Recentemente Synesthesia, spinta dalla forte crescita degli ultimi mesi, ha deciso di rafforzare ulteriormente i legami di collaborazione con RedAbissi entrando nella compagine societaria. Lucio Gamba (CEO e fondatore di RedAbissi) e Riccardo Recalchi (CEO di Synesthesia) ci raccontano il perché di questa operazione e quali sono le loro aspettative per il futuro e gli obiettivi che le aziende vogliono raggiungere insieme.
Lucio, Synesthesia è entrata a far parte di RedAbissi. Quali sono state le ragioni che vi hanno indotto a unire le forze?
La collaborazione con Synesthesia è nata poco dopo la nostra costituzione. Questo ci ha dato l’accesso alle loro competenze ed alle loro risorse permettendoci di velocizzare il piano di sviluppo della nostra piattaforma RedHab. Il posizionamento di Synesthesia e la sua capacità commerciale, inoltre, ci ha portato tanti nuovi progetti da realizzare.
Riccardo, continua il percorso di crescita di Synesthesia. Da anni è attiva una collaborazione con RedAbissi. Perché avete deciso di investire in questa realtà proprio ora?
Il sodalizio con RedAbissi nasce prima di tutto dalla stima, umana e professionale, con Lucio e con tutto il team di RedAbissi. Abbiamo visto nascere l’idea e l’abbiamo sostenuta lavorando insieme sulla piattaforma RedHab, apportando il nostro contributo tecnologico: a oggi questa piattaforma è un’eccellenza sul mercato e siamo orgogliosi di far parte di questo progetto.
Il Il team di RedAbissi, inoltre, lavora insieme a quello di Synesthesia nella gestione di tutte le attività di digital marketing, cosa che ha permesso una crescita importante nella qualità dei servizi che offriamo ai nostri clienti.
Lucio, quali sono gli elementi in comune alle due aziende?
Mi sono ritrovato completamente nell’approccio e nei valori etici che mettono al centro le persone e la qualità dei servizi offerti.. Questo ha reso semplice il dialogo e l’integrazione al punto che ormai fatico a distinguere la differenza tra i due team aziendali.
Riccardo, quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati, nuovi ambiti di collaborazione o c’è anche dell’altro?
Nel piano strategico di Synesthesia le attività legate al digital marketing e comunicazione giocheranno un ruolo molto importante: abbiamo intenzione di portare la nostra offerta a un livello qualitativo sempre più alto e questa collaborazione è al centro della nostra idea di futuro.
Vogliamo, inoltre, far crescere insieme la piattaforma RedHab e con Lucio e il team stiamo lavorando a nuove features e all’internazionalizzazione, altro obiettivo dei prossimi due anni.
Lucio, che tipo di collaborazione ti aspetti e come vedi il futuro?
Per citare il direttore commerciale di Synesthesia: “dobbiamo avere un sano strabismo verso il mercato con un occhio al presente e uno al futuro”. A breve termine la collaborazione ci permetterà di offrire ai clienti dei servizi più estesi e integrati ma dall’altra la fusione delle nostre competenze di marketing con quelle più tecnologiche e innovative di Synesthesia ci permetterà a breve di creare nuovi servizi e nuove soluzioni.
Grazie al lavoro di team esperti Synesthesia e RedAbissi sviluppano strategie di comunicazione social e piani editoriali all’avanguardia per i propri clienti e partner.
Scopri le nostre strategie all’interno di questa pagina dedicata.
Synesthesia con la sua Academy entra a far parte dell’offerta formativa di Feltrinelli Education con lezioni in presenza e da remoto.
Con la diretta streaming dello scorso 24 novembre Carlo Feltrinelli ha presentato, in occasione dell’inaugurazione della nuova libreria di Piazza Piemonte a Milano, l’offerta di Feltrinelli Education e i partner coinvolti nella nuova iniziativa. Si tratta della prima piattaforma di life long learning lanciata da un editore, con l’obiettivo di andare meglio incontro alle esigenze del pubblico più giovane e in particolare alle richieste di quest’ultimo nel momento in cui si tratta di entrare nel mondo del lavoro. “Scopri il piacere di fare la tua conoscenza” è il claim scelto dalla casa editrice per la nuova iniziativa.
L’evento inaugurale ha coinvolto i numerosi partecipanti da remoto in un appassionante “viaggio dall’analogico al digitale nel futuro del libro, delle librerie e della conoscenza”. Degni di nota sono stati gli interventi del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e di Alessandro Baricco che ha sottolineato l’importanza, per il nostro contesto culturale, di un’iniziativa dinamica e all’avanguardia come quella di Feltrinelli Education.
I nostri primi corsi per FEDU
Siamo molto felici e orgogliosi di far parte sin dall’inizio di questo progetto così ambizioso e innovativo, una “tessera nuova del […] mosaico e della […] idea di editoria contemporanea”, per riprendere le parole dello stesso Carlo Feltrinelli.
La nostra presenza nel catalogo della piattaforma digitale è piuttosto significativa. Al suo interno troviamo infatti due corsi, di cui uno è dedicato all’innovazione tecnologica nella didattica attraverso l’impiego dei videogiochi e l’altro riguarda l’utilizzo e la scelta dei migliori strumenti tecnologici per migliorare la propria produttività personale. Entrambi i corsi sono tenuti dal nostro prof. Marco Mazzaglia (Technical Director of Academy and Video Game Evangelist in Synesthesia).
Sono in arrivo novità importanti. Scopriamo insieme i nuovi corsi!
Innovazione per la didattica: insegnare con i videogiochi

È il laboratorio pensato da Synesthesia Academy per insegnanti e dirigenti scolastici che vogliono capire come poter utilizzare efficacemente la tecnologia nel loro lavoro. É un dato di fatto ormai che il digitale ha fatto il suo ingresso anche nella scuola e che sempre di più i giovani sono immersi in questo mondo. Anche una didattica efficace, dunque, ha bisogno di aggiornarsi per restare sempre al passo con i tempi.
Docenti: Alberto Coletto in collaborazione con Marco Mazzaglia.
Scopri il corso qui.
Strumenti digitali per la produttività personale

É il corso dedicato a tutti coloro che desiderano imparare a utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici a disposizione per aumentare la produttività personale in tutti contesti. Dalla scelta degli strumenti giusti, all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, l’obiettivo del corso è di fornire una vera e propria guida per affrontare efficacemente le sfide quotidiane con il supporto della tecnologia.
Docenti: Marco Mazzaglia.
Scopri il corso qui.
In conclusione
Con il Feltrinelli Education condividiamo l’attitudine all’innovazione, la forte vocazione esplorativa e il desiderio di diffondere la conoscenza, intesa come fattore di crescita ed emancipazione per tutti. Da anni siamo impegnati a tracciare innovativi percorsi di avvicinamento al mondo digitale per bambini e ragazzi con FuturMakers e aiutiamo le aziende ad accrescere le proprie competenze in ambito tecnologico e risorse umane offrendo corsi di formazione avanzata per i loro professionisti tramite la nostra Academy.
Una nuova strada si apre e ringraziamo gli amici di Feltrinelli Education per la fiducia e il coinvolgimento. Per saperne di più sulle nostre iniziative, contattaci.
Per il terzo anno consecutivo il Sole 24 Ore e Statista ci hanno inserito nella prestigiosa classifica italiana di Leader della Crescita (edizione 2021), un premio riservato alle aziende italiane che hanno registrato la maggiore crescita di fatturato nell’ultimo triennio (2016-2019).
All’interno del rapporto, pubblicato sul Sole 24 Ore, edizione cartacea e online dal 25 novembre 2020, sono presenti le storie più interessanti delle imprese italiane leader della crescita e dei loro fondatori, azionisti e manager. Protagoniste sono quindi quelle realtà che quest’anno hanno progettato coraggiosi piani di rilancio per il post Covid-19 e che hanno scommesso di più sulla crescita per il futuro.
Cosa vuol dire essere “Leader della Crescita”? Lo abbiamo chiesto al nostro President & Founder Francesco Ronchi
“Essere “Leader della Crescita” è un importante riconoscimento del grande lavoro fatto in anni di attività che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio. Si tratta sicuramente di una tappa di un percorso di crescita e trasformazione che, ormai da tre anni, ci conferma tra le eccellenze del nostro Paese.
Un periodo come questo rappresenta una sfida importante e complessa soprattutto per le PMI che nessuno era preparato ad affrontare. La nostra scelta di puntare da sempre sull’innovazione e sull’eccellenza digitale ci ha permesso di affrontarlo nel migliore dei modi e di guardare al futuro con fiducia”.
Che cosa ha fatto Synesthesia in quest’ultimo triennio?Lo abbiamo chiesto al nostro CEO, Riccardo Recalchi
“Synesthesia in questo triennio ha vissuto un vero e proprio percorso di crescita verticale su più fronti. Si tratta di una crescita non solo in termini di fatturato, ma anche e soprattutto di un percorso dal punto di vista organizzativo e di posizionamento. Siamo passati dall’essere una piccola azienda nata da un’idea innovativa alla realtà dinamica e “numerosa” che oggi siamo.
Per poter compiere questo passo da un lato abbiamo creato una struttura organizzativa efficace per tutte le persone coinvolte nell’azienda e dall’altro abbiamo fatto una scelta chiara in termini di posizionamento sul mercato. Insomma è stata una crescita a 360 gradi.
É il terzo anno consecutivo che riceviamo questo riconoscimento e ne siamo molto fieri. Il fatto poi che Synesthesia riesca ad avere clienti sempre più grandi, che il personale sia cresciuto in maniera esponenziale e che la nostra realtà sia riuscita a strutturarsi di conseguenza è davvero un risultato strepitoso.
Abbiamo un’organizzazione pronta a guardare al prossimo triennio con una prospettiva ancora più ampia di quella attuale.
Guardando alla strada fatta, a un certo punto, ci siamo trovati a dover scegliere se continuare ad assumere personale oppure se accogliere in Synesthesia delle strutture già formate. Tale scelta ovviamente è stata frutto del lavoro di organizzazione svolto nel corso degli anni. Il nostro obiettivo è crescere ulteriormente anche attraverso legami futuri con nuove realtà. Faccio riferimento, per esempio, alla recente fusione con TheLab.
In questo periodo abbiamo, quindi, affrontato queste due sfide parallele: da un lato continuare lo sviluppo con delle linee di business ben definite e dall’altro sostenerle con basi solide. Riuscire a fare entrambe le cose insieme è stata la vittoria principale di questi 3 anni”.
In conclusione…
Questo riconoscimento ci identifica come una tra le più dinamiche e innovative realtà italiane per il terzo anno consecutivo.
Essere “Leader della Crescita” non vuol dire solamente possedere buone capacità imprenditoriali, ma significa anche e soprattutto impegnarsi ogni giorno nella ricerca di nuove opportunità di sviluppo, partendo da strutture organizzative interne consolidate nel corso degli anni. Cerchiamo di realizzare tutto questo mantenendo sempre un’attenzione costante al benessere delle persone con cui lavoriamo, alla soddisfazione dei nostri clienti e alla qualità dei servizi che mettiamo a disposizione.
Scopri il ranking completo dei campioni della crescita su Il Sole 24 Ore e sul sito ilsole24ore.com.
Vuoi saperne di più su quello che facciamo? Visita la nostra area dedicata alle soluzioni Web, App, e-commerce.
L’associazione Bloomingteam e Cumiana 15 guardano al futuro dando vita a uno spazio fisico e virtuale di confronto con esperti di arte e tecnologia. Tanti sono stati i temi affrontati: si è parlato di cultura digitale, di città utilizzate come piattaforme di gioco, di moda, di rispetto del pianeta e di tanto altro ancora.

Tra gli ospiti intervistati durante questo evento, in occasione di Biennale Tecnologia Off il nostro Video Game Evangelist Marco Mazzaglia che ha parlato del suo amore per i videogiochi, di come si sia evoluta l’esperienza videoludica nel corso degli anni, della figura dei tecno-poeti e di tanto altro ancora. Buona visione.
“Vive attorniato dai videogiochi come se fossero i suoi personali anelli di Saturno ed è considerato un’autorità in questo campo. Insegna “Game Design e Gamification” al Politecnico di Torino. Ci ha parlato di tecnologia, ovviamente, ma ci ha anche fatto capire che sull’Arca di Noè dei videogiochi vivono molti poeti”.
L’iniziativa fa parte di Biennale Tecnologia Off. Per saperne di più clicca qui.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Il mondo del gaming sta cambiando e con esso anche la figura femminile.
Le donne sono diventate finalmente le protagoniste indiscusse di avventure memorabili per gli amanti dei videogiochi di tutto il mondo. Dietro questo cambio di paradigma e di narrazione negli ultimi anni troviamo anche una crescita esponenziale della presenza femminile all’interno del mercato dei videogiochi rispetto al passato. Stando al recente rapporto pubblicato da IIDEA (Italian Interactive Digital Entertainment Association), oggi i giocatori di sesso maschile rappresentano solo il 53% rispetto a quelli di sesso femminile con il 47% del totale. l report “Gaming e eSport in Italia” pubblicato da Nielsen Sports & Entertainment per Intel ha evidenziato, inoltre, che il 43% dei fan di eSport appartiene al genere femminile.
Numeri importanti che testimoniano un cambiamento epocale. Siamo andati a esplorare la recente storia dei videogiochi per capire bene alcune dinamiche di questa evoluzione. Partendo da Ms. Pac-Man, icona femminile dei videogiochi che ha segnato intere generazioni di giocatori, per arrivare a Maxine Caufield, protagonista di Life is Strange.
Ms. Pac-Man: la versione “super” di Pac-Man

Ms. Pac Man è la protagonista del secondo titolo della serie Pac-Man. Nato nel 1981 il videogioco è considerato uno dei più popolari “cabinati” di quegli anni. La trama è piuttosto “rivoluzionaria”: assistiamo probabilmente per la prima volta a un vero e proprio ribaltamento di prospettiva rispetto alle narrazioni tradizionali dove a essere salvata era sempre una donna. In questo caso infatti sarà la signora Pac-Man a salvare il proprio compagno.
Ms. Pac-Man è stata acclamata dalla critica per i suoi notevoli miglioramenti al gameplay originale a tal punto da diventare “superiore” alla sua versione precedente, al maschile.
Ellie: la forza dell’empatia e della solidarietà

Ellie è la co-protagonista della serie The Last of Us (2013), creata e sviluppata da Naughty Dog. Non stiamo parlando di un personaggio con particolari abilità soprannaturali. Si tratta di una giovane ragazza che si trova a vivere in un contesto particolarmente difficile: il racconto si svolge in un’America devastata da un’epidemia che ha causato la mutazione di milioni di persone in esseri non senzienti e ostili. Ellie è un personaggio particolarmente empatico, che ha il merito di trasformare l’intera avventura in una storia dalle emozioni uniche.
Nonostante le numerose avversità e la violenza della guerra, la giovane protagonista riuscirà a conservare la sua “umanità” aiutando Joel un cinico compagno di avventura nella lotta per la sopravvivenza.
Madeline: come conoscere se stessi attraverso il gaming

Il prossimo personaggio femminile che andremo a scoprire è Madeline, protagonista di Celeste (2018), il videogioco indie sviluppato da Matt Thorson e Noel Berry, in collaborazione con lo studio brasiliano MiniBoss. La storia del gioco narra le vicende avventurose di una ragazza che, nel tentativo di ritrovare se stessa e superare la sua depressione, decide di scalare la montagna Celeste, situata nel Canada Occidentale. Nel corso della scalata si susseguiranno incontri inaspettati e misteriosi eventi che segneranno l’evoluzione del nostro personaggio. Madeline sarà, infatti, chiamata a incontrare la “parte oscura di se stessa” che tenterà più volte di ostacolarla. Nonostante le cadute e le avversità imparerà a governare le sue ansie e paure.
Edith Finch Jr.: le storie e i ricordi dopo la morte

Edith Finch Jr. è uno dei protagonisti del videogioco sviluppato da Giant Sparrow e pubblicato da Annapurna Pictures, dal nome “What remains of Edith Finch” (2017). La trama racconta le vicende della sventurata famiglia Finch i cui membri sono destinati a morte certa, a causa di una misteriosa sorte avversa. Anche la giovane Edith muore di parto a soli diciassette anni, lasciando al figlio un diario in cui sono raccolti i segreti della famiglia. Il videogioco si struttura attorno al tema della morte, ma affrontato da una prospettiva nuova, onirica. Non si concentra mai, infatti, sulla narrazione dell’evento morte fine a se stesso, ma piuttosto si focalizza costantemente su come hanno vissuto i personaggi, sulle loro aspirazioni e su cosa hanno lasciato ai posteri. Da qui il titolo “cosa resta di Edith Finch”.
Maxine Caufield: come giocare con il tempo

Meglio conosciuta come Max è il personaggio di Life is Strange (2015), l’avventura grafica a episodi sviluppata da Dontnod Entertainment e pubblicata da Square Enix. La nostra protagonista è un’aspirante fotografa che frequenta la Blackwell Academy. Qui scopre improvvisamente di possedere il super potere di viaggiare indietro nel tempo dopo che una sua cara amica, Chloe Price, è stata uccisa. Nel corso del gioco i super poteri di Max saranno messi alla prova, nel momento in cui dovrà salvare l’intera città di Arcadia Bay da una tempesta in arrivo.
In conclusione…
I videogiochi hanno molto da insegnarci. Ci spingono a viaggiare lontano con la fantasia, ma anche a riconoscere se stessi e a superare le proprie insicurezze. Ci fanno scoprire che in fondo le nostre emozioni e i nostri desideri sono “universali”, che non siamo isolati dal resto del mondo. Ci fanno capire che siamo tutti più “umani” e che in fondo apparteniamo a un grande universo videoludico che abbraccia sfera femminile e maschile. Il cambio di prospettiva che abbiamo riscontrato nel corso di questo piccolo viaggio sta a testimoniare non solo che il ruolo delle donne nei videogiochi è mutato nel corso degli anni, ma anche che questo cambiamento ha spinto le industrie dei videogiochi a rivolgere maggiormente la propria attenzione sulla sfera “psicologica”.
Siamo tutti più “umani”. E le donne questo lo sanno bene.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia). Con la collaborazione di Marco Mazzaglia (Video Game Evangelist di Synesthesia) e Valeria Bonicelli (Stagista divisione Comunicazione di Synesthesia).
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.

L’associazione Bloomingteam e Cumiana 15 guardano al futuro dando vita a uno spazio fisico e virtuale di confronto con esperti di arte e tecnologia. Tanti sono stati i temi affrontati: si è parlato di cultura digitale, di città utilizzate come piattaforme di gioco, di moda, di rispetto del pianeta e di tanto altro ancora.
Tra gli ospiti intervistati durante questo evento, in occasione di Biennale Tecnologia Off il nostro President & Founder Francesco Ronchi che ha parlato del suo amore per l’informatica, di cultura digitale, del mito di Olivetti e di tanto altro ancora. Buona visione.
“Il suo cupido è stato il Commodore64: quello per l’informatica è stato un amore a prima vista. Ha iniziato con due persone chine sulla tastiera oggi ne ha cento che spaziano lungo tutto l’orizzonte dell’innovazione. Il digitale è il suo plancton e gli oggetti tecnologici vintage il suo unico vizio conosciuto”.
L’iniziativa fa parte di Biennale Tecnologia Off. Per saperne di più clicca qui.
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Nel 1995 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha inaugurato l’Anno per la Tolleranza, in onore del 125° anniversario della nascita di Gandhi. La stessa Assemblea ha invitato, poi, per l’anno successivo, tutti i Paesi membri a indicare il 16 novembre come Giornata Mondiale della tolleranza. Da qui nasce la ricorrenza che ancora oggi viene celebrata in diverse parti del pianeta.
Quali strumenti mettere in campo per promuovere la tolleranza?
- La legge: per riconoscere e difendere i diritti umani di tutti e condannare i crimini dell’odio razziale e della discriminazione;
- l’educazione: un grande e attento impegno deve essere profuso nell’educare a contrastare l’intolleranza;
- l’accesso all’informazione: è essenziale per promuovere la libertà di stampa e di pensiero, permettendo a tutti di distinguere tra fatti e mere opinioni, e contrastare così il diffondersi di sentimenti di odio razziale;
- la consapevolezza individuale: l’intolleranza porta con sé solo altra intolleranza. Occorre trasmettere la consapevolezza che la violenza crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire;
- scelte a livello locale: quando viviamo una situazione in cui i sentimenti di intolleranza crescono senza controllo, non possiamo aspettare che la soluzione arrivi dai Governi ma occorre agire immediatamente. Siamo tutti parte della soluzione.
I temi della tolleranza e dell’accoglienza, del pacifismo sono, quindi, senz’altro questioni di grande attualità per la società attuale su scala globale. Purtroppo le nostre cronache sono nutrite quotidianamente di notizie legate al razzismo, alla violenza tra le mura di casa e per le strade, alla guerra e quindi alla morte che gli essere umani causano reciprocamente gli uni agli altri. Risulta pertanto necessario più che mai dedicare un momento di riflessione a livello mondiale su come poter contrastare insieme queste piaghe dell’umanità.
Informazione ed educazione come antidoto per il veleno dell’intolleranza
Lo sforzo utile a difendere e diffondere la cultura della tolleranza deve essere sicuramente condiviso e portato avanti da tutti con convinzione. Da un lato gli attori istituzionali sono chiamati a emanare leggi, stipulare accordi, prendere provvedimenti decisivi per contrastare tutte quelle correnti e quelle idee che fanno della discriminazione violenta la propria bandiera; dall’altro è richiesto ai singoli di fare piccole scelte quotidiane e mettere in campo tutti gli strumenti a propria disposizione per accogliere la diversità che è “nel vicino”.
L’educazione e un’informazione trasparente e veritiera sono strumenti essenziali per combattere il razzismo, che spesso affonda le sue radici proprio nell’ignoranza, e più in generale tutte quelle linee di pensiero che per diffondersi fanno leva sulla distorsione della realtà. Sono un vero e proprio antidoto per un veleno che danneggia la società e il progresso di tutti.
Da qui nasce la necessità urgente di garantire a tutti pari accesso all’informazione; è questa, d’altra parte, l’unica via affinché ciascuno possa maturare e sostenere il proprio pensiero critico.
L’informazione per poter essere correttamente compresa necessita del “fondamento” educativo. In molti Paesi, l’educazione costituisce un vero e proprio diritto e al giorno d’oggi, in una società che è chiamata ad affrontare cambiamenti rapidissimi, imprevedibili e radicali, il processo di apprendimento non riguarda più solo i più giovani ma coinvolge tutte le età. É proprio questo che intendiamo quando parliamo di lifelong learning, un ingrediente essenziale per affrontare le sfide odierne e contribuire al cambiamento e alla Social Innovation della propria comunità.
La verità è che siamo tutti unici e irripetibili, quindi l’altro sarà sempre una diversità da accogliere. Solo una costante educazione e una corretta informazione possono condurre a questa fondamentale consapevolezza.
Perché abbiamo deciso di parlarvi di questa ricorrenza? “Ma voi non vi occupate solo di digitale?”
In questo contesto ricco di sfide da affrontare, Synesthesia è convinta portatrice e attiva sostenitrice dei valori della tolleranza, dell’uguaglianza e della non violenza.
Per questi motivi, il recente riconoscimento assegnatoci dall’ UNHCR, nell’ambito del progetto “Welcome. Working for refugee integration”, ci rende molto fieri. Sul fronte dell’educazione, con Girls Tech portiamo avanti la sfida di colmare il gender gap in ambito STEM e diffondere la cultura tecnologico-digitale tra le giovani donne. Costruire insieme un futuro di parità e inclusione dove non si ragioni più per stereotipi ma esclusivamente in base ai talenti di ciascuno è uno dei nostri obiettivi.
Infine, nell’ambito della diffusione della cultura e della corretta informazione, durante il periodo della crisi sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 (a partire da marzo 2020) abbiamo avviato il progetto “TUTTICONNESSI”. La finalità dell’iniziativa consiste nel far fronte al crescente numero di studenti a rischio indigenza e sprovvisti dei mezzi tecnologici indispensabili per svolgere le proprie attività di didattica a distanza (DAD).
Saremo sempre dalla parte dei deboli e con il nostro piccolo contributo speriamo di cambiare le cose, o almeno ci proviamo. Siamo convinti sostenitori del cambiamento che passa dall’adozione delle nuove tecnologie, ma sappiamo che prima vengono i valori da sostenere e gli obiettivi che la società deve perseguire per affrontare in modo maturo il suo futuro e la sua evoluzione.
Per saperne di più sulle nostre iniziative, contattaci.
Storicamente la compressione dei dati – video, audio – è stata uno dei fattori di successo per molte aziende che operano nel settore della tecnologia dell’informazione. Come stanno oggi le cose?
“La compressione di audio e video ha abilitato un business che si è espanso molto, ma le tecnologie tradizionali che sono state sfruttate al momento hanno rallentato il loro corso. La standard MPAI invece è entrato decisamente in una nuova era, applicando nuove tecnologie anche ad altri settori di mercato e permettendo loro di trarre nuovi benefici”.
MPAI intende sviluppare standard di codifica dei dati in una varietà di contesti di interesse pratico grazie all’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI). Puoi farci qualche esempio? A quali ambiti si può applicare questo strumento? Da quali esigenze nasce MPAI?
“Applicare l’Intelligenza Artificiale alla compressione dei dati significa sfruttare meglio le loro proprietà statistiche in modo da estrapolare informazioni aggiuntive e complementari. Per esempio analizzare l’ingente mole dei dati finanziari che produce un’azienda (quelli di produzione, sull’andamento del mercato, del personale, ecc. che non sono statici ma cambiano nel corso del tempo) significa far emergere scenari che diversamente non sarebbe stato facile o addirittura possibile considerare prima. Attraverso l’impiego dell’AI si può approfondire come mai prima d’ora, perché il potenziale della compressione è vastissimo, anche per comprendere ulteriormente la stessa natura dei dati”.
Il Context-based Audio Enhancement (MPAI-CAE) è uno dei progetti che rappresenta una risposta alle necessità del settore?
“Sì lo è. Il grande valore della standardizzazione è definire un campo aperto all’interno del quale tutti possano concorrere invece di confinare le competenze all’interno di cerchie ristrette, che non si influenzano e sono addirittura inutili perché ostacolano il progresso. L’innovazione porta benefici a chi crea prodotti o servizi e a chi ne fruisce solo se si stabilisce un corretto codice di comunicazione”.
Synesthesia è diventata principal member di MPAI. A quali categorie afferiscono gli altri attori che fanno parte dell’organizzazione e che tipo di contributo ti aspetti da loro?
“Synesthesia rappresenta un ottimo esempio del potenziale dirompente e positivo nella risoluzione di un problema per cui risulta essenziale attingere a nuove tecnologie di AI per migliorare l’esperienza non solo dell’utente ma anche del produttore. Circa il 40% dei soci di MPAI è costituito da università o centri di ricerca – settori in forte crescita, dalla smisurata quota innovativa in ballo, e che sono garanzia per lo sviluppo di standard sempre più potenti. L’altra componente dell’organizzazione è data dalla cosiddetta industria (operatori telefonici, broadcaster, costruttori, aziende specializzati nel ramo informatico), aziende che possono evitare di diventare sudditi di grandi aziende potendo operare all’interno di un campo aperto con regole stabilite. L’ MPAI si pone come fattore fortemente abilitante, gettando le basi per un sistema di condivisione e cooperazione, e maggiori possibilità, specie per le PMI, di portare competenze all’interno dell’organizzazione”.
Numerosi esperti dell’industria, della scienza e del mondo accademico fanno già parte di MPAI o sono stati invitati a unirsi a essa per lo sviluppo di standard abilitati dall’Intelligenza Artificiale. Quanto è importante in questa partita fare rete e sfruttare la connessione con il mondo della ricerca per raggiungere gli obiettivi?
“É fondamentale interagire con professionisti in campi simili o complementari: MPAI facilita la collaborazione e l’interazione tra aziende. Mettere a patrimonio a livello sistemico le competenze dei vari attori consente l’accesso a soluzioni più potenti e maggiormente utilizzabili. Le innovazioni devono essere spinte da precise esigenze di business sulla base di requisiti funzionali alle necessità dello standard utilizzato. Quest’ultimo determina come un prodotto o servizio possa essere utilizzato, mentre l’accesso alla proprietà intellettuale è stabilito nella trattativa tra un’azienda e i detentori di brevetti”.
MPEG ha avuto un incredibile impatto a livello tecnologico: quali sono le sue previsioni sulla portata che potrebbe avere MPAI?
“Sono senz’altro più ambiziose, perché non confinate ai sistemi audio e video; si parla infatti della sua applicazione a dati finanziari, al miglioramento della performance nelle multiuser gaming e una vastità che al momento non è ancora determinabile, e ha come driver l’AI. Le tecnologie tradizionali stanno perdendo l’impeto iniziale di 30 anni fa, non soltanto perché sono al loro margine di sviluppo ma per l’impossibilità pratica di ottenere tutti i brevetti necessari all’implementazione di uno standard. Questo è uno degli aspetti fondanti dell’MPAI per applicare l’AI a tutti i tipi di dati: quando si sviluppa uno standard gli utenti futuri devono avere chiari i termini di utilizzo dei brevetti che saranno necessari, anche se non il valore monetario per ragioni di antitrust. La portata quindi non è soltanto di natura tecnica, ma anche legale, nell’ambito di una licenza quadro, legata all’elaborazione di uno standard. Il risultato atteso è una garanzia assicurata a chi definisce la tecnologia in uno standard godendo delle relative royalties e a chi ne fruirà. Definire licenze quadro è il sistema per raggiungere tale obiettivo ed è la vera sfida che si pone MPAI”.
Auguriamo al team MPAI un grande successo per tutto quello che stanno progettando e realizzando. A Leonardo Chiariglione il nostro ringraziamento per averci raccontato l’iniziativa e per l’estrema simpatia e disponibilità.
Sviluppiamo soluzioni di AI per il tuo business. Inviaci le tue richieste attraverso il nostro modulo di contatto. Ti risponderemo al più presto.
Tra le numerose attività e iniziative che vedono coinvolta Synesthesia per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, siamo felici di comunicarvi che quest’anno saremo sponsor dell’edizione 2020 del World Usability Days (WUD). Dal 10 al 13 novembre i partecipanti potranno seguire gratuitamente da remoto gli interventi che si susseguiranno. Lo scopo dichiarato dell’evento dedicato all’usabilità, è quello di promuovere la tecnologia come come fattore di sviluppo individuale e collettivo. Quest’anno il WUD 2020 sarà interamente incentrato sull’Intelligenza Artificiale Human Centred. Si tratta di un tema particolarmente rilevante per la città di Torino, nominata lo scorso 3 settembre dal Governo Italiano come sede dell’Istituto italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A).
WUD Torino 2020 e non solo…
Il WUD Torino 2020 è organizzato da SIE – Società Italiana di Ergonomia e Fattori Umani (sezione Piemonte), sotto il patrocinio della Città di Torino e con la collaborazione di partner nazionali, tra cui imprese (Adequat, Issnova, TIM, FCA, Intesa San Paolo) centri di ricerca e università (LINKS Foundation, UniBO, UniPG, UniRSM, PoliTO e PoliMI, CRIT) e un’ampia rete di associazioni affini (SIGCHITALY, Architecta, UX/UI Designer Italia).
Durante l’edizione di quest’anno saranno lanciati per la prima volta, il WUD Bologna e il WUD Perugia, mentre continua WUD Milano.
Il programma prevede: 4 pomeriggi di talk, visual note e interazioni con relatori esperti di AI, nelle date:
– 10 Novembre 14.00 – 18.00 WUD Perugia
– 11 Novembre 10.30 – 18.00 WUD Milano
– 12 Novembre 14.00 – 18.00 WUD Torino
– 13 Novembre 14.00 – 18.00 WUD Bologna
Il tema: integrazione di Fattori Umani e innovazione tecnologica
Negli ultimi anni la ricerca in ambito AI si è avvicinata sempre più a comprendere e a sviluppare le capacità umane per offrire all’utente un valido supporto nella gestione e nell’alleggerimento dei suoi carichi di lavoro. Si tratta certamente di un tema strategico per qualsiasi azienda che oggi ambisca a migliorare l’efficienza produttiva e ad acquisire nuove opportunità di crescita.
Ma quali sono i prossimi sviluppi da perseguire? Siamo davvero in grado di programmare AI affidabili e sicure? Quale sarà l’impatto sulla salute e sul benessere delle comunità e sull’ambiente. Di questo è molto altro si parlerà al WUD 2020 (World Usability Days).
Synesthesia è impegnata in un percorso di ricerca e innovazione per quanto riguarda sia AI sia Usability e User Experience Design. Siamo parte di progetti di ricerca di matrice sia nazionale sia internazionale e applichiamo le nostre conoscenze per i nostri clienti e i partner nei diversi ambiti su cui siamo coinvolti. Se vuoi maggiori informazioni sulle nostre attività, contattaci.
Non resta che prenotare gratuitamente i vostri World Usability Days. Non mancate!
World Usability Days sono tutti gratuiti e si terranno in diretta Zoom (previa iscrizione).
Il coinvolgimento che conta
Uno dei vantaggi degli eventi digitali è la facilità con cui il pubblico può registrarsi e partecipare (nessun fastidioso aereo o treno da prendere!). Dall’altro lato però è altrettanto facile disconnettersi o lasciare l’evento. Nel nostro articolo Strategie di marketing per i tuoi eventi digitali (parte 1) abbiamo trattato il tema di come coinvolgere il pubblico e di come mantenerlo coinvolto in modo attivo per ottenere il massimo della partecipazione a un nuovo evento digitale. È arrivato il momento di scoprire alcuni preziosi ingredienti per realizzare e attuare la strategia di marketing più coinvolgente possibile per il tuo pubblico.
- Sfruttare il contenuto Il programma dell’evento, gli argomenti e i relatori costituiscono una forte attrazione per il pubblico interessato. Assicurati di utilizzare tutti i contenuti nella campagna di marketing per costruire awareness, interesse e coinvolgimento. Puoi anche creare nuovi contenuti come articoli, interviste, grafici correlati alla tematica dell’evento da usare come parte integrante della strategia di marketing basata sul contenuto.
- Giochi e gamification I giochi e il gaming aggiungono un elemento particolarmente interessante agli eventi digitali, inducendo i soggetti coinvolti a prendere parte a più attività possibili nell’ambito dell’evento. Questo processo può iniziare nella fase di marketing pre-evento favorendo così il coinvolgimento durante l’intera durata dell’evento.
- Content Mix Mantieni il tuo pubblico coinvolto, informato e interessato al tuo evento includendo un mix di contenuti differenti nel corso della campagna marketing. Anteprime dei relatori, interviste, sondaggi, aggiornamenti degli sponsor, promozioni, nuovi annunci, white paper e molto altro costituiranno un buon lancio per il tuo evento. Cerca di includere alcuni canali digitali nella piattaforma del tuo evento digitale, in modo tale che i partecipanti acquisiscano familiarità con la tecnologia e l’interfaccia in vista dell’evento in oggetto.
- Spiegazione .Molti utenti sono giù preparati ad affrontare eventi digitali come a riunioni e webinars, ma tutti gli eventi online hanno caratteristiche, stile e modo di comunicare proprio (esattamente come gli eventi live). Il tuo pubblico apprezzerà il sapere in anticipo le caratteristiche dell’evento e come poter sfruttare al meglio la sua partecipazione alla kermesse virtuale. Una buona pratica è fornire un’anteprima o un breve trailer di come sarà l’evento digitale. Dovranno disattivare il microfono? È meglio arrivare alla presentazione dell’evento in anticipo? Dove troveranno le informazioni di contatto degli altri partecipanti? Fornisci al tuo pubblico tutte le informazioni necessarie, affinché possa trarre la miglior esperienza possibile dal tuo evento digitale.
Un branding eccezionale
Tutte le tue scelte di branding danno al pubblico un’indicazione su cosa aspettarsi dal tuo evento digitale. Prenditi il giusto tempo per analizzare bene le tue scelte di branding per assicurarti che comunichino efficacemente la “storia” del tuo nuovo evento digitale.
- Dare una sensazione di qualità Assicurati che le tue scelte di grafica siano coerenti, con una forte enfasi sulla qualità della grafica. Utilizzerai la tua grafica su molti canali e piattaforme diversi, di conseguenza assicurati di avere i formati e le risoluzioni corretti per ottimizzare la tua grafica ovunque essa appaia.
- Dai la giusta impressione Potresti non essere in grado di riportare il tuo branding esistente all’interno dell’evento virtuale. Revisiona il tuo target (è cambiato a seguito della trasformazione dell’evento in evento digitale?) e chiediti se il branding raggiunge quel tipo di destinatario in modo corretto.
- Coerenza Gli eventi digitali costituiscono perlopiù un territorio inesplorato per il pubblico: è molto importante essere coerenti nella fase di strategia e di branding. Usa sempre le stesse parole per descrivere l’evento, è facile perdersi tra parole con significati simili: tavola rotonda, sala riunioni, discussione, presentazione virtuale, digitale, interattivo, online. Lo stesso vale per la scelta dei colori, dei loghi e dei font.
Sii un innovatore
C’è molto materiale sugli eventi digitali che risulta ancora inesplorato. Divertiti nel pianificare e mettere in pratica nuove soluzioni, e sii coraggioso con la tua strategia di marketing. Testa, prova, monitora e raffina continuamente il tuo approccio per arrivare alla tua migliore versione finale.
Per concludere…
Con questo articolo si concludono i consigli della nostra Lucy James (Events Organiser di Synesthesia) e di Advento.live.
Se hai bisogno di informazioni aggiuntive, contattaci, siamo a tua disposizione per aiutarti a impostare e realizzare il tuo evento digitale o ibrido.