Introduzione alla RAG: Cos’è e come funziona
La Retrieval Augmented Generation (RAG) rappresenta una svolta nell’intelligenza artificiale, fondendo l’AI avanzata con dati specifici per trasformare l’interazione digitale. Questa tecnica permette ai modelli di linguaggio, come ChatGPT, di attingere informazioni da fonti esterne, fornendo risposte più precise e dettagliate.
Il modello di generazione di testo viene utilizzato per generare un testo, mentre la componente di recupero delle informazioni viene utilizzata per recuperare informazioni da un database esterno. Le informazioni recuperate vengono quindi utilizzate per migliorare l’accuratezza e la credibilità del testo generato.
Vantaggi della RAG rispetto ad altri metodi
Rispetto al fine tuning e al semplice prompt engineering, la RAG offre un approccio più dinamico e informato. I modelli possono accedere a “cassetti di memoria” esterni, superando i limiti del loro training corpus e fornendo informazioni aggiornate e pertinenti.
La RAG è particolarmente utile per compiti che richiedono una conoscenza approfondita di un argomento specifico. Per esempio, se si desidera generare un testo informativo sulla storia della Francia, la RAG può essere utilizzata per recuperare informazioni da database che contengono elevate quantità di contenuti e dati sulla storia francese, creando così testi completi e molto approfonditi.
Questa tecnologia può essere utilizzata anche per migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei modelli di generazione di testo. Ampliando il campo delle possibilità di generazione artificiale con l’utilizzo di informazioni specifiche (e anche di nicchia) è possibile anche spiegare come il modello ha generato il testo aumentando quindi affidabilità e correttezza.
Stiamo parlando quindi di un’evoluzione molto promettente per il mondo dell’AI generativa che ha il potenziale per migliorare l’accuratezza, la credibilità e la trasparenza di tutti i modelli di generazione di testo e in modo estremamente significativo.
Applicazioni della RAG nelle PMI
Le PMI possono sfruttare questa tecnica in vari modi:
- Assistenza clienti personalizzata – Chatbot RAG possono fornire risposte personalizzate basate su dati specifici del cliente.
- Supporto decisionale – Analisi in tempo reale di dati di vendita e feedback dei clienti per decisioni di marketing informate.
- Didattica Personalizzata – Applicazioni educative che offrono assistenza personalizzata agli studenti.
- Consigli medici personalizzati – Utilizzo di RAG in applicazioni sanitarie per fornire diagnosi basate su database medici aggiornati.
- Pianificazione di viaggi personalizzati – Agenzie di viaggio che usano RAG per suggerire itinerari basati su preferenze e condizioni attuali.
- Analisi finanziaria avanzata – Generazione di report personalizzati nel settore finanziario utilizzando dati di mercato in tempo reale.
- Operatività nel marketing – Generazione automatica di articoli di blog informativi sui suoi prodotti o servizi.
- E-commerce – Creazione di e-mail di marketing personalizzate per i propri clienti sul dominio specifico e con informazioni puntuali.
E nel futuro (prossimo)?
Sono 6 i filoni principali di sviluppo, secondo gli esperti.
1. Raggiungimento dell’AI Generale: la RAG può portare alla realizzazione dell’AI Generale (AGI), un’intelligenza che può affrontare ogni compito intellettivo umano.
2. Interazione naturale con gli Umani: attraverso la RAG, le AI potrebbero rispondere a comandi più astratti degli utenti, integrandosi più fluidamente nei processi umani.
3. Ragionamento Basato su Caso (CBR): l’apprendimento basato su casi risolti in passato potrebbe diventare più diffuso grazie alla RAG.
4. Semantica del Web: l’integrazione della RAG con la semantica del web può migliorare l’interazione dell’AI con le informazioni online.
5. Riduzione della dipendenza dai dati: con una RAG più sofisticata, l’AI potrebbe ridurre la sua dipendenza dai dati per l’apprendimento.
6. AI etica e normativa: la RAG può contribuire a creare un’intelligenza artificiale più etica e responsabile.
Conclusioni
Le potenziali evoluzioni della RAG nelle applicazioni AI sono entusiasmanti e potrebbero portare a un cambiamento significativo nella forma e nella funzione delle tecnologie AI di domani.
Il 2024 segna un punto di svolta per l’AI con la RAG, promettendo di cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con l’intelligenza artificiale. Le PMI devono abbracciare questa rivoluzione per rimanere competitive.
Synesthesia invita le PMI a scoprire come la RAG e l’AI possono essere adattate alle loro esigenze specifiche. Contattaci per incontrare i nostri esperti e esplorare le potenzialità della RAG per la tua azienda.
Come mai Taiwan è così importante per l’AI?
Nel piccolo stato di Taiwan, è presente la più grande azienda produttrice di chip AI avanzati, la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), che insieme a Samsung e Intel fornisce la maggior quantità di chip in tutto il mondo, in particolare ad aziende del calibro di Nvidia e Google. Taiwan, piccola isola dell’Asia orientale, vive da anni una situazione di conflitto con la Cina e questa tensione potrebbe creare non pochi problemi al futuro dell’intelligenza artificiale.
Questa situazione delicata potrebbe sfociare, secondo un buon numero di politici, in un’invasione della Cina proprio nel territorio di Taiwan, con conseguenze gravi per il settore dell’AI, che subirebbe un deciso rallentamento nella produzione e nello sviluppo.
La TSMC è fondamentale per questo mercato in quanto non si occupa esclusivamente della progettazione di chip, bensì della produzione utile a tutta la frontiera dei semiconduttori. Negli anni il colosso ha superato i competitor grazie a investimenti massicci, economie di scale e partnership lungo l’intera supply chain dei semiconduttori, riuscendo così a diventare indispensabile per il settore dell’AI e non solo.
I possibili scenari
Di fronte alla tensione sempre più crescente tra Taiwan e Cina, il governo degli Stati Uniti ha imposto un divieto di esportazione di chip AI avanzati verso la Cina, lanciando un chiaro segnale di schieramento a difesa dell’isola e del mercato dell’intelligenza artificiale.
Inoltre, sempre in territorio americano, la TSMC ha dichiarato l’intenzione di investire 40 miliardi di dollari nella costruzione di due nuove fabbriche produttrici di chip in Arizona, che puntano a essere attive già nel 2025.
Un’ipotesi di scenario, chiamata da Rob Toews la teoria dello “scudo di silicio”, prevede che la Cina rinunci alla possibilità di invadere l’isola per via della dipendenza dai chip taiwanesi. Questa teoria, però, non garantisce la sicurezza delle fabbriche della TSMC, in quanto in caso di attacco militare diventerebbero inoperative o, nella peggiore delle ipotesi, distrutte dagli stessi taiwanesi per impedire alla Cina di prenderne il controllo.
Come si stanno muovendo i competitor?
I maggiori competitor della TSMC sono Samsung e Intel, che a oggi non possono ancora vantare le stesse performance di produzione e di qualità dell’azienda taiwanese.
Samsung è in grado di produrre chip a tre nanometri, a differenza del colosso di Taiwan che, invece, produce chip AI a un nanometro, a dimostrazione di come la strada per colmare il divario tra i competitor sia ancora estremamente lunga.
Intel, un tempo prima produttrice di chip, ha affrontato diverse difficoltà nella transizione alle tecnologie a nodi avanzati, che ha portato la multinazionale americana a esternalizzare la produzione, proprio nei confronti di TSMC. Il nuovo CEO, Pat Gelsinger, ha dichiarato che mira a recuperare terreno entro il 2024, avviando un piano di produzione di chip a due nanometri, ma la sfida sembra particolarmente difficile e ambiziosa.
Sperando che la diplomazia prevalga nei confronti del conflitto per il bene della popolazione di Taiwan, non ci resta che attendere per osservare quale sarà il destino dell’intelligenza artificiale.
Robotica e ambiente: la natura come punto di partenza
La tecnologia, in particolar modo l’intelligenza artificiale, ha spesso imitato la natura perché quest’ultima ha dimostrato di essere un modello efficiente ed efficace per la risoluzione di problematiche complesse e sfide quotidiane. Durante il corso delle innovazioni è stato possibile osservare come gli algoritmi di AI possono ispirarsi sempre di più a meccanismi e principi presenti nel mondo naturale.
Lo ha dimostrato il gruppo di ricerca dell’Istituto italiano di tecnologia (lIT) di Genova, il quale ha realizzato i primi semi artificiali, chiamati Acer i-Seed, in grado di monitorare la temperatura del suolo senza avere un impatto negativo a livello ecologico.
Acer i-Seed: i semi-robot a basso impatto ambientale
Il gruppo di ricerca ha sviluppato i robot imitando i semi alati di Acer campestre, una specie particolare di acero. Grazie all’utilizzo della stampa 3D e di materiale biocompatibile e compostabile è stato possibile ricreare la struttura del seme, in cui sono presenti delle particelle fluorescenti sensibili alla temperatura. Come ha affermato Barbara Mazzolai, direttore associato per la robotica e direttore del laboratorio di robotica soft bio-ispirata dell’IIT, “imitare le strategie degli esseri viventi può essere cruciale per ottenere innovazione a basso impatto ambientale”. Gli Acer i-seed imitano il comportamento aerodinamico naturale dei semi che, grazie all’aiuto del vento e della loro particolare struttura, ruotano a bassa velocità, permettendogli di percorrere lunghe distanze prima del deposito sul terreno.
Allo stesso modo, i semi artificiali, vengono distribuiti su vaste aree grazie ai droni, così da poter monitorare la temperatura del suolo grazie alla variazione di luminescenza.
Il caso degli Acer i-seed: un esempio di come la robotica può aiutare l’agricoltura
Il caso di questi piccoli robot realizzati dai ricercatori italiani è solo l’inizio di ciò che il mondo della robotica di ultima generazione (grazie anche all’AI) potrà fare per aiutare gli essere umani e in particolare il mondo dell’agricoltura. Sembrano essere numerosi i vantaggi nell’utilizzo degli Acer i-seed, come:
- ecosostenibilità;
- peso e dimensioni ridotte;
- monitoraggio e identificazione delle temperature troppo elevate o troppo basse, in modo da poter comunicare all’agricoltore come proteggere le sue colture.
I vantaggi possono offrire numerosi benefici per i coltivatori come il miglioramento della produttività, la riduzione dei costi e dell’impatto ambientale.
I semi artificiali rappresentano un importante passo avanti nel mondo della robotica e dimostrano come questa disciplina possa essere utilizzata per aiutare l’ambiente e gli uomini a essere più sostenibili. Attualmente non compaiono problematiche legate al loro utilizzo su ampia scala.
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1. Sicurezza
I robot nel settore della sicurezza trovano applicazione in diverse aree per migliorare le operazioni e supportare l’essere umano in modo più efficiente. Un ambito di applicazione è quello della sorveglianza di aree come infrastrutture, impianti industriali o cantieri in costruzione.
I robot, dotati di sensori e telecamere, monitorano costantemente l’ambiente in modo dettagliato per rilevare anomalie o comportamenti sospetti. I robot possono essere utilizzati anche a supporto del pattugliamento autonomo in determinate aree come parcheggi, centri commerciali o aree urbane, grazie a dispositivi che sono in grado di rilevare intrusione e mandare immediatamente segnali di avvertimento alle autorità.
Un’altra applicazione della robotica alla sicurezza dell’uomo è quella a supporto del rilevamento dei pericoli: essi sono in grado, infatti, di accedere in ambienti pericolosi alla salute dell’essere umano e rilevare radiazioni, criticità naturali o strutture instabili per prevenire, per esempio, la fuoriuscita di sostanze tossiche o la rottura di strutture sensibili.
2. Manutenzione e logistica
I robot sono utilizzati, ormai da un po’ di anni, nel settore della manutenzione per automatizzare e semplificare una serie di attività. La robotica è utile per svolgere ispezioni visive e/o sensoriali su impianti, infrastrutture di diversa dimensione e attrezzature da lavoro e sono in grado di rilevare anomalie o guasti in esse, soprattutto in punti non raggiungibili dall’uomo. I robot possono, inoltre, essere applicati nella pulizia e nella sanificazione di ambienti ostili all’essere umano.
L’applicazione più rilevante dei robot in questo settore è quello della manutenzione predittiva: grazie a essi si può svolgere un monitoraggio costante dell’integrità degli ambienti controllati, attraverso una rapida e precisa analisi dei dati che permette la segnalazione di anomalie prima che si verifichi un guasto o un pericolo.
Un ulteriore utilizzo dei robot è quello a supporto della logistica e della gestione di magazzini. Con l’applicazione di infrastrutture robotiche è possibile velocizzare attività come la movimentazione di merci delicate, la gestione di grandi inventari e l’etichettatura di numerosi prodotti.
3. Sanità
La robotica e l’intelligenza artificiale possono collaborare in diversi ambiti a supporto delle attività umane, grazie alla capacità di apprendimento automatico e di elaborazione dati avanzata di quest’ultima.
I robot sono utilizzati, per esempio, in ambito sanitario con dispositivi in grado di somministrare cure personalizzate a pazienti, di assistere tutti gli operatori sanitari e di monitorare le condizioni vitali grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati da parte di applicazioni basate sull’AI.
Robotica e intelligenza artificiale sono impiegate anche nell’automazione industriale, nella produzione e nelle catene di montaggio: facilitano compiti come l’assemblaggio, il confezionamento, la selezione e l’ispezione di prodotti. Grazie all’AI, i robot sono in grado di svolgere un controllo qualità di prodotti industriali in maniera più precisa rispetto al controllo dell’essere umano.
Questa collaborazione, inoltre, è presente nella vita di tutti i giorni, poiché la robotica e l’intelligenza artificiale sono fondamentali nell’attività che gli uomini svolgono quotidianamente, come i chatbot, gli assistenti virtuali e i veicoli autonomi.
I robot stanno progressivamente rivoluzionando il mondo del lavoro, offrendo supporto a diversi settori e consentendo una maggiore efficienza e un’automazione di processi complessi. L’integrazione dell’AI ai robot moderni offrono, inoltre, opportunità sul mercato del lavoro per affrontare nuove sfide innovative. In contrapposizione, la possibilità che i robot sostituiscano completamente gli esseri umani in alcune mansioni è presente, ma non scontata.
Non ci resta che restare aggiornati sulle innovazioni in questo ambito, nel nostro Synblog pubblicheremo costantemente aggiornamenti e news su questo settore, resta sintonizzato/a per non perderti nessuna novità!
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Obiettivi dell’AI Act
L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato gli ultimi anni del mondo tecnologico e non solo, lo scenario di un mondo sempre più legato a questi strumenti è plausibile ma è fondamentale una regolamentazione che possa garantire la sicurezza di tutti.
Per questo motivo l’AI Act vuole assicurare che i diritti e le libertà dei cittadini siano sempre posti al centro dello sviluppo tecnologico, per garantire un corretto bilanciamento tra innovazione e protezione. Il principio alla base della norma è quello di responsabilizzazione e autovalutazione da parte delle aziende che producono sistemi di AI, che dovranno essere in grado di dimostrare che lo sviluppo delle tecnologie non lede in nessun modo i diritti fondamentali dell’uomo.
Un altro obiettivo ambizioso di questa legge è la promozione della leadership europea nel campo dell’AI: questa norma intende sostenere in particolar modo le PMI e le startup europee impegnate nella ricerca tecnologica, per poter recuperare terreno nei confronti di Stati Uniti e Cina, a oggi ancora distanti rispetto all’Unione Europea in materia alla ricerca in ambito di intelligenza artificiale.
Cosa comporta la normativa?
L’AI Act è stato approvato dopo circa 36 ore di negoziati tra il Consiglio e il Parlamento europeo ed è ancora al vaglio dei tecnici per l’approvazione di tutti i documenti. I punti critici di una discussione così ampia sono stati principalmente due: l’applicazione dell’intelligenza artificiale a sistemi di sorveglianza e la legislazione sui modelli fondativi. Per quanto riguarda la sorveglianza, il riconoscimento biometrico in tempo reale è stato negato se non per tre casi specifici, ovvero in casi di prevista ed evidente minaccia terroristica, per la ricerca di vittime e per la persecuzione di crimini molto gravi.
Questa “bocciatura”, voluta dal Parlamento, impone quindi grandi limiti alla polizia “predittiva”, che attraverso sistemi di intelligenza artificiale, è in grado di prevedere la probabilità con cui può essere commesso un reato, oltre che predire l’identità del colpevole.
Il secondo punto di discussione è riferito ai modelli fondativi, quelle forme di AI in grado di svolgere compiti complessi, allenati da enormi quantità di dati non categorizzati. I modelli più famosi sono GPT-4 di OpenAI e LaMDA di Google, su cui si basano rispettivamente ChatGPT e Bard.
L’AI Act prevede che l’inquadramento di questi modelli sia diviso in due categorie diverse in base all’impatto: alle intelligenze artificiali ad “alto impatto”, come GPT-4, vengono applicate ex ante le regole sulla sicurezza informatica, soprattutto per quanto riguarda la trasparenza dei processi di addestramento e la condivisione della documentazione tecnica, ancor prima dell’uscita sul mercato. Per le AI considerate a “basso impatto”, la legge viene applicata solo nel momento in cui le tecnologie vengono lanciate sul mercato.
AI Act: la situazione attuale
I provvedimenti attuati con l’AI Act sono diversi e prevedono procedimenti lunghi per essere attuati correttamente alle aziende. Per questo motivo la Commissione europea ha stimato una durata di 24 mesi per il dispiegamento totale delle funzioni, ma solo 6 mesi per inibire gli usi vietati, tra cui rientrano il divieto di social scoring (valutazione delle persone sulla base di comportamenti o caratteristiche personali) e di tecniche manipolative o di AI che sfruttano le emozioni e la vulnerabilità delle persone, a protezione dei cittadini vulnerabili.
Per poter affiancare le PMI e le startup più giovani, l’Unione Europea ha stipulato anche l’AI Pact, una conformità volontaria che aiuta le aziende ad adeguarsi all’AI Act prima ancora che esso diventi operativo.
Il processo di adozione della norma sarà guidato da un ufficio europeo dedicato all’intelligenza artificiale, oltre che da ambienti di test esenti da regole (detti regulatory sandbox) in cui le aziende potranno sperimentare le proprie tecnologie e renderle conformi alle disposizioni della legge. Sono, inoltre, previste pesanti sanzioni per chi non rispetta questa norma: si va dall’1,5% del fatturato globale (circa 7.5 milioni) fino al 7% (circa 35 milioni).
L’intelligenza artificiale è l’assoluta protagonista di questi ultimi anni nel mondo tech, le sfide da affrontare e le opportunità sono ancora molte. L’AI Act è un provvedimento sicuramente utile per chiarire i temi più delicati in materia di intelligenza artificiale, ma l’incertezza è ancora molta. Nei prossimi mesi vedremo come altre organizzazioni, oltre all’UE si muoveranno per aprire o chiudere il rubinetto, soprattutto in materia di privacy, di diritto d’autore e per la salvaguardia di alcuni profili professionali messi a rischio da questa nuova rivoluzione.
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Amazon: il progetto “Q”
L’azienda di Jeff Bezos annuncia, tramite la sua piattaforma Amazon Web Services (AWS), l’introduzione di due modelli di linguaggio basati sull’intelligenza artificiale che si occuperanno di generazione di testi e di personalizzazione delle ricerche web degli utenti.
Il vice presidente della unit AWS, Swami Sivasubramanian, sottolinea l’importanza di questi modelli che saranno in grado di aiutare gli acquirenti a trovare prodotti più facilmente e ad alimentare alcuni elementi di Alexa, per rendere l’assistente personale ancora più intelligente e intuitivo, grazie al LLM (Large Language Model).
Le soluzioni che Amazon intende implementare permetteranno, grazie all’integrazione Action Controller, di favorire una comunicazione più diretta e naturale con l’assistente vocale, con l’obiettivo ambizioso di costruire una tecnologia in grado di operare quasi completamente al posto dell’utente per quanto riguarda, per esempio, le smart home e la domotica.
Durante la conferenza Aws re:Invent 2023 tenuta a Las Vegas il 28 novembre, Amazon ha, inoltre, svelato il progetto Q, il nuovo chatbot (come Chat GPT per OpenAI) dedicato interamente alle aziende che, tra le varie funzioni, sarà in grado di completare automaticamente i codici sorgente e si potrà connettere a più di 40 strumenti aziendali per una corretta condivisione di informazioni.
Il LLM di Amazon, chiamato Olympus, verrà, inoltre, addestrato con circa duemila miliardi di parametri da cui attingere, lanciando una vera e propria sfida ai rivali di OpenAI che, invece, ne utilizza “solo” mille miliardi.
Apple: il progetto “Ajax”
L’azienda di Cupertino, dopo esser stata proclamata “brand più influente al mondo” per l’undicesimo anno di fila da Interbrand, è fortemente impegnata anche sul campo dell’intelligenza artificiale.
Da quattro anni un team guidato da John Giannandrea (ex capo ricerca di Google) lavora con l’obiettivo di creare un AI che sia in grado di conversare ed eseguire comandi vocali complessi, per superare definitivamente lo storico assistente vocale Siri.
Tim Cook ha anticipato che il team di innovazione è impegnato nella realizzazione di un framework proprietario di nome “Ajax” che avrà all’interno un chatbot, anch’esso proprietario, denominato “Apple GPT” e che verrà addestrato con circa 200 miliardi di parametri utili alla costruzione della migliore AI conversazionale ma realizzata prima.Il motore neurale di questo ambizioso progetto sarà il chip A17 pro di Apple, che è stato lanciato da Apple a settembre 2023 con l’uscita del nuovo iPhone 15.
L’azienda, inoltre, intende implementare Xcode con l’intelligenza artificiale, così da poter assistere automaticamente gli sviluppatori app, da sempre punta di diamante del colosso di Cupertino.
Quali saranno i prossimi passi?
Il tema dell’intelligenza artificiale è il più discusso dell’ultimo anno, due giganti come Amazon e Apple non possono limitarsi a rincorrere le altre multinazionali arrivate (incredibilmente) prima e promettono quindi ingenti investimenti in questo settore.
Amazon ha deciso di investire 4 miliardi di dollari in una start-up chiamata Anthropic (fondata da ex dirigenti di OpenAI), Apple, invece, dichiara l’intento di investire un miliardo l’anno in progetto di AI.
La domanda: “Perché questo incredibile ritardo?” al momento non ha trovato alcuna risposta. Gli analisi e gli esperti del mondo Tech dicono che in fondo non ci si aspettava l’exploit della piccola ma dinamica OpenAI e l’interesse degli utenti attratti da un’ottima user experience, o che semplicemente i due colossi abbiano avuto meno personaggi talentuosi nei loro team di lavoro.
Per scoprire chi vincerà la nuova corsa all’oro dell’AI, non ci resta che attendere le novità che sicuramente saranno ancora un super trend topic per il 2024. Resta sintonizzato/a con il nostro Synblog per non perderti le informazioni più aggiornate e curiose dal mondo tech.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale nel mondo dei musei
L’intelligenza artificiale sta diventando estremamente importante per moltissimi settori: le soluzioni AI stanno rapidamente trasformando il mondo della cultura, in particolar modo il sistemi di fruizione dei contenuti dei musei, offrendo opportunità innovative per migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere le mostre più accessibili a un pubblico maggiore.
Tra le applicazioni più comuni dell’AI nei musei possiamo trovare:
- I percorsi personalizzati. Queste soluzioni possono essere utilizzate per creare percorsi di visita personalizzati in base agli interessi dei visitatori e possono aiutarli a scoprire opere da un punto di vista del tutto differente.
- Le guide virtuali L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per creare delle vere e proprie guide virtuali, in grado di offrire informazioni più dettagliate ai visitatori, sulle opere d’arte.
- La realtà virtuale e aumentata. Le soluzioni possono essere utilizzate, poi, per creare esperienze di realtà virtuale e aumentata per consentire agli individui di interagire con le opere d’arte in modo nuovo e coinvolgente.
Grazie all’utilizzo di sistemi AI-based, è possibile rendere le esperienze museali più inclusive, accessibili e personalizzate in grado di rivoluzionare le modalità di apprendimento e interazione con il museo.
Il caso del Museo Nazionale del Cinema di Torino
Synesthesia è stata, quindi, coinvolta dal Museo Nazionale del Cinema nella realizzazione di un progetto originale, intitolato “Il futuro del cinema, il cinema del futuro”, che offre la possibilità, ai visitatori del museo, di scrivere una vera e propria sceneggiatura cinematografica grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e poi scaricarne la locandina personalizzata.
A partecipare al progetto sono stati più di 1200 partecipanti in solo tre mesi, mostrandoci quanto oggi sia importante sviluppare soluzioni sempre più innovative, anche negli ambienti più tradizionali.
Per creare un’esperienza personalizzata è stato necessario utilizzare tecnologie basate sul machine learning, un modello in grado di comprendere “il linguaggio naturale dell’uomo” e quindi rielaborarlo secondo modalità creative. In questo modo l’intelligenza artificiale consente di creare sceneggiature molto realistiche sempre diverse, per ogni utente.
Al termine della fase dimostrativa, durata dal 22 giugno al 7 settembre 2023, sono stati raccolti i dati per comprendere il livello di gradimento che il progetto ha avuto sui visitatori del museo.
A confermare l’ interesse degli individui nei confronti dell’intelligenza artificiale sono i dati raccolti: i partecipanti sono infatti stati più di 1200, i quali sono stati entusiasti di fronteggiarsi con tecnologie innovative di questo tipo, per testarne le capacità e capirne il funzionamento, oltre che divertendosi con essi.
Questo è solo uno degli esempi di quanto si possa fare in ambito intelligenza artificiali per i musei e per la cultura, creando esperienze sempre più interattive e divertenti per i visitatori.
Synesthesia in ambito AI
La nostra nuova divisione Synesthesia AI realizza soluzioni digitali mettendo in campo competenze, servizi e tecnologie di ultima generazione come l’Intelligenza Artificiale generativa, start-up acceleration, machine learning, R&D as a service, industria 4.0/industria 5.0.
Synesthesia AI si impegna a fornire soluzioni di alta qualità per problemi complessi. Il nostro team di esperti lavora incessantemente per creare algoritmi e modelli avanzati che consentono di affrontare sfide complesse in diversi settori.
Se sei interessato/a a strumenti AI nel settore museale, contattaci. Il nostro team AI potrà creare insieme a te la soluzione più adatta e performante per i tuoi progetti.
L’evento: che cosa dobbiamo aspettarci?
L’intelligenza artificiale ha cambiato significativamente il panorama della programmazione, dello sviluppo, del marketing. I developer e gli scienziati dei dati devono capire come sfruttare i nuovi strumenti disponibili per ottimizzare e integrare il loro approccio al lavoro e la loro produttività. Per offrire un panorama di esperienze e opportunità da poter cogliere, l’ evento di AI Heroes presenta un percorso dedicato completamente all’AI.
L’evento si terrà il 1° dicembre 2023 a Torino presso il Museo dell’Automobile e vedrà la partecipazione di esperti di spicco che condivideranno esempi e best practice su implementazione, integrazione e ottimizzazione dell’AI all’interno di diversi settore di business e nelle professioni.
L’evento, organizzato da Synesthesia Events, si aggiunge al ricco carnet di appuntamenti dedicati al mondo tech (droidcon Italy, Swift Heroes, Flutter Heroes, React Native Heroes) e offrirà spunti pratici sull’utilizzo dell’AI all’interno dei contesti aziendali, non solo in ambito development e informatico.
Con l’introduzione del Prof. Guido Saracco – Rettore del Politecnico di Torino, che terrà uno speech dal titolo “Being a Technologist in the AI era”, il programma della giornata prevede una serie di talk che trattano l’argomento AI sotto diversi punti di vista per offrire una panoramica ampia e dettagliata.
Gli speaker di AI Heroes
Tra i vari speaker ricordiamo Dario Sabella, Senior Manager Standards and Research di Intel Corporation e Elio Salvatore, Senior Solutions Engineer di Couchbase che tratteranno temi come FED-XAI, l’approccio che combina Federated Learning (FL) di modelli eXplainable Artificial Intelligence (XAI).
Un ulteriore contributo e orientamento scientifico sul tema AI sarà offerto dallo speech che avrà come relatore Leonardo Chiariglione, presidente e chairman di MPAI, l’organizzazione internazionale che sviluppa standard per la codifica dei dati basata sull’intelligenza artificiale con chiari quadri di licenza sui diritti di proprietà intellettuale.
Gli sponsor di AI Heroes
L’importanza della tematica e della necessità di creazione di un networking che condivida e rafforzi idee e progetti arriva anche dagli sponsor che hanno deciso di sostenere la conferenza. Al fianco dei prime sponsor Deltatre, Jakala e Synesthesia, troviamo anche supporting sponsor come Postpickr e Couchbase e molti altri.
“Le organizzazioni che adottano l’AI per prime saranno quelle che ne trarranno i maggiori benefici, sfruttando la tecnologia all’avanguardia e il lungo tempo di attesa necessario per “addestrare” e personalizzare la tecnologia. Per questo abbiamo deciso di creare un momento di condivisione tra esperti del settore per un confronto diretto su un tema ormai quotidiano e sul quale saremo sempre più “costretti” a misurarci”, afferma Francesco Ronchi, Presidente di Synesthesia.
AI Heroes ti aspetta il 1° dicembre al MAUTO!
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[Riproponiamo il post del blog pubblicato da EcommerceGuru.it il 17 novembre 2023]
A cura di
Ileano, come opera “Synesthesia Commerce” e da dove nasce l’idea di creare una divisione dedicata ai progetti e-commerce?
“Synesthesia Commerce” è la nostra divisione specializzata in progetti e-commerce ed è stata creata con l’obiettivo di sfruttare le opportunità offerte dal mondo dell’e-commerce per espandere e migliorare la nostra presenza sul mercato. L’idea di creare questa divisione è nata dalla crescente importanza dell’e-commerce nel panorama commerciale moderno.
L’evoluzione della tecnologia e delle abitudini di acquisto dei consumatori ha reso evidente a tutti che l’e-commerce rappresenta una parte essenziale del futuro del commercio. Abbiamo, quindi, deciso di creare una divisione dedicata a questo settore per concentrare le nostre risorse e competenze su progetti e sfide legate a questo mondo.
Parliamo un po’ di quello che sta accadendo nel mondo delle vendite online. Come sta cambiando lo scenario? Quali sono, secondo te, le innovazioni più significative che occorre tenere d’occhio nei prossimi mesi?
Il mondo delle vendite online è in costante evoluzione e, negli ultimi anni, abbiamo assistito a cambiamenti significativi. Si tratta di cambiamenti che sono alimentati da una combinazione di avanzamenti tecnologici, spostamenti nei comportamenti dei consumatori e una crescente concorrenza nel mondo online.
Una delle tendenze più rilevanti che stiamo osservando, per esempio, è l’ampia adozione dell’intelligenza artificiale (IA) e dell’apprendimento automatico. Entrambe le tecnologie consentono una personalizzazione più avanzata, basata sui comportamenti passati dei clienti e migliorando l’efficienza dei processi interni, come la gestione degli stock e il servizio clienti.
Un altro fenomeno molto interessante a cui stiamo assistendo è rappresentato dalla crescita significativa del commercio conversazionale. Chatbot e assistenti virtuali stanno diventando parte integrante delle strategie di e-commerce, migliorando notevolmente l’interazione con i clienti e offrendo assistenza istantanea per rispondere alle domande e alle esigenze dei clienti in tempo reale.
Tra le innovazioni più significative che stanno rivoluzionando questo settore vorrei, poi, aggiungere anche il mobile commerce. Oggi sempre più persone fanno acquisti tramite dispositivi mobile. In futuro sarà, quindi, sempre più essenziale ottimizzare l’esperienza dell’utente, garantendo che i siti web siano reattivi e facili da navigare, anche su schermi di dimensioni più ridotte. Molti grandi player si sono già mossi da tempo in questo senso.
Il miglioramento dell’esperienza d’acquisto sicuramente avrà importanti ripercussioni sia per quanto riguarda l’adozione di nuovi metodi di pagamento digitali e criptovalute (questo comporta che tutte le aziende dovranno essere pronte ad accettare una varietà di opzioni di pagamento per soddisfare le preferenze dei clienti sempre più esigenti), sia per quanto riguarda il coinvolgimento e le interazioni dell’utente durante questa fase d’acquisto.lLa realtà virtuale (e la realtà aumentata stanno diventando sempre più accessibili e richieste dal mercato).
Arriviamo, quindi, alla logistica. Negli ultimi anni i tempi di consegna si sono notevolmente ridotti. Avere, quindi, una catena di approvvigionamento efficiente e una logistica affidabile è fondamentale per garantire che i prodotti raggiungano i clienti in modo puntuale.
Tutto questo, infine, è reso possibile grazie a un’analisi e gestione efficace dei dati. Avere una comprensione sempre più approfondita dei comportamenti dei clienti è fondamentale per guidare con tempestività le nostre decisioni e adattare le nostre strategie per soddisfare le esigenze sempre più imprevedibili dei consumatori.
Come si sta muovendo Synesthesia in questi ambiti?
Stiamo adottando una serie di iniziative concrete per implementare e potenziare i punti chiave menzionati in precedenza per comprendere in modo più approfondito le esigenze specifiche di ciascun cliente e rafforzare le nostre capacità di analisi per raccogliere dati più precisi per sviluppare strategie sempre più personalizzate. Per far questo continuiamo a investire nella formazione e nello sviluppo del nostro team per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e tecnologie nel campo dell’e-commerce per offrire soluzioni end-to-end.
La nostra rete di partner e collaboratori è in costante crescita e questo ci consente di poter accedere a competenze sempre più specializzate. Stiamo implementando strumenti di comunicazione avanzati e procedure di feedback più strutturate per garantire una comunicazione aperta e continua con i nostri clienti rispondendo in modo efficace e tempestivo alle loro esigenze.
Abbiamo implementato una metodologia di misurazione dei risultati più avanzata, che ci consente di monitorare costantemente le prestazioni dei nostri clienti e apportare aggiustamenti immediati quando necessario. Stiamo, inoltre, promuovendo una cultura interna focalizzata sul raggiungimento dei risultati come obiettivo primario.
Insieme al tuo team aiutate le aziende, anche le più ambiziose, a raggiungere i loro obiettivi di business nel settore delle vendite online, con servizi di consulenza personalizzati in tutte le fasi del processo, quali sono le caratteristiche e le peculiarità che contraddistinguono il modo di lavorare del tuo team?
Il nostro team si distingue per una serie di caratteristiche e peculiarità e alcuni dei tratti distintivi del nostro modo di lavorare includono:
- Approccio personalizzato
Siamo consapevoli che ogni azienda è unica con esigenze specifiche. Il nostro team adotta un approccio personalizzato per ogni cliente, analizzando attentamente le loro sfide, obiettivi e risorse disponibili. Questo ci consente di sviluppare strategie e soluzioni su misura.
- Competenza tecnica
Il nostro team è composto da esperti nel campo dell’e-commerce, con una vasta conoscenza delle migliori pratiche, delle ultime tendenze tecnologiche e delle sfide specifiche del settore. Questa competenza ci consente di fornire consulenza informata e soluzioni basate su dati concreti.
- Collaborazione e comunicazione
Poniamo un’enfasi particolare sulla collaborazione aperta e la comunicazione efficace con i nostri clienti. Siamo sempre disponibili per ascoltare le loro idee, rispondere alle domande e adattare le strategie in base ai loro feedback.
- Focus sui risultati
Il nostro obiettivo principale è aiutare le aziende a ottenere risultati tangibili. Lavoriamo instancabilmente per massimizzare le vendite, ottimizzare le conversioni e migliorare l’efficienza operativa per garantire il successo dei nostri clienti nel lungo termine.
- Agilità e adattabilità
L’ambiente dell’e-commerce è in continua evoluzione, e il nostro team è agile e adattabile. Siamo pronti a modificare le strategie e le tattiche in base ai cambiamenti del mercato e delle esigenze dei clienti.
- Approccio olistico
Consideriamo tutte le fasi del processo di e-commerce, dall’acquisizione dei clienti alla gestione dell’inventario, dalla piattaforma alla logistica e alla consegna. Questo approccio olistico ci consente di identificare opportunità di miglioramento in ogni area del processo.
- Misurazione e Ottimizzazione Continua
Utilizziamo metriche e analisi avanzate per valutare costantemente le prestazioni e identificare aree di miglioramento. Questo ciclo continuo di misurazione e ottimizzazione ci permette di garantire che le strategie siano sempre allineate agli obiettivi aziendali.
Quali sono le 3 cose che una azienda deve sapere per agire in modo corretto nelle vendite on line?
Agire in modo corretto nelle vendite online richiede una comprensione approfondita di diversi aspetti. Prima di iniziare a vendere online, è fondamentale comprendere chi è il tuo pubblico di riferimento: devi conoscere i tuoi clienti ideali, le loro preferenze, i loro bisogni e le loro abitudini di acquisto. La creazione di profili dettagliati dei clienti (buyer personas) ti aiuterà sicuramente a indirizzare la tua strategia di marketing e offrire prodotti e servizi che rispondano alle loro esigenze.
In secondo luogo, direi, scegliere una piattaforma di e-commerce più adatta al proprio business è fondamentale: vengono valutate attentamente le diverse opzioni disponibili e considerati aspetti come la scalabilità, la personalizzazione, la sicurezza dei pagamenti e l’integrazione con altri strumenti aziendali. Per ottenere il massimo valore dalla tua strategia, infine, è essenziale raccogliere e analizzare dati pertinenti a livello strategico. Questo significa andare oltre le metriche di base e comprendere come i dati influenzano le decisioni a livello aziendale. L’analisi dei dati può aiutare a identificare le tendenze a lungo termine, comprendere il comportamento dei clienti e adattare la strategia in modo mirato.
È importante sottolineare che la strategia online non è un processo statico ed è, quindi, necessario adottare un approccio di miglioramento continuo basato sui dati raccolti. Monitorare costantemente le metriche chiave, identificare aree di debolezza e apportare aggiustamenti è cruciale per rimanere competitivi e adattarsi ai cambiamenti nel panorama dell’e-commerce. La tua strategia dovrebbe essere coesa e integrata con altri aspetti del business. Questo significa allineare gli obiettivi di marketing online con gli obiettivi aziendali globali e garantire che l’analisi dei dati contribuisca a una visione complessiva della performance dell’azienda.
Synesthesia attraverso una consulenza completa in ambito e-commerce può aiutare la tua azienda a raggiungere i propri obiettivi di business. Si prende cura delle tue idee e delle tue esigenze, offrendo soluzioni commerciali di tendenza sul mercato delle vendite online, per supportare la tua crescita e offrirti la massima efficienza. Contattaci per avere maggiori informazioni.
Neuralink vuole inserire microchip nel cervello umano
Sembrerebbe che già migliaia di persone si siano messe in lista d’attesa per diventare le cavie umane della nuova azienda di neurotecnologie, Neuralink. L’impresa ha iniziato la ricerca degli 11 pazienti previsti dalla sperimentazione a settembre 2023 tramite un post social dove si mettevano a disposizione i primi requisiti necessari per entrare a far parte del progetto. La sperimentazione intende impiantare un chip dietro l’orecchio, attraverso un’operazione chirurgica con la quale verrà rimosso e sostituito un pezzo di cranio. L’obiettivo finale dell’azienda sembrerebbe essere quello di operare gli 11 individui entro il 2024 e circa 22mila altri pazienti entro il 2030.
Neuralink ha ricevuto il via libera alla sperimentazione a marzo 2023 da parte dell’FDA (Food and Drug Administration USA), ente regolatorio che salvaguarda la salute pubblica negli USA, nonostante gli fosse stata precedentemente negata per ben tre volte e nonostante l’inchiesta ancora aperta sulla morte di più di 1.500 cavie animali durante gli esperimenti.
A chi si rivolge la sperimentazione?
Le persone che sono state chiamate a rispondere all’annuncio di Neuralink sono principalmente individui con età maggiore ai 22 anni, affetti da paralisi di tutti e quattro gli arti o da lesioni del midollo a causa di malattie come la SLA.
L’obiettivo è creare una connessione tra il microchip e la mente umana, per aiutare le persone con paralisi a controllare i dispositivi utilizzando il loro pensiero, tramite segnali cerebrali captati dall’impianto di Neuralink.
In realtà pare che il vero obiettivo dell’azienda di Elon Musk è offrire questa tecnologia anche alle persone senza alcun tipo di problematica medica, ovvero, dare la possibilità a chiunque vorrà di diventare un “cyborg” capace di competere con le intelligenze artificiali.
Quali sono i rischi?
L’operazione ideata dall’azienda prevede una tempistica di non più di due ore e si basa sulla rimozione di una parte di cranio, dove verranno inseriti gli elettrodi. La rimozione della porzione di cranio avviene attraverso un laser a femtosecondi, capace quindi di emettere impulsi della durata di milionesimi di miliardesimi di secondo.
Neuralink non è la prima impresa che ha questo obiettivo, precedentemente altre aziende hanno tentato di inserire un microchip nel cervello umano, ma senza successo. Se infatti anche solo l’operazione di per sé, in quanto molto invasiva, risulta pericolosa, sono stati anche registrati casi in cui il chip che è stato inserito nel cervello è andato a peggiorare la situazione psicologica dei pazienti, che hanno mostrato stati dissociativi e pensieri suicidi. In altri casi invece tali interfacce neurali si sono mosse all’interno del cranio creando problematiche o si sono surriscaldate, facendo fallire gli esperimenti.
Altri studiosi sono però preoccupati per quello che potrebbe significare inserire un chip nel cervello di un essere umano: un controllo costante su quelli che sono i pensieri, che potranno anche essere registrati. Il compito del chip è infatti proprio quello di interpretare l’attività elettrica del cervello, potendo potenzialmente tracciare le emozioni di una persona sia in stato conscio sia inconscio.
Sperimentazioni come quella di Neuralink sono oggi molto discusse: sicuramente potrebbero rappresentare un grande passo per la cura di alcune malattie, ma a che prezzo? Con quali conseguenze per gli individui rispetto al possibile controllo dei comportamenti con mezzi artificiali?
Non ci resta che attendere ulteriori novità sulle sperimentazioni per capire fino a dove si spingerà l’iniziativa di Elon Musk.
Se hai domande o feedback, scrivici. Saremo contenti di leggere le tue richieste o le tue opinioni.