I benefici dell’App Economy nell’Unione Europea sono davvero molteplici. I Mobile App Store, in particolare, hanno avuto un impatto piuttosto positivo sull’economia dell’UE portando nel 2019, in termini di valore aggiunto, un + 0,4% del PIL europeo; generando più di 1 milione di posti di lavoro; connettendo gli utenti agli sviluppatori senza alcun tipo di intermediazione con una conseguente riduzione dei costi di transizione; aumentando la fiducia e la sicurezza dei consumatori attraverso piattaforme affidabili.
Le piattaforme come gli App Store tuttavia pongono anche dei limiti, legati alla poca trasparenza dei processi e alla chiusura verso l’esterno, che possono limitare la concorrenza e danneggiare le piccole e medie aziende. Anche per questo l’UE ha introdotto nuove direttive con maggiori tutele.
L’app economy ha modificato in maniera radicale il modo di pensare di molte imprese nel corso degli ultimi anni. Sicuramente sono cambiati i modelli di business delle aziende che hanno fatto degli Store il loro principale strumento di distribuzione e vendita, legandosi fortemente a queste piattaforme per la distribuzione dei contenuti e la fruizione dei propri servizi. Possiamo affermare con certezza che i Mobile App Store hanno avuto un impatto piuttosto positivo sull’economia dell’UE nel 2019, incidendo su alcuni aspetti dell’economia europea, incidendo sulla crescita del PIL europeo con un + 0,4% e con nuovi posti di lavoro per più di 1 milione di persone che lavorano nell’industria del digital e delle app.
La maggior parte delle app nascono per semplificare i servizi offerti ai consumatori. Ikea Place App per esempio utilizza la realtà aumentata per consentire all’utente di visualizzare i mobili nella sua casa prima dell’acquisto. In futuro le app e le soluzioni digitali saranno sempre più integrate e relazionate con i servizi e i prodotti fisici. L’emergenza Covid-19 ha sicuramente accelerato questo processo, basti pensare alla vertiginosa crescita dell’e-commerce e della fruizione degli eventi digitali. Nell’ultimo periodo in Europa abbiamo assistito a una rapida crescita della spesa dei consumatori in app (+ 19% nel 2019 rispetto all’anno precedente) dipendente proprio dalla crescita di questi fenomeni (commercio elettronico e altri servizi).
Nelle interviste condotte durante lo studio realizzato da Deloitte in questo ambito gli sviluppatori di app hanno affermato che le future innovazioni delle app non verranno dallo sviluppo dell’hardware ma dal lato del software: a oggi le piattaforme mobile hanno raggiunto un elevatissimo livello di raffinatezza e non ci aspettiamo cambiamenti che possano rivoluzionare la fruizione nel breve. Il software e i servizi sono sicuramente la chiave su cui si giocheranno le prossime innovazioni, insieme alla sempre maggiore integrazione con con altri ambiti come gli smart devices e l’Internet of Things. Grazie a queste innovazioni possiamo aspettarci che il valore creato dalle app mobile nell’Unione Europea continuerà a crescere negli anni a venire.
Per saperne di più, è possibile consultare questo report realizzato da Deloitte all’interno del quale vengono analizzati i risultati dell’App Economy nell’Unione Europea con interessanti spunti di riflessione.
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Lanciata da Labo0 (comitato ideatore dell’iniziativa) in partnership con Sorgenia e con la collaborazione dell’associazione dei consumatori CONSUMERISMO No Profit, “SpesaSospesa.org”, nasce come risposta alle necessità create dall’emergenza Covid-19, ma aspira a diventare un modello di economia di solidarietà circolare vicino ai bisogni e agli interessi della comunità in difficoltà attraverso il recupero di cibi a rischio spreco e l’accurata gestione delle eccedenze alimentari.
I consumatori di tutta Italia possono sostenere questa straordinaria iniziativa sociale, che a oggi ha già raccolto ben 370mila euro. Grazie alla tecnologia blockchain ogni singola donazione effettuata è certificata e tracciata nella totale trasparenza.
Come racconta Luigi Gabriele (Brand ambassador del progetto e presidente di CONSUMERISMO): “Di volta in volta racconteremo le storie di chi, grazie a questo innovativo progetto, ha ricevuto aiuto e sostegno. Non solo famiglie che non riuscivano più a mettere in tavola qualcosa da mangiare, ma anche piccole aziende che hanno rischiato di chiudere i battenti e che grazie a SpesaSospesa.org hanno potuto mandare avanti l’attività e dare lavoro ai propri dipendenti”.

Anche i Comuni possono partecipare al progetto, diventando un punto di raccordo fondamentale sul territorio. Il progetto è stato accolto con entusiasmo dai comuni di Napoli, Perugia, Alessandria, Catanzaro e Afragola (NA) che hanno dato il patrocinio all’iniziativa. Di seguito si sono aggiunti altri Comuni e associazioni e sono aumentate in modo considerevole le donazioni sulla piattaforma CharityStars. Il Comune di Torino ha deciso di inserire il progetto all’interno del portale Torino City Love tra le azioni di solidarietà e innovazione per il territorio.
La realizzazione della piattaforma digitale che trasforma un potenziale spreco alimentare in un prezioso aiuto i cittadini e alle aziende alimentari in difficoltà è stata realizzata grazie alla collaborazione di Regusto, Foodchain, SlowFood, Impact Hub Torino, Rekordata s.r.l, CharityStarsItalia e Synesthesia,
Durante il periodo di emergenza Covid-19 Synesthesia ha continuato a portare avanti i suoi progetti di formazione e di sviluppo di soluzioni tecnologiche.
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Come sarà il turismo del futuro? Certamente più digitale, sostenibile e di prossimità. Durante il lockdown sono stati tanti gli spunti di riflessione sullo scenario futuro del turismo e sulle iniziative da realizzare. Panorami Elettronici (con la collaborazione di Synesthesia) ha raccolto la sfida e ha sviluppato un vero e proprio “navigatore ufficiale del tuo tempo libero” all’interno dell’app CityAROUND. Si tratta una guida digitale che permette ai turisti di tutto il mondo di visitare il territorio piemontese in modo sostenibile e intelligente scegliendo tour tematici, (circuiti ad anello da compiere a piedi o in bici) caricati all’interno di uno speciale sistema di navigazione.
CityAROUND vuole farsi portavoce del turismo sostenibile e responsabile: “Desideriamo porre al centro della nostra attività – dichiara Alberto Volpe, Amministratore Delegato di Panorami Elettronici – la comunità locale e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del territorio. Il nostro obiettivo è favorire l’interazione positiva tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”.
L’offerta tematica dei circuiti disponibili all’interno dell’app è ricchissima di proposte. Tra le opzioni da scegliere troviamo:
- “Circuiti Turistici”, scegliendo questi percorsi sarà possibile visitare le bellezze del Centro città, compiere il tour del Quadrilatero Romano, la Passeggiata Fotografica Lungo Po, il Parco del Valentino, la Vista più bella della Città e i Musei Cittadini.
- “Circuiti Tematici”, dedicati alla scoperta della storia, della cultura e della vita urbana della città: Torino Barocca, Torino Liberty, Torino Letteraria, Risorgimento e Unità d’Italia, Città del Cinema, il Lato Oscuro di Torino, Caffè Storici, Murales del Quartiere Aurora, Sacra Sindone, Residenze Sabaude.
- “Outdoor”, i percorsi dedicati ai principali circuiti outdoor per MBT, escursionismo e le altre attività sportive praticabili in città e province dal wakeboard all’arrampicata sportiva.
- “Caccia al Tesoro”, all’interno di questi itinerari, i visitatori più piccoli potranno conoscere meglio il territorio attraverso coinvolgenti attività ludiche da condividere insieme alle proprie famiglie.
- Langhe e Monferrato, con i suggestivi percorsi paesaggistici del Piemonte alla scoperta di Barolo, Alba, La Morra e dintorni, tra le panchine giganti di Chris Bangle e le tradizionali Cantine Sociali.
- “Sagre in Provincia”, con tutti i principali eventi all’insegna del gusto e della tradizione piemontese da scoprire.
- “Eventi”, con tutti i principali eventi cittadini.
All’interno di quest’ultima opzione è possibile usufruire del servizio di agenda digitale gratuito per tutti gli eventi previsti dal programma “Torino a cielo aperto”, il ricco programma di eventi culturali e ricreativi diffusi su tutto il territorio che si pone l’obiettivo di invitare i cittadini a riappropriarsi degli spazi pubblici e dei parchi cittadini dopo il lockdown. Utilizzando l’app è possibile, infatti, far confluire tutti i partecipanti nelle location desiderate, ma in tempi differenti al fine di evitare ogni problema di assembramento. Un turismo più sostenibile e responsabile post Covid-19 è oggi possibile. E questo grazie anche al servizio offerto gratuitamente a tutti i viaggiatori da CityAround.
Synesthesia, grazie al lavoro di team esperti sviluppa applicazioni all’avanguardia per i propri clienti e per i propri partner. Scopri la nostra Digital Factory.
Il panorama digitale non ha mai smesso di ripensare e ricalibrare i suoi prodotti nell’ottica di ottimizzare i servizi mobile, l’ecommerce e in generale l’esperienza digital. I dati rilevati dall’Osservatorio Mobile B2C Strategy dicono che a oggi il 56% dei mobile surfer usa lo smartphone per gli acquisti, e Synesthesia, che si occupa di ideare, sviluppare e migliorare soluzioni digital e mobile, già 9 mesi fa pianificava di investire ulteriormente sul capitale umano per implementare e rafforzare competenza e posizionamento in questo settore.
“Durante il recente lockdown alcuni nostri clienti ecommerce hanno visto in meno di tre mesi un incremento tale del fatturato da ripagare interamente i precedenti sforzi economici, con elevatissimi tassi di ritorno di investimento sulle campagne advertising. Pur trattandosi di una situazione eccezionale, rimane comunque il segno di un’accelerazione sul digital forte e irreversibile, che intendiamo presidiare con un’offerta strutturata e competenze sempre maggiori“, afferma Riccardo Recalchi, CEO di Synesthesia.
Oggi la fusione con TheLab, agency focalizzata sulla progettazione di App in grado di raggiungere un pubblico globale, nasce quindi dal reciproco desiderio da parte degli imprenditori coinvolti nell’operazione, di creare un soggetto forte e autorevole che si inserisca di diritto tra i migliori player dell’ecosistema tecnologico italiano.
La vocazione a innovare e a fare team parte da lontano: quattro amici torinesi che si conoscono da oltre 20 anni con esperienze imprenditoriali diverse, ma sempre nel mondo del digitale e che sognano prima o poi di unire le forze. Oggi quel momento è arrivato: sono finalmente riusciti a creare una squadra di oltre 100 persone che conta traguardi significativi come gli eventi droidcon e Swift Heroes e ambiziosi progetti con clienti come Eataly, Green Pea e Reale Mutua.
Durante il lockdown e l’emergenza sanitaria, il team di Synesthesia ha continuato a lavorare alacremente in smart working. La produttività ha visto un incremento del 20% e il fatturato del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Nell’arco di poco tempo Synesthesia si è trovata a presidiare brand e aree sempre più ampie che spaziano dal food al retail, dagli eventi digitali all’academy B2B e B2C, passando dallo sport fino al terzo settore. L’azienda torinese ha, inoltre, lavorato alla creazione di un ecosistema di PMI e start-up su soluzioni verticali, legate al mobile, ai social media, all’ecommerce e ai marketplace come Amazon e AliExpress.

L’apporto di nuovi talenti nella factory sulla progettazione dei software rende l’approccio di Synesthesia più “agile” e, allo stesso tempo, molto articolato nei confronti del mercato. Le attività gestite da TheLab variano infatti dal digital marketing strategy (quasi 2 milioni di euro gestiti in campagne di social marketing) alla user acquisition, conversion e monetization di app (più di 28 milioni di download nel mondo e oltre 750 mila MAU, utenti unici mensili) e alle collaborazioni con oltre 15 startup.
L’idea della fusione è in cantiere da fine 2019 e l’emergenza Covid-19 ha solo rallentato l’iter burocratico, i team si sono gradualmente integrati già durante la quarantena, lavorando in remoto ma costantemente connessi con gli strumenti digitali e smart, mettendo sinergicamente a disposizione le proprie competenze al servizio della crescente richiesta affrontata dalla società.

Per il futuro Synesthesia punta alla crescita territoriale in Italia e all’internazionalizzazione, all’acquisizione di nuove competenze verticali sempre più incisive e improntate all’evoluzione dell’offerta, che passa inevitabilmente attraverso le start-up e l’open innovation.
(Nella foto in alto: Francesco Scrufari, Simone Offredo e Felice Di Luca, nuovi partner e manager di Synesthesia)
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Il 4 luglio si è svolto nella splendida cornice di Prato Nevoso, in Provincia di Cuneo, “Gino Speed Show”, l’appuntamento annuale organizzato da Gino Spa e Prato Nevoso Sky. Quest’anno, però, a causa dell’emergenza Coronavirus, l’evento, giunto alla sua quarta edizione, ha cambiato formula diventando una vera e propria digital experience a 360° grazie al supporto tecnico di Synesthesia.
La giornata ha visto la partecipazione alla guida delle supercars del pilota d’eccezione Alessandro Gino affiancato dalla pilota di F3 Vicky Piria e della automotive influencer Elena Giaveri. “In diretta Facebook” dalle curve adrenaliniche di Prato Nevoso si sono quindi alternate ben dieci modelli di auto tra i quali la Mini GP3, le Bmw M135I, la Mercedes Classe A 45, la Lotus Exige, la Aston Martin Dbs, la Maserati Trofeo e la EQC 400 4Matic Amg Line.
“Gino Speed Show” non si è fermato e ha deciso di arricchire i suoi contenuti grazie al servizio tecnico e di regia in remoto operata da Synesthesia. Tale supporto si è concretizzato attraverso l’assistenza on site per set-up, test, posizionamento cellulari e la regia in diretta da remoto. Questo ha garantito la possibilità di allargare notevolmente la platea degli spettatori e di vivere “live” le emozioni di ogni singola fase dell’evento: dalle prove sul tracciato fino ai divertenti momenti trascorsi “dietro le quinte”.
Per l’occasione sono state realizzate oltre quattro ore di diretta live sulla pagina Facebook di Gino Spa, raggiungendo più di 200.000 persone, 30.000 visualizzazioni e con un indice elevato di interazioni. Numeri importanti per un grande evento da seguire e rivivere in remoto in qualunque posto e in ogni momento, basta connettersi al canale Facebook di Gino Spa.
Synesthesia realizza eventi all-digital o ibridi, in cui la presenza in uno specifico luogo può essere sostituita completamente o in parte dall’utilizzo di tecnologie agili e performanti per creare eventi completi, professionali e con platee virtuali molto ampie. Realizza piattaforme personalizzabili secondo le esigenze del cliente attraverso le quali è possibile integrare in un’unica esperienza diverse tecnologie tra cui la realtà virtuale e aumentata, il 3D e IoT.
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Dopo aver parlato di local strategy redesign e shut-in economy parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
La nostra analisi contempla anche esempi pratici che possono servire ad approfondire il tema.
1. Marketing nel 2020: “Omnichannel customer experience”
Si tende erroneamente a pensare che in generale la pandemia di COVID-19 abbia spinto il settore digital a scapito del “mondo analogico”. In realtà questa è una lettura e un’interpretazione superficiale. Basti pensare che alcuni grandi dell’economia “full-digital” hanno in realtà subito pesanti danni. Brian Chesky, co-fondatore e CEO del colosso digitale AirBnb a inizio maggio ha dovuto suo malgrado mandare un’accorata mail in cui comunicava un taglio di circa 1.900 persone, corrispondenti a un quarto della forza lavoro. In generale i servizi basati sulla sharing economy in tema di mobilità e ospitalità sono stati tutti fortemente impattati. Ciò che invece ha funzionato – e sta funzionando – è lo switch, il progressivo spostamento a un mondo omnicanale, che vede al centro l’essere umano e il customer journey, con una valorizzazione specifica ma non esclusiva dei touchpoint digitali. In “presidio dei servizi” questo si traduce per esempio in:
Analytics & business intelligence
Anche le PMI devono prendere consapevolezza dell’importanza dei dati e delle scelte “data-driven”. In un mondo omnicanale è fondamentale misurare ciò che succede con un approccio “olistico” che ha come obiettivo quello di riportare tutte le metriche – digitali e non – sul terreno comune delle informazioni realmente utili allo sviluppo del business.
IoT – Internet of Things
L’esperienza di fruizione di un servizio sarà sempre più fluida, con limiti sfumati tra l’esperienza fisica e quella online. Si parla oramai di “onlife”, come crasi tra “online” e “life”. Traghettatore di questa esperienza sarà anche la componente IoT o “internet delle cose”. Gli oggetti connessi, siano essi domestici, nel mondo retail o a livello di smart cities sono anch’essi un aspetto fondamentale della trasformazione in essere.
Digital Payments
In un “contesto liquido”, a cavallo tra mondo fisico e mondo digitale, i sistemi di pagamento più versatili sono quelli che possono fare la differenza. Servizi come Satispay, che abilitano modalità di pagamento rapide in servizi digitali come e-commerce, e al contempo permettono pagamenti in-store senza necessità di contatto fisico rappresentano un trend in crescita. E non dimentichiamo che è arrivato anche Whatsapp Pay. Per ora è attivo solo in Brasile, ma certamente l’intenzione è quello di diffonderlo in tempi rapidi in più Paesi possibile, anche per “agganciarlo” al già citato Facebook Shops.
CRM e marketing automation
In questo scenario la capacità delle aziende di gestire efficacemente la relazione con i clienti, tenendo conto del percorso che lead, prospect e customer fanno attraverso i vari touchpoint, diventa anch’essa centrale per minimizzare il tasso di abbandono e massimizzare Lifetime value. E’ in aumento l’utilizzo di piattaforme integrate di CRM sia per la gestione del database aziendale che come “core” per attività di marketing automation e servizi di customer care. Comprendere le logiche di funzionamento e le potenzialità di prodotti come HubSpot o Zoho CRM, ma anche di Infobip, Integromat, Mautic e tanti altri diventa progressivamente un must.
2. Marketing 2020: “Human relations”
Questi mesi hanno rappresentato per molte persone quasi una riscoperta del concetto di “qualità della vita”, scandita da ritmi meno frenetici e un work life balance – l’equilibrio tra i tempi di vita e i tempi di lavoro – più gestibile, a vantaggio di produttività professionale, stabilità degli affetti e crescita personale. Parallelamente smart working e distanziamento sociale hanno però fatto sentire a molti la mancanza del “contatto umano” e del concetto di relazione umana più “diretta”. Cosa si porta dietro tutto questo, in termini anche di trend, necessità e opportunità per il marketing e la comunicazione?
Internal Marketing & Communication
Non solo le persone, ma anche le aziende hanno (ri)scoperto che un maggior grado di libertà e autonomia per i proprio collaboratori è funzionale a un miglior equilibrio di tempi di vita e tempi di lavoro, e questo se ben gestito non comporta impatti negativi sulla produttività. In alcuni casi, rappresenta un boost, nonché un valore in termini di employer branding, oltre a permettere potenzialmente anche un risparmio in termini di costi fissi sulle sedi operative. Ma occorre investire sull’identità di gruppo, sul senso di appartenenza, sull’empowerment costante. Quindi se da un lato si rileva maggior disponibilità a smartworking – anche “fuori dall’emergenza” – dall’altra emerge la necessità di progetti di comunicazione interna: da house organ a internal newsletter, da online team building a spazi digitali per agevolare la creatività e proattività interna.
Meeting online
Secondo AppAnnie a marzo 2020 si è registrata un’impennata nel download delle applicazioni per le videoconferenze, con un +90% rispetto alla media settimanale del 2019. A tutt’oggi buona parte dei meeting tra team interni, con fornitori e con clienti avviene online, e probabilmente una parte significativa di meeting resterà sotto questa forma. Questo vuol dire possibilità di creare nuovi format di comunicazione e presentazione online, pensati e studiati appositamente per essere fruiti digitalmente dai partecipanti. Ma anche un crescente interesse per i plugin e i tool di online collaboration e relative integrazioni tra loro, e gli altri tool aziendali preesistenti.
Virtual Reality
Abbiamo già citato il Sold Out di Oculus Quest, il visore di Facebook. Che ha ricevuto oltretutto alcuni aggiornamenti molto interessanti, primo tra tutti la possibilità d’ora in poi di supportare applicazioni “hands-free”, che riconoscono cioè le mani dell’utilizzatore senza che questi debba usare i controller. Sempre in “casa Facebook” in questi mesi si sono visti gli avatar, probabilmente uno step importante per iniziare ad abituare gli utenti a una propria “digitalizzazione”, in vista di Facebook Horizon, che promette essere un “mondo 3d” di tutto rispetto. Mentre lo attendiamo però è già disponibile Mozilla Hubs, uno spazio virtuale navigabile totalmente in browsing dove interagire con altre persone (sempre sotto forma di avatar digitali). All’interno di questi ambienti immersivi si svilupperanno sempre di più le relazioni umane, e per garantire esperienze d’uso gratificanti sarà necessario sviluppare contenuti digitali e strategie comunicative ad hoc.
Hybrid Events
Per chi come noi si occupa di digital e di mobile, il primo grande shock mondiale per quanto riguarda l’impatto del COVID-19 sui grandi eventi mondiali è stata la cancellazione del Mobile World Congress di Barcellona, che era in programma a partire dal 24 febbraio ed è stato annullato a soli 10 giorni dall’inizio. MWC di Barcellona, giusto per dare un’idea della dimensione, l’anno scorso aveva visto quasi 110.00 partecipanti per un indotto economico di circa mezzo miliardo di euro. Dopo quella cancellazione, ci siamo rapidamente abituati alla totale eliminazione di qualunque forma di evento, sia esso fieristico, sportivo, musicale o di altro tipo. E anche su questo probabilmente non torneremo più a “come eravamo”, ma sarà necessaria un’evoluzione importante.
Da questo punto di vista, si sta sperimentando moltissimo, e l’orientamento generale è di organizzare eventi “ibridi”, che includono cioè una parte in presenza e una parte online, così da prendere gli aspetti positivi di entrambe le modalità. Questo permette di ottimizzare spazi, tempi e obiettivi in funzione dei vincoli di sicurezza necessaria e budget disponibili.
Questi sono solo i punti principali di come si sta orientando il Marketing nel 2020, passato il picco dell’emergenza primaverile dovuta alla pandemia. Ci sono moltissimi spazi di innovazione da presidiare e progettualità da proporre e realizzare per accelerare la trasformazione in atto.
In Synesthesia per ciascuno dei punti sopra descritti abbiamo già case histories di progetti sviluppati o che stiamo realizzando proprio in queste settimane. Contattaci per saperne di più, e per ragionare assieme su come supportarvi nel raggiungimento dei vostri obiettivi.
Per celebrare il 74° anniversario della Repubblica, l’ambasciata italiana in Azerbaigian ha partecipato con un evento digitale all’iniziativa “L’Italia che riparte”. Durante la conferenza, importanti personalità dell’innovazione, della cultura, della sanità e dell’imprenditoria italiana hanno raccontato e condiviso le loro testimonianze legate alla pandemia di Covid-19. “L’Italia che riparte” (Azerbaigian) è l’evento digitale ideato, progettato e realizzato da Simmetrico Digital con la collaborazione tecnica di Synesthesia per l’Ambasciata italiana in Azerbaigian.
Abbiamo pensato a una modalità inedita per festeggiare il 74° Anniversario della Festa della Repubblica italiana raccontando le storie di italiani che non si sono fermati durante la pandemia, ma hanno messo il loro talento, il loro ingegno, tenacia e passione a servizio degli altri. L’evento digitale ha permesso alla Ambasciata italiana in Azerbaigian di celebrare una ricorrenza istituzionale allargando la platea di pubblico, creando occasioni di confronto pre e post evento e accompagnato il pubblico oltre lo schermo per fargli vivere una digital experience autentica, sensoriale e umana.
L’evento – mediato dalla giornalista Husniye Maharramova – ha visto la partecipazione dell’ambasciatore italiano a Baku Augusto Massari e della first lady e vicepresidente azerbaigiana Mehirban Aliyeva. Durante l’evento ci sono state le testimonianze di
- Amedeo Capetti (esperto di malattie infettive e consulente dell’Organizzazione mondiale della sanità, Oms);
- Carlo Cracco (chef stellato);
- Brunello Cucinelli (presidente e direttore creativo dell’omonima azienda considerata un simbolo del Made in Italy nel mondo);
- Massimo Temporelli (presidente e cofondatore di FabLab, impresa che si è guadagnata notorietà in tutto il mondo per aver realizzato delle valvole per respiratori stampate in 3D usando le maschere di Decathlon).
Durante i 14 giorni di produzione tra Azerbaigian e l’Italia, sono stati allestiti una regia live a Milano e un set a Baku. L’evento ha, inoltre, previsto un coordinamento costante dei lavori, l’allestimento in remoto, le scenografie in realtà aumentata, un web-site interamente dedicato con una waiting room interattiva, 1 ora di live streaming, traduzione simultanea in 3 lingue da tre paesi diversi, interviste live da varie città italiane, diversi minuti di live performance da Baku e tanta professionalità e passione messa in campo dai vari team coinvolti.
Synesthesia realizza eventi all-digital o ibridi grazie all’utilizzo di tecnologie agili e performanti per creare eventi professionali. Utilizza soluzioni personalizzabili secondo le esigenze del cliente, attraverso le quali è possibile integrare in un’unica esperienza il format di interazione pensato per il corretto svolgimento del progetto. Per saperne di più scopri i nostri eventi digitali all’interno di questa pagina dedicata
A cura di i Daniele Biolatti (team marketing Synesthesia)
Si trovano online molte risorse sul tema “marketing nel 2020”. Sono quasi tutti articoli previsionali, scritti a fine 2019 tenendo presente i trend in atto in quel periodo. Ma in questo primo semestre 2020 lo scenario è cambiato in modo profondo e irreversibile. La pandemia di COVID-19 ha stravolto obiettivi, priorità e piani di persone e aziende in tutto il mondo.
Proviamo quindi ad aggiornare le previsioni precedenti.
Ecco 4 tematiche chiave del marketing nel 2020 “post COVID-19”:
- local strategy redesign
- shut-in economy
- omnichannel customer experience
- human relations
Proviamo ad approfondire, vedendone alcune declinazioni pratiche. Iniziamo dai primi due ambiti. Nella seconda parte di questo articolo disponibile tra qualche giorno approfondiremo gli altri due punti.
1. Marketing nel 2020: “Local strategy redesign”
Il lockdown e il distanziamento sociale hanno portato alla “riscoperta” del valore della prossimità. Nei quartieri, ma ancor più nel paesi di provincia, le piccole attività commerciali si sono attrezzate in una relazione di supporto sinergico con la popolazione, offrendo modalità alternative di prenotazione e consegna a domicilio della merce. Chi aveva a disposizione un e-commerce – soprattutto se di cibo e beni di prima necessità – è possibile che abbia visto incrementi importanti di fatturato. Ma soprattutto si è evidenziata la nascita di servizi più o meno spontanei di prenotazione e consegna della merce attraverso telefono, whatsapp, email e così via. Questo aspetto “in nuce” deve ora maturare verso una digitalizzazione progressiva dei servizi, che sarà il fulcro indispensabile per la sopravvivenza di molte attività commerciali in questa fase. Questo porta con sé alcuni aspetti operativi sul digital marketing.
Proviamo a vederne alcuni:
- Local SEO Per agevolare il reperimento dei propri contatti e la findability dei propri servizi e prodotti diventa fondamentale avere una corretta gestione della propria scheda Google My Business, e più in generale dei propri dati online. Non è “solo” questione di inserire i dati correttamente, ma proprio di gestire in modo efficace ed efficiente la local SEO, che ha le sue logiche specifiche, e va inserita correttamente nella digital presence globale di un’azienda.
- Business Social Identity Il 20 maggio 2020 Facebook ha presentato “Facebook Shops”, la sua idea di “identità centralizzata” per le piccole e medie attività commerciali. In estrema sintesi, attraverso un solo pannello sarà possibile gestire la propria “scheda negozio”, e da lì gestire la propria presenza su Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. Il servizio non è ancora disponibile, ma lo sarà presto ed è importante farsi trovare pronti per la corretta gestione.
- Local Storytelling Curare la propria immagine e i propri contenuti trasmettendo genuinità e valore diventa un aspetto imprescindibile per la comunicazione. Una possibilità è per esempio quella di utilizzare blog e social network come strumento narrativo della propria identità, della propria storia, del proprio legame con la comunità e il territorio. D’altro canto uno dei settori più provati in assoluto dal COVID-19 è stato ovviamente quello del turismo. É necessaria una ripartenza dell’intero comparto, ma a oggi non sono chiari tempi e modalità. Quello che è chiaro è che si sta ripartendo dalla conoscenza del proprio territorio, e pubblica amministrazione, enti e aziende di settore stanno puntando molto su questo aspetto. Piattaforme e aggregatori per lo sviluppo e la promozione del turismo locale e dei tour sostenibili – magari da fruire a piedi o in bicicletta – stanno ricevendo interesse a vari livelli e si rileva un costante incremento di domanda sia in termini di sviluppo software che di content strategy.
- Affiliation, Aggregation, Cooperation Sopravvivere da soli è molto complesso. L’aggregazione attraverso associazionismo, affiliazione, marketplace per prossimità territoriale o per complementarietà di prodotto permettono di “unire le forze”, ottimizzando i costi e migliorando l’efficienza delle iniziative. Questo può essere fatto a vari livelli, agevolando la conoscenze tra le realtà, l’interscambio dei dati, la creazione e l’utilizzo di piattaforme di marketplace b2b e b2c. L’orientamento in generale sembra essere quello di creare “ecosistemi” e (digital)community tematiche.
2. Marketing 2020: “Shut-in economy”
Letteralmente “economia chiusa”, è un termine che ha iniziato a diffondersi in questi ultimi mesi. In sostanza identifica l’esplosione dei servizi “on demand”, dove il prodotto (o il servizio) giunge direttamente al destinatario finale (tipicamente a casa, ma potrebbe anche essere in ufficio o in altro luogo dove nasce la richiesta). Questo ha portato e sta portando cambiamenti probabilmente irreversibili a livello sociale, con impatti fortissimi sull’offerta di marketing e servizi.
Tra questi:
- Big Data, machine learning, artificial intelligence La distribuzione dei beni sul territorio implica veicoli, mobilità, logistica, necessità costante di efficientamento. Questo è solo uno degli ambiti in cui il “trittico” formato dalla gestione di grandi quantità di dati, dalla possibilità per gli algoritmi di autoapprendimento di processi migliorativi e dall’esistenza di sistemi in grado di effettuare scelte autonome in contesti complessi può fare la differenza. Sono necessari investimenti importanti, e in questo senso sono soprattutto le grandi aziende a muovere i primi passi: questo è un processo che ha subito un’accelerazione importante in queste ultime settimane. Sentiremo sempre più parlare di Data Studio, Tableau, Big Query, TensorFlow, Caffe2, Theano, Keras e non solo.
- Digital Training Design Buona parte della formazione passa ora da canali digitali, ma aspetti di comunicazione, relazione e trasmissione del “saper essere” e del “saper fare” variano, impattate da limiti e peculiarità del media. Competenze di marketing di prodotto e di service design permettono di realizzare opportunità di apprendimento collaborativo efficaci ed efficienti, che sfruttano appieno le potenzialità offerte dall’e-learning.
- Infotainment La necessità di ricevere rapidamente notizie aggiornamenti ha subito un’ulteriore accelerazione. Al contempo, la presentazione dei contenuti necessita ora più che mai di essere ingaggiante e coinvolgente. L’unione quindi di “informazione” e “intrattenimento” si sostanzia in maggior interesse per temi come gamification, serious game, applied game ma anche più in generale la creazione di infografiche, visual e data storytelling e video interattivi, oltre a sostenere la crescita di YouTuber, creator, influencer e micro influencer.
- Mobile Game Parallelamente ai mercati della formazione e dell’informazione cresce la domanda dell’intrattenimento digitale basato su game e videogame. AppAnnie a marzo 2020 riporta un incremento del 35% dei download dei mobile game rispetto a due mesi prima. Il trend era già in atto, ma l’accelerazione è fortissima. Si stanno diffondendo nuove piattaforme di gioco in streaming e/o basate su subscription che permettono agli utenti di provare sempre più rapidamente nuovi giochi (Apple Arcade, Google Stadia, Xbox Game Pass, ecc.). Al contempo le piattaforme per condividere sessioni di gioco o seguire i propri eGamer preferiti riscuotono un successo crescente. Amazon Twitch, Microsoft Mixer, YouTube Gaming Live e Facebook Gaming sono la dimostrazione che i “big” hanno già iniziato una battaglia che vale milioni di dollari. Anche l’hardware è in “fibrillazione”: da un lato piattaforme per la realtà virtuale (Oculus Quest di Facebook è andato Out of Stock a più riprese, negli ultimi mesi), dall’altra console sempre più potenti (è stata da poco presentata la Sony PlayStation 5, prevista per la fine di questo 2020). Il videogame diventa sempre di più veicolo di budget pubblicitari stellari, e al tempo stesso “ambiente ideale” per product placement e brand awareness.
Vi aspettiamo per la conclusione di questa analisi sulle tendenze del marketing 2020 post COVID-19, con la seconda parte che pubblicheremo a breve.
Parleremo di omnichannel customer experience e human relations.
6) I webinar rappresentano una grande occasione per provare nuovi relatori e nuovi argomenti
Visto l’elevato volume di webinar che abbiamo programmato e la vasta gamma di partecipanti che si sono uniti ai nostri webinar (aree geografiche diverse, varie professioni e livelli di esperienza) abbiamo deciso di cogliere questa opportunità per proporre alcuni nuovi oratori e argomenti insieme a contenuti e relatori già consolidati e sponsorizzati. Questo ha reso possibile conoscere alcuni nuovi speaker che prima non conoscevamo da proporre per un eventuale futuro evento dal vivo. Abbiamo poi raccolto molti consigli dai partecipanti post-evento attraverso moduli di feedback semplici, brevi e mirati per ottenere una fotografia “istantanea” dell’esperienza.
7) I relatori hanno bisogno di incentivi per partecipare ai webinar
Dobbiamo essere sinceri fino in fondo, abbiamo pensato che sarebbe stato davvero facile confermare gli speaker per il nostro programma di webinar, ma invece è stato molto più complicato del previsto.
Ciò che abbiamo capito è che, anche se chiediamo un minore coinvolgimento ai protagonisti in termini di tempo e di viaggio, è sempre necessario facilitare il più possibile il loro compiti. Abbiamo lavorato per creare un onboarding per fornire loro tutti gli strumenti necessari per affrontare al meglio l’esperienza. Una cosa che è stata molto apprezzata dai nostri oratori è stata la registrazione e la pubblicazione del loro webinar su YouTube in un arco di tempo relativamente veloce.
8) Al pubblico on line piace quando comunichi con loro
Durante uno dei nostri webinar è capitato a un certo punto che l’audio non funzionasse per il relatore. In diretta abbiamo spiegato al pubblico sia a voce sia con messaggi di testo quello che stava capitando e come stavamo cercando di risolvere il problema tecnico. La risposta è stata molto positiva: i partecipanti hanno scritto i loro suggerimenti su come risolvere il problema con simpatiche battute. Non è stato perso nessuno spettatore durante il periodo di attesa, nemmeno uno. In base alla nostra esperienza possiamo affermare che la comunicazione più semplice, anche riguardo alla risoluzione di un problema, è sempre premiante.
9) Il coinvolgimento dei partecipanti non deve essere complicato
Questo argomento è stato in parte già affrontato nel punto precedente.Nel caso dei webinar di droidcon – dove gli eventi comprendevano più relatori e presentazioni, una mostra digitale ed elementi di networking – le aspettative per il coinvolgimento del pubblico sono più alte rispetto ad altri format.
I webinar generalmente sono presentazioni singole con aspettative piuttosto basse per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico. Come già accennato in precedenza, abbiamo lavorato molto per migliorare l’usabilità e l’interazione per i relatori e i partecipanti. I nostri saluti e i testi utilizzati sulla barra dei messaggi hanno suscitato grande coinvolgimento e interazione. Tutto questo è fondamentale per il webinar? Ovviamente no. È un extra che crea un’esperienza personalizzata per i partecipanti? Assolutamente sì.
10) Stessa metodologia organizzativa sia per i webinar sia per gli eventi dal vivo
La qualità dell’esperienza dei nostri eventi è sempre stata fondamentale per noi. Da sempre siamo alla ricerca di miglioramenti che coinvolgano in modo positivo i relatori, gli sponsor, i partner e i partecipanti. La stessa ricerca ha accompagnato anche i nostri webinar. Abbiamo lavorato per migliorare tutte le parti del processo organizzativo: pianificazione, comunicazione, grafica, contenuti e altro ancora. I risultati? La percentuale di iscritti ai webinar è in costante aumento. Tra i tanti feedback ricevuti abbiamo registrato testimonianze molto interessati
“I webinar di Droidcon Italia hanno dato a Bluetooth SIG la possibilità di condividere i recenti ed entusiasmanti progressi della tecnologia Bluetooth con gli sviluppatori Android in un momento in cui non era possibile riunirsi di persona. Il nostro pubblico dei webinar è stato davvero coinvolto e l’intera esperienza è stata eccellente!”
In conclusione…
In base alla nostra esperienza i webinar offrono un ottimo modo per rimanere in contatto con una comunità Android e conoscere nuovi relatori e contenuti. Naturalmente ci sono differenze nel processo di organizzazione tra gli eventi dal vivo e quelli in digitale, ma ci sono anche parallelismi tra la sede e la piattaforma, le prove e il “green studio”, ecc. Durante questi mesi abbiamo scoperto che l’essere aperti alla sperimentazione di nuovi strumenti e piattaforme ha contribuito a migliorare i nostri webinar e che continuare a concentrarsi sui dettagli ha portato a un’esperienza di alta qualità per tutti i soggetti coinvolti.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Wolfgang, nel 2003 nasce Droplet. Ti va di raccontarci la sua storia?
“Droplet nasce a seguito di quella che era stata la grande disillusione di Internet. Tra il 1996 e il 2000 c’era stato il boom delle Internet Company e molte aziende erano entrate in borsa promettendo grandi fatturati. Tutto questo non era successo e nessuno più credeva nel web. In quel periodo avevamo trent’anni e avevamo subito capito che pubblicare un contenuto e vederlo immediatamente disponibile a decine di miglia di distanza era un fenomeno dal quale non si sarebbe più tornati indietro. L’altra cosa di cui ci siamo accorti in quel periodo è che la moda italiana non era ben rappresentata all’estero: in America, per esempio, i prodotti di moda italiana dei grandi marchi erano presenti soltanto nelle grandi città e se volevi comprare una borsa made in Italy dovevi prendere l’aereo. Ci siamo accorti ancora che c’era un bel differenziale di prezzo tra il prodotto italiano e quello americano. Abbiamo fatto due più due e abbiamo fondato Droplet, una gocciolina nel mare del web, e creato il nostro primo sito di e-commerce, Styledrops.com. Da allora ci siamo messi a vendere su internet accessori di moda italiana con più di 75.000 clienti ricorrenti e abbiamo spedito in 140 nazioni nel mondo. Una decina di anni fa è poi capitata un’altra cosa importante; a un certo punto produttori, rivenditori, terze parti, agenzie di trading si sono messi tutti a vendere prodotti online e noi abbiamo capito che avevamo l’opportunità di rivolgerci ad altre aziende fornendo servizi di e-commerce a 360°”.
Se non avessi creato Droplet?
“Questa è una domanda molto difficile perché vuol dire riflettere su una possibilità del passato. Io in realtà non ho iniziato a fare questo lavoro, non ho iniziato a fare e-commerce, non ho iniziato a occuparmi di internet, anche perché per tutte queste cose il mio mestiere non esisteva. Con il web è stato amore a prima vista. Se non avessi creato Droplet penso che avrei comunque creato Droplet o un’azienda che si sarebbe occupata di web e di e-commerce perché entrambe sono passioni forti per me”.
Quali sono i punti di forza di Droplet?
“Droplet ha una caratteristica particolare rispetto ad altre aziende che fanno lo stesso mestiere: ha fatto e-commerce in prima persona. Quindi noi portiamo sulle nostre spalle un’esperienza di ormai 17 anni di e-commerce e capiamo perfettamente quali sono le cose necessarie per vendere online. Un errore che vedo fare spesso è considerare il proprio sito come punto di arrivo. Il sito è il punto di partenza. Vi sono tutte una serie di attività come il social media management, il digital marketing, come la costante cura del catalogo per offrire al cliente un servizio migliore, di marketplace, di assistenza clienti. Noi ci siamo sempre occupati di spedizioni internazionali e conosciamo bene tutte le problematiche dei dazi. Rispetto ad altre aziende il nostro punto di forza è quello di riuscire a instaurare un dialogo con i nostri clienti supportandoli nel loro percorso di e-commerce con le attività che sono per loro importanti”.
Quale tipo di metodologia utilizzate nello svolgimento dei progetti?
“Nello svolgimento dei progetti cerchiamo di utilizzare perlopiù metodologie AGILE, cioè con sviluppi di prodotto costante e incrementale: ogni 15 giorni cerchiamo di far vedere al cliente un pezzo nuovo di progetto. Oppure cerchiamo di utilizzare metodologie DevOps, quindi con la possibilità di avere costantemente nuove funzionalità in produzione. Questo perché riteniamo sia meglio avere un feedback immediato del cliente. Ancora meglio riteniamo se si può avere il feedback degli utenti invece che avere cicli di lavorazione molto lunghi di 5-6 mesi o peggio un anno per cui non si sa mai se il prodotto realizzato avrà successo oppure no”.
Negli ultimi due anni avete lavorato insieme a Synesthesia su diversi progetti in ambito e-commerce. Quanto è stato importante lavorare con Synesthesia? Qual è stato il suo apporto?
“Synesthesia è un’azienda che ci piace moltissimo per una serie di motivi. Cercherò di elencarne alcuni, ma non penso siano esaustivi. Il primo è che pensa costantemente all’innovazione e al futuro ed è in grado di cogliere per i propri clienti e partner quelli che sono gli spunti tecnologici più importanti, cioè quelli che sono in grado di creare business. Il secondo motivo è rappresentato dalla sua capacità di fare network con altre aziende. Il campo digital è vastissimo e con molte specializzazioni. Per le piccole e medie aziende non è facile avere tutte le competenze digitali al suo interno. Synesthesia è riuscita a fare network con altre aziende e partner, per cui c’è sempre uno scambio prolifico e utile di competenze e di aggiornamenti di tecnologie. Per noi è importante fare squadra con Synesthesia su progetti che per noi sarebbero troppo impegnativi. Un po’ come una sorella maggiore riesce a coinvolgerci su progetti che hanno importanza anche internazionale. Con Synesthesia abbiamo creato team di sviluppatori Magento con 5-6 programmatori che hanno lavorato in ambito AGILE su progetti a livello corporate, cosa che difficilmente Droplet avrebbe potuto fare da sola”.
Quali sono gli scenari futuri che attendono Droplet?
“Gli sviluppi futuri che attendono Droplet sono connessi con l’evoluzione dell’e-commerce. Ormai da 5 anni si parla di due tendenze: il multi-channel e l’omnichannel. Il multi-channel è la possibilità di sviluppare canali di vendita diversi. Le aziende popolano i canali di Facebook, e-commerce e il negozio fisico in modo indipendente. Invece, l’omnichannel rappresenta una tendenza molto più pervasiva perché le aziende provano a costruire quello che viene definito una customer journey unica, per cui io posso vedere un prodotto su Facebook, andarlo a provare in negozio e acquistarlo sul sito dell’azienda. Questo approccio fino a qualche tempo fa veniva stigmatizzato. Negli ultimi anni in Cina sono stati creati dei negozi in cui vai provi il prodotto e lo ordini sullo smartphone. Altri esperimenti nel mondo dell’e-commerce vanno in questa direzione. Vi sarà sempre più integrazione tra il mondo fisico e quello online. I filosofi parlano di mondo “on life”. L’altra grande tendenza è l’e-commerce guidato dai dati, il cosiddetto “data-driven”: avere a disposizione i dati serve a migliorare il digital marketing da un lato e dall’altro a strutturare dei percorsi all’interno del mio e-commerce per determinate tipologie di utenti. Posso quindi creare dei cluster di utenti ordinati per tipologia. Si tratta di settori molto impegnativi che coinvolgono l’intelligenza artificiale e settori avanzati a livello tecnologico.
L’ottica è sempre quella di dare ai clienti di Droplet un’esperienza full-service il più possibile completa. Per questo è importante per noi appoggiarci ad aziende come Synesthesia che possono fare da guida verso nuovi scenari e nuove tecnologie”.
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