Già nel 1999 Zygmunt Bauman scriveva ne “La società dell’incertezza” che l’attuale ordine sociale, così come è concepito, ci induce a vivere inevitabilmente in uno stato di disordine globale, dove non c’è posto per la stabilità. Pandemie globali, instabilità geopolitica, disordini culturali: per le organizzazioni cercare di dare un senso a tutto questo probabilmente non è mai stato così difficile. Si tratta di una condizione di disorientamento generale che porta con sé un senso diffuso di difficoltà a comprendere il futuro e conseguentemente a prendere le “giuste” decisioni.
L’acronimo VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) – introdotto e adottato per la prima volta dal US Army War Collage di Carlisle in Pennsylvania, per descrivere il mondo complesso e incerto all’interno del quale ci trovammo a vivere dopo la Guerra Fredda – sembra descrivere correttamente la situazione di cambiamento che stiamo vivendo. Ma che cosa significa esattamente VUCA?
Il significato di VUCA
L’acronimo racchiude in sé quattro concetti emblematici:
- Volatilità (Volatility), indica la rapidità dei cambiamenti non previsti in un determinato contesto socio-economico. Si tratta del parametro più difficile da prevedere per un’azienda (per esempio, le fluttuazioni dei prezzi del gas o del petrolio dovute a crisi geopolitiche improvvise).
- Incertezza (Uncertainty), esprime lo stato di incapacità di comprendere un cambiamento in atto. Maggiore sarà l’indice di incertezza nella comprensione di quello che sta accadendo, maggiore sarà la difficoltà di previsione e quindi di decisione.
- Complessità (Complexity), fa riferimento ai contesti dove è presente una grande interconnessione di fattori, dove vi è, di conseguenza, una crescente difficoltà nel valutare tutte le relazioni reciproche, le variabili e i rischi possibili.
- Ambiguità (Ambiguity), accade quando mancano informazioni complete su un determinato fenomeno. Maggiori sono le ambiguità, maggiore sarà la difficoltà a giungere a conclusioni certe.
Crescere nell’era del VUCA
Secondo Philip Kotler e John A. Caslione la maggior parte dei leader politici ed economici hanno realizzato che l’ambiente VUCA è una condizione permanente e non un fenomeno transitorio. In queste circostanze è necessario monitorare rapidamente i cambi di rotta nelle varie aree di business e spingere l’innovazione, ad esempio attraverso azioni di marketing e di data analytics.
Per le aziende affrontare l’era del VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity) significa far fronte a una situazione di business molto complessa che porta a una interazione sociale sempre più limitata. Sono cambiati i modelli di comportamento della società e di conseguenza anche le esigenze quotidiane e i bisogni. I consumatori di oggi, per esempio, sono fortemente dipendenti dai modelli di acquisto online.
Nei casi di grande volatilità e incertezza il modo più efficace per le organizzazioni di reagire è quello di investire sui dati. Maggiori saranno, infatti, i dati a disposizione e migliori modelli statistici si otterranno per fare previsioni sulle cause e sulla durata di un determinato evento non previsto. La corretta interpretazione delle informazioni aiuterà, inoltre, a leggere meglio la complessità dello scenario e a indirizzare la scelta dell’organizzazione verso la soluzione più efficace.
Già nel 2017 la OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sosteneva che l’innovazione delle organizzazioni nella società digitale è strettamente legata a settori come cloud computing, augmented reality, big data, machine learning. Lo sviluppo di processi di decision making efficaci richiede dunque inevitabilmente il processamento dei Big Data e il fatto che si tenga in considerazione il cambiamento dei consumatori e degli stakeholders dovuto all’estensione della mole di informazioni disponibili.
Quando la risposta arriva dal digitale: una sfida (continua) per le PMI?
Il mondo del marketing e quello dell’industria digitale non sono esenti dalla condizione dettata dal contesto VUCA, il modo in cui si promuove e comunica cambia costantemente e deve continuare a evolvere. Le tecnologie e le soluzioni che possono adattarsi e funzionare in una realtà VUCA richiedono nuove competenze, innovazione e l’impiego di framework agili.
Per una PMI gestire questo tipo di complessità non è affatto semplice. Non è facile trovare la giusta soluzione per il business affrontando questo fenomeno con il giusto approccio perché nella maggior parte dei casi non si ha il tempo necessario per farlo oppure manca la giusta serenità. Secondo Marco Cavingioli, un ribaltamento di prospettiva è possibile riformulando l’acronimo VUCA con le nuove “parole antidoto”: Vision / Visione, Understanding / Comprensione, Clarity / Chiarezza, Agility / Agilità.
Cavingioli nel suo post del blog “La PMI Italiana in un mondo “never so much VUCA” e la saggezza della delega” propone di ricorrere alla cosiddetta “saggezza della delega”: delegare a terzi (anche in outsourcing) i temi non core business dell’azienda è senz’altro una soluzione efficace che semplifica tutti quei processi che rallentano la sua crescita. Tutto questo aiuta certamente ad avere una vision migliore e a trasformare una buona idea idea di business in un’idea vincente:
“In rete puoi trovare riflessioni, contributi e bibliografia per farti una cultura e cercare di utilizzarla per affrontare e risolvere questa complessità, alla ricerca della “tua semplicità”, alla ricerca della “semplicità della tua azienda”.
Oggi in molti contesti socio-economici del mondo la crescita è guidata dalle micro, piccole e medio imprese (MSME) e dalle strategie di marketing digitale applicate. In Indonesia, per esempio, funziona così dal 2017. L’estrema flessibilità delle organizzazioni e l’atteggiamento di apertura nei confronti delle nuove strategie di marketing digitale hanno reso possibile e rapidissimo il processo di crescita e adattamento ai cambiamenti sociali che si stavano verificando. La concorrenza nata da questi fenomeni ha stimolato, di conseguenza, le PMI indonesiane a investire sulla formazione, sull’acquisizione di nuove competenze in ambito tecnologico e informatico e sull’utilizzo di nuovi canali per promuovere i propri prodotti. I risultati sono stati sorprendenti: l’Ufficio Centrale di Statistica ha dimostrato che l’empowerment delle MSME ha contribuito a trainare l’economia nazionalefino a raggiungere un aumento strabiliante e inatteso del 60% del Prodotto Interno Lordo (PIL).
Questo importante impulso economico deriva certamente da una capacità di adattamento e quindi da una risposta efficace data tempestivamente al cambiamento che si stava verificando. Quello appena citato, ovviamente, è solo un esempio che però ci fa ben sperare. Le possibilità di crescita sono pressoché infinite. Grazie al digitale tutto questo è possibile.
In conclusione
Come abbiamo visto finora, ogni aspetto della nostra realtà è investito dal fenomeno VUCA. Tutte le organizzazioni ne sono profondamente influenzate (anche le più piccole). Oggi l’utente medio è sempre più connesso e più informato. Se vogliamo ancora offrire ai nostri clienti e partner prodotti/servizi innovativi e originali occorre, dunque, cambiare mentalità, strategia di leadership e promuovere una cultura Agile.
Synesthesia elabora soluzioni di marketing, data analytics, indagini di mercato personalizzate sulla base delle necessità del cliente, con l’obiettivo di supportare la sua attività nel raggiungimento di concreti risultati di crescita sul mercato globale.
Scopri le nostre strategie all’interno della pagina dedicata o chiedi ai nostri esperti.
Autore: Luca Greco (Copywriter di Synesthesia)
Ciao Fabrizio, presentati. Di cosa ti occupi in Synesthesia?
“Ciao a tutti, sono Fabrizio e sono in Synesthesia dal 2016. Mi occupo di sales e marketing”.
Quando valuti una persona che vuole entrare nel tuo team, qual è la prima cosa che prendi in considerazione?
“Valutare una persona che vuole entrare nel mio team è un’attività molto impegnativa, che richiede un grande senso di responsabilità. Io valuto tre cose: prima di tutto c’è un aspetto di profondità tecnico-professionale, perché il lavoro che svolgiamo richiede competenze che sono codificate in percorsi di studio o altre esperienze lavorative pregresse; poi faccio un’analisi della persona a livello empatico, che per me è molto importante, perchè penso che questo sia effettivamente un fattore distintivo di successo: dal momento che viviamo in un mondo che evolve alla velocità della luce (e il lavoro che svolgiamo noi, in particolare, va a una velocità ancora maggiore) è essenziale avere il giusto “imprinting” culturale.
Infine, il terzo punto è la capacità di ascolto. Noi siamo chiamati a dare risposte complesse a problemi che sono espressi in maniera semplice ma possono essere davvero molto articolati. Una delle cose principali, quindi, è la capacità di ascoltare e ovviamente di comprendere quello che i nostri clienti e le persone con cui ci relazioniamo ci dicono ogni giorno. Questo penso sia il punto differenziante. La capacità professionale è la base, ma senza la capacità di ascolto, una capacità empatica e un contesto culturale, l’efficacia è davvero molto bassa. Per me, quindi, questi aspetti sono importantissimi”.
Il mondo del lavoro è cambiato molto negli ultimi anni, sia per i contenuti, sia per come le tecnologie hanno influenzato le nostre vite. Cosa è cambiato in bene, secondo te, e cosa invece non ti piace e cambieresti?
“È davvero cambiato moltissimo. Io ho 52 anni e quindi ho vissuto altre “ere” del mondo del lavoro e la rivoluzione digitale ha creato una discontinuità schumpeteriana: una distruzione creativa e un cambiamento epocale.
Questo cambiamento ha portato moltissimi benefici in termini di efficacia ed efficienza, ha portato anche più libertà, un migliore accesso all’informazione e penso che questa sia una cosa estremamente positiva, che garantisce emancipazione e la possibilità di formarsi una propria idea.
Credo, però, che chi conosce la tecnologia e domina questi meccanismi di comunicazione che sono ubiqui (io dico sempre che oggi ci sono più persone nel mondo che hanno in mano uno smartphone rispetto a quelle che hanno accesso all’acqua potabile) ha portato a una distorsione del sistema perché chi sa utilizzare questi meccanismi a volte li usa contro l’interesse collettivo. Ci sono moltissimi esempi in merito e teorie come la “bolla di filtraggio”, la bubble theory. Questo rappresenta una grande minaccia.
Penso che ci sia una risposta, però. La cultura e quindi la capacità delle persone di conoscere il mezzo tecnologico e di utilizzarlo in modo consapevole. L’altra via potrebbe essere la regolamentazione e avere, dunque, qualcuno che ci aiuti a gestire questi mezzi anche se, su questo punto, non sono convintissimo e occorre capire chi sono i regolatori.
Un po’ di anarchia ha fatto bene allo sviluppo della tecnologia e alla diffusione dell’informazione. Ci sono tante opportunità che sono difficilmente manovrabili e penso che questa sia anche una delle missioni che abbiamo noi come azienda: utilizzare consapevolmente la tecnologia e far sì che diventi uno strumento per i nostri clienti. Progetti come FuturMakers io ritengo siano davvero formidabili, perchè quando sento parlare di utilizzo consapevole della tecnologia nei ragazzi, oltre a tutto quello che ho appena detto, vedo anche la limitazione ad alcune minacce che effettivamente il mondo digitale e il mondo di internet presentano ai più giovani”.
C’è una frase preferita o una citazione a cui sei affezionato e che ti guida nel tuo agire quotidiano?
“Ultimamente ne ho fatta mia una che è attribuita a John Lennon ma come sempre quando si parla di citazioni, non so se sia vero. Tuttavia a me piace molto, ed è:
“la vita è quello che ti succede mentre decidi cosa fare”.
Credo che fotografi l’atteggiamento giusto: la costruttività, l’intraprendenza e anche il senso del dovere che ognuno di noi può avere nel fare il suo percorso umano e professionale”.
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Stone Italiana ha una grande tradizione nel settore della superfici in quarzo e marmo ricomposto. Come è cambiata la sua storia nel corso degli anni?
“Stone Italiana è nata nel 1979. È stata un po’ la pioniera nel mondo delle superfici composite: prima il marmo, poi il quarzo ricomposto e ora una nuova materia che andremo a presentare. Sono molto orgogliosa di questa storia che stiamo portando avanti in famiglia. Stone Italiana è nata con una visione diversa perché, ovviamente, i tempi erano altri. Questo tipo di impianto era nato per imitare qualcosa di più prezioso: doveva essere un’azienda che facesse un materiale industriale composito, che imitasse il granito.
La nostra identità si è evoluta perché abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo che avesse un’identità propria. Questa è un po’ l’evoluzione e il DNA che ci portiamo dietro da allora, cioè quello di continuare ad essere diversi e innovativi. Quindi, non è più stata un’imitazione, ma abbiamo cercato di fare cose diverse, abbiamo dato all’architettura e al mondo del design nuove opportunità con nuovi materiali che prima non esistevano sul mercato”.
Synesthesia e Stone Italiana hanno molte cose in comune. Entrambe le aziende puntano sull’innovazione, sull’eccellenza e sulla crescita sostenibile. In quale misura questa visione può contribuire al successo del brand?
“Senza dubbio ci siamo trovate in sintonia già dal primo incontro. Quando ci siamo conosciute abbiamo iniziato a esplorare i mondi delle due società e abbiamo trovato molti punti in comune. Sicuramente l’innovazione, la ricerca e soprattutto la visione verso un futuro più sostenibile. Synesthesia ci sta dando un grande supporto per il lancio di un nuovo materiale sostenibile che si chiama Cosmolite®. Oggi come allora (nel ‘79), così come quando abbiamo lanciato il marmo ricomposto, ci troviamo di fronte a un materiale che non esiste sul mercato. Siamo i primi al mondo a realizzarlo.
Synesthesia ha una filosofia simile alla nostra: conosce il valore di questo prodotto e lo sa comunicare nel migliore dei modi. Questo è un fattore che ci può aiutare tantissimo”.
Synesthesia è stata scelta per riposizionare il brand di Stone Italiana ribadendo la sua vocazione green e sostenibile. Finora sono stati raggiunti obiettivi molto importanti per Stone Italiana, che ci rendono orgogliosi. Ora ce ne aspettano altri, come per esempio il lancio di CosmoliteⓇ. Qual è la tua opinione su quello che è stato fatto finora? Che cosa ti aspetti da questa collaborazione nei prossimi anni?
“Ho trovato in Synesthesia il partner ideale. È come se avessi un aiuto interno. Non è un fornitore. Riusciamo a confrontarci e a trovare le soluzioni. Riuscite a darmi delle idee. Tante volte ho avuto degli spunti importanti anche da voi. È come lavorare in famiglia, è uno scambio di idee e di opinioni.
Siamo partiti da un progetto importante, che era il riposizionamento del marchio. Synesthesia ha, quindi, portato una ventata di freschezza per quanto riguarda il nuovo design e la grafica. Si trattava di un obiettivo basilare, ma non scontato. È stato fatto un lavoro preciso e attento, anche perché il mio timore all’inizio era cercare di capire che cosa lasciare e cosa trovare di nuovo. Le esigenze dell’azienda sono state interpretate perfettamente. Da lì siamo poi partiti con il sito e con i social. Quello che facciamo è portare avanti in maniera perfetta un lavoro a quattro mani. In futuro, quindi, mi aspetto molto più di quello che finora abbiamo già ottenuto”.
Siamo pronti!
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Short Bio
Sono Giulia Bruno e lavoro nel team marketing di Synesthesia dal 2016. Amo pianificare e dar vita a strategie creative per i clienti che seguo. Sono costantemente aggiornata sul mondo digitale e mi piace sperimentare nuove forme di comunicazione con il mio team. Credo nella forza del gruppo, nel lavoro di squadra e nel confronto quotidiano con i colleghi.
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Short Bio
Sono una pedagogista, affascinata dal mondo delle ICT, con l’obiettivo di intrecciare la mia passione per l’educazione con le nuove tecnologie.
Dal 2021 mi occupo del coordinamento didattico di corsi di tecnologia per l’avvicinamento al mondo STEM delle persone giovanissime, per FuturMakers e GirlsTech.
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Short Bio
Sono Marco Roberti e faccio parte del team Amministrazione di Synesthesia. Nel corso degli anni l’azienda mi ha permesso di estendere le mie competenze informatiche anche in ambito amministrativo. Oggi mi occupo di fatturazione, consuntivazione e parte gestionale dell’azienda.
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Viviamo nell’era dello smart working, ma sempre più professionisti e aziende scelgono di crescere condividendo idee e luoghi di lavoro.
Abbiamo creato Studio 127 per offrire a noi stessi e ai nostri partner un nuovo modo di lavorare, in un ambiente sostenibile, curato nel design e ovviamente all’insegna del comfort e della tecnologia.
Lo Studio 127 per noi non è solamente un luogo, ma un modello moderno e sostenibile di ufficio. Lo abbiamo disegnato pensando a noi stessi e a come vogliamo vivere gli spazi di lavoro e lo abbiamo riempito di bellezza, perché le case devono essere funzionali, ma anche belle e divertenti.
Ed è per questo che lo abbiamo definito “smart space”. Uno spazio da vivere, fuori dagli schemi, ma anche con semplicità e normalità.
L’inaugurazione si terrà il 29 settembre, dalle 18:00 alle 22:30 presso la sede di corso Dante 127
Durante l’evento potrai visitare i nuovi spazi e partecipare alla mostra “Un mostro? Pussa via!” organizzata da Bianco Tangerine e da Nebulosa del Granchio per i Graphic Days 2022.
Ma non finisce qui: durante la giornata saranno attivi i laboratori gratuiti di FuturMakers dedicati ai più piccoli, con i nostri coach pronti a seguirli in tutte le loro evoluzioni tecnologiche.
“UN MOSTRO? PUSSA VIA!”
(Graphic Days 2022)

L’appuntamento dedicato al tema dei mostri prevede un’esposizione di 6 infografiche illustrate e 40 illustrazioni realizzate da numerosi disegnatori in esclusiva. La mostra si colloca all’interno della manifestazione Graphic Days 2022, dedicata al mondo della grafica e del design, che si svolge a Torino dal 17 settembre all’8 ottobre 2022.
I laboratori di FuturMakers

Dalle 18:00 alle 21:00, bambinƏ e ragazzƏ (dai 7 ai 15 anni) potranno partecipare ai 2 laboratori gratuiti organizzati dalla scuola di tecnologia FuturMakers cimentandosi in sessioni di gaming, con la possibilità di creare videogame attraverso linguaggi di programmazione a blocchi come Scratch. Durante i laboratori sarà possibile anche assemblare e programmare un robot educativo Mbot. Avviciniamo i ragazzi al coding e alla tecnologia in modo divertente, semplice e stimolante!
L’ingresso è gratuito, ma per partecipare è indispensabile prenotarsi. Le aule sono predisposte per accogliere anche i genitori che potranno assistere ai laboratori.
Vieni a trovarci? Ti aspettiamo!
Una piccola selezione di foto del nuovo Studio 127
Stella polare per la community globale che opera attraverso il sistema operativo di casa Google, droidcon Italy è pronta ad aprire le porte della sua nona edizione e lo fa in modalità ibrida. Il 6 e 7 ottobre 2022 presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino e in diretta streaming, la kermesse dedicata alle novità e sfide del development per Android si riconferma come un’occasione unica di formazione, condivisione e networking. Per la prima volta, inoltre, gli studenti e gli junior developer potranno partecipare gratuitamente all’evento nella giornata a loro dedicata del 5 ottobre, incontrando le aziende sponsor e conoscere dal vivo le opportunità di carriera.
droidcon Italy 2022 sarà Carbon Neutral
L’evento, targato Synesthesia – digital experience company torinese, per l’edizione 2022 non si è limitato al consolidato programma di speech di alto livello ma si è spinto verso una dimensione più “umana”, più sostenibile. Droidcon Italy sarà infatti tra le prime tech conference a essere Carbon Neutral e a ridurre quindi l’impatto ambientale che anche le conferenze tecnologiche comportano. Grazie al partner @Up2You, verranno calcolate le emissioni di CO₂ non riducibili prodotte dall’evento e che saranno neutralizzate con progetti certificati secondo i più alti standard internazionali, Verified Carbon Standard e Gold Standard. Per ogni chilogrammo di CO₂ prodotto dall’evento, altrettanta CO₂ sarà catturata, andando così ad azzerare l’impatto dell’evento. Tramite un codice personale, tutti gli invitati potranno partecipare attivamente a questa iniziativa, scegliendo quale progetto di Up2You sostenere.
Il programma
La sostenibilità e un programma intenso, con prestigiosi speaker collegati da ogni angolo del pianeta e in presenza presso la suggestiva location del Mauto, fanno di Droidcon Italy un evento ricco di spunti di riflessione, confronto e occasioni di business. Un appuntamento imperdibile e che trova nel keynote di apertura la chiave di lettura dell’intera kermesse. Sarà Laurence Moroney, AI Lead at Google, a dare il benvenuto a più di 300 partecipanti live e ai 400 collegati da remoto attraverso uno speech interamente dedicato all’AI e al Machine Learning, alle opportunità che queste offrono agli sviluppatori e cosa Google sta facendo per rendere più semplice l’inserimento in ogni toolbox degli sviluppatori Android.
Grazie poi al contributo di oltre 30 speaker professionisti tra cui Ayushi Gupta di Zalando, Marco Gomiero di TIER, Gerard Paligot di Decathlon, Pietro Maggi di Google e molti altri, i temi trattati durante la due giorni di evento saranno diversi e toccheranno vari aspetti tra cui Kotlin e Compose ma anche testing, design, security e tutte le novità del sistema operativo di casa Google.
A guidare l’evento è Advento.live, la divisione eventi di Synesthesia, nata per creare eventi digitali e ibridi con un’elevata componente di interazione con il pubblico.
Enrico Beraldo, Advento.live Director e Synesthesia Head of Events, specifica che:
“Siamo emozionati dal ritorno live di droidcon Italy dopo 40 mesi di assenza. La doppia formula con la quale abbiamo strutturato l’evento, ovvero l’esperienza dal vivo e ibrida, sta suscitando interesse nella community di sviluppatori che va oltre le più rosee aspettative. Non vediamo l’ora di accogliere tutti i partecipanti alla nuova edizione dell’evento più importante per gli esperti del settore”.
droidcon Italy 2022: i partner
La conferma del successo di droidcon Italy arriva anche dai partner di spicco presenti all’evento: Telepass digital riafferma il suo supporto alla kermesse diventando Main Sponsor della conference, mentre Subito, Empatica, Bitrise, Prima, DMA Group e Zebra affiancano Droidcon Italy come Prime Sponsors. Riconferme e nuove sponsorship rappresentano non solo la volontà di informare e informarsi sui cambiamenti e le possibilità date dal sistema operativo di Google, ma soprattutto la volontà di riconoscere il valore che droidcon Italy da nove anni porta all’interno del panorama internazionale di settore.
La nona edizione di droidcon Italy ha tutte le carte in regola per essere, ancora una volta, il format più apprezzato tra gli sviluppatori Android, grazie al know how del team impegnato nella sua realizzazione, all’attenzione costante verso le tendenze e al focus sulla community che da sempre rappresenta la base fondante del successo della kermesse.
droidcon vi aspetta il 6 e il 7 ottobre!
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.
Short Bio
ITA: Lucy James ha lavorato su eventi business-to-business per oltre 20 anni. Vanta una grande esperienza nella realizzazione di eventi internazionali. Lucy è inglese, vive in Italia da otto anni, con esperienze in Australia e a Singapore.
ENG: Lucy James has worked on large scale business-to-business events for over 20 years. She focuses on delivering an excellent event experience for participants and sponsors alike. Lucy is British, has lived in Italy for eight years via stops in Australia and Singapore.
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Ti presentiamo Barter
Barter è una piattaforma B2B di scambio che consente ai negozi retail di fare rete tra loro e di rifornire il magazzino in cambio di merce che altrimenti andrebbe svenduta. Nata nel 2020 da un’idea di Daniele Ghigo (Ideatore & CEO di Barter Srl e Sportification Lab Srl), la start-up torinese è cresciuta molto in pochissimo tempo: a soli due anni dalla sua nascita Barter attualmente conta circa 35 negozi aderenti nel settore dell’abbigliamento e delle calzature sportive (in Piemonte, Liguria e Lombardia).
L’app offre vantaggi notevoli per i negozi, tra i quali:
- mantenere magazzino bilanciato (senza “doppioni” o “buchi” di taglie), permettendo così di massimizzare le vendite e mantenere la fidelizzazione del cliente;
- evitare svendite e invenduti. Attraverso la piattaforma i prodotti vengono scambiati al prezzo di listino, permettendo di arrivare a fine campagna con magazzino minimo e poco invenduto;
- ridurre i riassortimenti di merce inutile e costosa (attraverso gli scambi sulla piattaforma ci si approvvigiona del necessario, evitando così riassortimenti di merce inutile solo per raggiungere il minimo d’ordine).
Premi e riconoscimenti
Barter ha da poco terminato il secondo round di investimenti. Questa operazione consentirà ben presto all’azienda di trovare risorse utili per il proprio percorso di crescita e di aprirsi anche ad altri settori, quali cosmesi e profumeria.
Le prospettive sono molto positive: a oggi le aziende coinvolte fanno parte dell’area nord-ovest dell’Italia. Prossima tappa? Il resto dell’Italia e poi l’Europa, dove il sistema distributivo dei grandi brand è già da tempo centralizzato.
A premiare gli sforzi fatti finora, lo scorso 28 giugno 2022 a Roma, è arrivato anche un importante riconoscimento nazionale per l’innovazione promosso dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Il supporto supporto strategico di Synesthesia
Synesthesia crede nell’open innovation e nella collaborazione sinergica con le altra aziende.
Come sostiene il suo Presidente Francesco Ronchi:
“Supportiamo le start-up attraverso specifici programmi di sviluppo e advisory che includono la condivisione di processi, idee e servizi, finalizzati all’accelerazione della crescita attraverso un supporto concreto sui fronti tecnologici, organizzativi e commerciali. Entrare a far parte di questo innovativo progetto imprenditoriale si inserisce in una serie di attività legate al settore della “retail tech”, sul quale Synesthesia lavora e investe da tempo.
Ridurre gli sprechi in modo “intelligente” ottimizzando la gestione dei magazzini attraverso il digitale è possibile: l’idea di Barter ci piace proprio perché incarna anche un modello virtuoso, etico e sostenibile di fare azienda. Favorire il dialogo e la collaborazione (anche a distanza) tra i retailer in ambito gestionale si riflette poi in modo positivo sul modo di pianificare delle aziende e conseguentemente anche sull’esperienza d’acquisto finale offerta al cliente”.
Come racconta Daniele Ghigo (ideatore e CEO di Barter Srl):
“Avere il sostegno di Synesthesia per noi è stato molto importante per comprendere le dinamiche e i processi di sviluppo del nostro progetto. Confrontarsi in maniera cadenzata con un mentor dedicato pronto a metterci di fronte a scenari anche scomodi e di difficile analisi ci ha permesso di esser più pronti a decisioni strategiche all’interno di un mercato in continuo cambiamento come quello del mondo Retail e della sua distribuzione dall’inizio della pandemia a oggi. L’esperienza e la professionalità messa in campo da Synesthesia ci ha reso più consapevoli, più forti, più dinamici e anche più squadra”.
Come dice Felice Di Luca (Business Development and Chief Quality Officer in Synesthesia):
“Abbiamo conosciuto Barter nel 2020. Si sono rivolti a Synesthesia perché cercavano un partner per lo sviluppo della loro app mobile. Quando gli abbiamo presentato il nostro servizio di supporto per l’accelerazione delle startup, hanno aderito con entusiasmo iniziando subito il percorso. Siamo diventati un loro partner strategico con l’obiettivo di supportare la definizione della strategia e cadenzare il ritmo dell’execution. Siamo entrati in stretto contatto con il team. Insieme a loro abbiamo vissuto i successi, i dubbi, i momenti di sconforto e quelli di incontenibile gioia. È sempre meraviglioso essere vicini alla crescita di una startup”.
Synesthesia è al fianco di chi vuole migliorare il mondo con il digitale
Il nostro obiettivo futuro è molto ambizioso e il nostro impegno è concreto. Continueremo a sostenere tutte quelle idee brillanti e innovative che vogliono migliorare la vita e l’esperienza di tutti attraverso il digitale. La nostra esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che tutto questo è possibile. Basta solo crescere nel modo giusto. Basta crederci. Basta farlo insieme a noi.
Alcune note aziende e start-up italiane, come Onyon, Wibo, Miacar (exit nel 2021), WeTaxi, CityAround, Bitmonds, Regusto, LastMinuteSottoCasa, Ponyzero (oggi FoodPony), Midori Energy, Morerecognition, lo hanno già fatto.
Come creare una nuova impresa con Synesthesia
Synesthesia fornisce servizi di mentorship, formazione, condivisione di spazi di lavoro e assistenza per il reperimento delle necessarie risorse tecniche e logistiche.
Con la tua idea di business e la nostra esperienza nel realizzare soluzioni per le start-up basate su opportunità di mercato, non ci sono limiti a quello che possiamo raggiungere insieme. Creiamo nuove occasioni di business insieme, unendo le idee e le risorse e cercando nuovi modi di fare impresa con una predilezione per il social impact.
Siamo pionieri nel campo imprenditoriale dell’innovazione: esploriamo il mercato, ci focalizziamo sulle aree che possono garantire i risultati migliori, individuiamo i punti deboli del percorso verso l’innovazione e andiamo alla ricerca di buone idee per rafforzarli.
Synesthesia è il tuo partner ideale per realizzare il prossimo grande passo: noi ti forniamo procedure consolidate di crescita, il know-how e la tecnologia necessari per lanciare la tua idea di start-up innovativa.
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