I numeri di internet
Secondo una ricerca condotta da Mary Meeker, ad oggi più del cinquanta per cento della popolazione mondiale ha accesso ad internet: 3,8 miliardi di utenti navigano la rete in modo sempre più attento e consapevole. Un’utenza di questa portata non può che impattare in modo incisivo sulle strutture sociali e istituzionali: lavoro, sanità, istruzione e così via. Alcuni dati possono fornirci una valida chiave di lettura per questo complesso fenomeno.
Prima di entrare nello specifico della questione, è bene tener presente che: il 53% degli utenti viene dall’Asia. La Cina guida il mercato raccogliendo il 21% degli utenti totali; l’India raccoglie il 12%. Seguono gli Stati Uniti, con l’8% dell’utenza mondiale e il dominio assoluto del mercato digitale: otto delle prime dieci più grandi aziende operanti nel settore informatico provengono dagli USA (Amazon, Apple, Facebook, Paypal ecc.), la cui concorrenza più accanita è rappresentata dalla Cina. Nonostante questi dati evidenzino una larga diffusione, la crescita dell’utenza sta rallentando: dal 7% del 2017 si è passati al 6% nel 2018.
Il tempo trascorso sul web è in aumento. Negli Stati Uniti l’utente medio trascorre 6,3 ore della propria giornata online, di cui più della metà su mobile. La preferenza degli utenti è infatti quella di usare i dispositivi mobili, che oggi superano per tempo di fruizione e interesse la televisione. L’uso dei wearable devices è raddoppiato negli ultimi cinque anni.
Mary Meekers, nella sua ricerca, schematizza così le conseguenze che derivano dalla connessione costante degli individui alla rete:
Effetti positivi: Self-Expression, Real-World Relationships, Access To Health Info, Awareness of Others, Emotional Support, Community Building.
Effetti negativi: Self-Identity Loneliness, Depression, Bullying Body Image, Anxiety, Fear of Missing Out, Sleep Quality / Amount.
Ora che abbiamo delineato le abitudini e la distribuzione degli utenti di internet, possiamo soffermarci sui contenuti.

Comunicare con le immagini
La tendenza a utilizzare l’immagine come unità comunicativa riporta a un passato decisamente remoto. La condivisione di pensieri, è ancora oggi legata in larga parte a immagini e video. Questa tendenza appare in crescita: le piattaforme più image-centered stanno inglobando la concorrenza. Luoghi come Instagram e Pinterest stanno rapidamente prendendo il posto dei “tradizionali” eCommerce, espandendo la loro area di competenza.
Con l’importanza delle immagini crescono anche gli strumenti messi a disposizione per coloro che vogliono esprimersi. Le persone infatti vogliono raccontare storie attraverso le immagini editate e i video. Una dimostrazione è Snap Lens Studio (tool dove è possibile creare, pubblicare e condividere esperienze in augmented reality) che sta crescendo in fretta, così come la community Lens Views.

Accrescono anche i tool di design che permettono di adattarsi e avere più fluidità. Canva permette di scegliere il template, modificarlo, collaborare in team e esportare l’asset ovunque.
Il design è diventato una parte critica della maggior parte delle professioni per comunicare idee. Piuttosto che rimanere bloccati con complicati strumenti basati sul desktop, Canva si propone di rendere accessibile a tutti la creazione di grafiche del tutto professionali.


L’immagine è una delle componenti che costituiscono il messaggio della comunicazione. Parlando della comunicazione e delle sue forme, la ricerca di Meekers apre altri interessanti spunti.
Informazione, disinformazione, fake news
I mezzi digitali hanno permesso nuove ed efficaci vie di trasmissione del sapere. Le notizie viaggiano veloci come non mai, coprendo distanze prima assolutamente impensabili. La quantità d’informazione che il web veicola è enorme, incontrollata e facilmente accessibile; per questo quando parliamo di internet parliamo anche di notizie false, cospirazioni, rumors.
Le possibilità aperte dallo spazio digitale in ambito comunicativo presentano quindi due lati, uno lo specchio dell’altro. Condivisione di cultura e diffusione di teorie cospirazioniste sono realtà coesistenti.
Fruizione dei contenuti: il modello FREEMIUM
Offrire all’utente un servizio prima di chiedere un compenso risulta oggi, secondo i dati proposti da Meekers, la strategia vincente.
Il cosiddetto modello Freemium è composto da una user experience gratuita che rende possibile un maggior coinvolgimento e social sharing; mentre la parte premium porta alla monetizzazione e alle innovazioni di prodotto.
Uno dei tool freemium per le aziende è G-Suite, che offre prodotti digitali amati da miliardi di utenti grazie alla semplicità del design e alla fluidità dell’esperienza.
Guardando al consumatore, il servizio di musica streaming Spotify attualmente ha raggiunto quasi il 50% degli utenti paganti. Spotify ha saputo riconoscere che gli utenti vogliono ascoltare musica gratuitamente e immediatamente. La versione gratuita funge da anteprima per le potenzialità del prodotto completo, lasciando intravedere le possibilità dell’esperienza a pagamento.
Il mercato dei dati raccolti
Fruire di un servizio digitale significa fornire delle informazioni sui nostri gusti, sulle nostre preferenze e necessità. I dati e gli algoritmi che li utilizzano costituiscono un’altra componente essenziale del panorama web.
Da un’indagine sui clienti retail emergono i seguenti risultati: il 91% preferisce le marche che forniscono offerte / raccomandazioni ad hoc; l’83% è disposto a condividere passivamente i dati in cambio di esperienze personalizzate; il 74% è disposto a condividere attivamente i dati in cambio di esperienze personalizzate.
Ciò che viene percepito come casualità è invece generato da schemi progettati da sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. Oggi le aziende stanno sfruttando sempre di più i dati per migliorare le esperienze dei clienti, aprire nuovi mercati, e creare nuove fonti di vantaggio competitivo.
Quelli che abbiamo raccolto in questo articolo sono solo alcuni dei tanti argomenti affrontati dalla ricerca “Mary Meeker’s 2019 internet trends” consultabile qui.
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Ad agosto 2019 Techreviewer.co ha pubblicato un elenco che riconosce le migliori aziende di sviluppo software per startup dell’anno.
Per effettuare la valutazione Techreviewer.co ha raccolto informazioni sui nostri servizi e sulle recensioni dei nostri clienti.
La classifica delle software companies era basata su dati di prestazioni e risultati ottenuti, e si poneva l’obiettivo di evidenziare le società che hanno dimostrato più di altre il loro valore sul mercato offrendo aspetti chiave nei servizi digitali per i propri clienti, con particolare riferimento al contesto delle startup.
Su un bacino di oltre 500 aziende internazionali analizzate Synesthesia si è classificata nella TOP10, e precisamente al settimo posto assoluto.
Francesco Ronchi, founder e Presidente di Synesthesia: “I costanti e sempre maggiori riconoscimenti che stiamo ricevendo sono la prova che il mercato trova in noi un interlocutore valido, che con competenze specifiche ed il giusto approccio è in grado di generare grande valore aggiunto anche in contesti di altissima innovazione come quello delle startup tecnologiche. Ma non solo, perchè i riconoscimenti come questo sono per noi prima di tutto motivo di grande entusiasmo: alimentano la nostra passione e ci spingono ad essere sempre più creativi e innovativi.“
In Synesthesia, integriamo la creatività con alte capacità di sviluppo stabilendo alleanze a lungo termine e consultando i nostri clienti. Senza il loro aiuto non avremmo ricevuto un punteggio così alto da TechReviewer. Vogliamo quindi ringraziarli per il tempo che hanno dedicato nel recensire Synesthesia. Il nostro team è sempre più desideroso di sviluppare app di alta qualità per startup e clienti in tutto il mondo.
La ricerca del miglioramento continuo è l’elemento base che anima e guida il lavoro di Synesthesia.
Informazioni su TechReviewer.co
TechReviewer è un hub analitico di fiducia che svolge studi e compila gli elenchi delle principali aziende di sviluppo, progettazione e marketing. Specializzata in aziende tecnologiche B2B, la missione di Techreviewer è aiutare le aziende a prendere decisioni consapevoli e a trovare distributori ottimali che soddisfino gli elevati requisiti per fornire servizi di qualità.
#weAreSynsthesia #weLoveInnovation
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In Synesthesia amiamo creare connessioni inaspettate e non scontate tra le varie sfaccettature del mondo del digital e l’ecosistema del territorio, creando sinergie e sinestesie feconde, mash-up di eventi, tecnologie ed esperienze sempre nuove. Questo è il terreno fertile su cui vogliamo far crescere le nostre idee e costruire un futuro brillante ed innovativo, per poi condividere il raccolto e metterlo a disposizione dei nostri clienti, partner e stakeholder in un processo di cross-fertilization.
Gennaio
Il nostro anno inizia con la partecipazione come lo scorso anno alla Global Game Jam torinese. Oltre 230 partecipanti si sono sfidati al Toolbox nella creazione di nuove esperienze di gioco, una hackathon dedicata al mondo del gaming. L’edizione (tra le più partecipate a livello mondiale) ha visto la partecipazione di speaker d’eccezione inviati da Sports Interactive.
Il 21 gennaio Daniele Biolatti, Marketing Manager in Synesthesia ha raccontato le diverse strategie implementative di eCommerce di fronte ad un interessata platea di aziende durante un evento organizzato dalla Camera di Commercio di Torino.
Febbraio

Il 6 febbraio il CEO di Synesthesia, Francesco Ronchi, ha inaugurato la prima edizione di Torino Digital Days, una finestra sul mondo digitale con interventi sul mondo social e sullo storytelling nei videogiochi: La narrazione dà i numeri.
Il 10 è stato il momento della partnership con TEDx Torino. Siamo grandi appassionati di TED: la possibilità di sostenere questa iniziativa è stata per noi un privilegio e ci siamo emozionati ascoltando gli speaker all’evento dedicato al genio di Leonardo Da Vinci.
Il 18 febbraio siamo tornati alla Camera di Commercio, approfondendo per le aziende partecipanti le differenze strategiche tra un approccio all’eCommerce dedicato rispetto all’utilizzo di marketplace.
La settimana del 24 è stata dedicata all’immancabile Mobile World Congress di Barcellona, l’appuntamento fisso per tutti gli operatori del mondo mobile per conoscere tutte le novità del settore. Abbiamo spaziato tra le startup innovative di 4YFN e i nuovi telefoni foldable presentati da Samsung e Huawei.
Marzo

Il 14 marzo è il pi greco day e la data di nascita di Albert Einstein, ma per noi è stato soprattutto il giorno del primo GirlsTech, l’evento che abbiamo dedicato alla sensibilizzazione sui temi del gender gap nel mondo della tecnologia e dello STEM. Un grande successo di presenze tra aziende del settore ed istituzioni per la tavola rotonda, un momento formativo per le tante ragazze che hanno seguito i workshop di stampa 3d, robotica e coding di FuturMakers durante la giornata.
Il 28 abbiamo partecipato con un intervento del nostro Daniele Biolatti all’Osservatorio sul Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano, di cui Synesthesia è partner. Un momento di confronto con gli altri partner ed le numerose aziende che sono intervenute sui temi dello legati allo sviluppo app e del marketing mobile.
Aprile
Aprile è per noi ormai segnato dall’appuntamento fisso con Droidcon: l’edizione italiana del più importante evento internazionale dedicato al mondo dello sviluppo Android, che Synesthesia porta in Italia, a Torino, dal 2014. Le conferenze che hanno raccolto alle OGR il 4 e il 5 oltre 1000 partecipanti e decine di speaker con sponsor del calibro di Google, Amazon, Huawei, ed IBM. Il weekend successivo è stato il momento della hackathon, tenutasi al Talent Garden e che ha visto la partecipazione di Yoox e Here Maps.
Maggio

Il mese è iniziato con la partecipazione di Gregorio Caporale alla Fuckup night ad IMPACT HUB, mentre l’11 è stato il momento dell’Agency Day Alexa. In Amazon abbiamo avuto la possibilità di approfondire le tante novità dell’assistente vocale e le opportunità che le aziende possono cogliere implementando la propria Voice Strategy. Abbiamo deciso di raccontarle in un post sul nostro blog.
Il 29 abbiamo partecipato alla prima serata di Startup Grind. Nel format in cui imprenditori e startupper si raccontano, il nostro CEO Francesco Ronchi ha raccontato l’esperienza di Synesthesia con il mondo delle startup. Il 31 Maggio in nostro Marco Mazzaglia ha partecipato a IM@GO con uno speech dal tema “Videogiochi: incontro tra tecnologia e creatività”.
Giugno
Il 7-8 giugno a Deegito il nostro Marco Mazzaglia ha parlato di “Creatività, tecnologia e realtà virtuale”. I visitatori dell’evento hanno potuto provare una esperienza immersiva in realtà virtuale con il visore HTC Vive Pro. Se ve la siete persa, venite a trovarci e a provarla nel nostro Lab!

L’8 e il 9 giugno Synesthesia è stata partner tecnologico di Open House Torino, realizzando la app ufficiale usata per l’accredito e la navigazione tra i 150 edifici aperti in occasione dell’evento. Tra gli edifici aperti c’era anche la nostra splendida sede! L’app è stata usata da 25.000 visitatori per oltre 60.000 visite.
Il 19 Synesthesia ha siglato la sponsorizzazione del CUS Torino. Come ha ribadito il nostro CEO Riccardo Recalchi, per noi supportare lo sport è importante perché “rientra nei valori in cui crediamo, che sono tratti fondamentali della nostra cultura aziendale”.
L’ultima settimana del mese è stata caratterizzata dalla Italian Tech Week, dalla Startup Week Torino e dal Torino Startup Weekend. Molte sono state le occasioni di confronto durante questi eventi:
- Il 26 sempre il nostro Marco Mazzaglia protagonista: nell’ambito di ITC-ILO for the European Project “Hunt for Europe” ha presentato un talk dal tema “Using blended learning to improve the teaching experience”.
- Sempre il 26 si è tenuto alle OGR un incontro sull’industria del gaming e sulla gamification in ambito B2B, moderato ancora da Marco Mazzaglia e con la presenza di Synesthesia con altre aziende e studi indipendenti del settore.
- Il 27 i due co-CEO Francesco Ronchi e Riccardo Recalchi hanno partecipato al meeting delle aziende vincitrici del Premio Chiave a Stella (vinto da Synesthesia nel 2015). L’incontro, organizzato da API e Repubblica, è stata una occasione di confronto tra le aziende “eccellenti” del territorio, ed ha portato ad interessanti spunti sul futuro dell’ecosistema Piemonte.
- Il 28 ed il 29 infine, siamo stati a Toolbox, dove Francesco Ronchi e Andrea Basso (innovation manager) hanno fatto da mentor aiutando i 250 ragazzi che hanno partecipato a ITWend a “lanciare una startup in 48 ore” trattando i temi chiave: prodotto, business e comunicazione.
e a Luglio…

I primi sei mesi del 2019 sono stati intensi e densi di eventi, e a luglio nonostante il caldo torrido abbiamo già messo all’opera nuove attività: il 5 è stata lanciata CityAROUND, l’app dedicata al turismo a Torino, ed il 6 Synesthesia è stata partner di Algo:ritmi, il festival tenutosi al Bunker dedicato al live coding e alle nuove frontiere della musica elettronica.
L’11 ci ha invece visti partecipare al lancio del neonato Circolo dell’Innovazione, lodevole iniziativa presieduta da Matteo Basei, che vuole essere un “think tank” ed una occasione di networking ed incontro per gli innovatori torinesi.
Sabato 27 luglio Marco Mazzaglia ha infine tenuto un intervento sulle sfide nello sviluppo dei videogiochi e uno sul retrogaming all’interessantissmo Italia Campus Party, evento che ha visto peraltro la partecipazione sul palco principale di persone del calibro di Tim Berners-Lee, niente poco di meno che l’inventore del World Wide Web!
Buone Vacanze!
ad agosto molti di noi prenderanno finalmente una meritata pausa (anche se noi non ci fermiamo mai del tutto!).
Le attività e gli eventi che abbiamo in serbo per i prossimi mesi sono tantissimi, con l’apice segnato da Swift Heroes, a novembre, appuntamento dedicato agli sviluppatori Apple. Rimanete sintonizzati per non perdervi nemmeno una occasione tra business, networking e incontri culturali.
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Gli algoritmi plasmano i nuovi linguaggi visual di arte, musica e cultura
Workshops, un talk e una line up set ridisegnano i confini dei paradigmi tecnologici associati alle realtà fortemente inclusive e analogiche in ambito artistico, creando un network vivo e fervido tra mondo accademico e attività culturali ad esso collegate.
Accade sabato 6 luglio @Bunker a Torino, all’interno di una giornata in cui si raccoglie una community glocal dalle forti radici e influenze internazionali che si respirano grazie alla presenza di Renick Bell, indiscusso protagonista della scena mondiale legata all’algorave e al live coding.
L’evento, powered by Synesthesia in collaborazione con l’Associazione Culturale Variante Bunker, si configura come un nuovo modo di intendere il coding e avvicinarlo a nuovi pubblici. Una forma espressiva ibrida che attinge al mondo didattico quanto ad appendici indipendenti in ambito digitale riuniti in team a supporto del progetto.
Per l’ecosistema tecnologico una conferma, per i neofiti nuova linfa a partire dai workshop. Dalle 14.30 si parla di Videomapping attraverso Mad Mapper a cura di Rajan Craveri, new media artist, performer, esperto di installazioni multimediali, sistemi interattivi applicati all’arte performativa, musica elettronica e arte digitale per conto di artisti internazionali, il Castello di Rivoli, Fondazione Merz, Robe di Kappa e per la Palazzina di Caccia di Stupinigi. Nuove performance visive e studio sull’architettura della location per gli showcase serali. In parallelo Nicola Pisanti presenta il codice macchina come linguaggio espressivo, sviluppando proiezioni interattive, sistemi di musica generativa elettronica e performance audiovisive su griglia bidimensionale.
Il talk delle 19.30 è con Renick Bell che Wired ha definito tra i “Djs of the future don’t spin records—They write code”, sintesi perfetta della pratica del musicista sperimentale tra codice, elettronica, algorave, live coding e arte creativa. Si divide tra composizione algoritmica e performance digitali, su cui costruisce i suoi show immersivi che si manifestano in esplosioni frequenziali materializzate sia in suono che in contenuto visuale.
Materia che prenderà forma durante la Line Up Set alle 21 a cui partecipano insieme a lui anche Nicola Pisanti e Andrea Valle, esperto di audio digitale e ricostruzione virtuale elettronica di opere.
Ricreare un luogo dove sublimare le esperienze legate al mondo dei synth modulari, lo sviluppo tecnologico in tutte le sue forme e l’elettronica, questo è ALGO:RITMI, dove nulla è lasciato al caso. Ma al coding.
https://www.instagram.com/algoritmi.to/
Network:
Ground | Audio Hack Lab | DAMS | Conservatorio di Torino / MET | Associazione Culturale Passepartout | Tokyo Denki University | VERV Venice Electro Acoustic |Università Limerick | Mirror Hub / Cavallerizza Irreale | Share Project
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Visitare la città in modo sostenibile e responsabile, tenendola nel palmo di una mano. Da oggi sarà possibile con CityAROUND, l’applicazione gratuita, sviluppata da Panorami Elettronici grazie al supporto tecnologico di Synesthesia e Global Business Solution e in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, ToBike, Federagit Piemonte, Guide Turistiche Italia, che è stata presentata ufficialmente ieri, giovedì 4 luglio, alle ore 11.30 presso il Circolo dei Lettori in via Bogino 9 a Torino. CityAROUND !FREE APP – the best city sightseeing tours on foot & by bike” è il modo innovativo, alla portata di tutti, per organizzare in piena autonomia il proprio giro turistico cittadino a piedi o in bici su circuiti tematici. È la guida digitale, semplice e intuitiva, che consente all’utente di immergersi facilmente nel patrimonio culturale e paesaggistico di Torino, accompagnandolo passo per passo lungo tutto il tragitto prescelto. Grazie a un sistema di navigazione, dove vengono caricati diversi circuiti ad anello da percorrere a piedi o in bicicletta, è possibile scegliere il proprio itinerario preferito e iniziare l’esplorazione urbana secondo le modalità più sostenibili e responsabili suggerite dal turismo green. Ogni circuito è mappato e selezionato in base a specifiche caratteristiche paesaggistiche, storiche, culturali ed implementato con informazioni multimediali, dedicate ai principali punti di interesse incontrati, mettendo a disposizione in pochi “tocchi” tutti gli ingredienti migliori per arricchire il proprio tour cittadino.
In un contesto in cui il Comune di Torino utilizzerà questo progetto per partecipare al Premio Capitale Europea del Turismo Smart, l’obiettivo è di mettere a sistema il patrimonio culturale e paesaggistico di Torino insieme alle esigenze dei visitatori, applicando i principi fondamentali del turismo sostenibile e centralizzando su un’unica piattaforma web tutti i servizi necessari al completamento dell’esperienza turistica (dalla prenotazione di voli, transfer e hotel fino al noleggio delle bici) in partnership con i migliori operatori del territorio e sfruttando una strategia di web marketing mirata. Al termine della Conferenza Stampa è stato presentato in anteprima il video VISIT TORINO, realizzato con il Patrocinio del Comune di Torino e della Camera di Commercio di Torino. Un’orchestra di cinquanta bambini si è spostata in cinque location storiche di Torino quali Piazza Castello, Museo Egizio, Piazza Carlo Alberto, piazza Carignano e piazza San Carlo suonando l’Inno alla Gioia e guidati idealmente da una direttrice d’orchestra, simbolo della città, posta sul podio più alto: il terrazzo del Monte dei Cappuccini.
Durante la Conferenza Stampa sono intervenuti: Alberto Sacco, Assessore al Commercio del Comune di Torino, Guido Cerrato, Dirigente dell’area Sviluppo del territorio e Regolazione del Mercato della Camera di commercio di Torino, Daniela Broglio, Direttore Turismo Torino e Provincia, Valeria Sottili, Dirigente Direzione Attività Produttive Città Metropolitana di Torino, Gianluca Pin, Direttore Commerciale Bicincittà, Marco Castellarin, Socio Fondatore Studio Castellarin & Bossetto, Riccardo Recalchi, Amministratore Delegato Synesthesia, Luca Alberigo, Amministratore Delegato GBS, e Alberto Volpe, Amministratore Delegato Panorami Elettronici srl.
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CREDITS: Mario Sofia
L’era della “Digital Transformation” sta cambiando in modo dirompente il mondo in cui viviamo. Il modo di imparare, lavorare, emozionarsi, vivere è caratterizzato ogni giorno da cambiamenti sempre più dirompenti.
Il Centro Universitario Sportivo torinese e Synesthesia Srl sono orgogliosi di ufficializzare oggi, 19 giugno 2019, una partnership che pone al centro della rivoluzione tecnologica i ragazzi e, più in generale, l’entusiasmo e l’esperienza umana.
Synesthesia si occupa di sviluppo tecnologico a 360 gradi: pensa, idea, progetta, disegna, sviluppa e promuove soluzioni ad alto valore aggiunto a supporto di imprese di tutte le tipologie.
In tutto questo sono centrali le competenze professionali che Synesthesia ha mostrato, gestendo con successo progetti per clienti locali, nazionali ed internazionali.
Ma sono più che mai differenzianti le competenze umane: la relazione, la fiducia, la “vision” di un mondo che crede nell’innovazione consapevole, che tiene fermo il timone e punta al miglioramento sociale.
“Per noi è davvero un momento importante” – riporta a proposito il Founder e Presidente di Synesthesia Francesco Ronchi. “Stiamo crescendo in termini di persone e fatturato, ma vogliamo farlo avendo sempre a cuore i valori in cui crediamo, che sono tratti fondamentali della nostra cultura aziendale”.
Aggiunge Riccardo Recalchi, CEO dell’azienda: “Crediamo fortemente in questa partnership, che è valoriale e strategica. Per noi è occasione per entrare in contatto con tanti ragazzi di differente età, da quelli più giovani e magari interessati alla nostra scuola di tecnologia FuturMakers fino agli studenti universitari, che rappresentano per noi i veri talenti su cui fare scouting costante per elevare il nostro know how. In questo senso sostenere una squadra, ma anche una borsa di studio, è prima di tutto un giveback, un riconoscimento verso un ecosistema culturale che ci ha dato e ci sta dando moltissimo. Non ultimo, il CUS è un contesto integrato di aziende e relazioni con il territorio di elevatissima qualità, con cui vogliamo rafforzare sinergie ed accordi.
Per il CUS Torino l’accordo con Synesthesia rappresenta: “Un passo avanti verso l’innovazione – dichiara il Presidente Riccardo D’Elicio – sarà sicuramente un binomio vincente che vede come principali attori lo sport, la formazione e la tecnologia in linea con i valori del mondo universitario sportivo torinese”.

DEVOLVI AL CUS TORINO IL 5 PER MILLE dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, senza alcun aggravio! Firma nell’apposito spazio del mod. CUD o del mod. UNICO, indicando il seguente CODICE FISCALE: 80089820015. Il CUS Torino impegnerà la somma così ricavata per l’acquisto di materiali e l’implementazione di strutture per l’attività sportiva dei diversamente abili. Contribuisci anche tu a rendere lo sport universitario un’occasione per tutti! “INSIEME SI CRESCE…“.
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Open House Torino è giunta alla sua terza edizione che si è tenuta l’8 e il 9 giugno 2019.
Siamo lieti di annunciare la nostra partecipazione all’evento in “doppia veste”.
Siamo anzitutto technical partner: il sistema di prenotazione digitale per le visite ai luoghi facenti parte del circuito è interamente “fatto con ❤️ in Synesthesia”.
Inoltre i nostri uffici sono essi stessi un luogo da visitare tra quelli facenti parte del circuito Open House Torino.
Open House è un’occasione più unica che rara sia per chi visita Torino sia per chi la abita e vuole conoscere meglio la storia e il patrimonio architettonico e artistico “nascosto” della città sabauda.
Per quanto riguarda la nostra sede visitabile, si tratta di una splendida palazzina in stile liberty al numero 118 di corso Dante. Fino al 2013 è stata la sede storica della scuola Holden fondata da Alessandro Baricco.


In questo contesto abbiamo pensato ad un completo redesign degli interni che cerca di fondere passato e futuro, storia e immaginazione, professionalità e vivacità.
All’interno dei nostri uffici un ulteriore tocco di personalità è dato da un murale di Hu-Be (Emanuele Sferruzza Moszkowicz) che affresca le pareti della cucina e con il quale l’artista ha voluto rappresentare l’anima di chi fa parte di Synesthesia e la vive ogni giorno.

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Il 17 maggio siamo stati ospiti nei nuovi uffici milanesi di Amazon: un palazzo tutto vetri nel cuore della città, a pochi passi dalla Stazione Garibaldi, che ben si integra nel rinnovato quartiere che alterna palazzi moderni a quelli della Milano storica.

Obiettivo dell’incontro: presentare alle agenzie come Synesthesia le nuove strategie di comunicazione legate alla voce (ovviamente con al centro Alexa e le sue Skill) per permettere loro di aiutare i clienti a presidiare con successo l’area del voice assistant di casa Amazon.
L’incontro, il primo dal lancio di Alexa in Italia, si è articolato tra vari speaker, coprendo temi tecnici, marketing e sviluppo business, advertising.
Le Skill: Non chiamatele App!
Per interagire con la voce si può creare una App per Alexa come per gli smartphone, chiamate Skill. Chiunque può creare una Skill e pubblicarla sulla piattaforma di Amazon. Essa comparirà in una area apposita del sito Amazon simile ad un “App Store”. Ovviamente le Skill possono essere anche richiamate direttamente interagendo con la voce, ed è anzi questo il caso più comune. Questo avviene pronunciando una frase specifica, chiamata Utterance, che richiama la Skill e può dare inizio alla conversazione, ad esempio: “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”
Le Skill passano un processo di approvazione simile a quello delle app (della durata media di circa 3 settimane) e possono essere multi-lingua.
Come le App, anche le skill possono essere recensite dagli utenti. Si tratta di review testuali corredati da un rating numerico (le “stellette”) sullo store, o un rating vocale (richiesto in modo casuale all’utente dopo l’uso, in questo caso solo numerico).
Dare voce al proprio brand con le Skills di Alexa

Ad oggi nel mondo sono state sviluppate più di 80.000 Skills (!). Molti brand stanno sviluppando la loro Voice Strategy, sviluppando una presenza nel mondo degli assistenti vocali. Alexa è sempre più diffusa tra i consumatori, è facile da usare ed il suo utilizzo diventa parte del customer journey.
Per avere successo in questo nuovo canale, è necessario un mix di competenze, intersezione tra developer, specialisti di marketing, e designer (o meglio “Voice Interface Designers”), proprio come quello messo a disposizione dal team Synesthesia!.
L’obiettivo principale è quello del brand awareness, come condiviso da tutte le agenzie presenti, ma il secondo è sicuramente la vendita di servizi e prodotti.
L’ecosistema della Voce: i dati di Amazon

La voce è ovunque, è pervasiva. Siamo abituati ad usarla fin da piccoli. Oggi è il “momento magico” per essere presenti sulle interfacce vocali. Alcune cifre fornite da Amazon ad oggi:
- Il 33% dei consumatori US usano settimanalmente un assistente vocale
- 50 miliardi ricerche vocali al mese
- 10 milioni di device con Alexa venduti
Sono invece previsti per il 2020:
- 7,3 miliardi di $ di spese attraverso la voce
- 200 miliardi di ricerche vocali al mese
- 70 milioni di smart speaker
- 1.83 miliardi di consumatori utenti di voice assistant
Come usano principalmente Alexa gli utenti?
Principalmente per l’intrattenimento, attraverso l’audio, la musica. Ma gli smart assistant sono anche un acceleratore per le tecnologie smart home e la gestione della casa attraverso la home automation.
Altre attività spaziano dall’aggiunta di un timer in cucina all’ascolto di informazioni e news, all’aggiunta di qualcosa alla propria lista della spesa.
Anche i bambini interagiscono con Alexa: ci sono skills pensate proprio per la famiglia. L’interfaccia vocale diventa è un momento di inclusione collettiva, a differenza di altre tecnologie (come lo smartphone) più “divisive” e solitarie.
Dove mettono Alexa gli utenti?
Principalmente in cucina e in salotto, che è dove si passa più tempo. Ma Alexa è un sistema aperto, potrà essere “everywhere” grazie alle integrazioni di terze parti. Si parla di elettrodomestici, dal frigo al microonde, ma anche di cuffie audio, speaker e presto integrazione on-the-go in auto.
Come creare una Skill di successo
Come raggiungere dunque l’obiettivo comunicativo attraverso la voce? Le Skill migliori sono quelle che puntano a dare valore all’utente, idealmente con un utilizzo frequente, anche quotidiano. La formula è la seguente:

L’idea è di “possedere un momento”, ad esempio:
- Quando mi sveglio…
- Alexa com’è il tempo oggi? + suona la mia radio
- Quando esco di casa …
- Alexa, spegni le luci e il termostato
- Durante una pausa …
- Alexa, aiutami a pianificare il mio viaggio per il fine settimana
- A pranzo…
- Alexa, cosa posso mangiare? + suona un po’ di musica
- Prima di cena…
- Alexa, giochiamo e divertiamoci
- Dopo cena…
- Alexa, cosa c’è in TV stasera, storie della buonanotte, altra musica
Case histories
I case di successo sono molti, eccone alcuni:
- “Send me a sample”: una skill per ricevere un campione gratuito di un prodotto. Usata da CocaCola in UK, insieme ad una campagna TV, con grande successo.
- NHS – breast feeding friends: il servizio sanitario nazionale UK permette alle giovani mamme di chiedere informazioni, a qualunque ora del giorno o della notte, sui loro bambini. “Come faccio a sapere se il mio bambino ha mangiato abbastanza”. Dai primi test si è visto che le donne non amano ricevere risposte “robotiche”: è stato usato uno speaker umano, che ha definito la “Sonic Identity” di NHS. Un concetto interessante! (Qual è la Sonic Identity del vostro brand? è una voce maschile o femminile? formale o informale? qual è il tono?)
- Harry Potter experience: l’intenzione era quella di creare un’abitudine giornaliera di lettura. Per realizzarla la skill propone un quiz ogni giorno con 3 domande. Le voci anche qui sono reali, con i contenuti presi direttamente dall’audiolibro.
- Oral-B ha creato un timer per i bambini, di 1-2 minuti: quelli necessari per lavarsi correttamente i denti. Come generare engagement? I bambini non si accontentano di un semplice timer, così il brand ha creato un personaggio (Gimlet, un coccodrillo) e delle storie, proprio della durata di 2 minuti, sempre diverse. In pratica un podcast: successo assicurato!

- Altri esempi sono “the Bodycoach”, un coach virtuale per il body building e l’esercizio giornaliero, contenuti legati a film o a programmi televisivi, o la “Talisker tasting experience”: una mini guida di degustazione per il famoso whisky scozzese attivata dicendo “alexa, open talisker tasting”.

- Philadelphia ha svecchiato il proprio brand con le “ricette per una cheesecake”, e Unilever ha portato Cleanipedia, l’enciclopedia dello smacchiamento, su assistente vocale.
Come dare visibilità alla propria Skill per Alexa
L’Utterance, la frase con cui facciamo aprire la Skill, può essere considerata quasi come un #hashtag nel contesto di una campagna. Deve essere al centro della comunicazione, semplice e chiaro all’utente.

Ad esempio “Alexa apri Clem Quiz” è l’Utterance scelta da Clementoni. Gli utenti vanno educati ad usarla, ad esempio usando il packaging del prodotto, le campagna adv, gli altri canali: va insomma messo in evidenza nella comunicazione.
Le Skill possono ricevere visibilità negli store, o nell’app di Alexa, ma anche attraverso i social e in campagne strutturate. Ad esempio:
Inbound
- → Stream di email iniziali per educare i clienti all’uso delle Skill
- → Mail settimanali di richiamo alla Skill
- → Utile nel supporto per il lancio nuove skill

Attività di Co-marketing di Amazon con le aziende:
- Fatte ad esempio per Justeat e MyMovies
- Amazon più dare supporto al brand per la promozione delle Skill ritenute strategiche
Altri canali da sfruttare: email, social, landing page, presentazioni video, passaggi TV, press release…
Utilizzare Amazon Advertising per promuovere la propria Skill
Amazon mette a disposizione i suoi canali ADV, che possono essere sfruttati con l’obiettivo di portare traffico alla skill:
- posizionamento di ADV su i devices amazon (In futuro anche FireTV e Tablet)
- campagne su Amazon e al di fuori, con obiettivi:
- traffico verso la pagina di dettaglio della Skill
- traffico ad una “landing page” (sul sito o canali social, ma che può anche volendo essere creata direttamente su Amazon, standard o customizzata)

Il loop positivo delle crescita parte dalla awareness, che porta all’utilizzo e successivamente a una review con rating, che se positivi a loro volta portano a nuova awareness.
Gli obiettivi dipendono dalle diverse “larghezze” del target, new customer→ lookalike → prospecting. Gli step da seguire sono 4:
- Creare una branded landing page su Amazon ADV (se il cliente vende su Amazon può mettere link anche alle pagine di prodotto)
- Trovare il target corretto
- Creare la campagna ADV legata all’azione (Call To Action)
- Dare visibilità e discoverability
Best practices sulla creatività
Per migliorare l’efficacia della campagna, si consiglia di:
- Far vedere il dispositivo Alexa
- Fare a/b testing sulle CTA
- Chiarire cosa si sta promuovendo (una Skill)
- Mettere la Utterance in primo piano nella creatività

Quali sono i KPI per una Skill?
- Il traffico alla landing page
- Gli utenti unici raggiunti nella campagna media
- Le impression e click totali
- Le abilitazioni tramite voce
- Il rate delle abilitazioni
Alexa: le novità che ci aspettano
Già oggi è possibile utilizzare Amazon Pay per acquistare beni e servizi attraverso Amazon. Presto sarà possibile attivare l’equivalente delle “In App Purchase”, ovvero le In-Skill-Purchase per acquistare servizi, contenuti digitali e funzioni aggiuntive direttamente dentro le Skill, anche in abbonamento.
Presto vedremo anche una maggiore integrazione tra Alexa e l’altro prodotto Amazon di cui ci siamo occupati: il FireTV Stick.
Non dimentichiamo infine che Alexa non è solo voce: molti dispositivi abilitati dispongono di uno schermo e permettono già oggi di ricevere risultati visuali, con cui interagire direttamente.
Cosa possiamo fare insieme?
In Synesthesia siamo entusiasti per tutte le opportunità che si aprono per i nostri clienti nel mondo degli assistenti vocali, e Alexa è una delle piattaforme più vivaci, efficaci ed in evoluzione in questo momento. Non vediamo l’ora di costruire insieme a voi le vostre Skill, integrandole nel processo aziendale e nel customer journey, per creare la più efficace Voice Strategy per il vostro Brand. Cosa aspettate? contattateci subito!
Come cambia lo sviluppo delle applicazioni mobile
La sempre maggiore complessità delle varie piattaforme, e la loro incompatibilità, ha reso tuttavia sempre più complicato per un singolo programmatore (o team di sviluppo) rimanere aggiornato su tutte le innovazioni e sulle novità a livello di implementazione. Da tempo esistono tentativi di standardizzare sotto un denominatore comune gli sviluppi per le varie piattaforme mobile, con Framework che però si allontanano dallo strato “nativo” dei singoli sistemi e, introducendo astrazioni che limitano la libertà degli sviluppatori, non permettono di sfruttare a fondo le potenzialità dei dispositivi e forniscono in ultima analisi una esperienza utente nettamente inferiore. O almeno così era fino a poco tempo fa.
Soluzioni per lo sviluppo
Per padroneggiare al meglio la complessità di produzione codice, sono nati diversi metodi di gestione dello sviluppo di app multi-piattaforma attraverso l’utilizzo di Framework. Le tecnologie per la creazione di applicazioni mobile multipiattaforma sono divise in due grandi categorie: le applicazioni web-based e le applicazioni multi-piattaforma scritte in un linguaggio comune, appoggiandosi a un framework specifico.
1. Soluzioni Web-Based
Le tecnologie web-based (ovvero “basate sul web”) spesso usano un software “contenitore” nativo simile a un normale web-browser, che fa da ponte tra l’applicazione ibrida scritta in HTML/Javascript (le stesse tecnologie su cui si basa il web) e il sistema operativo. Questo è il caso per esempio di Cordova/Phonegap, che permette alle app ibride di accedere alle specifiche del singolo dispositivo mobile (es. la dimensioni dello schermo) e rendendo disponibili alcune caratteristiche altrimenti non accessibili normalmente da web (funzioni specifiche del sistema operativo o dell’hardware). Più recentemente hanno iniziato a diffondersi anche le Progressive Web Apps (o PWA), principalmente spinte da Google, ma che funzionano anche su Apple con alcuni limiti. Le PWA superano la necessità di un “contenitore” e vengono sviluppate interamente in tecnologia web, grazie alle nuove specifiche di HTML5, proprio come un sito web. Le PWA, inoltre, a differenza delle altre tecnologie nominate, non hanno componenti native e non vengono quindi distribuite sugli app store tradizionali, ma direttamente con un link come un normale sito web. Si tratta di una tecnologia interessante ma ancora non completamente matura, che con ogni probabilità tratteremo in futuro.
2. Framework multi-piattaforma
Attraverso un framework di sviluppo multi-piattaforma è possibile scrivere codice che verrà compilato per essere eseguito direttamente sulle varie piattaforme, in modo simile ad una app nativa. Esistono vari framework per lo sviluppo multi-piattaforma, con caratteristiche diverse in termini di qualità del risultato e ambito di applicazione, per questo è necessario scegliere i giusti strumenti a seconda degli obiettivi desiderati.
Per lo sviluppo per esempio di app mobile cross-platform, i framework più utilizzati oggi sono:
a) React Native b) Flutter (di recente reso disponibile per la prima volta da Google)
c) Xamarin.
Per lo sviluppo di applicazioni ludiche e multimediali (videogames, AR/VR), esistono poi framework specifici come Unity e Unreal Engine (che spesso usiamo in Synesthesia, ma che tratteremo in un futuro articolo).
Sia le tecnologie web-based che i framework multi-piattaforma presentano il vantaggio di dover utilizzare un solo linguaggio per lo sviluppo dell’applicazione, tuttavia entrambe presentano limiti nella possibilità di integrazione con le singole specificità dei sistemi operativi dei device, nella manutenzione del codice e nei risultati in termini di esperienza utente. In questo articolo abbiamo deciso di concentrarci sui Framework multipiattaforma, che secondo la nostra esperienza garantiscono una maggiore qualità del risultato finale, risparmiando sui tempi e costi di sviluppo senza scendere troppo a compromessi con lo sfruttamento delle potenzialità dei dispositivi mobili.
Nei prossimi paragrafi andremo dunque ad approfondire quali sono i principali framework utilizzati nell’ambito dello sviluppo di mobile app.
a) React Native: i vantaggi e gli svantaggi del Framework di Facebook
Una delle novità su cui già da tempo la factory di Synesthesia sta lavorando con ottimi risultati di performance e di soddisfazione del cliente è lo sviluppo in React Native. React-Native è un framework che permette di creare app mobile multi-piattaforma rilasciato e promosso da Facebook Inc. Le applicazioni vengono sviluppate utilizzando il linguaggio JavaScript in combinazione con la libreria nativa React. Questo permette la creazione di applicazioni che utilizzano componenti di interfaccia grafica simili a quelli utilizzati dai processi di sviluppo nativi. Il punto di forza di React Native è la possibilità di scrivere il codice in JavaScript e di compilarlo in un progetto nativo, raggiungendo performance molto vicine a quelle raggiunte dalle applicazioni scritte direttamente in linguaggio nativo. Oltre ai componenti JavaScript che il framework offre, è possibile creare nuovi componenti e funzionalità utilizzando il codice nativo della piattaforma sulla quale si sta sviluppando e integrare quest’ultimo nella parte JavaScript del Framework. Questo approccio apre molte possibilità agli sviluppatori, anche se in alcuni casi presenta criticità date dalla natura mono-thread di JavaScript. Se in applicazioni tradizionali questa limitazione può risultare trascurabile, in contesti in cui è indispensabile avere alte prestazioni in tempo reale, React Native rischia di non essere la scelta migliore. Oltre alle buone performance (soprattutto per applicazioni che non richiedono funzionalità real time, come i giochi), i vantaggi dello sviluppo in React Native sono dati proprio dall’uso di Javascript come unico linguaggio alla base dello sviluppo sia su Android che iOS, che permette una ampia condivisione del codice. La rapidissima diffusione di React Native ha permesso inoltre il proliferare di letteratura e documentazione che semplifica e arricchisce il lavoro degli sviluppatori. Il Framework è stato creato da Facebook inc che ne gestisce processi di sviluppo e di implementazione secondo le sue policy, ma è rilasciato gratuitamente come open source. In Italia la popolarità di React Native è ancora limitata e non si trovano ancora molti sviluppatori, ma è sicuramente in crescita e destinata ad aumentare.
b) Flutter, il framework di Google: vantaggi e benefici
Flutter è un ambiente di sviluppo basato su Dart, un nuovo linguaggio di programmazione sviluppato da Google. Il linguaggio sfruttato da Flutter, Dart, può essere compilato in maniera nativa sulle piattaforme Android e iOS. Questa caratteristica permette agli sviluppatori che scelgono Flutter di creare applicazioni dalle performance molto simili a quelle scritte direttamente in nativo. Flutter mette a disposizione una serie di widget predefiniti che possono essere utilizzati per creare interfacce che mantengono il look nativo. Il fatto che Flutter sia promosso da Google consiste in un vantaggio grazie all’enorme supporto che Google dà agli sviluppatori che scelgono Flutter (anche per evidenti ragioni di marketing); inoltre la community di developer orbitante attorno a Flutter risulta essere già ricca e colma di letteratura di supporto. Una criticità è data proprio dal linguaggio di programmazione di riferimento, Dart, oggi ancora poco diffuso e poco conosciuto dagli sviluppatori. Flutter è, inoltre, un progetto ancora relativamente recente nel panorama dello sviluppo cross platform, questo lo rende non sempre adatto come scelta per applicazioni che richiedano molte integrazioni con sistemi di terze parti, componenti native o funzionalità complesse. In Synesthesia abbiamo iniziato a usare Flutter per alcuni progetti con una buona soddisfazione, specialmente per applicazioni non troppo complesse e per la creazione rapida di prototipi.
c) Xamarin, il framework di Microsoft
Si tratta di un IDE (Integrated Development Environment) e un framework promosso (e di proprietà) di Microsoft. Xamarin è utilizzato per lo sviluppo di applicazioni multi-piattaforma, utilizzando il linguaggio c# e poi compilate in codice nativo. Il processo di compilazione e traduzione fa si che il prodotto finale risulti a tutti gli effetti una applicazione nativa.
Nel tipico progetto Xamarin vi sono 3 principali parti dell’applicazione che vengono sviluppate:
- la business logic, sviluppata in stile .NET e riutilizzata al 100%
- l’interfaccia iOS, sviluppata con l’SDK specifico per Apple
- l’interfaccia Android, sviluppata con l’SDK specifico per Google.
La necessità di sviluppare separatamente le interfacce grafiche nasce dall’approccio indicato dallo stesso Xamarin per affrontare la programmazione multipiattaforma: le librerie grafiche sono montate direttamente al di sopra delle loro controparti native, funzionando a tutti gli effetti come semplici connettori. Questa decisione progettuale costringe gli sviluppatori a scrivere parti di codice ad-hoc per le singole piattaforme. Al fine di ovviare a questo limite, da qualche anno Xamarin ha messo a disposizione degli sviluppatori una libreria per la creazione di interfacce multi-piattaforma, Xamarin.Forms. La maggiore rapidità di sviluppo permessa da questo approccio si paga però con un contrappasso: una minore flessibilità dei componenti, aggravata dalla scarsità della documentazione di supporto.
3. La scelta della tecnologia e del team di sviluppo
In conclusione, la scelta della tecnologia spesso dipende da fattori molto specifici del prodotto che si intende realizzare. In Synesthesia abbiamo maturato una lunga esperienza in questi anni, e sappiamo guidare il cliente verso la scelta migliore, motivandola e condividendone i vantaggi che ne derivano.
Indipendentemente da quale sarà la scelta tecnologica, è altrettanto importante la composizione del team per lo sviluppo delle app mobile. Alcune organizzazioni optano per la costruzione di team a loro volta “multipiattaforma”, cioè task force di sviluppo che includano developer esperti di Framework che lavorano in sinergia con esperti dei singoli sistemi operativi.
La digital factory di Synesthesia, per esempio, gestisce sia progetti nativi sia di app multi-piattaforma, in quest’ultimo caso con un team che lavora in stretta sinergia con l’area nativa (iOS e Android), creando una squadra di esperti dedicata a rendere il prodotto digitale performante su ogni dispositivo e/o sistema operativo.
Sapete già come sviluppare il vostro prossimo progetto mobile? Parliamone assieme.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Proviamo ad approfondire cosa si intende quando ci si riferisce alle Buyer Personas.
Fondare le basi per una campagna marketing efficace si rivela spesso infatti un ottimo esercizio intellettuale.
Vendere il proprio prodotto o servizio, acquisire un nuovo utente e abbattere i costi di raggiungimento dei clienti, migliorando la relazione tra brand e utilizzatori, è spesso il punto di arrivo di un processo che ha viaggiato in sicurezza sui binari giusti.
Creare le proprie buyer personas è un presupposto fondamentale per identificare i target di una campagna e procedere verso una sempre maggior ottimizzazione del CAC (Cost of Acquisition Customer).
In questo articolo vedremo passo per passo come creare una buyer personas, come scegliere le caratteristiche per costruire gli archetipi di utenti di riferimento, come selezionare i comportamenti che accomunano uno o più utenti al fine di costruire dei cluster su cui lavorare per desumere la nostra Buyer Personas.
Buyer Personas: definizione e significato
Si dice Buyer Personas un’entità basata sulla user research, raccontata attraverso la descrizione di un utente fittizio che tuttavia rappresenta un modello di utilizzo significativo.
Buyer Personas è un’espressione che prende un po’ dall’inglese, un po’ dal latino e fa riferimento a due sfere dell’individuo: la personalità dell’individuo e le sue abitudini (e desideri), canali, luoghi e tempi di acquisto.
La definizione di Buyer Personas è contigua all’astrazione di un “archetipo” di utilizzo, o di acquisto, tenendo conto dei dati demografici, delle caratteristiche socio-demografiche e di contesto psicografico e comportamentale.
Origine del termine Buyer Personas
Buyer è un sostantivo inglese derivante dal verbo to buy (comprare) e significa “compratore”; mentre personas è un termine filosofico derivante dal latino persona-ae, che sta a indicare l’individualità dell’essere umano e la sua natura in quanto individuo.
L’espressione “Buyer Personas” è stata utilizzata per la prima volta da Alan Cooper, con il libro pubblicato nel 1999, The Inmates Are Running the Asylum: Why High Tech Products Drive Us Crazy and How to Restore the Sanity.
In un suo articolo, Cooper spiega come è arrivato a concepire una metodologia che comprendesse l’individuazioni di caratteristiche archetipale su cui proiettare le idee di design o di marketing.
A partire dall’inizio degli anni ‘00, l’individuazione delle Buyer Personas è diventa una normale prassi preparatoria e propedeutica all’ideazione o al lancio di un prodotto.
Cosa sono i dati demografici nelle personas
I dati demografici sono fattori di identificazione oggettivi che aiutano a comprendere chi sono i potenziali clienti e quali caratteristiche hanno.
I dati demografici possono essere di vario tipo. Partiamo da quelli “geografici”, come per esempio il luogo di nascita, quello di residenza, di domicilio, la posizione attuale o gli ultimi luoghi visitati.
Vi sono poi i dati demografici relativi all’età e al genere. Rientrano nei dati demografici le caratteristiche relative al livello di istruzione, impiego e stato civile, dimensionamento del nucleo familiare.
Questi dati forniscono le basi necessarie alla costruzione di ciascuna persona ma nulla vieta di approfondire con una ricerca qualitativa l’analisi dei dati demografici per costruire profili ancora più dettagliati.
Cosa sono i dati psicografici nelle personas
I dati psicografici misurano le abitudini, le attitudini e gli interessi dei consumatori aiutandoci a capire quali sono i motivi che li spingono ad acquistare prodotti/servizi.
I dati psicografici solitamente sono volti a costruire un orizzonte valoriale all’interno del quale vengono costruite le linee guida del design e i messaggi promozionali.
Quali sono per esempio gli obiettivi della nostra buyer persona? Come possono i prodotti/servizi che intendiamo proporre, aiutare i nostri archetipi a raggiungere i propri obiettivi o desiderata? Quali sono le preoccupazioni o le sensazioni di disagio che possono direttamente o indirettamente inficiare il design o il lancio del nostro prodotto?
Poiché i dati psicografici sono il prodotto di una ricerca qualitativa, possono venire visti come poco oggettivi, all’apparenza meno utili dei dati demografici. Tuttavia gli aspetti psicologici degli acquirenti rappresentano ciò che realmente è importante per i principali customer. Grazie all’analisi dei dati psicografici sarà possibile creare una value proposition in grado di raggiungere in maniera efficace il cuore della customer base.
Qui sotto trovate un esempio di come può essere strutturato un sondaggio rivolto all’utenza, per capirne le preferenze riguardo ai prodotti/servizi offerti dalla vostra azienda. (Questo caso è rivolto specificatamente ai business basati su subscription ma può essere rimodellato anche per altre tipologie).

Una volta che gli utenti hanno risposto al sondaggio potete facilmente calcolare quale feature sia quella maggiormente desiderata e quale quella meno desiderata.

Presenza web delle personas
Attraverso i dati riguardanti il modo in cui la buyer persona interagisce con la tecnologia è possibile raccogliere preziose informazioni riguardo la strutturazione dei piani marketing.
Conoscere il canale più frequentato dal cluster di utenza che ci interessa permette di investire sui corretti canali di distribuzione, spesso abbattendo notevolmente il CAC (Customer Acquisition Cost).
Conoscere dunque il flusso informazionale seguito dalla nostra buyer persona ci permetterà di inserire i nostri messaggi promozionali all’interno di quello specifico flusso.
Un caso di successo, costruito attraverso un ottimo design della buyer persona e della sua presenza social, è simboleggiato da una delle prime growth strategy di AirBnB. Il team marketing della startup delle camere in affitto ha pensato di intercettare il proprio target su un canale già ampiamente battuto e popolato, interagendo direttamente con tutte le persone che avevano creato dei contenuti organici sul tema “affitti”, indirizzando massivamente l’utenza Craiglist sul proprio prodotto AirBnB.
Far sì che il messaggio promozionale raggiunga le persone giuste nel contesto più adeguato è uno dei punti fondamentali della costruzione della buyer persona.
Tool per analizzare le personas
Vi sono diversi strumenti per analizzare le buyer personas.
Gli strumenti degli Insights social sono degli ottimi ambienti per mezzo dei quali è possibile estrarre dati demografici e psicografici per comporre cluster di utenza.
Vedi per esempio la feature Audience Insights di Business Facebook (collegato anche a piattaforme parenti, come Instagram) o Facebook Analytics.

Anche la Suite Google offre degli interessanti strumenti con cui operare delle ricerche qualitative, partendo dall’analisi del traffico su sito web ai trend di ricerca o stato di posizionamento sui motori di ricerca, entro certe query di interesse strategico.
Vi sono infine strumenti più tradizionali per la raccolta dati, come i sondaggi e le interviste, che possono tuttavia essere automatizzati o scalati, sfruttando le potenzialità degli ambienti e strumenti digitali.
Infine ci sembra importante citare le banche dati promosse da istituti di ricerca o importanti enti pubblici o privati, che ci offrono spesso uno spaccato statistico di fenomeni che possono essere sinergici all’ideazione della nostra buyer personas. Istat e Nielsen sono due celebri esempi.
KPI per misurare le Buyer Personas
Come ci insegnano i guru del Growth Hacking, il marketing fatto bene serve esclusivamente a raggiungere il seguente obiettivo: vendere di più, spendendo di meno.
Per misurare se i vostri sforzi di marketing stanno effettivamente convertendo i gruppi di target scelti dalla vostra ricerca qualitativa, dovreste includere i seguenti due valori: il lifetime value (LTV) e il costo di acquisizione del cliente (CAC). Questi due valori possono essere considerati i KPI (Key Performance Indicator) di ciascuna buyer persona e sono utili per orientarci fra le varie personas astratte durante l’analisi, al fine di assicurarsi sempre di star scalando le informazioni sul miglior cluster.
Il LTV indica l’entrata (a livello di flusso di cassa) prevista che ciascun cliente dovrebbe generare durante il suo lifetime mentre il CAC misura il costo necessario ad assicurarsi un nuovo cliente.
Il rapporto tra LTV e CAC è importante perché indica quanto il business che stiamo promuovendo si sta rivelando redditizio e/o sostenibile.
Il rapporto standard nel settore dei servizi SaaS (Software as a Service) per esempio di circa 3 a 1, o più, ma questo rapporto è da considerarsi un parametro valido anche per le piattaforme e-commerce.
Se la ratio di una persona scende sotto il 3, è possibile considerare di operare azioni volte a migliorare il tasso di retention per questo tipo di cliente, oppure valutare sistemi per abbassare i costi di acquisizione.
Qui sotto le formule per calcolare il CAC e il LTV


Conclusioni: perché sono importanti le Buyer Personas
Creare delle buyer personas “quantificate”, attraverso dati e analisi dettagliate, permette di determinare quali sono i clienti più preziosi per il proprio business e in che modo è possibile fornire loro maggior valore.
Comprendere gli utenti in forma approfondita sarà utile in fase di sviluppo per quanto concerne i principi dello User Center Design e in fase di lancio per quanto riguarda le strategie di Growth Hacking.
Conoscere bene la propria utenza vuol dire aumentare le proprie possibilità di fatturazione e di ottimizzare la propria capacità di penetrazione del mercato.
Fonti
https://www.priceintelligently.com/blog/quantified-buyer-personas