali, delle previsioni che si riveleranno forse ben presto esagerate::
- Il numero globale di altoparlanti intelligenti installati sarà più che raddoppiato a 225 milioni di unità in due anni, afferma Canalys.
- Il solo acquisto vocale su Alexa da solo potrebbe generare più di 5 miliardi di dollari all’anno di entrate entro il 2020, secondo RBC Capital Markets.
- La spesa pubblicitaria globale per gli assistenti vocali – attualmente inesistente – raggiungerà i 19 miliardi di dollari entro il 2022, secondo Juniper Research. Per rendere l’idea, basti sapere che è quasi la dimensione dell’attuale attività pubblicitaria su rivista.
Tutto il clamore generato attorno a questa tecnologia rischia di offuscare il punto in cui è realmente.
Secondo il rapporto di NPR e Edison Research dell’inizio di quest’anno, circa un terzo dei proprietari degli smart speaker finisce per usarli notevolmente meno dopo il primo mese. Solo poco più della metà ha dichiarato che non potrebbe farne a meno.
Mentre alcune persone sono sicuramente entusiaste della nuova tecnologia, questa non ha ancora esattamente cambiato la vita di ogni giorno. Ad oggi, gli assistenti vocali e gli altoparlanti intelligenti hanno dimostrato essere soltanto un modo diffuso per accendere la radio, abbassare le luci o ottenere informazioni meteorologiche. Ma per essere rivoluzionari, avranno bisogno di trovare un ruolo più centrale, una nuova applicazione di rottura.
Per cosa vengono utilizzati i Voice Assistant?
Le interazioni vocali uomo macchina sono inevitabili. Con il crescente proliferare di dispositivi di consumo a prezzi accessibili e reti wireless si sta modificando anche il modo in cui interagiamo con le macchine.
Per cosa vengono usati: (proprietari statunitensi)

La riproduzione di musica e di altri contenuti audio è di gran lunga il caso di utilizzo corrente di maggiore successo per gli assistenti vocali.
Dal 70% al 90% degli utenti degli smart speaker affermano di aver trasmesso musica in streaming su un device intelligente. Circa la metà di tale quota lo fa ogni giorno. Queste statistiche hanno un significato, mostrano importanti cambiamenti nel modo in cui consumiamo i media.
Infatti, le persone che ascoltano Spotify sugli smart speakers hanno più probabilità di ascoltare musica ogni giorno rispetto agli utenti di Spotify in generale. Sono anche più propensi ad ascoltare la musica nei fine settimana e a richiedere canzoni nostalgiche.
Anche la vecchia radio viene ascoltata sugli smart speakers. L’anno scorso, il 4% delle ore di ascolto della National Public Radio è arrivato da smart speakers. Oggi la quota ammonta al 19 percento, secondo Tamar Charney, amministratore delegato della personalizzazione e la cura presso NPR.
Ancora più avvincente per il mondo pubblicitario è il fatto che gli ascoltatori di smart devices sono meno propensi a saltare la pubblicità di quelli che utilizzano computer o telefoni.
“Le persone hanno meno probabilità di saltare le pubblicità su Alexa. È più scomodo dire alla tua Alexa di andare avanti di 30 secondi piuttosto che lasciare che gli annunci vengano riprodotti”, dice Meverden. “Gli ascoltatori di smart speaker sono molto più passivi”, ha aggiunto. “Le persone con le interfacce vocali tendono ad accettare ciò che viene loro dato”.
Assistenti vocali e shopping: forse è troppo presto
Le aziende sperano che le persone inizino ad usare i loro assistenti vocali per acquistare senza sforzo ogni genere di prodotto. La maggior parte dei sondaggi mostra che solo il 20% circa dei proprietari americani di smart device hanno utilizzato il proprio dispositivo smart per effettuare un acquisto. Il numero che acquista mensilmente è la metà.
Un rapporto più allarmante da parte di The Information ha dichiarato che solo il 2% degli utenti di Alexa ha effettuato un acquisto con il dispositivo quest’anno, fino ai primi di agosto. Qualunque sia il numero, non è ancora quello che i rivenditori sognano.
Per questo tipo di shopping forse è troppo presto, poiché lo shopping è prevalentemente un’esperienza visiva e tattile.
Quando si cerca un prodotto con la voce, si ottengono solo una o due opzioni, non pagine e pagine di un catalogo di prodotti, come siamo abituati a fare online.
Tuttavia, ciò lo rende più ideale per i beni di consumo domestici, perché sono economici, devono essere riordinati frequentemente e non richiedono le stesse considerazioni degli acquisti discrezionali con prezzi più alti.
Questo può tradursi in un potenziale momento di successo per i brand. Diventare il primo suggerimento per la categoria carta igienica di un assistente vocale può significare essere l’acquisto che effettivamente il cliente farà.
Secondo uno studio dell’agenzia di marketing Digitas, circa l’85% dei consumatori che hanno effettuato un acquisto tramite i voice assistants afferma di aver acquistato la prima opzione presentata. È in quest’ottica che i grandi brand si stanno muovendo, cercando di ottenere il vantaggio del first mover; non stanno aspettando che le vendite scendano prima di iniziare a strutturare le loro strategie vocali.
A dispetto di queste considerazioni, i marchi non possono ancora pagare per la visibilità. Per ora, Amazon e Google stanno cercando di guadagnarsi la fiducia dei nuovi acquirenti, rendendo i risultati di ricerca più pertinenti possibile. Tuttavia, non ci vuole molta immaginazione per vedere un futuro in cui i commercianti di Amazon o Google potrebbero pagare per avere i loro prodotti suggeriti dai loro assistenti intelligenti, così come accade tuttora per gli annunci sponsorizzati che affollano i siti Web.
Chi vincerà la guerra tra interfacce vocali?
È troppo presto nella rivoluzione vocale definire il nome di un vincitore, ma le aziende stanno sicuramente scommettendo.
Siri ha avuto qualche anno di vantaggio tra gli assistenti vocali ed è ora utilizzato attivamente da mezzo miliardo di dispositivi, tra cui iPhone, MacBook Pro e Apple Watch.
L’Assistente Google, grazie ad Android, afferma la sua presenza su mezzo miliardo di dispositivi.
Amazon per ora è il leader degli altoparlanti intelligenti, anche se è ostacolato dal fatto di non avere un proprio telefono. La società sta recuperando raddoppiando il carico su altri dispositivi con Alexa nella speranza di accaparrarsi i mercati delle smart home e delle auto. È importante sottolineare che recentemente ha presentato un chip a basso costo basato su Alexa che può rendere intelligenti i dispositivi stupidi.
Quote di mercato delle vendite degli smart speaker globali

Nel secondo trimestre di quest’anno, Amazon ha registrato il 41% delle spedizioni globali di smart speaker, seguita da Google al 28%, secondo i dati di Strategy Analytics. Negli Stati Uniti, stando ad un sondaggio di Voicebot, Amazon rappresenta circa il 65% degli altoparlanti installati a settembre.
La quota di mercato tuttavia non è tutto.
Il futuro prevede probabilmente la presenza di una serie di assistenti intelligenti, a seconda della posizione dell’utente e di cosa vuole fare. Si stima che l’utente medio dello smartphone interagirà con tre piattaforme di assistenti vocali diversi entro il 2022.
“Nessuna singola piattaforma di assistente smart può fornire il portafoglio completo di servizi e dispositivi che i consumatori stanno cercando”, secondo Adam Wright, analista senior di IDC.
Cosa ci riserva il futuro degli Assistenti Vocali?
Fortunatamente per i fan dell’assistente vocale siamo ancora all’inizio.
L’obiettivo attuale degli smart speaker è fare in modo che le persone siano più abituate a parlare con i loro dispositivi. Tuttavia, il futuro della voce probabilmente non sarà l’altoparlante. Infatti i principali produttori di altoparlanti hanno aggiunto i display ai loro assistenti.
Samsung sta inserendo il suo assistente vocale Bixby nei suoi televisori, creando così il potenziale per diventare l’hub di assistente intelligente.
L’elemento chiave rimane sicuramente la tecnologia vocale, indipendentemente dal dispositivo in cui risiede. Gli assistenti intelligenti si insinueranno in ogni aspetto della nostra vita e saranno disponibili a casa e fuori.
Alcuni vedono un futuro in cui negozi e altri luoghi pubblici saranno dotati di assistenti vocali in grado di riconoscere le persone e adattare le loro risposte alle esigenze individuali. Per ora gli assistenti vocali stanno ancora lavorando in primo luogo per capire cosa gli viene detto.
Resta da vedere ciò che alla fine facciamo con tutta questa “opulenza” di tecnologia vocale.
Basta pensare al mouse negli anni ’80. Il nuovo modo di interagire con i computer è stato accolto con sdegno, ma questo riguardava le possibilità e l’esecuzione piuttosto che il concetto. All’inizio la precisione del mouse era scarsa e il software non aveva ancora capito come utilizzare in modo intelligente la nuova tecnologia. Quarant’anni dopo è difficile immaginare un mondo fatto di software di progettazione e videogiochi senza mouse o touch pad.
C’è sempre stata una tendenza a forzare il ‘vecchio’ sul ‘nuovo’ quando si tratta di piattaforme tecnologiche emergenti.
Le prime pubblicità in televisione, ad esempio, erano essenzialmente annunci radiofonici, letti ad alta voce. Infine le pubblicità televisive si sono evolute in storie multisensoriali e questa sarà la sorte che toccherà anche all’esperienza vocale.
Fino a quando non troveremo l’app, il modo d’uso o l’invenzione che potrebbe essere possibile solo utilizzando la voce, stiamo ancora solo riproponendo contenuti online per le tue orecchie.
[libera traduzione dall’articolo Voice tech like Alexa and Siri hasn’t found its true calling yet: Inside the voice assistant ‘revolution’ di Recode]
A novembre è finalmente arrivato in Italia Amazon Fire Tv Stick, l’adattatore HDMI che trasforma il nostro normale televisore in una “smart Tv con connessione internet” e che permette di accedere ai contenuti non solo di Amazon Prime Video, ma anche di Netflix, Youtube e di oltre 4mila app e giochi. Dunque, ora lo sviluppo delle applicazioni si è aperto anche ad Amazon e si tratta di un’occasione da non lasciarsi scappare.
Nel 2015, negli Stati Uniti, il secondo device Amazon più venduto durante il Black Friday è stato proprio il Fire TV Stick. Anche in Italia, le previsioni di vendita del dispositivo sembrano essere buone.
Come funziona Amazon Fire Tv Stick Basic Edition
In modo analogo a Chrome Cast o alla Apple Tv, Amazon Fire Tv Stick Basic Edition consente di vedere sul proprio televisore una serie di contenuti, a partire dai servizi di Streaming di Amazon (Amazon Prime Video, gratuito per tutti i clienti Amazon Prime), Netflix e Youtube. Oltre allo streaming, c’è la possibilità di installare applicazioni. La qualità della trasmissione è considerata molto buona e la fruizione dei contenuti fluida. Risulta facile da installare e grazie al piccolo telecomando in dotazione, l’Amazon Fire TV è molto comoda da usare. Lo Stick ha un processore quad core e uno spazio di archiviazione di 8 GB, oltre a una memoria di lavoro da 1 GB per il funzionamento dei giochi e le applicazioni.
App per Amazon Fire Tv
Dal punto di vista dello sviluppo web, sono proprio i giochi e le applicazioni la parte più interessante di questo dispositivo di Amazon. È possibile infatti sviluppare e vendere app per Amazon Fire Tv, fruibili con la Fire Tv Stick. Non più solo Google Play e App Store, ora vi potete cimentare nella creazione di applicazioni anche per lo store Amazon.
Tra giochi e applicazioni, sono già oltre 4mila le app presenti sullo store di Amazon. Abbiamo quindi ora a disposizione tutto un nuovo ambiente pronto a ospitare applicazioni di diverso genere, dalle news all’intrattenimento, passando per lo sport, la salute e la produttività. Le categorie di app di Amazon sono tante e tante sono quindi le possibilità di sviluppo. Si possono creare app di ricette, applicazioni sportive per l’allenamento, app per lo shopping online, podcast, riviste, applicazioni che offrono informazioni utili sulle città, app di viaggi o dedicate alla salute e al benessere, e molto altro ancora. Se volete sviluppare un’applicazione di qualsiasi tipo, ora potete sfruttare anche le piattaforme di Amazon con la Fire Tv e i tablet.
Lo store per le App di Amazon
Anche Amazon ha uno store per le app da utilizzare con il Fire TV Stick. La vostra nuova applicazione dovrà essere caricata qui e dovrà avere una scheda prodotto efficace per avere successo ed essere scaricata. Poi, anche la comunicazione del prodotto dovrà essere accattivante e così via. Grazie a questo app store avete a disposizione un nuovo mercato a cui proporre le vostre applicazioni nella maniera più efficace possibile.
Sviluppare App per Amazon Fire Tv Stick
Fare una app per Amazon è un’attività delicata al pari dello sviluppo di applicazioni per altre piattaforme. È importante, e utile, affidarsi a dei professionisti non solo per la parte di sviluppo vero e proprio, ma anche per le fasi successive alla creazione del prodotto.
Se siete interessati alla creazione di App per Amazon Fire Tv, contattateci per parlare del vostro progetto!