La Cina valuta di chiudere i suoi modelli AI di frontiera. Perché è importante e rischia di cambiare molte cose.
Editoriale di Francesco Ronchi
Per due anni ci siamo raccontati una storia semplice: l’open source vince sempre, i modelli aperti renderanno l’AI una commodity, i lab proprietari americani sono destinati a essere erosi dal basso. La Cina era il campione mondiale di questa narrativa. Oggi quella storia va riscritta, perché è proprio Pechino a valutare di sigillare la punta della sua piramide tecnologica.
Cosa sta succedendo
Secondo un’esclusiva Reuters del 7 luglio, le autorità cinesi hanno tenuto nell’ultimo mese una serie di incontri con le principali aziende tech del paese per discutere la possibilità di limitare l’accesso estero ai modelli AI cinesi più avanzati, inclusi quelli non ancora rilasciati. Ai tavoli erano presenti Alibaba, ByteDance e la startup Z.ai, quella del modello GLM-5.2 che ha fatto rumore nella Silicon Valley per prestazioni vicine ai migliori modelli americani a una frazione del costo.
Un dettaglio che vale più di molte analisi: gli incontri sono guidati dal Ministero del Commercio, l’ente che gestisce l’export control, con la partecipazione della NDRC, l’agenzia di pianificazione statale. Non è il regolatore di internet che parla di censura dei contenuti. È la macchina dell’export e della pianificazione economica che tratta i modelli AI come asset strategici nazionali, esattamente come i semiconduttori o le terre rare.
Sul tavolo ci sono tre misure:
- Limiti all’accesso estero ai modelli più avanzati, sia closed-source sia open-weight. E l’inclusione degli open-weight è il punto esplosivo.
- Rendere qualsiasi leak o furto di tecnologia AI proprietaria un reato sotto la legge di sicurezza nazionale cinese, tra le più severe al mondo.
- Nuove restrizioni su chi può finanziare le startup AI domestiche, quindi un filtro sul capitale estero.
Precisazione doverosa: nulla è deciso, per ora. Lo scope è in discussione, le restrizioni potrebbero applicarsi solo ai modelli futuri e non c’è una timeline. I ministeri coinvolti non hanno commentato. Ma il fatto stesso che la conversazione esista è la notizia.
Come potrebbe funzionare: la piramide a tre livelli
Reuters cita un indizio concreto su come Pechino sta ragionando. A maggio una tavola rotonda di giuristi cinesi, i cui atti sono stati pubblicati su una rivista ufficiale della Corte Suprema del Popolo, ha proposto un sistema a livelli: gli strumenti open source di base soggetti a una semplice registrazione, le tecnologie più avanzate sottoposte a security review, e i modelli di frontiera più sensibili vietati al rilascio pubblico o limitati all’uso domestico.
Non un blocco totale dell’open source cinese, quindi, ma una piramide dove solo la punta viene sigillata. Qwen, DeepSeek e gli altri modelli già pubblicati continueranno a esistere, per una ragione tecnica prima che politica: una volta che i pesi di un modello sono online, sono irrecuperabili. Non si possono richiamare, non si possono aggiungere safeguard a posteriori. Qualsiasi restrizione futura vale solo per ciò che non è ancora uscito.
Perché è un U-turn clamoroso
Qui sta il cuore della storia. La strategia open-weight cinese non era generosità: era la leva competitiva di un inseguitore. I modelli cinesi sono in ritardo di circa sette mesi sui migliori americani nei benchmark chiave, ma sono gratuiti e scaricabili. Questa combinazione ha permesso loro di penetrare i mercati globali, incluse aziende americane che li hanno adottati per tagliare i costi rispetto ai modelli proprietari USA. “Commodificare” l’AI americana, erodere il business model dei lab di frontiera, costruire soft power tecnologico verso il Global South: la strategia funzionava.
Un inseguitore non abbandona il suo vantaggio più grande a meno che la posta in gioco non sia la sicurezza nazionale. E infatti il trigger è identificabile con precisione: a fine giugno Z.ai ha rilasciato GLM-5.2 dichiarando di aver eguagliato le capacità di individuare vulnerabilità software di Claude Mythos, il modello di Anthropic riservato ai professionisti della cybersecurity. Quando costruisci qualcosa che tu stesso consideri dual-use, l’idea di caricarlo gratis su Hugging Face per chiunque, inclusi i tuoi avversari geopolitici, improvvisamente non sembra più geniale.
L’apertura era una tattica, non un principio assoluto. Quando ti avvicini alla frontiera, smetti di ragionare come chi insegue e inizi a ragionare come chi difende.
La simmetria con Washington
Il paradosso è che Pechino sta copiando il copione americano riga per riga. A giugno l’amministrazione Trump ha ordinato che i cittadini stranieri non avessero accesso ai modelli più avanzati di Anthropic, Fable e Mythos, spingendo l’azienda a disabilitarli globalmente perché la nazionalità non era verificabile in tempo reale. I controlli su Fable, destinato al pubblico generale, sono poi stati rimossi dopo l’introduzione di nuove safeguard. Mythos resta accessibile solo ad alcune organizzazioni americane considerate affidabili.
E la paura cinese è speculare: secondo le fonti Reuters, le autorità di Pechino temono che Mythos possa sfruttare vulnerabilità software e che Washington possa usarlo contro interessi cinesi. Zhou Hongyi, fondatore del colosso della cybersecurity 360, ha detto pubblicamente che la Cina deve sviluppare il proprio Mythos. Come nota Scott Singer del Carnegie Endowment, la Cina dovrà fare i conti con la realtà che i modelli oltre certe capacità sono intrinsecamente insicuri, e sta per avere le stesse conversazioni che la Casa Bianca ha avuto negli ultimi mesi.
Due superpotenze, stesse ragioni, stessi strumenti (export control), stessi tipi di capacità sotto controllo (cyber-offensive).
L’AI di frontiera sta convergendo verso il regime del nucleare e della crittografia degli anni Novanta: tecnologia a duplice uso, controllata dallo stato.
La sottotrama: la guerra della distillazione
C’è un filone parallelo che rende il quadro ancora più teso, e riguarda Anthropic e Alibaba.
A febbraio Anthropic ha pubblicato un report sostenendo che DeepSeek, Moonshot e MiniMax avevano generato 16 milioni di scambi con Claude attraverso circa 24.000 account fraudolenti, con l’obiettivo di distillare le sue capacità, cioè usare gli output di un modello più forte per addestrare un modello più debole. A giugno l’accusa si è fatta pesante: in una lettera ai vertici della commissione bancaria del Senato USA, Anthropic ha accusato operatori affiliati al lab Qwen di Alibaba di aver usato questi account fraudolenti per generare 28,8 milioni di scambi con Claude in circa sei settimane, definendolo il più grande attacco di distillazione mai rilevato. Alibaba ha negato ogni illecito.
Poi la scoperta che ha fatto esplodere tutto: un developer ha rivelato via reverse engineering che Claude Code, dalla versione di aprile, conteneva un meccanismo nascosto che leggeva fuso orario, proxy e indirizzi API alla ricerca di keyword legate ad Alibaba, ByteDance e Baidu, per identificare silenziosamente utenti cinesi. Anthropic ha confermato l’esistenza del meccanismo, spiegandolo come esperimento anti-distillazione introdotto a marzo e poi rimosso.
La risposta di Alibaba è arrivata immediata: da domani, 10 luglio, i dipendenti hanno il divieto totale di usare Claude Code, classificato come software ad alto rischio, e l’ordine di disinstallare tutti i prodotti Anthropic, passando alla piattaforma interna Qoder. Nel frattempo Anthropic ha condotto un’ondata di ban di account cinesi, ed è emerso un mercato grigio che rivende accesso alle API di Claude a prezzi stracciati usando credenziali rubate, raccogliendo prompt e output da rivendere come dati di training. OpenAI, Anthropic e Google hanno lanciato una campagna anti-distillazione coordinata attraverso il Frontier Model Forum.
La distillazione è il collante delle due storie. Gli americani accusano i cinesi di rubare capacità via API. I cinesi ora temono che i loro pesi pubblicati vengano usati contro di loro. Entrambi arrivano alla stessa conclusione: chiudere.
Il quadro completo: il contenimento cinese va avanti da mesi
Il tavolo sull’export dei modelli non è un episodio isolato. Ad aprile il pianificatore statale cinese ha ordinato a Meta di annullare l’acquisizione da 2 miliardi di dollari della startup AI di fondazione cinese Manus. A inizio giugno sono arrivate nuove regole che stringono il controllo sulle operazioni estere che coinvolgono investitori, tecnologia e dati cinesi. Sono in corso indagini su Manus e altre startup AI trasferitesi all’estero per possibili violazioni delle leggi di export control. Il messaggio è coerente: l’AI cinese resta in Cina, il capitale che la finanzia viene filtrato, il talento che scappa viene indagato.
Cosa significa per le aziende italiane
Qui arrivo al punto che mi interessa di più, perché tocca direttamente molte aziende e startup italiane ed europee.
Molte aziende hanno costruito, o stanno valutando di costruire, stack AI su modelli cinesi open-weight. Il messaggio pratico è duplice:
- Primo: i modelli già rilasciati non spariscono. I pesi sono fuori e non rientrano. Chi usa oggi Deepseek, Qwen 3 o GLM in self-hosting può continuare a farlo.
- Secondo, e più importante: il flusso futuro di modelli di frontiera gratuiti dalla Cina non è più garantito. Chi ha fatto della disponibilità perpetua di open-weight cinesi di punta un’assunzione strategica deve rivederla. Se la vostra roadmap AI dipende dal fatto che tra sei mesi arriverà un modello cinese gratuito migliore di quello attuale, avete un rischio di supply chain che prima non esisteva.
Operativamente: le architetture model-agnostic diventano ancora più importanti. Progettare sistemi in cui il modello sottostante è un componente sostituibile è l’unica risposta razionale a un mondo in cui l’accesso ai modelli è diventato una variabile geopolitica.
Resta però una riflessione più ampia sulla sovranità tecnologica europea, e una domanda:
Se Stati Uniti e Cina chiudono entrambi la frontiera, l’Europa cosa può fare? Resta cliente di due sistemi chiusi, con Mistral come unica carta realmente autonoma? E’ sempre più urgente la creazione di un modello AI di frontiera “made in Europe”, libero e indipendente.
Il dibattito su AI Act e sovranità digitale, che spesso liquidiamo come burocrazia, assume un peso diverso quando le due superpotenze trattano i modelli come armi.
Il paradosso finale
Chiudo con l’ironia amara di questa vicenda. Le restrizioni cinesi, se arriveranno, varranno solo per il futuro. GLM-5.2, il modello che i cinesi stessi paragonano a Mythos per capacità di trovare vulnerabilità, è già scaricabile da chiunque, ovunque, per sempre. La stalla si chiude dopo che i buoi migliori sono già usciti.
C’è un argomento serio, che vale per entrambe le sponde del Pacifico: il momento giusto per decidere cosa fare con l’open-weight di frontiera era ieri. Oggi possiamo solo governare quello che uscirà domani. Ed è esattamente quello che, per la prima volta in modo simmetrico, Washington e Pechino stanno provando a fare.
Fonti
- Fanny Potkin, “Exclusive: Beijing is looking at curbing overseas access to China’s top AI models, sources say”, Reuters, 7 luglio 2026. https://www.reuters.com/world/beijing-is-looking-curbing-overseas-access-chinas-top-ai-models-sources-say-2026-07-07/
- “China May Restrict Access to Its Most Powerful AI Models”, TIME, 7 luglio 2026. https://time.com/article/2026/07/07/china-ai-models-alibaba-bytedance/
- “China weighs restrictions on overseas access to its most capable AI models”, Quartz, 7 luglio 2026. https://qz.com/beijing-china-ai-model-export-restrictions-070726
- “China weighs curbing overseas access to its top AI models”, The Next Web, 7 luglio 2026. https://thenextweb.com/news/china-curbing-overseas-access-top-ai-models
- “Alibaba reportedly bans employees from using Claude Code”, TechCrunch, 4 luglio 2026. https://techcrunch.com/2026/07/04/alibaba-reportedly-bans-employees-from-using-claude-code/
- “Alibaba bans Anthropic’s Claude Code after an alleged hidden China-detection backdoor is uncovered”, Tom’s Hardware, 5 luglio 2026. https://www.tomshardware.com/tech-industry/artificial-intelligence/alibaba-bans-anthropics-claude-code-after-an-alleged-hidden-china-detection-backdoor-is-uncovered-employees-told-to-switch-to-qoder-as-the-rift-between-the-firms-widens
- “Alibaba bans employees from using Anthropic’s Claude Code”, Yahoo Tech / The Decoder, 6 luglio 2026. https://tech.yahoo.com/ai/claude/articles/alibaba-bans-employees-using-anthropics-131053680.html
- “Alibaba Bans Claude Code Starting July 10, Pushes In-House Qoder as Replacement”, BigGo Finance, 4 luglio 2026. https://finance.biggo.com/news/a401b1c7-07f5-44e1-9291-cbbd71da342c
- “Alibaba is banning its workers from using Claude Code as US v China AI battle heats up”, TechRadar Pro, 6 luglio 2026. https://www.techradar.com/pro/alibaba-is-banning-its-workers-from-using-claude-code-as-us-v-china-ai-battle-heats-up
- “China Could Restrict Global Access to Alibaba and ByteDance AI Models”, Benzinga, 8 luglio 2026. https://www.benzinga.com/markets/tech/26/07/60326205/china-could-restrict-global-access-to-alibaba-and-bytedance-ai-models-as-beijing-tightens-its-grip-on-advanced-ai-report
Articolo scritto con il supporto di Anthropic Fable 5.
La seconda edizione di SWIFT HEROES è alle porte!
È passato un anno dalla prima edizione di Swift Heroes con cui Synesthesia ha portato nomi internazionali del mondo dello sviluppo su iOS (e non solo) a Torino.
Tra qualche giorno ripetiamo l’esperienza con un’edizione ancora più ricca per esplorare insieme a professionisti e aziende quello che il mondo Apple può offrire lato ideazione e sviluppo di applicazioni evolute.
Swift Heroes è una conferenza internazionale dedicata agli sviluppatori dell’ecosistema Apple, con specifico riferimento a Swift, il linguaggio diventato ormai standard per la creazione di app native su iPhone, iPad e Mac.
Si terrà il 15 Novembre a Centro Congressi Lingotto di Torino con un’agenda fitta di talk sia in lingua inglese sia in lingua italiana. Sul palco si alterneranno speaker internazionali quali Tim Condon, Aleksandra Komagorkina, Omar Albeik, Julia Vashchenko e molti altri.
Due autorevoli keynote apriranno la seconda edizione e saranno a cura di Shai Mishali, iOS Tech Lead presso Gett, e Daniel Steinberg, storyteller presso Dim Sum Thinking.
Non Solo Talk
All’esterno della Sala 500 e della Sala Londra del Lingotto potrete trovare un numero importante di aziende che hanno deciso di supportare l’evento garantendo, anche nell’area sponsor, un alto livello qualitativo.
Swift Heroes nasce anche per essere un importante punto di riferimento e un valore aggiunto per le aziende che, durante l’intera giornata potranno avere la loro vetrina, fare azioni di branding, promuovere prodotti e, non ultimo, raggiungere una base di possibili candidati di alto livello con il recruiting di talenti.
Il mondo Educational
Una delle novità di questa nuova edizione di Swift Heroes è la giornata EDU: in Synesthesia crediamo molto nelle nuove generazioni, sulla loro natività digitale e abbiamo voluto inserire un percorso “Educational” dedicato agli addetti ai lavori, in linea con le attività che la nostra azienda porta avanti già da molto tempo.
Swift Heros Educational è l’evento ideato e organizzato per accorciare le distanze tra la tecnologia e la didattica. Durante l’intera giornata si terranno talk, in lingua italiana, che coinvolgeranno personaggi di spicco del mondo Education, intervallati da momenti di confronto con personalità della scuola e del mondo digitale.
I partecipanti potranno toccare con mano soluzioni vincenti per il mondo della didattica, approfondendo i casi di successo e imparando ad applicare soluzioni Apple all’interno delle loro realtà.
La giornata EDU (edu.swiftheroes.com) è organizzata in modo congiunto da Synesthesia e da Rekordata.
Non mancate!
Vi aspettiamo quindi il 14 e 15 Novembre per la seconda edizione di Swift Heroes.
Un’edizione più ricca, piena di occasioni di scambio e confronto e con un format nato per creare un alto livello di condivisione e di partecipazione.
Per maggiori informazioni: swiftheroes.com
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Ogni giorno riceviamo telefonate ed e-mail da parte di persone che hanno idee per una app e sono alla ricerca di una quotazione su quanto costerebbe realizzarla. In Synesthesia, cerchiamo di essere il più disponibili possibile, ma a volte dare una quotazione può essere davvero difficile. Chiedere “quanto costa una app?” (o un sito, o una skill per Alexa, ecc.) è un po’ come chiedere “quanto costa un’automobile?”: dipende! 😃 Ecco perché è importante per voi raccogliere la maggior quantità possibile di informazioni sulla vostra idea e, idealmente, avere un documento di specifica su cui basarsi.
Molte persone hanno una idea di base, ma preferiscono parlare con uno sviluppatore o un designer per sfruttarne le conoscenze specialistiche nel settore, in modo da raffinare l’idea iniziale. Questo va benissimo: molte agenzie come la nostra propongono una tariffa giornaliera o a pacchetto per questo tipo di consulenza, per cui vale la pena di spendere un po’ di tempo per assicurarsi che la vostra idea di app sia valida e valga la pena di intraprendere i passi successivi di sviluppo.
Se siete invece già sicuri della vostra idea e state cercando di ingaggiare qualcuno per realizzarla per voi, un documento di specifiche probabilmente è quello che vi serve. Un documento di questo tipo può non essere semplice da mettere insieme, perciò vediamo nel seguito alcune delle cose più importanti che abbiamo bisogno di sapere prima di poter stilare un preventivo. Se in questa fase volete proteggere la vostra idea, una buona soluzione è quella di far siglare ai soggetti a cui ne parlerete un Accordo di non divulgazione (o NDA). Potete trovare vari modelli online o chiedere la consulenza di un legale.
Obiettivi & Background
Sapere esattamente quello che la vostra applicazione dovrà fare è importante. Serve a risolvere un problema pratico? È un gioco che promuove un brand? Si tratta di una operazione di marketing? Fa parte di un quadro più ampio? L’elenco dei vostri obiettivi relativi al progetto ci aiuteranno a capire la vostra applicazione, ma permetteranno anche di consolidare la vostra idea e le relative funzionalità.
Se avete realizzato una ricerca di mercato per il progetto, ci sarà sicuramente utile per meglio comprendere i vostri obiettivi.
Target
A chi è destinata? Sembra ovvio, ma conoscere il target della vostra applicazione permette di prendere molte decisioni, e saperlo ci permette di comprendere l’esperienza utente dovrà essere realizzata. Per esempio se è l’app è destinata a bambini la grafica sarà necessariamente diversa e i pulsanti saranno più grandi e colorati, una app destinata al settore aziendale potrà avere una UX (la User Experience) più standard e dall’aspetto professionale.
Sistemi operativi e dispositivi
Oggi il mondo degli smartphone è dominato da due grandi player: Apple a Google. Probabilmente se il vostro pubblico è generico, vorrete che la vostra applicazione sia disponibile sia su iOS che Android, a meno che non si tratti ad esempio di una app aziendale B2B, per esempio dedicata alla forza vendita. Quanto al formato, sarà per smartphone, anche tablet o entrambi? Qui la scelta può dipendere dal contesto principale di utilizzo.
Quella dei sistemi operativi (OS) su cui si desidera che l’applicazione sia disponibile è una delle scelte che incide maggiormente sui costi, quindi è qualcosa su cui riflettere attentamente. Un buon punto di partenza sono le statistiche di utilizzo dei vari sistemi operativi. Il che ci porta al prossimo punto.
Nativa o ibrida?
Creare una app per iOS e Android è come scrivere la stessa lettera due volte, ma una in francese e una in cinese. Può essere lo stesso contenuto, ma servono competenze completamente differenti. Ogni sistema operativo ha un linguaggio di sviluppo diverso e questo, in caso di sviluppo nativo, può portare a raddoppiare il costo della vostra applicazione. Lo sviluppo ibrido o l’utilizzo di framework può aiutare a ridurre i costi, ma è importante conoscere i pro ed i contro di questa scelta. Alcune aziende richiedono una specifica modalità di sviluppo, ma se non siete sicuri, possiamo consigliarvi volentieri ed indirizzarvi verso la scelta migliore per il vostro progetto. (Volete saperne di più sullo sviluppo ibrido o nativo? Leggete il nostro post sull’argomento)
Timeline
Esiste una deadline per il progetto? State lavorando con dei partner che hanno delle scadenze? La pubblicazione è legata ad un evento inderogabile? Cercate di fornire tutte le informazioni possibili sui vincoli temporali da rispettare, se è possibile con il breakdown delle singole scadenze. Tenete in mente che nello sviluppo e nella progettazione giocano molti fattori, e che il lavoro deve essere comunque pianificato tra le attività dell’agenzia. Infine, esistono dei tempi “tecnici”, come quelle di approvazione da parte di Apple, di cui tenere conto.
Funzionalità
È il punto cruciale. Se è possibile, scrivete quella che sarà la descrizione che apparirà sull’App Store quando l’applicazione sarà pubblicata. Questo dovrebbe aiutarvi a descrivere ciò che fa la vostra applicazione in modo chiaro e conciso.
Se non siete designer specializzati, è meglio lasciare il lavoro di definizione dell’interfaccia utente e la UX Design alla vostra mobile agency preferita. Tuttavia finché l’applicazione non sarà definita in modo dettagliato sarà difficile ottenere un preventivo preciso. Spesso la definizione di tutte le specifiche, le schermate e le interazioni dell’utente è la prima fase dell’attività di sviluppo. Anche questa attività può essere oggetto di una consulenza specifica, finalizzata a produrre un completo studio della UX/UI di una applicazione, che qualunque sviluppatore sarà in grado di utilizzare per portare a termine la realizzazione della app.
In ogni caso, se l’applicazione non è particolarmente complessa e se non ci sono troppe variabili non conosciute, un buon documento di specifiche è più che sufficiente per avere una quotazione di massima della vostra app.
In genere, una buona applicazione è una app che fa una (singola) cosa semplice, e la fa davvero bene. Ma il modo in cui lo fa è una caratteristica propria della app. Per esempio se lo scopo della vostra applicazione è quello di “segnalare i buchi nell’asfalto quando li si incontra per strada” l’applicazione potrebbe avere le seguenti caratteristiche:
- aggiungere automaticamente posizione dell’utente nella sua segnalazione;
- possibilità di scattare una fotografia e allegarla alla segnalazione;
- funzione per inviare automaticamente il report, caricarlo su un server, condividerlo.
Pensate a quelle che possono essere le funzionalità aggiuntive, indicando se sono essenziali o se sono dei “nice to have” che sarebbe bello avere, in quanto alcune funzionalità possono fare una grande differenza sul costo finale.
Esempi di caratteristiche che possono influenzare notevolmente il costo sono:
- Notifiche Push. Servirà inviarle?
- Geolocalizzazione – serve sapere la posizione dell’utente o mostrargli dove andare?
- Integrazione Social – E’ prevista condivisione su Facebook, Twitter, ecc?
- Deve essere gestito il Login? La registrazione?
- È presente un profilo utente?
- Modello di business: L’app è a pagamento? Ci saranno acquisti in-app?
- Gli utenti potranno inserire commenti o recensioni nella app?
- È previsto un collegamento a siti web? (Il vostro sito, youtube, ecc.) da cui reperire informazioni?
- Le informazioni presentate provengono da un database esterno o interno alla app? *
* Le app che attingono da informazioni memorizzate in un database esterno sono le più comuni, ma le logiche di trasferimento dei dati possono essere molteplici. Si pensi ad esempio a un catalogo prodotti o un’applicazione di notizie. Se la vostra app dovrà interfacciarsi con un database esterno, lo sviluppatore dovrà sapere se questo DB esiste già o è qualcosa da creare appositamente. Sarà necessario sapere la modalità di interfacciamento, come è realizzato, se vi è un server web esistente e se le API (Application Programming Interface) sono documentate. Più informazioni vengono fornite, meglio è.
Graphic Design
La maggior parte delle agenzie dispongono internamente di designer grafici che conoscono a fondo la progettazione per mobile. Di solito è meglio affidarsi a loro per accelerare i tempi di progettazione e anche perché loro conoscono le tendenze ed i design che funzionano meglio. Se preferite affidarvi ai vostri creativi, assicuratevi che conoscano le specifiche su come si progetta per mobile. Saremo felici di fornirvi consulenza in tal senso. In ogni caso i grafici avranno bisogno di specifiche su cui lavorare. Font, colori, loghi, linee guida dell’immagine aziendale, sono tutti materiali utili, se disponibili, su cui basare il design.
Piano di manutenzione
Questo può essere discusso e concordato con gli sviluppatori prescelti, ma è bene esplicitarlo: le applicazioni hanno bisogno di manutenzione: ad esempio nuove versioni dei sistemi operativi o nuovi modelli di smartphone possono creare dei problemi, ed il backend può richiedere interventi periodici. È quindi importante pensare ad un piano di manutenzione e aggiornamento.
Informazioni extra
È utile fornire un foglio aggiuntivo con i dati dell’azienda e i dati di tutte le persone coinvolte nel progetto, che includa indirizzi e-mail, i numeri di telefono, i ruoli operativi e le responsabilità. E’ importante che ci sia un unico referente per le comunicazioni e le decisioni importanti.
Conclusioni
il documento di specifiche, non solo aiuterà a comprendere ciò che la vostra applicazione è o potrebbe diventare, sarà anche un ottimo biglietto da visita nei confronti dello sviluppatore che non potrà che apprezzare la vostra professionalità e commitment nel progetto.
Il documento di specifiche non dovrà necessariamente essere qualcosa di “scolpito nella pietra”, probabilmente sarà rivisto prima dell’inizio dello sviluppo. Se è ben scritto si tratta comunque di un valido punto di riferimento in cui raccogliere le decisioni ed i desiderata, indispensabile alla efficace riuscita del progetto.
Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, e non vediamo l’ora di ricevere i documenti di specifiche delle vostre fantastiche app. Contattateci subito e iniziamo!
Il presente documento è stato realizzato da Synesthesia srl ed è rilasciato secondo la licenza Creative Commons BY/NC/SA 3.0 reperibile all’indirizzo:
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/
Se avete dubbi, domande, segnalazioni sul presente documento, potete contattarci qui: https://new.synesthesia.it/contatti
ultima modifica: luglio 2020
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